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Comune di Simbario, la Corte dei Conti delibera di segnalare al Consiglio Comunale di Simbario, la presenza di residui attivi con alto grado di vetustà e il loro elevato importo rispetto alle entrate.
1 Deliberazione n. 15/2009 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CALABRIA composta dai magistrati: Pres. ...
Ovidio Romano ringrazia gli elettori.
Grazie! Grazie commosso a tutti i nostri elettori che, con coraggio e passione, hanno condiviso il nostro sogno semplice e ambizioso di dare al nost...
E' morto Luigi Romano (Gino di Migliuni)
Stamattina alle ore 7 cessava di vivere Luigi Romano, con lui sparisce l’ultimo vero cantastorie. Era nato a Simbario il 7 gennaio del 1924. Da ragazz...
07/07/2009 09:42
Comune di Simbario, la Corte dei Conti delibera di segnalare al Consiglio Comunale di Simbario, la presenza di residui attivi con alto grado di vetustà e il loro elevato importo rispetto alle entrate.
1
Deliberazione n. 15/2009
REPUBBLICA ITALIANA
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CALABRIA
composta dai magistrati:
Pres. Sez. Martino COLELLA Presidente
Cons. Giuseppe GINESTRA Componente
Cons. Luigi CONDEMI Componente
Cons. Vittorio CIRO’ CANDIANO Componente
Cons. Anna BOMBINO, Relatore Componente
Cons. Quirino LORELLI Componente
I° Ref. Natale LONGO Componente
Nella Camera di consiglio del 12 febbraio 2009
VISTO il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio
decreto 12 luglio 1934, n. 1214;
VISTA la legge 21 marzo 1953, n. 161;
VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
VISTA la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000
del 16 giugno 2000 che approva il regolamento per l’organizzazione delle funzioni
di controllo della Corte dei conti, modificata con la deliberazione della Sezioni
riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e con la deliberazione n. 1 del 17 dicembre 2004;
VISTA la legge 5 giugno 2003, n. 131;
VISTO l’art. 3, comma 62 della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
VISTA la deliberazione del Consiglio di Presidenza adottata nell’adunanza
dell’11 giugno 2008 con la quale è stato adottato il nuovo regolamento recante
2
modifiche al “regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della
Corte dei conti”, approvato con deliberazione delle Sezioni Riunite 16 giugno
2000, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO il Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali, approvato con D.lgs.
18 agosto 2000, n. 267;
VISTO l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007);
VISTA la deliberazione n. 9/AUT/2008, resa dalla Sezione Autonomie della
Corte dei Conti, contenente le Linee-guida per la redazione delle relazioni ai
rendiconti dell’esercizio 2007;
VISTA la nota del 22 luglio 2008, con la quale la Sezione regionale di controllo
della Corte dei conti ha trasmesso ai rispettivi organi di revisione dei conti dei
comuni della regione Calabria il modello di questionario relativo al rendiconto
2007, unitamente alle Linee-guida della Sezione Autonomie della Corte dei Conti;
CONSIDERATO che l’Organo di Revisione del Comune di SIMBARIO (VV) in
data 20 ottobre 2008 ha trasmesso il questionario relativo al rendiconto
dell’esercizio 2007;
VISTA la nota del 22 dicembre 2008, indirizzata al Sindaco ed all’Organo di
revisione, con la quale il Magistrato istruttore ha formulato osservazioni in merito
a criticità relative alla situazione contabile dell’ente per come rilevate dal
contenuto del questionario;
VISTA la nota prot. n. 111 del 15 gennaio 2009, a firma congiunta del
Sindaco e dell’Organo di revisione, in risposta alle osservazioni istruttorie;
ESAMINATE le risultanze emerse dal contraddittorio con l’Ente;
VISTA l’ordinanza n. 5 del 29 gennaio 2009 con la quale il Presidente ha
convocato la Sezione per la camera di consiglio del 12 febbraio 2009;
UDITO il relatore, Consigliere Dr. Anna Bombino;
CONSIDERATO
Le osservazioni in merito alla situazione economico-finanziaria del comune di
SIMBARIO relativa all’esercizio chiuso al 31.12.2007 hanno riguardato i seguenti
aspetti:
-tardiva approvazione del rendiconto da parte dell’organo consiliare (26
settembre 2008);
3
-mancato aggiornamento dell’inventario, di cui non è indicata la data
dell’ultimo aggiornamento;
-omessa iscrizione nell’avanzo vincolato per investimenti dei residui passivi
eliminati, finanziati da indebitamento già perfezionato;
-elevati importi del totale delle partite residuali attive (€. 2.068.741) rispetto
alle entrate complessive (€. 1.504.693) (137,49%) ed elevato grado di vetustà
dei residui attivi (32,90%) sul totale dei residui al 31.12.2006;
-basso grado di copertura del servizio idrico integrato (83,55%) e del servizio
di nettezza urbana (52,52%);
-mancato rispetto dei limiti fissati dall’ art. 1, comma 557, della legge
296/2006 atteso che la spesa del personale per l’ anno 2007 (€. 345.548,00) è
superiore alla spesa per l’anno 2004 (€. 257.335,00).
-inadeguata rappresentatività dei dati economico-patrimoniali;
Con nota del 15 gennaio 2009, l’Ente ha fornito chiarimenti in merito alle
contestazioni formulate facendo presente quanto segue:
-conferma del mancato rispetto dei termini di approvazione del rendiconto;
-mancato aggiornamento dell’inventario, seppure l’Ente ha avviato le relative
procedure;
-mancata eliminazione dei residui passivi finanziati da indebitamento già
perfezionato (rettifica dato);
- esistenza di partite residuali attive di importo elevato rispetto alle entrate
complessive, nonché dell’elevato grado di vetustà delle stesse;
- basso grado di copertura del servizio idrico integrato (inferiore al 90%) e del
servizio di nettezza urbana (inferiore al 60%) con possibili conseguenze sulla
tenuta degli equilibri di bilancio;
- spesa del personale nei limiti di legge.
Tenuto conto che l’Organo di revisione ha inoltre certificato di non avere
rilevato gravi irregolarità contabili, tali da incidere sul rendiconto 2007, e di non
avere suggerito all’Ente misure correttive specifiche (sez.I, p.I del questionario);
Preso atto di quanto accertato dal suddetto organo di revisione in ordine ai
seguenti aspetti:
1) l’Ente ha adottato il provvedimento di salvaguardia degli equilibri generali
ai sensi dell’art. 193 del TUEL;
2) il rendiconto è corredato degli allegati previsti dalla legge;
3) sussiste concordanza tra il fondo di cassa risultante dal conto del tesoriere
e le scritture contabili del Comune;
4) sono state svolte le operazioni di riaccertamento dei residui attivi e
passivi, in particolare:
- sono state fornite le motivazioni dell’eventuale cancellazione parziale o
totale dei residui attivi;
- i crediti inesigibili sono stati stralciati dal conto del bilancio, con conseguente
cancellazione dai residui attivi;
- inesistenza dei residui passivi eliminati, finanziati da indebitamento già
perfezionato;
- verifica dell’inesistenza di residui passivi del titolo II non movimentati da
oltre due esercizi per i quali non vi sia stato l’affidamento dei lavori;
- corrispondenza tra accertamenti ed impegni a destinazione vincolata
(inclusi i servizi in conto terzi);
5) rispetto dei limiti d’indebitamento (art. 204 TUEL) e rispetto del vincolo
costituzionale di attivazione dell’indebitamento per il finanziamento di
investimenti;
6) mancata rappresentazione compiuta, nel conto del patrimonio, della
situazione patrimoniale e finanziaria del Comune, in presenza di un
inventario non aggiornato;
7) inesistenza di debiti fuori bilancio;
RITENUTO
che dalle risultanze istruttorie, per come sopra esposte, non si è evidenziata
la necessità di una specifica pronuncia per gravi irregolarità contabili, in
mancanza di accertate, puntuali e specifiche violazioni di legge di rilevante
importanza;
che sia comunque opportuno formulare sin d’ora raccomandazioni e
segnalazioni al Consiglio ed agli Organi di gestione, riscontrandosi situazioni che
possono essere sintomi di inefficienze e/o di irregolarità della gestione finanziaria,
al fine di consentire consapevolezza per eventuali tempestive azioni di correzione,
tenuto conto che la presenza di residui attivi con alto grado di vetustà, nonché
l’elevato importo degli stessi rispetto alle entrate complessive potrebbe rilevare la
conservazione di partite inesigibili o insussistenti con ripercussioni negative sugli
equilibri finanziari futuri, per cui sarà cura dell’Ente adottare un provvedimento
straordinario di verifica ed eventuale riaccertamento, nonché provvedere
all’aggiornamento dell’inventario atteso che tale situazione di irregolarità rende
inattendibile la rappresentatività dei dati e dei documenti del rendiconto.
5
Per questi motivi,
La CORTE DEI CONTI
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CALABRIA
DELIBERA
di segnalare al Consiglio comunale di SIMBARIO, la presenza di residui attivi
con alto grado di vetustà, nonché l’elevato importo degli stessi rispetto alle
entrate complessive, onde si suggerisce una revisione straordinaria di verifica ed
eventuale riaccertamento delle partite residuali secondo i criteri e regole contabili
di cui agli artt. 189 e 228 del TUEL, nonché all’aggiornamento dell’inventario.
DISPONE
che a cura della Segreteria copia autentica della presente deliberazione
venga comunicata al Consiglio comunale di SIMBARIO e al Sindaco del Comune
medesimo.
Così deliberato in Catanzaro, nella Camera di consiglio del 12 febbraio 2009
Relatore Il Presidente
(F.to Dott. Cons. Anna BOMBINO) (F.to Dott. Martino COLELLA)
Depositata in Segreteria il
12 febbraio 2009
Il Direttore della Segreteria
(F.to Antonio LEONE)
 
27/06/2009 14:35
Ovidio Romano ringrazia gli elettori.
Grazie!
Grazie commosso a tutti i nostri elettori che, con coraggio e passione, hanno condiviso il nostro sogno semplice e ambizioso di dare al nostro amato paese un futuro migliore, che ci hanno seguiti nella speranza di una nuova alba che portasse conforto e giustizia a noi tutti. Grazie affettuoso e auguri sinceri anche agli amici elettori della lista n°2 che con la loro lealtà e il loro rispetto hanno consentito,insieme con noi,di portare a termine una campagna elettorale sempre accesa, ma corretta. Nel nostro cuore non alberga rancore o rimorso, ma solo la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per conseguire il giusto risultato per questa splendida avventura. Pur tuttavia permane in noi il disagio di dover constatare che a distanza di duemila anni esistono ancora i GIUDA: anche se al posto dei denari ci sono ormai gli EURO. Dio non paga il sabato....sappiano i traditori che i soldi finiscono e le promesse svaniscono. Il prezzo del loro tradimento sarà il marchio di infamia e disonore che si porteranno dietro per tutta la vita. Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecore.
Viva Simbario! Viva l'Orgoglio Simbariano!
 
20/05/2008 16:27
E' morto Luigi Romano (Gino di Migliuni)
Stamattina alle ore 7 cessava di vivere Luigi Romano, con lui sparisce l’ultimo vero cantastorie. Era nato a Simbario il 7 gennaio del 1924. Da ragazzo accompagnò il padre non vedente per tutta l’Italia, primo grande cantastorie Simbariano, riconosciuto e autorizzato dalla monarchia dei Savoia . Padre e figlio, fregiandosi del Regio Permesso, si sono spinti a piedi fino a Rimini per allietare, con la loro musica, tutte le piazze d’Italia; ovunque hanno fatto conoscere non solo la canzone Calabrese ma tutte le musiche del tempo. All’epoca, lo Zio Gino riceveva gli spartiti con le nuove canzoni direttamente dal Ministero alla Cultura e lui, abile suonatore di chitarra e dotato di voce melodiosa, ha cantato e fatto conoscere le più belle canzoni di sempre. Lo Zio Gino conobbe anche l’emigrazione: fu in Germania e poi in Francia dove portò con sé anche la sua famiglia di onesti e grandi lavoratori. Conobbe l’atroce dolore per la prematura scomparsa del figlio Vincenzo, dolore che l’accompagnò fino all’ultimo istante della sua vita. Con lui se ne va l’amico di tutti, colui che mai ebbe scontri o diverbi con nessuno. Uomo di grande esperienza, di sopraffina intelligenza, d’ingegno e di grande senso dell’umorismo. Con lui sparisce il Simbariano nel senso più ricco del termine. Oggi si attende l’arrivo dei figli Gaetano e Ciccio. La figlia Antonietta invece si trova già a Simbario, era arrivata qualche giorno fa assieme al marito Nicola. A tutti loro vanno le nostre più sentite condoglianze.
 
14/05/2008 12:39
La presa in giro del Giro. Da Giornata Storica a Giornata della Delusione
Lettera di protesta inviata alla Rai.
Vi scrivo, pur sapendo che mai prenderete in considerazione questa mia missiva, per esprimere tutta la mia indignazione su quanto da voi trasmesso circa la tappa Pizzo-Catanzaro del Giro d'Italia. Dopo quasi un secolo di attesa, finalmente il Giro è passato sulla S.S 110 delle Serre Calabresi, (per noi rimane la Strada Regia, importante per i Borboni, cancellata dai Savoia in poi e adesso pure da voi). Strada che attraversa una terra bellissima ma sconosciuta al turismo di massa; si pensava che con il passaggio del Giro, questa terra potesse avere il suo momento di gloria e invece avete avuto la malafede, evitando con cura persino di menzionarla. Come è stato possibile che la messa in onda delle riprese di una tappa, che per oltre la metà del tempo si è svolta sul tratto appenninico delle Serre, non prevedesse nemmeno uno spazio di 30 secondi per Serra San Bruno e dintorni? Ignorarci era la cosa più brutta che potevate fare e l'avete fatta. Potevate parlarne male, almeno! A nome della gente che qui ci vive esigo delle pubbliche scuse, diversamente, per quanto mi è possibile cercherò di coinvolgere la gente del posto ad una civile protesta non pagando il canone Rai. Con rammarico, Salvatore Romano
Invitiamo tutti i visitatori ad inviare un'eMail di protesta alla RAI, facendo copia incolla, per rivendicare il rispetto per la nostra terra.
 
12/05/2008 15:14
Domani Giornata Storica per Simbario. Per la prima volta il Giro d'italia
Finalmente ci siamo! Dopo una lunga attesa, il Giro d’Italia attraverserà le Serre. Partirà domattina da Pizzo, per raggiungere Catanzaro, dove con buone probabilità la tappa si concluderà con una volata sul lungomare di Catanzaro Lido. Una tappa tranquilla, almeno sulla carta, che dovrebbe favorire le ruote veloci del gruppo. Dopo la partenza da Pizzo, la carovana attraverserà Vibo, Sant’Onofrio, Filogaso, per poi imboccare la statale 110 in direzione Serra San Bruno. Sarà attraversato San Nicola da Crissa alle ore 13,25 e alle 13,43 si dovrebbe raggiungere Simbario. Si percorrerà la via G.B. Ceraso, che per l’occasione è stata risistemata. Un’ordinanza del sindaco vieta il transito e il parcheggio lungo tutta la via Nazionale per la giornata di domani. Grande soddisfazione, dunque, ed entusiasmo per l’Amministrazione comunale per un evento straordinario fra i più prestigiosi nel mondo dello sport.
Un paese tirato a lucido per non sfigurare al passaggio del Giro d’Italia, consapevoli che grazie a questo, le bellezze del nostro paese e delle Serre faranno il giro del mondo e non possiamo mancare l’opportunità per il rilancio turistico delle nostre zone. I ciclisti, una volta superato Simbario, proseguiranno alla volta di Spadola e poi a Serra San Bruno. Superata la cittadina della Certosa si inerpicheranno verso il Passo di Pietra Spada e scenderanno a Stilo. Si entrerà nella provincia di Catanzaro, a Guardavalle, si attraverserà il bellissimo lungomare di Soverato, Copanello e Catanzaro Lido. Da qui il tracciato prevede la risalita verso Catanzaro città con il passaggio proprio nel centro storico di corso Mazzini. La conclusione del giro avverrà sul lungomare di Catanzaro lido.
 
07/05/2008 16:05
Spadola avrà un nuovo Ufficio Postale
Da ieri sono cominciati i lavori per la realizzazione del nuovo ufficio postale. La nuova sede sarà in piazza Municipio nei locali concessi dall’amministrazione comunale. La notizia è arrivata dal servizio comunicazione territoriale delle Poste Italiane che i lavori si protrarranno fino all’undici giugno e fino a quella data l’ufficio postale di Spadola non sarà operativo. Nel frattempo i cittadini di Spadola potranno recarsi nell’ufficio di Brognaturo per il ritiro della corrispondenza e per il pagamento delle pensioni. Per tutti gli altri servizi, gli Spadolesi potranno recarsi nell’ufficio postale di Simbario o in quello di Serra San Bruno. Inoltre le Poste hanno comunicato in dettaglio i lavori che saranno fatti nella nuova sede . “Diversi sono gli interventi previsti nella nuova struttura per offrire ai cittadini e agli operatori un ufficio postale più confortevole e funzionale, tra cui: adeguamento ergonomico del bancone di sportelleria; ampliamento della sala al pubblico; adeguamento e messa a norma di tutti gli impianti elettrici, secondo le leggi vigenti in materia di sicurezza, installazione dei condizionatori; realizzazione di un accesso facilitato per i disabili”.
Nel giro di poco più di un mese, gli uffici dovrebbero essere perfettamente funzionali e ci auguriamo siano anche accoglienti ed efficienti.
 
04/05/2008 10:58
Soriano. Attentato ad un commerciante.
Un ordigno rudimentale è esploso ieri sera sotto l'auto di un commerciante ambulante di Soriano Calabro. La deflagrazione ha divelto il paraurti ed il parabrezza della vettura, che era parcheggiata nei pressi dell'abitazione del commerciante, un ambulante di 65 anni. L'esplosione non ha causato feriti. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Serra San Bruno che subito dopo lo scoppio sono arrivati sul posto.
 
03/05/2008 17:25
Saskatchewan (Canada). E' morto Basilio Bertucci.
Ieri l'altro cessava di vivere nel Saskatchewan, Basilio Bertucci. Era nato a Simbario nel 1933 ma aveva vissuto per gran parte della sua vita in Canada. Non a Toronto o a Montreal ma a quasi 5000 km dalla costa atlantica, in quel Canada vero, dove le praterie sembrano non finire mai e delle quali lui ne subì il fascino. Chi ha avuto modo di conoscerlo lo definisce persona intelligente e garbata. La sua sicurezza lo rendeva un uomo forte e il suo savoir-faire un gentiluomo. Era stato a Simbario poco meno di due anni fà per trovare la sorella Lorenza, i suoi parenti e i suoi amici. La sua salma, è molto probabile che in settimana possa essere riportata nel paese nativo, dove avranno luogo le esequie.
 
23/04/2008 14:35
Pubblichiamo quanto segue su richiesta di un nostro visitatore.
Tra qualche giorno una sola persona avrà il controllo di sei televisioni nazionali. La settima rimarrà in franchising come è adesso. La Voce del Popolo (detto Testa d’Asfalto) sarà il futuro presidente del Consiglio. Per il cittadino non cambierà nulla. L’informazione era di regime prima e lo sarà anche dopo. In modo omogeneo però, senza porre imbarazzanti problemi di sottile, impercettibile confronto tra il servo doc Fede e il servo dop Riotta. Una sola voce, una moltitudine di orecchie. Una chitarra di Apicella a Porto Rotondo e cento giornalisti servi. Una luna a Marechiaro e la madunina a Milano. Montanelli e Biagi sotto una lapide. L’italiano è come un canarino in gabbia. La libertà gli fa paura. E’ abituato a non sapere la verità sulla morte di Borsellino. Sull’Italicus e su Piazza Fontana. Sul G8 di Genova e sugli inceneritori. Vuole credere con tutte le sue forze che il pluri presidente del Consiglio Andreotti sia prosciolto e non prescritto per mafia. L’italiano televisivo immagina un nuovo Parlamento fatto da brave persone. Non da condannati e rinviati a giudizio. Chi controlla l’informazione vince, chi la subisce perde. Un mondo virtuale diventa realtà, dei delinquenti diventano senatori e deputati. E’ tutto vero, è tutto falso. Chi grida di più, la vacca è sua. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo. Il 25 aprile possiamo cambiare il Paese. Abbiamo il dovere di farlo per i nostri figli e per la nostra coscienza. La libertà di informazione non può fare sconti. Tre referendum per una libera informazione in un libero Stato: abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, cancellazione del finanziamento pubblico di un miliardo di euro all’anno all’editoria, abolizione della legge Gasparri e al duopolio Partiti-Mediaset (tra poco Mediaset-Mediaset). In 400 città italiane si raccoglieranno le firme, in decine di città straniere si farà informazione sul controllo dei media in Italia. Musica, biciclette, festa e segni di pace. Un nuovo Rinascimento. Dopo tanta merda, per l’Italia è un atto dovuto. Il 25 aprile Beppe Grillo sarà a Torino per una non stop in piazza San Carlo. Dalle 15 alle 22. Tante voci libere riempiranno Torino di parole di speranza. Coraggio!

 
19/04/2008 22:19
Il Club Vallelonga Monserrato ha festeggiato quarant’anni di vita.
TORONTO - Ad accompagnare la festa organizzata dal Club Vallelonga-Monserrato di Toronto per celebrare il 40º anniversario di fondazione è stato lo slogan “Un sogno, una favola, una storia”.
Una serata speciale quindi quella trascorsa dai membri e dagli amici del sodalizio presso il West River Event Centre di Maple: «Eravamo circa 300 persone, abbiamo cenato e ballato fino a tardi divertendoci tantissimo - dice Anna Ierullo, membro del comitato che ha organizzato la festa di anniversario - ospite d’onore della festa è stato il deputato provinciale Mike Colle».
Per quattro decenni il Club Vallelonga Monserrato ha avuto la funzione di riunire tutti i vallelonghesi, di farli sentire una grande famiglia. «Una comunità, questa, che prende origine dalla cittadina della provincia di Vibo Valentia dalla quale negli anni Cinquanta e Sessanta sono emigrate tantissime persone in cerca di fortuna - dice la Ierullo - centinaia di navi sono partite dal porto di Napoli alla volta di Halifax trasportando uomini, donne e bambini».
Fu nel 1968 che un gruppo di vallelonghesi decise di unirsi per stare assieme, per vincere la nostalgia e mantenere il culto della Madonna di Monserrato: «Nacque così il nostro sodalizio nel quale, per esempio, mio padre Paolo Ierullo fece parte del comitato per ben 36 anni - aggiunge Anna Ierullo - durante la serata di festa abbiamo voluto ricordare tutti i presidenti che si sono succeduti negli anni alla guida del sodalizio che attualmete è guidato da Antonio Pileggi».
È proprio per mantenere meglio i legami tra i vallelonghesi di tutto il mondo che il Club Vallelonga Monserrato pubblica due volte l’anno una rivista dal titolo La Lumera: «È uno strumento di comunicazione tra tutti i vallelonghesi - conclude la Ierullo - viene infatti letta in tutto il mondo».



 
18/04/2008 19:30
E' stato preesentato dall’assessore Tripodi il bando per il recupero dei centri storici
Riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici calabresi. Sono questi i contenuti del bando pubblico per la selezione di progetti integrati che è stato illustrato stamani, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Alemanni di Catanzaro, dall’assessore all’Urbanistica Michelangelo Tripodi e dal dirigente di settore Rosaria Amantea. Il bando, che è già consultabile sul sito Internet della Regione, utilizzerà le risorse finanziarie previste dalle delibere del Cipe 35/2005 e 3/2006 e dal Programma operativo Fesr 2007-2013.
“Il recupero e la valorizzazione dei centri storici - ha affermato Tripodi - è una scelta strategica e uno degli assi portanti del governo del territorio. Oggi si completa la seconda fase di un percorso, che era stato avviato qualche anno addietro con la pubblicazione di un primo bando sui centri storici, che è diretta a tutta la regione e che convalida quella strategia tesa a fare dello straordinario patrimonio, di cui è ricca la Calabria, uno dei punti centrali del nuovo sviluppo sostenibile e uno dei fattori di crescita non tanto per il passato quanto per il futuro del nostra terra”.
“È determinante - ha aggiunto l’assessore Tripodi - la scelta di valorizzare i centri storici, qualificarli e renderli vivi e vivibili superando il degrado che ha investito tante realtà, soprattutto nelle aree interne, reinsediando non solo persone ma anche attività economiche, commerciali, turistiche”.
“Il bando, che utilizza canali finanziari diversi, statali ed europei, ha una prospettiva e un respiro lungo. L’obiettivo, perciò, sarà quello - ha detto infine Tripodi - di tendere a dare una risposta al maggior numero di progetti che saranno presentati, sapendo che abbiamo fatto una scelta strategica. Allo stato attuale la somma che ha un quadro finanziario di partenza su fondi statali è di 35 milioni di euro, poi ci sono i fondi Por utilizzabili sulla base di quella che sarà l’ammissibilità dei progetti”.
L’azione di recupero dei centri storici rappresenta una delle priorità di intervento per avviare processi di riqualificazione del sistema urbano calabrese, oltre che un’opportunità di sviluppo incentrata su una delle risorse riconosciute come ad alto potenziale. L’obiettivo specifico del bando è riferito alla realizzazione di progetti per lo sviluppo finalizzati alla riqualificazione ambientale, recupero, decoro e rigenerazione sociale ed economica. Le risorse sono finalizzate a promuovere lo sviluppo dei centri storici, riconosciuti quale risorsa ad alto valore strategico, in particolare per ciò che riguarda i fattori di attrattività, con riferimento al potenziale turistico-ricettivo, a partire dalla dotazione di patrimonio immobiliare inutilizzato.
Nello specifico, si perseguono gli obiettivi e le strategie relative alla conservazione, recupero, riqualificazione, riuso, potenziamento, valorizzazione e specializzazione del patrimonio edilizio, architettonico e urbano dei centri storici. Inoltre, si vuole migliorare la dotazione dei servizi finalizzata all’innalzamento della qualità della vita (dotazione di servizi per residenti e potenziali turisti) e alla definizione di nuove destinazioni funzionali dei patrimoni immobiliari pubblici abbandonati, secondo un piano complessivo di riassetto e attrazione di nuove funzioni e attività.


 
18/04/2008 19:18
Selezione di Esperti per le Unità Tecniche di supporto ai Dipartimenti responsabili degli Accordi di Programma Quadro della Calabria
La Regione Calabria informa che, entro il 7 maggio 2008, i Dipartimenti Regionali Responsabili degli Accordi di Programma Quadro (APQ) della Calabria procederanno alla estrazione dalla Banca Dati "Short List Esperti", disponibile al sito www.regione.calabria.it, dei Curricula degli Esperti per le Unità Tecniche di Supporto inseriti/aggiornati nella Banca Dati entro la data del 30 aprile 2008. La scadenza per la presentazione domande è il 30/04/2008.
Gli Avvisi di Selezione specificano gli ambiti di riferimento, le caratteristiche ed i criteri di selezione delle figure professionali richieste che sono individuate nelle seguenti:

Program Manager
Esperti in appalti e contratti pubblici
Esperti in programmazione ed identificazione degli interventi
Esperti in gestione degli interventi
Esperto in finanza e contabilità pubblica
Esperti in monitoraggio dei progetti
Esperti in rendicontazione dei progetti
Esperti in procedure e normative comunitarie
Esperti in sistemi informativi
Esperti in gestione amministrativa e contabile dei progetti
Esperti in realizzazione di progetti complessi.
Per maggiori informazioni sulle procedure di selezione contattare il Settore Monitoraggio, Verifiche, Controlli dello scrivente Dipartimento, tel. 0961/853166, Ufficio del Responsabile dell'APQ Azioni di Sistema.

 
12/04/2008 15:29
Voto di scambio! Nelle intercettazioni compare anche il nome di Mastella
Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.
Nel dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila, sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. -Nessun problema-, si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli, reggente del casato, figlio di Pino, detto '"Facciazza ", in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».
L'inchiesta della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore Pellegrino, "l'uomo mitra", assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro, un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca, passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli, in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.


Carlo Macrì

 
12/04/2008 15:04
I Piromalli mettono le mani sul voto degli Italiani all'estero
"Ciao Marcello, sono Aldo, Aldo Micciché. Posso darti una mano qui in Sudamerica?". Due, tre telefonate tra gennaio e febbraio. Ci sono un ex politico democristiano oggi imprenditore del petrolio in Venezuela da una parte e Marcello Dell'Utri dall'altra. È lui, il senatore di Forza Italia ricandidato al parlamento, l'uomo al quale la cosca calabrese dei Piromalli, attraverso la regia del misterioso uomo d'affari di origine calabrese Aldo Micciché, avrebbe offerto di procurare circa 50 mila voti truccando le schede bianche. In cambio, avrebbero dovuto essere versati 200mila euro. Il sospetto della procura di Reggio Calabria, che indaga sul caso, è che siano state fatte anche promesse di benefici sull'applicazione del 41 bis ai detenuti e di revisione dei processi.
Richieste mai arrivate, a suo dire, al senatore di Forza Italia, che non risulta iscritto nel registro degli indagati.
Ufficialmente, ciò che al telefono Micciché propone a Dell'Utri è l'organizzazione del voto degli italiani in Sudamerica, motivata dal fatto che lui vive in Venezuela da tempo e gestisce grossi affari. Dell'Utri avrebbe ascoltato, avrebbe anche mostrato il suo interesse, indirizzando l'interlocutore verso Barbara Contini, l'ex-governatore di Nassiriya in Iraq ora candidata per il Pdl e responsabile per l'estero, ma senza troppa convinzione.
"Sì, va bene", avrebbe risposto senza sbilanciarsi: questa la sensazione che si percepisce negli ambienti di Reggio che conducono l'inchiesta, della quale è stato subito informato il ministro dell'Interno Giuliano Amato: il senatore di Forza Italia non avrebbe dato alcuna risposta compromettente.
I due si davano del tu e parlavano anche di altri affari, petrolio su tutti. E dall'inchiesta emerge anche che una persona dell'entourage di Dell'Utri avrebbe incontrato Micciché in Venezuela. "Potrebbe essere stata la stessa Contini", ammette il dirigente di Forza Italia. L'ex governatrice di Nassiriya in serata ha però negato ogni coinvolgimento: "Siamo completamente estranei alla vicenda", ha detto.
Alla voce del senatore gli investigatori della polizia sono arrivati ascoltando il telefono di Aldo Micciché, un uomo d'affari calabrese originario di un paesino della piana di Gioia Tauro trasferitosi da tempo in Sudamerica ma con forti agganci nella cosca calabrese dei Piromalli. Ed è stata proprio l'indagine sulla cosca dei Piromalli a far partire il nuovo filone sui possibili brogli elettorali.
La polizia ascoltava i Piromalli che parlavano con Micciché e ascoltavano Micciché che parlava con Dell'Utri e alla fine il quadro incrociato è apparso sufficientemente chiaro: l'imprenditore proponeva al senatore di Forza Italia un pacchetto di cinquantamila voti che i suoi amici mafiosi garantivano di poter procurare facendo truccare le schede del voto dei siciliani all'estero. Il ministro Amato, confermando di aver ricevuto la notizia dell'inchiesta sui brogli dai magistrati della Dda di Reggio Calabria, ha fatto sapere di aver già preso le contromisure necessarie: "Dopo aver ricevuto la notizia ho subito attivato il ministero degli Esteri che ha provveduto con particolare attenzione a garantire che quelle schede non vengano mai perse di vista. Il voto per corrispondenza è fatto in modo che le buste si accumulino nei consolati prima di essere spedite in Italia. Mi auguro che i consoli se le siano tenute sotto il letto, tenendole d'occhio prima del trasferimento in Italia".
A Reggio, intanto, alla vigilia dell'insediamento del nuovo capo Giuseppe Pignatone, in Procura si respira un clima infuocato per la nuova fuga di notizie, tre giorni dopo quella relativa all'indagine del senatore De Gregorio filmato a cena con alcuni esponenti della 'ndrangheta. I magistrati sono divisi in due fazioni. "In situazioni così delicate, si rischiano effetti negativi sull'inchiesta", dice il pm della Dda Roberto Di Palma, titolare dell'indagine. "L'esito dell'indagine rischia di essere compromesso perché sono stati pubblicati particolari che non dovevano assolutamente venire fuori".
 
11/04/2008 15:30
Veltroni:-No ai voti della 'ndrangheta! Ma per chi voterà la 'ndrangheta?
Bisogna saper leggere tra le righe e avere buona memoria di nomi, parentele per capire a chi andrà una buona fetta del voto calabrese. Bisogna, anche, prevedere se resteranno al Pd i voti di quei collettori di consenso che per coerenza col principio "non ci saranno indagati in lista" la direzione del partito ha deciso di non candidare. E bisogna infine capire dove andranno i voti dell'ndrangheta.
Non basta lo schema Pd-Pdl e poli minori (Udc e Sinistra) finora valido per decifrare chi vincerà nelle quattro- cinque regioni in bilico che alla fine decideranno l'assegnazione del Senato e quindi l'esito elettorale. "Mi gioco tutto in quattro-cinque regioni" ha ammesso Veltroni. Tra queste c'è la Calabria. "Non vogliamo i voti della mafia" ha detto e ripetuto il segretario nel suo primo viaggio. Era la scorsa settimana, tappa a Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo mentre a Crotone in 48 ore la 'ndrangheta ammazzava tre persone. Ci torna oggi, a Cosenza, perché poi alla fine la vittoria della regione passa da questa città, l'ex fortezza rossa, l'antica città dei Bruzi, che custodisce il 42 per cento dell'elettorato calabrese.
Dieci senatori in palio. La regione (al Senato la legge elettorale assegna il premio su base regionale) mette in palio dieci senatori, sei al partito vincente, quattro a quello che perde. Ancora una volta, se Udc e Sinistra riescono a superare la fatidica soglia dell'8 per cento strappano seggi ai due partiti più grandi e "disturbano" quello che Berlusconi e Veltroni definiscono voto utile. In un caso o nell'altro la Calabria può fare una differenza di due-tre senatori, la maggioranza con cui Prodi ha provato a governare per un anno e otto mesi. Nel 2006 - consultazione con affluenza record del 74% - l'Unione strappò il premio, i Ds presero il 14,45%, la Margherita il 10,3 e Di Pietro il 2,63. Il Pd allora avrebbe avuto il 27 per cento. Il Pdl, solo Fi e An, il 32 per cento. Il fatto è che quei guastafeste di Sinistra e Udc partono rispettivamente da 11,31% e dal 7,2%, ottime posizioni per strappare seggi e che diventano ancora migliori per chi riesce ad accappararsi l'eredità degli scomparsi Udeur (4,23%) e Rosa nel pugno (radicali e socialisti presero il 3,93%).
Occhi puntati sul Partito democratico meridionale. Difficile dire quanto possa "pesare" oggi il partito del presidente della Regione Agazio Loiero. Qualche decina di migliaia di voti, si dice. Un'eredità che potrebbe essere decisiva per il Pd ma su cui, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non c'è certezza. Sì, è vero, il governatore Loiero la scorsa settimana stava sul palco del cinema Odeon a Reggio Calabria insieme a Veltroni e la sua presenza ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i presenti, pace-fatta, tutto-risolto.
Ma la sgarbata dimenticanza del loft è dura da digerire: il partito di Loiero infatti non ha candidati, fine, fuori da tutto. Non c'è il senatore Pietro Fuda. Non c'è Mario Pirillo, il potente assessore all'Agricoltura, ventimila voti, almeno. Non c'è neppure quell'Ottavio Bruni che si è anche dimesso da presidente della provincia di Vibo Valentia perché gli era stato promesso un posto da onorevole ed è invece rimasto a piedi. Le cronache locali attribuiscono a Bruni un pacchetto di 8-9 mila voti, praticamente tutta Vibo. "E' la seconda volta che fregano i vibonesi, che ci lasciano senza un rappresentante, e sia chiaro che non lo dico per me..."si sfogava Bruni durante il primo viaggio di Veltroni. Al Pd devono essere certi che quegli ottomila voti saranno destinati al Pd, al prefetto Luigi De Sena capolista al Senato e al viceministro Marco Minniti alla Camera. Solo l'analisi del voto dirà per chi hanno votato Reggio, Vibo e Cosenza, le roccaforti del governatore Loiero.

I Ds, e chi li ha visti... Se nelle liste del Pd è assente il partito-regione di Loiero, resta poco anche di quello che erano i Ds nella regione dominati dai petali della Margherita. Oltre il viceministro Marco Minniti, capolista alla Camera, c'è poco o nulla di quello che è lo stato maggiore diessino calabrese in carica nel governo della regione. Non sono stati candidati pezzi da novanta come Nicola Adamo, deputato ed assessore da circa 12 mila voti, Franco Pacenza, una dote da oltre ottomila voti, Carlo Guccione, ex segretario regionale dei Ds e in predicato per una poltrona di prestigio a Cosenza. Insomma, i veri controllori di voti per i Ds - nel senso oggettivo e neutrale del termine - sono stati tagliati fuori. "Non ci saranno candidati coinvolti in inchieste" ha deciso la Commissione etica prima e il loft poi. E così è stato, secondo massima coerenza: le liste sono state compilate con in mano l'elenco degli indagati nei faldoni Why not della procura di Catanzaro; chi era di qua non poteva stare di là. Ora, facendo due conti e sommando le varie assenze - gli uomini di Loiero, i diessini e i politici di Cosenza - c'è da chiedersi chi voterà il Pd. Dei politici locali calabresi sopravvive, a pieno titolo, solo Doris Lo Moro, 53 anni, ex magistrato, nata politicamente con Loiero che nel 2005 le affida la sanità regionale. Ma quando la signora comincia prima a dimezzare il numero delle Asl e poi a ripulire la lista degli assistiti - per qualche motivo molto più lunga dei calabresi in vita - l'esperienza in giunta finisce. Solo problemi di bilancio, secondo Loiero. E' il novembre 2007, un anno dopo l'omicidio Fortugno, il vicepresidente del consiglio regionale ucciso dalla 'ndrangheta che quel sistema aveva cercato di contrastare.

Agazio Loiero, presidente della regione Calabria. I suoi uomini non sono stati candidati dal Pd.
E a proposito di sanità, spicca nella lista del Pd Pietro Cozzupoli, primario di urologia e trapianti del rene a Reggio, uno dei pochi reparti d'eccellenza nella regione.
La sfida di Veltroni, in Calabria più che altrove, è esattamente questa: cambiare, rinnovare, puntare su nomi nuovi, fronteggiare con quel filo di arroganza che non guasta - la stessa che gli fa dire "la criminalità organizzata non voti per il Pd" - equilibri e metodi antichi. Per questo ha messo capolista al Senato un uomo d'ordine come il prefetto Luigi De Sena inviato a Reggio con massimi poteri dopo l'omicidio Fortugno. Per questo punta su donne come Rosa Villecco e Doris Lo Moro pur chiudendo un occhio per la presenza di Maria Grazia Laganà, la vedova di Fortugno indagata nel fascicolo sulla Asl di Locri. Se il Pd dovesse perdere la Calabria, che questo almeno accada per un motivo chiaro e tangibile.

La Sinistra mette in campo l'Antimafia. Come vota l'ndrangheta? Domanda a cui nessuno è in grado di rispondere fino allo spoglio delle schede, fino a quando non sarà chiaro come e chi ha votato la locride, la zona di Gioia Tauro e il lametino, la provincia di Reggio e quella di Catanzaro. La Commissione parlamentare antimafia negli anni ha stabilito che "le famiglie sono in grado di decidere la maggioranza, di spostarla da un fronte all'altro". L'8 per cento in Calabria, al Senato, vale circa 74 mila voti. "In certi paesi la 'ndrangheta può spostare fino al venti per cento dei consensi" ha detto il pm della Dda di Reggio Nicola Gratteri. Non c'entrano le ideologie, destra o sinistra, c'entrano denaro e potere: il voto della famiglie va a chi è in grado di garantire gli affari. Fatte queste premesse è interessante notare alcune situazioni. Nella lista del Pdl per il Senato al decimo posto compare Francesco Iona cugino primo del boss Guirino Iona, capo dell'anonima crotonese in carcere dopo anni di latitanza. Il candidato è uomo al di sopra di ogni sospetto, coordinatore provinciale di Forza Italia a Crotone, solo che nel 2005 non riuscì a candidarsi nell'Udeur per via della ingombrante parentela.
Non sarà eletto, e però quel nome, con tutto quello che eventualmente può significare, può essere un messaggio per orientare il territorio. Al numero 17 della lista del Pdl alla Camera c'è un'altra vecchia conoscenza della Commissione parlamentare antimafia: Gaetano Rao, nipote di don Peppino Pesce vecchio boss della potentissima cosca di Rosario. E al numero 19 della stessa lista un altro nome assai noto alle cronache: Pasquale Scaramuzzino, sindaco di Lamezia Terme, comune sciolto per infiltrazioni mafiose. Per mettere le cose in chiaro La Sinistra ha messo in campo come capolista al Senato il presidente della Commissione antimafia, Francesco Forgione, calabrese, campagna elettorale con minimo sei incontri al giorno, uno che conosce a memoria la mappa delle 'drine e delle famiglie e che sarà in grado di leggere gli spostamenti di un clan da un fronte all'altro.
Pdl: contraddizioni nelle liste. Berlusconi e Fini hanno deciso di mettere come capolista al Senato un magistrato come Nitto Palma seguito da un noto penalista come Giuseppe Valentino, già sottosegretario alla Giustizia. Peccato che nella stessa lista al numero 10 ci sia, appunto, Francesco Iona, cucino del boss del crotonese. Il Pdl al Senato non ha candidato neppure una donna. Per la Camera troviamo Angela Napoli (An), parlamentare della Commissione antimafia, una delle analiste più attente della commistione tra politica e mafia, costretta a condividere la stessa lista con Gaetano Rao e Pasquale Scaramuzzino. Sono tutti ex indagati altri candidati come Giovanni Dima (prosciolto dalle accuse di truffa e peculato per presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti europei), Giancarlo Pittelli e Giuseppe Galati (cancellati all'inizio di aprile dalla lista degli indagati di Why not). Galati, "signore" di Lamezia Terme, Udc fino all'altro giorno e passato con tutti i suoi voti nel Pdl, precede in lista Ida D'Ippolito (n.11) deputata di Forza Italia, colpita da un attentato proprio perché troppo severa nei suoi interventi contro le 'drine del lamentino. In poche ore sono passati dall'Udc al Pdl anche Giovanni Nucera e il consigliere regionale Dioniso Gallo. Il primo ha fatto in tempo a trovare posto in lista. Il secondo s'è deciso troppo tardi.
 
10/04/2008 19:35
Serra, sequestrata pista da cross e denunciato il proprietario.
E' stata sequestrata a Serra San Bruno una pista da motocross abusiva. La pista che era stata realizzata su un territorio che l'anno scorso era stato interessato da un incendio, si trova a a 20 m. da un deposito per esplosivi regolarmente autorizzato. Il Corpo forestale dello Stato ha denunciato il proprietario del terreno e messo sotto sequestro la pista.
 
03/04/2008 15:08
Sorianello. Tentata rapina all'ufficio postale.
Tre persone armate di pistole e con il volto coperto da passamontagna hanno tentato di compiere una rapina nell'ufficio postale di Sorianello. I tre sono entrati nell'ufficio e, dopo aver sparato alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio, hanno cercato di farsi consegnare il denaro custodito nelle casse. Dopo aver cercato inutilmente di farsi aprire la cassaforte, i tre rapinatori sono fuggiti facendo perdere le loro tracce. L'episodio è stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini.




 
03/04/2008 15:04
Denunciato per falsa segnalazione d'incendio.
Un bracciante agricolo, C.B., di 32 anni, di Serra San Bruno, è stato denunciato dal personale del corpo forestale dello stato per procurato falso allarme, interruzione di un servizio di pubblica necessità e per sostituzione di persona. Nei giorni scorsi l'uomo, con un telefono intestato ad una persona estranea ai fatti, ha segnalato al corpo forestale dello stato, ai vigili del fuoco ed alla polizia la presenza di un incendio nelle campagne di Vallelonga. Il personale della forestale è intervenuto ma si è accorto che dell'incendio non c'era nessuna traccia. Dopo alcune indagini è stato individuato, quale autore della segnalazione, il bracciante agricolo che è stato denunciato.
 
13/03/2008 09:15
Scontro tra un'ambulanza e un'autovettura
Cinque feriti, a Vibo Valentia, in uno scontro tra un’autovettura ed un’ambulanza che stava trasportando un paziente in ospedale per un intervento chirurgico d’urgenza. Il fatto è avvenuto nel quartiere Affaccio. L’ambulanza era partita dall’ospedale di Tropea per trasferire in quello di Serra San Bruno F.M., 48 anni, di Briatico, affetto da una ernia strozzata. L’autolettiga è andata a scontrarsi con un’auto che aveva a bordo un uomo e una donna. Nell’urto, oltre ai due occupanti dell’auto, al medico e all’autista dell’ambulanza, è rimasto ferito il paziente. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco e altre due ambulanze del 118 di Vibo Valentia che hanno provveduto a riaccompagnare l’equipaggio dell’ambulanza investita all’ospedale di Tropea e gli occupanti dell’autovettura e lo stesso paziente a quello di Vibo Valentia.




 
02/03/2008 13:09
Finalmente un nuovo volo diretto Lamezia-Verona

Dopo la richiesta di fallimento nei confronti di Alpi Eagles da parte della SAVE, dell'Alitalia e del Sole24ore con la conseguente sospensione dei voli, sulla tratta nord-est e la Calabria non vi erano più voli diretti. Finalmente ora un'altra compagnia coprirà la tratta Veneto-Calabria e decollerà martedì 4 marzo dall’aeroporto di Lamezia Terme. Primo volo diretto della compagnia Club Air con destinazione Verona e viceversa. La Sacal - afferma il presidente Eugenio Ripepe - considerando l’effettiva importanza e la concreta domanda di un collegamento stabile con Verona, si è attivata per porre rimedio e trovare rapida soluzione alla penalizzazione causata dall’interruzione del volo con la città scaligera finora operato da Alpieagles, cercando un’efficace alternativa in grado di soddisfare la clientela, quale appunto questa di Club Air. Verona è una destinazione di chiara importanza: considerata in sé stessa, ma anche e soprattutto in rapporto al resto del territorio di cui é fulcro, quale hub di un’area più ampia e di grande interesse come il nord-est. Si tratta poi di un collegamento indispensabile - prosegue Ripepe - per ‘riposizionare strategicamente la Calabria, rendendola destinazione comoda, facilmente ed economicamente raggiungibile dal nord-est italiano. Il volo Club Air collegherà Lamezia a Verona tre volte la settimana: nei giorni di martedì, giovedì e sabato (da Lamezia parte alle 16 con arrivo a Verona alle 17.50; da Verona parte alle 13,30 con arrivo a Lamezia alle 15,20) con una frequenza più alta, dunque, del precedente vettore. La clientela calabrese sta rispondendo molto positivamente a questa offerta - sostiene Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Club Air - sono 40 i passeggeri già prenotati sul primo volo, e per l’intero mese di marzo il trend si annuncia molto positivo. Sinceramente, crediamo nell’intesa commerciale e in generale nello scalo di Lamezia Terme: nella sua efficienza, nella sua centralità, nel suo potenziale, nel suo sviluppo futuro. E possiamo anticipare che è già allo studio un rafforzamento della frequenza su Verona a partire dal mese di giugno.
Per le prenotazioni: http://www.clubair.it/

Pubblichiamo i costi per le prenotazioni telefoniche:
Telecom Italia rete fissa 0,20 allo scatto e 0,80 euro/minuto, Tim 0,1291 allo scatto e 1,0329 euro/minuto , Vodafone 0,20 allo scatto 1,20 euro/minuto, Wind 0,125 allo scatto e 1,05 euro/minuto, H3g 0,150 allo scatto e 1 euro/minuto. Le tariffe telefoniche sono IVA esclusa.



 
26/02/2008 17:37
Cardinale, dopo Gerocarne un altro corpo carbonizzato.
A pochi giorni di distanza dal ritrovamento del cadavere carbonizzato a Gerocarne, un'altra persona ha fatto la stessa fine a Cardinale. Il sospetto che il cadavere sia quello di Vincenzo Bonifacio, la guardia giurata scomparsa misteriosamente da qualche giorno nel soveratese, trova sempre più conferme. Il corrispondente del Quotidiano della Calabria, Romano, si è subito recato sul posto e ha spiegato che il corpo era carbonizzato per cui è stato impossibile, al momento, procedere ad una identificazione certa e immediata. L’auto ritrovata in una zona impervia e ricca di boscaglia è - spiega Romano - una Fiat Punto. In essa - prosegue - vi era un corpo carbonizzato. Trattandosi però - continua Romano - dell’autovettura che stava usando Bonifacio prima di sparire è facile presumere che si tratti del cadavere della guardia giurata. Romano è stato uno dei primi a seguire il caso dal punto di vista giornalistico. Una vicenda per la quale, come il giornalista stesso conferma, si stava interessando la trasmissione Chi l’ha visto di Rai 3. Gli investigatori sembrano avere pochi dubbi sul fatto che i resti possano appartenere a Vincenzo Bonifacio, la guardia giurata scomparsa lo scorso 15 febbraio durante il servizio di raccolta degli incassi in alcuni supermercati del soveratese. A conferma di questa ipotesi, anche il tipo di autovettura in cui è stato ritrovato il corpo, una Fiat Punto, lo stesso modello dell’auto di servizio con cui Bonifacio stava lavorando per conto di un istituto di vigilanza. A ventiquattro ore dal ritrovamento, emergono anche ulteriori particolari. Il cadavere del quarantaquattrenne è stato rinvenuto dai Carabinieri nel portabagagli, e questo farebbe pensare al fatto che la guardia giurata possa essere stata prima uccisa e poi chiusa nel bagagliaio e data alle fiamme insieme al veicolo. Sarà l’autopsia, con la relativa estrazione del Dna, a chiarire ogni dubbio, anche nel tentativo di ricostruire più particolari sull’agguato e sulla dinamica dei fatti che hanno portato l’autovettura nelle campagne di Cardinale, in una zona impervia, distante dal tragitto che avrebbe dovuto compiere. Le indagini, coordinate dal pm della Procura di Catanzaro Simona Rossi ed eseguite dai carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale, non escludono al momento alcuna pista, anche se le dinamiche dell’omicidio potrebbero ricondurre alla possibilità che il caso possa finire nelle mani della Direzione distrettuale antimafia. Sembra, infatti, escludersi l’ipotesi di una rapina, dal momento che Bonifacio aveva con sè una cifra non superiore ai diecimila euro, che agli inquirenti appare esigua per fare pensare ad una rapina finita così tragicamente.
 
24/02/2008 16:44
Spadola, nulla di fatto al Consiglio di Stato
Nulla di fatto al Consiglio di Stato sul ricorso presentato dal gruppo Identità Spadolese che nella tornata elettorale dello scorso anno è stato battuto per un voto dal gruppo guidato dall’attuale sindaco in carica Michela Tassone. Secondo indiscrezioni, pare che la motivazione di rinvio della discussione è stata dettata da un problema in un fascicolo, dal quale mancherebbe il contenuto. Bisognerà attendere ancora non si sa quanto tempo per veder risolto questo dilemma e arrivare ad una situazione di definitiva soluzione. Qualunque sia la risposta da parte del Consiglio di Stato, ci auguriamo che avvenga con celerità.
 
23/02/2008 15:50
Gerocarne: il corpo carbonizzato è di Francesco Antonio Giurlanda.
È quasi certo che il corpo carbonizzato ritrovato ieri mattina dentro un'auto data alle fiamme, nelle campagne di Gerocarne, sia di Francesco Antonio Giurlanda, il giovane di 29 anni di Soriano Calabro scomparso il 27 gennaio scorso. l’autovettura ritrovata alle 10,30 in località Cuturelli-Signoretta è una Fiat Punto di colore amaranto, la stessa in uso al giovane e che i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno hanno riconosciuto attraverso dei piccoli particolari. Sul luogo oltre, ai militari dell’arma, sono giunti il sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Fabrizio Garofalo con il medico legale Katiuscia Bisogni, che dopo una sommaria ispezione sul cadavere carbonizzato che si trovava all’interno del cofano, ha fatto trasportare i resti dell’uomo all’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia per l’autopsia ed altri esami, probabilmente anche del Dna.
Sono chiusi un uno stretto riserbo i genitori di Francesco Antonio Giurlanda da quando si è diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere all'interno della vettura scomparsa assieme all'uomo nell'abitazione di Giurlanda si registra un via vai di parenti e amici.
 
22/02/2008 18:28
Gerocarne: macabra scoperta
Gerocarne. Stamattina, un coltivatore ha rinvenuto nelle campagne di Gerocarne un'auto bruciata, ma la cosa più allarmante è stata la vista di un cadavere carbonizzato all'interno. Immediatamente ha avvisato i carabinieri che hanno avviato le indagini per verificare se il corpo carbonizzato appartiene ad una delle persone scomparse ultimamente nella provincia di Vibo.
Potrebbe trattarsi di Vincenzo Bonifacio, che non torna a casa dal 15 febbraio scorso. L'uomo aveva testimoniato in un processo per omicidio. All'inizio gli inquirenti ritenevano che si potesse trattare di Antonio Giurlanda, 29enne di Soriano Calabro, scomparso alla fine di gennaio. Nelle ore successive però hanno iniziato a convincersi che si possa trattare di Vincenzo Bonifacio, la guardia giurata che non torna a casa dal 15 febbraio scorso. L'uomo aveva testimoniato in un processo per omicidio.
Il giorno della sua scomparsa si era allontanato con l'auto di servizio nel solito giro di lavoro per la raccolta di assegni bancari. Gli accertamenti sono concentrati dunque anche sulla carcassa del mezzo per verificare se corrisponde a quella dell'azienda di vigilanza.
 
22/02/2008 18:10
Simbario, tanto spavento per un incendio sulla via Nazionale
Un incendio scoppiato nel sottotetto di una casa, in Via Giuseppe Bertucci Ceraso, a causa della mancata pulizia delle fuliggini, ha seminato il panico tra il vicinato della ex sede del Partito Popolare, attualmente abitata da un sessantenne C. M. Lo scoppio è avvenuto intorno alle 22 di ieri, all’interno c’era solo C. M. che è riuscito a mettersi in salvo, essendo crollata, subito dopo, una parte del soffitto. Avvisati i vigili del fuoco di Serra San Bruno sono immediatamente intervenuti e, diretti dal caposquadra Giuseppe Sabato, son riusciti a domare le fiamme. Quasi tre ore per spegnere del tutto i focolai che stavano per attaccare le vicine abitazioni. A supporto, è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Serra San Bruno. Per domare l’incendio e per sedare eventuali propagazioni è stato necessario salire sui tetti delle case di vico Campanella.
 
21/02/2008 16:58
Calabria, polmone verde
La Calabria, con l’Emilia Romagna, Umbria e Marche, è tra le regioni più verdi d’Italia con la presenza di 1.259 alberi per ettari. È quanto emerge dall’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali realizzato dal Corpo Forestale dello Stato. In Italia sono circa 12 miliardi gli alberi che costituiscono il polmone verde di tutto il Paese, quasi 200 per ogni italiano, con un valore medio di circa 1.360 alberi ad ettaro. Tra le regioni più verdi d’Italia ci sono l’Emilia Romagna che vanta la media più alta per ettaro con 1.816 alberi, seguita dall’Umbria con 1.815 e dalle Marche con 1.779, 1.259 in Calabria. Le regioni meno popolate di alberi per ettaro sono la Valle d’Aosta con 708 e la Sicilia con 760. Tra le specie di alberi più diffuse il primato spetta al faggio con oltre un miliardo di esemplari che ricoprono quasi tutti gli Appennini. 23.636.402 metri cubi di faggete in Calabria, solo Friuli e Abruzzo ne hanno di più. Tra le pinete, pino nero, laricio e loricato, la Calabria è al primo posto con 24.081.917 per metro cubo.




 
19/02/2008 08:52
Serra, incidente sul lavoro.
Una donna di 54 anni, titolare di un forno per panificazione, è rimasta col braccio incastrato nell’impastatrice mentre stava lavorando la farina. La vittima è stata liberata grazie all’immediato intervento dei vigili del fuoco che, arrivati sul luogo, hanno dovuto fare ricorso ad un divaricatore per allargare gli argani meccanici al cui interno era finito il braccio. Il fatto è avvenuto a Serra San Bruno, un comune nelle Serre vibonesi, all’interno del panificio di via De Gasperi. La donna se la caverà con qualche giorno di guarigione e con tantissima paura.




 
18/02/2008 22:39
Serra, oltre a Salvatore Gallè, arrestati i figli Vito e Brunello.
Altri due arresti per la lite di questa mattina a Serra San Bruno, costata la vita a due persone. Oltre a Salvatore Gallè, di 69 anni, che si era costituito subito dopo l'omicidio, sono stati arrestati i suoi figli, Vito e Brunello. L'accusa è duplice omicidio in concorso. I tre, secondo l'accusa, hanno usato un revolver calibro 9.21, un fucile da caccia calibro 16 e una carabina. Le armi sono state trovate a casa di Salvatore Gallè.
 
18/02/2008 18:12
Giuseppe Campesi non ce l'ha fatta.
Giuseppe Campesi non ce l'ha fatta. Trasportato stamattina in gravissime condizioni per la ferita alla testa riportata in seguito ai colpi di fucile sparati da Salvatore Gallè all'ospedale Pugliese di Catanzaro, è morto qualche ora fà. La comunità di Serra è caduta in una totale situazione di disperazione e sconforto.
 
18/02/2008 15:28
Tragedia a Serra San Bruno
Tragica lite questa mattina a Serra San Bruno. Un morto ed un ferito è il bilancio di una lite per motivi di vicinato. La vittima è Angelo Cravé, di 42 anni, il ferito Giuseppe Campese, di 35. La polizia ha già arrestato l’autore dell’omicidio. A sparare sarebbe stato Salvatore Gallé, (Turi di Foria) di 69 anni, che poco dopo il fatto si è costituito ai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno che conducono le indagini insieme alla polizia. Ci si chiede come ciò sia potuto accadere in virtù del fatto che Gallè, persona gentile e calma e mai incline a litigi, si sia fatto assalire dal raptus.
Tra Gallé e gli altri due uomini, che erano cognati, c’erano già stati dei litigi nelle scorse settimane per problemi legati ai confini tra i loro appezzamenti di terreno.
Stamattina i tre si sono rivisti in località Guido, e Gallé avrebbe sparato alcuni colpi di fucile contro gli altri due, uccidendo Cravé e ferendo gravemente alla testa Campese.
Quest’ultimo è stato trasferito nell’ospedale Pugliese di Catanzaro. I carabinieri stanno adesso cercando di ricostruire i fatti nel dettaglio, soprattutto per stabilire se a sparare sia stato solo Gallé o se l’anziano fosse insieme a qualcuno.
 
18/02/2008 14:58
Serra San Bruno, lite tra vicini finita in tragedia
Un morto e un ferito grave, questo è il bilancio di una lite per motivi di vicinato a Serra San Bruno. Fra il presunto omicida e altri due uomini, che erano cognati, c'erano stati dei litigi per motivi di vicinato. Stamattina i tre si sono incontrati e l'arrestato avrebbe sparato con un fucile uccidendo uno dei due uomini e ferendo gravemente alla testa l'altro. Intervenute le forze dell'ordine di Serra, stanno cercando di capire e appurare se ha sparato solo l'accusato o se fosse con qualcun'altro.
 
16/02/2008 22:28
Serra San Bruno, finanziamenti a tre scuole
L’assessore provinciale all’Edilizia scolastica di Vibo Valentia, Paolo Barbieri, comunica che il Dipartimento lavori pubblici della Regione Calabria ha reso noto nei giorni scorsi il finanziamento di tre progetti proposti dall’Amministrazione provinciale e relativi ad altrettanti interventi di manutenzione straordinaria di alcuni edifici scolastici di Serra. I progetti, finanziati nell’ambito del Piano triennale 2003/2005 di Programmazione degli interventi di edilizia scolastica, ai sensi della Legge 23/96, riguardano tre scuole di Serra San Bruno: il Liceo scientifico (150mila euro), l’Istituto tecnico commerciale (40mila euro) e l’Istituto tecnico per geometri (60mila euro). “La puntuale programmazione che abbiamo messo in atto ancora una volta dà i suoi frutti - ha affermato Barbieri - ed ora è possibile avviare immediatamente le procedure di gara per l’affidamento dei lavori. Quello dell’edilizia scolastica è un settore nel quale la Provincia ha operato e continua ad operare con grande impegno, come dimostrano le ingenti risorse impiegate nel corso di questi anni per ammodernare gli edifici, renderli più sicuri e realizzare nuove strutture”.


 
16/02/2008 22:07
Bombe a mano tra Soriano e Sorianello
Alcune bombe a mano collegate con un filo e pronte ad esplodere sono state rinvenute lungo una strada interpoderale in località Carbonari che collega i centri di Soriano e Sorianello. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Serra San Bruno e la polizia di Stato, che unitamente agli artificieri stanno cercando di disinnescare le bombe a mano, ordigni da guerra in perfetto stato. Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo.
 
15/02/2008 14:43
Serra: discarica abusiva. Vallelonga: taglio abusivo di ontani e un'altra discarica abusiva.
In località Madonna del Comune di Serra San Bruno il personale del locale Comando Stazione della Guardia Forestale, durante un servizio di controllo del territorio, ha accertato l’esistenza di una discarica abusiva, della superficie di 2.500 metri quadri, costituita da rifiuti speciali ed urbani: materiale terroso associato a ramaglia e ceppaie di piante, materiale di risulta proveniente da demolizioni di fabbricati e da interventi edilizi, nonché proveniente da attività domestiche. L’area utilizzata, ubicata nella periferia del centro abitato, si trovava a pochi metri dal torrente Garusi. L’accesso al sito, di diverse decine di metri, avveniva dall’adiacente via San Brunone da Colonia. I rifiuti venivano scaricati lungo il bordo della scarpata, che digrada verso il torrente, e poi sospinti in basso con l’ausilio di un mezzo meccanico, come dimostravano le tracce lasciate sul terreno. Dagli accertamenti svolti tramite apparecchiature per rilievo satellitari GPS, l’area interessata è risultata ricadere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale, poiché rientrante nella fascia di rispetto dei 150 metri dal torrente Garusi, e vincolata idrogeologicamente. Gli agenti hanno quindi sequestrato l’area e denunciato il proprietario del fondo, B.C.C.N. 64 anni del luogo, per violazione delle norme in materia ambientale, del vincolo paesaggistico e del vincolo idrogeologico. Gli agenti del Comando Stazione di Vallelonga hanno riscontrato il taglio di 30 piante di ontano, aventi diametro variabile tra i 18 ed i 24 centimetri, radicate nell’alveo del fiume Mesima, in località Paradace, nel territorio di Vallelonga. Parte del materiale legnoso, oramai ridotto in piccoli tronchi, è stato rinvenuto a poca distanza, mentre il resto risultava essere stato trafugato. Sul posto è stato sorpreso, intento a caricare il materiale su un carrello trainato da un trattore, F.V., 35 anni, di Vallelonga. Dagli immediati accertamenti, anche in questo caso effettuati con l’ausilio di strumentazione satellitare GPS, l’area è risultata essere di proprietà demaniale e sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale. F.V. non è stato in grado di dimostrare il lecito taglio ed il prelievo dei tronchi, esibendo il solo parere al taglio sul vincolo idrogeologico mentre era sprovvisto delle altre necessarie autorizzazioni. Gli agenti hanno pertanto provvedevano a sequestrare il materiale, denunciando l’uomo per furto in danno del demanio e per violazione al vincolo paesaggistico ambientale. Sempre il personale del Reparto di Vallelonga ha posto sotto sequestro un’area di circa 160 metri quadri adibita a discarica abusiva rinvenuta in località Melia del Comune di Vallelonga. Nella discarica sono stati rinvenuti rifiuti speciali di vario genere quali pneumatici, frigoriferi, lavatrici, materiale proveniente da demolizione di fabbricati e quant’altro. L’area sequestrata è stata circoscritta ed affidata in custodia al proprietario del terreno, mentre sono in atto indagini al fine di giungere all’individuazione dei responsabili.
 
12/02/2008 22:38
Serra San Bruno, bomba esplosa contro una finestra.
Una bomba carta è stata collocata e fatta esplodere contro una finestra laterale dell’edificio che ospita l'autoscuola a Serra San Bruno. L’attentato si è verificato in via Scendamo, il boato è stato così forte a tal punto che è stato avvertito da quasi tutto il paese. Sono subito intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Serra che hanno avviato le indagini.



 
05/02/2008 14:20
E' nata Katia Dora
Questa notte, con anticipo rispetto alla data prevista, è venuta alla luce, nell'ospedale di Nicastro, Katia Dora per la felicità di Vanessa e Bruno Santoro. Una coppia felice che ha coronato il proprio sogno d'amore con l'arrivo di questa bellissima bambina. Katia Dora doveva nascere esattamente tra un mese ma i medici dell'ospedale di Nicastro, hanno valutato e deciso di anticipare la data per poter intervenire sui calcoli renali di cui Vanessa soffre. Ora Vanessa e Katia Dora che pesa due chili e quarantagrammi stanno bene ma dovranno attendere qualche giorno per lasciare l'ospedale. Benvenuta Katia Dora e congratulazioni a Vanessa e Bruno.
 
03/02/2008 14:11
Calabria, tangenti e paura in corsia
Solo un bambino, un bambino morto, ci può raccontare la maledizione che sono gli ospedali della Calabria. Flavio che giocava sulle giostrine dell'oratorio, Flavio che nove ore e settantacinque chilometri dopo già non c'era più. Era appena scivolato in quella grande fogna che è la Sanità ai confini d'Italia. Soldi, soltanto soldi. Tangenti, soltanto tangenti. Paura, soltanto paura. Le chiamano Asl ma sono covi. Dove però ci vogliono stare tutti. È come un'ossessione. Si sbranano e a volte anche si uccidono per una nomina in più o una nomina in meno. Sono tutti all'assalto di quei 3 miliardi e 204 milioni di euro che ogni anno devono saziare la Calabria più famelica.
E lì dentro vogliono comandare tutti. Partiti. Famiglie mafiose. Burocrazie.
L'Udc, il Pd, Forza Italia, Alleanza nazionale, destra, sinistra, quelli che erano di qua e sono andati di là, i capi della 'ndrangheta che hanno fatto diventare primari i loro figli e i loro nipoti, i direttori generali, i commissari straordinari, i contabili, gli infermieri e i portantini, anche i magazzinieri. C'è un livello per ogni spesa e ogni scorribanda. Non li ferma nessuno. Gli scandali, gli arresti in massa. Non li ferma neanche la vergogna. Di chi sono le mani sulla dannata Sanità calabrese? "Di tutti, nessuno escluso", risponde il governatore Agazio Loiero che in questi mesi deve fare i conti con i troppi voti presi e con i troppi creditori che reclamano elargizioni, incarichi, favori, prebende.
Nella sua Calabria dove si annuncia un'altra lunga tempesta il governatore è inquieto e avverte: "La Sanità può uccidere ancora, dopo l'omicidio di Francesco Fortugno ne possono ammazzare un altro".
Cominciamo dalla sventura di Flavio questo resoconto sulle oscenità ospedaliere calabresi, una delle tante, una di quelle che fa sopravvivere tutti gli altri che dalla Sanità succhiano il 65 per cento del bilancio della Regione. Flavio Scutellà, dodici anni, muore il 25 ottobre del 2007 in mezzo a sette ospedali nella Piana di Gioia di Tauro che non lo potevano curare, sette ospedali inutili voluti dai signorotti locali o dai "sottopanza" di qualche ministro di turno. Flavio batte la testa sul selciato e per un piccolo ematoma - che ora dopo ora si allarga sempre di più - non trova in quei sette ospedali un pronto soccorso o un'ambulanza o una sala operatoria. Palmi. Polistena. Rosarno. Taurianova. Oppido Mamertina. Gioia Tauro. Cittanova. Ospedali finti. Flavio se n'è andato dopo quattro giorni di agonia e magari in quel momento, da qualche parte in Calabria, qualcuno stava già fantasticando sui quattro nuovi ospedali che saranno costruiti con decreto emergenziale della Protezione civile. Ce ne sono già 42. E 38 sono le cliniche private.
Nelle sudicie periferie calabresi gli ospedali aprono come gli ipermercati e i capannoni industriali. Appalti. Spartizioni. Passaggi di valigette strapiene di banconote. Minacce. In ogni Asl c'è un colpo in canna. Nel vecchio ospedale di Vibo si muore per un'appendicite, un ascesso tonsillare, una broncopolmonite. Dodici i casi negli ultimi diciotto mesi. Una mezza dozzina le inchieste che si incrociano.
E 803 le "infrazioni" già accertate dai carabinieri dei Nas. Il nuovo ospedale non ci sarà per molti anni ancora per colpa delle mazzette.
"L'azienda di Vibo è l'azienda di Tassone, hai capito?", diceva al telefono a un imprenditore Santo Garofalo, direttore generale dell'Asl 8. A Vibo Valentia avevano già posato la prima pietra del nuovo ospedale, l'aveva portata un costruttore della 'ndrangheta.
E il direttore generale dell'Asl 8 spiegava con stupefacente normalità quali erano le "regole" in quella provincia: "Non ti dimenticare, Vibo è di Tassone e non di Ranieli né di quegli altri né di Stillitani. Le tre aziende: una di Galati, una di Tassone e l'altra è di Trematerra". Telefonate di appena due anni fa. Mario Tassone è un parlamentare dell'Udc. Come Pino Galati. Come Gino Trematerra. Michele Ranieli è un ex eletto alla Camera. Francesco Stillitani all'epoca era assessore regionale. Anche loro dell'Udc.
E' l'Udc che era padrona ed è ancora forse oggi padrona dell'Asl di Vibo Valentia La mappa del potere sanitario della Calabria è alla vista di tutti, praticamente ufficiale, scontata nella sua sfrontatezza.
Non ci sono capi dei capi della sanità come in Sicilia, un Totò Cuffaro a occidente e un Raffaele Lombardo a oriente. E' polverizzato il dominio, barattato, molto trasversale. A Cosenza comandano i Gentile, Nino che è deputato e Pino che è consigliere regionale, tutti e due di Forza Italia, una famiglia dedicata alla Sanità. Ma non sono soli. Ha una certa influenza anche Nicola Adamo, capogruppo regionale del Pd ed ex vicepresidente della giunta Loiero.
A Cosenza c'è pure Ennio Morrone, parlamentare dell'Udeur con interessi anche nella sanità privata. A Catanzaro c'è solo Agazio Loiero. A Reggio Calabria detta legge Alleanza nazionale, però il presidente da quando c'è il centrosinistra è Leo Pangallo. L'hanno messo lì i Democratici di sinistra. A Crotone il più "infilato" in corsia è Enzo Sculco, un consigliere regionale della Margherita che qualche mese fa è stato cacciato per una condanna in primo grado a 7 anni per corruzione. Il governatore Loiero ha così piazzato i suoi fedelissimi a Crotone, Sculco però ha sempre i suoi compari.
A Palmi e a Locri, invece, i partiti contano niente. Conta solo la 'ndrangheta. I Piromalli. I Molè. I Morabito. I Cordì. I Cataldo. I loro rampolli hanno invaso gli ospedali. Medici di rispetto. Uno di loro è riuscito a prendere lo stipendio perfino in carcere.
Pasquale Morabito era lo psicologo di Bovalino dal 1992 al 2002. Quando l'hanno arrestato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, glielo continuavano a spedire. "La Asl se n'è accorta e non ha nemmeno avviato azioni di recupero", scrive nella sua relazione Paola Basilone, il prefetto mandata a Locri dal ministero degli Interni dopo l'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno.
"Il mio è stato un viaggio di andata e ritorno all'inferno", dice Doris Lo Moro, una bella signora che fino al 30 novembre del 2007 è stata l'assessore alla Sanità della Calabria. E' sempre scortata, dal primo giorno della legislatura. L'hanno fatta fuori come assessore. Sono stati i suoi, i ds del Partito democratico.
Non li faceva "entrare" negli ospedali. Alla prima occasione hanno chiesto la sua testa a Loiero. "Se vuoi ti diamo un altro assessorato, ma la Sanità no...", le hanno fatto sapere. "La cattiva politica nella Sanità è peggio della 'ndrangheta, senza la cattiva politica mafiosi e affaristi non potrebbero fare niente", spiega Doris Lo Moro mentre ricostruisce i suoi tormentati quasi mille giorni nella giunta di Catanzaro.
Per provarci ci ha provato. Ma l'assessorato alla Sanità non ha cambiato volto. Era circondata. Il suo direttore generale si chiamava Peppino Biamonte. E' è lo stesso Peppino Biamonte che falsificava carte per far avere altri 500 mila euro alla clinica Villa Anya di Domenico Crea, l'onorevole boss che si sentiva un dio all'Asl 11 di Reggio Calabria. "Agli ordini", gli rispondeva il direttore generale dell'assessorato quando Crea telefonava per chiedere conto della sua pratica su Villa Anya.
Tutti gli alti funzionari regionali sognano la Sanità. "Ci sono troppe incrostazioni, ci sono collusioni che noi nemmeno immaginavamo quando tre anni fa abbiamo cominciato a governare", racconta il presidente Loiero che l'altro giorno ha "azzerato" i dipartimenti della Sanità, un repulisti. L'altro giorno ha finito la sua prima missione in Calabria anche il prefetto Achille Serra, inviato dal ministro Livia Turco a riferire sulla Calabria che fa morire i calabresi nei suoi ospedali. Il 14 di aprile il prefetto Serra consegnerà il suo rapporto.
Ma la Calabria è la Calabria. A volte è anche invisibile. Sono 80 mila i pazienti fantasma - per lo più emigrati e morti da decenni - che erano iscritti regolarmente negli elenchi dell'assistenza sanitaria regionale. A volte è anche imprevedibile. Fra gli indagati in una vicenda di Sanità c'è anche il governatore Loiero, abuso di ufficio e turbata libertà degli incanti per un'ingarbugliata aggiudicazione di forniture elettromedicali. A volte è indegna. In tanti rubano e in tanti fanno rubare. Ma mai c'era stato un monsignore che si era arricchito sulla pelle di poveretti che erano fuori di testa, 363 degenti di una casa di cura che don Alfredo Luberto faceva vivere con la scabbia addosso e nel lerciume dei padiglioni della casa di cura "Papa Giovanni". Raccattava anche lui soldi all'assessorato alla Sanità ma non li portava mai nella clinica che la Curia gli aveva affidato sulle Serre, alle spalle di Cosenza.
Si comprava quadri il monsignore, si arredava l'appartamento con mobili di lusso, aveva acquistato dodici automobili e riempito i suoi conti correnti. Don Alfredo era diventato milionario con la Sanità.

Attilio Bolzoni
 
01/02/2008 12:04
Pizzo. Ritrovata morta la ragazza bulgara scomparsa qualche giorno fà.
Stamattina è stato trovato, sulla spiaggia di Marinella di Pizzo, il cadavere di una ragazza. Potrebbe trattarsi del corpo di Vittoria Krasimirova, la ragazza bulgara di 19 anni scomparsa il 19 gennaio scorso.
I vigili urbani sono stati allertati da una telefonata anonima. Sono ora in corso i primi rlievi per accertare l'identità della donna e le cause della morte. Vittoria è stata vista l'ultima volta la sera di sabato scorso in un locale notturno, dove si era recata con alcune amiche che, al termine della serata, l'hanno riaccompagnata a casa. Il mattino successivo, però, il fratello non l'ha più vista. Sulla sua scomparsa si erano mobilitate le istituzioni locali di Pizzo.
 
31/01/2008 14:53
Soriano. Possibile caso di lupara bianca
Dal pomeriggio di domenica scorsa manca dalla sua abitazione di Soriano Calabro, un giovane di 29 anni, Antonio Giurlanda. I carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Serra San Bruno lo stanno cercando assiduamente. Si teme si tratti di un nuovo caso di “lupara bianca”. Giurlanda lavora saltuariamente e risulta avere precedenti di poco conto. Appena qualche mese addietro, nel vicino comune di Stefanaconi, sono scomparsi altri due giovani: il segretario dell’Udc Michele Penna e Salvatore Franzè. Altri cinque casi sono avvenuti negli ultimi sei anni a Filadelfia e che, sommati agli altri 40 registrati nel ventennio scorso, fanno del vibonese un territorio ad altissimo rischio. Sul preoccupante fenomeno è stato lanciato un allarme in occasione dell’omelia pronunciata durante la prima messa del nuovo anno anche dal neo vescovo di Mileto-Tropea-Nicotera, monsignor Luigi Renzo.
 
29/01/2008 00:08
Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore si sposeranno a Torre di Ruggiero
Fervono i preparativi a Torre Ruggiero per le nozze di Briatore e la Gregoraci. Secondo il settimanale "Panorama", Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci avrebbero deciso di sposarsi a Torre di Ruggiero. A quanto pare, i due convoleranno a nozze con una cerimonia civile che dovrebbe svolgersi a Palazzo Martelli, per poi spostarsi, al fine di ricevere la benedizione eucaristica, presso il vicino santuario di Santa Maria delle Grazie, dove Elisabetta si recava in pellegrinaggio da bambina con la sua famiglia.
Secondo alcune voci, la Gregoraci avrebbe espresso il desiderio di sposarsi in quel luogo santo, e a quanto trapela da indiscrezioni non ancora confermate dai futuri sposi, Flavio Briatore avrebbe acconsentito a realizzare il sogno della fidanzata. Intanto Giuseppe Pitaro, sindaco di Torre di Ruggiero, pur non confermando le voci, a proposito di Elisabetta dice: "La sua scelta dimostra che è una donna intelligente che non ha dimenticato le sue origini".
Dunque i particolari che confermerebbero la scelta di Torre di Ruggiero sono innanzitutto che Elisabetta proviene da Soverato, e poi che sia Palazzo Martelli che la strada che porta al santuario di Santa Maria delle Grazie sarebbero in fase di ristrutturazione, proprio in previsione delle nozze di Briatore e Gregoraci.
A quanto sembra, inoltre, il ricevimento nuziale dovrebbe svolgersi presso l'Agriturismo "I Basiliani", ma i titolari non confermano, e naturalmente sarà organizzato in grande stile. Le nozze dovrebbero avere luogo nel prossimo mese di Maggio.

 
21/01/2008 19:32
San Nicola da Crissa. Un arresto per armi e favoreggiamento prostituzione a Vibo
I carabinieri di Vibo Valentia hanno arrestato Domenico Sammarco, di 46 anni, di San Nicola da Crissa, per detenzione abusiva di arma clandestina e relativo munizionamento, agevolazione della prostituzione e porto abusivo di armi bianche. I carabinieri, controllando i movimenti di una giovane prostituta nigeriana, hanno accertato che la ragazza veniva accompagnata e prelevata da un uomo. Con il supporto di un elicottero dell'ottavo elinucleo di Vibo, i militari, nel tardo pomeriggio di venerdì, hanno deciso di intervenire bloccando Sammarco. Nella sua auto i carabinieri hanno trovato quattro coltelli, di cui 2 a serramanico, di genere vietato. Inoltre, su uno dei cellulari dell'uomo, è stato trovato un video in cui Sammarco si faceva riprendere con in mano una pistola completa di caricatore e proiettili. Portato in caserma l'uomo, dopo due ore, ha ammesso il possesso dell'arma dando indicazioni per il suo ritrovamento. La pistola, una calibro 22 con la matricola cancellata, era nascosta in un casolare di campagna.
 
18/01/2008 21:14
Simbario. Attentato dinamitardo al negozio di Franceschina
Questa notte, verso le due, un grosso boato svegliava buona parte degli abitanti di Simbario. Un potente ordigno, sistemato vicino al portone del negozio di Franceschina, faceva saltare in aria tutti gli infissi del negozio e dell'abitazione, creando gravi danni anche all'interno del negozio stesso. La potente deflagrazione faceva saltare tutti i vetri di tutte le case circostanti e persino la vetrina della macelleria Barbara si frantumava a causa dello spostamento d'aria creato dalla bomba. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Serra San Bruno che hanno effettuato tutti i rilevamenti. Sono ancora in corso gli accertamenti.
 
17/01/2008 22:35
Creolina, chiuso l'istituto tecnico di Chiaravalle Centrale
Torna la creolina nelle scuole di Catanzaro e provincia, dopo un periodo di calma successivo all’arresto di quattro studenti sorpresi in flagranza di reato dalla polizia del capoluogo calabrese. Ieri mattina sono state chiuse due scuole, l’Istituto tecnico industriale di Chiaravalle, nel catanzarese, e l’Istituto tecnico agrario di Catanzaro. In entrambi i casi i vigili del fuoco hanno registrato la presenza della sostanza in alcune aule, con la conseguente chiusura degli edifici scolastici in attesa delle operazioni di bonifica.




 
03/01/2008 16:40
Tragico incidente a Simbario. Un medico è stato colpito al volto da una fucilata

Un medico di Borgia, Carmelo Stinà, è rimasto ferito in un incidente di caccia avvenuto stamattina in località Murana. Il medico, di 51 anni, e' stato raggiunto da una fucilata al volto durante una battuta di caccia. Immediatamente veniva portato all'ospedale di Serra Bruno dove, al pronto soccorso, ci si rendeva subito conto della gravità dell'accaduto. Dopo poco e' stato trasferito all'ospedale Pugliese di Catanzaro, dove attualmente è ricoverato con prognosi riservata. Il dottor Stina' corre il rischio di perdere un occhio. Il commissariato di Serra ha subito avviato le indagini sulle modalita' dell'incidente.
 
27/12/2007 11:09
Duecentocinquantamila euro per manifestazioni che si volgeranno nelle cinque Province calabresi durante le feste natalizie
Il Dipartimento Attività Produttive ha finanziato con 250mila euro le cinque amministrazioni Provinciali per l'organizzazione, durante le festività natalizie, di eventi, mostre, fiere e manifestazioni, aventi la finalità di promuovere le tradizioni artigiane e le produzioni tipiche locali.
I contributi, pari a 50mila euro per Provincia, supportano una serie di importanti iniziative sul territorio, in un periodo nel quale far conoscere ed apprezzare prodotti e lavorazioni tipiche strettamente legate alla storia manifatturiera della Calabria può rappresentare una vetrina utile allo sviluppo della piccola e microimpresa, vera spina dorsale del sistema economico regionale.
"Il Natale - ha detto l'assessore Francesco Sulla - è un'importante occasione per far conoscere a tutti i calabresi, specie quelli che vivono fuori regione, la vitalità e la potenzialità del settore artigianale in tutte le sue forme. Perciò - ha aggiunto - abbiamo voluto che queste feste contribuiscano a rilanciare le produzioni tipiche della nostra regione, magari stimolando i calabresi ad immaginare di regalare ed acquistare prodotti calabresi".
Nello specifico, la Provincia di Catanzaro ha ottenuto il contributo su un'iniziativa denominata "Natale al Parco", manifestazione finalizzata alla promozione dell'artigianato e della gastronomia locale, che si terrà a Catanzaro al Parco della Biodiversità.
La Provincia di Reggio Calabria ha avuto il finanziamento di una serie di eventi su tutto il territorio provinciale rappresentati da mostre di manufatti artigianali e produzioni tipiche locali. Più in dettaglio, sono state organizzate tre iniziative tematiche in tre aree: comprensorio di Reggio Calabria sulle produzioni tipiche; area tirrenica sulle produzioni agricole e artigianali; fascia jonica sulleproduzioni enogastronomiche.
Due invece le iniziative approvate per la Provincia di Cosenza: "Il dolce sotto l'albero", mostra mercato la cui rassegna consisterà nell'esposizione di dolci tipici della tradizione natalizia che le scuole partecipanti alla manifestazione, i cuochi, i panificatori ed i pasticcieri avranno preparato per il Natale. I dolci verranno corredati di una scheda inerente l'origine storico-culturale del piatto proposto. Il luogo della manifestazione sarà il Centro commerciale "Metropolis" di Rende; "Nettari per le feste" è un'iniziativa che si prefigge l'obiettivo di far conoscere ed apprezzare il Moscato di Saracena, vino passito del cosentino di antichissima produzione. L'iniziativa si svolgerà al Palazzo della Provincia con approfondimenti storici ed economici legati alla produzione del moscato e, in una data compresa tra Natale e Capodanno, avrà luogo una degustazione con sommelier professionisti. Inoltre, sarà organizzata anche una visita guidata in un'azienda vinicola per far conoscere i metodi di produzione.
La Provincia di Vibo Valentia ha ottenuto il finanziamento dell'iniziativa "Tradizione del presepe e valorizzazione dell'artigianato vibonese di pregio". L'evento mira a realizzare diverse iniziative tra le quali spiccano: la realizzazione della IX edizione della Rassegna del Presepe italiano dedicato alla tradizione figula (arte della lavorazione della creta); la mostra mercato della produzione figula calabrese; promozione e valorizzazione dell'artigianato di pregio vibonese, in particolare della cioccolateria.
Alla Provincia di Crotone sono state finanziate quattro iniziative: "Dolcezze e delicatezze della comunità Arbereshe", manifestazione-evento che si svolgerà a Carfizzi il 27 dicembre al fine di mostrare le tecniche di produzione dei principali prodotti tipici ed artigianali di origine albanese (smielatura e produzione del miele, dolci e produzione casearia, lavorazione orafa); "Eccellenze tipiche Crotonesi in vetrina a Natale", evento che si svolgerà a Crotone e che avrà lo scopo di valorizzare i principali prodotti tipici ed alimentari locali e dell'artigianato artistico, anche attraverso lo svolgimento di prove e concorsi tra artigiani nel settore del pane e pasticceria; "Natale tra arti e sapori", rassegna che terrà a Cutro presso Villa Margherita dal 20 dicembre al 6 gennaio 2008 e consiste nell'esposizione di strumenti musicali tipici delle festività natalizie, quali zampogne e pipite, prodotti dai maestri dell'artigianato locale; verrà inoltre allestita una mostra fotografica dal titolo "Memorie di Calabria. Immagini storiche sulla pastorizia del crotonese"; "Sapori, suoni ed arte del natale si svolgerà invece ad Isola Capo Rizzuto per esporre ai turisti i prodotti artigianali legati alla cultura pastorale contadina (lavorazione del ferro battuto, del legno e della ceramica.
 
20/12/2007 22:43
Brunello Censore sollecita Loiero per far proseguire i lavori della trasverale.
Il presidente dell’Anas Ciucci mi ha garantito che tutti i tratti della trasversale delle Serre saranno presto cantierabili. D’altra parte i soldi ci sono e le volontà politiche anche”. È quanto afferma, tramite una nota dell’Ufficio del Portavoce, il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero il quale è stato sollecitato dal consigliere regionale Brunello Censore del Pd.
Loiero ha avuto un colloquio con il presidente dell’Anas al quale ha riportato le sollecitazioni e le attese provenienti da quella parte della Calabria che va da Pizzo a Soverato interessata al completamento della Trasversale. “Da Ciucci – ha aggiunto Loiero – ho avuto ampie assicurazioni sui tempi di realizzazione dell’opera che toglierà le comunità delle zone interne delle Serre dall’isolamento e che permetterà un’intermobilità tra la costa jonica e quella tirrenica”.
Per la costruzione dell’importante arteria essenziale per il miglioramento del sistema viario della Calabria, la Regione – ha ricordato Loiero – ha messo a disposizione 44 milioni di euro con i fondi Por 2000-2006 che si rischiava di perdere. A tale somma si sono aggiunti altri 138 milioni di fondi FAS e PON, in accordo con il ministero della Infrastrutture. “Si tratta di investimenti notevoli e certi – ha commentato soddisfatto il consigliere regionale Censore – e dobbiamo ringraziare il presidente Loiero per l’attenzione continua dedicata alla questione. La realizzazione di quest’opera, una bretella tra Jonio e Tirreno, tra Soverato e lo svincolo autostradale di Pizzo Calabro, è fondamentale per lo sviluppo della Calabria e il presidente Loiero ha mostrato con decisione di puntare alla sua realizzazione che consentirà di raggiungere agevolmente aree finora tenute ai margini”.
 
19/12/2007 22:35
Filadelfia. Carabiniere in pensione trovato morto .
Un uomo di 54 anni, Ippolito Fruci, maresciallo dei carabinieri in pensione, è stato trovato morto nella sua abitazione. Il fatto è avvenuto ieri mattina a Filadelfia, un comune del vibonese, dove l’uomo era nato e dove viveva da solo. In un primo momento si era pensato ad una morte violenta, ma da una ispezione sul corpo, non presentava segni di violenza. Ad ucciderlo, secondo quanto viene riferito paese, sarebbe stato il dramma della solitudine. I vicini non avendolo più visto da qualche giorno, hanno avvisato i carabinieri che, dopo aver sfondato la porta, lo hanno trovato morto sul letto in incipiente fase di putrefazione. Una fine che ha destato commozione in tutta quella comunità. L’ex sottufficiale, una decina di anni addietro, mentre prestava servizio a Torino, si era ammogliato con una donna del luogo, da cui aveva avuto una figlia e da cui si era separato. Ritornato in paese in preda ad una profonda depressione psichica, nella mente aveva sempre la Benemerita, si era venuto a trovare da solo, essendo nel contempo morti tutti i suoi congiunti.




 
15/12/2007 10:02
Dopo Eva Ruscio, un'altro bimbo di sei anni muore dopo un intervento alle tonsille
Il suo ritorno a casa era stato rinviato di un giorno, perché aveva un po' di febbre, scesa però ieri sera quando sembrava che tutto andasse bene. Federico, sei anni, operato di tonsille e adenoidi mercoledì scorso all'ospedale del Ceppo di Pistoia, "stava giocando sul letto" quando alle 21, si spiega dalla Asl, sono passati i medici per il controllo. Poche ore dopo il bambino è morto.
"Emorragia massiva insorta a distanza di 40 ore da un intervento chirurgico di adenotonsillectomia", questa la causa del decesso indicata da Riccardo Tartaglia, responsabile del Centro gestione del rischio clinico della Regione Toscana, fra gli esperti al lavoro per chiarire cosa sia accaduto e se ci siano state responsabilità da parte del personale sanitario dell'ospedale. Le indagini avviate sono più di una: quella della magistratura in primo luogo. Poi gli accertamenti degli ispettori inviati dal ministro della Salute Livia Turco, d'intesa con l'assessore toscano alla sanità Enrico Rossi il quale ha subito attivato anche il Centro gestione del rischio clinico e chiesto alla direzione della Asl di fare immediatamente un'indagine interna. "Voglio la verità" ha gridato il giovane padre di Federico, Pietro Patania.
L'uomo ha accusato i sanitari di non essere subito intervenuti quando il figlio ha cominciato a stare male, verso la mezzanotte. Accanto a Federico c'era la mamma che ha poi avvisato il marito. Quando è arrivato in ospedale Piero Patania è stato sopraffatto da una crisi di nervi, ed è stata chiamata anche la polizia. "Hanno lasciato morire un bambino di sei anni - ha detto l'uomo -. Tutti i dottori sono arrivati troppo tardi. Quaranta minuti dopo l'emergenza. Me lo hanno ammazzato".
I genitori di Federico sono originari di Vibo Valentia da dove si sono trasferiti a Quarrata, nel pistoiese. Hanno anche un altro figlio, di un anno e mezzo. La Asl di Pistoia ha messo a loro disposizione uno psicologo e una stanza in ospedale dove sono arrivati via via altri parenti. "Ora i medici di pediatria mi dicono che mi sono vicini; non si rendono conto di quello che hanno fatto" ha aggiunto l'uomo, che oggi pomeriggio è tornato a casa con la moglie. La coppia si è chiusa nel dolore. La vicenda sarà seguita ora da due avvocati. Su quanto riferito dal padre l'Asl, che ha tenuto una conferenza stampa, ha spiegato che i medici sono intervenuti immediatamente insieme agli infermieri quando il bambino ha iniziato a star male. L'equivoco sarebbe nato dal tipo di divise 'colorate' indossate anche dai medici nel reparto di pediatria. Tartaglia ai giornalisti ha dato una prima ricostruzione dei tempi di intervento dei sanitari, spiegando che il primo allarme sulle condizioni del bambino sarebbe scattato alle 0.27 e che nel giro di 5 minuti i medici sarebbero arrivati al letto di Federico iniziando subito le manovre di rianimazione. Il piccolo é stato poi dichiarato morto alle 2.05. Resta comunque da chiarire come si sia potuto verificare un evento, definito anomalo dagli esperti, come l'emorragia che ha ucciso Federico. Le complicanze che possono portare alla morte negli interventi chirurgici di adenotonsilectomia, secondo le statistiche, sono di uno su 40 mila casi.
"Assicuro tutto il mio impegno per un rapido e completo accertamento di quanto accaduto", ha detto il ministro Turco che si è unita al dolore dei genitori. Sulla stessa linea l'assessore Rossi e i vertici dell'Asl che vuole ricercare la verità "nel rispetto dei diritti del bambino che è morto, ma altrettanto nel rispetto dei diritti di chi ha operato per tentare di salvarlo". Intanto il sindaco di Quarrata ha deciso di proclamare il lutto cittadino. Nella scuola elementare dove Federico frequentava la I classe invece sono stati sospesi tutti i festeggiamenti legati al Natale.
 
14/12/2007 23:07
Davoli, arrestato Giuseppe Gualtieri per droga
I Carabinieri della stazione di Davoli hanno tratto in arresto Giuseppe Gualtieri, quarantenne residente nel centro del basso Ionio catanzarese. Nel corso di una perquisizione domiciliare, effettuata dopo un lungo servizio di appiattamento nei pressi dell’abitazione dell’uomo, i Carabinieri hanno trovato circa 20 grammi di marijuana nascosti in un vasetto di vetro all’interno di uno sgabuzzino. A seguito di questo rinvenimento, la perquisizione è stata estesa anche ad un’altra abitazione nella disponibilità dell’uomo, al fine di ricercare altra sostanza stupefacente o materiale necessario al confezionamento e allo spaccio. Nell’abitazione in questione, sita nel centro storico di Davoli, i militari hanno quindi ritrovato circa 30 grammi di cocaina, nascosti all’interno di uno stivale in gomma posto in una cassetta nel sottoscala. In questa occasione sono stati rinvenuti anche dei ritagli di plastica utilizzati secondo gli inquirenti per il confezionamento della sostanza stupefacente. Considerate, quindi, le diverse tipologie di sostanza stupefacente rinvenute e le modalità di occultamento, i militari della Stazione di Davoli hanno quindi dichiarato in arresto Gualtieri. Dopo le formalità di rito, espletate nel Comando Stazione di Davoli e il Comando Compagnia di Soverato, l’arrestato, su disposizione del magistrato di turno è stato tradotto presso il carcere di Catanzaro-Siano in attesa del giudizio per direttissima che si terrà nella mattinata di domani.




 
12/12/2007 15:05
Frana a San Nicola da Crissa
Le abbondanti piogge e grandinate che si stanno abbattendo sul vibonese nelle ultime ore hanno causato delle frane. Le più notevoli a San Nicola da Crisssa dove personale dell’ufficio tecnico comunale ha segnalato una frana in contrada Fazio, un’altra lungo la strada comunale che collega via Belvedere e via Papa ed una lungo la strada statale 110, che da San Nicola porta a Serra San Bruno. Mentre le prime hanno causato danni lievi, l’ultima, stando ai primi rilievi, è quella che desta maggiori preoccupazioni, per via del materiale che ha occupato parte della carreggiata, impedendo la circolazione stradale. L'Anas invita a procedere con moderazione in tutta la provincia per l'imminente rischio di frane su tutte le strade delle Serre.
 
10/12/2007 00:30
Si sono svolti i funerali di Eva Ruscio.
Polia 9 dicembre ore 15. Grappoli di palloncini bianchi con il nome Eva e con in mezzo un palloncino nero, in segno di lutto. Cosi' gli abitanti di Polia hanno salutato stamattina il feretro di Eva Ruscio, la sedicenne morta mercoledi' scorso nell'ospedale di Vibo Valentia. Il parroco, don Giovanni Battista, ha rivolto parole di conforto ai genitori, ma ha anche detto che 'se un medico non trova il tempo per i propri pazienti e' meglio che faccia altro'. Migliaia di persone sono arrivate da tutta la Calabria stamani a Polia . La piccola chiesa di San Nicola di Bari, nella frazione Menniti, non riesce a contenere tutti e la gente è rimasta in silenzio nella piazza antistante. Alle esequie hanno partecipato anche il presidente della Regione, Agazio Loiero, quello della Provincia, Ottavio Bruni, il sindaco di Vibo, Franco Sammarco.
 
10/12/2007 00:26
Vibo: bomba contro la cassa continua di un supermercato
Un ordigno e' stato fatto esplodere stamani davanti alla cassa continua di un supermercato, nel pieno centro di Vibo Valentia. I rapinatori, pero', sono andati via a mani vuote. L'esplosione, infatti, ha distrutto la parte esterna della cassa, ma non ha aperto quella interna, dove sono custoditi i soldi. Lo scoppio ha danneggiato le vetrine del supermercato e le finestre di alcune abitazioni vicine.
 
06/12/2007 18:01
Ospedale di Vibo, nuova tragedia. Morire a sedici anni per un'operazione alle tonsille.
Inchiesta della magistratura sulla morte di Eva Ruscio, la studentessa di 16 anni, avvenuta stamattina nella sala operatoria dell’ospedale ”Iazzolino” di Vibo Valentia durante un intervento sulle tonsille. Immediatamente dopo l’arrivo del comandante della stazione dei carabinieri, il luogotenente Nazzareno Lopreiato, all’ospedale sono giunti i sostituti Fabrizio Garofano e Simona Cangiano, che hanno subito iniziato gli interrogatori dei sanitari, che hanno preso parte all’intervento, interrogatori che sono ancora in atto. Sul luogo anche il medico legale Katuscia Bisogni, che sta procedendo ad una ispezione sul corpo di Eva, che ancora si trova nella sala operatoria, mentre nella Asp vibonese, presieduta dal commissario Ottavio Bono, e’ in atto una riunione dei vertici sanitari e amministrativi dell’azienda. Indetta anche una riunione in prefettura. Eva Ruscio, nata a Polia, appartenente ad una famiglia di agricoltori, era stata ricoverata al reparto otorino per un accesso alle tonsille. Stanotte le sue condizioni sono peggiorate e stamattina era stata trasportata nella sala operatoria per un intervento chirurgico, ma e’ morta. Non si sa ancora se prima o durante l’intervento. Cosa che sta appunto cercando di accertare la magistratura.

 
04/12/2007 23:14
Salvatore Pitaro e l'arte di lavorare il ferro battuto
Sono poche le botteghe dove ancora si svolgono per hobby lavori manuali. Eppure a Spadola, c'è chi nelle ore libere della giornata, si dedica alla manipolazione di questo metallo per creare oggetti di vario genere. Salvatore Pitaro, 26 anni, originario di Spadola, vive nella zona nuova del paese e ha scoperto circa 5 anni fa di avere un una grande passione per la lavorazione del ferro battuto: riesce a creare piccoli oggetti come statuette, macchinine, portacenere, centrotavola, ecc.. e grandi oggetti come candelabri, tavolini, cornici coreografiche, ecc...
Ha fatto diverse mostre dei suoi lavori, non solo in zona, ma anche in Germania dove lui è nato e cresciuto.
Caro Salvatore, continua così. Auguri e Buon Lavoro.

Fabio Salvatore Bava
 
04/12/2007 23:10
Confiscati beni per un milione di euro ad un esponente dela cosca Iannazzo
La Questura di Catanzaro ha confiscato beni per un milione di euro ad un presunto affiliato alla ‘ndrangheta, Domenico Iannazzo, di 48 anni, esponente dell’omonima cosca di Lamezia Terme, attualmente detenuto. La confisca, disposta su proposta del questore, Romolo Panico, è stata fatta in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro. I beni confiscati consistono in due ville, due automobili e due moto di grossa cilindrata, provento, secondo quanto è emerso dalle indagini della Polizia, delle presunte attività illecite svolte da Iannazzo. Nei confronti di Iannazzo è stata anche applicata, sempre su proposta del questore di Catanzaro, la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. La confisca dei beni di Domenico Iannazzo, secondo quanto si è appreso, è stata eseguita in attuazione della legge antimafia che prevede, non solo il sequestro di beni la cui provenienza è di natura illecita, ma anche la loro confisca. Iannazzo, che dovrà pagare anche un’ammenda di 6 mila euro e per i prossimi quattro anni è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Ps con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, era in possesso dei beni che dimostravano uno squilibrio fra il tenore di vita e l’entità dei redditi appartenenti o dichiarati. In particolare, le due ville confiscate, entrambe costruite nel quartiere di Sant’Eufemia, sono una a due piani del valore complessivo di circa 410 mila euro ed un’altra a due piani con mansarda del valore complessivo di circa 625 mila euro. I mezzi confiscati, invece, sono un’autovettura Toyota Celica del valore di circa 25 mila euro; un Quadriciclo speciale Kymco del valore di circa 5.700 euro; un Quadriciclo speciale Her Chee del valore di circa 3.500 circa euro.
 
04/12/2007 00:20
Rapinatori scatenati nel vibonese.
Lunedi 3 dicembre. Due uffici postali sono stati assaltati questa mattina dai banditi che, incappucciati ed armi in pugno, hanno rapinato la somma complessiva di 60.000 euro. Il primo colpo è stato messo a segno all’ufficio postale di Stefanaconi. I banditi all’ora dell’apertura, incappucciati e armati di pistole, sono piombati nell’ufficio dopo essersi calati dal soffitto che avevano raggiunto attraverso un buco praticato durante la notte nell’attiguo fabbricato adibito a sede del Consorzio per la legalità dove erano in corso dei lavori. Alla vista dei malviventi, il direttore e l’impiegata, terrorizzati, hanno abbandonato l’ufficio e si sono riversati nella strada, mentre i banditi dopo aver fatto razzia del denaro, circa 40.000 euro che servivano per pagare le pensioni, si sono dileguati a piedi. Sul luogo è intervenuta un equipaggio della volante e della squadra mobile. Il secondo colpo dopo circa un’ora, intorno alle 9, all’ufficio postale di Gerocarne, dove i rapinatori, sempre armati e mascherati, dopo essere scesi da un’autovettura, sono penetrati all’interno dell’ufficio postale impossessandosi di altri 20mila euro. Sul luogo i carabinieri della Compagnia di Serra e gli agenti del commissariato di polizia. Ma le battute non hanno dato ancora esito. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire se quest’ultimo colpo sia da collegare al primo.
 
01/12/2007 22:48
San Nicola da Crissa, paese della longevità
A San Nicola da Crissa, vive una popolazione tra le piu' longeve della penisola italica. Sarà il clima mite, sarà l'alimentazione sana ma è una percentuale da guinnes se su 1200 abitanti, fino a qualche giorno fa quando e' deceduta Maria Rosaria Gallo (105 anni), c'erano 6 ultracentenari. Ora, ad avere superato la soglia dei 100 ci sono 3 donne e 2 uomini: Rosa Maria Pileggi (105 anni), Marianna Galati (103), Vincenzo Congiusti' (101) e Domenicantonio Iozzo e Vincenza Malfara' (100). Se poi si considera che il 3% degli abitanti supera i 90 anni vuol dire che ci sono delle condizioni invidiabili per pensare che l'aspettativa di vita a 120 anni, qui a San Nicola non è così lontana.
 
01/12/2007 00:17
Trasversale delle Serre IV tronco: imminente l'inaugurazione della galleria di Novalba di Cardinale
Si apre la prima galleria, quella di Novalba, dislocata lungo il percorso della Trasversale delle Serre. Il maxilotto del IV tronco, Chiaravalle Centrale – bivio Montecucco e IV bis, strada per Serra San Bruno, i cui lavori sono stati avviati nell'ottobre del 2005. L'inaugurazione della prima galleria è prevista per giovedì prossimo, alla presenza dei sindaci del comprensorio delle Preserre, amministratori, rappresentanti del Compartimento della viabilità per la Calabria e la delegazione dei politici della Provincia. Ventuno chilometri in tutto di strada, per lavori che si aggirano intorno ai 175 milioni di euro che l'impresa Ati Torno internazionale Spa sta realizzando nell'area delle Preserre catanzaresi e parte delle Serre Vibonesi. Il maxilotto prevede il 73% di tracciato su sede naturale, 3 gallerie naturali, che rappresentano il 6%, 20 viadotti che coprono il 15%, infine 7 gallerie artificiali per il restante 6% del tracciato. La galleria "Novalba" è stata realizzata dalla società Internazionale gallerie Srl di Napoli. Un significativo balzo in avanti. Con l'avvio dei lavori per la realizzazione della nuova strada proprio l'Anas ha inteso dare una concreta risposta a tutte le amministrazioni locali e a quei cittadini calabresi che per molti anni avevano lamentato l'isolamento dei territori interni, montani e pedemontani. I territori interessato dallo sviluppo del nuovo tracciato ricadono nelle province di Catanzaro e di Vibo e riguardano nello specifico rispettivamente i territori comunali di Argusto svincolo Ancinale, Chiaravalle, Cardinale, Torre di Ruggiero, Simbario, Brognaturo, Spadola e Serra San Bruno. I lavori che si stanno eseguendo prevedono la realizzazione degli svincoli di Serra San Bruno, di Torre di Ruggiero - Cardinale, di Chiaravalle Centrale e di Spadola - Simbario - Brognaturo. La prima galleria aperta darà l'avvio dei lavori della realizzazione dello svincolo di Torre di Ruggiero e Cardinale.
 
27/11/2007 16:01
Arena. Ferito da una fucilata un bambino di nove anni
Un bambino di nove anni e' stato accompagnato all'ospedale di Vibo Valentia dopo essere stato ferito da una fucilata che lo hanno attinto al cuoio capelluto e nell'orbita di un occhio. Il fatto e' avvenuto ieri pomeriggio nelle campagne di Arena. Non si conosce ancora la dinamica dell'incidente. Il bimbo, che si chiama Giuseppe, e' stato prima trasportato con una autovettura al pronto soccorso del vicino ospedale di Soriano e subito dopo al reparto oculistica di Vibo Valentia dopo sta per essere sottoposto ad intervento chirurgico. Sul luogo i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno per le indagini.
 
26/11/2007 19:46
Savini, arrestato un giovane di 28 anni
Un giovane di 28 anni, Domenico Ciurlia, muratore, è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Vibo Valentia dovendo scontare una residua pena a tre anni di carcere per omicidio in concorso, divenuta definitiva. L’ordinanza d’arresto gli è stata notificata in località Savini di Sorianello, dove il giovane risiede. Il reato era stato consumato a Ivrea nel corso di una rissa in cui venne implicato un altro suo fratello.




 
19/11/2007 15:04
Sant'Onofrio: 8 persone arrestate e tre ricercate
Otto persone sono state arrestate ed altre tre sono ricercate nell’ambito di un’operazione compiuta stamani dai carabinieri a Sant’Onofrio, nel Vibonese, contro esponenti della cosca Bonavota. Le persone coinvolte nell’operazione sono destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.
I reati contestati nell’ordinanza di custodia cautelare sono a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata agli omicidi, alle estorsioni, all’usura, ai danneggiamenti ed al traffico di droga. Sei degli undici destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare erano stati già fermati nelle settimane scorse nel corso di una operazione coordinata dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Mariano Lombardi e dal suo sostituto procuratore Marisa Manzini.
Le persone arrestate stamani sono: Pasquale Bonavota, di 33 anni; Onofrio Barbieri, 27 anni; Carlo Pezzo, 27 anni; Vincenzino Fruci, 31 anni; Andrea Mantella, 35 anni; Francesco Scrugli, di 37 anni; Domenico Cugliari, di 48 anni, e Nicola Bonavota, 31 anni. Dalle indagini, iniziate quattro anni fa, è emerso che Andrea Mantella e Francesco Scrugli avrebbero compiuto nel 2004 l’omicidio, a colpi di kalashnikov, di Raffaele Cracolici. Gli investigatori hanno ricostruito anche le ramificazioni e gli intrecci degli affiliati alla famiglia e degli innumerevoli reati compiuti in nome e per conto della famiglia Bonavota dai primi anni ‘90.
 
16/11/2007 09:44
Gagliato, ferito un carabiniere con un coltello.
Un carabiniere è stato ferito da uno squilibrato a Gagliato. Il militare ferito è un appuntato scelto di 42 anni. Un suo collega ha riportato soltanto qualche escoriazione. Il ferimento si è verificato intorno alle 12,30 di ieri. Per l’appuntato accoltellato si è reso necessario il ricovero d’urgenza in ospedale, dove gli sono state riscontrate due ferite, al collo ed all’addome. Il carabiniere è stato immediatamente operato e le sue condizioni sono buone. Il feritore, un uomo di 44 anni, è stato rinchiuso nel carcere di Catanzaro. Per sincerarsi personalmente delle condizioni del ferito è andato a fargli visita il generale Marcello Mazzuca, comandante della Regione Carabinieri Calabria.Per bloccare l’accoltellatore, un uomo alto e corpulento, è stato necessario l’intervento di cinque o sei militari. Secondo quanto riferito dall’Arma, il feritore si trovava coltello in pugno nei pressi di un bar nel centro di Gagliato. Qualcuno ha avvisato i carabinieri che sono intervenuti ed hanno tentato di colloquiare con l’uomo, tentando di dissuaderlo da gesti inconsulti. Ma agli inviti dei militari l’uomo ha reagito scappando per circa 200 metri, barricandosi nei locali in disuso di una scuola abbandonata. È qui che è avvenuto il ferimento, per fortuna senza conseguenze irreparabili.




 
15/11/2007 15:44
Perde la vita Nazzareno Malfarà, di Vallelonga, in un incidente.
Chiaravalle. Un operaio di 57 anni, Nazzareno Malfarà, ha perso la vita in seguito ad un incidente stradale mentre era impegnato nel trasporto di materiale edile a bordo di un mezzo pesante. L’incidente è avvenuto intorno alle 16 di ieri pomeriggio lungo il tratto Chiaravalle-Argusto dove è in atto la costruzione della trasversale delle Serre da parte della Torno Spa subentrata da qualche giorno alla S.T.A . Accertamenti sono in corso per chiarire l’esatta dinamica che ha causato la morte di Nazzareno Malfarà, che era residente a Vallelonga. Tanti simbariani lo ricorderanno poichè, a Simbario, era stato gestore del bar poi ceduto alla famiglia Lofaro.
 
15/11/2007 15:20
Eolico. Indagato Nicola Adamo
Il vice presidente della Regione, Nicola Adamo, è indagato dalla Procura di Paola (CS), per alcuni affari relativi alla sfruttamento dell'energia eolica in Calabria.
Ad iscrivere nel registro degli indagati Adamo, rivela oggi Il Quotidiano della Calabria, sono stati i sostituti procuratori Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canali. Contro il vice Presidente della Regione vi sarebbero il coinvolgimento nell'indagine di un suo uomo di fiducia e le dichiarazioni dell'ex consigliere regionale Pino Tursi Prati (attualmente detenuto per concorso in associazione mafiosa) e di un imprenditore.
Secondo il Quotidiano, i Pm Facciolla e Berni Canali stavano svolgendo indagini separate quando queste si sono incrociate. In particolare, sarebbero stati scoperti flussi sospetti di denaro che partivano dal business della costruzione di pale eoliche in Calabria. Così, i due PM hanno deciso di accorpare i fascicoli. Nicola Adamo, nel settembre 2006 ha ricevuto un avviso di garanzia per associazione a delinquere, truffa e abuso di potere nell'ambito dell'inchiesta Why Not aperta dal sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris.
Un filone di Why Not, ricorda il Quotidiano della Calabria, riguarda proprio la costruzione di un impianto di energia eolica ad Isola Capo Rizzuto (KR).

 
14/11/2007 18:14
Raduno Festa D'Autunno: terribile incidente occorso a tre ragazzi di Serra San Bruno.
Terribile incidente, quello accaduto ieri, a tre ragazzi di Serra San bruno che hanno partecipato ad un raduno di fuoristrada su Monte Ciccia in provincia di Messina. La manifestazione, denominata Festa d'Autunno, è stata organizzata dal club "4x4 Città di Risa" su un tracciato di notevoli difficoltà ed è stato appunto sullo scosceso tratto Campo Italia-Vetta Monte Ciccia che verso le 16,30 il Pajero guidato Jafer Slim, ragazzo serrese di di 24 anni origine tunisina, assieme a Erica Scrivo di 21 anni e a Sascia Scrivo di 26, probabilmente per la rottura di un semiasse, precipitava a valle facendo un ruzzolone di oltre 500 metri. Tutti e tre ragazzi, nel ribaltamento del mezzo, venivano letteralmente scaraventati fuori dall'abitacolo ma due di loro riportavano gravissime lesioni. Difficile è stato anche il recupero dei corpi a causa dell'impervio dirupo, a tal punto che i vigili del fuoco coadiuvati anche da un gruppo di volontari hanno impiegato diverse ore per caricarli sulle ambulanze. Recuperati, i tre ragazzi venivano prontamente trasportati al Policlinico di Messina: Jafer veniva operato subito per un ematoma diffuso a seguito del trauma cranico, Sascia riportava una frattura alla spalla ma la più grave risultava Erica che riportava una lesione al midollo spinale. La comunità di Serra e non solo rimane col fiato sospeso in attesa di buone notizie.
 
13/11/2007 17:33
Trasversale delle Serre, “si lavora a rilento”
Il sindaco di Torre di Ruggiero, Giuseppe Pitaro, ha scritto al prefetto di Catanzaro “per manifestare - è scritto in nota - viva preoccupazione in relazione allo stato di avanzamento dei lavori della Trasversale delle Serre”. “Da alcuni mesi, infatti, - sostiene Pitaro - i lavori appaltati alla ditta Torno vengono eseguiti a rilento e, dalle informazioni assunte anche presso l’Anas, parrebbe che l’esecuzione dei lavori sia in grave ritardo rispetto ai tempi contrattualmente concordati tra le parti. Di più, da quanto è dato sapere, parrebbe addirittura che la stessa Impresa Torno abbia rallentato in maniera vistosa l’esecuzione dei lavori perché intenzionata a recedere dall’appalto in questione”. Il sindaco di Torre di Ruggiero lamenta la “gravità della situazione” e “la evidente provvisorietà in cui i territori interessati dai lavori in questione sono stati lasciati” e chiede al Prefetto di Catanzaro “di indire, in tempi brevi, una riunione con l’Anas, con l’impresa Torno e con tutti i Sindaci dei Comuni interessati alla vicenda nonché con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, al fine di chiarire, in maniera trasparente e definitiva, la problematica segnalata. Ciò - conclude Pitaro - per comprendere le ragioni del ritardo e decidere quali soluzioni adottare per il completamento di questa infrastruttura che, pur con alti e bassi, ha un valore straordinariamente importante per i nostri territori e per la Calabria”.
 
13/11/2007 14:42
Comune di Acquaro. Il sindaco si è dimesso
Il sindaco di Acquaro, Mario Crupi, ha rassegnato le dimissioni dalla carica. Il primo cittadino ha gettato la spugna a causa di problemi di natura politico-amministrativa. In una lettera inviata al prefetto di Vibo Valentia Vincenzo Greco ed ai consiglieri ha infatti parlato di “isolamento” della stessa maggioranza, con la quale i rapporti si erano incrinati da qualche mese. La scorsa settimana, in particolare, era venuto anche meno il numero legale in occasione dell’approvazione del conto consuntivo, una situazione che ha rappresentato probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Crupi, 44 anni, era alla guida dell’amministrazione del comune di Acquaro dal 2004.
 
08/11/2007 19:35
Vincenzo Falcone e le ferriere di Mongiana.
La storia del grande complesso metallurgico di Mongiana, “che - come scrive l’autore nella prefazione del libro - produceva quasi il 20% dell’intera produzione del Regno delle due Sicilie”, è racchiusa nelle circa duecento pagine del libro “Le ferriere di Mongiana. Un’occasione Mancata”, edito da “Città calabria edizioni”, scritto da Vincenzo Falcone, docente di Politica economica dell’Unione europea presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro ed attualmente sottosegretario alla Regione Calabria. Nel libro, che effettua anche un excursus storico soffermandosi sui cambiamenti avvenuti in Calabria in circa cento anni per calare meglio questa esperienza calabrese nel contesto del periodo, dimostra che la Calabria, dal 1771 al 1874, era un importante punto di riferimento per la siderurgia del tempo. Un’esperienza che la Calabria non ha più ripetuto e che aveva fatto parlare di questa regione in termini positivi. Il prodotto del lavoro degli operai, infatti, che raggiunsero una punta massima di 1.500 assunti, era tra i migliori del tempo al punto che le ferriere di Mongiana ottennero “successi in fiere ed esposizioni nazionali ed internazionali”.
 
08/11/2007 15:45
Il vescovo Bregantini trasferito da Locri a Campobasso
"La 'ndrangheta è una società apparentemente forte, ma all'interno è fragilissima per cui la si deve svuotare agendo tra la gente in maniera da dimostrare quanto è ridicola e stupida". Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri , da oggi nuovo "pastore" di Campobasso, conosce bene le dinamiche del fenomeno mafioso calabrese.
Le ha imparate nei 13 anni passati nella provincia di Reggio Calabria. In uno dei territori più violenti e depressi d'Italia. Le ha studiate a fondo e capite, nella loro essenza. Comprendere e operare è stato per oltre un decennio un tutt'uno, su ogni fronte. "Facendo quello che c'era da fare e dicendo quello che c'era da dire. Quotidianamente". E più il "vescovo operaio" della Locride andava avanti, più diventava punto di riferimento di tanti, tantissimi. Per questo alla notizia del suo trasferimento in Calabria è scoppiata la rivolta. Un moto istintivo di gente comune soprattutto, a cui si sono accodati parlamentari, rappresentanti istituzionali, sindaci, intellettuali e associazioni.
Oggi, a Santa Maria del Mastro, sede della Curia vescovile di Locri-Gerace sono arrivati in tanti a salutare il prete "anti 'ndrangheta". Una raccolta di firme "per attestare la gratitudine dei calabresi" e tante lacrime di commozione. Perché ora, dice un cartello, "i locresi si sentono ancora più soli". Vorrebbero che restasse, che la decisione fosse rivista, revocata. Ma sanno che non sarà possibile e che "Bregantini quella promozione a vescovo metropolita la merita". Il religioso obbedirà al Vaticano, "anche se a volte è faticoso", e lo stesso faranno i fedeli che lo hanno ascoltato e seguito nel suo percorso ti uomo del Trentino capace di parlare al sud.
Un uomo di Chiesa che ha saputo "sporcarsi le mani", parlando di lotta alla mafia in maniera concreta. Lo si incontrava spesso in giro per la Diocesi. Amava partecipare alla vita delle parrocchie, sapere e conoscere. I familiari delle vittime della mafia erano di casa nei suoi uffici, come pure lo erano le tante madri e sorelle di mafiosi. "Nessun escluso mai", amava dire.
E lo diceva con i fatti. Partendo dai bisogni della gente, aveva dato vita alle cooperative di lavoro in Aspromonte. Nelle Serre della cooperativa del Bomanico, a pochi chilometri da San Luca, lavoravano anche alcuni ragazzi parenti di mafiosi, e quando qualcuno glielo faceva notare, a fronte dei tanti disoccupati calabresi con lo stesso bisogno di un impiego, lui replicava duramente: "E' così che si combatte la 'ndrangheta, levandogli la terra attorno".
Prete tosto Bregantini, aveva invitato i parroci a non cresimare le persone che si presentavano all'altare con un padrino mafioso. E dopo la strage di Duisburg era stato nelle case di San Luca a dire alle donne di ribellarsi "perché quelli che finiscono ammazzati sono i vostri figli, mariti e fratelli"
Dopo l'eccidio di Ferragosto in Germania chiese ed ottenne per quelle sei vittime della faida i funerali pubblici. Poi un mese dopo è andato a Duisburg e si è inginocchiato davanti la pizzeria teatro della strage. Senza clamori. Parlava alla gente della pochezza e della miseria della mafia. Parlava pubblicamente della "massoneria e dei colletti bianchi che nutrono e si nutrono di 'ndrangheta". Ed erano frustate anche contro i governi ed i politici: "Inadeguati a rappresentare i bisogni della gente". Prete fastidioso Giancarlo Maria Bregantini. Scomodo per i pochi forti, indispensabile per i molti deboli.

Giuseppe Baldessarro
 
05/11/2007 23:39
Fabrizia. Aggredisce giovane durante una lite e lo sequestra, arrestato
I carabinieri di Serra San Buno hanno arrestato a Fabrizia Vito Caglioti, di 54 anni, con l'accusa di sequestro di persona, lesioni e rapina. Caglioti, secondo l'accusa, avrebbe avuto una lite con un imprenditore boschivo, D.M., di 32 anni, nel corso della quale ha aggredito il rivale picchiandolo con calci e pugni. L'uomo, inoltre, avrebbe costretto D.M. a salire sulla sua auto e lo avrebbe portato in una zona isolata, continuando a colpirlo. Alla fine Cagliotti si è anche impossessato del portafogli del rivale, contenente 200 euro in contanti, e lo ha poi abbandonato sul posto. D.M. è stato soccorso da una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, ai quali ha riferito dell'aggressione subita. Dalla denuncia di D.M. sono partite le indagini che hanno portato all'arresto del suo presunto aggressore.





 
02/11/2007 18:28
RICORDANDO AZARIA TEDESCHI A 90 ANNI DALLA MORTE - (1917 - 2007) - MEDAGLIA D'ORO PRIMA GUERRA MONDIALE
Maggiore ( Fanteria , Comandante del IV battaglione della 79° fanteria "Roma" comandante 7a compagnia ) luogo di nascita: Serra San Bruno (VV).
Data del conferimento: 4- 7- 1920 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Non ancora completamente guarito da una ferita riportata in combattimento, di propria iniziativa accorse ad assumere il comando del suo battaglione che sapeva in procinto di essere impegnato nella lotta.
Sferratosi un improvviso, irruento attacco di forze nemiche grandemente superiori, che in breve creò al reggimento una situazione disperata di confusione e di isolamento, conscio della estrema gravità dell'ora, alla testa delle sue truppe, corse con serena decisione e straordinaria fermezza ad arginare l'uragano, ma premuto sempre più dall'impeto di un avversario tre volte soverchiante per numero e per mezzi ed imbaldanzito ormai dal suo successo, con eroica decisione ed incitando col mirabile esempio del proprio ardimento i dipendenti, per primo si slanciò a capo fitto contro la ferrea cerchia degli assalitori, ed insieme con le proprie truppe si impegnò con essi in violento corpo a corpo, che con accanita tenacia sostenne, fin quando cadde gloriosamente colpito a morte. Veliki Vhr-Bainsizza, 25 ottobre 1917.
Antenato della Famiglia Tedeschi, originaria di Brognaturo (VV). - Famiglia (Bava) -Tedeschi - Spadola (VV)

Bava Fabio Salvatore
 
31/10/2007 15:36
Provincia di Vibo - Ricostruzione post alluvione: il presidente della provincia punta il dito sui parlamentari calabresi
"La Provincia, in qualità di ente attuatore degli interventi post alluvione, ha fatto fino in fondo il proprio dovere, in relazione alle circoscritte competenze assegnatele e alle scarse risorse messe a disposizione dal Governo. Il vero scandalo, invece, e nel totale disinteresse della rappresentanza parlamentare calabrese, che avrebbe dovuto pretendere stanziamenti sufficienti per avviare la bonifica idrogeologica delle aree a rischio. Un pericolo che non è stato affatto debellato e che rappresenta una vera e propria spada di Damocle sulla testa di tutti". Il sub commissario per l'emergenza e presidente della Provincia di Vibo Valentia, Gaetano Ottavio Bruni, non ci sta a fare il capro espiatorio di una vicenda che continua a segnare dolorosamente il Vibonese, e oggi, nel corso di una conferenza stampa, ha ripercorso la cronologia dei fatti, illustrando, carte alla mano, gli interventi programmati e realizzati dopo il devastante nubifragio del 3 luglio 2006. All'incontro con i giornalisti erano presenti, tra gli altri, l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Barbieri, l'assessore all'Ambiente Matteo Malerba e il direttore generale dell'Ente, Ulderico Petrolo.
Bruni, inoltre, ha sottolineato con orgoglio l'impegno della Provincia per la realizzazione della nuova scuola elementare di Bivona (che sarà inaugurata entro la prima metà di novembre), alla cui costruzione l'Amministrazione ha destinato 350mila euro di fondi propri, a cui vanno aggiunti 145mila euro stanziati dalla Protezione civile per la sistemazione delle aree esterne; gli arredi, invece, sono stati acquistati grazie ad un contributo offerto dalla Gazzetta del Sud. "Tutti interventi realizzati con grande celerità - ha continuato Bruni -, nell'ambito delle specifiche e delimitate competenze assegnate al presidente della Provincia. Sostenere che nulla è stato fatto è quindi una mistificazione, un'affermazione tesa ad innescare una polemica indecente per toni e contenuti. Si chiedessero piuttosto che fine ha fatto la nostra rappresentanza parlamentare, che avrebbe avuto l'opportunità, soprattutto al Senato, di imporre maggiore attenzione per la Calabria e il Vibonese in particolare. Sebbene comprenda appieno il disagio e la grande preoccupazione che vivono i residenti delle Marinate, ai quali sono e saró sempre vicino -, il problema principale non sono gli allagamenti causati dagli acquazzoni, ma il pericolo incombente di disastro idrogeologico, per eliminare il quale è necessario procedere all'attuazione del Piano Versace. Ma dove sono le risorse per farlo? Che fine ha fatto la questione Vibo nella Finanziaria in corso di approvazione? Io non ne vedo traccia. Fortunatamente c'è il presidente Loiero e la sua giunta, l'unico che sino ad oggi sta facendo qualcosa di veramente concreto per il Vibonese, basti pensare ai 48 milioni di euro destinati alle imprese danneggiate, per metà erogati proprio dalla Regione".A dare manforte al presidente Bruni è stato poi il vice presidente e assessore ai Lavori pubblici, Paolo Barbieri, che ha rimarcato la programmazione della Provincia per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua, interventi per i quali l'Ente ha già impegnato 7 milioni di euro. "Basti pensare - ha detto - che nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (quello che con grande semplificazione potrebbe essere considerato come il piano regolatore della provincia, ndr), adottato dall'Amministrazione prima dell'alluvione del 2006, già è prevista la messa in sicurezza dell'intero costone che sovrasta la frazione di Longobardi, a dimostrazione della nostra grande attenzione a questi temi cruciali per lo sviluppo del territorio. Il nodo principale restano le risorse, perché se non arrivano i fondi necessari nulla di realmente definitivo potrà essere realizzato"
 
28/10/2007 15:12
TORONTO- I Sannicolesi hanno festeggiato la Madonna del Rosario
È stato con una cena con ballo che la Confraternita del SS. Rosario ha celebrato la Madonna del SS. Rosario.
Tantissime le persone, soci ed amici del sodalizio, che si sono dati appuntamento nei locali della Speranza Banquet Hall di Brampton per una serata all’insegna del buon cibo e del divertimento.
Durante la serata, che è stata presentata da Giuliana Beato con la sua abituale grande disinvoltura, lo spettacolo di d.j. Twilight Music & Entertainment e di Daniela Taurasi ha entusiasmato i presenti.
Dopo aver dato il via alla serata con l’Ave Maria la giovane italo-canadese ha interpretato molti classici della canzone melodica italiana come O sole mio, Manna, Con te partirò, Nessun dorma e altri ancora facendo emozionare molte persone.
Alla serata ha partecipato anche la simpatica Felicia Fatiga, 94 anni e mamma di 10 figli oltre che nonna di 32 nipoti e 29 pronipoti: la Fatiga è originaria di San Nicola da Crissa, risiede in Canada dal 1962 ed ha una simpatia che riesce a contagiare le persone che le sono accanto.
L’evento si è svolto in una atmosfera di grande allegria: cena squisita, ottimo spettacolo musicale e tanta buona compagnia hanno caratterizzato la serata.
Al termine della festa sono stati sorteggiati numerosi premi tra i quali un viaggio per due persone per la Florida.

 
24/10/2007 14:53
Stanotte una bomba al comune di Soverato

Una bomba, collocata da persone al momento ignote, e' esplosa ieri sera, intorno alle 20,45, davanti ad uno degli ingressi del municipio di Soverato. L'ordigno e' stato collocato davanti alla porta che introduce ai locali occupati dalla polizia municipale. La deflagrazione ha distrutto la porta. Il sindaco di Soverato, Raffaele Mancini, ha escluso che il danneggiamento sia da collegare all'attivita' della polizia municipale, ritenendo che si sia trattato di un messaggio intimidatorio rivolto all'Amministrazione comunale. L'esplosione non ha prodotto danni a persone. Sull'accaduto hanno avviato indagini i carabinieri.

 
23/10/2007 10:53
LA REPRESSIONE COMUNISTA IN BIRMANIA
E' bene che tutti sappiano come nella ex Birmania è in atto una repressione sanguinosa voluta dal regime militare di ispirazione comunista - marxista contro i monaci che stanno lottando per ottenere la propria libertà e contro l'intero popolo birmano a cui va la mia più profonda solidarietà.
E' a tutti gli effetti un tentativo anti - religioso che ha le sue radici nel pensiero diffuso da Marx e accettato in qualche modo anche dalla politica ideologica voluta da Lenin.
Il regime vuole a tutti i costi un rapporto sociale basato sullo sfruttamento di classe che si divide in due tronconi:
1. una classe sfruttatrice capitalista che mira a diventare sempre più ricca e sempre più vogliosa di potere;
2. lo sfruttamento delle classi proletarie.
Credo che a distanza di anni dalla caduta dell'URSS ancora c'è chi tenta di fare del suo popolo solo miseria e crudeltà.



Fabio Salvatore Bava
 
10/10/2007 10:49
Giovedì 18 Ottobre, convegno organizzato dal Comune di Simbario presso la sala consiliare. IL LEGNO E LE ALTRE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA: PROBLEMATICHE DA AFFRONTARE PER GARANTIRE IL MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E VALORIZZARE IL TERRITORIO
Vi è oggi un unanime consenso che le alterazioni del clima, con i gravissimi danni che creano, ed il costo e le difficoltà crescenti dell’approvvigionamento dell’energia, richiedano validi e solleciti interventi. Già è in vigore una legislazione a favore degli impieghi delle fonti rinnovabili di energia, in sostituzione delle fonti fossili, e le azioni di sostegno promosse dall’Unione Europea aumenteranno nell’immediato futuro. Vi è da chiedersi quindi perché in Italia, ed in particolare al Sud, si sia così in ritardo rispetto a molti altri paesi Europei. Una delle cause è certamente un’insufficiente informazione nei riguardi delle Amministrazioni pubbliche e dei piccoli medi imprenditori locali, per consentire alle une e agli altri di avere un ruolo significativo fin dalle fasi degli studi di fattibilità e di progettazione degli impianti e sistemi basati sulle fonti rinnovabili.
L’esigenza di disporre di approfondite conoscenze, che vale per tutte le fonti rinnovabili di energia, è accentuata nel caso del legno e delle altre biomasse lignocellulosiche, perché occorre ottenere la loro valorizzazione economica, finalizzata ad uno sviluppo sostenibile per il territorio, ed impiegare le migliori tecnologie disponibili per garantire il rispetto dell’ambiente.
Per tali motivi il Comune di Simbario ha promosso e organizzato un Convegno invitando a parlare relatori esperti della tematica delle fonti rinnovabili di energia e che hanno seguito gli sviluppi della Filiera Legno-Energia, a partire dalle prime esperienze in Italia degli anni ’90.
Nel Convegno sarà:
• delineato un quadro complessivo delle fonti rinnovabili di energia alla luce dell’attuale evoluzione legislativa,
• presentata l’esperienza relativa a piccoli medi impianti di teleriscaldamento alimentati a cippato di legno, che appaiono essere di taglia adeguata per il territorio delle Serre,
• precisata la modalità di incentivazione attuale e date indicazioni su quanto è in discussione a livello legislativo, sia per le biomasse che per altre fonti rinnovabili di energia (eolico, solare termico, fotovoltaico, ecc.).

PROGRAMMA

Ore 14,30-15,00
Dott. Francesco Andreacchi, Sindaco di Simbario - Saluto di benvenuto e presentazione del Convegno.

Ore 15,00-15,30
Dott. Pierluigi Martini, FIPER - Relazione introduttiva: “Obiettivi Europei e nazionali per le fonti rinnovabili di energia e relative problematiche applicative.”

Ore 15,30-16,00
Ing. Alberto Colucci, AGENBIELLA - “Esperienze della provincia di Biella nella Filiera corta Legno-Energia.”

Ore 16,00-16,20
Ing. Dario Di Santo, FIRE – “La legislazione riguardante le fonti rinnovabili di energia.”

Ore 16,20-16,40
Pausa.

Ore 16,40-17,15
Testimonianza:
Sig. Andreas Soder, Tiba Mueller – I punti essenziali per la buona riuscita di un progetto di impianto di teleriscaldamento a cippato di legno, con particolare riferimento agli impianti di teleriscaldamento di piccola media taglia realizzati in Val d’Aosta dalla SEA, Società Energetica Aostana.

Ore 17,15-17,45 Interventi brevi integrativi in riferimento alla situazione locale.

Ore 17,45-18,45
Risposte ai quesiti e dibattito.

Ore 18,45-19,00
Conclusioni


RELATORI

Pierluigi Martini, libero professionista, si occupa di energie rinnovabili e risparmio energetico dagli anni ’70. Collabora con la FIPER (http://www.fiper.it), associazione leader nel settore degli impianti di teleriscaldamento alimentati a biomasse lignocellulosiche.

Alberto Colucci, direttore di AGENBIELLA, Agenzia per l’Energia delle Provincia di Biella, ha promosso lo sviluppo della Filiera Legno-Energia in provincia di Biella.

Dario Di Santo, appartenente alla FIRE (http://www.fire-italia.it/), partecipa a diversi gruppi di lavoro che si occupano di legislazione energetica e per la sua competenza in materia è frequentemente invitato come relatore in convegni e seminari.

Andreas Soder, amministratore delegato della Tiba Mueller S.r.l., ha progettato decine di impianti di riscaldamento e teleriscaldamento a biomassa civili ed industriali in diverse regioni italiane.

La SEA, Società Energetica Aostana (http://www.seaenergia.com/), ha tra le società partecipate: Le Brasier srl, Società a prevalente capitale pubblico per la rete di teleriscaldamento in Comune di Morgex.

COMUNE DI SIMBARIO
(Provincia di Vibo Valentia)
Tel.0963.74045 - Fax 0963.74786




 
03/10/2007 10:33
Accessi ad internet non autorizzati. Due denunce.
Due persone, G.A. e G.N., sono state denunciate dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia essendosi rese responsabili di irregolarità nei confronti della normativa antiterrorismo sull’accesso alla rete internet ed i call center. Nel mirino due commercianti di Pizzo Calabro dove i militari della stazione di Francica, nell’ambito di un vasto piano di verifica del rispetto delle normative antiterrorismo sull’accesso alla rete internet, hanno eseguito controlli all’interno dei numerosi esercizi pubblici che offrono collegamenti alla rete informatica planetaria. Il risultato di una tale e complessa attività, una delle poche effettuate nella regione dalla data di emanazione della normativa a seguito della tragedia del World Trade Center, ha portato alla denuncia di due proprietari di esercizi commerciali con connessione internet a disposizione dei clienti. I due negozi, entrambi in Pizzo, sono stati infatti trovati dai militari dell’Arma non in regola con la normativa. In particolare mancava l’obbligatoria licenza rilasciata dall’autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. Pertanto i loro rappresentanti, oltre a dover rispondere delle accuse loro mosse, dovranno anche provvedere alla messa in regola delle proprie attività se vorranno poter continuare a garantire ai propri clienti il collegamento alla rete globale. I controlli continueranno anche nelle prossime settimane ed interesseranno anche altri comuni del comprensorio onde verificare la stretta applicazione della normativa in vigore per evitare abusive ed incontrollabili intrusioni all’interno della rete, spesso vero e proprio campo di battaglia tra hacker, gruppi eversivi e forze di polizia.
 
02/10/2007 14:56
Discarica abusiva sequestrata a Sant'Onofrio
Una discarica abusiva è stata scoperta e sequestrata dagli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia. Ad entrare in azione sono stati i Carabinieri della stazione di S. Onofrio che, durante un servizio di pattuglia nelle aree rurali tra i comuni di Stefanaconi, S. Onofrio e Filogaso, si sono imbattuti in un terreno di proprietà privata di oltre 270 mq adibito illegalmente a discarica abusiva di rifiuti pericolosi ed altamente inquinanti. Gli uomini dell’Arma, che nella stessa zona già avevano sequestrato vari altri depositi illegali di rifiuti nelle settimane scorse, hanno potuto constatare che su tutto il terreno erano stati stoccati illegalmente centinaia di chilogrammi di rifiuti speciali costituiti da scarti ferrosi di lavorazioni industriali ed addirittura un veicolo, che da anni era stato abbandonato ad arrugginire nel bel mezzo del terreno. I Carabinieri hanno immediatamente sigillato l’area fotografando lo stato dei luoghi per evitare alterazioni e per verificare l’eventuale perdurare delle operazioni di scarico. Inoltre è stato identificato e denunciato all’autorità giudiziaria il proprietario del terreno, S.D. di S. Onofrio, che dovrà difendersi dalle accuse di illecita realizzazione di un deposito di rifiuti inquinanti ed illecita raccolta di rifiuti speciali.
 
29/09/2007 08:57
Finanziaria: 70 milioni di euro ai Lavoratori Socialmente Utili e ai Lavoratori di Pubblica Utilità
Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha comunicato ufficialmente al presidente della Regione, Agazio Loiero, che nella legge Finanziaria è stato inserito il provvedimento di finanziamento per gli Lpu/Lsu. Si tratta di 70 milioni di euro, all’interno di un decreto legge, che risolveranno il problema dei lavoratori precari di tutta la regione. Nei giorni scorsi Loiero a Roma, prima di partire per la missione in Albania, aveva avuto stringenti contatti sul problema Lpu/Lsu con il presidente del Consiglio, Prodi; il sottosegretario Letta ed i ministri Padoa Schioppa e Damiano ai quali aveva fatto presente la gravità della situazione economica e sociale calabrese, le ripercussioni sullo stesso tessuto civile dell’intera regione se non si fosse trovata una copertura finanziaria al provvedimento sui precari. Se, come appare probabile, il testo della Finanziaria sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri con la previsione di spesa per i precari calabresi, si tratterà di un decreto legge, che entrerà in vigore il prossimo primo ottobre e che quindi avvierà a soluzione tutta la situazione degli Lpu ed Lsu.
 
26/09/2007 12:04
Filogaso: incendiato lo scuolabus
Martedì mattina gli alunni delle scuole media, elementare e materna di Filogaso, un centinaio circa, sono rimasti appiedati. Ignoti nella serata di lunedì hanno incendiato lo scuolabus che li prelevava dinnanzi alle loro case per trasportarli a scuola per poi riportarli a casa dopo le lezioni. Il mezzo al momento dell’incendio (erano circa le 21) si trovava parcheggiato in un garage nei pressi del municipio. L’immediato intervento dei vigili del fuoco non è riuscito salvare lo scuolabus dalle fiamme. Salvati invece gli altri mezzi che si trovavano nello stesso deposito. Un episodio analogo si era registrato anche all’inizio dello scorso anno scolastico quando, sempre nello stesso garage, era stato lanciato contro lo scuolabus un panno imbevuto di liquido infiammabile. In quella occasione però i vigili del fuoco erano riusciti a scongiurare danni seri.
 
21/09/2007 16:35
Eolico: gli sciacalli all'attacco! A cura di Murana

Passata la tregua estiva ritornano in campo gli sciacalli dell’eolico. Da più comuni partono segnali di sindaci che sollecitano la concessione di autorizzazioni di parchi, ma quel che più è grave si è infittita la rete dei “convincenti” di professione, senza fare nomi, che operano per ottenere queste autorizzazioni. Ancora una volta ribadisco che non sono contrario all’eolico come fonte di energia alternativa, ma sono fortemente contrario all’eolico selvaggio e perciò, ancora una volta, c'è il rischio di un massacro del territorio nostro territorio e dell'economia regionale di fronte a questa immensa richiesta di parchi che si è abbattuta sulla nostra regione. Ben sessanta sono i Comuni della Calabria che hanno formalmente approvato delibere in materia e avviato le procedure necessarie e tra questi non mancano il comune di Simbario, Nardodipace, San Sostene, Vallelonga, Vazzano. Pizzoni dove in località Roccella di proprietà della famiglia Corrado di Simbario è stato già installato il primo anemometro; non si sa quanti altri comuni siano stati contattati e più o meno “illuminati” dalla grande opportunità di una briciola di ritorno economico. Nessuno dei sindaci da me contattati sapeva che lo smantellamento delle pale eoliche, che avviene dopo vent'anni, è a totale carico dei comuni, vale a dire che ciò che i comuni avrebbero ricevuto nel tempo, non basterebbe nemmeno per smaltire l'enorme quantità di cemento armato usato per le fondamenta di questi giganti. Comunque, i comuni (e i privati proprietari dei terreni) allettati da falsi guadagni stanno per cedere a questi convincenti di professione ed ormai scontato, salvo un intervento della regione, che su quasi tutto l’intero crinale delle Serre è possibile che possano essere installati i giganti dell’eolico. Per cui nel giro di qualche settimana i cittadini calabresi si troveranno a valutare gli effetti negativi di una mancanza di programmazione e pianificazione in materia di energia che sia capace, tra le altre cose, di garantire un corretto e sostenibile inserimento degli impianti eolici sul nostro territorio. A fronte di ciò occorre che la politica e il governo della regione intervengano subito, senza tentennamenti, se si vuole evitare una diffusione selvaggia e inarrestabile. A questo punto appare non più rinviabile un confronto su un nuovo piano energetico regionale. Ma proprio per non compromettere e falsare il dibattito sul piano energetico che occorre porre rimedio al fenomeno dell’eolico selvaggio. Che senso avrebbe parlare di energia e sviluppo dopo che gli sciacalli della colonizzazione energetica avranno impiantato 4000 pali eolici in Calabria?. Bisogna chiedere una moratoria per le procedure di valutazione di impatto ambientale e per le procedure autorizzative in materia di impianti di energia eolica. Non fermare questa speculazione potrebbe significare l’introduzione di un elemento estraneo che altera il nostro territorio in maniera irreversibile. Potrebbe significare la svalutazione immobiliare dei terreni e dei centri storici e, nello stesso tempo, la cancellazione delle possibilità di sviluppo delle piccole imprese che sfruttano le peculiarità del territorio: il turismo, l’agriturismo, l’agricoltura, l’allevamento di qualità ecc. Ma, soprattutto, significa tutelare gli sciacalli che traggono il massimo profitto dalla svendita del territorio calabrese e penalizzare i tanti che dal territorio non potranno più ricavare reddito. Oggi, in mancanza di una regolamentazione seria, le imprese trovano terreno fertile nelle Amministrazioni Comunali, le quali, ammaliate da cifre che gli permetterebbero di chiudere i loro sempre più miseri bilanci, ritengono conveniente stipulare le convenzioni, non considerando che la loro “remunerazione” corrisponde nella migliore delle ipotesi a una minima parte del profitto. Oltretutto è facile immaginare le pressioni di vario genere che un amministratore locale può subire di fronte ad un così ampio giro di denaro in Calabria. Ma al di là del pur severo giudizio che si può dare sulla gestione sempre più “aziendale” dei Comuni, il fatto più rilevante e grave è che la Regione abdica al suo ruolo di Ente capace di indirizzare e programmare lo sviluppo del proprio territorio, trovando il modo di dare ai calabresi, non solo la possibilità di sopravvivere, ma di costruire il proprio futuro in Calabria su basi solide. Infine, se si continuano ad autorizzare parchi eolici senza prendere in considerazione gli aspetti previsionali e programmatici rispetto, ad esempio, alla diversificazione delle fonti alternative (eolico, solare, biomasse ecc.), il rischio è quello di saturare con la sola energia eolica la quota di energia producibile attraverso le cosiddette fonti alternative, precludendo in questo modo ogni possibile sviluppo, anche sperimentale, di altre fonti rinnovabili rappresentato dall’energia fotovoltaica e soprattutto, considerati i nostri boschi, da quella a biomasse che oltre a creare ricchezza (per pochi) crea occupazione (per molti).

Murana muranavero@yahoo.it
 
18/09/2007 12:27
Energia da fonti rinnovabili. Dal nostro blog: Simbario diciamo la nostra

La tecnologia è in grado di offrire svariate soluzioni per lo sviluppo di energia elettrica, fermo restando che l’intento sia quello di produrre realmente energia. Se in Simbario è stata individuata un’area da destinare a questo scopo, la centrale a biomasse è senza dubbio la soluzione migliore, è pur vero che i costi di installazione, mantenimento e reperimento delle materie prime sono decisamente più alti rispetto ad altre fonti di energia rinnovabile ma questa soluzione, oltre che garantire una quantità standard di Mw prodotti e ridurre al minimo l’impatto ambientale andrebbe a fronteggiare nello stesso tempo il problema della disoccupazione, tuttavia i costi per quanto alti possano essere sarà certamente meno costoso produrre che importare. Se parliamo invece di Brognaturo cosi come Nardodipace quale sito da destinare alla produzione di energia elettrica considerando le alture delle aree presenti nel loro territorio sarebbe opportuno quantomeno testare e tenere in considerazione la possibilità di realizzare un parco eolico che ha il vantaggio sfruttando l’energia cinetica del vento di reperire la materia prima a costo zero, il parco non necessita di personale in quanto monitorato a distanza, ma qui l’impatto ambientale sarebbe devastante e la quantità di Mw sviluppata non può essere costante cosi come non lo è quella da fotovoltaico.

by JDM |
 
13/09/2007 18:37
Apre la manifestazione: Aziende & Comuni in Fiera
Enti locali e imprese per la prima volta insieme per promuovere sinergicamente il territorio ed i prodotti d’eccellenza attraverso un evento fieristico giunto ormai alla sua quinta edizione. È questo l’obiettivo di “Aziende & Comuni in Fiera”, la manifestazione organizzata dall’agenzia Arproject, patrocinata dalla Provincia e dalle Amministrazioni comunali di Vibo Valentia e Ionadi, che inizierà giovedì per concludersi domenica 16. L’evento fieristico, allestito in prossimità di Vena di Ionadi, sulla statale 18, è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente della Provincia Ottavio Gaetano Bruni, l’assessore all’Agricoltura Domenico Dominelli, gli assessori comunali alle Attività produttive di Vibo Valentia e di Ionadi, rispettivamente Assunta Achille e Giovanni Corigliano, e il titolare della Arproject, Giovanni Ferito. È stato proprio quest’ultimo ad illustrare nei dettagli l’iniziativa, sottolineando le finalità promozionali per il sistema produttivo locale. “Il nostro obiettivo è promuovere la produzione vibonese in tutti i settori economici e commerciali, cercando di fare emergere anche quei prodotti di nicchia che spesso rappresentano vere e proprie eccellenze del sistema locale, ma non hanno un alto grado di visibilità - ha spiegato Ferito -. Il target dell’iniziativa, che ogni anno suscita sempre maggiore interesse, non è soltanto il sistema imprenditoriale, ma anche il consumatore finale. Per questo, Comuni & Aziende in Fiera non vuole essere esclusivamente un momento di confronto tra addetti ai lavori, ma anche un’occasione per il grande pubblico di conoscere meglio la realtà produttiva vibonese nel suo complesso”. Tra le novità di quest’anno, particolarmente rilevante è la partecipazione congiunta di Enti locali e imprese, nonché la presenza tra gli espositori di alcune aziende pugliesi, a dimostrazione del fatto che l’iniziativa sta riscuotendo una certa eco anche al di fuori dei confini provinciali e regionali. “Sono stati allestiti quaranta stand dislocati su una superficie complessiva di tremila metri quadrati divisa in tre aree tematiche - ha continuato Ferito -. Un’area dedicata alle Amministrazioni locali, un’altra ai prodotti tipici, all’artigianato e alle aziende produttrici e la terza destinata al commercio, con la possibilità per i visitatori di effettuare acquisti direttamente in fiera. Dal canto loro, gli Enti locali potranno promuovere e illustrare al pubblico i progetti, le iniziative culturali, le campagne di informazione e tutto ciò che riguarda la propria attività amministrativa”. Nello specifico i Comuni che hanno aderito all’iniziativa come espositori, oltre alla città capoluogo e Ionadi, sono quelli di Dasà, Filandari, Joppolo, Pizzo, San Nicola da Crissa, Sant’Onofrio, Serra San Bruno, Spadola, Stefanaconi e Zambrone Infine, Ferito ha sottolineato l’esigenza, sempre più avvertita dal sistema produttivo locale, che venga creato un Ente fiera per consentire di “istituzionalizzare gli appuntamenti fieristici e dare organicità a queste iniziative, nell’ambito di una programmazione puntuale che consenta di ottimizzare gli sforzi”. Soddisfatto il presidente Bruni, che ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione provinciale che ha sostenuto questa manifestazione sin dalla prima edizione. “Siamo convinti che la promozione del territorio, attraverso la valorizzazione delle produzioni locali e delle eccellenze, sia un obiettivo da perseguire con convinzione - ha affermato -. Occorre però incrementare ulteriormente il coinvolgimento degli Enti locali ed economici, affinché progetti di questo tipo rafforzino sempre di più la propria capacità di incidere concretamente sullo sviluppo economico del territorio”. Sulla stessa lunghezza d’onda gli assessori comunali Achille e Corigliano, che hanno rimarcato la necessità di contribuire alla realizzazione di eventi di questo tipo, in grado non soltanto di esprimere i propri effetti sul sistema economico, ma anche di coinvolgere direttamente i cittadini che possono così conoscere meglio la realtà produttiva locale. Comuni e Aziende in Fiera sarà inaugurata domani alle 18.00 e resterà accessibile al pubblico tutti fino a domenica, dalle ore 17.00 alle 23.00.
 
08/08/2007 20:29
Patti territoriali, in arrivo 10 milioni di euro.

CATANZARO. Sono dieci i progetti ammessi ai finanziamenti individuati dal primo atto integrativo dell’Accordo di programma quadro “Infrastrutture e sviluppo locale” proposti dall’assessorato alle Attività produttive e approvati dalla Giunta regionale nella seduta del 3 agosto scorso. Destinatari delle risorse provenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate, individuato dalla delibera Cipe 20/2004 - spiega una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale - sono i progetti rientranti nei tre patti territoriali del versante Jonico delle Serre e del Soveratese (che ha presentato 6 proposte), quello dell’Agrolametino (1 progetto) e quello specialistico in Turismo di Vibo Valentia (3 progetti). Si tratta di complessivi nove milioni di euro, che verranno equamente ripartiti tra i tre Patti per un importo di 3 milioni di euro ciascuno, ai quali andranno ad aggiungersi 1.218.635,81 di euro a favore delle amministrazioni comunali di Soverato, Badolato (per il patto territoriale del Versante Jonico) e Lamezia Terme (per il patto dell’Agrolametino). “È dal 2004 che i Patti Territoriali aspettavano la definizione dell’Apq. Grazie anche al lavoro svolto dall’equipe tecnica - ha affermato l’assessore Pasquale Tripodi - abbiamo recuperato il tempo perduto. Ora serve che i soggetti attuatori agiscano in fretta per elaborare i progetti esecutivi ed affidare le gare d’appalto entro il 31 dicembre 2007, pena la perdita dei fondi. Con le opere previste dall’Accordo, si aiuteranno i territori ammessi ai benefici a creare le economie esterne utili allo sviluppo delle imprese, obiettivo prioritario del mio assessorato”. Gli interventi previsti dal patto territoriale del Versante Jonico sono prevalentemente destinati al settore turistico, che è il comparto predominante di tutta la filiera territoriale e riguardano, fra gli altri, interventi di riqualificazione ambientale della fascia costiera promossi dalle amministrazioni di Montauro, Montepaone e Badolato nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile del territorio. Pure rivolti al turismo sono i progetti presentati dal patto territoriale dell’area di Vibo Valentia che punta però principalmente alla dotazione di infrastrutture di raccordo e di collegamento tra i centri turistici dell’area. Nel Lametino, in un’ottica di rafforzamento della penetrazione dei mercati internazionali, si punta al settore manifatturiero e agroalimentare con un progetto per la realizzazione del mercato ortofrutticolo e florovivaistico nel Comune di Lamezia Terme. In dettaglio, i progetti che verranno finanziati in seguito alla sottoscrizione dell’Accordo con il ministero per lo Sviluppo economico prevista per il prossimo mese di settembre, riguardano i lavori di “decongestionamento dei volumi di traffico del centro di Soverato per un costo di un milione e 150mila euro; lavori di recupero turistico-ambientale del lungomare di Muscettola di Montepaone (600mila euro); la realizzazione del lungomare di Montauro (38omila euro); i lavori di ammodernamento dell’area adiacente al lungomare di Badolato (circa 500mila euro); il recupero e la sistemazione della rete stradale di Torre di Ruggiero (140mila euro); lavori di realizzazione della rete fognaria delle zone rurali e del Pip di Chiaravalle Centrale (750mila euro); realizzazione del mercato ortofrutticolo e florovivaistico del Lamentino (tre milioni e 700mila euro); completamento della tangenziale est di Vibo Valentia e lavori aggiuntivi per la messa in sicurezza (750mila euro); completamento del primo lotto-tronco A della strada Pedemontana del Mesima (750mila euro) e, infine, adeguamento funzionale e strutturale del porto S. Venere di Vibo Valentia (un milione e 500mila euro).
 
29/07/2007 20:33
Serra. Concluso il corso degli studenti canadesi coordinato dal professor Domenico Servello.
Per tre settimane 62 studenti liceali provenienti dal Canada, molti dei quali di origine italiana, hanno studiato la lingua e la storia del nostro Paese, soggiornando a Serra San Bruno, nell’ambito di un gemellaggio culturale promosso dalla Provincia di Vibo Valentia, in collaborazione con il “Columbus Center”, il Centro scuola e cultura italiana di Toronto, diretto da Alberto Di Giovanni. A tirare le fila di questo progetto, giunto ormai al quarto anno, è stato l’assessore alla Cultura Gregorio Ciccone, coadiuvato dal consigliere provinciale Raffaello Barillari, che ha gestito gli aspetti organizzativi. Il corso tenutosi a Serra, ufficialmente riconosciuto delle autorità scolastiche dell’Ontario, ha consentito agli studenti di accumulare crediti formativi che potranno spendere nel loro percorso di studi. Un aspetto non certo secondario di questo importante progetto, perché gli attribuisce un valore formativo spesso non riscontrabile in altre iniziative del genere. Oltre alle lezioni in aula, coordinate dal professore Domenico Servello, i ragazzi hanno avuto la possibilità di effettuare numerose escursioni nelle principali località del Vibonese, imparando a conoscere ed apprezzare la nostra provincia, che per molti di loro è anche la terra di origine dei propri nonni e genitori. “Il valore aggiunto di questa iniziativa di carattere culturale - ha spiegato Ciccone - sta proprio nell’opportunità di promuovere contestualmente anche l’immagine del territorio, offrendo ai ragazzi stranieri la possibilità di farsi portavoce, una volta tornati in Canada, dell’offerta turistica locale”. Nel corso degli anni, infatti, molti studenti sono poi tornati in Calabria insieme alle proprie famiglie, contribuendo a incrementare i flussi turistici provenienti da oltreoceano. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, il corso è stato chiuso con l’assegnazione del premio “Scrivi in libertà”, promosso dal consigliere Barillari, e con la consueta consegna degli attestati di partecipazione. Gli scritti realizzati dagli studenti, quindi, sono stati raccolti in un piccolo volume pubblicato in inglese e italiano, che offre un interessante spaccato di questa entusiasmante esperienza formativa e culturale.
 
25/07/2007 00:49
A San Bruno o San Francesco "l'incarico" di patrono della provincia?
Il povero San Bruno non avrebbe mai immaginato che sarebbe finito in «quota Rutelli» né San Francesco da Paola in «quota Loiero»; ma così è andata. E alla fine, fallito il miracolo di instillare in certi politici il senso del ridicolo, un compito superiore perfino alle loro forze, i due santi si sono ritrovati lottizzati: vigileranno sulla provincia di Vibo Valentia insieme.
Uno come protettore, l’altro come patrono. La strepitosa spartizione della «commessa» religiosa è il surreale cesello a una storia di incapacità di decidere che sta paralizzando l’Italia dal centro alla periferia, da Vipiteno a Lampedusa.
Dalla Tav in val di Susa al deposito di scorie nucleari a Scanzano Jonico, dalla pedemontana veneta agli inceneritori in Campania, dalla variante di valico sull’Appennino alla base militare a Vicenza, dalla definizione dei lavori usuranti al federalismo fiscale: non c’è tema sul quale destra e sinistra, lobby e clan clientelari, idealisti e bottegari non finiscano per litigare.
Come poteva sfuggire a questo infausto destino la definizione burocratica di chi sarà chiamato a posare per l’eternità il suo sguardo benedicente sull’amata terra vibonese?
Nata nel 1992 senza uno straccio di santo patrono, la provincia di Vibo Valentia pareva in realtà essersi dotata del prezioso sovrintendente, sia pure dopo nove anni di attesa, già nel 2001. Quando l’assemblea, su iniziativa dell’allora assessore provinciale Pietro Giamborino, della Margherita, aveva optato per San Bruno. Una scelta subito benedetta dal vescovo, Domenico Tarcisio Cortese.
San Bruno, o se volete Brunone, nato a Colonia nel 1030 e morto in Calabria nel 1101, fu una delle grandi figure del cristianesimo medievale. Nemico acerrimo della simonia, cioè il mercato delle cariche ecclesiastiche (tra parentesi: nell’Italia di oggi avrebbe avuto il suo da fare con quelle politiche), fu il fondatore dei certosini e proprio in Calabria, dopo avere sofferto un lungo soggiorno a Roma dove era stato chiamato da papa Urbano II, che era stato suo allievo a Reims, aveva fondato la sua nuova certosa, nella località chiamata allora Torre, a 850 metri di altitudine, nell’area che adesso porta il suo nome, Serra San Bruno. Santo europeo, calabrese, vibonese: dove trovare di meglio?
Macché. Il grande certosino non aveva fatto i conti con la rottura nella Margherita calabrese. Di qua i rutelliani (tra i quali il «bruniano» Pietro Giamborino che del partito è oggi capogruppo all’assemblea regionale) di là i fedelissimi del governatore Agazio Loiero fuoriusciti con lui e fondatori del Partito Democratico Meridionale, tra i quali svetta il presidente della giunta provinciale Ottavio Bruni. Il quale, a dispetto del cognome, non è «bruniano» per niente. Al punto che, indifferente alla scelta già fatta, dopo aver cambiato partito decise qualche mese fa di cambiare anche santo di riferimento.
E il 13 aprile fece approvare la delibera numero 135 con la quale si proponeva di «rivolgere richiesta ai competenti organi ecclesiastici per l’elevazione di San Francesco di Paola a patrono della provincia di Vibo». Figura luminosissima della religiosità calabrese, per carità. Lui pure eremita e fondatore di un altro ordine religioso, quello dei Minimi. Ma la nomina precedente di San Bruno? Boh...
San Francesco «il Subentrante», fosse ancora fra noi, si sarebbe probabilmente irritato assai. Dotato di un carattere fumantino non raro tra i calabresi, bastava niente perché si accendesse. Anzi, narra la leggenda che uno dei suoi primi miracoli fu quello che, essendosi «dimenticato di accendere il fuoco sotto la pentola dei legumi per il pranzo dei frati» poiché era troppo «assorto in preghiera in chiesa», corse «tutto confuso in cucina, dove con un segno di croce accese il fuoco di legna e dopo pochi istanti i legumi furono subito cotti».
Per non dire della volta che, dovendo raggiungere la Sicilia, si sentì negare un passaggio da un barcarolo, un certo Pietro Colosa: furente per il rifiuto, posò il suo mantello sull’acqua e attraversò lo stretto così, portando «a bordo» pure due confratelli.
Certo è che la svolta patronale, dentro il consiglio provinciale, il centrosinistra e lo stesso partito democratico, non piacque a tutti. Anzi, i rutelliani più maliziosi videro nella rimozione di San Bruno un nuovo atto di guerra dei loieriani all’interno dello stesso partito democratico del quale sia il vicepremier «Franciasco» sia il governatore Agazio sono tra i 45 fondatori.
E l’aspro confronto ha finito per aprire la strada a un compromesso. Sancito da una nuova delibera nella quale la Giunta Provinciale di centrosinistra, «richiamata la propria deliberazione n. 135 del 13-4-2007...», «considerato che sono pervenute alla presidenza dell’Ente proposte volte al riesame della suddetta deliberazione giuntale» (cioè della giunta: sic!) «volte a promuovere anche la figura di San Bruno...», «vista la proposta del consigliere provinciale Barillari Raffaello...», decideva di «riesaminare la propria deliberazione».
Risultato? La scelta di proporre alle autorità ecclesiastiche competenti, «di elevare San Bruno a protettore e San Francesco a patrono della provincia di Vibo Valentia».
Un momento, ha chiesto Pino Brosio sulla Gazzetta del Sud facendo ironicamente sgocciolare nuovi veleni, «viene prima il santo patrono o il santo protettore?». Ma no, ma no, si è affrettato a spiegare un prete piuttosto noto in città, monsignor Giuseppe Fiorillo: «Il messaggio dei santi è universale. È l’uomo che, cadendo nel ridicolo, tende a frazionarlo.
La soluzione giusta, a questo punto, potrebbe essere quella di nominare i due santi com-patroni». Una soluzione strabiliante. Di doroteismo celeste. Che spalancherebbe nuovi orizzonti, ma che potrebbe essere vanificata dalla proposta che già qualcuno avanza: perché non fare un referendum? Si attendono la raccolta di firme, i ricorsi, le polemiche, le accuse di brogli...
 
22/07/2007 19:27
Energia eolica. Bloccare la costruzione di nuovi impianti.
“In attesa che vengano emanate a livello nazionale le linee guida e che a livello regionale venga redatto un piano di localizzazione eco-compatibile dei parchi eolici, sarebbe opportuno che il Consiglio regionale della Calabria applicasse una moratoria, prevedendo la sospensione delle attività istruttorie relative alla costruzione di nuovi impianti eolici”. È quanto chiede Damiano Guagliardi, presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista della Regione, in un ordine del giorno relativo all’installazione di impianti di energia eolica sul territorio regionale. “L’iniziativa, che assume carattere urgente - spiega Guagliardi - parte dalla premessa che la produzione energetica in Calabria è ormai diventata una questione determinante per il futuro della regione, perché legata al modello di sviluppo che si intende perseguire. Già nell’ultima versione del Piano energetico regionale - aggiunge - emergeva come la Calabria fosse esportatrice di energia in misura del 27% della produzione. Nel frattempo - prosegue Guagliardi - sono entrate nella fase di esercizio alcune delle centrali termoelettriche a turbogas da 800 megawatt ciascuna, previste dall’accordo di programma tra la Giunta Chiaravalloti e le società Enel, Sondel e Ansaldo. Altre centrali delle stesse dimensioni sono nella fase terminale di costruzione. Tali accordi di programma - aggiunge - non sono ancora stati disdetti dalla Regione, anzi continuano a costituire la pietra miliare della politica energetica; è così che la nostra regione è ormai diventata terreno di conquista per le multinazionali dell’energia”. Guagliardi ricorda che “il Piano energetico regionale suggerisce, tra l’altro, di puntare sulle energie alternative ed in particolare sull’eolico: data l’esposizione a ventosità del territorio calabrese, si è assistito, negli ultimi anni, ad una proliferazione di proposte di installazione di parchi eolici da parte di molte aziende del settore in quasi tutti i comuni della Calabria. Inoltre, le società operanti nel settore - sottolinea ancora il capogruppo di Rifondazione - al fine di ottenere le concessioni di competenza comunale per l’installazione di impianti eolici, hanno spesso proposto ai Comuni, esercitando su di essi una considerevole pressione, introiti vantaggiosi, proprio in virtù della ristrettezza delle risorse di bilancio, ma che nell’economia più complessiva degli impianti in questione, sono assolutamente minimali”.Dice ancora Guagliardi: “L’attuale Giunta regionale, per dare una parvenza di regolamentazione del fenomeno, ha adottato, con delibera n° 55 del 30/01/2006, gli indirizzi per l’inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale. Indirizzi assolutamente carenti in quanto ci si limita semplicemente a segnalare i siti dove non si possono realizzare impianti a causa di vincoli “ope legis” che coincidono con le aree protette per legge”. In questo senso, secondo Guagliardi “si possono realizzare impianti eolici sul resto del territorio regionale ed è quanto invece sta avvenendo. I parchi eolici - precisa Guagliardi - non sono impianti a basso impatto ambientale; si tratta in realtà di impianti costituiti da decine di pali di circa 60 metri di altezza con pale rotanti di circa metri che insieme sono in grado di produrre mediamente attorno a 30 megawatt di energia. Il parco eolico di Tarsia - tanto per fare un esempio - è in grado di produrre quanto la centrale Enel a combustibile di Laino. L’azione di disturbo di detti impianti su flora e fauna è tutt’altro che trascurabile; il paesaggio viene deturpato; la collocazione dei pali e della rete dei cavi da adibire alla raccolta ed adduzione dell’energia elettrica comportano interventi devastanti sul suolo e sul sottosuolo con alterazioni sia geomorfologiche che idrogeologiche. Proprio in virtù di tali valutazioni tecniche - spiega Guagliardi - il Governo centrale ed il Parlamento si stanno attrezzando per la promulgazione di linee guida a carattere nazionale per la regolamentazione di queste installazioni. Considerato che i parchi eolici non possono essere distribuiti a pioggia, è invece - conclude Guagliardi - auspicabile che la Regione si doti di uno strumento di pianificazione che indichi con chiarezza quali porzioni del territorio regionale sono idonee a sopportarne l’impatto, escludendo il resto del territorio”.

 
21/07/2007 16:26
Eolico: blocchiamo l'irreparabile!
La Calabria, importantissima per l’avifauna migratoria e stanziale, sta subendo un impressionante escalation di progetti eolici pressoché ovunque e senza alcun criterio. Secondo le indicazioni contenute nel Piano energetico regionale, all’aprile 2006 vedeva progetti presentati per oltre 2000 MW, di cui con parere ambientale positivo 729,95 MW, 50 progetti anche in ZPS e quasi la metà – 485,5 MW nel solo Crotonese, area determinante per la sopravvivenza di specie faunistiche ad elevato rischio. Successivamente, già al 03.08.06 risultavano 25 centrali eoliche, per 632 torri e 1.115,6 MW di potenza, con parere ambientale positivo emesso e altre 20 centrali, per 372 torri e 886,85 MW di potenza, in istruttoria.
Tuttavia non essendo in possesso di dati certi su quest’ultimo punto, si prende in considerazione 800 MW come dato complessivo di progetti già approvati allo screening ambientale e in fase di Autorizzazione Unica, per quanto sia da ritenersi ulteriormente incrementato ad oggi a non meno di 800 MW.
Ad oggi nessuno dei numerosi progetti valutati sul piano ambientale dai competenti uffici ha avuto parere negativo.
Presso il Dipartimento Regionale Ambiente vengono presentati in media 4/5 progetti al giorno per una potenza complessiva al giugno 2006, nel caso venissero tutti approvati, di oltre 2.000 MW.
La scarsa qualità delle relazioni ambientali e paesaggistiche dei progetti presentati, unitamente alle inadeguate valutazioni degli organi regionali preposti, reitera, anche in questa regione, una gestione del tutto insufficiente delle procedure di valutazione ambientale e un mancato rispetto delle Direttive e delle sentenze Comunitarie in materia di gestione dei siti Natura 2000 e di quelli prossimi a diventarlo (IBA) con evidente esposizione all’apertura di una procedura di infrazione comunitaria.
Si rilevano anche l’assenza di studi di impatto ambientale nonché Valutazioni di Incidenza autoreferenziali della bontà dei progetti.
Naturalmente anche i criteri contemplati dal documento regionale di indirizzo per l’inserimento degli impianti eolici (DGR Calabria 55 del 30.01.06) sono risultati praticamente carta straccia ai fini delle valutazioni ambientali.
Il versante Calabrese prospiciente lo stretto di Messina (tra il Golfo di Sant’Eufemia sul Mar Tirreno e quello di Squillace sullo Jonio), rappresenta un’area di enorme importanza per la migrazione dei rapaci diurni, senza considerare altri milioni di uccelli che transitano in quest’area, anche di notte.
Grandi contingenti di rapaci (e non solo) che migrano lungo il nostro Paese sono costretti a concentrarsi in questo punto, il più stretto dell’intera penisola italiana (appena 30 chilometri).
Proprio lungo il corridoio di maggiore concentrazione dei migratori, nel Comune di Cortale, la Regione Calabria ha autorizzato la realizzazione di un primo impianto eolico, 7 torri oggi in funzione, senza alcuna valutazione delle conseguenze negative (dirette e indirette) sugli uccelli.
Sono già stati emessi pareri ambientali per altri impianti eolici contigui: nei Comuni di S. Pietro a Maida-Jacurso (Piano di Corda; 31 aerogeneratori); Jacurso-Polia (Serra Pelata, 33 aerogeneratori); Gasperina, Vallefiorita e Palermiti, (Fossa del Lupo, 44 aerogeneratori); Marcellinara (19 aerogeneratori); Pianopoli (Pianolago, 40 aerogeneratori); Caraffa (11 aerogeneratori).
Sono inoltre stati proposti, nello stesso territorio, le centrali eoliche di Filadelfia (28 aerogeneratori); Girifalco, Stringilovo, Piano del Bello, Passo delle Fate e Fiego (22 aerogeneratori); San Vito sullo Ionio (6 aerogeneratori); Borgia ( 4 aerogeneratori); San Floro, Loc. Sermonti e il Maricello (6 aerogeneratori).
Come se non bastasse è in fase di istruttoria la richiesta di ampliamento del primo impianto realizzato, a Cortale Serra del Gelo !
E’ quindi inconfutabile un vero e proprio sbarramento, una trappola gigantesca che avrà conseguenze devastanti per gli uccelli veleggiatori, pur volendo ingiustamente prescindere dai pesanti effetti sul paesaggio di una delle aree più significative d’Italia.
La situazione descritta per questo ambito territoriale, inevitabile base per una potenziale procedura di infrazione comunitaria (Dir. 79/409/CE Uccelli), risale a settembre 2006 (fonte LIPU Calabria) ed è presumibile un ulteriore peggioramento alla data odierna, come conferma una recentissima pronuncia di compatibilità ambientale emessa dalla Regione per la devastante centrale di Girifalco.
Gravemente ipotecate da progetti sconsiderati, con pareri ambientali positivi, risultano aree strategiche per elevata concentrazione di specie minacciate, come la ZPS/IBA 149 del Marchesato in cui sono messi a repentaglio siti di nidificazione di avvoltoio Capovaccaio, Lanario, Biancone, Cicogna nera, Cicogna bianca, Gufo reale e in cui, con il più ampio comprensorio, sono presenti esemplari della rarissima Aquila del Bonelli. Ripetutamente contestato dalle associazioni Ambientaliste ha ottenuto un decreto di approvazione nell’agosto 2006 (progetto Melissa – Strongoli, Società Edison, 33 MW).
Pericolosi insediamenti eolici hanno ottenuto la compatibilità ambientale anche in aree wilderness come l’Aspromonte dove andrebbero a compromettere anche qui le dense rotte migratorie per molte specie, a cominciare dal falco Pecchiaiolo. Rotte migratorie presenti come per il resto della evidente conformazione geografica di tutta la Calabria.

Emblematico è il “caso” di S. Sostene dove un progetto eolico è stato autorizzato ed è in corso di realizzazione con ampi disboscamenti per consentire le opere.
Risultano approvati molti impianti a ridosso di Parchi regionali, (Mucone, Spezzano della Sila). Altri, numerosi, nel corridoio migratorio della piana di Catanzaro, percorsa da milioni di uccelli.
Diversi impianti sono approvati nel Crotonese, tanto da avere dovuto sospendere i lavori perché due ditte si sono trovate autorizzate nel medesimo luogo (oltre 440 MW - da notizie di stampa).
Moltissimi poi gli impianti a sud di Crotone, a ridosso di SIC e ZPS, e un nuovo impianto, non ancora formalizzato nel suo iter, presso il Parco regionale delle Serre, in zona B, C e a ridosso di SIC importantissimi (Comune di Bivongi, RC).
Anche in questa regione le Autorizzazioni sono concesse in chiave del tutto incoerente rispetto alle previsioni del Piano Energetico Regionale, senza che questi venga aggiornato e quindi sottoposto esso stesso a preventiva Valutazione di Incidenza.
Si riporta testualmente quanto affermato nel PER Calabria (marzo 2005): “in conclusione – anche se appaiono poco realistiche le previsioni di realizzazione di impianti eolici nella regione per 2000 MW in una sessantina di comuni come risulta dalle richieste di connessione pervenute al Gestore dalla Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN) – in uno scenario prudenziale è lecito definire un indirizzo di realizzazione di numero 10 parchi di tipo wind farm con gruppo di aerogeneratori di media taglia (di tecnologia avanzata) in modo da raggiungere almeno i 5 – 10 MW per sito e una potenza totale installata nella regione non inferiore a 70 MW. Tale obiettivo risulta coerente anche con le indicazioni del libro Bianco sull’Energia della Comunità Europea che quantizza il contributo della fonte eolica alla copertura del fabbisogno energetico in 40.000 MW per l’intera Unione (..)”



 
20/07/2007 15:10
Luca Sardella, viaggio tra le mura della Certosa di San Bruno.
“Sole, Sardella… e Fantasia” la trasmissione di 8 Video Calabria in onda tutti i giorni da lunedi’ a sabato alle 17 e condotta da Luca Sardella, dopo aver visitato, tra le altre cose, il Castello aragonese in localita’ Le Castella di Isola Capo Rizzuto e il santuario di San Francesco di Paola, giovedi’ 19 luglio, Sardella ha portato le telecamere all’interno dell’impenetrabile Certosa di Serra San Bruno. Tra le antiche mura della residenza dei frati Certosini, Luca Sardella ci ha condotto in un viaggio straordinario nella storia che nei secoli ha attraversato questo meraviglioso monastero. La vita quotidiana nella Certosa si svolge all’insegna del misticismo, della contemplazione e della completa devozione a Dio. La registrazione della trasmissione ha cercato di garantire pertanto un totale rispetto della sacralita’ del luogo visitato.
 
20/07/2007 14:30
Dal Blog, Murana: No all'eolico! Ma non per fondamentalismo ambientalista.
Un vuoto legislativo permette un inaccettabile Far-West energetico nel settore delle pale magiche, anzi d’oro per gli investitori. Nardodipace ha gia detto sì all'eolico, ma pare che anche il comune di Simbario abbia avuto dei contatti per la realizzazione di un altro impianto eolico. Stiamo diventando terreno di conquista di speculatori che non si pongono obbiettivi in termini di resa ma solo sfruttamento dei fondi comunitari al solo fine di raggiungere l'obbiettivo del limite minimo idi produzione di energia rinnovabile. Il mio no all’eolico non è dettato da motivi ideologici o da fondamentalismo ambientalista, ma da una valutazione dei costi e dei benefici che lo stesso può apportare al nostro Paese e alla nostra zona in termini di resa, qualità e quantità di energia prodotta. Le Serre sono una zona poco ventosa e la resa energetica delle centrali eoliche resterà sempre risibile a fronte di un impatto ambientale e paesaggistico devastante. Le rinnovabili intermittenti adibite alla produzione di energia elettrica rivestono carattere complementare e non incideranno mai oltre l’1.1% di risparmio dei combustibili fossili utilizzati complessivamente dall’Italia; le centrali eoliche, per le gigantesche strutture che comportano e per la necessità di essere sistemate sulle cime dei monti e sui crinali più esposti, sono intrinsecamente non mitigabili, non inseribili e irrimediabilmente distruttive dei paesaggi più preziosi e meglio conservati; le rinnovabili vanno comunque e in ogni caso incentivate e realizzate, ma secondo la vocazione territoriale di ciascun paese, scartando quindi l’eolico dove non c'è vento. L'eolico va bene a Catanzaro e nel nord Europa dove il vento spira per 8760 ore annue contro le 1950 della media italiana. Da noi bisogna privilegiare biomasse e fotovoltaico fra le energie rinnovabili, perchè abbiamo boschi per le biomasse e sole per il fotovoltaico per buona parte dell'anno. A fronte di un risibile risparmio di combustibili fossili pagheremmo un conto salatissimo in termini di danni inflitti al nostro territorio. Nessuna ideologia dunque e nessun fondamentalismo ma, come detto, una sana e seria analisi del rapporto costi-benefici-danni.




by Murana (muranavero@yahoo.it) |
 
17/07/2007 00:39
Nardo Di Pace, previsto un investimento di 100 milioni di euro. Il Comune investe sulla realizzazione di un importante e moderno parco eolico.
Il comune di Nardodipace ha firmato nei giorni scorsi un importante accordo con la società Eurasia di Roma per la realizzazione di un parco eolico che permetterà di produrre energia pulita nel territorio comunale. -La nuova amministrazione - ha detto il neoeletto sindaco Romano Loielo -intende dare impulso alla valorizzazione delle risorse esistenti a beneficio della collettività. Il primo cittadino tiene a sottolineare come l'importante accordo sia stato raggiunto dopo la revoca di una precedente convenzione che il Comune aveva siglato circa tre anni fà e che non aveva mai prodotto alcuna attività. Abbiamo scelto la società romana in ragione dell'affidabilità e della tempistica di realizzazione.I primi passi sono stati già mossi e infatti abbiamo già avuto i primi incontri con i responsabili d'investimento inglese, investimento che ammonta a circa 100 milioni di euro con importanti ricadute sull'economia del Comune e dell'intera area delle Serre Vibonesi. Tra gli accordi siglati, è stato previsto l'impegno della società di utilizzare sia la manodopera che le imprese del territorio, in possesso della necessaria professionalità, per i lavori di realizzazione e di gestione dell'impianto eolico. I lavori di approntamento del progetto sono già iniziati e si prevede di completare lostudio entro l'inizio dell'inverno prossimo. Già per domani è prevista l'installazione della "palina anemometrica" per testare la qualità del vento sul territorio d'interesse. Le previsioni sono assai favorevoli e al di là degli adempimenti formali si può certamente ritenere che la realizazione di un simile progetto non può che avere aspetti positivi per una realtà come Nardodipace, sinora in cima alle classifiche negative. Il Comune, a fronte dell'accordo siglato, prevede d'incassare una royalty di circa 500.000 euro annue ed avrà la possibilità di realizzare programmi di valorizzazione e formazione delle risorse umane presenti sul territorio.Soddisfazione è stata espressa anche dalla società realizzatrice che si prepone un budget d'investimenti di circa un miolione e mezzo di euro in studi e progettazione di parchi eolici in Calabria per una potenza totale di 250 MW. Realizzare il progetto di Nardodipace, secondo l'amministratore di Eurasia Energia, sarà un successo che premierà l0intraprendenza e la dinamicità dell'amministrazione comunale che con questa iniziativa cambierà la storia e le sorti di Nardodipace.
 
16/07/2007 01:02
Serra San Bruno. Armi e munizioni, arrestato Rocco Sciarrone.
Serra San Bruno. Armi e munizioni, pensionato arrestato.
I carabinieri del nucleo radiomobile di Serra San Bruno hanno arrestato un uomo di 43 anni, Rocco Sciarrone, macellaio oramai in pensione. L'accusa, detenzione illegale di pistola. L'arresto è avvenuto nella mattinata di ieridirettamente nella sua abitazione. I militari sono arrivati alla conclusione che Sciarrone, emigrato per diversi anni in Germania dove aveva maturato una pensione e tornato da poco, avesse disponibilità di armi a seguito di un'attività informativa svolta sul territorio.Durante la perquisizione i carabinieri hanno rinvenuto, nell'armadio della camera da letto, una pistola calibro 22 con matricola abrasa e numerosi proiettili dello stesso calibro. Sciarrone dopo le formalità di rito è stato associato al carcere di Vibo Valentia.
 
15/07/2007 11:23
Malasanità: un ambulanza dell'ospedale di Chiaravalle C.le rimandata indietro perchè sprovvista di biglietto per il traghetto a Villa San Giovanni
“L’episodio presentato come un increscioso caso di malasanità è stato soltanto un banale disguido amministrativo, dovuto a fattori contingenti, tra la Centrale operativa del 118, l’equipe dell’ambulanza e gli addetti alla biglietteria della società di navigazione di Villa San Giovanni”. Lo afferma l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro in una nota diffusa ieri dopo che il personale dell’ambulanza del 118 non ha potuto pagare il biglietto del traghetto per la Sicilia e un paziente psichiatrico che dall’ospedale di Chiaravalle Centrale doveva essere trasferito al nosocomio psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) é costretto a tornare indietro. Il fatto, come riporta la Gazzetta del Sud, ha avuto per protagonista un paziente transitato per il pronto soccorso dell’Ospedale di Chiaravalle Centrale per il quale successivamente era stato disposto il trasferimento in altra struttura specialistica psichiatrica dal momento che nel nosocomio calabrese non c’era alcuna possibilità di ricoverarlo per la mancanza di posti letto. Secondo l’Azienda sanitaria “il paziente non versava in gravi condizioni e pertanto si trattava di un ricovero ospedaliero ordinario extraregionale”. “La centrale operativa del 118 - prosegue la nota - aveva dato il consenso al trasferimento, dopo aver concordato con gli addetti della società di navigazione che i relativi biglietti sarebbero stati pagati dall’Asp. Questo accordo non si è poi concretizzato all’imbarco perché le persone addette all’emissione dei biglietti erano altre. L’equipe è, quindi, rientrata a Chiaravalle con il paziente non avendo alcuna possibilità di anticipare le spese, sia pure a titolo personale”. La direzione generale dell’Asp di Catanzaro ha disposto l’attivazione di una commissione d’indagine interna “al fine di accertare eventuali responsabilità”.
 
13/07/2007 15:12
Tenta la fuga, arrestato all’imbarco. Operazione dei Carabinieri all’aeroporto di Lamezia
Sant'Onofrio. “Migrazione”: così è stata battezzata l’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di Filippo Virdò, 50 anni, assieme a Domenico Lopreiato, di 59 anni, mentre stava per imbarcarsi su un aereo allo scalo di Lamezia Terme con destinazione Toronto. Una operazione frutto del lavoro investigativo del comandante della stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio, luogotenente Sebastiano Cannizzaro che, essendo venuto a conoscenza che il Virdò stava vendendo parte del suo bestiame, lo ha tenuto sotto controllo, fino a quando ieri mattina non ha scoperto il suo piano di fuga dai domiciliari, che lo avrebbe dovuto portare in Canada, dove l’uomo ha degli amici e parenti. Una volta accertata l’ora del volo, i carabinieri si sono appostati nei pressi della biglietteria dell’aeroporto ed intorno a mezzogiorno hanno visto Virdò e l’amico che si stavano dirigendo verso la corsia d’imbarco, dove sono stati bloccati ed arrestati. Il Virdò nel 1999 con alcuni colpi di pistola aveva ucciso nella piazza centrale di Sant’Onofrio un giovane del luogo in seguito ad una questione di abigeato. Qualche mese dopo era stato invece ucciso l’anziano genitore del Virdò, assassinato mentre si trovava seduto su un gradino dell’ingresso della propria abitazione. Un omicidio che a prima vista aveva portato all’ipotesi di una ritorsione, ma che alla fine è rimasto impunito. Uscito dal carcere con l’indulto, Filippo Virdò nel mese di giugno scorso era stato nuovamente arrestato per detenzione di armi. La Guardia di finanza nella casa rurale dove abita, aveva scoperto una mini arsenale. Processato per direttissima, era stato ammesso al regime degli arresti domiciliari.
 
12/07/2007 16:14
Creare manager e fare marketing sono le strategie in programma per esportare in Canada quanto la Regione e il Vibonese in particolare producono

TORONTO - Compito dell'assessore Domenico Dominelli durante la manifestazione "Saperi e sapori" organizzata dalla Federazione dei calabresi dell'Ontario è stato quello di parlare di "Turismo e prodotti agro alimentari del Vibonese".
Alla conferenza, che si è tenuta al Columbus Centre, hanno partecipato tante persone e numerosi rappresentanti della comunità interessati a scoprire il nuovo modo di avvicinarsi alla Calabria e al Vibonese in particolare per quel che concerne sia il turismo che il settore agro alimentare.
È stato caratterizzato dalla passione il discorso dell'assessore Dominelli: «Lo scopo principale della mia visita è quello di promuovere il settore agro-alimentare legato al turismo - ha detto l'assessore - abbiamo eccellenze agro-alimentari per cui è importante lavorare con intelligenza e lungimiranza e creare una sinergia ed un parteneriato tra la Calabria e il Canada, fare del marketing, monitorarlo e assieme alle imprese costruire un progetto affinché lo scambio diventi concreto».
Per il vice sindaco di Serra San Bruno Raffaele Masciari è doveroso incrementare l'esperienza tra il Comune di Serra e il Canada. «Tre anni or sono abbiamo iniziato a collaborare con il Centro Scuola e Cultura Italiana, una esperienza importante nel campo dei saperi - ha affermato il vice sindaco Masciari - vorremmo creare un ponte tra Toronto e la Calabria per cui è importante intensificare il rapporto con le associazioni comunitarie che sono il legame tra i paesi e la comunità del Canada ma che sopratutto avvicinano le risorse umane che hanno prodotto tanta economia».
È importante anche, secondo il vice sindaco, creare le condizioni per rilanciare la Calabria: «Il turismo, le vie di comunicazione vanno incentivati - aggiunge Masciari - bisogna creare strutture idonee».
Presente all'incontro su "turismo e prodotti agro alimentari del Vibonese" è stato anche il prof. Salvatore Luciani che ha curato la mostra su Raf Vallone: «Il Canada è la terra della conservazione del dialetto puro, un bagaglio culturale che qui si conserva e si perpetua nelle nuove generazioni - dice il prof. Luciani - dai racconti del prof. Domenico Servello ho capito che il Canada conserva tante memorie, memorie che noi in Calabria stiamo perdendo. Per quel che concerne i prodotti agro-alimentari ritengo che questi vadano presentati nei termini di una identità culturale che sta cambiando rispetto ai clichè del passato».

Mriella Policheni
 
11/07/2007 11:32
Le mani della 'ndrangheta sulla Salerno Reggio Calabria
Le mani della 'ndrangheta sui lavori di ammodernamento dell' autostrada Salerno-Reggio Calabria. Lo ha scoperto la Direzione investigativa antimafia (Dia) di Reggio che ha eseguito sequestro di alcune società di capitali per un valore di 10 milioni di euro e l'arresto di alcuni imprenditori. Le società facevano capo ad imprenditori collusi o legati direttamente alle cosche. Le principali famiglie mafiose erano riuscite a mettere le mani sugli appalti per i lavori sulla A3 con il sistema del sub-appalto, soprattutto nel settore del calcestruzzo. Le cosche imponevano alle imprese impegnate nei lavori di rivolgersi alle proprie aziende di riferimento per la fornitura di materiale e servizi.
L'opera di infiltrazione si affiancava alle estorsioni vere e proprie, del valore di decine di migliaia di euro, messe in atto nei confronti delle aziende che avevano regolarmente vinto le varie gare di appalto. Era del 3% la cosiddetta tassa «sicurezza cantiere» versata dalle imprese appaltatrici. Si trattava di una sorta di cedolare secca, oltre le forniture di beni e servizi, che finiva con il sistema della sovrafatturazione direttamente nelle tasche dei boss di prima grandezza della 'ndrangheta, come Pesce-Bellocco, i Bonarrigo, i Mancuso, i Tassone. A pagare, la Condotte spa, la Coop costruttori, la Gepco salc, la Baldassini-Tognozzi, l'associazione temporanea di impresa composta da Sicilsonde, Italgeo, Caramazza, Rindone, «il tutto con violenza e minacce - scrivono i magistrati della Dda - costituite dagli attentati subiti dalle ditte e dalla condizione di assoggettamento ed omertà che deriva dall' appartenenza all' associazione a delinquere di stampo mafioso».
Ogni intervento sui cantieri, secondo le indagini, era stato spezzettato: ai Mancuso, spettava la competenza nel tratto Pizzo Calabro-Serra San Bruno; ai Pesce, il tratto tra Serre e Rosarno, infine, tra Rosarno e Gioia Tauro, ai Piromalli. Nell' elenco degli indagati per i quali il Gip Angela Bandiera non ha ritenuto di accogliere la richiesta della custodia cautelare in carcere, risulta il «patriarca» della famiglia gioiese, Gioacchino Piromalli, di 73 anni, ritenuto dagli inquirenti l' elemento storico di cerniera tra gli anni '70 e il 2000 per tutti i lavori pubblici, dal costruendo Centro siderurgico, mai realizzato, ai lavori portuali e, oggi, ai lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria.
C' è anche un sindacalista della Fillea Cgil tra le persone arrestate. Noè Vazzano, questo il nome, ha un incarico a livello provinciale nel settore dei lavoratori edili e, secondo l' accusa, è legato alla cosca Bellocco di Rosarno.
I lavori di ammodernamento della Salerno- Reggio sono in corso da anni, con problemi alla circolazione e agli spostamenti da nord a sud e viceversa: sulla famigerata autostrada i cantieri sono all'ordine del giorno e non se ne vede la fine. All'ordine del giorno anche le polemiche, ultima quella del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero: «non può durare 4 anni - ha detto Loiero in un recente incontro con il ministro Bianchi - la paralisi delle comunicazioni tra la Calabria, la Sicilia ed il resto d' Italia, a causa dei lavori di ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, che l'Anas avvierà tra pochi mesi». I lavori sulla A3 in questi giorni stanno interessando soprattutto il tratto in provincia di Reggio Calabria ma da anni sono aperti cantieri in tutta la regione, in Basilicata ed in Campania per l'ammodernamento dell'autostrada e l'ampliamento delle corsie. Ora si parla di lavori che dovrebbero durare un altro paio di anni.

 
08/07/2007 00:34
Pubblichiamo due interventi scritti nel Blog da Murana e Maverik
Una semplice descrizione che non porta da nessuna parte

Io amo la montagna e 10 cm di asfalto in più del dovuto mi disturbano. Assodato questo non vorrei che qualcuno pensasse che sono un fanatico ambientalista. Ci vuole uno sviluppo sostenibile non lo smantellamento delle foreste! La montagna deve rimanere montagna. C'era la possibilità di fare la Trasversale Delle Serre sul vecchio tracciato della statale 182 (da Torre a Montecucco) con scarsi danni al patrimonio boschivo e invece, sembra che lo facciano apposta, si decide di passare dove più è rigogliosa la vegetazione: l'Umbro. Provate a passare un po' sotto la Petrara per vedere lo scempio di migliaia di alberi secolari sradicati e risotterrati. Chi ama il proprio paese non può rimanere insensibile a questo scempio. Per rispondere a JDM dico che la gente di Simbario (ma anche quella dei paesi vicini) è abituata a sopportare, vi ricordate mai una protesta per qualche motivo? In questo momento la gente è senza strade e sta zitta. La Torno fa ciò che vuole. Sconquassa con autotreni la strada che dal Calvario va in località Cutura, la gente si lamenta col sindaco, ma non più di tanto, ma la situazione non cambia. Interrompe la strada che va all'acquedotto e nessuno parla. Siamo pacifici, per non usare un termine offensivo, e non ci ribelliamo nè noi cittadini e nè il comune, siamo gente che sa aspettare: prima o poi le cose si sistemeranno, mal che vada ci adatteremo. Non ci siamo mai lamentati che 4 comuni gettavano le immondizie al bivio di Monte Cucco e dovevamo passare col naso tappato! Finalmente un giorno è stata chiusa la discarica ma non perchè noi abbiamo fatto casino. La gente muore di tumore, quasi tutti i comuni d'Italia hanno smantellato le eternit, noi stiamo qui a pensare che forse tanto male non fanno! Intanto non abbiamo più il problema delle "guttère". Nel 2007 manca ancora l'acqua? Riempiamo 2 vasche di plastica in più. Siamo fatalisti, tutto accade perchè doveva succedere e anche per la bretella è stato così. Si poteva fare meglio, una strada a scorrimento veloce ma aperta, dove nuove attività potevano sorgere! Potevamo ottenere qualcosa in cambio, visto che oltretutto noi siamo stati scippati delle nostre terre per far costruire bretelle e complanari. E' ovvio che qualcosa si poteva fare ma l'ovvio è quel che non si vede mai... finchè qualcuno non lo esprime con la massima chiarezza. Qualcuno ci ha provato ma evidentemente con scarsi risultati.

Murana

Bravo Murana
Non ci posso credere. Finalmente sono "sostanzialmente" d'accordo con quello che dice Murana! Anche lui, per una volta, è d'accordo con me e riscrive un concetto che avevo espresso qualche giorno fa sul guest: il problema non è impedire lo sviluppo ma crearne uno sostenibile. Il problema, dunque, non è non fare (la bretella o qualsiasi altra cosa) ma contribuire affinchè sia fatto al meglio, tenendo conto del bene comune. Purtroppo, l'inerzia delle nostre zone è famosa (e la descrive bene Murana). Ci si sveglia solo se qualcuno sta cercando di spostare il confine della nostra "lenza"; per il resto l'indolenza e il "lascia fare che tanto prima o poi si sistema" domina la nostra vita quotidiana. E naturalmente i nostri amministratori sono lo specchio di chi li vota! La costruzione di questa strada è per i nostri paesi, per l'impatto che provoca (in positivo ed in negativo), uno degli eventi più importanti che siano mai avvenuti. Ed allora, in una comunità normale, il minimo che l'amministrazione avrebbe pensato di fare, era di rendere partecipe i cittadini di quello che si stava facendo, esponendo almeno una "cartina colorata" che facesse vedere la strada inserita nel territorio comunale. Per questo ho chiesto, nel guest, che Salvatore Romano (in quanto consigliere) si faccia carico di sollecitare gli amministratori in questo senso. Purtroppo so già che l'indolenza regnerà sovrana anche in questo caso; o vi saranno mille problemi - tutti senz'altro sacrosanti - per cui la cosa non si può fare. Il giudizio di Murana sulla trasversale e sulla bretella non è dunque negativo in sè; è negativo, invece, il giudizio sui nostri amministratori e la nostra gente, sulla nostra inerzia e la nostra indolenza, che non ci permette di cogliere delle occasioni, quale è la trasversale e la bretella. Mi era piaciuto un messaggio sul guest di qualche giorno fa, che auspicava di vederci protagonisti e non parassiti...... ma che fatica essere protagonisti...

Maverik
 
06/07/2007 13:04
Spadola 3 luglio 2006, parte un fax per la prefettura ...poi l'apocalisse
3 luglio 2006: il giorno dell'apocalisse. Quattro morti, tra cui un bambino di appena 15 mesi, e ancora 90 feriti, 306 evacuati, case distrutte, strade crollate, un intero villaggio spazzato via dall'acqua e dal fango. Tre ore di inferno vissute in balia di una pioggia assassina, che ha messo in ginocchio la provincia di Vibo Valentia e, in particolare, alcune frazioni della città capoluogo: Longobardi, Vibo Marina, Bivona e Portosalvo. Mai così tanta acqua è caduta da queste parti: 199,2 millimetri di pioggia in appena 3 ore. Un dato che diventa ancor più inquietante, se raffrontato a quello rilevato nel lontano 2 dicembre 1938, quando piovvero ben 328 millimetri, ma nell'arco di 24 ore. Il 3 luglio è stato il giorno del disastro ma, anche, il giorno in cui si è registrato l'amaro record, per un territorio dove sono rarissimi i giorni in cui si rilevano piogge oltre i 100 millimetri nelle 24 ore. Le immagini registrate dal satellite, nelle prime ore della giornata, mostrano l'inquietante concentrazione di nuvole che taglia il centro della Calabria, dallo Jonio al Tirreno. Si è trattato di una perturbazione che da Nord-Ovest si è, poi, persa in mare. La tempesta ha sviluppato il massimo della propria potenza sul Vibonese, partendo dall'area delle Serre, e intensificandosi, soprattutto, sulle Preserre nella zona di Pizzoni, Vazzano e Gerocarne, sfogando tutta la propria forza sulla città di Vibo Valentia e nei comuni limitrofi di Stefanaconi e Sant'Onofrio. Le aree più danneggiate sono quelle indicate dal Piano di assetto idrogeologico come zone R3 e R4, cioè a grave rischio di dissesto e di esondazione. E' sufficiente confrontare le zone di rischio indicate dal Pai e le immagini aeree dopo il disastro per comprendere quanto siano azzeccate le previsioni dell'Autorità di bacino regionale riportate nel piano che risale al 2001.
Ma, l'evento era davvero imprevedibile? Cosa non ha funzionato? Perché non è stato comunicato lo stato di allerta 24 ore prima? Perché i soccorsi sono scattati in ritardo? Perché così scoordinati? E, soprattutto, perché, ancora oggi, in alcune delle zone maggiormente colpite si stenta a ripristinare le condizioni minime di vivibilità?

L'allarme scattato in ritardo
Solo tra le 9 e le 10 di quella mattina le autorità lanciano l'allarme per la tempesta infernale che si sta scatenando nel Vibonese. Dal Comune di Spadola, piccolo centro delle Serre, parte un fax all'indirizzo della Prefettura: da quelle parti la tempesta aveva iniziato a sviluppare la sua potenza. Il prefetto Paola Basilone intende, così, osservare le immagini del satellite e intuisce che il Vibonese avrebbe assistito, da lì a qualche minuto, alla tempesta del secolo. Nessun "sos" dalla Protezione civile. E' la responsabile dell'Ufficio territoriale del governo a comprendere la necessità di attivare un Centro coordinamento soccorsi e ad informare la stessa Protezione civile. Avrebbe dovuto essere il contrario. Intorno alle 12 giunge la comunicazione della prima vittima, il pastore di Sant'Onofrio, Antonio Arcella. Pochi minuti più tardi, la notizia di un bambino di appena 15 mesi, Salvatore Gaglioti, travolto da una valanga di fango: ritrovato morto nel pomeriggio e, a pochi metri di distanza, altre due vittime, due guardie giurate, Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascali. Tutto ciò mentre all'Ufficio territoriale di governo iniziano a giungere alla spicciolata i rappresentanti istituzionali che avrebbero composto l'unità di crisi deputata a coordinare i primi soccorsi. Già alle 13 Longobardi, Vibo Marina, Bivona e Portosalvo, sono sommerse dallo tsunami di fango, partito dalla collina franata sotto il peso dell'acqua, e dai detriti dei torrenti straripati che hanno invaso strade e case. Mentre Vigili del fuoco e forze di Polizia si prodigano a mettere in salvo le popolazioni maggiormente disastrate, dai vari centri della Calabria partono i volontari della Protezione civile che, solo intorno alla 16, serrano i ranghi per soccorre i feriti, evacuare chi ha visto la propria abitazione spazzata via dal fango, recuperare tutti i dispersi. Tutto ciò, mentre sul Lido degli Aranci di Bivona già volteggiano gli elicotteri dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, con le teste di cuoio dello Squadrone eliportato cacciatori, che si abbassano, per imbracare e trarre in salvo tutti coloro, soprattutto bambini, che hanno cercato riparo sui tetti delle case. Intorno alle 18,30 è il momento dell'arrivo, per un sopralluogo aereo, del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, alle 20 segue una conferenza stampa in Prefettura. «In 24 ore porteremo la situazione alla normalità», dice ai giornalisti. Da qui si comprende subito che la Protezione civile non ha ancora il polso della situazione. Sarebbero stati, infatti, necessari 6 giorni prima di riavere l'elettricità. Dieci per l'acqua potabile. Due settimane prima di rivedere l'asfalto delle strade e i pavimenti delle abitazioni rimaste in piedi.

Lo stato di emergenza
Accompagnato dal ministro Alessandro Bianchi, dal viceministro Marco Minniti, dal sottosegretario Luigi Meduri e dal presidente della Regione Agazio Loiero, alle ore 11, del mattino successivo al giorno del disastro a Vibo, arriva il presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi. Arrivo a Lamezia, fulminea ricognizione aerea sui luoghi alluvionati, incontro con l'unità di crisi istituita alla Scuola di polizia, una conferenza stampa lampo, per annunciare che il governo avrebbe immediatamente decretato lo stato di emergenza, come in effetti ha fatto, e avrebbe stanziato, in base al suggerimento del capo della Protezione civile Guido Bertolaso, 5 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza, a cui si sarebbe aggiunto un altro milione di euro stanziato dalla Regione. «Noccioline», il commento del sindaco Franco Sammarco, nei corridoi quella mattina. «Questi soldi - aggiunge il primo cittadino - non bastano neanche per coprire le spese degli aiuti». E mentre veniva approvato il decreto di Protezione civile, nominando il governatore Agazio Loiero commissario per l'emergenza, nelle zone disastrate 1.055 uomini, tra militari, forze di polizia e di protezione civile, si danno da fare privi di coordinamento e in regime di totale anarchia. Vibo Valentia, infatti, nel giorno del disastro, seppur cosciente dell'altissimo rischio che da sempre corre, risulta sprovvista di un Piano di protezione civile. Nel gennaio del 2003, il sindaco Elio Costa nominò a capo del settore comunale competente l'architetto Rosaria Di Renzo ponendo come obiettivo prioritario la redazione di quel Piano. Sono trascorsi tre anni e mezzo e non è stato realizzato. Vibo, nel giorno dell'apocalisse, si è ritrovata senza un piano di emergenza. Venerdì 15 luglio si sarebbe sciolto il Centro di coordinamento soccorsi e al suo posto sarebbe nato il Presidio territoriale di protezione civile, a capo il sindaco Franco Sammarco che avrebbe nominato proprio l'architetto Di Renzo.

L'emergenza continua
Viene varato l'opportuno decreto in tempo record, ma il capo del Consiglio dei ministri, forse, ignora che Vibo era già in stato di emergenza. Nel maggio del 2002, infatti, il Vibonese fu colpito da un'altra ondata di maltempo. Per riparare i danni e rimettere in sicurezza il territorio il governo Berlusconi stanziò, ma dopo oltre un anno dalla calamità, 15 milioni di euro. La giunta regionale Chiaravalloti la prese comoda e solo dopo due anni varò il piano di interventi. Altrettanto, però, è stato fatto dalla giunta Loiero. Nella sostanza, a oltre quattro anni da quell'evento, non è stato speso praticamente un euro di quei 15 milioni stanziati.
Singolare, anche, un'altra circostanza. Alcune tra le aree maggiormente disastrate vengono indicate dal Piano di assetto idrogeologico come zone ad altissimo rischio e sono occupate da costruzioni abusive, condonate e non, e da case perfettamente in regola ma evidentemente realizzate, almeno da un'analisi sommaria del Pai, grazie a concessioni edilizie molto allegre. Il Pai fu varato nel 2001 e niente si fece, quantomeno, per mettere in sicurezza quei quartieri realizzati decenni prima. Anzi, gli interventi ai canali di scolo - in particolare al "torrente della paura", il Sant'Anna - sono stati effettuati fortificando gli argini, ma restringendo l'alveo e aumentando così la forza cinetica delle acque che straripando hanno cancellato decine di case. Non solo, gli stessi torrenti procedono verso il mare e passano sotto la Statale 522, che così, nei giorni di piena, finisce col fungere da "tappo" per il corso d'acqua. I 5 milioni di euro stanziati per la somma urgenza, potrebbero non bastare neanche per restituire ai canali di scolo delle acque il loro naturale percorso.

Il disastro ambientale
Gente che ha perso tutto. La propria casa, i propri mobili, le foto dei momenti più belli della propria vita. E' stato un disastro umano, in tutta la sua natura. Ignorato dai grandi media, sottovalutato dalla politica. Ma, c'è un altro tipo di disastro che, sin qui, non è stato debitamente considerato, quello ambientale. Le spiagge di Bivona e Vibo Marina non solo hanno assorbito il fango e i detriti trasportati dai torrenti, ma hanno dovuto sopportare, anche, l'approssimazione nello smaltimento di quanto è stato rimosso dalle strade e dalle case. Le pompe idrovore, infatti, hanno scaricato proprio sulle spiagge e in mare i liquami, aggravando ulteriormente lo scempio ambientale. Chi ha dato l'ordine? Perché non è stato previsto sin da subito un sito ad hoc per smaltire i rifiuti? Solo tre giorni dopo la tempesta infernale viene riattivata la stazione di trasferimento rifiuti di località Badia Falcone. Il provvedimento dell'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale giunge in ritardo, mentre il conferimento dei detriti sugli arenili e nel mare era già stato abbondantemente compiuto. A poco è servito, nei giorni immediatamente successivi al 3 luglio, il trasbordo dei detriti nel centro di stoccaggio del Nucleo industriale, dopo poche ore già pieno della melma rimossa, che avrebbe atteso ancora a lungo per essere definitivamente smaltita. Il sindaco Franco Sammarco firma anche un'ordinanza, opponendo il divieto di balneazione e consigliando vivamente i cittadini e i pochi turisti rimasti in città a non frequentare le spiagge, comprese tra Trainiti e Lido La Vela. Le analisi effettuate dall'Arpacal e dall'Azienda sanitaria, infatti, certificano immediatamente l'alto indice di inquinamento delle acque causa, tra l'altro, della morte della flora e della fauna marina, per diverse centinaia di metri della costa. Ne fanno le spese, anche, gli impianti di maricoltura. La situazione appare sin da subito gravissima ed è, ancora, costantemente sotto osservazione da parte dell'Icram, il cui commissario Silvio Greco predispone un piano di monitoraggio, posto al servizio degli enti chiamati ad intervenire. Passerà ancora molto tempo, prima che le acque del litorale vibonese tornino al loro colore naturale, mentre il lavoro delle ecoboat, messe a disposizione dal ministero dell'Ambiente e dalla giunta regionale, hanno raccolto una straordinaria quantità di detriti e rifiuti raccolti in mare. Anche in questo caso il primo intervento mostra tutta la sua approssimazione, di fatto aggravando gli effetti del disastro e mettendo a serio rischio la Costa degli dei, la cui stagione turistica ha subito un durissimo colpo.

Vibo rinascerà?
Sono tanti gli interrogativi ai quali si chiedono risposte certe e immediate. Troppi sono ancora i dubbi circa la quantificazione dei danni e degli indennizzi. Tra gli aspetti più controversi quelli inerenti il destino delle abitazioni abusive realizzate prima del Piano di assetto idrogeologico, per i quali il decreto di protezione civile non ha previsto alcun indennizzo. Si tratta di interi quartieri, centinaia di cittadini che, magari, avevano solo quella casa, solo quei mobili, solo quei ricordi. La giunta regionale, soprattutto, attraverso il vicepresidente Nicola Adamo, ha dimostrato la sua vicinanza alle popolazioni colpite. L'amministrazione comunale si è sin da subito attivata per operare una sorta di procedura di "sdemanializzazione", mettere in sicurezza e condonare l'area. Basterà? I cittadini si sentono abbandonati, dalle istituzioni, dalla politica, dai grandi media. La gara di solidarietà avviata sul territorio non è sufficiente per chi ha bisogno di riscoprire certezze per il suo futuro. Per chi è sopravvissuto all'apocalisse, ma ha perso tutto.

Pietro Comito
 
02/07/2007 23:08
Montepaone. Sorpreso a rubare e trovato in possesso di droga, giovane arrestato
Un giovane di Girifalco, Giuseppe Ziparo, di 19 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Soverato con l' accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ziparo, in un primo tempo è stato sorpreso dai militari mentre cercava di rubare degli infissi in alluminio da un plesso scolastico in costruzione a Montepaone. Il giovane ha anche tentato di darsi alla fuga ma senza successo. Successivamente i carabinieri hanno disposto una perquisizione domiciliare nell' abitazione del giovane con l' intento di trovare altro materiale attinente al furto. A seguito del controllo però i militari hanno trovato e sequestrato 15 grammi di hascisc già confezionati in involucri di carta stagnola e una cinquantina di semi di canapa indica nascosti in una coppa da trofeo. Ziparo è stato portato nel carcere di Catanzaro.
 
25/06/2007 00:22
Gerocarne. Censore acusato dai diessini di aver appoggiato attivamente, alle comunali, il candidato di AN Alfonsino Grillo.

Con una lettera di protesta indirizzata a Fassino, Guccione e De Luca, i diessini di Gerocarne protestano contro il consigliere regionale Brunello Censore, nonchè membro della direzione regionale DS. L'accusa da parte dellla sezione Berlinguer è gravissima: Censore, non solo avrebbe contribuito alla vittoria di Grillo, ma sfacciatamente avrebbe partecipato ai festeggiamenti per la vittoria, alle recenti elezioni comunali, dell'esponente di AN. Questa ed altre accuse sono riportate sulla missiva indirizzata a Fassino, a Guccione e a De Luca. La richiesta da parte della segreteria Berlinguer è di chiarire e porre rimedio ad un comportamento assolutamente offensivo nei riguardi dei compagni che lo hanno sostenuto alle elezioni regionali. Probabile che Censore abbia ritenuto lecito il suo appoggio a Grillo dal momento in cui la sezione gerocarnese ha deciso di non prendere parte attiva alle elezioni comunali poichè non vi erano le condizioni politiche, ma mai e poi mai i compagni si sarebbero schierati dalla parte di Grillo. I Ds gerocarnesi chiedono alla segreteria provinciale, regionele e nazionale che Censore sia chiamato a rispondere "di questi suoi comportamenti bizzarri perchè in caso contrario, daremo l'impressione che in questo partito ognuno possa fare come meglio crede". La lettera continua sullo stesso tenore: "Dopo l'articolo sull'Espresso che ridicolizzava lo stesso Censore (tesseropoli), pensavamo che si sarebbe posto un freno a questi tipi di comportamenti ma evidentemente ci siamo sbagliati" . Gli iscritti alla sezione Berlinguer chiedono un intervento autorevole perchè diversamente si autosospenderanno dal partito, consegnando le chiavi della sezione al segretario della federazione. "Speriamo vivamente che non si debba arrivare a tanto. Il nostro malumore, il nostro disagio, sono solo la punta dell'iceberg ed il nostro gesto potrebbe avere un effetto domino, perchè il comportamento di questo consigliere regionale ha stancato tanti compagni".
 
23/06/2007 22:05
Acquaro. Un'altro incidente mortale nella provincia.
Ieri un boscaiolo di 35 anni, Francesco De Masi ha perso la vita. Mentre era intento a lavorare in un bosco a Piani di Acquaro,per cause ancora in corso di accertamento, un'albero lo ha schiacciato in pieno. La scena è stata notata da un collega che si trovava nelle immediate vicinanze e che ha prestato i primi soccorsi alla vittima. Subito veniva trasportato all'ospedale di Serra San Bruno dove dopo poco dopo De Masi spirava a causa delle lesioni interne. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Arena che hanno avviato le indagini. Il pm Fabrizio Garofalo ha disposto per questa mattina l'esame autoptico che verrà eseguito presso l'ospedale di Serra San Bruno dal medico legale Katiuscia Bisogni.
 
21/06/2007 20:40
Arena, scoperto un covo per latitanti.
Un fucile calibro 12 con quattro cartucce caricate a pallettoni, letti, generi alimentari di pronto consumo tra cui numerose bottiglie di liquore, sono stati scoperti dalle Fiamme gialle. Il tutto all’interno dell’ex albergo ristorante “Monte Cervo”, nel territorio del comune di Arena che è anche il proprietario della struttura. Nessuno avrebbe mai immaginato che quella struttura, una volta dismessa, a distanza di qualche anno, sarebbe diventato un covo insospettabile e di lusso per i latitanti della zona e del reggino che si nascondono tra quelle boscaglie. I finanzieri del nucleo tributario di Vibo Valentia, nel corso di alcuni controlli, hanno notato che sul retro della struttura, nascosta appunto in una fitta vegetazione, era stata sistemata una grata di ferro come rampa per accedere all’interno dei locali. Una volta dentro, i militari hanno ispezionato tutte le stanze e con grande stupore hanno preso atto che erano state usate, in epoca anche recente, come rifugio per latitanti o ricercati. La doppietta, che ha la matricola abrasa e senza marca, è stata trovata sotto il cuscino di materasso, a portata di mano di chi si fosse sdraiato sul giaciglio. L’arma è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per più approfondite indagini.
 
16/06/2007 17:34
Rapporto Bankitalia: disoccupazione in calo in Calabria
Disoccupazione in calo in Calabria nel 2006. Secondo la relazione della Banca d’Italia sull’economia regionale, nel 2006 i disoccupati sono calati del 10,4 per cento, pari a circa 10.600 unità (-2 per cento nel 2005). “La diminuzione - si fa rilevare - ha riguardato in eguale misura sia le persone con esperienze di lavoro pregresse sia quelle in cerca di una prima occupazione. Le persone in cerca di occupazione da più di 12 mesi sono diminuite di 8.000 unità, pari al 13,5 per cento. Il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,5 punti percentuali al 12,9 per cento; il divario rispetto al corrispondente dato nazionale è sceso da 6,7 a 6,1 punti percentuali”. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione giovanile è diminuito di 10,6 punti percentuali, recuperando la crescita dell’anno precedente (5,5 punti per cento)”. Al termine del 2006, il 35,5 delle forze lavoro in età compresa tra i 15 e i 24 anni risultava disoccupata, un valore superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella italiana (rispettivamente di 1,2 e 13,9 punti percentuali). “La diminuzione del tasso di disoccupazione - è scritto nella relazione - si è associata ad un aumento del tasso di attività, salito al 52,4 per cento (0,3 punti in più rispetto al 2005) per effetto della diminuzione della popolazione in età lavorativa ma non disponibile a lavorare (-0,5 per cento). L’accresciuta partecipazione al mercato del lavoro non ha tuttavia interessato - si fa rilevare - la componente femminile, il cui tasso di attività è rimasto invariato intorno al 37,8 per cento”. Tra il 2001 e il 2006 il tasso di disoccupazione in Calabria è diminuito dal 19,3 al 12,9 per cento. “La riduzione - si legge nella relazione - è avvenuta in presenza di un calo della partecipazione al mercato del lavoro, caratterizzato dalla diminuzione delle forze di lavoro (9.700 unità in meno, pari allo 0,3 per cento annuo) e dalla coincidente crescita della popolazione inattiva in età lavorativa (30.800 unità, pari all’1,0 per cento annuo)”. Sempre nel 2006, disaggregando il dato sul territorio, il tasso di disoccupazione è calato in tutte le province della regione con l’eccezione di Vibo Valentia; la diminuzione più intensa è stata osservata nelle province di Reggio Calabria e Crotone. “In particolare - si fa rilevare - nella provincia di Reggio Calabria la diminuzione del tasso di disoccupazione è avvenuta senza una crescita degli occupati e con una diminuita partecipazione nel mercato del lavoro: le forze di lavoro sono calate di circa 8.400 unità; il tasso di attività è diminuito di 1,9 punti percentuali, al 52,9 per cento”.
 
11/06/2007 22:54
E' morta Antonuzza Perino (la Melicuccota).
Stamattina è morta Antonuzza Perino nell'ospedale di Vibo Valentia all'età di 78 anni. Ricoverata circa una settimana fà all'ospedale di Serra San Bruno per un blocco renale, veniva dimessa dopo qualche giorno. Le sue condizioni non erano buone e a casa veniva colta da un infarto. Trasportata all'ospedale di Vibo in gravissime condizioni, è morta dopo 3 giorni di coma. Donna dai modi garbati e gentili, lascia un grande vuoto, non solo nel marito Bruno e i figli Domenico, Antonietta e Carmelina, ma in tutti coloro che l'hanno conosciuta. I funerali avranno luogo domani alle 17 nella chiesa matrice di Simbario.
 
11/06/2007 12:38
Chiaravalle. Accoltellato un giovane.
Un giovane di Chiaravalle Centrale, Marco Sasso, di 25 anni, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Soverato con l' accusa di lesioni personali aggravate. L' arresto è stato fatto dopo che Sasso, al culmine di una lite, ha accoltellato un 22enne, M.N., di Cardinale. I due giovani si trovavano all' interno di un locale dal quale sono usciti e si sono messi a discutere animatamente. La discussione è degenerata in breve in un violento litigio dopodiché Sasso, secondo i carabinieri, ha estratto un coltello multiuso iniziando a sferrare diversi fendenti. M.N. è riuscito a ripararsi dai colpi ma raggiunto all' addome si è accasciato a terra sanguinante. A seguito delle urla seguite alla colluttazione è arrivato un sottufficiale dei carabinieri libero dal servizio che ha impedito a Sasso di colpire il ragazzo ferito e agli amici di quest' ultimo di intervenire a loro volta nei confronti del feritore. M.N. è stato condotto nel pronto soccorso dell' ospedale di Soverato dove è stato ricoverato con una prognosi di 10 giorni nel reparto di Chirurgia per le ferite da punta e da taglio. I carabinieri stanno svolgendo indagini per stabilire le motivazioni a base della lite tra i due giovani.
 
09/06/2007 15:07
Orrore alle porte di Catanzaro. Trovato il figlio, confessa.
Ha confessato Pasquale De Marco, 33 anni, fermato questa mattina a Crotone dai carabinieri. Interrogato dal magistrato nella caserma di Sellia Marina, l'uomo ha ammesso la sua responsabilità nella morte dei genitori Luigi De Marco, 60 anni, e Maria Campisano, 59 anni, scomparsi in circostanze misteriose dalla loro residenza estiva a Simeri Crichi. Secondo quanto indicato dal giovane al pm Antonia Salamida, i cadaveri si troverebbero tra la spazzatura nei pressi della villetta, dove proseguono le ricerche.
Le ammissioni di responsabilità sul duplice omicidio sono attualmente in fase di verifica da parte degli investigatori. De Marco, infatti, è un soggetto psicologicamente labile e gli inquirenti vogliono essere certi che quello che ha riferito non sia frutto di mitomania.
Appena il giovane, assistito dall'avvocato d'ufficio Pietro Mancuso, ha fatto le sue prime ammissioni, si è alzato in volo un elicottero per raggiungere la zona indicata dall'uomo e avviare la ricerca dei corpi dei coniugi, che si sono concentrate nel villaggio Eucaliptus, nei pressi della villetta.
I carabinieri avevano pensato di aver trovato i cadaveri ma, in seguito, hanno precisato che i resti trovati in un container della spazzatura erano di animali e sono stati scambiati in un primo tempo per resti umani.
Pasquale De Marco, ricercato da giovedì dopo la denuncia presentata da un cugino insospettito per la scomparsa degli zii, è stato fermato stamani a Crotone mentre si trovava da solo a bordo dell'auto dei genitori, una vecchia Hyundai. Erano le 5.45 quando i carabinieri hanno notato la vettura ferma nel piazzale di un distributore di carburante. Si sono insospettiti e dopo un controllo hanno scoperto che a bordo c'era De Marco. Subito dopo, all'arrivo nella caserma dei carabinieri di Sellia Marina, è apparso tranquillo. Poco dopo è giunto anche il perito medico legale Giulio Di Mizio, che ha compiuto una serie di accertamenti per stabilire se l'uomo potesse avere avuto una qualche responsabilità circa la misteriosa scomparsa dei genitori.
Nella casa al mare dei genitori, dove la coppia di ex commercianti era arrivata lunedì sera da Roma per partecipare a un funerale, i carabinieri avevano trovato ampie tracce di sangue.
Gli specialisti del Ris di Messina che hanno esaminato la Hyundai hanno notato all'interno del mezzo alcune macchie, ma al momento è impossibile stabilire di cosa si tratti. Nell'auto i militari hanno rinvenuto effetti personali del giovane e il sedile abbassato segno che il 33enne ha dormito nell'autovettura.



 
09/06/2007 11:07
Orrore alle porte di Catanzaro?

Simeri Crichi. Un giallo in piena regola. La scomparsa dei coniugi Luigi De Marco, 71 anni, Maria Campisano, 58, originari di Catanzaro ma da anni residenti a Roma, e del figlio Pasquale, 33, non ha ancora trovato le certezze necessarie. Gli inquirenti stanno setacciando tutto il territorio catanzarese, allargando le ricerche e la foto segnaletica del giovane anche ai posti della polizia ferroviaria e alle forze dell’ordine di fuori regione. Nella villetta situata nel villaggio Eucaliptus di Simeri mare, a pochi chilometri da Catanzaro, i carabinieri del Ris hanno cercato per ore una traccia che potesse contribuire a trovare la pista giusta, ma la famiglia sembra scomparsa nel nulla. Ieri sera, intorno alle 22,15 è stato il nipote dei De Marco, Salvatore Doria, a dare l’allarme dopo che il cugino Pasquale non ha voluto aprire la porta della villetta. A quel punto, è scattato l’allarme e Doria ha chiamato il 112 per chiedere un controllo, visto che degli zii non si avevano notizie da lunedì sera, quando i coniugi erano arrivati da Roma. Quando i militari sono entrati nell’appartamento, Pasquale era fuggito da un balcone che affaccia sul retro, mentre in casa c’erano consistenti tracce di sangue. Inutili, fino ad ora, le ricerche del giovane e dei genitori. Nella casa, il Ris ha sequestrato alcuni asciugamani, una tovaglia, alcuni oggetti per la casa, ma soprattutto i coltelli e un fucile da sub sporchi di sangue. La pista seguita dagli inquirenti è quella di un possibile raptus nel quale il giovane Pasquale avrebbe potuto uccidere i suoi genitori. Un momento di follia, forse in qualche modo premeditato, dal momento che il duplice omicidio dovrebbe essere avvenuto martedì mattina, a poche ore dall’arrivo dei coniugi De Marco da Roma. In quella mattinata, secondo le prime ricostruzioni, alcuni vicini avrebbero sentito delle urla provenire dall’abitazione della famiglia catanzarese, ma senza che queste potessero destare particolari preoccupazioni. Eppure, la personalità di Pasquale De Marco risulta essere alquanto complessa. Nessuna occupazione, una passione innata per il computer e per i viaggi. La sua vita era divisa tra Londra e New York, comunque mai nello stesso luogo per molto tempo. Così, dopo l’ennesimo viaggio la decisione, venti giorni fa, di venire nella villetta di Simeri mare e nell’abitazione di Santa Maria di Catanzaro, dove avrebbe atteso l’arrivo dei genitori. I racconti dei vicini e dei familiari di Pasquale De Marco lo descrivono come poco incline ai rapporti interpersonali, spesso impegnato a recitare preghiere, con la Bibbia e il Rosario in mano. Al punto che cinque anni fa il giovane avrebbe avuto una vera e propria crisi mistica che lo aveva condotto verso la decisione di diventare prete. Una scelta mai compiuta, al punto che negli ultimi tempi Pasquale De Marco aveva avuto un cambiamento completo, quasi contrario alla religione. Giovedì pomeriggio, intorno alle 16, una zia lo ha visto in auto davanti la villetta di famiglia. È questa l’ultima indicazione prima dell’allarme lanciato intorno alle 22,15 dal cugino. Dei coniugi De Marco, invece, nessuna notizia già da lunedì sera, quando avevano detto ad un familiare di essere arrivati a Simeri mare. I carabinieri stanno ancora battendo tutta la provincia alla ricerca dei tre componenti della famiglia e, con loro, dell’auto, una Hyunday, che potrebbe essere stata utilizzata per la fuga.
 
06/06/2007 11:43
Mongiana. Nuova installazione di un radar meteorologico.
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente Diego Tommasi, nell'ultima seduta, ha approvato la convenzione stipulata tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento della Protezione Civile e la Regione Calabria, per la progettazione esecutiva di un radar meteorologico in località Monte Pecoraro nel Comune di Mongiana, così come previsto nel Piano per la copertura radar metereologica nazionale a livello nazionale.
Nel contratto, oltre a quello di Mongiana, è prevista l'installazione, già in stato di realizzazione, di un radar metereologico anche nel comune di Longobucco.
Nella delibera si legge che la Giunta, approvando le Linee Guida della Misura 1.6 del PorCalabria, ha previsto, tra l'altro, l'impegno finanziario di tre milioni di euro per "l'integrazione del progetto nazionale di realizzazione della rete radar meteorologica mediante la fornitura, l'installazione e la manutenzione di radar meteorologico doppler per la difesa dalle frane e dalle alluvioni". L'intero importo, secondo quanto scritto nella Convenzione, è già stato finalizzato proprio al radar di Monte Pecoraro.
"Il livello di pericolosità della nostra regione - ha detto Tommasi - in riferimento ai fenomeni di carattere geomorfologico e idraulico e a quelli reagitivi agli incendi boschivi, sismici e antropici si presenta particolarmente elevato. Perciò riteniamo utile il costante sviluppo di ogni tipo di sinergia di natura tecnica, operativa, scientifica e istituzionale, in particolare per la pianificazione e la gestione degli eventi che possono comportare anche conseguenze di dimensioni sovraregionali. In tal senso - conclude Tommasi - assumono rilievo fondamentale le azioni finalizzate al consolidamento, allo sviluppo e all'ottimizzazione delle relazioni e delle procedure di interazione tra le diverse componenti del sistema Protezione Civile".


 
05/06/2007 15:56
Operazione dei Carabinieri di Serra San Bruno. Sette le persone finite in manette dopo anni di indagini
Sette fermi nei confronti di elementi di spicco della criminalità organizzata del Vibonese e del Reggino sono stati eseguiti ieri mattina all’alba dai carabinieri della compagnia di Serra San Bruno e della stazione di Fabrizia. I provvedimenti, disposti dalla Dda di Catanzaro, sostituto procuratore Marisa Manzini, riguardano persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, tentato omicidio e danneggiamento. Si tratta di Bruno Nesci (51 anni di Fabrizia, capo cosca dell’omonima famiglia Nesci-Montagnese), Antonio Montagnese (29 anni di Fabrizia, imprenditore boschivo, considerato un esponente di spicco del clan Nesci), Antonio Mamone (48 anni di Fabrizia, capo dell’omonima cosca), Cosimo Greco (37 anni di Fabrizia, appartenente alla cosca Mamone), Domenico Audino (28 anni di Locri, attualmente detenuto in 41 bis nel carcere di Novara a causa del presunto coinvolgimento nell’omicidio di Franco Fortugno, affiliato al clan Cordì di Locri), Antonio Dessì (25 anni di Locri, affiliato al clan Cordì e anch’egli in carcere per il presunto coinvolgimento nel delitto Fortugno), Rocco Morabito (38 anni di Africo, personaggio di spicco della cosca Morabito). I particolari dell’operazione denominata “Domino” sono stati resi noti ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro, alla quale hanno partecipato il viceprocuratore nazionale antimafia Emilio Ledonne, il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto della Dd Mario Spagnuolo, il pm Marisa Manzini, il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo, tenente colonnello Pasquale Vasaturo, il comandante della compagnia di Serra San Bruno, capitano Michele Monti, e quello della stazione di Fabrizia, maresciallo Barbaro Sciacca. L’attività investigativa ha preso il via all’indomani di tre attentati incendiari, che, nella notte del 24 dicembre 2004, hanno distrutto tre esercizi commerciali di Fabrizia. Da quell’episodio è partita un’escalation di violenze, che si è concretizzata - il 27 dicembre dello stesso anno - con il tentato omicidio di Bruno Nesci, e - il 10 gennaio 2005 - con l’omicidio di Cosimo Mamone e Roberto Cirillo. Le indagini su tali gravi episodi hanno portato la Dda ad andare indietro nel tempo ed a verificare quali equilibri si fossero creati nella zona delle Serre dopo la sanguinosa faida dei boschi, della fine degli anni Ottanta. Tali verifiche hanno permesso ai carabinieri, coordinati dalla dottoressa Manzini, di capire come l’unico gruppo criminale di Fabrizia - dopo l’omicidio di Umberto Maiolo (avvenuto in un paese sul lago di Garda nell’agosto del 2003) - si fosse spaccato, originando due cosche contrapposte. Da un lato i Mamone e dall’altro i Nesci, che avevano trovato nel tempo l’appoggio delle più potenti famiglie della Locride: i Cordì con i Mamone e i Cataldo con i Nesci. Non a caso, le indagini hanno permesso di accertare che l’omicidio Maiolo sarebbe stato effettuato proprio da due persone legate alla cosca Cataldo. A completare il quadro costruito dagli inquirenti, si sono aggiunte - a partire dal 2006 - le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Novella, già coinvolto nell’inchiesta sul delitto Fortugno. Grazie ai riscontri forniti dai suoi racconti, i carabinieri hanno potuto far andare ogni tassello al proprio posto e avere una visione d’insieme di quanto stava accadendo in un territorio importante, perché definito “cuscinetto” tra diverse aree criminali della Calabria. Negli ultimi giorni di maggio, poi, l’attività investigativa ha permesso di notare la presenza di esponenti della criminalità reggina nella zona delle Serre vibonesi, ipotizzando - di conseguenza - l’imminente preparazione di altri omicidi, nonché la fuga di alcune persone che vi sarebbero state implicate. Per questo motivo, la dottoressa Manzini ha ritenuto di firmare i provvedimenti di fermo e di dare alla polizia giudiziaria il via per l’esecuzione.
 
03/06/2007 12:53
Arena, Soriano, Vallelonga, immobili sequestrati.
Tre immobili sequestrati e quattro persone denunciate: è il bilancio di alcune operazioni condotte nei giorni scorsi dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato dei comandi stazione di Arena, Soriano Calabro e Vallelonga, nell’ambito di servizi di controllo del territorio mirati al contrasto dell’abusivismo edilizio predisposti dal Comando provinciale di Vibo Valentia. Ad Arena, il personale del locale Comando Stazione ha posto sotto sequestro un manufatto in cemento armato e blocchi, costituito da un piano fuori terra, in corso di completamento da destinare a civile abitazione in località Cucche. Dagli accertamenti eseguiti all’Ufficio Tecnico comunale è emerso che, per la realizzazione dell’opera, non erano state rilasciate le previste autorizzazioni. Gli agenti, pertanto, hanno apposto i sigilli all’intera struttura abusiva e denunciato il proprietario della struttura. A Soriano Calabro, gli agenti sono intervenuti in località Bernardo, effettuando il sequestro penale di un manufatto in cemento armato, realizzato in un’area boscata, su una superficie di circa 80 metri quadrati. È stato accertato che la struttura era stata realizzata senza il permesso di costruire, che, stante la natura dei lavori da eseguirsi, sarebbe stato necessario che fosse corredato dal nulla osta paesaggistico ambientale. A S. Nicola da Crissa, infine, il personale del Comando Stazione Forestale di Vallelonga, nell’ambito dei controlli effettuati, ha sottoposto a sequestro un manufatto abusivo, edificato sul piano di un vecchio fabbricato rurale su una superficie di circa 75 metri quadri. I lavori avevano comportato una sostanziale e definitiva modifica alla costruzione esistente in precedenza, aumentandone di conseguenza la relativa volumetria.


 
31/05/2007 15:49
Il lavoro, sciopero generale del 19 giugno
All’indomani della presentazione da parte delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil della piattaforma per lo sciopero generale del 19 giugno, si conferma la centralità, in Calabria, del tema del lavoro che manca e dell’attuazione di “nuove e più incisive politiche economiche” in grado di colmare il divario che separa la Calabria dal resto del Paese. “La regione vive da anni - è scritto nel documento unitario dei sindacati - una situazione pesantissima che la recente ripresa dell’economia nazionale non ha in alcun modo scalfito. Tutti gli indicatori segnalano la permanenza, e per alcuni aspetti l’approfondimento, del divario di sviluppo con il resto del Paese. Non cresce la produzione, non aumenta il Pil che rimane, infatti, il più basso dell’area meridionale e l’export mantiene inalterati i suoi livelli infinitesimali. Non cresce l’occupazione, che anzi registra maggiore precarietà e i tassi di occupazione femminile e giovanile più bassi d’Europa. L’insieme delle attività produttive è in crisi, e per taluni settori industriali come quello metalmeccanico, informatico, tessile si sta registrando un vero e proprio tracollo. È ripresa inoltre, e continua a ritmi sostenuti, l’emigrazione verso il nord soprattutto di giovani e ragazze altamente scolarizzati”. Alla richiesta al governo nazionale di una chiusura positiva della trattativa aperta la mobilitazione calabrese affianca la necessità di rilanciare adeguatamente l’area di Gioia Tauro e di avviare l’integrazione effettiva del porto con la rete infrastrutturale regionale e nazionale, il completamento dell’interporto, la cablatura dell’area, l’utilizzazione del retroporto per lo stoccaggio e la lavorazione delle merci. Cgil, Cisl e Uil, nel documento, ribadiscono con nettezza, la necessità dell’apertura di “un confronto forte con il Governo regionale” e “l’attuazione di una svolta profonda, sul terreno della ricostruzione di politiche regionali orientate alla soluzione dei problemi economici e sociali, e su quello del metodo di governo che si era detto volere improntato alla partecipazione, alla concertazione, all’eticità. Nulla di tutto questo è avvenuto. Le crisi, le verifiche, gli scontri interni - prosegue il testo - hanno prodotto la perdita dei primi due anni di legislatura e lo smarrimento delle ragioni del cambiamento e della trasformazione della Calabria. Nel metodo di governo la concertazione è stata di fatto ignorata, la politica si è sempre più chiusa nei suoi riti, la partecipazione è stata annullata e quindi la coesione necessaria per affrontare le grandi riforme di sistema che servono alla regione si è dissolta”. A parere di Cgil, Cisl e Uil “grava per intero sulle spalle della giunta regionale la responsabilità di una crisi economico e sociale che si fa ogni giorno più pesante. È venuta anche prepotentemente alla luce una grande questione morale, che attiene ai costi della politica ed all’occupazione affaristica e clientelare di tutti gli spazi dell’amministrazione pubblica. Unita al peso, alla pervasività, alla forza della mafia, che occupa e inquina troppi spazi dell’economia, della politica, delle professioni e condiziona pesantemente l’insieme delle relazioni sociali e della vita quotidiana di interi territori, determina una condizione di grave pericolo per la tenuta democratica delle istituzioni calabresi”. Le priorità poste dal sindacato confederale calabrese riguardano la programmazione regionale unitaria “che, in assenza del Piano di sviluppo, indichi le direttrici su cui devono convergere le politiche settoriali e territoriali e dentro cui comprendere, in forma integrata, le risorse disponibili della programmazione comunitaria 2007-2013 dei Fondi strutturali, le risorse nazionali e quelle regionali, ordinarie e rinvenienti dal vecchio ciclo di programmazione”. Ma anche politiche ambientali, di salvaguardia e risanamento; un nuovo piano energetico; un piano dei rifiuti e della depurazione. Tra i punti salienti delle rivendicazioni del sindacato ci sono, un Piano per il lavoro attraverso misure strutturali e programmazione e la stabilizzazione del precariato entro la legislatura, la costruzione di linee di politica industriale, la riforma delle incentivazioni e la soppressione delle Aree di sviluppo industriale (Asi), individuando filiere e distretti produttivi. Attenzione ai temi sociali e della sanità. “Il Piano sanitario, necessario ed urgente - secondo Cgil, Cisl e UIl - deve affrontare e risolvere con una nuova e ben diversa qualità della programmazione deve riguardare la realtà di un sistema fortemente inadeguato, screditato per la penetrazione affaristica e spesso mafiosa, incapace di offrire risposte qualificate al bisogno di salute delle popolazioni, e che produce emigrazione sanitaria di massa, lunghe liste di attesa e debito sommerso. Non abbiamo condiviso che si sia affrontata la questione del numero delle Aziende sanitarie slegata dalla riforma complessiva e su criteri di mera rilevazione dell’organizzazione istituzionale, né condividiamo che si creino “strutture intermedie” dall’incerto profilo giuridico ed organizzativo, mentre serve una riorganizzazione d’insieme che affronti anche il nodo delle Aziende ospedaliere”.
 
30/05/2007 16:22
Non c'è niente a Simbari Crichi. La strana, impensabile Simbari Crichi: un universo pieno di tutto e di niente, nel quale mancano il lavoro e l’amore. Le “storie” scaturite da Sonia Serazzi raccontano un'abnorme realtà del sud.
Sono stata recentemente a Simbari Crichi e non sono matta, ci sono stata. Mi ci ha portato Sonia Serazzi, trascinata, pagina dopo pagina e parola dopo parola, attraverso sette racconti che prendono il titolo dal protagonista del racconto e, nel caso di Lulù, Sardignò, Calimero e io, anche dei suoi comprimari familiari.
E mi sono trovata in mezzo a tante cose che ti fanno dire col fiato corto che non è assolutamente vero che Non c’è niente a Simbari Crichi (Iride, Gruppo editoriale Rubbettino, pp. 144, € 10,00).
Non esiste certo sulla cartina geografica, ma ogni paese dell’Italia meridionale è un poco Simbari Crichi (nome nato dalla commistione di due veri toponimi calabresi: Simbario e Simeri Crichi).
E chi è nata e cresciuta in una realtà “paesana” non può non riconoscere che molti di quelli che sembrano personaggi immaginari o bozzetti per far sorridere, sono invece realistici. Da Rafela Riscambiolo (undici gravidanze portate a termine) al padre di famiglia Scatalascio (infermiere del manicomio che, da pensionato, se ne sta «appollaiato» su una sedia a lavorare all’uncinetto); dal nonno Bradamante (con «sangue schizzinoso e il cervello bizzarro», che «per pulizia» mangiava solo roba bianca, e cioè latte, formaggio fresco, pane, patate bollite e perfino uova senza tuorlo) alla signora Sirace (che conosce a memoria il tariffario del paese e vaga puntigliosa per ore in cerca del cibo più conveniente, tanto da far lamentare il marito che «a forza di mangiare la convenienza» è diventato stitico) e tantissimi altri esempi di umanità bizzarra, ma non per questo fittizia.
Dai «fessi» ai mariti senza amore…
Simbari Crichi, rispettando quella tendenza del mondo moderno a riempire il portafoglio di tessere, è il paese dove anche «i fessi» sono tesserati grazie all’iniziativa di «Franco il barista». Ai paesani muniti di questa tessera spetta un bicchierino gratis e «il fesso vero si riconosce dal fatto che la tessera l’accetta e beve contento».
Come ogni paese che si rispetti, ha anche un fotografo che con la sua “arte” fa quello che può. Ciascuno di noi può riconoscere nelle foto «da fessi» che Fortunato, Giggi e Rocco esibiscono ai carabinieri e che fa meritare loro il via libera senza contravvenzione, le nostre prime foto tessera, scattate da un fotografo di paese che, scusandosi per il pessimo risultato, infine ci insultava con la sentenza: «Il fotografo non può fare miracoli!». E Fortunato, il protagonista del racconto, tiene a precisare, che, anche se con i carabinieri gli ha fatto comodo: «Non è che noi abbiamo le facce fesse, è che anche al bandito Giuliano gli sarebbe uscita la faccia da minchione se andava a farsi la foto dal fotografo di Simbari Crichi».
E chi non riconosce, sempre in Fortunato, il solito cameriere improvvisato dei matrimoni di agosto? Anche nel paese inventato dalla narratrice la gente si sposa in massa in estate e le spose brutte si ricoprono, nonostante il caldo, di pizzi, veli e ricci «e magari gli pare di confonderti» sul loro vero aspetto. Ma Fortunato non ci sta: «A pigliarmene una brutta io mi vergognerei, invece i mariti delle brutte ci fanno le cambiali per pagare il pranzo a trecento persone che non alzano gli occhi dal piatto per non guastarsi la mangiata». E questo perché, spiega qualcuno, gli uomini scelgono le donne che hanno «la casa sopra come le lumache», perché quelle che non ce l’hanno «muoiono di freddo, anche se hanno il ventre tenero e splendente delle lucciole d’agosto e tutti le seguono per afferrarle».
…ma no al tradimento!
E poi ci sono quelle come Ines chiamata «Zuccheriera», perché, nonostante le gambe rinsecchite e il naso a becco di pappagallo, ha già avuto 30 uomini e tutti pensano che debba avere «una zuccheriera sotto la gonna».
Il punto di vista maschile è sempre su questo tono, come quando il papà spiega a Bradamante Sirace che le donne comprano al mercato e scelgono gli uomini da sposare nello stesso modo, facendo scintillare lo sguardo sulle cose belle e preziose e poi rivolgendosi, per un rassegnato ridimensionamento del desiderio, alle cose brutte e di poco prezzo e facendosi “impacchettare” «speranze di bellezza crepata».
Il punto di vista femminile, invece, vede il matrimonio ridotto a «cucina, lavatrice e letto a due piazze col crocefisso sopra, dormire insieme e “buongiorno signora” e la stessa porta con due cognomi sul campanello» e l’amore tutta un’altra cosa, «come il nocciolo di un’oliva che ti rigiri sotto la lingua se l’oliva non ti è bastata», come se insieme amore e matrimonio non potessero coesistere sotto lo stesso tetto.
Anzi, a Simbari Crichi non ha cittadinanza la dimensione dell’Amore, con la “A” maiuscola, che esiste solo nei romanzi sentimentali che alcune giovani donne divorano. Come Laria Straniti, soggiogata da L’amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence, ma stizzita dall’atteggiamento di rassegnazione tenuto dal marito di fronte al tradimento della moglie Connie: «E ci giurerei io che se Clifford Chatterley il paralitico abitava a Simbari Crichi, al secondo “vado nel bosco” si ruzzolava col turbo al negozio di pistole e ne sceglieva una per azzopparci la moglie tirandole sei colpi sulle ginocchia».
Perché, se con rassegnazione si sceglie il compagno o la compagna per la vita, non con altrettanta rassegnazione si può accettare l’abbandono o il tradimento di questi.
E infine la pillola di saggezza di Brunina Monaca: «I maschi ti impiccano con le corde delle tue stesse parole, e io sto zitta, ché nel silenzio ognuno pesca quello che vuole e lo chiama amore».

Disoccupazione e pensioni di anzianità
A Simbari Crichi, lavoro non ce n’è, ma «disoccupato e vagabondo sono la stessa parola e se non parti per lavoro ci sono giorni che ti ci rassegni e giorni che ti vergogni».
L’economia del paese è basata, perlopiù, sulle pensioni di anzianità e invalidità, con quei soldi i giovani “campano” e forse, scrive la Serazzi, è per questo che nessuno uccide i genitori vecchi, come succede al Nord («macelleria regolare e precisa»), perché sarebbe un po’ come accoppare la gallina dalle uova d’oro.
Poi ci sono i giovani che emigrano e ci sono anche gli emigrati che tornano vecchi al paese, come Totò Cutilli, di ritorno dall’Australia con un cucciolo di canguro impagliato e la pensione, boccone troppo ghiotto per zitelle e vedove.
E triste è la narrazione del sentimento del ritorno: «A Simbari Crichi l’uomo girò per giorni come uno spirito smarrito, un corpo duro di memorie sottopelle che si feriva ad ogni spigolo di realtà».
Questo e molto di più è la raccolta di racconti, quasi un romanzo corale, fatto di tante voci, alcune destinate a bruciarsi in una fiammata e altre destinate a consumarsi lentamente in una Calabria comunque inedita nel panorama letterario, lontana certamente da quella alvariana e, soprattutto, raccontata con un linguaggio nuovo e pieno di brio.
Altro che Non c’è niente a Simbari Crichi!

Annalisa Pontieri

Crichi è uno spazio abitato da giovani che non sanno partire, da folli che provano il volo, da spiriti che parlano in dialetto. Suscitati da nomi surreali, i personaggi vagano in cerchio lungo invisibili e angusti confini da cui fuggono per allargare lo sguardo sul mare, solo orizzonte possibile.
Una ad una, le voci di Simbari Crichi si levano a dire il medesimo mondo di memorie e credenze incrostate sottopelle, ma a tratti dalle parole aspre luccicano fuori gli squarci ipnotici dei supermercati e dei fotogrammi televisivi, subito sbiaditi dall’urgenza di una realtà troppo nuda per cedere agli inganni.
La vita, l’amore e la morte danzano tutto il loro incanto sanguigno negli occhi di uomini e donne che si stringono alle cose intorno e le nominano, semplicemente. A Simbari Crichi la verità prude come una ferita, e agita le viscere assolate fino a farsi storia da raccontare. Così il paese del niente si anima, e ciascuno si scopre in corpo qualcosa da cacciare all’aria. E questo coro di confessioni buffe, di segreti svelati per iscritto, di ricordi liberati in faccia al lettore traccia la mappa intima di una regione che va da Napoli in giù.
Non c’è niente a Simbari Crichi rincorre il fiato beffardo di un Sud che si guarda ristagnare, e la forza indolenzita di gente pronta ogni giorno a scavare tesori in mezzo agli scarti.





 
30/05/2007 15:47
Torre Ruggiero. Riqualificazione del santuario della Madonna delle Grazie

Prende il via mercoledì un workshop di progettazione urbanistica intitolato “La riqualificazione dell’area del Santuario Mariano di Torre di Ruggiero. Nuovi percorsi di progettazione urbanistica”. L’evento è promosso dal comune di Torre di Ruggiero, dall’Associazione Giovani Architetti di Catanzaro e dal Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica & Ambientale dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria. In particolare il tema del workshop è oggetto di un’esercitazione progettuale inerente l’attività didattica del Laboratorio di Prova finale del III anno della Laurea triennale il cui docente titolare è il prof. Domenico Passarelli. L’attività progettuale richiesta agli studenti partecipanti al workshop, riguarda la progettazione urbanistica dell’area del Santuario mariano del comune, tale iniziativa si collega ad un percorso di studio e ricerca già avviato nell’ambito della programmazione didattica del Laboratorio universitario che ha previsto diversi seminari, comunicazioni, revisioni e best practices di progettazione urbana per preparare gli studenti all’attività progettuale. Il workshop, della durata di quattro giornate (30 maggio-2 giugno 2007), sarà articolato in lezioni frontali, visite di studio e lavoro di gruppo e vedrà la partecipazione di professionisti del luogo che avranno il compito di coadiuvare i tutors e introdurre gli studenti alle problematiche locali. Il lavoro di progettazione sarà basato sulla riqualificazione dell’area del santuario del comune, ma, nell’ottica della pianificazione territoriale, ovviamente dovrà prendere in considerazione più ampie porzioni territoriali e dovrà considerare la complessità sistemica nella sua dimensione più ampia; per far ciò e soprattutto per agevolare i lavori, nell’ambito del Laboratorio di Prova finale sono state condotte esercitazioni specifiche e casi esemplificativi che hanno permesso di esaminare le invarianti territoriali entro cui svolgere il lavoro di progettazione. Il Workshop è teso alla realizzazione di un duplice obiettivo. Se da un lato lo sviluppo delle attività connesse all’annuale festa devono essere inquadrate in una sistemazione funzionale ed equilibrata dello spazio, dall’altro quell’identità del luogo così fortemente caratterizzata dal Santuario deve necessariamente rimanere come imprescindibile punto di riferimento del sistema sociale. In tale ottica nasce palese l’obiettivo del workshop: Abbellire il corpo per rivelare lo spirito del luogo. Sarà, dunque, la riorganizzazione degli spazi urbani pubblici, migliorando l’accessibilità e la fruibilità.
 
28/05/2007 23:28
Elezioni a Spadola, che battaglia! Vince Tassone Michela per 3 voti!!
Lotta all'ultimo voto a Spadola e alla fine la spunta la lista n° 2 di Michelina Tassone. Sin dalle prime schede scrutinate si prefigurava una vittoria, anche se con poco scarto, a favore di Barbara che manteneva un vantaggio di 10 voti fino a quando mancavano 170 schede da scrutinare. Ed è da questo punto che il gap si assottiglia fino a ridursi a zero spostando il risultato, seppur di poco, a favore della dottoressa Tassone. Chiaro che la delusione dell'ingegnere Barbara è stata enorme, avendo giustamente assaporato la vittoria fino a quando mancava da scrutinare una manciata di schede. Mai a Spadola si ricorda a memoria d'uomo un testa a testa così, Spadola era il comune dove le elezioni erano un pro forma. L'aria nuova si vede anche da questo, auguriamo al nuovo sindaco e all'opposizione, non chiamiamola minoranza, un buon lavoro che porti ottimi frutti per il COMUNE DI SPADOLA.
Riportiamo qui sotto i risultati.

  • LISTA N°1
  • Barbara 298
  • Rosso 27
  • Contabile 34
  • Gallè 21
  • Zaffino 16
  • Valente 38
  • Randò 10
  • Valelà 19
  • Tassone Vito 14
  • Tassone Nicola 21
  • Arena 34
  • Tassone Vincenzo 16
  • Piromalli 37
  • ...........................................................
  • LISTA N° 2
  • Tassone Michela 301
  • Tassone Bruno 25
  • Bertucci Mariano 29
  • Zangari 24
  • Rosi Maria Teresa 10
  • Tucci 18
  • Lacaria 9
  • Gagliardi 27
  • Filardo 35
  • Squillacioti 40
  • Tassone Salvatore 24
  • Mangiardi 5
  • Primerano 31


 
28/05/2007 16:08
Elezioni a Spadola e Brognaturo
E' cominciato lo spoglio a Brognaturo con un testa a testa. In questo momento la lista di Tassone (Cicchino) ha un leggero vantaggio di 10 voti. Non è ancora cominciato lo spoglio a Spadola dova hanno votato in 619 con una flessione rispetto alla tornata precedente. Marchese e i suoi più stretti fedeli non hanno votato. Questa sua scelta sarà oggetto di critica da ambo gli schieramenti. Vi terremo aggiornati
 
27/05/2007 21:47
Spadola. E' morto Tassone Domenico Salvatore, il tabaccaio.
Stamattina all'età di 85 anni, alle ore 7,30 ha cessato di vivere Tassone Domenico Salvatore per un probabile infarto. Instancabile lavoratore, ha portato avanti una numerosa famiglia facendola crescere nei valori dell'amicizia e della correttezza morale di cui lui era insigne maestro. Lo rimpiangono non solo la moglie e i figli ma tutti coloro che l'hanno conosciuto. I funerali si svolgeranno domani 28 Maggio nella chiesa matrice di Spadola.
 
24/05/2007 18:06
Mongiana, alta affluenza di visitatori
È stata alta la partecipazione di visitatori alle giornate dedicate alle Riserve naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato. Le Riserve naturali biogenetiche Marchesale e Cropani Micone, gestite dal Cfs-Ufficio territoriale per la biodiversità di Mongiana, sono fra le 41 delle 132 riserve statali che sono state aperte per la prima volta al pubblico in occasione della giornata delle oasi organizzata in collaborazione con il Wwf. Il tema su cui è stato incentrato il programma delle manifestazioni ha riguardato la biodiversità. “È stata questa - è scritto in un comunicato - un’occasione importante per far conoscere i delicati equilibri caratterizzanti gli ecosistemi forestali che ospitano numerose specie animali e vegetali. Con l’innalzamento delle temperature specie arboree molto sensibili come il faggio, il castagno o l’abete bianco possono contrarre notevolmente la loro distribuzione sulla Terra nell’arco dei prossimi 100 anni. Si tratta di 3 fra le specie più comuni presenti nei boschi delle Serre vibonesi; è molto difficile potere immaginare un paesaggio notevole, come quello dei nostri boschi senza la presenza di questi alberi monumentali che hanno da sempre accompagnato la civiltà nelle nostre contrade”. “La degradazione dei boschi e degli ecosistemi forestali - prosegue la nota - deve essere scongiurata con una attenta politica di gestione del territorio. Il Corpo Forestale dello Stato oltre a svolgere un attento e scrupoloso servizio di controllo della salvaguardia dell’ambiente, mette in piedi alcuni importanti programmi di ricerca volti al monitoraggio delle condizioni degli ecosistemi forestali come l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatori di Carbone e il Servizio sui Controlli degli Ecosistemi Forestali. Con il primo viene condotta una indagine volta a determinare la reale consistenza e qualità delle risorse forestali nel territorio nazionale, la biomassa e la quantità di carbonio immagazzinato. Con il secondo servizio si intende focalizzare l’attenzione soltanto sulla condizione di salute dei nostri boschi attraverso la valutazione di alcuni importanti parametri biologici”.
 
19/05/2007 12:52
Mongiana, l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità apre alle scolaresche.
Le riserve naturali statali si aprono alle scolaresche. L’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato di Mongiana, in aderenza al programma nazionale, dà l’avvio nella provincia di Vibo Valentia alla visita nelle riserve biogenetiche Marchesale e Cropani Micone poste nelle Serre vibonesi. “Quella di quest’anno - recita un comunicato stampa del Cfs - rappresenta la seconda edizione di un programma di sensibilizzazione naturalistica che il cfs promuove dal 16 al 20 maggio in partneriato con il WWF. Numerose scolaresche, provenienti anche dalle province limitrofe, hanno chiesto di partecipare alla iniziativa. Con l’ausilio delle guide specializzate messe a disposizione dal CFS sarà possibile svolgere la visita in sicurezza potendo osservare gli ambienti più conservati e suggestivi del territorio. Istituite alla fine degli anni ‘70 le riserve naturali statali, grazie ad un efficiente servizio di controllo operato dal Corpo Forestale dello Stato, sono state preservate dall’impatto derivante dalle attività antropiche. Al loro interno è possibile sostare presso apposite aree pic nic indispensabili per conservare il territorio e per consentire una migliore fruibilità da parte dei visitatori. L’iniziativa - si fa rilevare - vuole essere una occasione per promuovere l’interesse per la salvaguardia della biodiversità fra i visitatori e, in particolare, fra gli studenti, notoriamente osservatorio attento alle notizie riguardanti l’ambiente. Gli esseri viventi che popolano il nostro pianeta sono raccolti in quasi 1.800.000 di specie ad oggi conosciute: batteri 10.000 specie, funghi 70.000 specie; organismi unicellulari 50.000 specie; piante 270.000 specie, animali, 1.300.000 specie”.
 
14/05/2007 15:26
Soriano Calabro. Denunciato F.T., titolare di un autosalone.
Un uomo di 55 anni F.T., titolare di un grosso autosalone con vendita anche di mezzi pesanti, è stato denunciato dai carabinieri con l’accusa di aver realizzato una discarica abusiva allo scopo di smaltire i prodotti nocivi provenienti dalla sua autofficina. Il fatto è avvenuto a Soriano Calabro, in località “Cocanino”, a ridosso del fiume “Marepotamo” dove andavano finire le scorie inquinanti. I militari dell’arma hanno posto sotto sequestro l’area, circa 6.000 metri, su cui venivano riversate carcasse di auto, batterie, pneumatici e tanti altri prodotti di carattere nocivo.
 
10/05/2007 15:53
Discarica abusiva a Sorianello, denunciato il sindaco
Avevano trasformato un’area di oltre 2000 metri, adiacente all’ex mattatoio comunale. In una vera e propria discarica di rifiuti pericolosi. Ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato il terreno ponendo così fine a quello scempio ambientale e alla pericolosa attività. Denunciato il sindaco ed il dirigente dell’ufficio tecnico comunale per aver realizzato una discarica abusiva senza la prescritta autorizzazione. Il fatto è avvenuto in località “Fago Savini” del comune di Sorianello, ai piedi delle Serre , dove appunto si trova la zona oggetto del sequestro. Ad agire i militari della stazione di Soriano Calabro diretti dal maresciallo della stazione di Soriano Calabro Michele Membrino, coordinati dal capitano Michele Monti, comandante della Compagnia di Serra San Bruno.
 
08/05/2007 16:05
Borse di studio per giovani laureati
Le associazioni “Mariano Turano” e “Calabresi in America Organization”, in accordo con la Facoltà di Economia dell’Università della Calabria, nell’intento di promuovere la rinascita economica e culturale della Regione Calabria attraverso lo sviluppo della cultura imprenditoriale e volendo favorire un proficuo scambio di esperienze fra giovani laureati della Facoltà di Economia ed imprenditori calabresi operanti negli Stati Uniti, bandiscono un concorso per l’assegnazione di 3 Borse di Studio, che consentono ai vincitori di fruire di uno stage nelle aziende associate alla camera di Commercio di Chicago - Stati Uniti. Il concorso è riservato agli studenti che hanno conseguito la laurea presso la Facoltà di Economia dell’Università della Calabria negli anni accademici -2004-2005-2006, avendo conseguito una votazione di almeno 105 su 110, con tesi su argomenti riguardanti le problematiche aziendali. I vincitori del concorso fruiranno di uno stage della durata massima di due settimane presso aziende associate alla Camera di Commercio di Chicago, finalizzato all’approfondimento delle problematiche organizzative e gestionali proprie della piccola e media impresa. La borsa comprenderà le spese di viaggio ed una polizza assicurativa temporanea per coprire, per il solo periodo di soggiorno negli Stati Uniti, le eventuali spese mediche conseguenti ad infortuni o malattie. Durante il soggiorno i borsisti saranno ospiti dell’Associazione “Calabresi in America Organization”. Le domande di ammissione al concorso, redatte su carta semplice, dovranno essere consegnate a mano o fatte pervenire a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno alla Presidenza della Facoltà di Economia - Università della Calabria, Cubo 25B, 87036 Arcavacata di Rende entro e non oltre le ore 14 del giorno 31 maggio 2007. Nella domanda dattiloscritta il candidato dovrà indicare le sue generalità (tra cui il recapito telefonico) ed il voto dell’esame di laurea dovrà accludere due copie della tesi di laurea ed un certificato dal quale risultino i voti riportati in tutti gli esami sostenuti.
 
04/05/2007 15:27
Il mondo della ricerca parla calabrese. Pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica lo studio di due ricercatori catanzaresi contro l’epatite da Hcv.
Dopo il flagello dell’AIDS, l’epatite da HCV è la patologia più importante nei soggetti che fanno uso di droghe, in una percentuale di positività molto più elevata rispetto alla restante popolazione, variabile dal 30 al 60%. Questa malattia, quindi, rappresenta la causa più frequente di morbilità e mortalità per i tossicodipendenti, tanto da pregiudicarne le aspettative di salute e di vita, anche dopo la fase di recupero. Due ricercatori catanzaresi, Vincenzo Guadagnino, Direttore della Cattedra di Malattie Infettive dell’Università “Magna Greaecia” di Catanzaro, e Franco Montesano, attualmente direttore sanitario dell’Azienda sanitaria 7, ma con lunga esperienza nel settore delle tossicodipendenze, hanno per primi affrontato questa problematica, proponendo adeguati e concreti interventi nel settore specifico. Il loro lavoro, frutto di una esperienza e di una collaborazione reciproca ormai quasi ventennale, è stato oggetto di una importante pubblicazione monotematica sulla prestigiosa rivista nazionale di Medicina delle Tossicodipendenze “The Italian Journal of the Addiction”. Quando i due ricercatori iniziarono a collaborare per curare l’epatite “c” dei tossicodipendenti “da strada” era davvero difficile superare i preconcetti e le diffidenze che la stessa classe medica nutriva nei confronti di questi giovani; nella maggior parte dei sanitari era diffusa la percezione che il trattamento del tossicodipendente fosse inevitabilmente destinato all’insuccesso, per cui “tanto valeva lasciar perdere”. Molti luoghi comuni erano legati al fatto che il tossicodipendente, a quei tempi, corrispondeva davvero ad uno stereotipo negativo, “di difficile aggancio”, tanto che la stessa terapia sostituiva con metadone, seppur integrata con interventi psicosociali, spesso falliva. Inoltre il rapporto tra l’utente e l’operatore non di rado era conflittuale. In Calabria non erano stati aperti neppure i SerT ed il trattamento del tossicodipendente avveniva, a Catanzaro, in una saletta dell’ospedale “Pugliese” dove era allocato il Centro per le Tossicodipendenze annesso alla Ia Divisione di Medicina Generale. Iniziò in quel periodo l’esperienza rivolta alla cura delle patologie associate all’uso di droga nei soggetti tossicodipendenti. Mentre molti giovani erano già stati segnati dalla prova terribile dell’AIDS e si cominciavano a delineare le terapie più efficaci contro l’infezione da HIV, un’altra infezione, altrettanto temibile e devastante, quella da HCV, minacciava pesantemente la loro salute. Guadagnino, con grande disponibilità, accettò la proposta di collaborare con il Centro per le Tossicodipendenze e, in seguito, con il SerT di Soverato, diretto da Franco Montesano e si creò un sodalizio umano e professionale che ancora oggi perdura ed è tuttora finalizzato alla cura dei soggetti tossicodipendenti affetti da epatite “c”. Il lavoro pubblicato riporta i risultati degli ultimi cinque anni di un progetto nazionale, partito dalla Calabria, denominato “Nocchiero”. L’esperienza ha dimostrato innanzitutto che il giovane, seppur in una fase di tossicodipendenza, è assolutamente disponibile a curarsi, se opportunamente informato e sensibilizzato. Naturalmente è stato necessario formare il personale medico e di supporto nel SerT, tracciare percorsi preferenziali e strategie terapeutiche che potessero coincidere con i tempi di presentazione degli utenti al servizio pubblico, creare un’equipe comune capace di lavorare sinergicamente per la presa in carico di un paziente certamente difficile, valutare congiuntamente i risultati e gli esiti, apportando, di volta in volta, le necessarie modifiche al programma avviato. Il trattamento effettuato a lungo termine ha riguardato i protocolli più moderni, con la somministrazione combinata di due farmaci: interferone a rilascio prolungato in associazione con ribavirina, per un periodo di 12 mesi, al fine di annullare la carica virale e favorire la guarigione dall’infezione. I risultati sono stati talmente incoraggianti da essere pubblicati sulla rivista nazionale della SITD, nonché su numerose riviste scientifiche internazionali. Lo studio “Nocchiero” si è rivelato così importante da essere esteso ad altri SerT della Calabria e d’Italia, configurandosi come un vero e proprio studio multicentrico. I risultati pubblicati comprendono 169 utenti tossicodipendenti, in trattamento sostitutivo nei SerT di riferimento, con una età media di 32,5 anni, affetti da epatite cronica da virus C. La durata media della tossicodipendenza per via endovenosa era risultata di 100,3 mesi mentre la presunta durata media dell’epatite C era di 55,7 mesi. Il 58% dei soggetti ha risposto positivamente al trattamento (contro una media assai più bassa nella popolazione generale attorno al 20%), ed è risultata sieronegativa anche a distanza di tempo, in follow-up. Il lavoro scientifico ha dimostrato innanzitutto che è possibile curare i soggetti tossicodipendenti affetti da epatite C e che è necessario iniziare il trattamento precocemente in quanto, per la loro giovane età, il periodo relativamente breve di malattia e per le caratteristiche genotipiche del virus infettante, la risposta alla terapia specifica è migliore rispetto alla popolazione normale. Alla ricerca sperimentale multicentrica, coordinata da Guadagnino, hanno preso parte i Sert calabresi di Soverato, Catanzaro, Corigliano, Cosenza, Crotone, nonché i SerT di Tarquinia, Viterbo, Civitacastellana, Enna, Benevento e Sassari; inoltre, hanno collaborato le Unità di Malattie Infettive delle Aziende Ospedaliere di Benevento, Cosenza, Enna, Crotone, Sassari, Viterbo, l’Istituto Scientifico “Spallanzani” di Roma, le Cattedre di Malattie Infettive e di Farmacologia dell’Università di medicina “Magna Graecia” di Catanzaro.
 
03/05/2007 00:54
Una casa del Presidente del Parco delle Serre in fiamme
Ignoti, dopo aver trasportato alcuni pneumatici all’interno di un fabbricato in costruzione di proprietà di Gregorio Paglianiti, presidente del Parco delle Serre, 45 anni, medico oculista, dipendente dell’Asl di Vibo Valentia ed esponente dell’Udeur, li hanno dati alle fiamme. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di martedì intorno alle 23 a Mesiano, una frazione di Filandari, lungo la strada provinciale che da Vibo Valentia porta a Tropea mentre il Presidente abita nel vicino comune di San Calogero. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della stazione di Filandari al comando del maresciallo Salvatore Todaro e i vigili del fuoco che grazie al loro immediato intervento hanno limitato i danni.


 
28/04/2007 17:49
Alluvione luglio 2006, nessun fondo destinato alla provincia di Vibo.
"La notizia del rinvio della decisione da parte del Cipe in merito ai fondi da destinare alla ripresa delle attivita' produttive nella Provincia di Vibo Valentia, a seguito dell'alluvione del 3 luglio 2006, ci indigna profondamente e mortifica un intero territorio ed una classe imprenditoriale che sin dal giorno stesso si e' rimboccata le maniche per non smettere, nemmeno per un attimo, di mandare avanti le imprese". E' quanto scrive in un comunicato la Confindustria di Vibo Valentia. "Oggi a quasi un anno - a prosegue il comunicato - arriva la notizia di un rinvio che nella sostanza suona come una bocciatura del provvedimento. Dobbiamo evidenziare che il Governo sta contraddicendo se stesso non attuando, attraverso la delibera Cipe, quanto previsto nell'Ordinanza dell'agosto 2006. Una decisione incredibile, assurda e che non possiamo accettare, anche se dovesse trattarsi solo di un rinvio. Perche' oggi agli imprenditori di Vibo di rinvii e dilazioni ne sono stati concessi con il contagocce e dal 1* gennaio lo Stato ha chiesto i suoi tributi e le sue tasse, ma non ha dato in cambio nemmeno un centesimo. Tributi e tasse dovute e pagate anche per lo stesso mese di luglio cosi' come per agosto e via via sino ad oggi. Ed in cambio cosa hanno ricevuto gli imprenditori, niente, solo mortificazioni. Poco ci interessa se questa decisione sia maturata a Roma piuttosto che in altri Palazzi di Governo, quello che ci offende - continua Confindusria Vibo - e' che un territorio cosi' duramente colpito debba subire due volte gli effetti devastanti della distruzione, la prima provocata dagli eventi naturali e la seconda dall'indifferenza e dalla incapacita' di una intera classe politica e dirigente di tutelare gli interessi di un territorio di per se' povero e martoriato. Una beffa amara difficilmente comprensibile, indice della scarsa considerazione della classe imprenditoriale vibonese, anche in considerazione - si fa rilevare in conclusione - dell'esiguita' dei fondi che dovrebbero superare di poco i 50 mln di euro e che non sarebbero nemmeno sufficienti a ristorare i danni subiti dalle imprese".
 
26/04/2007 17:51
Simbario, sfiorata la tragedia a cavallo
Ieri Festa della Liberazione. Un'occasione per ripartire con la stagione equestre e tutti i ragazzi della zona che hanno la passione per il cavallo, sfruttano il giorno festivo per fare una galoppata su per le montagne fra la Lacina e Monte Pecoraro. Un gruppetto di cavallerizzi parte anche da Simbario e tra una galoppata e un'altra si fa quasi sera quando si decide di rientrare. Al rientro ci si accorge che un ragazzo, Enzo Bartone, è rimasto indietro e così Stefano Ceniti, un ragazzo di 16 anni, tira la briglia al suo cavallo, gira, e di corsa di nuovo per il sentiero appena battuto alla ricerca dell'amico. Il suo cavallo galoppa a velocità impressionante, affronta i sentieri stretti, alberati, dove non passa nemmeno un raggio di luce senza problemi, ma in una curva, all'improvviso, sta arrivando veloce anche il cavallo dell'amico di Bartone, l'impatto è violentissimo, i due ragazzi stramazzano a terra, Bartone si rialza mentre Ceniti rimane a terra privo di sensi. Dopo un po' arrivano gli altri cavallerizzi, uno di questi è infermiere per fortuna e presta i primi soccorsi. Allertato il 118, viene trasportato con l'autoambulanza all'ospedale di Serra San Bruno. Qui dopo i primi accertamenti viene eseguita una TAC che fortunatamente risulta negativa, sucessivamente viene trasportato all'ospedale di Vibo Valentia dove sicuramente rimarrà sotto osservazione per quarantott'ore. Adesso sta bene, ma lo spavento è stato veramente tanto.
 
23/04/2007 17:59
Corsi professionali per estetiste e impiantisti termoidraulici
Nell’anno 2003, la Regione Calabria ha attivato il PIANO PER L’OBBLIGO FORMATIVO (art. 68 della legge n. 144/99 la cosiddetta “legge Moratti”) a favore dei giovani dai 14 ai 18 anni, precostituendo così, soprattutto per gli interventi di ciclo triennale, i modelli di integrazione dei sistemi formativi e di alternanza formazione/lavoro. In convenzione con l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, lunedì 23 Aprileha avviato in Vibo Valentia, presso la Formaconsult, Agenzia di Formazione Professionale, la Regione Calabria in convenzione con L’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, avvierà due corsi per quanto riguarda la Formazione Triennale di Figure Professionali, così suddivise: Un corso di Impiantistica Termo-idraulica ed un corso di estetista, rivolti ai giovani residenti a Vibo Valentia e provincia, in possesso del diploma di scuola media inferiore. Tali corsi di durata triennale prevedono, alla fine del terzo anno, il rilascio, ai giovani partecipanti, della qualifica ai sensi della legge regionale n. 18/1984.
 
22/04/2007 15:56
Pizzo
Stanotte, un operaio di 37 anni è stato arrestato a Pizzo con l'accusa di aver accoltellato il titolare di un bar. Il proprietario del locale aveva invitato l'operaio, data l'ora tarda, a lasciare il locale: l'operaio ha prima ha aggradito verbalmente il titolare del bar e successivamente, dopo che questi ha chiuso il locale abbassando le saracinesche, lo ha aggredito, colpendolo con una coltellata alla gola.
 
20/04/2007 15:04
Quattro arresti a Lamezia
Stamattina, operazione di polizia a Lamezia Terme per l'esecuzione di ordinanze di custodia contro 4 persone accusate di tentata estorsione aggravata. Gli arrestati sono considerati elementi di spicco della cosca Giampa', operante a Lamezia Terme, che fa capo a Francesco Giampa', 59 anni, detto "il professore", attualmente detenuto, attiva nel settore delle estorsioni e dell' usura ai danni di operatori economici del luogo e da anni in conflitto con la cosca rivale dei Cerra-Torcasio-Gualtieri.
 
20/04/2007 12:54
San Vito sullo Ionio. Risolto il giallo di Pasquetta quando durante un pic-nic si è sfiorata la tragedia
I carabinieri della Stazione di San Vito sullo Jonio, coadiuvati dai militari del Nucleo operativo di Soverato, dopo accurate indagini, sono venuti a capo dello strano episodio verificatosi il giorno di pasquetta nei boschi della località Susaci, in San Vito. In quella occasione un ragazzo di 20 anni, M.G., era stato ferito al fianco sinistro da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava nel bosco per trascorrere la pasquetta con altri suoi amici. Dalle indagini è emerso che il colpo è partito da una pistola che i giovani stavano maneggiando. Una volta trasportato, i medici avevano estratto al giovane una pallottola che si era conficcata nel fianco sinistro, senza causare fortunatamente danni più gravi. I ragazzi avevano dichiarato ai carabinieri, che mentre erano intenti a raccogliere legna per un barbecue, avevano udito chiaramente un colpo d’arma da fuoco e successivamente il giovane era caduto a terra lamentando un dolore al fianco. Nelle vicinanze, i ragazzi non avevano notato nessuno, e non riuscivano a spiegarsi da dove fosse giunto il colpo. L’intero racconto aveva lasciato perplessi i carabinieri, per nulla convinti dalla storia del “proiettile vagante”, e insospettiti da alcune contraddizioni emerse dai racconti degli altri tre giovani testimoni dell’episodio, così sono iniziate immediatamente le indagini per capire cosa fosse realmente successo. A tal fine sono stati svolti vari sopralluoghi e diverse operazioni tecniche per rintracciare eventuali tracce utili alla ricostruzione del fatto; dopodiché è iniziata una sequenza stringente e serrata di interrogatori, nel corso dei quali sono state evidenziate varie contraddizioni nei racconti dei giovani, fino a convincerli ad ammettere le loro responsabilità. Infatti, il colpo era partito accidentalmente da una pistola che quel giorno i tre ragazzi avevano al seguito, mentre se la passavano di mano in mano per vederla, e della quale poi si sarebbero disfatti subito dopo l’accaduto, buttandola in un cassonetto dell’immondizia. Resta ora da chiarire con precisione quali siano le responsabilità precise di ognuno dei tre ragazzi ed i loro ruoli nell’incidente, e a tal fine saranno utili i risultati degli esami e dei rilievi tecnici; ma soprattutto sarebbe utile risalire alla provenienza dell’arma e a come i tre se la siano procurata. I tre ragazzi, G.L., C.S. e A.B., tutti ventenni di San Vito e Chiaravalle, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Catanzaro, e dovranno rispondere delle lesioni che hanno causato al loro amico e del porto abusivo di armi da fuoco.
 
20/04/2007 12:31
Guardavalle, villa confiscata.
Un immobile è stato confiscato da personale dell’Ufficio misure di prevenzione della Questura di Catanzaro a Maria Gallace, moglie di Francesco Aloi, già sorvegliato speciale di ps con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, indiziato di far parte di una associazione mafiosa. Si tratta, in particolare, di una villa a due piani, oltre a quello seminterrato, composta da dieci vani, per una superficie abitabile di 370 metri quadrati, situata nel comune di Guardavalle. Il Tribunale di Catanzaro ha così accolto la proposta avanzata nel 2005 dal questore Romolo Panico ritenendo che ci fossero tutte le condizioni richieste dalla legge per disporre il provvedimento a fronte degli accertamenti patrimoniali compiuti dagli investigatori. Inoltre, secondo quanto riferito dalla Questura, “sono apparsi deboli e poco convincenti gli elementi portati avanti dalla difesa che avrebbero dovuto giustificare la sproporzione tra il valore del bene sequestrato, circa 70.000 euro, ed il reddito familiare dichiarato”. Dalle indagini è risultato che gli Aloi, nel 1996, anno in cui la casa è stata acquistata, godevano di una rendita economica assai modesta ed incapace di assicurare un ordinario tenore di vita per un nucleo familiare composto da quattro persone. Secondo gli investigatori, inoltre, appare del tutto ingiustificata la disponibilità dell’uomo della somma di 10 milioni di vecchie lire utilizzati per costituire una ditta che gli avrebbe consentito questa spesa, anche perché tali introiti si riferirebbero ad un periodo diverso da quello preso in esame finora. Infine, è scritto in una nota della Questura, “l’Aloi ha prodotto all’autorità giudiziaria un titolo riguardante una vincita al totocalcio per una somma 64 milioni di lire avvenuta nel 1991. In questo caso il Tribunale si è espresso in maniera inequivocabile asserendo che “costituisce ormai da decenni prassi invalsa negli ambienti delinquenziali la ricerca di schedine vincenti da acquistare al fine di precostituirsi, in vista di un eventuale sequestro, un titolo auspicabilmente giustificativo della provenienza di denaro o di beni di cui, diversamente, non si sarebbe in grado di indicare la benché minima modalità acquisitiva o fonte di derivazione” ”.
 
20/04/2007 12:23
Operazione del Corpo forestale dello Stato. Eseguiti sequestri, anche a Serra, e denunce
Attività operativa del Corpo forestale dello Stato nel vibonese contro abusivismo edilizio e smaltimento illecito di rifiuti, in vista della stazione estiva. Complessivamente sono stati posti sotto sequestro tre manufatti edilizi risultati abusivi e sono state denunciate altrettante persone. A Spilinga è stato sequestrato in località “Corinti” un manufatto abusivo di circa 200 metri quadrati distribuiti su tre piani. Lo stesso reparto unitamente a quello di Arena, ha apposto i sigilli ad un altro edificio di circa 900 metri quadrati posti su due livelli più mansarda, risultato privo di qualsivoglia autorizzazione in corso d’opera in località “Cerasara” in agro del comune di Arena. Un terzo manufatto, adibito a maneggio, è stato infine posto sotto sequestro in località “Peschiera” di Serra San Bruno, mentre il reparto di Fabrizia ha denunciato T.D.S., 35 anni, per furto di piante ai danni del comune di Nardodipace. Significativi risultati anche per quanto riguarda i servizi di prevenzione generale. Nel comune di Sorianello, il personale del comando stazione di Serra San Bruno e del posto fisso di Mongiana ha controllato un autocarro, utilizzato per il trasporto illegale di rifiuti, risultato radiato dal pubblico registro automobilistico dal gennaio 2006. Contestate infrazioni per 1000 euro. Sull’automezzo inoltre il personale operante ha rinvenuto la targa anteriore riconducibile ad un’autovettura di grossa cilindrata, risultata ancora circolante. I successivi accertamenti, hanno portato al sequestro penale delle targhe e della carta di circolazione corrispondente ed al deferimento alla competente autorità giudiziaria di due soggetti per ricettazione. Sono in corso ulteriori indagini effettuate dal Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale al fine di stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Nell’ambito dei posti di controllo nei comuni di Vibo Valentia, Polia e Sant’Onofrio, il personale del Reparto di Vibo Valentia ha provveduto al ritiro di sei carte di circolazione ad altrettanti automobilisti che non avevano provveduto ad effettuare le previste visite di revisione ai rispettivi autoveicoli, contestando le relative sanzioni amministrative. In località “Laghetto” di Mongiana, infine, una pattuglia del Cfs congiuntamente ad una dei Carabinieri, ha soccorso una persona che giaceva a terra priva di sensi, a causa di un eccessiva ingestione di alcolici.
 
17/04/2007 11:51
Sei aziende sequestrate a Vibo. Operazione della Guardia di Finanza contro le frodi fiscali e tributarie. Denunciate 67 persone
Sei aziende operanti nella nostra provincia sono state sequestrate dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro, che ha contestualmente denunciato 67 persone. Il provvedimento è giunto al termine di una complessa attività investigativa, finalizzata alla verifica di eventuali frodi in ambito fiscale e tributario, a tutela della spesa pubblica. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo, è stata avviata nel gennaio del 2005 e i suoi particolari sono stati spiegati ieri mattina a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal comandante regionale delle Fiamme gialle, generale Riccardo Piccinni. L’attività fraudolenta, sostanzialmente, si concretizzava tramite l’utilizzo di società esistenti solo sulla carta che, dietro un compenso, emettevano false fatturazioni a favore delle aziende incriminate. Queste ultime, proprio grazie a tali documenti, che certificavano operazioni inesistenti, riuscivano ad ottenere indebitamente contributi provenienti da fondi nazionali e comunitari. È stato calcolato che, tramite tale ingegnoso sistema, le 6 aziende erano già riuscite ad ottenere contributi per 18 milioni di euro, mentre 5 erano attualmente in corso di erogazione e 2 dovevano ancora essere erogati. Il valore dei contributi totali si aggira intorno ai 25 milioni di euro, mentre di 33 milioni è il valore delle aziende sequestrate e delle relative quote sociali. Le aziende, che pur sotto sequestro continuano l’attività produttiva, sono: la Marenostro Srl ubicata nella zona industriale di Porto Salvo, dedita alla trasformazione di prodotti ittici e derivati; la Cooperativa San Francesco di Paola Scarl, che davanti il porto di Vibo Valentia alleva pesci e molluschi; la Lab Infissi Srl, con sede a Maierato - che produce infissi in legno; la Planet Inox Srl, con sede a Vibo - che produce accessori in alluminio per la nautica; la Gel Med Snc, di Vibo - che produce e commercializza gelati; e la Profiltekna Sas, sempre di Vibo - che costruisce porte e finestre metalliche. Sessantasette sono, in totale, le persone denunciate dall’autorità giudiziaria. Tra loro vi sono i responsabili delle imprese beneficiarie dei finanziamenti, nonché 35 titolari delle imprese fittizie costituite con l’unico fine di emettere fatture false per operazioni inesistenti, che hanno fornito documentazione di spesa fittizia alle società beneficiarie. Due delle aziende sotto osservazione (la Cooperativa San Francesco e la Marenostro) hanno beneficiato dei fondi del Patto territoriale di Vibo, mentre le rimanenti quattro aziende hanno goduto dei contributi comunitari erogati grazie alla legge 488. Tra le persone denunciate ci sono anche tre professionisti, incaricati di pubblico servizio dal Consorzio Vibo sviluppo (che gestisce appunto i fondi del Patto territoriale), che, durante le visite ispettive, hanno falsamente attestato l’esistenza di alcuni beni oggetto di agevolazione. I reati, di cui dovranno rispondere a vario titolo le 67 persone denunciate, sono: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico e materiale in atto pubblico, emissione e uso di fatture per operazioni inesistenti, falso in bilancio. Oltre alle aziende sono state sequestrate anche 3 imbarcazioni e 18 automezzi. Nell’indagine condotta dalla guardia di finanza è coinvolto anche il presidente della Camera di commercio di Vibo Valentia, Michele Lico. L’imprenditore è finito al centro degli accertamenti, nella sua qualità di socio della Planet Inoz Srl, impresa assegnataria di un contributo di 1.426.750 euro, 608.000 dei quali sono già stati erogati, in base alla legge 488 del ‘92, che prevede contributi agevolati alle imprese. Secondo quanto è stato comunicato nel corso della conferenza stampa di ieri mattina a Catanzaro, tra le persone coinvolte vi è anche l’imprenditore vibonese Enzo Ceravolo, titolare della società Marenostro, che ha, a sua volta, ottenuto un contributo di 11 milioni di euro, 7 dei quali già erogati, nell’ambito del patto territoriale. Tra le persone già denunciate dalle fiamme gialle c’è anche un funzionario di banca. L’attività investigativa, in ogni caso, è ancora in itinere e, nel futuro prossimo, si focalizzerà soprattutto sul ruolo avuto dagli istituti bancari nel sistema delle truffe. Al momento, la guardia di finanza ha escluso che la criminalità organizzata abbia avuto un ruolo nella vicenda.
 
16/04/2007 11:05
Acquaro. Non onora il fidanzamento: scoppia una rissa. Un fatto dal sapore d'altri tempi.
Un corteggiamento insistente, al punto da fare illudere la ragazza e la sua famiglia che poteva essere arrivato il momento della storia sentimentale della sua vita. Poi l'amara verita' e il giovane corteggiatore che si tira indietro rispetto alla richiesta di fidanzamento ufficiale avanzata dalla famiglia della giovane. A quel punto, "a difesa dell'onorabilita'" della giovane, e' scattata una rissa che ha portato i carabinieri ad arrestare sei persone con l'accusa di rissa aggravata e lesioni personali in concorso. Il fatto, dai contorni che hanno il sapore di tempi passati, e' avvenuto venerdì scorso, intorno alle 22, sui Piani di Acquaro, un mucchio di case sparse ai piedi delle Serre vibonesi, dove vivono un centinaio di famiglie quasi tutti boscaioli e pastori. Una zona particolarmente suggestiva della Calabria dove, negli anni Sessanta, Pier Paolo Pasolini decise di ambientare uno dei suoi film. Il bilancio della rissa e' di sei feriti, finiti tutti in manette dopo il pronto intervento dei carabinieri della Stazione di Arena che ha scongiurato la possibilita' che la rissa potesse degenerare, dal momento che dalla successiva perquisizione personale sono stati sequestrati anche alcuni coltelli. Il fratello della giovane ventenne, Cosimo Ciancio, 37 anni, boscaiolo, da una parte, il corteggiatore pentito, Antonio Caglioti, 25 anni, dall'altra. Con loro, gli spalleggiatori, tre al fianco della sorella della ragazza, uno, Giuseppe Ciancio, 20 anni, con Caglioti. Mentre tra il gruppo di giovani la rissa sembrava essere l'unica soluzione, e' scattato l'intervento dei carabinieri. Nella serata di ieri i due amici, gia' noti alle forze dell'ordine, erano andati sui Piani di Acquaro per chiarire i contorni della relazione sentimentale e per dire no ad un eventuale fidanzamento ufficiale. Dalle parole si e' passati ai fatti e lo scontro che e' avvenuto dinnanzi alla casa di Maria. All'arrivo dei militari dell'Arma, tra donne che urlavano e spettatori inermi, l'inutile tentativo di fuga delle persone coinvolte, finite in manette e accompagnate nella Compagnia dei carabinieri di Serra San Bruno per essere interrogati dal capitano Michele Monti, in attesa delle decisioni dell'autorita' giudiziaria.
 
30/03/2007 17:40
Soverato. Sei giovani fermati provenienti da Serra San Bruno, Cardinale, Santa Caterina, Sersale e Catanzaro
I Carabinieri della Stazione di Soverato, al termine delle attività d’indagine, hanno denunciato alla Procura del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro 8 giovani, studenti e studentesse dell’Istituto Alberghiero di Soverato “Ipssar”, per i reati di danneggiamento di edifici pubblici ed interruzione di pubblico servizio. I giovani sono ritenuti responsabili dello spargimento di creolina avvenuto nella scuola lo scorso 20 marzo, a seguito del quale, peraltro, due studentesse avevano accusato un malore ed erano state trasportate al pronto soccorso dell’Ospedale di Soverato. L’atto di vandalismo aveva causato la chiusura della scuola per quasi una settimana. Già in precedenza la stessa scuola aveva subito un simile atto di vandalismo, nel mese di gennaio, che aveva causato la chiusura dell’istituto per quattro giorni. Gli otto ragazzi avevano pianificato tutto: l’acquisto della creolina, come trasportarla e nasconderla a scuola; si erano divisi i compiti per controllare di non essere visti mentre imbrattavano le aule e i bagni, finanche sincronizzandosi tra di loro per colpire contemporaneamente ai due piani dell’istituto. Una bottiglia di creolina era stata poi nascosta nella scuola, forse per essere utilizzata in un secondo momento, ed è stata ritrovata questa mattina. I giovani fermati, sei ragazzi e due ragazze di età compresa tra i 15 e i 18 anni (solo due ragazzi sono maggiorenni), provenienti da Cardinale, Santa Caterina, Serra San Bruno, Catanzaro e Sersale, tutti - riferiscono i Carabinieri - di buone famiglie, sono stati interrogati nei giorni scorsi dai Carabinieri dei Comandi Stazione di Soverato e Cardinale, in presenza dei genitori e dei rispettivi avvocati. A quanto pare i ragazzi non erano neanche interessati a “saltare qualche giorno di scuola”, né ad evitare qualche compito o qualche interrogazione. Molto semplicemente, hanno voluto emulare un’azione di cui avevano parlato i media qualche tempo fa. I ragazzi denunciati non solo risponderanno dei reati commessi, ma saranno anche segnalati alle autorità scolastiche provinciali e ministeriali per provvedimenti di sospensione esemplari. I loro genitori invece dovranno risarcire tutti i danni causati dai figli, sia quelli all’istituto scolastico, che le spese per la pulizia e la disinfestazione, che i danni causati alle persone intossicate.
 
30/03/2007 17:26
Lunedì prossimo, l'assessore all'agricoltura Dominelli presenterà le "Nuove tecniche per l’olivicoltura"
Una giornata dedicata alle moderne tecniche di potatura degli olivi, al fine di favorire la diffusione di conoscenze specialistiche ed aggiornate tra gli addetti ai lavori. È quanto si appresta a realizzare l’assessorato provinciale all’Agricoltura, guidato da Domenico Dominelli, che ha organizzato per lunedì 2 aprile questo importante momento formativo. L’iniziativa - che è stata promossa dalla Provincia, in collaborazione con l’Istituto sperimentale per l’olivicoltura di Rende (che fa parte del Cra, il Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e con l’Arssa (l’Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo) - si terrà nell’azienda agricola “Barbalace”, nel territorio di Ricadi, e si inserisce nell’ambito delle iniziative del “Progetto ricerca ed innovazioni per l’olivicoltura meridionale” (Riom), finanziato dal ministero delle Politiche agricole, che ha come obiettivo primario quello di contribuire a migliorare la competitività del comparto olivicolo-oleario, al fine di conseguire assetti produttivi compatibili con le nuove prospettive di mercato. In altre parole, attraverso queste azioni concrete si mira a formare gli agricoltori meridionali che operano nel settore olivicolo, affinché sviluppino sistemi di produzione più economici, competitivi ed eco-sostenibili, con un’attenzione particolare alla qualità. Inoltre, il progetto nazionale Riom ambisce a promuovere un serrato confronto tra i protagonisti della filiera (produttori, trasformatori, industriali, tecnici, ricercatori), al fine di sollecitare contributi concreti per l’elaborazione di nuovi provvedimenti legislativi, regionali e nazionali, a cominciare dal varo dell’atteso Piano olivicolo nazionale. In questo contesto articolato e organico, quindi, si inserisce la giornata dimostrativa organizzata dalla Provincia e coordinata da direttore del Cra di Rende, Enzo Perri. In particolare, imprenditori agricoli, tecnici e studenti potranno approfondire i concetti teorici e le pratiche di potatura, attraverso l’ausilio di esperti provenienti dal Consiglio nazionale per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. “Da tempo il mio assessorato è impegnato a promuovere l’aggiornamento e la formazione degli agricoltori vibonesi, cogliendo tutte le opportunità a disposizione - ha spiegato l’assessore Dominelli -. Sono profondamente convinto, infatti, che soltanto attraverso una conoscenza approfondita delle normative in vigore e delle moderne tecniche di produzione sia possibile rilanciare il comparto agricolo locale e renderlo davvero competitivo. Un tempo per essere agricoltori bastava il duro lavoro nei campi, oggi, invece, occorre anche essere aggiornati ed efficienti per non rischiare di depauperare questa straordinaria risorsa di cui disponiamo”.
 
30/03/2007 17:10
Lamezia Terme. Sgominati i vertici della 'ndrangheta
Una vasta operazione contro le cosche della 'ndrangheta di Lamezia Terme è stata portata a termine dalla polizia, che ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere (la dodicesima, contro un uomo assente da tempo dalla Calabria, non ha avuto esito). Le accuse nei confronti degli indagati sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, traffico di armi e droga.
L'operazione (nome in codice Spes), coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, e condotta dagli uomini della squadra mobile del capoluogo calabrese, del commissariato di Lamezia Terme e del servizio centrale operativo della polizia, coinvolge esponenti della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. A firmare le ordinanze, il gip Tiziana Macrì.
Tra gli arrestati c'è anche un ex calciatore della Vigor Lamezia, squadra del campionato C/2, Pasquale Gullo, di 36 anni. Insieme a lui si sono Antonio Gualtieri (28anni), indicato dagli investigatori come uno dei capi dell'omonima cosca; Roberto Calidonna (22); Michele Caruso (32); Luciano Cimino (20); Massimo Crapella (34); due persone omonime, Cesare Gualtieri, di 38 anni, già detenuto, e di 28 anni; altri due omonimi, Pasquale Torcasio, di 38 e 27 anni, e Giuseppe Rainieri (24), già detenuto.
Tra loro, ci sarebbero i mandanti degli omicidi di Domenico Torchia e Giuseppe Catanzaro, uccisi il 30 luglio e il 4 agosto dello scorso anno. E anche quelli del tentato omicidio di Walter Aiello.
Le indagini, condotte per oltre un anno attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di ricostruire organigramma e struttura del clan, di individuarne le basi operative, di decapitarne i vertici. L'organizzazione, secondo l'accusa, avrebbe condizionato il regolare andamento economico della città attraverso una richiesta generalizzata del pizzo agli imprenditori locali.
Gli inquirenti parlano di una impressionante sequela di delitti avvenuta negli ultimi 18 mesi nei confronti di commercianti, imprenditori, lavoratori autonomi, che ha raggiunto l'apice nell'incendio che nei mesi scorsi ha devastato la sede alla rivendita di gomme dell'imprenditore Godino.
In tarda mattinata, nella sede del commissariato di Lamezia Terme, è in programma una conferenza stampa alla quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.
 
27/03/2007 13:51
In arrivo 2100 nuovi posti di lavoro
Oltre duemila persone, di cui 1.276 saranno donne, avranno la possibilità di essere assunte a tempo indeterminato attraverso due bandi realizzati dalla Regione Calabria, che ha messo a disposizione delle imprese la somma di 34 milioni di euro. Il primo bando prevede finanziamenti destinati a corsi di formazione professionale al termine dei quali i partecipati saranno assunti da imprese che hanno aderito all’iniziativa della Regione. Il secondo bando prevede dei fondi destinati a lavoratori che stanno usufruendo di ammortizzatori sociali in via di scadenza. Le procedure attraverso le quali avverranno le nuove assunzioni sono state illustrate stamani a Catanzaro dall’assessore regionale alle politiche del lavoro ed alla formazione professionale, Antonino De Gaetano, e dal direttore generale del dipartimento regionale del lavoro, Franco Petramala. “Siamo particolarmente soddisfatti - ha detto De Gaetano - perché in brevissimo tempo abbiamo realizzato questi due bandi che ora sono operativi a tutti gli effetti. C’è poi da considera il fatto positivo che queste assunzioni saranno a tempo indeterminato. È intenzione della Giunta regionale, infatti, ridurre il tasso di disoccupazione ma utilizzando strumenti che consentono una stabilità e non una precarietà lavorativa”. L’assessore regionale al lavoro ha inoltre evidenziato che “un segnale forte che abbiamo voluto dare sta nel fatto anche che più della metà delle persone che saranno assunte saranno donne. In Calabria abbiamo un tasso di disoccupazione femminile che è tra i più alti in Europa”.

 
26/03/2007 00:26
Serra. L'iniziativa "MisuriAmoci" della CRI coordinata da Franco Casini.
Sono state 55 in Calabria sabato 24 e domenica 25 marzo le postazioni della Croce rossa italiana nelle quali si son potute effettuare, nell’ambito dell’iniziativa “MisuriAmoci”, screening gratuiti per obesità addominale, la pressione arteriosa, l’indice di massa corporea e la misurazione dei trigliceridi. Anche a Serra, l'iniziativa coordinata dal nostro compaesano Franco Casini e da Maria Abronzino ha avuto un grande successo. La campagna mirata alla prevenzione della sindrome metabolica è promossa dalla Cri in collaborazione con la Società italiana di medicina generale (Simg), la Federfarma e con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione medici diabetologi. “L’obiettivo dell’iniziativa - è scritto in un comunicato - è quello di controllare lo stato di salute e prevenire tre patologie che caratterizzano la sindrome metabolica: obesità, ipertensione e diabete. Ai cittadini è stato consegnato un opuscolo informativo e un metro personalizzato per misurare il proprio girovita. Se dallo screening dovessero emergere “spie” di sindrome metabolica, i medici e i farmacisti presenti nella postazione formuleranno subito una diagnosi che verrà inoltrata al medico di famiglia. Prevenzione e diagnosi precoce sono infatti ritenute armi imprescindibili per combattere questa patologia”.
 
25/03/2007 00:01
Giro di vite contro lo spaccio. Arrestato bidello a Catanzaro Lido
I carabinieri della compagnia di Catanzaro stanno compiendo accertamenti per verificare se un bidello di una scuola del quartiere Lido utilizzava degli studenti minorenni per spacciare dosi di cocaina. L'indagine ha avuto inizio dopo che i carabinieri hanno arrestato un bidello della scuola, Michele Muraca, di 54 anni, ed uno studente minorenne di 17 anni. I due sono stati sorpresi a bordo dell'automobile di Muraca in possesso di 50 grammi di cocaina. Gli investigatori stanno compiendo verifiche anche per individuare i canali di approvvigionamento della droga. L'arresto di Muraca e dello studente minorenne rientrano nell'ambito di una intensificazione dell'azione di contrasto dello spaccio di stupefacenti. In un mese i carabinieri di Catanzaro hanno già arrestato sei persone e sequestrato 150 grammi di droga.
 
24/03/2007 16:28
Arrestato dai Carabinieri di Davoli e di Cardinale
I Carabinieri della Stazione di Davoli, in collaborazione con quelli della Stazione di Cardinale, hanno arrestato in flagranza di reato un giovane di 24 anni, Domenico Gualtieri, di Davoli. L’attività è nata da precedenti servizi antidroga di osservazione e pedinamento, che avevano consentito di individuare il ragazzo come uno dei più probabili fornitori di marijuana per i giovani di Davoli. In base alle informazioni assunte, i militari hanno iniziato un appostamento a Davoli Superiore che è durato un paio di giorni, nell’attesa di individuare il momento giusto per intervenire. Nella serata di giovedì, il ragazzo è stato bloccato in piazza Gori. I Carabinieri lo hanno perquisito e trovato in possesso di due dosi di marijuana. Successivamente il controllo è stato esteso all’abitazione del giovane, dove sono stati rinvenuti, nascosti in cantina, 40 involucri contenenti altrettante dosi di marijuana già confezionate e pronte per la distribuzione, per circa 50 grammi complessivi di stupefacente. Gualtieri, a seguito dei fatti accertati, è stato dichiarato in arresto per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, ed accompagnato al carcere di Siano dove sarà interrogato dai magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro. I carabinieri, in una nota, evidenziano lo sgomento e lo sconforto manifestato dai genitori quando hanno appreso i fatti contestati al figlio, incensurato e senza precedenti di polizia.
 
23/03/2007 10:51
Guardavalle. Confiscati beni per un milione di euro.
La Polizia ha confiscato beni per un valore di un milione di euro appartenenti al presunto boss della ‘ndrangheta Vincenzo Gallace, di 60 anni, capo dell’omonima cosca di Guardavalle. La confisca è stata fatta dall’Ufficio misure di prevenzione della Questura di Catanzaro in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale. I beni confiscati consistono in un’impresa edile, denominata Europa sud, con sede a Guardavalle; in due terreni agricoli in località Vescovado di Guardavalle ed in un terreno edificabile a Nettuno (Roma). Confiscati anche due autocarri adibiti a trasporto merci. Nei confronti di Gallace, inoltre, a causa della sua “pericolosità sociale”, sempre su richiesta della Questura di Catanzaro, è stata applicata la misura della sorveglianza speciale per tre anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Gallace ha precedenti per omicidio, associazione mafiosa, sequestro di persona, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.
 
21/03/2007 11:41
Polistena, grande manifestazione contro tutte le mafie.
Grande manifestazione contro tutte le mafie, sensibilizzazione dell’opinione pubblica, non ci risultano presenze delle scuole di Simbario, Spadola, Brognaturo e Serra, salvo smentite. Oltre 400 bandiere colorate, su ognuna delle quali ci sarà il nome di una vittima della mafia, sventoleranno oggi a Polistena, cittadina della Piana di Gioia Tauro, nel corso della dodicesima giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera e Avviso Pubblico. A far sventolare le bandiere saranno i bambini delle scuole calabresi ma anche di Napoli, Torino, Milano, Firenze, Corleone, Casal dei Principe che giungeranno nella cittadina reggina per partecipare alla manifestazione. I bambini, seguiti dai familiari delle vittime di mafie, apriranno il corteo che percorrerà le vie principali di Polistena. Per la manifestazione sono attese trentamila persone con delegazioni di amministratori pubblici, sindacati e studenti provenienti da tutta Italia. Lungo il percorso, nei pressi del Parco della Liberazione, ci sarà l’inaugurazione di una lapide in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Polistena, infatti, sarà la seconda città in Italia, dopo Roma, ad ospitare una lapide del genere. “La Giornata della memoria e dell’impegno - è scritto in una nota di Libera - è dedicata, soprattutto, ai quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere: quasi 700 nomi che saranno letti, ininterrottamente, durante il corteo e dal palco di Piazza Italia”. La giornata della memoria avra' inizio alle 9,30 con partenza del corteo da Piazzale Catena e arrivo a Villa Italia. In tarda mattina sul palco sono previsti gli interventi dei familiari delle vittime, di rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati, di associazioni, di semplici cittadini, testimonianza di memoria e di impegno. Saranno presenti il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, del presidente della Repubblica emerito, Oscar Luigi Scalfaro, del ministro dello Sport Giovanna Melandri e di Mariangela Bastico, viceministro della Pubblica Istruzione, di Marco Minniti, viceministro degli interni, Francesco Forgione, presidente della commissione parlamentare antimafia e Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia. Alle ore 18,00 concerrto di Luca Barbarossa, preceduto da un intervento del grupppo A67 di Scampia(Na).
 
20/03/2007 18:40
Corso d'informatica gratuito riservato alle donne
Parte martedì a Lamezia Terme, ed in altre 8 città italiane, il corso gratuito di informatica di base riservato alle donne, in collaborazione con il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (C.N.C.A) e la Microsoft. Il corso, che si svolgerà nella sala “Sintonia” della comunità Progetto Sud, avrà una durata di 32 ore e porterà le partecipanti all’acquisizione delle basi per l’utilizzo del computer e dei programmi word, excel, internet explorer. Il progetto Microsoft “futuro@lfemminile” promuove la tecnologia al servizio delle donne perchè possano esprimere pienamente il loro potenziale contribuendo alla crescita economica e sociale del Paese. “È la testimonianza che l’uso delle nuove tecnologie può aiutare la donna nella gestione delle attività quotidiane - hanno spiegato gli organizzatori dell’evento - ed è strumento di crescita e di qualifica professionale”. In particolare, le aree di intervento di futuro@lfemminile sono “Donne e lavoro” per promuovere la presenza delle donne nel mondo del lavoro, le posizioni occupate, le opportunità di carriera, gli ostacoli alla parità: “Donne e studio” per analizzare il tema dell’accesso, in particolare teso a favorire lo sviluppo della formazione tecnologica delle giovani donne; “Donne e vita quotidiana” per evidenziare come le tecnologie possono aiutare le donne nella vita quotidiana e nella conciliazione casa-lavoro: “Donne in azienda” per testimoniare l’impegno concreto verso la tematica. I partner istituzionali di futuro@lfemminile sono i ministeri Diritti e pari opportunità, Riforme e innovazione nella Pa, della Solidarietà sociale e della Pubblica istruzione, università e ricerca, mentre i partner di progetto di futuro@lfemminile sono Microsoft, Accenture, Hewlett Packard e Assicurazioni Generali.
 
19/03/2007 19:10
Chiaravalle. Dopo l'incendio doloso dell'aula consiliare, la visita del prefetto.
Il prefetto di Catanzaro, Salvatore Montanaro, dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza Pubblica, svoltasi mercoledì scorso, si è recato nel Comune di Chiaravalle Centrale, la cui sala consiliare, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, è stata distrutta da un incendio doloso. Il prefetto, presenti le forze dell’ordine, ha incontrato il sindaco, Nino Bruno, l’Amministrazione comunale e varie rappresentanze cittadine. Montanaro, è detto in un comunicato della Prefettura, ha ribadito “lo sdegno e la condanna per il vile atto incendiario perpetrato nei giorni scorsi”, dando atto al sindaco Bruno “della reazione composta, ma ferma e decisa, rappresentata dalla precisa volontà di proseguire nella propria attività amministrativa. Il prefetto ha testimoniato la solidarietà del Governo, del ministro e del vice ministro dell’Interno, nonché del presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, assicurando il massimo impegno dello Stato a supportare pienamente, da un lato, l’azione amministrativa dell’ente e, dall’altro, a garantire la costante attività investigativa da parte delle forze dell’ordine che, da subito, si sono impegnate nelle indagini”. Il prefetto ha dato altresì atto della “massima attenzione sulla questione da parte della magistratura inquirente: la presenza del procuratore della Repubblica di Catanzaro in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ne è palese testimonianza”. Montanaro ha anche effettuato un sopralluogo nella sala consiliare interessata dall’incendio, esprimendo “solidarietà alle maestranze impegnate nell’attività di ripristino della struttura”. Il sindaco Bruno ha espresso il senso di concreta vicinanza dello Stato, sia rappresentato dal Prefetto, massima espressione dello Stato a livello locale, sia delle varie articolazioni statali sul territorio. Bruno ha rimarcato che “la fiducia scaturente dalla percezione della vicinanza dello Stato lo spinge a continuare nella propria attività amministrativa, improntata al recupero e al mantenimento della legalità”. Il primo cittadino ha ringraziato per la solidarietà espressa dai massimi rappresentanti del Governo e delle istituzioni, esprimendo la profonda gratitudine dell’Amministrazione e della comunità tutta.
 
18/03/2007 10:16
E' morto Fortunato Vilone
Ieri mattina, un terribile male, scoperto meno di un anno fà, ha stroncato la vita a Fortunato. Aveva 62 anni, lascia la moglie e tre figli. I funerali avranno luogo a Simbario, domani alle ore 15.
 
17/03/2007 10:35
Si sono svolti i funerali di Natalina Bertucci
Nella chiesa matrice, Don Francesco ha celebrato una solenne messa alla memoria di Natalina Bertucci, morta ieri l'altro a Toronto dove viveva con il marito Antonio Calabretta ('Ntoni Di Lagrassa) e i suoi figli. A tutta la famiglia Calabretta e Bertucci , vanno tutte le nostre più sentite condoglianze.
 
13/03/2007 10:45
Aiutiamo Nick Bertucci! Solo un trapianto potrà salvarlo.
«A me non interessa tanto che questo articolo serva a trovare qualcuno che salvi me. Certo, sarebbe bello, ma se anche fosse utile soltanto a risparmiare la vita di qualcuno che si trova nelle mie stesse condizioni vorrebbe dire che ne è valsa la pena».
Mentre parla della sua lotta contro il tempo, nella cucina della sua casa di Woodbridge, Nick Bertucci sembra parlare quasi di qualcosa che non lo riguarda. Due passi più in là c'è sua moglie Carmela che cerca di far mangiare una pappina alla piccola Angelina, l'ultima arrivata in casa. Angelina ha otto mesi e non sa che il suo papà è malato di leucemia e che esiste un solo modo per curarlo.
«Cominciò tutto poco più di sei anni fa - racconta Nick, 33 anni appena - sei mesi dopo il matrimonio scoprii di avere un linfoma. Per curarlo, i medici mi dissero che esisteva un metodo assai efficace: un trapianto di cellule staminali prese dal mio stesso corpo, una procedura utilizzata anche per curare le forme più lievi di leucemia. Funzionò e tutto sembrò tornare, dopo tanta sofferenza e altrettanta chemioterapia, abbastanza normale. Purtroppo, il peggio doveva ancora venire».
Il "peggio", Nick, lo ha scoperto due anni e mezzo più tardi, quando i dottori gli hanno diagnosticato la leucemia. Ma stavolta un auto-trapianto non basterebbe a salvarlo. Serve un trapianto di midollo osseo, e per farlo, bisogna trovare un donatore compatibile: «Esiste una specie di archivio mondiale dei donatori - spiega - ma a quanto pare nessuno potrebbe fare al mio caso».
Spesso i donatori compatibili si possono trovare tra i familiari o tra le persone originarie di una stessa comunità. La famiglia di Nick, come quella di sua moglie Carmela, viene da Simbario. Per questo il passaparola dei suoi cari è arrivato fino al Club Simbario, il cui presidente è il professor Domenico Servello, che - dal canto suo - ha promesso di fare quanto possibile per convincere i compaesani a diventare donatori di midollo per tentare di salvare Nick.
Ma per uscire dai confini della piccola comunità calabrese la famiglia di Nick ha dato vita anche a un sito internet, www.amatchfornick.com, dove si racconta la sua storia e si chiede di diventare donatori di midollo (un'operazione molto semplice, vedere l'articolo sopra) e salvare lui come tante altre persone nella sua stessa situazione.
La necessità, quindi, è diventata per Nick anche un'occasione per fare qualcosa per gli altri e in questo la sua storia ricorda da vicino quella di un altro italocanadese, il fondatore di Step by Step George Marcello, che di un'odissea personale ha fatto una battaglia civile lunga ormai dieci anni sui trapianti di organi: «Il fatto - prosegue lo stesso Bertucci - è che non c'è sufficiente consapevolezza, il problema della donazione del midollo osseo non emerge mai nei notiziari. Appena l'1 per cento dei canadesi dona il proprio midollo osseo, e già questo - lo scorso anno - ha permesso ai medici del Princess Margaret Hospital di salvare oltre duecento persone. Dai parenti che abitano ancora a Simbario ho saputo che in Italia è diverso: lì esistono associazioni ad hoc, le percentuali di donatori sono più elevate e, soprattutto, c'è più informazione. Perché se manca quella, allora è inevitabile che manchi anche tutto il resto. L'ho detto e lo ripeto: sarei felicissimo, e con me i miei cari, di trovare un donatore compatibile di midollo, ma anche l'aver sollevato il problema sarebbe per me un motivo di orgoglio. E pazienza se a salvarsi debba essere soltanto qualcun altro». Mentre dice queste parole, dalla porta di casa compare il figlioletto Nico di 4 anni, di ritorno dall'asilo, e si vede che Nick forse se ne è gia pentito. Perché non è soltanto per sé che deve combattere. E non è soltanto per lui che bisogna dargli una mano.

Alan Patarga
 
08/03/2007 12:11
8 Marzo. Per celebrare la festa della donna, bisogna comportarsi come gli uomini?
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.
Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.
Per celebrare la festa della donna, bisogna comportarsi come gli uomini?

 
07/03/2007 13:12
La Digos sta visionando la trasmissione “W l’Italia”
I responsabili della Digos della Questura di Catanzaro stanno visionando la puntata di “W l’Italia”, andata in onda domenica sera su Raitre, per verificare se, da quanto emerso dalla trasmissione, ci sono gli estremi per l’avvio di una inchiesta della magistratura. La prima puntata della trasmissione di Riccardo Iacona è stata dedicata alla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale del capoluogo calabrese e sta suscitando un vespaio di polemiche. Domenica sera la seconda puntata. Il sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo, sostiene di essere “amareggiato perché l’immagine della città ne esce sfigurata. È una ferita al volto della città che non è quello sfigurato mostrato in televisione. Bisognava inquadrare il momento elettorale, un momento di fibrillazione ed emotivo, a distanza di dieci mesi da quel particolare momento; l’immagine della città è quindi falsata”. Alla Procura di Catanzaro, intanto, è giunta la lettera del capogruppo di Rifondazione comunista nel Consiglio provinciale di Catanzaro, Eugenio Occhini, nella quale si chiede di aprire un’inchiesta.
 
04/03/2007 11:18
VIBO VALENTIA. Sequestrati beni per 2,5 milioni. Operazione del Gico del nucleo di Polizia tributaria di Catanzaro contro i clan Mancuso e La Rosa di Vibo Valentia .
Sei appezzamenti di terreno, 13 fabbricati, 12 automezzi, 5 complessi aziendali, 3 polizze assicurative, per un valore complessivo di circa 2,5 mlioni di euro, sono stati sequestrati dagli uomini del Gico del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro in base alla normativa antimafia. I beni farebbero capo ad affiliati dei clan della 'ndrangheta Mancuso e Larosa, la cui zona d'influenza e' rappresentata dalla citta' di Vibo Valentia e dai centri costieri di Tropea e Briatico. L'operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, rappresenta lo svuiluppo di una precedente operazione, denominata in codice "Odissea", sfociata, nel novembre 2005, nell'esecuzione di numerosi arresti disposti dalla Dda di Catanzaro a carico di espoennti dei due clan. Dalle indagini, supportate dall'acquisizione di documenti in enti pubblici ed istituti di credito di tutta Italia, sarebbe emerso che l'ammontare dei beni sequestrati era sproporzionato rispetto ai redditi ufficiali dei titolari. Secondo quanto reso noto dalla Guardia di Finanza, l'indagine potrebbe riservare ulteriori sviluppi.
 
01/03/2007 19:37
Continuano i furti di opere d'arte nelle nostre zone.

I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno indagano su una serie di furti di opere antiche avvenuti negli ultimi mesi in diversi comuni della nostra zona. Qualche tempo fà c'è stato un furto di mobili in una casa nobiliare di Simbario ma pare che un po' tutti i comuni della nostra zona continuino a subire questo genere di furti. L’ultimo è quello ai danni di una donna di 53 anni di Serra San Bruno, residente in Piemonte, la quale ha denunciato la sparizione di pregevoli oggetti di valore dalla sua abitazione posta nel quartiere di Terravecchia. Sono stati trafugati due presepi ben conservati in una teca, due tele rappresentanti scene mitologiche e numerose stampe raffiguranti soggetti sacri. Il tutto risalente al 1800, quindi appetibile per gli intenditori di oggetti di quell’epoca. I militari dell’arma sono inoltre sulle tracce di una banda specializzata nella razzia di mobili antichi conservati nelle case nobiliari delle Serre vibonesi.


 
28/02/2007 13:48
La nuova campagna pubblicitaria della Calabria. Di Brunello Censore
Voglio cominciare commentando la nuova campagna pubblicitaria di Oliviero Toscani.
Da più parti abbiamo ricevuto critiche per il messaggio diretto forte e chiaro che quelle fotografie lasciano passare, ebbene io penso che per la prima volta si stia lanciando l´idea di un´identità calabrese molto vera ed al contempo nuova. Vera perché mi sembra francamente molto originale dissacrare un luogo comune come quello di essere definiti terroni per poi far trasparire attraverso le immagini un´idea di fondo e cioè che i nostri ragazzi sono uguali a tutti gli altri. Il sorriso in faccia alle critiche, la maglia bianca come simbolo di purezza e trasparenza, la gaiezza che ci arriva da quelle foto rende l´immagine di questa regione e della nostra gente più dello scorcio di mare che tutti già conoscono e identificano come Calabria.
La Calabria è fatta anche della gente che ci vive e l´idea che purtroppo ci precede nel mondo è che qui ci sia solo mafia ed illegalità, è un´idea malsana che è diffusa nel mondo dove c´è ancora chi crede che in Calabria i mezzi di trasporto siano ancora gli asini ed i trattori. Allora partiamo da una constatazione di fatto, se vogliamo riconoscendo i nostri limiti, ovvero che purtroppo soffriamo un pregiudizio a livello internazionale largamente radicato e cioè quello di essere ancora una terra dalla quale fuggire.
Un altro luogo comune molto diffuso è che i calabresi sono bravi ad affermarsi solo fuori dai confini di questa regione, perché resta forte un pregiudizio da demistificare come quello che vivere in Calabria significhi rimanere invischiato nelle trame della mafiosità, questo è un concetto sbagliato ed infamante. Per questo mi piace molto questa campagna pubblicitaria nuova che l´assessore Adamo ha voluto fortemente, non dimentichiamo che grazie a questa campagna fotografica di Oliviero Toscani la Calabria ha avuto il suo ruolo da protagonista alla BIT di Milano e poi a Roma. La nuova politica turistica presentata dall´assessore è improntata su un nuovo elemento che si aggiunge a tutto ciò che già c´era, oltre alle spiagge alla cucina agli scorci più caratteristici dei nostri centri turistici di riferimento come Tropea e Scilla adesso vi sono anche i nostri splendidi fondali da ammirare per gli appassionati di diving. Se ci pensiamo l´Egitto ha costruito tutto il suo business turistico sui fondali del Mar Rosso, bene anche noi possiamo dimostrare che la Calabria è un bel pezzo di Mediterraneo da scoprire anche sotto il mare.
Questo nuovo Governo regionale sta cercando in ogni sua azione politica di segnare la discontinuità con il passato, nonostante le impasse e l´accanimento mediatico che a volte amplifica problemi che a ben guardare esistono in tutte le regioni d´Italia, stiamo lavorando per trasportare la Calabria su un livello superiore di espressione amministrativa e contenuti culturali. Abbiamo da poco presentato in Consiglio regionale una proposta di legge sul turismo che nasce dalla volontà di dotare la regione di uno strumento organico legislativo agile snello ed in linea con le indicazioni della legge quadro nazionale 135/2001 sulla devoluzione di molte funzioni amministrative dalla Regione alle province. La nuova legge mira a demolire il vecchio apparato burocratico centralizzato ed unico che ripartiva la spesa per il turismo riferendosi principalmente agli APT che oggi non esistono più. Ogni luogo ha una sua connotazione territoriale e turistica che è compito dei territori valorizzare in senso economico. Ecco perché la novità di questa legge consiste nella creazione di sistemi turistici locali collocati nei principali assetti turistici regionali che avranno il compito di valorizzare il patrimonio artistico monumentale archeologico culturale ed enogastronomico di ciascun contesto territoriale in cui opereranno. I STL fungeranno da sintesi programmatica della compartecipazione politica tra Province, Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, associazioni e consorzi turistici che si propongono di qualificare l´offerta turistica. La Calabria può diventare punto di riferimento per il turismo termale legato al benessere alla bellezza ma anche alla salute, come anche del turismo religioso ed antropologico puntando sulle nostre tradizioni locali. Puntando molto anche sul turismo enogastronomico, quindi cercando di destagionalizzare l´offerta turistica lasciando degli spazi aperti per gli operatori del settore finalizzati a cercare di creare anche un turismo da long week-end da ripartire lungo tutto il corso dell´anno.
 
21/02/2007 10:03
Forestali: raggiunto l’accordo per l’applicazione di diritti e normative contrattuali a favore delle maestranze

CATANZARO. È stato raggiunto, nella sede del dipartimento regionale alla forestazione, un ulteriore accordo sul riconoscimento e l’applicazione di diritti e normative contrattuali a favore delle maestranze del settore forestale. Lo rendono noto le segretarie regionali di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. “La mobilitazione dei mesi scorsi organizzata da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, - si legge in un comunicato - portata avanti dai lavoratori forestali contro lo smembramento della forestazione e per il rilancio produttivo del settore, continua a dare i suoi frutti”. I sindacati ricordano l’avvio del “tavolo unico” tra Regione e Sindacati, così come previsto dall’accordo siglato con il Presidente Loiero all’indomani della manifestazione, che dovrà affrontare ogni questione riguardante il settore, dai programmi alla gestione, alle prospettive e la successiva decisione della Giunta Regionale di presentare in Consiglio la proposta di modifica dell’art. 28 della Legge 7/2006 che prevedeva il trasferimento di 5.000 forestali alle Comunità Montane. Soddisfazione, dunque, viene espressa dai segretari regionali Antonio Spataro della Flai-Cgil, Giuseppe Gualtieri della Fai-Cisl e Nino Merlino della Uila-Uil per l’accordo raggiunto. “Nel merito - si fa rilevare - è stato assunto l’impegno, da parte del Dipartimento, di formulare nell’immediato, all’Assessore regionale la proposta di presa d’atto, da sottoporre in Giunta di quanto previsto in termini retributivi del C.C.N.L. al fine di consentirne l’applicazione a partire dalla mensilità di Febbraio, nonché di corrispondere gli arretrati contrattuali (1° agosto - 31 dicembre 2006) con la mensilità di giugno 2007”. Per quanto riguarda le spettanze dovute alla variazione delle qualifiche degli operai forestali impegnati in attività antincendio, nella stessa riunione il direttore generale del Dipartimento ha richiesto ai rappresentati degli enti interessati, Afor e Urbi, la trasmissione degli atti necessari al fine di consentirne la liquidazione nella prima mensilità utile. Nel corso dell’incontro l’Afor si è anche impegnata a risolvere al più presto le questioni relative ai passaggi di livello dei lavoratori attraverso una rapida definizione dei riconoscimenti. Infine, gli enti hanno assunto l’impegno di riconoscere ai lavoratori previa verifica dei requisiti previsti dalla Legge 104/82, le nove giornate non corrisposte nel 2006, sotto forma di riposo compensativo. “Naturalmente - si legge nella nota - come sindacato ora ci aspettiamo qualcosa in più. Ora attendiamo, considerato il varo già avvenuto del piano forestale quinquennale e di quello attuativo 2007, che finalmente si inizi a realizzare quanti in essi previsto, per fare uscire la forestazione calabrese dalla stagnazione progettuale e da una gestione improntata all’approssimazione ed all’episodicità puntando a creare le condizioni per un settore che deve essere orientato all’efficienza e alla produttività”.
 
18/02/2007 15:32
Vazzano. Le quattordici pregevoli tele da domani mattina saranno esposte in chiesa. Ritornano i quadri della Via Crucis dopo i lavori di restauro effettuati dalla sovrintendenza delle Belle Arti
Sono finalmente ritornate nella Chiesa matrice le tele di una pregevole serie di opere, olio su tela, di grandi dimensioni (all'incirca cm. 80 per 60) che rappresentano le quattordici poste della Via Crucis. Dopo un lungo restauro da parte degli esperti della Sovrintendenza alle Belle Arti di Cosenza, le tele erano custodite nella caserma dei Carabinieri di Vazzano in attesa della ristrutturazione della Chiesa matrice, dotando la stessa di un relativo sistema di sicurezza. L'artigiano Vincenzo De Caria, dopo aver costruito (senza pretendere compenso) nel suo laboratorio di Cantù (CO) le nuove cornici, in questi giorni ha provveduto, meticolosamente, ad inserirvi le tele.
Sono in molti a Vazzano a ricordare i quadri della Via Crucis nella chiesa principale; sporchi, imbruttiti e invecchiati dalla polvere e dal tempo.
Rivederli adesso, dopo il restauro nei laboratori delle Belle Arti della chiesa di San Francesco di Assisi di Cosenza, si rimane sbalorditi ed emozionati per loro bellezza artistica e per la grande religiosità che emanano.
Le notizie e le fonti d'archivio attualmente disponibili, aiutano ben poco nella ricostruzione della storia di queste tele e nell'attribuzione della paternità. Secondo esperti di storia dell'arte «l'impostazione iconografica, la pennellata densa e pastosa, la scelta dei colori, la plasticità delle forme, l'applicazione del chiaroscuro inducono a pensare, che si tratti di opere settecentesche».
Le belle tele, nel mettere in risalto agli aspetti scenografici e nell'esaltare gli effetti prospettici con i relativi paesaggi di sfondo, pongono esaltanti interrogativi sulla provenienza e sull'autore delle opere. A tutto ciò, potranno meglio rispondere gli esperti che hanno catalogato le tele, prima e man mano che procedevano al loro recupero e al restauro eseguito dal maestro Tonino De Bonis.
Da una semplice ma sicura ricerca, risulta che le tele sono arrivati in possesso della chiesa matrice di Vazzano negli anni trenta del novecento, dunque in pieno regime fascista, provenienti dalla Cattedrale di Mileto. In seguito a lavori di restauro di quest'ultima, i quadri della Via Crucis sono stati sostituiti e poi venduti alla parrocchia di Vazzano.
Le tele furono acquisite dal parroco di Vazzano Pasquale Scappatura (deceduto anni fa a Vibo Marina) tramite il sacerdote vazzanese Giuseppe Mirenzi, in servizio in quegli anni presso la curia vescovile di Mileto. Nella chiesa matrice di Vazzano, le tele sono sempre rimaste fino ai primi anni ottanta, quando il parroco Nicola Grillo, intuendone il potenziale valore artistico, ha voluto sottoporle all'attenzione degli esperti della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Antropologico per la Calabria di Cosenza.
Nel marzo del 2005 il sacerdote Salvatore Lavorato si è impegnato a portare le tele da Cosenza a Vazzano custodendole nella locale caserma dei Carabinieri. Da domani i quattordici quadri della Via Crucis possono essere ammirati dall'intera comunità e servire alle celebrazioni liturgiche dell'imminente periodo quaresimale. L'attuale parroco Antonino Vattiata sta organizzando, per il prossimo sette marzo, l'inaugurazione ufficiale con un concerto del Coro dell'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia.


Francesco Lo Duca
 
17/02/2007 14:31
Firmato questa mattina nella sede della Prefettura di Catanzaro il "Patto Calabria sicura"

È stato firmato questa mattina alla Prefettura di Catanzaro, alla presenza del prefetto Luigi De Sena, il "Patto Calabria sicura" tra il vice ministero dell'Interno Marco Minniti, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, i presidenti delle Province di Catanzaro e Reggio, Michele Traversa e Giuseppe Morabito. Il piano prevede l'impegno finanziario di risorse per circa 22 milioni di euro, così suddivisi: 5 milioni da parte della Regione, 400mila euro dalla Provincia di Catanzaro e 500mila da quella di Reggio Calabria e 16 milioni dal ministero dell'Interno, tramite il Pon sicurezza. I fondi saranno ripartiti su tre aree strategiche a maggiore densità criminale: Lamezia Terme, Gioia Tauro e la Locride.
"Il patto appena sottoscritto - ha detto il vice ministro Minniti - è un importante strumento operativo di lavoro. Si comincia, infatti, a far diventare operativa la collaborazione tra Governo ed enti locali, per mettere in campo tutte quelle iniziative finalizzate a garantire sicurezza. Questo patto - ha aggiunto - consente al Governo nazionale, alla Regione e alle Province di Reggio Calabria e Catanzaro di individuare tre aree su cui concentrare l'impegno per una quantità e qualità diversa delle forze di polizia, di dotazioni tecnologiche e di mezzi, un impegno per il sostegno agli uffici giudiziari e per il supporto tecnico operativo. L'obiettivo è, quindi, quello di far collaborare insieme lo Stato e le realtà locali per quanto riguarda il controllo del territorio e la garanzia di sicurezza dei cittadini".
"Abbiamo aderito a questa iniziativa - ha affermato il presidente Loiero - perché la
riteniamo importante per la lotta alla criminalità organizzata. È fondamentale, infatti, contribuire con lo Stato per promuovere atti concreti sul territorio. Siamo consapevoli, comunque, che questo è solamente un granello di sabbia contro una criminalità che si è fatta sempre più potente. Quella che stiamo conducendo - ha concluso il presidente Loiero - è comunque una battaglia per i calabresi di oggi e di domani".

 
16/02/2007 16:15
Serra San Bruno, gravissimo incidente stradale, gravi i due giovani
Gravissimo incidente stradale ieri nel pomeriggio intorno alle 15.30 in cui sono rimasti coinvolti due giovani, entrambi del luogo, A.V. , 23 anni e S.D. I due ragazzi stavano percorrendo in sella ad una motocicletta di grossa cilindrata Via Vittorio Emanuele III, una stradina interna che dà sulla Strada Statale per Soriano quando, in prossimità di una curva, avendo perso il controllo del mezzo sono andati a sbattere frontalmente contro il muretto e la cancellata in ferro di un laboratorio artigiano per la lavorazione marmi. I due hanno riportato gravissime ferite con fratture multiple per tutto il corpo, trauma cranico ed emorragia cerebrale. Avvertito il 118, sono stati in un primo tempo trasportati d'urgenza al Pronto Soccorso del locale presidio ospedaliero, a pochissima distanza dal luogo dell'incidente. Accertate le ingenti ferite riportate e prestati i primi soccorsi i sanitari, constatate le condizioni critiche, hanno quindi deciso di trasferire i ragazzi rispettivamente, il primo presso l'Ospedale Annunziata di Cosenza poi dirottato durante il trasporto in autoambulanza per la clinica universitaria di Germaneto a Catanzaro, e il secondo, direttamente presso il nosocomio cosentino. Non sono mancati problemi relativi all'impossibilità di un trasporto tempestivo dei giovani per via della mancanza di un'autoambulanza. Sembra che la seconda autoambulanza, al momento, non fosse disponibile mentre si è dovuta attendere quella dello Jazzolino di Vibo Valentia. Purtroppo, da diverse settimane il locale presidio sanitario manca anche del normale servizio di chirurgia che è in sostanza chiuso a seguito di alcuni lavori di ristrutturazione.
 
15/02/2007 16:12
Costo del denaro: in provincia di Vibo Valentia il doppio che a Firenze.

Da una recente analisi sul costo del denaro in tutte le province italiane, condotta da Unioncamere in collaborazione con il prestigioso Istituto Tagliacarne, si evince un ulteriore allargamento della “forbice” che rappresenta il divario sul costo del denaro fra nord e sud .
In Calabria in genere i tassi applicati sono i più alti fra le 103 province italiane, Vibo Valentia registra un tasso sui prestiti a breve (anno 2005) pari all’8,48% laddove nella provincia di Firenze le imprese hanno remunerato i prestiti bancari ad un tasso del 4,63%.
Per dare l’idea, nella classifica, Firenze è al primo posto mentre Vibo Valentia, con un leggero aumento sul costo del denaro anno 2005 su 2004, “conquista” la posizione numero 100.
In termini di competitività fra le imprese del nostro territorio e quelle settentrionali con lo stesso livello di indebitamento tutto ciò si traduce in un differenziale di prezzo del 4% sull’acquisto di una risorsa necessaria all’esercizio dell’impresa, appunto la liquidità.
E’ lecito chiedersi a che cosa sia dovuto questo gap, forse è l’espressione di un premio più alto da pagare per l’aleatorietà nelle attività d’impresa a Vibo Valentia o forse il mercato del credito è poco concorrenziale ?
Sicuramente gli istituti di credito che operano sul nostro territorio non subiscono la condizione di mercato concorrenziale, infatti secondo lo studio, in provincia di Trento ci sono circa 11 sportelli bancari ogni mille imprese o dieci mila abitanti, nella nostra provincia appena poco più di tre.
Secondo il Presidente dell’Istituto Tagliacarne, Giancarlo Sangalli, “il fatto che il gap sia aumentato in una fase generalizzata di discesa dei tassi (come quella conosciuta nel 2005) mette in evidenza le conseguenze del forte ridimensionamento del sistema bancario del Mezzogiorno e la necessita di intervenire per sostenere l’utilizzo di forme di finanziamento per le piccole imprese, alternative al capitale di debito. Una questione prioritaria non più rinviabile in uno scenario 2006-2007 di aumento del costo del denaro.”
“Le difficolta a far scendere i tassi di interesse al Sud pur in presenza di condizioni favorevoli sui mercati - ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello – devono far riflettere la politica sull’importanza di assicurare alle imprese un humus territoriale più favorevole agli investimenti e all’attività dell’impresa. Questo significa – continua Mondello – innanzitutto, il recupero sul controllo del territorio e, quindi, di un livello adeguato di sicurezza per i cittadini e gli imprenditori.”
Fatte salve le annotazioni di carattere economico-competitivo, se trasliamo tutto ciò in un constesto, come quello della nostra provincia, dove l’usura rappresenta un problema reale capiamo bene che non c’è tempo da perdere per lavorare concretamente su politiche che favoriscono l’accesso al credito specie per le piccole imprese.

Salvatore Bertucci
 
11/02/2007 23:14
Toronto. E’ morto Frank Tassone, businessman di grande successo.
Un terribile male scoperto sei mesi fa lo ha stroncato, sapendo lui stesso che non avrebbe avuto possibilità di andare oltre i sei sette mesi di vita.
Nato a Simbario nel ’44 emigrava in Canada giovanissimo, assieme al papà Giuseppe (Di Guai) , alla mamma Caterina Ceniti, al fratello Salvatore e alle sorelline Angelina e Rosa. Arrivato a Toronto cominciava subito a lavorare, si metteva in luce per le sue grandi qualità di comunicazione e serietà, tanto che nel giro di pochi anni la sua agenzia immobiliare si pose ai vertici del settore. Uomo sempre sorridente e dalle buone maniere, riservato e generoso, non aveva mai dimenticato le sue umili origini finanziando sempre le numerose manifestazioni della comunità simbariana a Toronto. Anche chi non lo ha conosciuto personalmente, sa del suo attaccamento al suo paese natìo per aver continuamente finanziato il mensile dell’indimenticato Don Peppino, “la voce di Simbario” , fino all’ultimo numero uscito un mese fà. Lascia un grande vuoto in tutte le persone che lo hanno conosciuto.
 
08/02/2007 12:21
L'astronauta gelosa sospesa dalla Nasa. Sconcerto in Calabria, sua terra d'origine.Il sindaco di Aiello Calabro: "Volevamo darle la cittadinanza onorariada qui i suoi antenati partirono, come emigranti, alla volta degli Usa".

NEW YORK - E' tornata a casa, dopo essere stata scarcerata su cauzione, Lisa Nowak, l'astronauta della Nasa incriminata per aggressione e tentato omicidio della collega Colleen Shipman, sua rivale nel contendersi i favori dell'astronauta William Oefelein, del quale erano entrambe innamorate. La Nowak ha versato 10 mila dollari per l'accusa di tentato omicidio e altri 15.500 per il tentato sequestro e rapina. Rischia anche una condanna all'ergastolo, e dovrà indossare un braccialetto collegato al sistema satellitare (Gps) per essere sempre rintracciabile. Intanto, la Nasa ha fatto sapere che la donna è stata messa in congedo per 30 giorni e sospesa dall'incarico e da tutte le attività collegate alle missioni. L'ente spaziale americano ha anche deciso di "rivedere i test psicologici cui vengono sottoposti i candidati alla carriera spaziale". La vicenda ha avuto ripercussioni pure in Calabria, terra d'origine degli antenati della Nowak il cui cognome da ragazza è Caputo: sconcerto da parte del sindaco di Aiello Calabro, che intendeva conferirle la cittadinanza d'onore.
Dopo il pagamento della cauzione, le tv hanno mostrato l'astronauta che, con il volto coperto da una giacca, scendeva da un volo partito dalla Florida alla volta di Houston, in Texas. La vittima, Colleen Shipman, ha denunciato di esser stata già molestata per due mesi prima dell'aggressione, avvenuta all'una di notte di martedì scorso in un parcheggio dell'aeroporto di Orlando, in Florida. Ora, ha chiesto che alla Nowak sia proibito di avvicinarsi all'area in cui vive, Brevard County, o alla base aerea di Saint Patrick in cui lavora. L'udienza per decidere su queste misure cautelari è stata fissata per il 20 febbraio.
E sulla vicenda emergono particolari grotteschi. Per raggiungere più in fretta la casa della rivale, la Nowak aveva deciso di saltare tutte le "pause-pipì" e allo scopo aveva indossato un "pannolone" del genere utilizzato dagli astronauti durante le passeggiate spaziali. I giornali statunitensi si sono scatenati con i titoli: da 'Astronut' (che gioca sul significato della parola 'nut', pazzo) a 'Lust in space' (dove la parola 'lust', lussuria, è usata al posto di 'lost', perduto).
La famiglia della Nowak non ha voluto rilasciare interviste ma da Rockville, in Maryland, ha diffuso una dichiarazione in cui si ricorda che Lisa è una madre "estremamente premurosa" ed è stata sposata per 19 anni, anche se da alcune settimane si era separata. La speranza dei familiari è che ora l'opinione pubblica non pronunci sentenze anticipate e permetta "al sistema giudiziario di fare il suo corso".
Stupore, si diceva, ad Aiello Calabro. Gli antenati della Nowak erano originari del piccolo centro del cosentino, dove l'astronauta era attesa, in estate, per ricevere la cittadinanza onoraria. Ora, dopo il suo arresto e la successiva scarcerazione, si attende che la vicenda giudiziaria venga definita. "Con tutto quello che è successo - ha detto il sindaco, Gaspare Perri - non so se riusciremo a rispettare i tempi. La Nowak manca da anni dal nostro paese e quella della cittadinanza onoraria sarebbe stata una buona occasione per farla tornare nella terra di origine dei suoi antenati".
La visita in Calabria prevedeva anche una serie di incontri nelle scuole e nelle Università. "Quando abbiamo saputo la notizia del suo arresto - ha concluso Perri - c'è stata molta sorpresa. Però comprendiamo anche che si tratta di una vicenda strettamente privata che non ci deve indurre in giudizi affrettati".
 
08/02/2007 11:40
Lsu-Lpu, arrivano buone notizie. Accordo raggiunto al Ministero del Lavoro. Al via le prime stabilizzazioni, soddisfatto Loiero .
ROMA. Sono 1.200 i lavoratori Lsu (lavori socialmente utili) e Lpu (lavori di pubblica utilità) che avranno un posto stabile quest’anno. È questo il frutto dell’accordo raggiunto tra il ministero del Lavoro, la Regione Calabria e i sindacati. Entro il 21 febbraio sarà firmato un protocollo a palazzo Chigi alla presenza del premier Romano Prodi e in questi giorni si procederà a perfezionare gli stanziamenti previsti: 60 mln di euro, provenienti del ministero del Tesoro ma aggiuntivi rispetto al fondo per l’occupazione, per operazioni di stabilizzazione e 33,5 mln di euro che saranno trasferiti alla Regione Calabria per assicurare la copertura dell’assegno destinato ai lavoratori per l’intero 2007. Nell’accordo odierno è stato inoltre deciso di istituire un tavolo permanente per il monitoraggio della situazione calabrese. “Concludiamo una discussione positiva per la Calabria - ha dichiarato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - ma l’obiettivo del governo è lo svuotamento graduale dell’intero bacino di Lsu, oltre 20.200 persone in Italia”. “Contiamo di stabilizzare tutti i precari Lsu e Lpu nel corso della legislatura - ha affermato il presidente della Regione Calabria Ignazio Loiero - come ci eravamo impegnati a fare. Abbiamo compiuto un buon passo avanti in questo percorso”. “La questione degli Lsu si trascina da anni con un seguito di tensioni sociali - ha osservato il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi - vogliamo evitare che una questione sociale si trasformi in una questione di ordine pubblico. Ma stabilizzare 20.280 Lsu non è un’operazione che si fa in un anno: svuoteremo i bacini nell’arco della legislatura”.
 
06/02/2007 12:21
Vibo. 23 i provvedimenti di fermo per associazione mafiosa, estorsione e usura: in carcere dipendenti dell'Asl
Manette al clan Lo Bianco di Vibo Valentia. Svelati i condizionamenti della cosca sugli appalti nell'ospedale della città. Ventitrè provvedimenti di fermo contro elementi di spicco della famiglia Lo Bianco accusati di associazione mafiosa, estorsione e usura. Con imprese 'amiche', gli affiliati alla cosca erano riusciti ad ottenere appalti per lavori e forniture nell'Azienda sanitaria e nell'ospedale di Vibo. E quando gli appalti venivano assegnati ad altre aziende, la cosca imponeva il pagamento del pizzo sui lavori grazie a propri infiltrati che lavoravano all'interno dell'Azienda sanitaria.
E' quanto è emerso dall'inchiesta condotta dalla squadra mobile di Vibo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Secondo quanto si è appreso, i dipendenti dell'Azienda sanitaria che sono stati fermati non occupavano ruoli di vertice nell'azienda, ma sono considerati dagli investigatori elementi di spicco della cosca Lo Bianco, egemone in città.
Anche un consigliere regionale della Calabria risulta indagato nell'ambito dell'operazione. Si tratta di Antonio Borrello, vice presidente del Consiglio regionale e segretarioo calabrese dei Popolari-Udeur. L'ipotesi di reato formulata a suo carico è quella di voto di scambio. Borrello, nelle ultime consultazioni regionali, è stato eletto in quanto inserito nel listino del candidato presidente della Giunta. Lo stesso Borrello era candidato anche nella lista Udeur del collegio di Vibo Valentia, senza risultare però eletto.
L'operazione è stata denominata New Sunrise (Nuova Alba) perché è la prima volta che viene colpita la cosca che esercitava un controllo assoluto su alcuni imprenditori e commercianti di Vibo Valentia.
 
04/02/2007 02:07
Vazzano, due denunce per la realizzazione di una pista per moto cross
Volevano realizzare una posta per moto da cross su un’area di circa 9000 metri quadrati. Per questo motivo, il personale del Comando Stazione di Vallelonga ha denunciato due persone. L’area interessata, sita in località Cardillo del Comune di Vazzano, è da considerarsi come espansione dell’alveo del fiume Mesima e, pertanto, rientrante nel demanio pubblico. La stessa zona è coperta da diffusa vegetazione ripariale e da robinia, in parte sradicata dal movimento terra effettuato con un mezzo meccanico. Il committente dei lavori e l’esecutore materiale sono stati quindi deferiti all’autorità giudiziaria.
 
02/02/2007 01:59
Serra San Bruno, capannone in fiamme!
Un capannone in fiamme nella località Jojò, in agro del Comune di Serra San Bruno, ha richiamato l’attenzione dal personale del Corpo Forestale dello Stato che ha dato l’allarme. Gli agenti, in servizio nel posto fisso di Mongiana, nel corso di un servizio di controllo e sorveglianza del territorio, hanno notato del fumo e, arrivati sul posto, hanno constatato l’incendio in un capannone adibito alla trasformazione di materiale vegetale in terriccio e fertilizzanti, da destinare alla commercializzazione per il settore vivaistico. Dopo l’immediata segnalazione ai Vigili del Fuoco, il personale forestale ha provveduto alle indagini del caso ed ha redatto gli atti dovuti. Dai primi accertamenti eseguiti, secondo quanto riferisce il Corpo Forestale, non si può escludere alcuna ipotesi circa l’origine del sinistro. L’incendio è stato spento grazie al pronto intervento del personale del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Serra San Bruno. Ingenti i danni alla struttura agricola.
 
30/01/2007 11:04
Centinaia di giovani in piazza a Vibo Valentia contro i medici: “Con voi la gente muore”
Sono scesi in strada in centinaia per ricordare Federica Monteleone, ma soprattutto per gridare la loro rabbia contro i medici dell’ospedale di Vibo Valentia. E così hanno “assediato” l’ospedale urlando slogan ed esponendo striscioni espliciti quanto duri: “Medici macellai, sapete solo tagliare non curare”, “aprite gli occhi perché per voi la gente muore”. Gli studenti di varie scuole della città si sono dati appuntamento davanti al nosocomio. Una manifestazione spontanea per ricordare la sedicenne morta venerdì scorso nell’ospedale di Cosenza dopo essere entrata in coma la settimana prima per un blackout verificatosi nella sala operatoria dell’ospedale di Vibo in cui si trovava per un intervento di appendicectomia. Davanti all’ospedale è intervenuta anche la polizia, ma la manifestazione si è svolta senza problemi. Poi, i ragazzi, in corteo, sono passati davanti al liceo che frequentava Federica. E mentre gli studenti manifestavano in suo ricordo e il sindaco di Vibo, Franco Sammarco, proclamava per oggi il lutto cittadino, nel cimitero della frazione Bivona, si svolgeva la tumulazione del corpo della sedicenne. “Federica era una ragazza piena di vita; forse ha preferito così anche lei”, ha detto il padre, Giuseppe, distrutto dal dolore, cercando probabilmente di darsi in qualche modo una ragione della perdita della figlia, pensando a quali avrebbero potuto essere le conseguenze dei danni cerebrali riportati dalla ragazza. La giovane, infatti, secondo i medici che l’hanno assistita, aveva riportato lesioni tali che, qualora non fosse morta, l’avrebbero fatta vivere in uno stato vegetativo. Adesso quello che i genitori vogliono è la verità su quanto accaduto. Ed è quello che chiede anche il presidente della Regione, Agazio Loiero: “È una vicenda che deve essere chiarita fino in fondo, senza sconti, senza attenuanti. Lo dobbiamo alla memoria della ragazza, ai genitori e ai calabresi tutti. Se ci sono state negligenze bisogna accertarle, se ci sono responsabilità devono essere punite, a ogni livello”. Intanto, uno dei due indagati dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, l’anestesista Francesco Costa, ha presentato un esposto alla stessa Procura per chiedere che sia accertato se sono vere le indiscrezioni che parlano di un intervento dei tecnici dell’Azienda sanitaria sull’impianto della sala operatoria in cui si è verificato il blackout. Costa chiede anche di accertare perché l’Azienda sanitaria ha segnalato il caso di Federica alla Procura della Repubblica solo il giorno successivo a quello in cui si è verificato l’incidente.

 
27/01/2007 16:27
Federica, espiantate solo le cornee
Saranno espiantate soltanto le cornee di Federica Monteleone, la sedicenne morta a causa di un blackout nella sala operatoria dell'ospedale di Vibo Valentia durante un'operazione di appendice. La decisione è stata presa nel corso di un incontro nella Procura della Repubblica di Vibo Valentia tra i magistrati, il medico legale e gli avvocati degli indagati e della famiglia Monteleone.
I genitori avevano chiesto l'espianto di tutti gli organi come la ragazza aveva chiesto più volte da viva. Ma la cosa non è stata possibile per una questione di tempi: la necessità giuridica di procedere all'autopsia per arrivare a stabilire le responsabilità si è scontrata con i tempi rapidi di espianto e con la necessità di esaminare altri organi in sede di indagini. Il padre, pur travolto dal dolore, avrebbe voluto che almento questa volontà di Federica fosse rispettata. Il compito è stato affidato al legale della famiglia Enzo Cantafio: "Avvocato - gli ha detto il signor Monteleone - Faccia in modo che non la uccidano di nuovo". Alla fine, dopo la riunione con i magistrati, si è arrivati alla mediazione: sì all'espianto delle cornee, impossibile donare gli altri organi.

I lavori di manutenzione. Potrebbe essere più complesso del previsto individuare le cause e le conseguenze tecniche del blackout che ha ucciso la sedicenne di Vibo Valentia. Subito dopo la tragedia, infatti, nella struttura sanitaria sono stati svolti lavori urgenti di manutenzione necessari ad eliminare eventuali problemi al sistema elettrico. Ma l'intervento è servito anche a cambiare la situazione e, oggettivamente, a inquinare le prove. Tra l'altro, sono state collocate delle scritte sulle prese per indicare quali sono collegate al gruppo di continuità e quali no. Proprio quella mancata indicazione è alla base dell'errore che sarebbe stato commesso prima dell'intervento cui è stata sottoposta Federica collegando la spina della macchina per l'ossigeno ad una presa elettrica normale e non ad una collegata al gruppo di continuità.
A questo punto, dunque, la Procura della Repubblica di Vibo si troverà a esaminare una situazione molto diversa da quella che si era creata durante l'operazione e non sarà semplice individuare eventuali responsabilità dell'anestesista Francesco Costa e dell'infermiere Mario Silvestri, allo stato gli unici due indagati nella vicenda.
Sembra certo, comunque, che si sia trattato di un blackout interno. L'alimentazione dall'Enel, infatti, non ha mai subito interruzioni. Una delle ipotesi che vengono avanzate è che possa essere collegato ai lavori di ristrutturazione dell'ospedale che sono in corso e che interessano il primo piano della struttura. A causa della mancanza di corrente l'apparecchiatura per l'erogazione dell'ossigeno alla ragazza si è bloccata. Circostanza dipesa dal fatto che la macchina era collegata ad una presa elettrica normale e non ad una presa di continuità.
La possibile imperizia potrebbe essersi determinata nel periodo in cui alla ragazza è venuto meno l'ossigeno a causa del blackout poichè alla giovane potrebbe non essere stata fornita l'assistenza necessaria.
Il sindaco di Vibo Valentia ha proclamato il lutto cittadino per la giornata in cui si terranno i funerali di Federica.
 
26/01/2007 15:22
Cosenza, morte cerebrale per Federica. In coma dopo il black out in ospedale
"Mia figlia è morta". Il padre di Federica Monteleone, la ragazza di 16 anni di Vibo Marina, in coma dopo un intervento chirurgico nell'ospedale di Vibo Valentia, dove si era verificato un black out, grida tutto il suo dolore. La ragazza era stata trasportata d'emergenza all'ospedale Annunziata di Cosenza in attesa di una eventuale uscita dal coma. Purtroppo la ragazza non è riuscita a superare la crisi e questa mattina il suo encefalogramma è diventato piatto.
La conferma arriva dal direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, Cesare Pelaia, anche se "non c' è ancora una dichiarazione formale di morte". Pelaia chiarisce che in casi del genere i medici si riservano di fare altri eventuali accertamenti, effettuando un ulteriore encefalogramma prima di dichiarare il decesso. Nel caso in cui nelle sei ore di monitoraggio, previsto dalla legge, dovesse esserci anche un pur minimo segno di ripresa scatterà un altro periodo di osservazione di altre sei ore, altrimenti verrà dichiarata la morte cerebrale.
"Non so se i genitori hanno autorizzato l'espianto - ha dichiarato il legale della famiglia, Enzo Cantafio - ma credo che ci sia un problema. C'è un indagine in corso per accertare eventuali responsabilità sull'entrata in coma di Federica e gli organi potrebbero essere importanti per l'accertamento della verità ".
"Ci aiuti a cercare la verità". E' l'appello rivolto da Giuseppe Monteleone, il padre di Federica, al presidente della Regione, Agazio Loiero, in visita nell'ospedale di Cosenza, insieme all'assessore alla Salute, Doris Lo Moro, per incontrare i genitori della sedicenne. "Ho sperato e pregato per Federica - ha detto Loiero, aggiungendo: "Condurremo una battaglia perchè tragedie così non abbiano più a ripetersi".
"Siamo distrutti". Lo ha detto l'avvocato Michele Pannia, difensore di Francesco Costa, il medico anestesista che ha partecipato all'intervento di appendicite nel corso del quale Federica è entrata in coma.
Stamattina i suoi compagni di classe, secondo liceo scientifico, si stavano recando al suo capezzale, con striscioni e regali, mentre i cittadini di Bivona e Vibo Marina per domani avevano organizzato una fiaccolata.
Federica era stata ricoverata all'ospedale di Vibo per essere sottoposta ad un intervento di appendicectomia. Durante l'operazione si era verificata un'interruzione della corrente elettrica in seguito al quale non era entrato in funzione il gruppo di continuità della sala operatoria, forse perché non collegato alla presa. Per una decina di minuti, dunque, la ragazza non era stata assistita dal respiratore artificiale, riportando gravi lesioni cerebrali.
 
26/01/2007 15:21
ARENA. Enorme serpente strangola due pecore.
Serpente strangola due pecore: ricerche nel Vibones. In località “Fossa” un mucchio di case sparse nelle campagne di Arena, nel vibonese, ai piedi del massiccio delle Serre, i contadini se ne stanno rintanati nelle loro case per paura del serpente che nei giorni scorsi ha strangolato due pecore. Gli esperti cercano di capire a quale specie possa appartenere il rettile. Di sicuro è che sia t un grosso esemplare. Oltre a Giovambattista Pagano, il giovane pastore che lo ha avvistato attorcigliato ad una pecora, è arrivata la testimonianza di uno zio a cui era andato a chiedere aiuto. Sul luogo sono ritornati i veterinari e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato che cercano il rettile. L’ipotesi più accreditata è che il serpente sia potuto fuggire da un circo che qualche mese addietro si era attendato nelle vicinanze. Il cattivo tempo ha intanto impedito che squadre di forestali incominciassero a disboscare la zona.




 
26/01/2007 15:11
Loiero contro le strumentalizzazioni. Lsu-Lpu: Il presidente della Giunta regionale condanna i fatti di mercoledì: “Serve responsabilità”
“Le cose che abbiamo fatto per gli Lsu-Lpu, così come ci eravamo impegnati, non possono essere ignorate da nessuno, a meno che non sia in malafede. Né può essere considerato carta straccia l’accordo che i sindacati hanno giudicato come il migliore possibile per arrivare a svuotare il bacino di precariato”. Lo sostiene il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in relazione agli incidenti accaduti mercoledì a Catanzaro durante la manifestazione di precari. “Anche se tutto quello che abbiamo destinato al settore, e non è poco - aggiunge Loiero - lo abbiamo sottratto ad altre emergenze, in presenza di un bilancio regionale che non consente grandi manovre. Quanto accaduto con la protesta di Catanzaro deve far riflettere tutti. Perché la disponibilità manifestata dal Governo regionale verso la parte debole della società non può essere intesa come una debolezza istituzionale. Ogni giorno c’è gente che porta la sua protesta davanti alla Regione. C’è chi viene per rivendicare interessi legittimi e c’è chi, spesso, è aizzato contro la Regione che non può farsi carico di quei problemi neanche se lo volesse. Il rischio, infatti, è la strumentalizzazione di un legittimo diritto alla protesta. Non sappiamo infatti cosa è avvenuto mercoledì davanti ai cancelli della Regione, mentre eravamo al Quirinale per segnalare al presidente Napolitano i grandi drammi della Calabria, a partire proprio da quello del precariato. Si parla di presenze strane tra i dimostranti. Non sappiamo se quello che è avvenuto, pertanto, fosse intenzionale o non intenzionale. Per questo c’é bisogno di responsabilità. Incominciando a riconoscere che la Regione ha fatto tutto quello che poteva fare per andare verso una progressiva stabilizzazione dei precari e che i governi di centrosinistra, in Calabria ed a Roma, sono impegnati a sanare una piaga che il centrodestra ha fatto incancrenire, facendo figli e figliastri. Stabilizzando i precari in Sicilia ed a Napoli ed ignorando quelli calabresi”.

 
25/01/2007 14:57
Catanzaro. Migliaia di Lsu e Lpu hanno paralizzato la città di Catanzaro: “Vogliamo la stabilizzazione”
Alcune migliaia di Lsu-Lpu hanno attuato ieri, su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, una manifestazione di protesta. Si tratta di lavoratori impegnati in progetti di pubblica utilita' e socialmente utili che chiedono alla Regione la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro. La manifestazione, però, ha avuto dei risvolti di cronaca. Tre lavoratori socialmente utili e di pubblica utilita' della Calabria, che stavano manifestando davanti alla sede della giunta regionale della Calabria, infatti, sono stati soccorsi e trasportati in ospedale dopo una carica delle Forze dell'ordine. Tutto e' avvenuto quando gli agenti sono dovuti intervenire per evitare un tentativo di forzare i cancelli di ingresso della sede regionale. I manifestanti hanno anche incendiato alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti. A questo proposito il sottosegretario alle Finanze Lettieri ha assicurato l' immediato interessamento del Viminale in merito ai tafferugli avvenuti davanti alla sede della Regione Calabria. Lo rende noto il deputato dell'Ulivo Franco Laratta, esponente della Margherita. "Appena accertati i fatti - ha detto laratta - il governo riferira' alla Camera". Intanto un Tavolo è stato convocato a Roma il 7 febbraio, al ministero del Lavoro. A questo proposito il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha convocato per lunedi' prossimo, 29 gennaio, un tavolo preparatorio per predisporre una piattaforma sulla situazione del precariato e per concordare una proposta da sottoporre all'attenzione del Governo. Al tavolo sono stati invitati i segretari generali della confederazione sindacale Cgil-Cisl-Uil e i presidenti dell'associazione regionale dei Comuni, dell'Unione Province, dell'Unione delle Comunita' Montane e dell'associazione dei piccoli Comuni.
 
22/01/2007 16:37
Danni cerebrali per Federica. La mamma: "Mi auguro solo che non capiti a nessun altro quello che è successo a mia figlia"
Cosenza. La giovane Federica, ora è ricoverata a Cosenza ed è sedata farmacologicamente.
Le lesioni cerebrali sono state confermate anche dalla Tac. L'incidente è avvenuto alla fine dell'intervento.

Ha riportato danni cerebrali sulla cui natura ancora i medici non si sbilanciano, Federica, la sedicenne entrata in coma mentre era sottoposta ad intervento chirurgico nell'ospedale di Vibo Valentia dopo un blackout elettrico. I genitori, intanto, si preparano a presentare un esposto alla procura. La madre: "Voglio solo conoscere la verità".
"La situazione neurologica è grave - recita il bollettino medico -. La giovane viene tenuta in coma farmacologico al fine di tenere a riposo un cervello sofferente ed è in costante monitoraggio". La ragazza, ricoverata nel reparto rianimazione dell'ospedale Annunziata di Cosenza, è già stata sottoposta a due risonanze magnetiche, una al momento del ricovero, ed una ieri. Una terza sarà effettuata nei prossimi giorni. Il programma terapeutico, per oggi non prevede altri accertamenti, ma domani i medici decideranno il da farsi.
Alla ragazza già in coma al momento dell'arrivo a Cosenza, è stato indotto un coma farmacologico per evitare l'aggravarsi dei danni al cervello e consentire una ripresa funzionale autonoma. La giovane, secondo quanto riferito dal direttore generale dell'As di Vibo, al momento del ricovero, "apparentemente, da quello che ci è stato riferito, non aveva problemi".
L'incidente si è verificato quasi al termine dell'appendicectomia. Alla ripresa della corrente elettrica, la ragazza era bradicardica, aveva, cioè, un ritmo cardiaco più basso del normale. Successivamente è andata in arresto cardiaco ed i medici hanno attuato per alcuni minuti manovre di rianimazione cardiopolmonare per farla riprendere. Il cuore ha ripreso a pulsare, ma la giovane era già in coma".
"Voglio solo conoscere la verità. Mi auguro solo che non capiti a nessun altro quello che è successo a mia figlia". Poche parole, sommesse, trattenendo a stento le lacrime. Sono quelle dette da Maria Sorrentino, la mamma di Federica, al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che oggi, accompagnato dall'assessore alla Salute, Doris Lo Moro, si è recato nell'ospedale di Cosenza per incontrare i genitori della ragazza.
Loiero ha parlato con la donna assicurandole che "si andrà a fondo, anche con severità. Queste cose non debbono accadere" e ha sostenuto che "non si può legare un incidente di questo tipo alla situazione degli ospedali calabresi". Il governatore oggi ha anche ricevuto la telefonata del ministro della Salute, Livia
Turco.
Domani il legale dei genitori della ragazza, l'avvocato Enzo Cantafio, presenterà un esposto alla procura di Vibo Valentia. "La famiglia - ha detto l'avvocato - vuole conoscere la verità perché le versioni sono contrastanti, tanto che per l'Enel il blackout non c'è mai stato". L'avvocato ha anche annunciato la nomina di un perito per stabilire le cause dell'incidente.

 
19/01/2007 15:42
Tavolo Ministero Infrastrutture-Federlegno a cura di Salvatore Bertucci

Nei giorni scorsi il Ministero delle Infrastrutture e Federlegno-Arredo hanno avviato un tavolo di consultazione con l’obiettivo di regolamentare il mercato del legno.
L’oggetto dell’incontro fra il Ministro Antonio Di Pietro ed il rappresentante della Federazione italiana delle industrie del legno e dell’arredamento, Roberto Snaidero, ha principalmente riguardato l’incremento di utilizzo del legno nell’industria edilizia.
Secondo quanto dichiarato da Snaidero, “entro sei mesi è possibile raggiungere un accordo quadro per la regolamentazione del mercato del legno”; si pensa di rendere obbligatorio, nella costruzione di nuovi edifici o ristrutturazioni, l’utilizzo di legno e derivati almeno per una quantità pari ad un valore del 2% sul totale dei materiali. Oggi si stima che la percentuale di legno utilizzato nell’edilizia sia intorno allo 0.15 % del costo immobiliare totale.
I dati di Federlegno (2005) vedono una filiera del legno-arredo in Italia che vale circa 37 miliardi di Euro, 32% del fatturato va all’estero, con oltre 400.000 addetti e 81.000 imprese.
Secondo il Ministro Di Pietro, che intende stimolare l’iniziativa anche con incentivi fiscali, si tratta di una proposta interessante su diversi fronti: in primis perchè si valorizza ancor di più un settore in cui l’Italia vanta posizioni competitive di rilievo, poi, dal punto di vista ecologico, perchè questo accordo “favorisce la ristrutturazione del patrimonio edilizio con l’utilizzo di materiali rinnovabili”.
In tale contesto, la Calabria, la provincia di Vibo Valentia e le Comunità Montane dovranno quindi programmare politiche di settore che permettano di cogliere le opportunità di sviluppo ed incremento occupazionale.
Nella nostra regione, secondo i dati Istat 2003, la superficie forestale è di circa 480.000 ettari, quasi tre volte quella del Friuli, il 50% delle proprietà boschive appartiene agli Enti pubblici e la produzione di legname da lavoro è tre volte quella friulana.
Anche nella provincia di Vibo Valentia non mancano le risorse naturali, le Serre abbondano di castagni, pini, abeti, faggi, pioppi, ontani ed altre specie e, sebbene la disponibilità locale di materie prime, fra le provincie maggiori esportatrici di legno e arredo troviano Udine, Pordenone, Treviso e Como.
Non v’è dubbio che esistono spiegazioni scientifiche a questo fenomeno, ma appare alquanto curioso che, a fronte di tale patrimonio forestale, non si riesca ad essere protagonisti di un sistema distretto-filiera del legno.
Chissà che i nostri amministratori e politici non si accorgano che è tempo di agire.

Salvatore Bertucci
 
18/01/2007 15:41
Diminuiti gli atti intimidatori . Presentato a Torre di Ruggiero il Rapporto 2006 sullo stato delle autonomie locali calabresi
Sono stati 73 nel 2006 gli atti intimidatori perpetrati in Calabria ai danni di amministratori locali, con una media di uno ogni cinque giorni. Il dato è stato fornito da Legautonomie che ha presentato a Torre di Ruggiero, il “Rapporto 2006 sullo stato delle autonomie locali calabresi”. La ricerca, oltre alla consueta disamina sugli atti intimidatori verso gli amministratori locali e sullo stato della finanza locale, si è caratterizzata quest’anno anche per un approfondito studio sulla presenza delle donne e dei giovani negli enti locali calabresi. Non è stata dettata dal caso, ma quasi dalla volontà di inserire una sorta di provocazione, la scelta dell’associazione autonomista di presentare il rapporto nel piccolo centro delle Serre catanzaresi, il paese più povero d’Italia. I contenuti del rapporto sono stati illustrati dal presidente di Legautonomie, Antonio Acri; dal segretario dell’associazione Claudio Cavaliere (che dello studio è il curatore) e dal sindaco di Torre di Ruggiero, Giuseppe Pitaro. Massiccia la presenza di sindaci provenienti dalla zona e da altre realtà della regione. Il trend delle intimidazioni, secondo quanto emerso dal rapporto, è in calo rispetto al dato del 2005 quando furono 82, anche se si assiste ad un livellamento degli obiettivi presi di mira di volta in volta. Infatti, nel mirino non c’è più solo il sindaco o l’assessore del singolo comune ma anche sempre più spesso amministratori provinciali e regionali. “In questo contesto, però - ha spiegato Cavaliere - non tutto è ‘ndrangheta, perché talvolta si tratta di gesti animati dalla disperazione. Rimane il fatto tuttavia che il fenomeno, nelle proporzioni che si registrano in Calabria, non ha riscontro in altre regioni d’Europa”. Un altro aspetto dell’analisi di Legautonomie ha riguardato i costi della politica in Comuni, Province e Comunità montane. In Calabria, è venuto fuori, la spesa complessiva del comparto é pari a 36 milioni di euro l’anno. Ad assorbire la porzione maggiore sono i Comuni con 29 milioni di euro, cui seguono le Province con 4,1 milioni e le Comunità montane per la parte rimanente. “Si tratta - è stato spiegato - di un costo non elevato se commisurato al numero complessivo degli amministratori che sono circa 8 mila”. Scarsa e poco incisiva rimane, nel complesso, la presenza delle donne in tutti i livelli istituzionali: in tutto sono 901 le elette (il 10% del totale) a fronte di sole 14 donne sindaco su 409 enti, con una percentuale del 3,5%. La “palma” di comune più in rosa spetta a Carfizzi nel crotonese. L’“emergenza” è anche anagrafica: in Calabria l’età media dei sindaci in carica è di 50 anni. Solo due primi cittadini, infatti, hanno meno di trent’anni a fronte di un 48% formato da persone che hanno festeggiato il mezzo secolo e di un 12% di ultrasessantenni. I quarantenni sullo scranno più alto nei comuni della regione sono il 18%. “A pesare sul piano finanziario - è stato spiegato nel rapporto - è la rigidità strutturale dei bilanci comunali che è un dato connesso all’incomprimibilità delle basi imponibili di riferimento nel territorio regionale. A questo riguardo la proposta di Legautonomie è quella di andare verso il superamento del patto di stabilità riferito ai singoli comuni, per andare verso un patto di stabilità legato all’intera area regionale all’interno del quale i saldi di spesa siano considerati per tutto il sistema istituzionale superando così le enormi disparità che esistono tra aree territoriali e singoli comuni”.
 
17/01/2007 12:17
Rudolph Giuliani in Calabria. L’ex sindaco di New York terrà prima una conferenza stampa all’Unical, poi sarà a Vibo .
Una conferenza all’Università della Calabria, davanti ad oltre 500 imprenditori e studenti universitari sul tema della leadership e dell’impegno sociale e poi, a Vibo Valentia, l’incontro con le autorità della Regione e della Provincia, una conferenza stampa e, la sera, una cena privata con le autorità provinciali: è questo il programma della giornata che Rudolph Giuliani trascorrerà, giovedì prossimo, in Calabria. L’ex sindaco di New York, adesso in lizza per la nomination repubblicana alla candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, resterà in Italia due giorni per una iniziativa di pace e di solidarietà. Giuliani, infatti, è il promoter dell’associazione diocesana “Calabria Pro Zambia: Bridge of Solidarity”, con sede a Mileto, presieduta dal vescovo, mons. Domenico Tarcisio Cortese. E per aiutare l’associazione, Giuliani, mercoledì prossimo, a Roma, sarà l’ospite d’onore del concerto di beneficenza “The Jerome Hines Memorial World Peace Concert” organizzato dall’associazione in collaborazione con la Provincia di Vibo Valentia, la Regione, la Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, la Fondazione Foedus e la Fondazione Paolo di Tarso. I fondi raccolti saranno destinati alla missione nello Zambia. Il giorno dopo, l’ex sindaco di New York, sarà in Calabria. Il primo appuntamento è a Cosenza, alle 11, per la conferenza all’Unical. Giuliani si sposterà in tarda mattinata a Vibo Valentia dove incontrerà le autorità regionali e provinciali, mentre il presidente della Regione, Agazio Loiero, dovrebbe incontrarlo il giorno prima a Roma. Alle 15.30 di giovedì è in programma una conferenza stampa all’Hotel 501. “L’adesione di Giuliani al nostro progetto e la sua visita in Calabria - ha detto mons. Cortese presentando la visita - può rappresentare per il territorio vibonese e per l’intera regione un’importante opportunità per veicolare sulla stampa nazionale e internazionale un’immagine positiva della nostra terra, diversa da quella che puntualmente viene proposta dai media”. “Poter ospitare l’italo-americano più celebre del mondo - ha sostenuto il presidente della Provincia, Ottavio Bruni - non può che riempirci di soddisfazione, in considerazione anche degli stretti legami che il Vibonese ha da sempre con le comunità italo-americane degli Usa e del Nord America in generale”. “Il nostro progetto a favore dello Zambia - ha poi spiegato il vescovo - nasce dagli stretti rapporti della Diocesi con quella nazione africana, per l’opera umanitaria che lì ha svolto una suora missionaria appartenente all’ordine delle Battistine, Tarcisia Rizzo, originaria di Ricadi, deceduta a causa di un grave incidente. Nei suoi contatti con me, mi aveva sollecitato e convinto ad impegnare la Diocesi a sostenere la sua attività e la sua opera in quella missione in terra africana. Per me fu quasi un testamento di consegna, così anche noi abbiamo “sposato” lo Zambia, prendendo atto della realtà drammatica e sconvolgente dei bambini abbandonati, la maggioranza dei quali orfani a causa dell’Aids”. Tra i progetti che l’Associazione persegue ci sono la realizzazione di un’azienda agricola con annessa scuola agraria, la costruzione di una casa-accoglienza per i piccoli orfani dello Zambia e un istituto che possa accogliere i volontari intenzionati a prestare la propria opera in questa difficile realtà africana.
 
15/01/2007 15:55
Domani sedici gennaio, ore 10.30, demolizione dell'ecomostro di Copanello

Ultime ore di vita per l'ecomostro di Copanello. "Per la Calabria - afferma il presidente della Regione Agazio Loiero - sarà una giornata memorabile, sarà cancellata una bruttura ambientale, un vero e proprio sfregio al territorio, e si concretizza una politica di legalità. Domani, infatti, presente anche il ministro all'Ambiente Pecoraio Scanio, inizieranno i lavori di demolizione di una delle costruzione abusive da anni in cima alla classifica italiana degli ecomostri. Questa Giunta non tollera i guasti del passato - aggiunge Loiero - ed è attenta a evitarne per il futuro. Dal 1987 esisteva un'ordinanza di demolizione. Ma solo lo scorso anno è stato firmato un protocollo di intesa fra la Regione Calabria , la Soprintendenza regionale ai beni ambientali ed il comune di Stalettì per l'abbattimento. Inoltre, il 29 dicembre dello scorso anno, tra Regione ed i Ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture è stato siglato l'Apq ‘Emergenze urbane e territoriali'. Un piano incisivo per la valorizzazione del paesaggio e la difesa del territorio che riguarda interventi per il recupero dei siti degradati nel quale rientrano non solo Copanello, ma anche altri nove comuni. Interventi che assumono un alto valore simbolico, una riconquista della cultura della legalità che non consente più speculazione e degrado".
Tutto è previsto per le 10,30 di domani a Copanello (località San Martino) dove, dopo l'incontro con i giornalisti, cui parteciperanno oltre al presidente Loiero, al Ministro Pecoraro Scanio anche gli Assessori, al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, ed all'Ambiente, Diego Tommasi, si procederà alla demolizione dell'ecomostro.

Lavori di recupero idrogeologico, paesaggistico e ambientale
dell'area sita in località San Martino di Copanello di Stalettì

L'ecomostro da demolire è stato costruito negli anni '80 dalla società "Centro Sud Immobiliare s.r.l." in località San Martino di Copanello di Stalettì, zona sottoposta a vincolo di tutela paesaggistica. Si tratta di quattro corpi di fabbrica, di cui uno di 5 piani fuori terra, due di 6 piani fuori terra e uno di 9 in parte con andamento a gradoni, intervallato da vani scala di collegamento in cemento armato. La superficie complessiva è di 5000 mq, il volume di 15.000 mc.
I manufatti realizzati, in spregio a ogni norma, rappresentano un grave pregiudizio alle bellezze paesaggistiche dell'area. Infatti, in seguito agli sbancamenti eseguiti e alla successiva realizzazione di muri di sostegno, risulta completamente alterato lo stato dei luoghi, di notevole bellezza e pregio ambientale, che sono poco distanti dal sito archeologico che ospita la "Tomba di Cassiodoro", sito per il quale è stato emesso apposito vincolo monumentale.
Nei confronti della società "Centro Sud Immobiliare", che ha realizzato i fabbricati, il Tribunale di Roma aveva avviato la procedura di fallimento. Il giudice delegato, il 3 febbraio del 2003, aveva autorizzato "l'abbandono del cespite rappresentato dai lotti di terreno con sovrastante edifici allo stato rustico e la contestuale comunicazione al Comune di Stalettì, la cui Giunta, il 26 novembre 2004, aveva deliberato di "indirizzare il responsabile dell'area tecnica di predisporre tutti gli adempimenti necessari per l'acquisizione al patrimonio comunale del complesso abusivo, secondo le indicazioni e le conclusioni contenute nel parere redatto dall'avvocato Domenico Sorace". L'ufficio tecnico comunale, dopo un'attenta valutazione dello stato dei luoghi e un primo studio preliminare, aveva quantificato il costo totale della demolizione in circa 731mila euro, comprensivo di studi, indagini e lavori necessari per garantire il mantenimento della stabilità del costone, una volta abbattute tutte le opere abusive. Decisivo è stato l'intervento del Presidente della Regione che per sensibilità personale, ma anche in attuazione degli impegni di salvaguardia del territorio assunti dal suo esecutivo, ha deciso la definitiva soluzione dell'annoso problema, diventato simbolo della devastazione delle coste in Calabria.
Dopo la sottoscrizione, il sette aprile scorso, di un protocollo d'intesa tra amministrazione comunale, Regione e Soprintendenza, l'ente regionale aveva stanziato per la demolizione un finanziamento di 350mila euro. Il 13 settembre 2006 la Giunta comunale di Stalettì aveva approvato il progetto esecutivo, per un importo complessivo di 320mila euro, affidando, dopo l'espletamento della gara d'appalto, i lavori di abbattimento dell'ecomostro alla ditta "Impresa Edile Stradale". (p.g.)


 
15/01/2007 11:47
Ospedale chiuso a Rogliano: Sindaco pronto a dimettersi . Negozi chiusi e sit-in degli studenti mentre la CdL dice: “L’Unione merita solo pernacchie”

"Il provvedimento con il quale l'assessore regionale alla Sanita' ha disposto la chiusura temporanea dell'ospedale di Rogliano (Cosenza), con il conseguente immediato trasferimento in altre strutture dei pazienti degenti e dei dipendenti, e' ingiustificato e sconcertante e va immediatamente revocato". Lo afferma il sindaco di Rogliano Giuseppe Gallo, a capo di una giunta di centrosinistra, che protesta per la sospensione temporanea delle attivita' del presido ospedaliero (secondo le ispezioni dei Nas il peggiore d'Italia, ndr) decisa ieri dall'assessore regionale alla salute, Doris Lo Moro. Da pochi minuti, a Catanzaro, e' in corso una riunione della Giunta regionale convocata dal presidente Agazio Loiero, per discutere questa situazione, ma gia' nella cittadina cosentina si registrano proteste. "Tale decisione - aggiunge il sindaco - mortifica un intero territorio ed un presidio ospedaliero che non merita di essere etichettato come simbolo della negativita' del sistema sanitario calabrese proprio adesso che finalmente, dopo anni di incuria, la nuova direzione generale dell'Azienda ha dato impulso al rilancio del nosocomio roglianese. Non e' da condividere la decisione assunta dall'assessore regionale, condizionata piu' dagli articoli apparsi sulla stampa nazionale che dalla reale situazione del presidio ospedaliero di Rogliano che l'assessore aveva il dovere di verificare di persona o attraverso ispezione suppletiva cosi' come disposto per altri presidi. L'Amministrazione comunale di Rogliano, insieme alle altre della Valle del Savuto, attueranno ogni utile iniziativa tesa a salvaguardare una struttura sanitaria che da decenni eroga prestazioni di alta qualita' grazie anche alla grande professionalita' del personale medico e paramedico nonche' ad una organizzazione ricettiva ed alberghiera di buon livello soprattutto dal punto di vista igienico e dell'accoglienza". Per oggi pomeriggio, alle 15, e' in programma una riunione straordinaria del Consiglio comunale e se la Giunta regionale non revocasse il provvedimento assunto "saranno intraprese iniziative forti, in primis le dimissioni di tutti i sindaci della Valle del Savuto". Intanto molti negozi sono rimasti chiusi questo sabato a Rogliano, per protestare contro la chiusura dell'ospedale "Santa Barbara", deciso dall'assessore regionale alla Salute dopo l'ispezione dei Nas. Davanti al presidio sanitario dalla mattina diverse decine di studenti, ma anche cittadini e commercianti, stanno attuando un sit-in. La manifestazione continuera' - dicono gli organizzatori - fino a quando la Giunta regionale non revochera' il provvedimento. "La situazione all'ospedale di Rogliano e' tutta paradossale: l'assessore Lo Moro dei Ds e tutta la Giunta Loiero chiude l'ospedale. I parlamentari espressione degli stessi partiti dell'Unione di centro-sinistra, provocatoriamente si vanno a ricoverare al Pronto Soccorso di Rogliano. Se non fosse la situazione grave e tragica che riguarda la salute dei cittadini, ci sarebbe veramente da prenderli a pernacchie. Noi consigliamo, se proprio un ricovero ci deve essere, ai nostri assessori regionali ed ai Parlamentari dell'Ulivo di sottoporsi a radiografie e visite specialistiche presso la sede della Giunta regionale attesa la loro scarsa maturita' politica ed istituzionale e quindi inidonei ad affrontare i gravi problemi della sanita' e di tutti i calabresi". E' quanto si legge in una nota dei gruppi di opposizione della Cdl di Cosenza.
 
12/01/2007 12:34
Sanità: Calabria maglia nera
È la Calabria la regione con il maggior numero di ospedali segnalati all’Autorità giudiziaria per irregolarità di carattere penale (carenze sulla sicurezza e farmaci scaduti), 19 in tutto. Seguono la Sicilia (14) e il Lazio (10). Le irregolarità rilevate dai Nas sono di vario tipo e riguardano, soprattutto, la sicurezza degli impianti elettrici e carenze strutturali dei reparti e dei servizi igienici. La situazione generale degli ospedali sottoposti a controllo, secondo quanto è emerso dai controlli, è carente e necessita di interventi urgenti per ripristinare le condizioni minime di vivibilità. Per nessuno degli ospedali sottoposti a controllo, comunque, è stata chiesta la chiusura. Una delle situazioni più gravi riscontrate dai Nas è quella dell’ospedale di Rogliano, dove sono state accertate gravi carenze soprattutto strutturali. Situazioni difficili anche in altri nosocomi, tra cui quello di Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. “Sono pienamente consapevole di quanto sia difficile risollevare le sorti della sanità calabrese. Se, nel comunicare all’esterno, tendo a sottolineare le positività è perchè penso che amplificare l’allarme e la sfiducia non aiuta e rischia, anzi, di demotivare le tante persone che mostrano di credere nella possibilità di un reale cambiamento. Dalle verifiche disposte dal Ministro in tutt’Italia non mi aspettavo certo che emergessero i fatti positivi, che pure sono presenti anche in Calabria. Non mi aspettavo però che all’accertamento delle criticità si associasse un primato negativo. Non mi aspettavo né classifiche né maglie nere. Negare la realtà non serve a nessuno. Il rischio che vedo è che le regioni, in questo momento che è favorevole per la sanità nazionale, continuino a camminare a velocità diversa e che il divario tra Nord e Sud che tutti assumiamo di voler ridurre finisca invece per allargarsi”. Così l’assessore calabrese alla Salute, Doris Lo Moro, commenta i dati dell’ispezione dei Nas negli ospedali
 
11/01/2007 19:57
Quando la mafia chiese aiuto alla 'ndrangheta. Le rivelazioni del testimone Franco Pino
UNA udienza breve quella che si è svolta ieri mattina presso il Tribunale di Vibo Valentia nell'ambito del processo "Genesi" che vede imputate 47 persone accusate a vario titolo di associazione di stampo mafioso, (nella sostanza gli imputati sono accusati di costituire in qualità di boss e affiliati il clan dei Mancuso di Limbadi) e di tutta un'altra serie di reati di vario genere. Una udienza breve ma non per questo di secondo piano. In poco più di mezz'ora, infatti, il collegio presieduto dal giudice Giancarlo Bianchi, (a latere Minucci e Martano) ha completato l'escussione dell'unico testimone in lista: il collaboratore di giustizia Franco Pino. Una testimonianza breve ma che indubbiamente ha riservato alle parti presenti in aula elementi importanti per la ricostruzione della mappa del potere della malavita locale. Pino, ex boss di Cosenza che ha iniziato la sua attività di collaborazione con la giustizia nel 1995, ha esordito affermando di conoscere Luigi Mancuso, secondo gli inquirenti uno fra i più influenti esponenti della cosca, attualmente in carcere e sottoposto alla misura prevista dall'articolo 41 bis del regolamento carcerario (il cosiddetto carcere duro), trattamento riservato ai boss mafiosi.
Il collaboratore di giustizia ha evidenziato come solo di Luigi Mancuso abbia avuto una conoscenza diretta mentre degli altri esponenti della famiglia ne ha solo sentito parlare in carcere durante il periodo di detenzione fra il 1984 e il '92. Tra l'altro Pino ha rimarcato di essere stato in carcere assieme a Luigi Mancuso.
Ma le affermazioni più importanti che il testimone ha rilasciato in udienza, sollecitato dal sostituto procuratore e pubblico ministero nel processo "Genesi", Marisa Manzini, hanno riguardato una riunione che si sarebbe svolta presso il Sayonara, un residence sito a Nicotera, riunione dalla quale è possibile intuire appieno il peso specifico che la cosca di Limbadi ha negli equilibri di potere della malavita, non solo locale. Secondo Franco Pino, infatti, questa sorta di summit sarebbe stato chiesto niente di meno che dalle famiglie della mafia siciliana. Immediatamente dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, quindi nella seconda metà del 1992, le famiglie mafiose della sicilia avviarono in tutta Italia quella che è nota come la "strategia del terrore": una serie di attentati dinamitardi a Roma, Firenze e Milano con l'obiettivo di indurre lo Stato a scendere a compromessi. Come è noto la reazione dello Stato fu dura e immediata e portò alla cattura del capo indiscusso della mafia, Totò Riina. Secondo quanto affermato da Franco Pino in quella riunione i mafiosi siciliani avrebbero chiesto agli esponenti di spicco delle principali 'ndrine calabresi (secondo quanto affermato da Pino erano presenti esponenti delle famiglie Mancuso, Piromalli, Pesce, De Stefano oltre a personaggi che però lui non conosceva) una collaborazione nell'attuazione di quella strategia del terrore in seguito posta in essere. Nella ricostruzione che ne fa, il collaboratore di giustizia chiarisce che i calabresi si rifiutarono di partecipare. Un episodio che evidenzia come le 'ndrine calabresi siano tenute in grande considerazione dalla mafia "storica" siciliana e come godano di una piena autonomia tanto da poter opporre un diniego ad una richiesta proveniente dai vertici di Cosa nostra.
All'interrogatorio condotto dal pm Manzini ha fatto da contr'altare l'esame degli avvocati della difesa, in particolare dell'avvocato Antonio Galati, difensore di Luigi Mancuso, il quale ha espressamente chiesto a Pino, nell'occasione dell'incontro del Sayonara, quale fosse stato il comportamento tenuto dal suo assistito e Pino ha risposto con chiarezza che era contrario a fornire la collaborazione alle famiglie siciliane, sposando una linea che poi è risultata essere vincente stando a quanto riportato dallo stesso Pino.
L'udienza è stata, quindi aggiornata al 25 gennaio quando il collegio ascolterà altri due collaboratori di giustizia, Vincenzo Cavallaro e Pasquale D'Elia.

 
10/01/2007 14:56
Serra San Bruno
Tutte scarcerate le quattro persone arrestate lunedì pomeriggio per un rissa avvenuta tra vicini di casa in via Catanzaro. Gli arresti erano stati eseguiti dagli agenti del locale commissariato della Polstato, che dopo essere adoperati per calmare gli animi ha poi proceduto al fermo dei quattro: due coppie di coniugi. Ieri la procura della Repubblica ha disposto la scarcerazione dei quattro anche se va avanti l'iter giudiziario. Ì quattro sono indagati di rissa aggravata.
 
05/01/2007 15:38
Auguri Angela e Gigi!
Ieri mattina alle ore 10 sono convolati a nozze Angela Nardi, assessore del
comune di Simbario, e Luigi Carè, noto imprenditore di Serra San Bruno.
La cerimonia religiosa celebrata da don Gerardo si è svolta nella chiesa matrice di
Simbario, magistralmente addobbata . In una chiesa colma che manifestava la
partecipazione alla loro gioia, si emozionava anche il papà della sposa, Cosmo.
Bravissime le ragazze del coro, insomma, tutto perfetto come meglio non si sarebbe saputo fare.
Finita la funzione religiosa, gli sposi e i numerossissimi invitati si sono avviati alla volta di Roccella Jonica nel bellissimo ristorante Parco dei Principi dove li aspettava un succulento ed elegante pranzo.
Auguri Angela e Gigi e che l’incanto del giorno delle vostre nozze sia solo la
premessa di una lunga e felice vita insieme.
 
04/01/2007 15:23
Vi sentite creativi? Avete fra i 18 e i 35 anni?
VI sentite creativi, avete fra i 18 e i 35 anni, da tempo vi suona l'idea geniale in mente però vi suonano pochi centesimi in tasca? Questa può essere l'occasione. Trovate qualche amico, preparate il progetto e fate in fretta perché c'è un'opportunità che scade a metà marzo. Si chiama "Giovani idee cambiano l'Italia", è un concorso promosso e coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le Politiche giovanili e le attività sportive, per promuovere la creatività giovanile. Con una "erogazione di contributi", cioè soldi. Che alla fine è quel che serve a chi ha uno straccio di talento. L'iniziativa va di pari passo con la creazione, alla fine del 2006, dell'Agenzia nazionale per i giovani, in attuazione delle decisioni comunitarie. Va detto pure che la Finanziaria 2007 contiene i "Provvedimenti in materia di politiche giovanili" con una parte proprio su "I giovani e la creatività". Andiamo per ordine, vediamo che cos'è il concorso.
La questione non è complicata. Il bando, si diceva, si rivolge ai cittadini italiani fra i 18 e i 35 anni, che possono partecipare organizzandosi in gruppi di un minimo di quattro persone. Ci si muove all'interno di aree tematiche specifiche. Perché creativi sì, ma non è mica la sagra degli inventori. Ai vincitori, verranno assegnati contributi fino a un massimo di 35 mila euro. Attenzione: la domanda va inviata entro il 15 marzo.
Le aree tematiche, si diceva, riguardano ambiti vicini agli interessi della fascia d'età considerata. Tipo l'innovazione tecnologica: l'obiettivo, in questo caso, è contribuire al rilancio di una cultura orientata alla scienza e alla tecnologia, con un riferimento specifico allo sviluppo di software innovativi. Insomma, potrete mettere a frutto le notti trascorse ad armeggiare davanti al computer e sconsolatamente concluse a chattare con l'amico che vive a Tokyo, tanto per dire.
Se vi interessano di più le tematiche ambientali, c'è l'area dello "sviluppo sostenibile". Bisogna proporre idee che, ad esempio, consentano di ridurre le pressioni sull'ambiente. Se poi, allo stesso tempo, trovate anche il modo di valorizzare il patrimonio culturale (e ambientale) del Paese, tanto meglio.
Però servirebbero pure idee che rendano un po' più facile la vita quotidiana. Per questo c'è l'area tematica "Gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani". Tanto per fare un bisticcio di parole, "idee di giovani per migliorare la vita dei giovani": l'accesso alla casa, al credito, alle risorse per la formazione, alla conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita. Last, but not least, la sezione "Utilità sociale e impegno civile": si premia la creatività applicata a obiettivi di solidarietà, volontariato, servizio alle comunità locali e impegno civile.
Detto questo, vale la pena tornare ai provvedimenti contenuti in Finanziaria su giovani e creatività. Anche qui, qualche vantaggio. Tipo (comma 318, "Detrazioni per i giovani creativi") la disposizione che prevede, a beneficio di chi ha fino a 35 anni, "che per i redditi derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, la riduzione a titolo di deduzione forfettaria delle spese passi dal 25% al 40%".
E ancora, comma 287 e 288, "Credito di imposta per le etichette indipendenti": le piccole e medie imprese di produzioni musicali possono beneficiare di un credito d'imposta (fino a 100mila euro l'anno) come spese per produrre, sviluppare, digitalizzare, promuovere "registrazioni fonografiche o videografiche musicali per opere prime o seconde di artisti emergenti". Prevista anche un'esenzione dell'obbligo di iscriversi all'Empals (l'ente previdenziale di chi lavora nello spettacolo) per chi svolge attività di intrattenimento specifiche e saltuarie.
Insomma, messi insieme i provvedimenti della Finanziaria, il bando di concorso, il vostro talento, un po' di impegno, questa volta, chissà, potrebbe uscirne fuori qualcosa di buono. Fatevi venire un'idea.
 
04/01/2007 14:19
A tutte le scuole della regione il dvd "Calabria. Immagini di un territorio"
Il dipartimento Urbanistica ha inviato a tutte le scuole di ogni ordine e grado della regione il dvd "Calabria. Immagine di un territorio". Il video, che è stato prodotto dal Centro cartografico regionale, vuole contribuire al processo educativo degli studenti calabresi riguardo alla conoscenza del territorio e allo studio della sua storia e della sua geografia. La produzione di quadri territoriali sempre più aggiornati è una delle più importanti attività che la Regione promuove. Infatti, dopo circa cinquanta anni dalla creazione, a opera della Cassa per il Mezzogiorno, della prima carta topografica della Calabria a scala 1: 10.000, si sta realizzando il Sistema cartografico regionale attraverso la produzione della cartografia a scala 1: 5.000 in formato digitale che, oltre alla valenza applicativa per la pianificazione e la gestione del territorio, può essere utilmente impiegata nella didattica della geografia della nostra regione.
"La valenza didattica del dvd è duplice. Da un lato - ha detto l'assessore Michelangelo Tripodi - fornisce la visione del territorio regionale dall'alto cogliendo così la complessità e le correlazioni tra i fenomeni naturali e la storia dell'uomo. Dall'altro, fa comprendere in quale modo le tecnologie della società dell'informazione siano facilmente impiegabili per visualizzare il territorio nella sua tridimensionalità e simulare un volo, scegliendo rotta e quota, senza particolari strumenti tecnici, ma disponendo del personal computer. Le immagini sono state rilevate attraverso un volo fotogrammetrico, rese poi tridimensionali e mosaicate in modo da avere una unica mappa della Calabria"


 
22/12/2006 20:29
Spadola, terribile incidente.
Un'ora fà c'è stato un terribile incidente tra un'auto guidata da un ragazzo di Simbario e un motorino alla cui guida c'era una ragazza, anche lei di Simbario. Attualmente i carabinieri della stazione di Simbario stanno facendo gli accertamenti per definire la dinamica dell'incidente. La ragazza è morta sul colpo, il suo corpo è completamente martoriato. Il ragazzo è sotto shock .
 
18/12/2006 12:48
Che emozione!!! La nostra Benedetta baciata dal papa.
Che emozione… La nostra Benedetta, il più grande dono che Gesù e Maria hanno fatto a noi, baciata dal Santo Padre, da colui di cui porta il nome. E’ difficile trovare le parole adatte per poter esprimere i sentimenti di quell’Attimo….Tutto è cominciato alle quattro della mattina del 13/12 quando tutta la Famiglia Romano parte alla conquista di Roma. Il viaggio è stato caratterizzato da una profonda allegria, tutti eravamo consapevoli della nostra missione, FAR SAPERE A BENEDETTO XVI CHE LA NOSTRA PICCOLA PORTAVA IL SUO NOME… profonde ansie e ed immani speranze brillavano negli occhi di ciascuno di noi, i cuori palpitavano e le anime fremevano di gioia… Entrati nella Santa Basilica abbiamo trattenuto il fiato, sconvolti dalla maestosità e dalla santità che aleggiano in San Pietro… Il grande momento stava per compiersi, dopo aver atteso circa un’ora le luci si accendono, le guardie si muovono freneticamente per il corridoio… Sua Santità sta arrivando… Le emozioni si accavallano, le mani tremano, gli occhi diventano lucidi.. Il Vicario di Cristo sta per essere tra noi… eccolo lo vedo, sono in piedi su una sedia per poter riprendere l’evento, la mia sorellina è tenuta al di là della balaustra dalle amorevoli braccia di mamma e Lui è lì di fronte a noi… Insieme gridiamo a gran voce “ Sua Santità la bambina!”, Egli ,quasi senza toccare il pavimento, si sposta con grande grazia verso l’ala destra e quella sinistra del corridoio, tocca mani ansiose, regala sorrisi, impartisce benedizioni ad anime bisognose…. Arriva a Noi, accarezza Giusi, Mariella e arriva a Lei, il nostro angelo, mamma, con la voce strozzata dal pianto, il cuore sussultante gli dice “ Santo Padre lei è Benedetta! L’ho chiamata come voi!” Egli le guarda e le sorride con tutto l’amore che ha in sé…Il Suo è il Sorriso di Dio… Con mani calde prende la testolina di Benedetta, le dà un bacio sulla fronte e con un segno di croce le impartisce la più importante fra le benedizioni, LA BENEDIZIONE DEL SANTO PADRE…. In un solo attimo, in un solo gesto tutta la Grazia dello Spirito è su di noi…Finalmente la nostra missione era stata compiuta.

P.S. Chi volesse vedere tutte le foto di Benedetta dal Papa può trovarle nella sezione "Immagini" di questo sito.
 
15/12/2006 16:13
Seminara. Recuperano il corpo del parente ucciso e avvisano i carabinieri oltre un'ora dopo.
SEMINARA (REGGIO CALABRIA) - Viene ucciso in un agguato. I parenti riportano il corpo a casa e dopo un'ora chiamano i carabinieri. E' accaduto a Seminara, centro della Piana di Gioia Tauro, nel reggino. La vittima è un pensionato di 64 anni, Domenico Gaglioti, ucciso con alcuni colpi di pistola.

L'omicidio, secondo le indicazioni fornite dai familiari della vittima ai militari, sarebbe avvenuto sulla strada provinciale che collega Seminara con la frazione Barrittieri. L'uomo viaggiava a bordo di un mezzo agricolo, probabilmente un trattore, quando una persona, appostata sul ciglio della strada, ha sparato cinque colpi di pistola.

Ad accorgersi del delitto, ipotizzano gli investigatori, sarebbe stata la moglie che probabilmente si trovava nelle vicinanze. La donna avrebbe avvertito i parenti, i quali si sono recati sul posto e hanno preso il cadavere per portarlo a casa. Solo dopo più di un'ora hanno telefonato ai carabinieri.

Quando i militari sono arrivati a casa Gaglioti si sono subito resi conto che l'uomo era stato ucciso altrove, a quel punto i familiari della vittima hanno dato indicazioni precise sul posto. Gli investigatori hanno ispezionato la scena del delitto alla ricerca dei bossoli e di eventuali altre tracce che potrebbero essere state lasciate dall'assassino che, secondo la prima ricostruzione, avrebbe agito da solo.

Il 5 dicembre scorso, sempre nella frazione Barrittieri di Seminara, era stata uccisa un'altra persona, Antonio Surace, di 43 anni, autotrasportatore. Al momento, secondo quanto si è appreso, non è stato possibile accertare se i due episodi siano collegati.

 
12/12/2006 15:10
Arriva dalla Calabria l'albero di Natale di piazza San Pietro. L'Afor di Mongiana addobba l'appartamento del Papa.
E' alto quasi trentacinque metri e pesa circa 150 quintali l'abete di Natale che la regione Calabria donerà al Papa. Sarà prelevato nella Presila catanzarese, sul monte Gariglione, nel comune di Taverna. Addobbato con ventimila luci, che saranno accese in una cerimonia che si svolgerà nel pomeriggio del 20 dicembre e alla quale prenderà parte il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, illuminerà piazza San Pietro per le feste di fine anno. Lo stesso presidente della regione Calabria, in mattinata, sarà ricevuto in udienza privata da Benedetto XVI, assieme a una delegazione della regione.
''Quell'albero - afferma Loiero - sarà il simbolo delle bellezze della Calabria e della sua speranza di crescita, ma anche della fierezza e della generosità dei calabresi. Al Pontefice cercheremo di rappresentare problemi e aspirazioni della nostra terra che ha voglia di resurrezione''.
L'operazione per il taglio e il trasporto del gigantesco abete è già partita e si annuncia spettacolare. Curata nei dettagli dal capo struttura della presidenza Eugenio Ripepe, vede impegnati i forestali calabresi, la Protezione Civile regionale, il Corpo Forestale dello Stato.
Il Corpo Forestale dello Stato, inoltre, metterà a disposizione un potente elicottero che ''terrà in filo'' l'albero al momento del taglio, lo solleverà dalla foresta del Gariglione e poi lo ''consegnerà'' a un autocarro per trasporti speciali che nella notte del 12 dicembre lo porterà fino a Roma, scortato da mezzi dello stesso Corpo Forestale e della Regione Calabria.
Il contributo calabrese al 'Natale in Vaticano' non è solo questo. Lo stesso appartamento privato di Benedetto XVI sarà addobbato con un abete calabrese che, assieme ad altri 29, tutti abeti in zolla di diversa altezza, sarà prelevato dai vivai dell'Afor di Mongiana, sulle Serre vibonesi, per essere collocati nella cittadella vaticana.
Due di essi, alti sei metri, saranno sistemati nell'aula Paolo VI e saranno addobbati dalla Confartigianato Calabria con seta, ceramiche calabresi e fiori di bergamotto essiccati.
''L'appuntamento più importante - sottolinea il presidente Loiero - sarà ovviamente l'incontro della delegazione calabrese con il Pontefice. Al di là dell'emozione, sarà il momento di portare a Benedetto XVI l'affetto filiale dei cattolici calabresi che attendono una sua visita nella regione''. Nel pomeriggio poi la cerimonia di accensione delle luci sull'abete di piazza San Pietro, durante la quale parleranno il presidente Loiero e un rappresentante della Prefettura dello Stato pontificio. Prima, durante e dopo la cerimonia si esibiranno il gruppo folk di Castrovillari e quello de 'I Calabriselli' di Limbadi.
 
09/12/2006 11:33
I Fondi del Por Calabria a supporto delle imprese innovative


Il Direttore Generale delle Attività Produttive Francesco De Grano ha firmato, al Ministero dello Sviluppo Economico, la convenzione che disciplina il trasferimento di ottanta milioni di euro dal POR Calabria 2000-2006 a favore delle piccole e medie imprese calabresi che hanno presentato progetti di innova-zione tecnologica a valere sulla misura 2.1 del PON Sviluppo Locale 2000-2006 - Pacchetti Integrati di Agevolazione (P.I.A.).
Particolarmente soddisfatto per questo importante adempimento, si è detto l'Assessore alle Attività Produttive Pasquale Tripodi.
"I PIA Innovazione - ha detto - partono da una logica completamente differente rispetto alla classica Legge 488/92, strumento da aggiornare e da modificare totalmente. Essi, infatti, si basano essenzialmente sulla logica dell'innovazione tecnologica e della ricerca di nuovi e più efficaci processi produttivi e preparano le aziende ad affrontare il mercato globalizzato nel quale vince chi anticipa i concorrenti nel migliorare le proprie performance e nell'anticipare le esigenze del mercato. E' stata questa diversa impostazione, che peraltro verrà confermata dal MISE anche nella futura programmazione, a convincerci dell'importanza di investire risorse preziose dei Fondi Strutturali sulle iniziative ammesse ma non finanziate in graduatoria".
L'iniziativa della Regione Calabria permetterà di soddisfare completamente quei programmi di investimento che, pur essendo stati valutati positivamente dal Ministero per lo Sviluppo Economico, sia dal punto di vista della fattibilità economico-finanziaria che dal punto di vista della fattibilità tecnica e dell'origi-nalità dell'iniziativa, non avevano potuto accedere ai finanziamenti comunitari a causa dell'esaurimento delle risorse messe a disposizione dal PON. "Con questa convenzione - ha detto ancora Tripodi - si permetterà alle Pmi calabresi, premiate per le proprie idee, ma rimaste a bocca asciutta per carenza di risorse, di avviare iniziative di ricerca e sviluppo, finalizzate all'industrializzazione di prototipi e brevetti, al miglioramento della qualità produttiva e dell'innovazione dei processi e dei prodotti, rafforzando così il sistema industriale calabrese nell'ottica del perseguimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona. E' un modo, questo, di anticipare e preparare le aziende della Regione ad attuare azioni che dovranno essere necessariamente previste nel POR 2007-2013, per il quale abbiamo già avviato opportuni incontri con le associazioni di categoria".


 
01/12/2006 15:05
Trasversale delle Serre.Di Pietro ha espresso la volontà di considerare prioritari i lavori, i tratti mancanti saranno inseriti nel quadro dei finanziamenti delle opere strutturali regionali. Soddisfatto Censore.
«La visita in Calabria del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ha consentito di chiudere l'ultimo capitolo della Trasversale delle Serre icui tratti mancanti saranno inseriti nel quadro dei
finanziamenti delle opere infrastrutturali regionali. Questo importante risultato è stato reso possibile grazie alle mie sollecitazioni». Lo dichiara il consigliere regionale Bruno Censore (Ds).
«In sede di riunione ristretta con il Ministro Di Pietro, - dice - ho infatti invitato l'esponente del Governo a considerare il quadro complessivo dell'opera ed i tratti che mancano per il suo completamento. Nel corso dell'incontro che si è tenuto a Catanzaro, ho altresì evidenziato che la Trasversale delle Serre costituisce opera strutturale di valenza economica e sociale necessaria a far uscire dall'isolamento le comunità civiche poste nell'entroterra della regione, a cavallo delle province di Vibo Valentia e Catanzaro. Il Ministro alle Infrastrutture - riferisce Censore - ha espresso la sua più piena volontà a considerare prioritaria la realizzazione dei lavori di completamento della Trasversale delle Serre ed ha rassicurato i massimi rappresentanti politici ed istituzionali presenti all'incontro sui tempi celeri di realizzazione dell'opera e sulla volontà di monitorare l'andamento dei lavori anche in previsione di una modifica del progetto che dovrebbe far sfociare la trasversale in prossimita' della città di Vibo. Per dare rilievo al suo impegno, il Ministro Di Pietro - continua - ha gia' fissato a Roma un incontro per il prossimo 16 gennaio al quale io stesso prenderò parte insieme ai rappresentanti della Regione Calabria e a quelli dell'Anas, per firmare insieme ai vertici del Ministero delle Infrastrutture, un Accordo di Programma Quadro per il finanziamento degli ultimi tratti viari mancanti al completamento della Trasversale delle Serre».
Censore ricorda «l'impegno profuso dall'ex sottosegretario Pino Soriero, dell'onorevole Giancarlo Pittelli, dei sindaci di Chiaravalle, Pino Maida e Nino Bruno, di Argusto Bertucci e Daniele, di Serra San Bruno Lo Iacono, dell'ex sindaco di Simbario Bruno Tassone, del sindaco di Mongiana Vito Scopacasa,
di Nardodipace, Antonio Demasi, che si sono prodigati, nel corso degli anni, a seguire il progetto della Trasversale. A mio avviso, l'impegno del ministro di Pietro - continua - è un chiaro segnale dell'elevato grado di attenzione che il Governo Prodi ha nei confronti della nostra regione che da anni attende
una valida politica nazionale finalizzata ad eliminare il divario esistente con le regioni del nord nella garanzia di adeguati servizi rivolti ai cittadini e di una qualità della vita più vicina agli standard europei».

 
30/11/2006 09:32
Placanica: "Non sparai io a Carlo Giuliani"

CATANZARO - "Continuavano con il lancio di oggetti, io ho gridato che avrei sparato. Poi ho sparato in aria. Due colpi, tutti e due in aria". E sul selciato rimase Carlo Giuliani, colpito in testa dal proiettile. E' quanto racconta in una lunga intervista al quotidiano Calabria Ora, Mario Placanica. L'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Giuliani avvenuta durante il G8 di Genova, descrive in modo parzialmente nuovo quelle drammatiche ore del 20 luglio 2001. E le sue parole danno subito il "la" alla polemica politica con il Prc che chiede una commissione di inchiesta sul G8 e Casini che si dice "assolutamente contrario".
Placanica ricostruisce così una tra le pagine più nere della storia d'Italia. Dall'arrivo a Genova: "I superiori ci dicevano di stare attenti, ci raccontavano che ci avrebbero tirato le sacche di sangue infetto. Ci dicevano di attacchi terroristici. La sensazione era come se dovessimo andare in guerra".
Un clima che generò violenze continue. Poi arrivò piazza Alimonda, il Defender con a bordo Placanica che resta intrappolato e accerchiato dai manifestanti: "Ci hanno lasciato soli, ci hanno abbandonato. Potevano intervenire perchè c'erano i carabinieri e anche gli agenti della polizia. Potevano fare una carica per disperdere i manifestanti e invece non hanno fatto niente. Quel momento è durato una vita". E tornano alla mente le immagini di un plotone dei carabinieri fermo a poca distanza dalla jeep attaccata.
Poi la morte di Giuliani. Al rientro di Placanica in caserma, i colleghi "mi hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, 'benvenuto tra gli assassini', mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo Morte sua vita mia, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male".
Poi il processo. Che, però, non fuga tutte le ombre e si conclude con l'assoluzione del militare: il colpo è stato deviato da un sasso. Una carambola mortale che sarebbe costata la vita a Giuliani. "Sono stato un capro espiatorio usato per coprire qualcuno. Le porte sono chiuse per Placanica. Però se vengo congedato per problemi psichici chi mi crede" continua l'ex carabiniere.
A distanza di cinque anni dalla morte di Giuliani, Placanica ritiene di essersi trovato in "un ingranaggio più grande di me. Ero nel posto sbagliato, non si potevano mandare ragazzi inesperti e armati in quella situazione". Molti gli interrogativi che si pone l'ex carabinieri: "Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose che non sono chiare, come ad esempio: perchè alcuni militari hanno 'lavorato' sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con una pietra? Ritengo che cremare il corpo di Giuliani sia stato un errore, forse si sarebbe potuto scoprire di più. Sono alla ricerca della verità. Come fanno a dire che l'ho sparato in faccia. Non è vero. E' impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender".
Una versione che, riferisce il 'Quotidiano della Calabria' sarebbe circolata anche "negli ambienti del Viminale" dove ieri si parlava di un "colloquio confidenziale" dello stesso Placanica.
Le parole di Placanica provocano l'immediata reazione di Rifondazione comunista. Il segretario Franco Giordano chiede una commissione d'inchiesta sul G8. Mentre la madre di Carlo, Heidi Giuliani senatrice di Rifondazione, commenta: "Vorrei che Placanica venisse messo sotto protezione. 'Spero che la magistratura apra immediatamente un'inchiesta e che la verità venga ristabilita in un tribunale".
E lo stesso Placanica accoglie con favore la proposta di Rifondazione di una commissione d'inchiesta: "Ben venga, sarebbe l' occasione per fare luce su quello che è accaduto quel giorno", spiega in un'intervista al network della sicurezza GrNews.it. "Attualmente sono disoccupato - spiega Placanica - e non posso rientrare nelle forze di polizia, come invece mi farebbe piacere. L'Arma dei Carabinieri mi ha usato e poi cestinato".
Sulla richiesta dei protezione avanzata dalla senatrice Haidi Giuliani, madre di Carlo, Placanica dice di non sapere "se attualmente sono in pericolo....".
La proposta del Prc scatena immediatamente la replica di Pierferdinando Casini: "L'Udc è totalmente contraria ad una commissione d'inchiesta sui fatti di Genova", ma se la sinistra "vuole continuare a destabilizzare le Forze dell'ordine e distrarle dai loro compiti istituzionali, quella di una Commissione d'inchiesta è una proposta giusta".
Le parole di Placanica vengono contestate dal comando generale dell' Arma, che rimette alla valutazione dell'autorità giudiziaria il testo dell'intervista. Il comando sottolinea che "le dichiarazioni del Placanica, soprattutto in relazione ai fatti specifici ora addebitati a militari dell'Arma, mai emersi nelle richiamate sedi di indagine, non possono che essere lette, pertanto, con sorpresa e perplessità, sia per la inverosimile gravità dei contenuti sia per la loro tardiva rivelazione".
 
30/11/2006 09:06
Forestali: accordo trovato.
La Regione e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo per il rilancio e la riforma del settore forestale. L’accordo è stato sottoscritto al termine di un incontro al quale hanno partecipato il presidente della Regione, Agazio Loiero, l’assessore all’agricoltura, Mario Pirillo, ed i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, Vera Lamonica, Luigi Sbarra, Roberto Castagna, Antonio Spataro, Pino Gualtieri e Nino Merlino. Già martedì, dopo la giornata di mobilitazione svoltasi a Catanzaro, i rappresentanti della Regione e dei sindacati si erano incontrati per analizzare la situazione del settore. Nell’intesa è prevista l’istituzione di un “tavolo permanente di confronto con i sindacati regionali e di categoria a cui demandare attraverso la concertazione e la programmazione tutto il processo di rilancio e di riforma complessivo del settore”. Tali processo sarà sempre “più affidato ai processi di programmazione concertati anche al fine di determinare percorsi di delegificazione”. Nell’ambito della riforma del settore è stato deciso anche di proporre al consiglio regionale l’abrogazione dell’articolo 28 della legge regionale 7/2006 nelle parti che riguarda il “trasferimento - é scritto nell’accordo - dei lavoratori alle comunità montane e l’esodo incentivato, e nelle more ribadisce quanto già concordato nei verbali sottoscritti negli incontri precedenti, ritenendo sospeso ogni effetto della norma”. Nell’ambito della definizione dei programmi, degli strumenti e delle risorse finanziarie la Regione ed i sindacati hanno concordato anche di “attivare il confronto con il governo nazionale per giungere ad un nuovo accordo di programma quadro entro cui collocare anche il problema del riequilibrio occupazionale e del superamento del blocco del turn-over”. I rappresentanti sindacali sull’intesa sostengono che “lo sciopero dei lavoratori forestali ha prodotto un importante accordo che accoglie le nostre principali richieste. A base della mobilitazione era posta la esigenza di ridare slancio al settore, rilanciandone la produttività e la qualità, e di difendere e di qualificare l’occupazione attraverso processi di autentica riforma e di programmazione concertata”. “Esprimiamo - concludono i rappresentanti sindacali - soddisfazione per il risultato raggiunto grazie alla straordinaria mobilitazione dei lavoratori, ma rimarremo vigili sul rispetto di quanto sottoscritto e pronti a contrastare con la lotta eventuali ulteriori tentennamenti e dilazioni”.
 
28/11/2006 13:53
Finalmente la nuova TAC!

Serra S. Bruno - Un parterre delle grandi occasioni con un cerimoniale sobrio, che ha visto anche la presenza del Presidente della Provincia Ottavio Bruni e del Consigliere Regionale Bruno Censore, ha caratterizzato, nella tarda mattinata di ieri, l'inaugurazione della nuova TAC e del nuovo servizio di endoscopia presso il locale presidio ospedaliero. La cerimonia è stata un po' turbata dal soccorso d'urgenza, proprio in radiologìa, di uno stimato e conosciuto cittadino serrese colto improvvisamente da emorragia cerebrale. A tagliare il nastro, la gentile consorte del Dg dell'As vibonese Francesco Talarico, dottoressa Anna Rotundo, mentre la benedizione dell'apparecchio e delle nuove sale è stata impartita dal Padre Priore della Certosa di Serra Dom Jacques Dupont.
«Se la vita è un dono di Dio la salute è un dono da curare - ha detto Padre Dupont - perciò dobbiamo saper combattere la malattia utilizzando anche le moderne tecnologie. Voi siete ministri della vita - ha aggiunto il Priore della Certosa rivolgendosi ai tantissimi operatori sanitari presenti - la vostra vocazione,in questo senso, è vicina a quella del monaco e del sacerdote. Come il buon Samaritano del Vangelo vi fermate ad aiutare chi soffre per portarlo ad una vita migliore, chinandovi su di lui a soccorrerlo. L'ospedale è allora una casa di Dio. Vi ringrazio per quello che fate, perché così affiancate Dio nella vita, e ciò che di fate di bene per l'uomo, lo fate al Signore».
Il sindaco di Serra Raffaele Lo Iacono, accompagnato anche dal Presidente del Consiglio Comunale Lucia Rachiele, diversi amministratori, tra consiglieri e assessori comunali, ha voluto ancore una volta esprimere gratitudine e apprezzamenti per l'operato fin qui svolto dal Dg Talarico e dal management aziendale, nonché per l'impegno profuso in questi mesi dal consigliere regionale Censore ai fini di dotare tutto il comprensorio montano vibonese del nuovo apparecchio diagnostico. «E' un giorno importante per questo ospedale - ha commentato Lo Iacono - che rappresenta tutta l'area delle Serre. L'unico presidio sanitario per tanta gente in un territorio discriminato e disagiato, dove la viabilità risulta assai difficoltosa. Certamente la Tac, rappresenta un passo in avanti per la costruzione di quella cittadella sanitaria su cui stiamo lavorando».
Per il primo cittadino di Serra la nuova Tac , l'endoscopio, l'ecografo, la seconda autoambulanza che dovrebbe essere assegnata a breve e il completamento delle sale operatorie, rappresentano un buon inizio per il potenziamento dei sevizi sanitari ospedalieri e confermano le promesse dell'attuale management. Anche il presidente Bruni ha avuto parole di lode per il Direttore generale dell'As Talarico e per il suo staff. «Oggi abbiamo motivo di avvertire grande soddisfazione e prestigio in campo sanitario - ha affermato il Presidente della Provincia di Vibo - ecco perché porto anche una testimonianza personale forte nei confronti del Direttore Generale Talarico e della sua equipe che nell'arco di pochi mesi, appena un anno, ha fatto fare passi da gigante alla sanità vibonese. Il programma che ci siamo dati all'inizio si sta realizzando - ha concluso Bruni - anche in sinergia con le forze politiche e istituzionali . Noi non trascuriamo nessuna struttura sanitaria e ospedaliera, di Serra come di altri posti, perché esse rappresentano un'importanza notevole per tutti noi». Soddisfatto anche il Dg Talarico che su gli ospedali cosiddetti periferici ha ampiamente puntato con esiti considerevoli. «Una nuova tecnologia per l'ospedale di serra può significare tanto. Abbiamo dei progetti per questo presidio - ha detto il manager aziendale - siamo solo all'inizio di un percorso. La nuova Tac è un prodotto ad alta tecnologia,e l'ospedale di Serra meritava un prodotto del genere perché dispone anche di relativi professionisti validi e capaci. Una conferma che per noi gli ospedali di provincia non sono catalogati come di serie b perché svolgono un ruolo insostituibile». In prospettiva anche l'intervento inaugurale del consigliere regionale Bruno Censore che ha definito l'assegnazione della Tac al presidio di Serra un punto significativo di partenza. «L'inaugurazione di oggi non è un punto di arrivo, ma ci dice come nel Piano Sanitario Regionale che dovrà essere approvato entro il prossimo 31 dicembre, questo ospedale rimarrà e sarà un ospedale vero e non un simulacro vuoto che non eroga servizi» ha osservato l'esponente regionale. «Avremo maggiore attenzione per il futuro, perché questi presidi, così per come sono collocati li vogliamo far rimanere e rendere efficienti. Intanto lavoreremo per ridare dignità ad una sanità che per molto tempo è stata vituperata - ha sottolineato Censore - siamo sulla strada giusta, anche per quanto riguarda il vibonese, e difenderemo l'operato del management nelle sedi opportune perché riteniamo che la politica sia servizio per tutta la collettività, calabrese, provinciale e anche di questo territorio». Alcune delle qualità tecniche di questa nuova Tac veloce ad alta risoluzione a 8 slide della General Elettric, lanciata sul mercato quest'anno, sono state brevemente illustrate da Dirigente di reparto Galea che ha ricordato come solo dieci anni fa c'erano solo tre Tac in tutta la regione dislocate tra Reggio, Cosenza e Catanzaro. Alla giornata inaugurale, erano inoltre presenti il vicepresidente del consiglio provinciale Domenico Suppa, i direttori aziendali amministrativi e sanitari Alfonso Luciano e Filomena Panno, il responsabile dirigente del personale De Vincentis, il direttore sanitario ospedaliero Mazzù, il consigliere provinciale Barillari e l'assessore Dominelli, il Presidente della Comunità Montana delle Serre Marchese e il Dg dell'As Annunziata di Cosenza Cesare Pelaia , numerosi Sindaci e amministratori delle Serre.


E.V.
 
26/11/2006 18:28
Domani, manifestazione dei forestali a Catanzaro.

I lavoratori idraulico forestali calabresi scenderanno in piazza domani 27 novembre a Catanzaro. Quella organizzata dai sindacati regionali di categoria - secondo la Cisl - sara' una grande manifestazione contro lo smantellamento della forestazione, contro il trasferimento dei lavoratori alle comunita' montane, ma anche per affermare, partendo dalla Calabria, la necessita' di una legge nazionale che possa rilanciare e valorizzare il patrimonio forestale, soprattutto per gli aspetti legati alla difesa e salvaguardia del territorio, all'utilizzazione delle risorse boschive, all'attivazione delle filiere produttive del legno, dell'energia, del turismo. A chiudere il comizio previsto nel piazzale antistante la sede della Giunta regionale sara' il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Albino Gorini. "La Fai-Cisl - spiega Gorini - si e' impegnata a promuovere una grande conferenza nazionale sulla forestazione, per informare correttamente l'opinione pubblica sull'importanza del patrimonio forestale rispetto ai temi della difesa dell'ambiente e dell'assetto idro-geologico del territorio e per tracciare la strada che il governo nazionale e le istituzioni locali dovranno intraprendere nella direzione dell'efficienza e della produttivita' del comparto". "La Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra negano e impediscono il confronto e la concertazione con la rappresentanza sindacale", spiega il segretario generale della Fai Cisl Calabria Giuseppe Gualtieri. "Sono stati decisi senza preventivo confronto negoziale con il sindacato - aggiunge Gualtieri - provvedimenti inaccettabili e incomprensibili, come il trasferimento di quote consistenti di lavoratori dell'Afor e dei Consorzi di Bonifica alle Province e alle Comunita' Montane, o come la determinazione a sostenere forme di esodo incentivato dei lavoratori forestali. Il sindacato, che pure ha partecipato a numerose riunioni con i vertici dell'assessorato e del dipartimento regionale, e' rimasto letteralmente spiazzato. Peraltro anche noi siamo convinti, e lo abbiamo sempre denunciato, che occorre risolvere le numerose disfunzioni degli enti strumentali regionali che gestiscono il settore della forestazione, e siamo disponibili al confronto per una riorganizzazione che risponda alle esigenze di produttivita', di economicita', di efficienza e di trasparenza. Su questi temi chiediamo con urgenza alla Regione un tavolo di concertazione". "Occorre inoltre considerare che un settore che in Calabria rappresenta un'importante economia - aggiunge Gualtieri - dal 1984 a oggi ha perso oltre 24mila posti di lavoro. Erano certamente troppi 34mila lavoratori idraulico-forestali, ma oggi riteniamo indispensabile rispettare i parametri europei mantenendo almeno 12mila unita' lavorative. Per questo chiediamo di attivare il turn-over, fermo da 23 anni, gia' a partire dal primo gennaio. La decisione della Regione di incentivare l'esodo puo' essere condivisa solo se finalizzata al ricambio della forza lavoro in un comparto che ha sempre maggiore bisogno di giovani preparati e motivati, mentre e' inaccettabile se rivolta alla riduzione del personale e al sostanziale smantellamento del settore. La legge Finanziaria - conclude Gualtieri - ha previsto per i prossimi tre anni delle attivita' di forestazione finanziamenti annui pari a 160 milioni di euro, un dato importante ma non certo sufficiente a coprire gli oneri di gestione del settore. La Regione Calabria e il Governo nazionale dovranno impegnarsi a implementare i finanziamenti necessari al settore per i prossimi anni, anche alla luce della trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato di quasi 6.000 addetti dal primo gennaio 2004, che ha fatto recuperare allo Stato quasi 30 milioni di Previdenza agricola. A questo bisognera' aggiungere un consistente investimento delle riserve comunitarie 2007-2013, in particolare su assi e misure del Piano di Sviluppo Rurale dell'ambiente, della formazione e degli aiuti alle imprese nel settore del legno e delle produzioni di energia che utilizzano biomasse".
 
20/11/2006 19:13
Catanzaro, vendetta della mala Trovati carbonizzati due pregiudicati
I cadaveri carbonizzati di due cugini, Massimiliano Falcone, 32 anni, residente a Roccelletta di Borgia (Catanzaro) e Davide Iannoccari, 24 anni di Catanzaro, sono stati trovati questa mattina in un bosco di località Cuti, nel comune di Sorbo San Basile sulla Sila, a circa trenta chilometri da Catanzaro.
La macabra scoperta è stata effettuata da alcuni operai del Corpo forestale dello Stato, che si stavano recando al lavoro. I cadaveri erano al centro di una strada sterrata a pochi metri dalla provinciale. Stando ai primi accertamenti, i giovani sarebbero stati uccisi ieri sera con alcuni colpi di pistola e poi sarebbe stato dato loro fuoco. Nei pressi del luogo del ritrovamento, non è stata trovata alcuna automobile, per cui è stato ipotizzato che Falcone e Iannoccari siano arrivati sul posto insieme ai loro assassini.
Entrambi erano già noti alle Forze dell'ordine. Massimiliano Falcone, in particolare, era ricercato dal mese di giugno scorso quando, secondo le ipotesi dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura, aveva sparato a Luciano Olivo, un giovane originario di Cosenza. Il tentato omicidio era avvenuto in località Calderaio di Pianopoli e, pochi giorni dopo, la Procura di Lamezia aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone. Una era stata subito individuata, mentre Falcone si era dato alla fuga. Da quel giorno aveva fatto perdere le sue tracce.
Anche Davide Iannoccari era ben conosciuto dalle forze dell'ordine, dal momento che nell'ottobre del 2004 era stato arrestato, insieme ad altri tre complici, con l'accusa di avere assaltato il distributore Api in località Bellino. Entrambi i giovani assassinati erano rimasti coinvolti in traffici di sostanze stupefacenti.
 
20/11/2006 12:57
Un bando contro "la fuga dei cervelli" presentato dall'assessore Principe .
L'assessore alla Cultura Sandro Principe, ha presentato ieri, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Cosenza presso la sede di Assindustria, il bando per l'erogazione dei voucher per programmi regionali ed extra regionali di alta formazione.
Attraverso questo provvedimento, che rientra in un piano più complessivo finalizzato all'alta formazione, l'assessore Principe punta a sostenere concretamente la partecipazione di un elevato numero di giovani universitari e laureati calabresi, in possesso di un eccellente curriculum vitae, a programmi di alta formazione regionali ed extra regionali presso organismi di riconosciuto prestigio. Il bando permetterà infatti ai giovani calabresi più preparati di accedere agevolmente presso le università e i centri di ricerca specializzati d'Europa e del mondo. Inoltre consentirà loro, una volta concluso il periodo di specializzazione, di ritornare nella nostra terra a lavorare, mettendo a disposizione delle imprese tutto il know-how e l'alta formazione acquisita. Dopo la specializzazione sarà anche finanziato il loro tirocinio nelle aziende e nelle università.
"Finalmente - ha spiegato l'assessore Principe - la Regione Calabria consentirà ai giovani calabresi più capaci e intraprendenti, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza, di completare il proprio percorso formativo specializzandosi presso organismi nazionali e internazionali di alto valore. Poiché il programma prevede successivamente, anche tirocini di ricerca e di eccellenza presso università, imprese pubbliche, amministrazioni, può coltivarsi con ciò la speranza di arginare la dannosa e insopportabile la ferita che, per tre anni, ha rappresentato per l Calabria la fuga delle sue migliori intelligenze".
"Mi auguro - ha aggiunto Principe - che questa importante iniziativa possa contribuire allo sviluppo della Calabria, per tale ragione invito i giovani laureati calabresi che credono nel futuro della nostra terra, a partecipare numerosi al bando, guardando con fiducia ad un futuro che sarà migliore se tutti sapremo fare on onestà la nostra parte".
Il provvedimento in oggetto prevede dunque l'erogazione da parte della Regione di contributi individuali a fondo perduto - denominati appunto voucher o buoni formativi - per la copertura parziale dei costi di percorsi formativi che abbiano una durata minima di tre mesi e massima di due anni. La dotazione finanziaria complessiva del bando è di cinque milioni di euro e la sua attuazione è supportata da un apposito comitato tecnico-scientifico, da convenzioni con istituti bancari, e dal Piano di Comunicazione della misura Por 3.7. Le domande possono essere presentate a partire dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione del suddetto bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria. La documentazione necessaria alla presentazione del bando è disponibile sul sito dell'Ente Regione www.regione.calabria.it e sul sito del programma di comunicazione per la misura 3.7 www.osiridecalabria.it o può essere ottenuta facendone richiesta alla sede servizio di help desk che risponde al numero di telefono 0961 856636, indirizzo di posta elettronica info@osiridecalabria.it.

 
16/11/2006 20:00
'Ndrangheta, l'annuncio alla socia in affari:"Ho fatto annullare la sentenza"

VIBO VALENTIA - Da giudice è diventata "consigliori" e da "consigliori" è diventata socia. Occulta, accusano i poliziotti e i magistrati che l'hanno arrestata. Però mica tanto, stando alle 100 mila fra registrazioni telefoniche e ambientali che hanno alla fine rivelato l'eccellentissima Patrizia Pasquin, la presidente di sezione del Tribunale di Vibo Valentia, una che da un quarto di secolo amministrava giustizia sempre e solo in quel tribunale. E faceva affari soprattutto. Con qualche avvocato e qualche architetto sempre a caccia di soldi. Come il famoso penalista Filippo Accorinti che organizzava le combine con la giudice, per esempio aggiustavano insieme i processi.

Il penalista.
E allora il magistrato confessava alla sua amica Settimia, tutte e due sedute una sera su un gippone: "Lui è un furbone, eh, Accorinti è un furbone però è un amico, nel senso che guardandosi i cavoli suoi poi ti aiuta, eh...". E si sfogava ancora: "E perché tutti gli altri che sono? Gli altri fanno gli stro..., una si mette a disposizione e poi ti si girano pure contro, scusa allora è meglio uno così o no? Cara mia, è tutto un do ut des".

Comincia così, un giorno, a sentirsi la voce della giudice in una sala della squadra mobile di Vibo. E comincia così ad affiorare una trama. C'era un comitato di potenti che comandava in quella città. E tutti amici degli intoccabili, i Mancuso di Limbadi. Una dinastia di razza padrona. È in un carcere che due di quei boss, Diego e Mico, parlano dell'eccellentissima Patrizia Pasquin. E il primo dice all'altro: "Ho risolto i miei problemi". Erano di sorveglianza speciale. Da quel momento la presidente di sezione del Tribunale è stata ininterrottamente "ascoltata". La gente dei Mancuso di mese in mese si è irritata sempre di più per le sue esose richieste, qualcuno ha persino ipotizzato di troncare "bruscamente" questa amicizia. Qualcuno altro ha cominciato a chiamarla "la cinghiala".
Quarantuno i capi di imputazione formulati dalla procura di Salerno, ventidue quelli accertati dal giudice delle indagini preliminari. Prove e indizi tutti in quelle 100 mila registrazioni.

"Riga per riga".
"Speriamo che non confrontino riga per riga", le sussurrava un amico parlando del business che avevano in piedi da qualche mese, un mega finanziamento per un albergo a cinque stelle fra Parghelia e Tropea, il Melograno Village. Avevano falsificato le carte, l'eccellentissima giudice e i suoi complici, imprenditori e architetti e geometri. Avevano già intascato 948 mila 413 euro. E parte di quei soldi erano finiti già ai Mancuso. "Speriamo che non confrontino riga per riga" era riferito ai possibili controlli fra il Comune di Parghelia e l'assessorato regionale. Un incrocio di documenti e la truffa sarebbe venuta fuori molto tempo prima.

Parlava e parlava sempre Patrizia Pasquin. Ma mai dal suo cellulare. Aveva comprato due nuove schede e però da lì non partivano le sue telefonate. Partivano dall'utenza della sua domestica, quelle due nuove schede servivano solo a ricevere. Numeri che conosceva bene quella Settimia, Settimia Castagna, amica e socia della Pasquin.

Il processo
Un anno fa Settimia era preoccupata, temeva di essere sotto inchiesta. La sua amica giudice - con l'aiuto di un impiegato infedele - è entrata nel sistema della Procura di Vibo e l'ha rassicurata: "Non avere paura, non c'è niente su di te, solo un procedimento dove sei parte offesa". Non sapeva Patrizia Pasquini che tutta l'inchiesta su di lei e sugli altri quindici - proprio il coinvolgimento di un magistrato - era finita alla

Procura di Salerno.
Era un commercio continuo. Anche di processi. È quasi la fine dell'estate dell'anno scorso quando sempre l'avvocato Filippo Accorinti la chiama: "E allora, qui ci sono tre cause".
Risponde lei: "Eh".
Lui: "Una è quella della terrazza".
Lei: "... omissis...".
Lui: "Una è quella della divisione 98 barra....".
La Pasquini alza la voce, è incavolata con il suo amico che parla troppo chiaramente di processi al telefono. E gli ribatte: "Aspetta, adesso mi dite pure i numeri?.. dalla Corte di Appello mi è tornata indietro, quella dove abbiamo fatto annullare la sentenza...".

"Settimia, rischio di persona".
Per i poliziotti e i procuratori di Palermo la giudice avrebbe pilotato "7 o 8 cause" che riguardavano la sua amica Settimia Castagna, imprenditrice turistica e titolare della Green line, una società di floricultura. Eppure Settimia di tanto in tanto si lamentava con lei. E la giudice provava a tranquillizzarla: "Setti', per favore, non mi parlare più di questa cosa, perché mo' me la vedo con Filippo (l'avvocato Accorinti ndr). Quello che posso fare faccio, esponendomi oltre misura e rischiando pure di persona. E i risultati ci sono stati. Notevolissimi". La incalzava Settimia: "Tu come me la poni, sembra che me lo stai facendo a me il favore. Tu lo stai facendo a te stessa bella mia". E lei "Ma lo so, lo so". Settimia: "Tu devi dire: 'Dio ti ringrazio e mi sono sacrificata perché c'erano validi motivi per farlo'. E basta". Poi nel documento giudiziario c'è una sfilza di omissis, evidentemente una lunga lista di nomi ancora oggetto di investigazioni. Riprende la conversazione Patrizia Pasquin: "Ma all'inizio l'ho fatto per te". E dopo una lunga litigata la giudice le dice: "Per noi. diciamo per noi".

E' un altro giorno, un'altra conversazione sempre con Settimia Castagna dove il presidente di sezione del Tribunale quasi urla: "Gli ho fatto annullare la sentenza. più di così non si può fare".

Il Tappo e le salsicce.
In quel groviglio di registrazioni c'è di tutto. Dai piccoli vassallaggi ai grandi affari. Sottomissioni alle quali è costretto un costruttore edile che ogni mattina va a far la spesa alla giudice, un costruttore soprannominato "Il Tappo".
"Dottoressa vuole Wurstel e salciccia? E come li vuole i Wurstel, piccoli o grandi?". E "Il Tappo" la accontentava. Ogni tanto mandava qualche pacco di cibarie pure a Torino, dove studiava all'Università il figlio della signora. E ogni tanto mandava sua moglie Pierina a fare la spesa. Ma poi la giudice tornava a parlare di processi, di lottizzazioni, di firme di assessori comunali e regionali. Un giorno di ottobre riceve anche la telefonata dell'allora presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti. Scrivono i giudici: "Il Pm contesta alla Pasquin e a Chiaravalotti la sussistenza di un reciproco ulteriore patto corruttivo".

Chiaravalloti.
Ma è un'altra telefonata a mettere ancora più nei guai la giudice di Vibo. E' lei che chiama il governatore della Calabria: "Presidentissimo buongiorno salve". Chiaravalloti: "Ah Patrizia, dimmi". Poi c'è un omissis. E ancora la giudice: "Questo è importante e poi mi dici che in qualche modo ovviamente qua ti posso essere utile, poi insieme a quella mia amica bionda volevamo venirti a salutare". Lui: "Se c'è qualche inghippo mi dovete avvisare tranquillamente".

Una settimana dopo i due si risentono. E il governatore dice: "Io avevo una piccolissima istanza da proporti". La Pasquin: "Sì?". E il presidente: "Su mandato di un tuo collega, pezzo grosso, romano.. ah.. della Cassazione.. Allora, tu hai in decisione una causa.. Campisi Tema.". E lei: "Ah, sì". C