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Lettera aperta al Presidente Loiero
19/09/2005 23:36
La finanza dell'imprenditore e quella regionale.
Egregio Presidente Loiero,
trovo molto interessante e costruttivo il nuovo approccio di politica
economica regionale, mi riferisco alla campagna "Investimento
sicuro" presentata a Venezia assieme al Vice Presidente Nicola
Adamo.
La coraggiosa iniziativa, molto probabilmente i risultati economici
arriveranno quasi oltre la fine del mandato dell'attuale giunta,
lascia intendere che al dipartimento di economia della Regione si
comincia a "ragionare" in termini di sinergie da sistema e
fuori dalle logiche del ciclo politico.
Nella fattispecie si vuole incentivare le aziende del tessile,
appartenenti alla categoria alta moda lusso, ad investire in Calabria,
in altre parole, stiamo comunicando agli imprenditori del nord (est
in particolare) che oggi è possibile investire nella nostra Regione ed
è conveniente sotto diversi punti di vista.
Ribadiamo infatti che qui troveranno professionalità, buona logistica
dei trasporti, sicurezza, economie di scala ed esternalità positive da
sistema, fiscalità di vantaggio.
Quanto detto è di pertinenza della politica economica regionale e si
tradurrà nell'impegno concreto dell'amministrazione nel creare
le condizioni sopra descritte, è evidente che la logistica intermodale
in Calabria potrebbe esistere ma ancora va costruita e costa molto,
come anche la garanzia della sicurezza e la cultura della produttività
sul lavoro. Quanto sopra rientra nei numeri del bilancio regionale e
la mia analisi non vuole essere una valutazione sulla ricaduta
economica della politica regionale, perchè di competenza della
struttura dei nuclei di valutazione, bensi una riflessione vista
dalla parte dell'imprenditore mettendo in evidenza alcuni punti
chiave nelle decisioni d'impresa.
Con un approccio più economico che politico è interessante capire il
movente di strategie aziendali volte alla delocalizzazione produttiva.
Per esperienza acquisita sia nel nord est che altrove ritengo che si
debba comunque fare i conti con i numeri, quelli con i quali
l'imprenditore decide se, dove, come e quando delocalizzare la
propria produzione.
Porto l'esempio di una azienda, che potrebbe essere interessata al
nostro progetto "Investimento sicuro", si tratta di un noto
calzaturificio in provincia di Padova la cui licenza di produzione e
distribuzione vede realizzare le scarpe delle più importanti griffe
della fascia alto lusso. Quelle griffe presenti alle sfilate di
Parigi, New York, Milano e nelle migliori vetrine della distribuzione
mondiale.
Si tratta di uno stabilimento con 240 dipendenti che, secondo i dati
ufficiali depositati (Fonte Cerved), nel 2004 ha raggiunto un valore
della produzione di circa 44 MEUR, il cui costo delle materie prime
incide per 15 MEUR (34%), gli altri costi generali per 15,3 MEUR
(35%) ed un margine operativo di 6,5 MEUR (14,5%).
In questa struttura il costo del personale di 7,6 MEUR incide per il
17% sul valore della produzione, Il costo medio per addetto è di circa
32.000 EUR all'anno.
Se l'imprenditore, pur avendo un discreto margine, dovesse
ipotizzare e pensare ad una strategia di delocalizzazione produttiva
in vista di un eventuale incremento dei costi negli anni futuri,
facendo seguito alle analisi di mercato per la nuova localizzazione,
scoprirebbe che in Cina, Tunisia o Romania il costo del personale è di
circa 7/8 volte inferiore rispetto all'Italia. Inoltre,
l'imprenditore sa che in Romania esiste già un avviato indotto
della calzatura: subfornitura di componenti, accessori e materie
prime, professionalità di medio livello e condizioni ambientali
accettabili.
Sulla base di ciò ipotizza di trasferire in Romania alcune linee di
produzione, impianti ed alcune maestranze per avviare la produzione,
procede con un piano di riduzione dei dipendenti in Italia e, dopo il
primo anno, il nuovo assetto sarà il seguente: 120 dipendenti in
Italia e l'altra metà assunti ex novo in Romania, subirà un
aumento dei costi generali del 6,5% (1 MEUR circa per ammortamenti,
logistica, viaggi etc), e nonostante l'aumento dei costi generali
il suo nuovo conto economico, a parità di fatturato, porterà un
incremento del margine operativo di circa 2,3 MEUR (19,7% sul valore
della produzione) soprattutto grazie alla riduzione dei costi per
personale dipendente.
Dopo questa semplice analisi, che permette di focalizzare i numeri, mi
chiedo, cosa dovrei offrire se dovessi convincere l'imprenditore
preso in esame a trasferire parte della sua produzione, o avviare
nuove produzioni, in Calabria invece che in Romania.
Secondo i calcoli, dovrei offrire incentivi finanziari per 2,3 MEUR
all'anno in cambio di 120 nuovi posti di lavoro e ciò significa
che per creare 300.000 nuovi posti di lavoro il costo da sostenere a
carico della finanza regionale è di circa 6 miliardi di EUR.
Le mie perplessità, sebbene le positive ricadute dell'aumento
occupazionale in termini di maggiori consumi, gettito fiscale etc,
riguardano la capacità di finanziare questa politica, in altre
parole: la finanza regionale può affrontare questa spesa ?
Le altre perplessità riguardano i settori dove si indirizza
l'investimento, si predilige il tessile, mi chiedo ci sono settori
dove siamo meno esposti alla competizione internazionale ?
Inoltre, perchè non puntiamo su produzioni dove la nostra vocazione o
struttura ci porta ad essere più competitivi per natura ?
In quale altro settore il costo per finanziare la politica economica
regionale sarebbe stato inferiore ?
Credo che negli anni "70 sia stata perseguita la stessa strada,
chiedo al Dipartimento di Economia della Regione Calabria come verrà
effettuata la selezione degli imprenditori?
Chi e come sarà garante del controllo per evitare le speculazioni?
Salvatore Bertucci
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Serra San Bruno. Il gruppo d'opposizione aveva vanamente oposto ricorso all'approvazione del Bilancio
Bilancio, il Tar rigetta l'appello dell'Udc
SERRA SAN BRUNO Con l'ordinanza dell'11 ottobre scorso il consiglio di stato ha rigettato l'appello contro la sentenza della sez. II n. 420/2005 del Tar Calabria di Catanzaro nella quale l'organo amministrativo respingeva il ricorso sull'approvazione del bilancio di previsione 2005 da parte dell'amministrazione comunale. Come si ricorderà, il ricorso era stato a suo tempo presentato da alcuni consiglieri comunali di minoranza ed esponenti politici facenti capo alla minoranza Udc.
Gli stessi ricorrenti avevano impugnato la sentenza del Tar davanti al consiglio di Stato facendo appello per l'annullamento dell'ordinanza di rigetto. La sezione quinta del consiglio di Stato riunitasi in Camera di consiglio l'11 ottobre 2005 presieduta da Sergio Santoro e composta dai consiglieri Corrado Allegretta, Claudio Marchiello, Aniello Cerreto e Gabriele Parlotti Est ha ritenuto «non sussistenti i presupposti per l'accoglimento dell'appello cautelare» respingendo quindi il ricorso n. 6895/2005. Il comune di Serra San Bruno, contro cui era stato presentato il nuovo ricorso poi respinto dal consiglio in sede giurisdizionale, è stato rappresentato e difeso in giudizio davanti al consiglio dagli avvocati Salvatore Scrivo e Francesco Martingano. Nulla da fare, dunque per i proponenti il ricorso contro l'amministrazione comunale sui termini di approvazione del bilancio pluriennale e di previsione perché battuti anche nel secondo grado di giudizio amministrativo. «Considerato che, a prescindere dalla dubbia legittimazione dei ricorrenti a dolersi della presunta violazione dell'art. 28 del regolamento di contabilità del comune di Serra San Bruno ravvisa l'ordinanza di rigetto del Consiglio di stato risultano comunque rispettati, nella fattispecie, sia i termini endoprocedimentali stabiliti dall'art. 29 terzo comma, del regolamento succitato sia quello finale prescritto dall'art. 141 comma 1 lett. C del decreto legislativo n. 267/2000, da leggersi in combinato disposto con il successivo art. 151 comma 1 dello stesso decreto e dell'art. 1 del decreto legge 31/05/2005 n. 44 motivi per cui l'appello viene respinto.
E. V. |
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Trasversale delle Serre, vertice di verifica sui lavori
Serra San Bruno. Si è svolto ieri pomeriggio presso il palazzo municipale su iniziativa del consigliere regionale Censore
SERRA SAN BRUNO Si è tenuto ieri, presso il palazzo municipale, un incontro operativo sulla verifica dell'andamento dei lavori per la realizzazione della Trasversale delle Serre e la valutazione che questi avranno in particolare sul territorio dei comuni interessati. Alla riunione, sollecitata dal consigliere regionale on. Bruno Censore, hanno partecipato i prefetti di Vibo e Catanzaro, i presidenti delle due Province, il vicepresidente della provincia di Vibo, i sindaci dei Comuni interessati all'attraversamento della Trasversale. Importante la presenza dei rispettivi rappresentanti delle ditte aggiudicatarie dell'appalto, dei rappresentanti dell'Anas e delle organizzazioni sindacali provinciali. L'iniziativa di Censore è nata soprattutto dalla volontà di procedere a ritmo serrato nella realizzazione dell'importante arteria di collegamento stradale all'indomani dell'aggiudicazione dell'appalto del tratto Monte Cucco - Chiaravalle e della bretella Monte Cucco Serra San Bruno. Sulle procedure di completamento dell'opera sul lato ionico che va ad interessare il territorio dei comuni di Serra, Simbario, Spadola, Brognaturo, Cardinale, Chiaravalle Centrale e Torre di Ruggiero per una comunità di circa 30.000 abitanti il consigliere regionale Censore ha voluto che si discutesse proprio a Serra San Bruno, organizzando un tavolo di concertazione che ha visto la partecipazione di rappresentanze istituzionali delle due province e dei responsabili tecnici del progetto esecutivo. Apprezzabile, iniziativa per rendere contezza all'opinione pubblica delle fasi di avanzamento di un'opera attesa ormai da anni e che si ritiene prioritaria per uscire da un atavico isolamento economico, turistico e commerciale, per via dell'assenza di un moderno sistema di comunicazione viaria.
e.v. |
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Colpire intrecci tra MAFIA E POLITICA
di CARMELO PUJIA*
Il delitto di Locri per la modalità di esecuzione e la notorietà del dottor Fortugno, ha, di nuovo, scatenato l'attenzione del Paese sulla Calabria in modo tumultuoso ed emotivo. Le diverse iniziative mediatiche conseguenti hanno indugiato -a mio giudizio- di più sulla rappresentazione drammatica degli eventi che sull'esame rigoroso del fenomeno che devasta, da infinito tempo, il Mezzogiorno d'Italia ed il profondo Sud in particolare
Già in passato il dibattito pubblico ha tentato una diagnosi attenta ai diversi livelli culturali, sociali, parlamentari.
Ricordo che a Montecitorio, nel novembre '85, i deputati calabresi hanno promosso un dibattito su una specifica mozione mentre, qualche anno prima, in consiglio regionale si era dato vita ad una maggioranza politica di emergenza (grande coalizione) per bloccare la disgregazione e il degrado. In quegli anni e in quelli successivi si sono pure tenute quattro conferenze "Mafia, Stato Società" che hanno impegnato tutte le Procure d'Italia, la Chiesa, le Università, i sindacati, le associazioni produttive e di categoria, gli amministratori locali.
In epoca più recente il ministro dell'Interno, on. Pisanu, a Catanzaro, dopo di lui il Procuratore Nazionale Antimafia, dottor Vigna, e, quindi, il Presidente della Repubblica, presente a Vibo Valentia nel gennaio di ques'anno hanno suonato l'allarme, sempre in modo energico e preoccupato.
Nonostante queste iniziative ripetute ed insistenti, la mafia ha continuato ad agire indisturbata. Ha ucciso prima l'on. Ligato, dopo l'ex assessore regionale Araniti, ha sparato poi all'assessore Zavettieri, salvato dai vetri antiproiettili.
Sono centinaia ormai le intimidazioni nei confronti di amministratori comunali, provinciali e regionali.
A questo punto è doveroso domandarsi come si spiega nella regione più povera e arretrata del Paese, la crescita, in pochi anni, della criminalità organizzata?
La 'ndrangheta da più tempo non è il "vecchio brigantaggio". Oggi la mafia è inserita nel mondo economico e mercantile e della finanza. Gode di legami con i potenti e di larghe fasce di omertà. Condiziona gli appalti, specie quelli non soggetti alle procedure ordinarie; si interessa alle grandi opere; va avanti con il narcotraffico e con altri traffici illeciti a livello internazionale. Ha, perciò, bisogno, di disporre di sistemi organizzativi avanzati, efficienti e, soprattutto, di raccordi di varia natura e di relazioni di buon livello.
La Commissione parlamentare antimafia, in attività da diversi decenni, le Istituzioni specifiche, l'Alto Commissariato, le Procure, il Governo hanno il dovere, quindi, di approfondire la conoscenza delle vere cause e dei veri motivi per cui questo dramma si verifica.
Il dott. Macrì, Procuratore Antimafia in Calabria e l'on. Marco Minniti hanno affermato in televisione che la 'ndrangheta ha operato di recente una svolta strategica: sembrerebbe che non cerchi più il referente politico perché la mafia, è entrata nella politica.
I partiti allora non possono più chiudere gli occhi per non vedere o le orecchie per non sentire o peggio giocare a scarica barile o invocare pateticamente le protezioni del cielo, e di mamma Italia sull'amaro destino della terra magica che fu Magna Grecia. I responsabili politici debbono fare, con coraggio, un esame di coscienza per sradicare il fenomeno alla fonte.
L'azione di intelligence e repressiva è compito degli organi di polizia e della magistratura, ma l'azione di prevenzione appartiene alla politica che non può più rifugiarsi nella sterile lamentazione.
Perché il servizio di intelligence non si propone un censimento per capire quali sono nelle istituzioni le contiguità massonico-mafiose?
Le Questure, che elaborano gli elenchi dei forestali collusi e che scoprono le appartenenze mafiose solo quando, -forse più per motivi politici che di sicurezza- vengono sciolti i Consigli Comunali, mai hanno cercato, in modo organico, di individuare quali sono i personaggi chiacchierati nell'intera regione.
Eppure diversi di essi sono noti alla Giustizia non solo per via delle intercettazioni telefoniche ma anche per gli avvisi di garanzia che, per associazione mafiosa, sono stati loro notificati.
Ho letto nei giorni scorsi sul Corriere della Sera riportati in modo plastico ed a colori, i nomi di buona parte delle famiglie mafiose che occupano e governano il territorio calabrese, per cui la ricerca delle relazioni fra queste famiglie e i personaggi della politica non dovrebbe risultare difficile.
Qualcuno poi lamenta un disinteresse dei grandi organi d'informazione sulle vicende calabresi. Siamo in molti ad augurarci che il giornalismo torni ad occuparsi seriamente della Calabria con inviati speciali e indagini approfondite. Se così sarà verrà certamente a galla anche il nesso esistente tra composizione delle liste e settori non trasparenti della realtà calabrese.
Nell'ottobre-novembre del 2004, (prima, quindi, delle ultime elezioni regionali), ho scritto ai Presidenti e Segretari dei Partiti e dei Movimenti Nazionali, chiedendo agli stessi di non candidare i compromessi, i mestieranti adusi a raccogliere voti senza andare troppo per il sottile, i volta gabbana, i personaggi su cui gravano oscure ombre.
Ricordo che Martinazzoli, ha escluso dalle liste persino i parlamentari uscenti che avevano ricevuto avvisi di garanzia per reati infamanti. Perché? Perché "La moglie di Cesare non può essere sospettata".
Le mie lettere sono rimaste senza risposta.
Quanto sopra ho ritenuto di riassumere per evitare che l'analisi che si va facendo ricada negli errori del passato.
Lo Stato, non vi è dubbio, deve continuare a fare la sua parte in modo sempre più intenso e mirato, aiutando, soprattutto, la Calabria a vincere il dramma della disoccupazione che fornisce manovalanza continua alle organizzazioni criminali; migliorando gli uffici delle Procure ed i servizi di polizia; incrementando il sequestro dei beni; destinando un corpo speciale per la distruzione delle cupole mafiose; adottando, in una parola, misure straordinarie. L'impiego dell'esercito, già sperimentato in Aspromonte, non mi pare abbia dato risultati significativi così come le scorte non hanno salvato la vita a Falcone e Borsellino. La mafia sa quando, dove e come colpire. Il dott. Fortugno, uomo mite, cade falciato alla presenza di decine di persone, in luogo chiuso senza che alcuno abbia accennato una qualsiasi reazione.
La mafia, in ogni caso, non è assimilabile alle Brigate Rosse come sembrerebbe ritenga il mio amico senatore Zito.
Le Brigate rosse erano un corpo estraneo alla società civile, la mafia, invece, viene da lontano. E' radicata nella società ed in parte nella cultura dell'arretratezza e dell'ignoranza; la mafia fa parte del costume, gode di larghe fasce di omertà, sostenute e dalla paura assai diffusa e dalle connivenze ramificate e spesso eccellenti. Va, quindi, combattuta ad alzo zero, in modo totale, integrale, adottando misure eccezionali. Una potrebbe consistere, ad esempio, nel centralizzare le gare di appalto, provvedendo alla nomina della commissione di aggiudicazione con la massima rigorosità.
La mafia, va, dunque combattuta eliminando la disoccupazione e promuovendo lo sviluppo, migliorando la qualità della dirigenza politica, selezionando con autentico rigore gli uomini chiamati a gestire gli Enti Pubblici, esercitando una vigilanza rigorosa soprattutto in occasione della formazione delle liste, coinvolgendo nella gestione della regione il sistema universitario calabrese, mobilitando la scuola per un risanamento etico-politico, aiutando la Chiesa ad accelerare la sua nobile missione.
No servono più le lagnusie, le recitazioni, le marcie, lo scarica barile.
Questa volta un grande mondo si è mosso: è quello dei giovani, dei ragazzi che spontaneamente sono scesi in piazza non solo per piangere il dottor Fortugno ma anche per ridare speranza alla nostra Terra.
* Direzione nazionale Udc;
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Scontro dopo le dimissioni del presidente della Comunità Montana, si apre la crisi tra Margherita e DS. Il segretario De Sossi contesta l'atteggiamento del capogruppo della Quercia Demasi.
SERRA SAN BRUNO La vicenda della "crisi annunciata" in seno alla Comunità montana delle Serre Calabre, all'indomani dell'articolo apparso su il "Quotidiano" del 28 ottobre scorso, sembra assumere i contorni di un vero e proprio "giallo politico amministrativo". Il documento dei capigruppo di Udeur, Ds, Unità Socialista, Sdi, Nuovo Psi e SèL, in cui si annunciava «l'apertura informale di una crisi politica e amministrativa» all'interno della maggioranza, pare infatti, abbia colto un po' tutti di sorpresa nelle segreterie politiche provinciali. In particolare la Margherita, partito dell'attuale presidente della giunta della Comunità montana Marchese, il quale, già nella serata di sabato scorso, preso atto delle nuove posizioni emerse dalla maggioranza di centrosinistra che lo aveva eletto giusto un anno fa, ha rassegnato le dimissioni dalla carica nelle mani del segretario provinciale della Margherita Lorenzo De Sossi. Drastica decisione adottata al termine dell'incontro in federazione del gruppo consiliare dell'ente montano della Margherita convocato sempre sabato scorso dal capogruppo Bruno Papa alla presenza del segretario della federazione De Sossi e del presidente della Provincia Ottavio Bruni. Inoltre, oggi stesso, sempre Marchese provvederà al ritiro delle deleghe assessorili nell'esecutivo procedendo, di fatto, ad un azzeramento e a questo punto all'apertura di una crisi "Formale" dagli sbocchi ancora incerti e piuttosto sfumati. Decisioni che lo stesso De Sossi definisce «un percorso obbligato per giungere ad un sostanziale chiarimento politico nella maggioranza, soprattutto con i Ds, e non certamente un atto intempestivo di ritorsione».
Il segretario provinciale della Margherita giudica l'improvvisa posizione del gruppo consiliare dei Ds della Comunità montana delle Serre politicamente incomprensibile non solo per l'accredito al Nuovo Psi, che era ed è fuori dall'attuale assetto di maggioranze nel governo dell'ente montano delle Serre, ma particolarmente strana nella sua azione di sfiducia al presidente Marchese nel momento in cui, anche a livello nazionale, si va consolidando la prospettiva della lista unitaria Margherita Ds nello schieramento di centro sinistra. «Prendiamo atto dell'atteggiamento degli amici dei Ds si osserva in una nota di federazione i quali per quanto riguarda il governo della Comunità montana delle Serre convocano una riunione con il Nuovo Psi che non risulta da nessuna parte faccia parte dell'attuale maggioranza, né dello schieramento di centrosinistra, tanto meno dell'Unione o dell'Ulivo. Tutto ciò pone un interrogativo che potrebbe in qualche modo preoccupare e pertanto suscita in noi meraviglia l'atteggiamento politico assunto dal capogruppo Ds nel consiglio comunitario Antonio Demasi. Una presa di posizione abbastanza singolare che non ha tenuto conto della gravità e complessità del problema la cui soluzione richiedeva un tavolo di discussione a livello provinciale di federazione, così come abbiamo sottolineato con estrema chiarezza non partecipando alla famosa riunione dei capigruppo tenutasi a Serra San Bruno. L'iniziativa assunta da Demasi appare quanto mai strana perché di fatto dà luogo ad un documento politico contro il partito della Margherita, superando nella fattispecie la questione relativa alla Comunità montana che, secondo noi, doveva per correttezza politica essere portata e discussa in sede di concertazione. Non meno preoccupante la censura immotivata e intempestiva mossa all'attuale gestione dell'ente - si ravvisa ancora nella nota - perché non si può sottoscrivere un documento contro se stessi e far finta di niente, se è vero che le responsabilità gestionali e amministrative in seno alla giunta della Comunità montana sono collegiali e non esclusiva del presidente. Crediamo si debba giungere ad un chiarimento politico a livello provinciale senza tentennamenti e infingimenti, secondo un giusto percorso dialettico, come testimoniano le dimissioni del presidente Marchese tendenti a favorire un tale percorso. Quanto è accaduto nelle ultime settimane intorno alla Comunità montana delle Serre sembra rivestire aspetti quasi esclusivamente localistici visto che in sede provinciale non è stato deciso alcunchè da parte di nessuno». Sempre nella nota sottoscritta da De Sossi, si ribadisce che stando così le cose non era possibile far rimanere in carica un presidente sfiduciato da una parte della sua stessa maggioranza politica, dato che risulta «un fatto gravissimo aver convocato una riunione con un partito o un gruppo che non fa parte delle componenti di maggioranza come il Nuovo Psi e aver stilato un documento sostenuto da Demasi, il quale lascia emergere con chiarezza dove intende puntare, aprendo in pratica una crisi ancora virtuale che non si può risolvere a livello locale in modo più assoluto. In chiave politica più generale conclude la nota della segreteria provinciale della Margherita sarebbe stato politicamente più corretto avviare delle consultazioni preventive tra componenti di maggioranza come Ds e Margherita su base provinciale anche in virtù del clima unitario tra i due partiti così importanti nell'ambito dello schieramento di centrosinistra a livello anche nazionale. Quanto meno, sarebbe stato opportuno che i Ds sospendessero quella seduta e chiedessero un incontro bilaterale senza tentare ambigui scavalcamenti che potrebbero turbare i rapporti politici e amministrativi sul territorio alla vigilia dei nuovi assetti nell'altra Comunità Montana di Soriano dove, per quanto ci riguarda, restiamo ancora disponibili al dialogo senza chiusure e trinceramenti. Attualmente si ignorano i più reconditi motivi di apertura e credito quasi illimitato al Nuovo Psi da parte dei Ds, nella fattispecie in sede squisitamente locale, proprio in tempi in cui soprattutto Quercia e Margherita, dovrebbero stare insieme. Questa era stata la nostra indicazione iniziale sul problema e questa rimane per ristabilire un percorso di discussione ai fini della soluzione dei problemi».
E.V. |
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Serra San Bruno
Serra San Bruno. L'assessore comunale al Turismo e Cultura fa un bilancio dell'iniziativa
"Serra Estate", soddisfatto Procopio
«La nostra città luogo ideale nel quale trascorrere le vacanze estive»
Serra SAn Bruno Una stagione turistica più che positiva. Trenta giorni trascorsi allegramente tutti insieme in piazza, tra musica,teatro, cinema, sport e cultura grazie al "cartellone inedito di Serra Estate 2005" come afferma soddisfatto il giovane assessore Comunale alla Cultura Antonio Procopio.
«Senza falsa modestia posso dire senza tema di smentita e con vivo compiacimento che la quarta edizione di Serra Estate 2005, programma estivo di vario intrattenimento promosso da un'Amministrazione Comunale giovane e attiva quale è quella di cui faccio parte, è stata tra le più riuscite, avendo registrato un maggior successo per il gradimento e l'unanime apprezzamento espressi dalla cittadinanza, da turisti e vacanzieri di passaggio. Un successo che non toglie nulla, ovviamente, alle edizioni precedenti, perché si conferma la linea positiva dell'iniziativa ideata e decollata ormai quattro anni fa» osserva l'Assessore Procopio evitando euforiche e retoriche autocelebrazioni. Infatti, al riguardo, tiene soprattutto a ringraziare tutti coloro che hanno scommesso ancora una volta sul programma delle manifestazioni estive collaborando alacremente con l'Assessorato alla Cultura nella realizzazione: «Un grazie di cuore al vicepresidente della Comunità Montana delle Serre Cesare Pelaia per avermi costantemente assistito nelle scelte operate e un ringraziamento particolare al Sindaco Raffaele Lo Iacono per aver creduto nel programma nonché al consigliere regionale On. Bruno Censore per essere stato con noi accordandoci la sua piena fiducia nonché all'Assessore allo Sport Bruno Tassone cui va tutto il merito per l'ottima riuscita dell'originale torneo di Beach Volley sul lungofiume e dell'insieme delle manifestazioni sportive» dice ancora Procopio leggermente commosso quando ringrazia «soprattutto i cittadini di Serra che hanno partecipato piacevolmente alle tante manifestazioni svoltesi per tutto il mese di agosto dimostrando crescente sensibilità e forte maturità rispetto alle iniziative ed alle proposte dell'Amministrazione Comunale». Procopio, giovane esponente della Margherita, pur ricoprendo da pochi mesi l'incarico di Assessore alla Cultura non è nuovo ad impegni organizzativi nel settore dell'intrattenimento sociale e culturale essendo stato, sin dal 2002,tra gli ideatori e promotori della programmazione Serra Estate e del cartellone teatrale Serra Eventi.Un fervore e una passione per le attività socioculturali e ricreative in una realtà difficile e spesso refrattaria a forme più laiche di aggregazione, sicuramente facilitate anche dalle sue precedenti esperienze in quanto consigliere comunale delegato alla Pubblica Istruzione per tre anni.
Il mondo giovanile non a caso è un suo obiettivo privilegiato a cui guardare «per lo sviluppo di una cittadina montana quale è Serra San Bruno che si pone sempre più meta turistica privilegiata in tutta l'area delle Serre Vibonesi capace di attrarre flussi sempre maggiori di visitatori da ogni parte della Calabria e d'Italia». Per Procopio i giovani serresi rappresentano una immensa risorsa ancora parzialmente inesplorata e sconosciuta che va approfondita e valorizzata: «Lo abbiamo visto durante quest'estate con gli spettacoli messi in scena dall'Associazione Culturale il Brigante» osserva ancora Procopio «così come lo abbiamo riscontrato nella Pro Loco, una indispensabile spalla nella ideazione e realizzazione del nostro programma e che pertanto ringrazio nelle persone del Presidente Giancotti,del segretario Giuseppe Scerbo e del socioVincenzo Vavalà tutti i soci e iscritti dell'Associazone. Questo pullulare di potenzialità locali a tutti i livelli che bolle nella pentola dei nostri giovani, dei nostri artigiani, della scuola, delle famiglie, degli anziani e del mondo dell'impresa, che grazie anche a tutta una serie di agili sostegni come i Patti Territoriali, il "Gal" e altri incentivi sembra aver ritrovato impulso e vitalità, è stato percepito anche a livello provinciale, ecco perché estendo il mio ringraziamento al Presidente Bruni, all'Assessore Dominelli ed ai nostri consiglieri provinciali Barillari e Masciari per il loro contributo in termini non soltanto economici e finanziari. La certosa Bruniana» tende a precisare Procopio «era e rimane il nostro faro spirituale e contemporaneamente di tutta la Calabria e d'Italia,tanto per ricordare le acute osservazioni del Presidente della Repubblica Ciampi. Tuttavia, mi sembra che finalmente si è capito in via più generale che Serra San Bruno non è soltanto ed esclusivamente la Certosa, sulla quale, ripeto, la cittadina fonda la sua memoria e la sua identità storico-culturale. Essa è anche uno scrigno ancora tutto da scoprire in tutta la sua valenza culturale intesa in senso lato e che abbraccia le sue tradizioni gastronomiche e folcloriche, il suo vernacolo bellissimo e particolare, per inciso ampiamente dimostrato anche in alcune rappresentazioni di questa stagione, basti citare la splendida piece Viaggio di un Poeta dedicata al nostro poeta dialettale Mastro Bruno Pelaggi realizzata dall'associazione teatrale il Brigante o lo stesso lungometraggio realizzato dai ragazzi della Scuola Media a cura del prof. Demasi che ci ha sconcertato con quel suo Moliere in dialetto classico serrese. Serra San Bruno è anche il suo centro storico che ha affascinato e affascina centinaia e centinaia di visitatori così come è la sua montagna, i suoi boschi, le sue chiese meravigliose, lo stesso Museo della Certosa e tant'altro».
L'assessore Procopio, dati alla mano, dimostra inoltre che Serra in questa stagione estiva 2005 risulta essere in controtendenza rispetto al trend negativo provinciale e regionale in rapporto alle affluenze turistiche ed al numero di visitatori con la variabile positiva che inoltre ci sarebbero state - secondo l'Assessore - molte riconferme nello scegliere Serra come località dove trascorrere le vacanze estive da parte di molti turisti e visitatori senza contare emigrati di ritorno. «Siamo una cittadina che per troppo tempo è stata vittima di un parziale e ingiustificato isolamento culturale e sociale a causa della pressoché assoluta mancanza di politiche mirate e di scelte amministrative tese al rilancio della sua immagine in grande stile» afferma deciso «noi queste politiche e queste scelte le abbiamo tentate e credo che alcuni risultati siano palpabili. La gente, i cittadini, negli ultimi anni si stanno convincendo della grandezza ancora nascosta della loro città e della loro identità semisepolta, noi, come amministrazione comunale questa grandezza vogliamo che non rimanga soltanto una convinzione teorica ma si innesti pienamente nel vissuto della nostra comunità per ridare speranze certe e sempre più nuove per il futuro facendo sì che la cultura entri in quel processo virtuoso volto anche alla crescita, al progresso ed allo sviluppo economico ed occupazionale per molti giovani serresi. E' Questo che ha fatto l'Amministrazione Censore prima, ed è questo che sta facendo e continuerà a fare l'Amministrazione Lo Iacono. Nuove abitudini si stanno diffondendo verso un percorso di modernizzazione sobria e razionale che non dimentica il passato ma anzi si riappropia di esso e lo rivaloriza nell'interesse comune di Serra e del territorio.Non si tratta soltanto del "trenino e dello strano beach volley sul fiume Ancinale per pochi ragazzi perdigiorno" come alcune malevole e subdole voci in circolazione a commento del nostro programma stagionale hanno tentato di far capire offendendo l'intelligenza dei cittadini serresi che invece comprendono,selezionano e scelgono liberamente ciò che è buono e meritevole. Il successo di Comuni in Fiera, del concerto dei Los Locos e dei ritmi afroamericani col jazz e il blues della terza edizione di Serra Suoni, sino a poco tempo fa quasi impensabile per Serra, le note di Musiche Meridionali con i nostri antichi zampognari,la partecipazione cospicua e attenta della gente a tutto questo e altro ancora ci hanno dato infatti ragione : i serresi sanno scegliere e apprezzare ciò che è buono. Della manifestazione Comuni in Fiera forse qualcuno ne aveva sentito parlare e forse di riflesso per le precedenti edizioni costiere di Pizzo o Tropea, noi l'abbiamo svolta a Serra e non mi pare ci sia sto un "flop" come le solite malignità tendenziose sostengono, stiamo anzi lavorando per una Fiera dell'Artigianato locale serrese da tenersi sotto Natale. A giorni, una nostra delegazione si recherà a Toronto, in Canada, per sottoscrivere un protocollo d'intesa col Columbus Center così da rafforzare il gemellaggio intrapreso e ospitare già dall'anno prossimo più di trecento studenti canadesi e le loro famiglie. Il soggiorno dei ragazzi canadesi a Serra negli ultimi due anni è stata una iniziativa comunemente ritenuta lodevole che va continuata a favore dello scambio socioculturale e di studio italo-canadese. Manchiamo ancora di una ricettività piena soprattutto a livello privato dove vi è carenza di strutture adeguate e moderne, ma anche in questo non disperiamo perché grazie alle nostre iniziative in cantiere, come il Progetto del Paese Albergo e gli stessi Patti Territoriali ce la faremo. Si, credo proprio che il bilancio complessivo della stagione sia da considerarsi positivo».
Enzo Vellone
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«Ma che cosa ci azzecca con il Parco delle Serre?»
LA notizia della nomina del Dottor Gregorio Paglianiti a presidente del Parco Regionale delel Serre, terzo presidente dopo il sen. Antonino Murmura e il dottor Franco Cosentino ha attirato immediatamente la mia attenzione. Si, ancora una volta, sono rimasto letteralmente sconcertato. L'illogicità della politica e di chi l'esercita in nome e per conto della collettività ha colpito ancora una volta e credo pure non sia l'ultima . Mi spiego! Subito dopo aver vinto le elezioni regionali, i maggiori esponenti quali Loiero, Adamo, Borrello, si erano premurati di annunciare che si sarebbe cambiato registro per quanto riguardava le nomine nei vari enti e sub enti regionali. Forti del grande risultato elettorale ottenuto credo sia indiscutibile annunciavano, basta con la santa spartizione, si darà spazio esclusivamente alle doti tecniche e alla meritocrazia. Valuteremo solo ed unicamente in base ai curriculum. Credete sia avvenuto? Io credo proprio di no! In caso contrario aspetto smentite. Iniziamo proprio dal dott. Paglianiti, politicamente pare sia un "delfino" dell'on. Borrello, quindi in quota ai Popolari-Udeur, di professione Medico Oculista, esercita in varie strutture pubbliche e private, rigorosamente convenzionate, sia in Calabria che in Sicilia. Attualmente è anche responsabile oculista per l'Inail a Locri, Palmi e Vibo Valentia, fa parte anche dell'Ente morale Unione Italiana Ciechi è stato vice sindaco di San Calogero, ha partecipato alle elezioni regionali del 2000, pare che sia tra i candidati al Parlamento nella lista del campanile del 9 aprile.
Dopo tutto questo, che non è poco, mi viene da chiedere, ma cosa ci azzecca Lei con il Parco Regionale delle Serre? Nel suo curriculum, non vi è assolutamente nulla che possa, in qualche modo, ricondurla al Parco delle Serre.
Risulta essere privo di ogni e qualsiasi requisito per poter svolgere questo incarico. Lei, dott. Paglianiti, mi risulta non avere alcuna esperienza tecnico-amministrativa o manageriale e, credo, capisca di Scienze Forestali più o meno quanto il sottoscritto, praticamente nulla. Non basta. Lei è pieno di incarichi professionali che sicuramente merita quindi quale tempo crede di poter dedicare al Parco Regionale delle Serre? Credo proprio poco. Certo, in vista delle elezioni del 9 aprile può essere un buon biglietto di visita nelle Serre e, poi un'indennità di 1.600,00 euro al mese sono sempre meglio di un pugno in faccia. Io, scherzi a parte, credo fortemente che il parco sia una grande realtà per le zone delle Serre e della provincia intera. E' una grande risorsa che va valorizzata, adeguandola alle esigenze di chi vive delle risorse dei boschi, tra cui le varie aziende agricole e boschive, i carbonai ecc. Insomma, deve essere una risorsa produttiva, che faccia da volano, a nuova occupazione, a turismo, a sviluppo, a sfruttamento programmato e pianificato con contestuale salvaguardia della natura e dell'ambiente. Sono convinto, che Lei sarà un bravo professionista e una gran brava persona, ma la sua nomina mi creda è fortemente fuori luogo. Il Parco delle Serre ha bisogno di un Presidente in pianta stabile che possa dedicare tutto il suo tempo con professionalità, passione, dedizione ed esperienza. Lei questo non può farlo, ne prenda atto. Lei rappresenta ancora una volta una nomina politica, per giunta, aggiungo io, sbagliata. Non credo sia questa la strada e il modo per innalzare la qualità della vita nei suoi vari aspetti come da Lei dichiarato, Lei sarà giudicato per quello che farà realmente e non per le buone intenzioni. In Lei vedo solo quelle. Per chiudere e ribadire quanto già precedentemente scritto in un intervento sul Quotidiano della Calabria, che ringrazio per la disponibilità e lo spazio che mi ha sempre concesso, dal titolo " L'illogicità dei Politici " ci troviamo ad avere un dirigente scolastico (Scopacasa) a Commissario Aterp, un insegnante (Ceravolo) a Presidente della Proserpina spa, Un medico oculista (Sirgiovanni) a Presidente dell'Asi -ex Nucleo Industriale- di Vibo Valentia, ora, Lei a Presidente del Parco Regionale delle Serre. A questo punto, al suo posto e al suo nuovo incarico, mi sarei aspettato, per par condicio, un ginecologo. I risultati sono davanti agli occhi di tutti, Enti impantanati e coperti di fango privi di programmazione, di obiettivi sfidanti, di sviluppo, di trasparenza e visibilità, chiusi in se stessi. Spesso la gente normale non ne conosce nemmeno l'esistenza.
Il Parco delle Serre è una cosa seria, non un ulteriore trofeo, da far vedere e ammirare come una nuova conquista a parenti e amici, lo ricordi bene dottor Paglianiti.
Ferruccio Schiavello
imprenditore
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No alla chiusura dell'artigianato locale!
Brognaturo VV. Chiude nell'indifferenza generale la rinomata fabbrica di pipe "Grenci", dal nome del suo fondatore, il maestro Domenico Grenci, noto in tutto il mondo. Illustri fumatori, dall'ex presidente della repubblica Sandro Pertini, per finire al leader della Cgil Luciano Lama, una volta conosciute quelle pipe prodotte artigianalmente con il ciocco delle brughiere nella sua bottega di Brognaturo, un piccolo comune nelle serre vibonesi, cominciarono a preferirle a tutte le altre. E la bottega, fino a qualche anno fa, era un andirvieni di intenditori. «Non ci sono più le condizioni per continuare - dice il figlio Antonio, 50 anni, medico, che dopo la morte del padre da cui aveva appreso il mestiere unitamente al fratello Vincenzo, ha continuato per molti anni nella tradizione paterna - Per una di queste - dice mostrando il campionario con allineate le varie forme di pipe - bisogna selezionare decine di ciocchi di Erice (così si chiama l'arbusto ligneo che cresce spontaneo lungo i sentieri della "Lacinia" dove si sta costruendo l'omonimo lago artificiale). Poi occorre un'altra giornata per scavarlo e modellarlo. Alla fine, il prezzo medio è di circa 200 euro, un costo fuori mercato rispetto a quello praticato dalle industrie che ormai producono in serie. Ma non si tratta solo di questo. Ciò che più mi avvilisce è l'indifferenza delle Istituzioni e dei politici che non ti danno aiuto materiale e psicologico. Pensi - prosegue Grenci - che anni addietro sia la Provincia sia la Regione compravano un centinaio di pipe per regalarle alle delegazioni estere. Oltre che un apporto economico era anche un riconoscimento ad una dinastia che aveva proiettato nel mondo, specie nelle Americhe dove mio padre aveva lavorato in una falegnameria di Chicago, il paese. Adesso è calato il sipario dell'indifferenza».
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Dopo l'accorato appello, si continua.
Lo storico laboratorio delle pipe Grenci molto probabilmente non chiuderà. Dopo l'appello alle istituzioni da parte di Antonio e Vincenzo, i figli di Domenico Grenci, il fondatore dell'azienda morto alcuni anni fa, dalla Provincia è venuta una risposta positiva in termini di impegno a non far morire una fabbrica conosciuta in tutto il mondo per la creazione di un prodotto che aveva attirato l'interesse di personaggi importanti come l'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini e il noto sindacalista Luciano Lama. L'intenzione di chiudere l'attività, come aveva spiegato nei giorni scorsi il titolare dell'azienda, è dovuta all'attuale congiuntura economica e alle difficoltà di mercato.
L'assessore provinciale alle Attività produttive Giovanni Vecchio ha incontrato Antonio Grenci per analizzare i termini del problema e cercare assieme una soluzione per far sì che l'azienda artigianale possa ancora produrre ed esportare in tutto il mondo le famose pipe di erice.
«Si è trattato di un incontro molto cordiale - ha dichiarato l'assessore - durante il quale abbiamo analizzato insieme la situazione, ripercorrendo la storia di questa antichissima attività artigianale, unica nel suo genere. A nome della Provincia - ha garantito Vecchio - ho assicurato il massimo impegno per la ricerca di soluzioni che possano scongiurare la chiusura e per il rilancio del laboratorio che per tanti anni ha rappresentato, e continua ed esserlo, una delle più alte espressioni dell'artigianato locale di qualità».
Prime risposte positive, dunque, per salvare e rilanciare un laboratorio che fonda le sue radici nella passione di una famiglia che da anni si dedica alla creazione di pipe trattando in maniera artigianale le ciocche di erice che crescono lungo i sentieri delle serre vibonesi. Antonio, 50 anni, medico, assieme al fratello Vincenzo, dopo la morte del padre avvenuta nel 1998, aveva proseguito nell'attività di famiglia, affrontando difficoltà di ordine economico e di mercato. Un mese fa la decisione di chiudere. Decisione che, dopo la mano tesa dalla Provincia e da altre istituzioni, potrebbe rientrare. Il che significherebbe anche salvare l'immagine di una Calabria sana e capace di inventarsi il lavoro.
(22 settembre 2004)
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Parco delle Serre.
Approvate dall'apposito comitato le schede-progetto per ottenere i fondi regionali
In attesa dei 15 milioni di euro
Dovrebbero giungere entro la fine dell'anno dalle casse del Por Calabria
OCCORRONO, euro più euro meno, 15 milioni per dare un volto al Parco delle Serre, l'area boschiva compresa fra tre province (Vibo Valentia, Reggio Calabria e Catanzaro) e 26 comuni.
Destinataria della richiesta finanziaria è la Regione, detentrice di quei 742 milioni di fondi Por da impegnare per progetti infrastrutturali e affini entro fine 2005. Il Parco,se vuole concorrere alla spartizione dei fondi, dovrà spedire alla Regione entro fine mese gli studi di fattibilità relativi ai progetti finanziabili.
Per questo, il comitato presieduto da Franco Cosentino ha approvato le 16 schede-progetto sulle quali sviluppare gli studi. Ma già le schede, a leggerle ad una ad una, prefigurano ciò che vuol essere questo Parco delle Serre. Anzitutto, un'area ben riconoscibile. Come? Attraverso tre "porte di accesso", una orientale a Bivongi, una settentrionale a Cardinale e un'altra occidentale, situata a Gerocarne. Non tre porte vere e proprie, ma altrettanti punti di accoglienza "dove trovare tutte le informazioni necessarie per la visita del Parco", ubicati vicino a siti naturalistici suggestivi: le cascate del Marmarico, la vallata del fiume Allaro e il vivaio Afor di Ariola. I tre comuni menzionati sono enti proponenti delle schede.
Tre idee progettuali riguardano altrettanti musei: un "ecomuseo della biodiversità", cioè "una mostra museo permanente che comprende tutta la varietà vegetali dei territori inclusi nel parco", con sede nel vivaio di Ariola.; un "ecomuseo della Ferdinandea e delle ferriere" nel complesso della Ferdinandea (oggi posseduto da un privato), dove raccogliere le testimonianze legate all'industria del ferro un tempo più grande d'Europa; un "museo del legno e delle tradizioni forestali" in una sede da individuare.
Il settore turismo è considerato anzitutto nel progetto di centro turistico per la terza età, da situare in vecchi casolari recuperati. Poi, ci sono nei programmi del Parco quattro aree attrezzate: una per la sosta dei camper a Brognaturo, Soriano e Nardodipace comprensiva di un campeggio in posizione baricentrica fra i tre comuni; una per attività equestri a Mongiana (con maneggio, progetto proposto insieme a quel comune e al Corpo forestale); altre due in siti lacuali come l'Angitola, dove si vorrebbe fare un "centro natura" e percorsi per il birdwatching, e come il Lacina, con la realizzazione, ai suoi bordi, di una staccionata e di una pista per mountain bike, trekking ed equitazione, oltre che di ricoveri nelle aree vicine.
Non mancano, ovviamente, i progetti per itinerari naturalistici, a iniziare da quello del parco fluviale Cornacchia (avviato anni fa dalla Comunità montana "Alto Mesima che ne è l'ente proponente); mentre nel capitolo strutture e infrastrutture è previsto un centro direzionale dell'Oasi naturale dell'Angitola. Completano le schede i progetti didattici (un laboratorio multimediale con osservatorio ambientale nell'oasi Angitola e un centro didattico faunistico-forestale a Spadola) e scientifici: una "banca dati della biodiversità" flogistica e faunistica; un osservatorio epidemiologico della fauna: un progetto importante in tempi come questi, vedi aviaria.
a.s.
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Tanti i provvedimenti messi in campo nel settore dell'edilizia pubblica.
"L'istituzione del fondo da utilizzare nelle politiche sociali per la casa - afferma l'assessore ai lavori Pubblici Luigi Incarnato - è l'ultimo di una serie di importanti provvedimenti messi in campo da questo assessorato nel settore dell'edilizia pubblica". Tra questi Incarnato cita l'avvio del programma denominato "ventimila abitazioni in affitto" con un finanziamento complessivo di 10 mila euro e l'approvazione dei piani di recupero urbano per Lamezia Terme, Morano Calabro e Acri, con un impegno di spesa che supera gli otto milioni di euro. "Alle Aterp calabresi - dice Incarnato - stiamo anche dando una serie di linee di indirizzo per il recupero dei centri storici e del patrimonio edilizio, mentre è stato elaborato un piano per la messa in sicurezza degli edifici scolatici calabresi. Nel campo dell'edilizia non residenziale, si sta portando avanti un programma riguardante i beni confiscati alla mafia (per complessivi 12 milioni di euro) con la realizzazione di circa 33 interventi di opere pubbliche nelle cinque province calabresi. È stato anche predisposto un programma di opere pubbliche, di cui alla legge 13/2004, che prevede un investimento complessivo di 128, 600 milioni di euro con la realizzazione di 700 interventi di cui i soggetti attuatori sono gli enti locali territoriali. Nel corso del 2005, poi, sono state completate le procedure amministrative per tutti gli interventi regolarmente approvati dagli enti attuatori. In particolare i progetti esecutivi finanziati sono circa 400".
Per quanto riguarda i buoni casa, l'assessore ai Lavori Pubblici, fa sapere "che sono in fase di liquidazione e che il finanziamento complessivo ammonta a circa 137 milioni di euro e consente di soddisfare 6 mila e 100 domande tra acquisto e il recupero della prima casa". (p.g.)
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Ieri la posa della prima pietra alla presenza del viceministro Tassone
Trasversale delle Serre al via
Appalto di 175 milioni per i primi 21 chilometri
SIMBARIO - Con la posa della prima pietra e il taglio del nastro in località Simbario, Trasversale delle Serre che interessa le province di Catanzaro e Vibo Valentia, l'Anas avviato la realizzazione della nuova SS 182 affidando i lavori alla impresa Torno. Costo complessivo dell'opera 175,3 milioni di euro per lavori lungo i tronchi IV dal bivio di Montecucco a Chiaravalle Centrale e tronco IV bis asta per Serra San Bruno. I lavori del nuovo tracciato, che avrà uno sviluppo complessivo di oltre 21 chilometri, sono parte del più ampio e articolato programma di realizzazione dell'intera Trasversale, dallo Jonio al Tirreno. Alla cerimonia hanno preso parte il vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Mario Tassone,l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato, il vice presidente della provincia di Vibo Paolo Barbieri, i parlamentari Nuccio Iovine, Giancarlo Pittelli, Ida D'Ippolito e Francesco Bevilacqua, il responsabile enti locali dei ds Pino Soriero, consiglieri, sindaci e amministratori locali delle due province.
«Con l'avvio dei lavori l'Anas intende dare una concreta risposta a quelle amministrazioni locali e a quei cittadini calabresi che lamentano l'isolamento dei loro territori interni,montani e pedemontani» ha detto il capo compartimento dell'Anas Calabria Raffaele Celia. In una dichiarazione il presidente nazionale dell'Anas Vincenzo Pozzi, «l'attuale SS 182,ancora in gestione all'Anas,e la ex 110, trasferita alle competenze degli enti locali, non sono infatti più in grado di sopportare, in termini sia di funzionalità che soprattutto di sicurezza,una maggiore domanda di trasporto». Pozzi ha ricordato che della Trasversale delle Serre si cominciò a parlare addirittura sul finire degli anni sessanta e ha precisato che «la Calabria non ha bisogno di parole e di annunci,ma di sviluppo e di crescita economica». Il nuovo tracciato ha richiesto un articolato lavoro progettuale ed ingegneristico, che prevede la realizzazione di 3 gallerie naturali lunghe complessivamente 1.242 metri,7 gallerie artificiali di 1.270 metri complessivi e 20 viadotti pari a 3.145 metri. Molte le preoccupazioni circa le necessarie risorse esistenti a copertura dei grandi investimenti pubblici in Calabria in tempi di finanziaria magra per regioni,province e comuni. Rassicurazioni sono state date in tal senso dal vice ministro Mario Tassone il quale non ha però taciuto le difficoltà attualmente oggetto di dibattito e confronto nel Governo. «Il nodo delle risorse finanziarie sono un grosso problema» ha detto Tassone «ma come ho più volte detto e ripetuto in questi ultimi giorni per le opere già avviate esiste la copertura. Tassone ha ricordato anche il protocollo di legalità sottoscritto nel 2004 con tutte le prefetture al fine di prevenire eventuali infiltrazioni mafiose nei cantieri stradali «non è uno scherzo ma non basta, perché molti cantieri sulla Salerno Reggio Calabria risultano bloccati e sottoposti a sequestro per mafia». Anche per l'assessore Regionale Luigi Incarnato la posa della prima pietra della Trasversale delle Serre «è un altro passo in avanti di enormi dimensioni perché ispira maggiore fiducia e speranza ai calabresi». Anche Incarnato soffermandosi sul protocollo di legalità ha parlato di «occhi vigili e attenti» e ha invitato le imprese che lavorano in Calabria ad una sempre più maggiore collaborazione. Il vice presidente della provincia di Vibo Valentia Paolo Barbieri ha sottolineato l'importante significato dell'opera soffermandosi sulla bontà dell'ammodernamento della A-3 e la necessità di riprendere il corridoio ionico della 106 per mettere in rete due lati strategici di un collegamento viario.
Enzo Vellone
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Si è concluso un travagliatissimo consiglio comunale.
12/09/2005 21:00
Stamani si è svolto il consiglio comunale per nominare il nuovo vicesindaco e l'assessore ai lavori pubblici, dopo la revoca fatta ad Ovidio Romano e a Francesco Umbrello. Prende la parola Domenico Vilone per un atto di solidarietà nei confronti del sindaco per quanto accaduto in settimana. Parimenti fà il capogruppo della minoranza Bruno Tassone. Apre i lavori il sindaco, spiegando i motivi che l'hanno indotto a revocare le cariche ad Ovidio Romano e a Francesco Umbrello, in quanto negli ultimi sei mesi, non hanno partecipato a nessun consiglio comunale. Quindi il nuovo vicesindaco è Domenico Vilone e assessore Renato Vigliarolo. Vorrebbe prendere la parola Ovidio Romano per chiarire la sua posizione, ma il sindaco si oppone, dichiarando che non è la sede idonea per discutere della questione. Tecnicamente non sappiamo se il sindaco abbia ragione, ma dal punto di vista dell'informazione sarebbe stato più che lecito portare a conoscenza della cittadinanza, i malumori che esistono fra i componenti della maggioranza.
Dopodichè, si è passati all'approvazione del bilancio consuntivo con otto voti a favore e tre astenuti (Salvatore Romano, Ovidio Romano e Francesco Umbrello).
Qualche critica è stata fatta all'opposizione per aver votato a favore, ma il capogruppo Bruno Tassone ha motivato la posizione affermando che la prima metà del bilancio, si riferiva alla vecchia amministrazione, di cui egli era il sindaco, e quindi non poteva esimersi dall'approvazione. |
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Il premio “Impresa longeva” è stato assegnato a Filippo Callipo in occasione della quarta giornata dell’Economia
MAIERATO. In occasione della quarta Giornata dell’Economia, che si è tenuta ieri a Roma, l’Unioncamere nazionale ha assegnato alla Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa il premio Impresa Longeva e di Successo. Il Premio, giunto alla terza edizione, consiste in onorificenze simboliche di eccellenza professionale ed è stato attribuito a 4 aziende italiane, una per ogni settore economico (agricoltura, industria, artigianato, commercio e servizi), maggiormente contraddistinte da solidi risultati e dalla continuità generazionale nella gestione delle attività. Per il settore dell’industria è stata scelta a livello nazionale la Callipo, la cui candidatura è stata positivamente valutata dalla commissione nazionale Unioncamere sulla base della storia aziendale, della tradizione, del numero di generazioni e del disegno strategico perseguito. Il tema della longevità - è scritto in una nota - è stato interpretato non solo tenendo conto dell’anno di fondazione dell’azienda, ma anche in relazione allo “stato di salute”, inteso soprattutto come livello di solidità finanziaria, condizione necessaria per garantire il successo, il futuro e di conseguenza la longevità dell’impresa stessa. E la Callipo continua ad essere una delle aziende di spicco per l’economia non solo calabrese ma anche nazionale. Specializzata da oltre 90 anni nella produzione di conserve ittiche, è stata fondata nel 1913 da Giacinto Callipo, bisnonno dell’attuale Amministratore Filippo Callipo, che rappresenta la quarta generazione della famiglia. “Questo riconoscimento - ha detto l’amministratore unico dell’omonima azienda, Filippo Callipo - è per me motivo di grande soddisfazione perché premia soprattutto il profondo rispetto e la totale condivisione dei valori ereditati dai miei avi e che ancora oggi sono il marchio distintivo dell’azienda Callipo. Valori quali la passione per la qualità, per il lavoro ed il rispetto dei diritti dei lavoratori li ho assimilati pian piano, crescendo all’interno dell’azienda e respirandone “l’aria” fin da piccolissimo. Oggi questa filosofia vincente è condivisa da tutti i miei collaboratori che ogni giorno costruiscono insieme a me il successo della Callipo. A tutti loro dedico questo premio”. Il riconoscimento è stato consegnato dal Presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia, Michele Lico, che, nel suo intervento, ha ringraziato Filippo Callipo per il notevole contributo allo sviluppo economico e sociale della Provincia, sottolineando come la sua azienda sia la dimostrazione che si può fare impresa anche in Calabria. Il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, in occasione della consegna dei Premi ha detto che “in un momento come questo in cui il Paese ha bisogno di credere nelle sue capacità di affrontare e vincere la grande sfida dello sviluppo, dare un premio a chi riesce ad affermarsi vuole essere un segnale per tutti gli altri che è possibile stare sul mercato in termini competitivi nel rispetto di regole comuni”.
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Lo zio d'America
Davanti alle maggiori autorità della Calabria e sotto i riflettori di RAI3 è stato presentato il libro "lo zio d'America".
Nella chiesa della Trasfigurazione alle ore 10,30 comincia a parlare don Peppino e illustra a grandi linee il suo libro, del perchè e quando ha deciso di scrivere lo zio d'America.
Prende la parola il sindaco Andreacchi, il quale ringrazia le autorità per la loro partecipazione .
Coinvolgente e preciso è stato l'intervento del consigliere provinciale Bruno Censore che conoscendo già il libro non fa difficoltà a descrivere storicamente ill momento in cui opera lo zio d'America e delle difficoltà economiche in cui versano i nostri paesi e quindi il problema dell'emigrazione.
Don Peppino chiarisce alcuni momenti del libro in cui lo zio porta un'ingente somma a Simbario per la costruzione di un asilo nel 1950 ma non riesce a trovare
collaborazione. Non solo, ma la somma consegnata viene spesa dopo tanti anni per l'acquisto di un piccolo terreno. Leggere il libro per avere risposte.
Il libro, viste le prevendite avrà un enorme successo e noi auguriamo a don Peppino una pronta guarigione in attesa di vedergli ricevere una giusta premiazione.
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La proposta degli Rsu dell'ospedale. Riorganizzare la sanità pubblica
Saper cogliere nell'atto di indirizzo nazionale ed in quello costitutivo aziendale le linee guida fondamentali per riorganizzare la sanità pubblica sul territorio in termini di riqualificazione della spesa e delle prestazioni a vantaggio degli utenti. In sintesi e questa la proposta unanimemente emersa dall'ultima assemblea sindacale degli Rsu ospedalieri tenutasi presso il presidio nei giorni scorsi. Erano presenti all'incontro l'assessore provinciale Domenico Dominelli e il segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil Antonio Cirillo. Superamento di alcune confusioni relative ruoli dirigenziali, governo complessivo dell'azienda sanitaria n. 8 con particolare attenzione alla funzionalità dei distretti e dei presidi montani, gestione più razionale del personale e budget di spesa, sono stati al centro dell'animato dibattito che ha impegnato le rappresentanze sindacali ospedaliere locali. Cece Molinaro, intercettando numerose riserve e lamentele di medici e paramedici ma soprattutto l'annosa (carenza nella qualità e quantità dei servizi sanitari offerti nei piccoli centri come ad esempio Serra San Bruno (vedi problema Tac o insufficienza di personale infermieristico in medicina), ha auspicato la realizzazione cocreta delle indicazioni regionali posti nell'atto di indirizzo. Per Molinaro bisogna fare un sistema in grado di superare l'emergenza riorganizzando il settore a livello aziendale secondo nuove e produttive ripartizioni di poteri e scelte. Cirillo ha sottolineato l'urgenza di avere il "disciplinare" che ancora la Direzione Generale non ha emanato in modo da evitare conflitti e sovrapposizioni del passato. Per il responsabile provinciale Cgil le linee guida implicite nell'atto di indirizzo non sono il vangelo e la soluzione di tutto, bensì l'ennesimo strumento con cui lavorare guardando in avanti. Dominelli non ha risparmiato critiche sul funzionamento delle strutture sanitarie che ancora costringono tanti ammalati a compiere «i viaggi della speranza» e ha invitato le rappresentanze sindacali ad aprire nel caso anche «vertenze con l'azienda», specie per quanto riguarda i piccoli ospedali più interni.
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Colpire intrecci mafia-politica. E perché quel magistrato se ne va?"
LOCRI - "Esprimo il mio ringraziamento alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'impegno profuso nelle indagini sull'omicidio di mio marito, Francesco Fortugno. I devastanti effetti che tale omicidio ha prodotto sul piano sociale ed istituzionale impongono che sia intensificato al massimo l'impegno da parte degli organi preposti dello Stato per l'individuazione delle responsabilità ad ogni livello, primo tra tutti quello politico. E' questo l'unico obiettivo al cui conseguimento ho interesse, e in relazione al quale continuerò a non consentire alcun calo di tensione o alcun tentativo di confusione di ruoli".
E' quanto afferma Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ed esponente della Margherita, ucciso a Locri il 16 ottobre scorso, in merito agli sviluppi dell'inchiesta che hanno aperto un nuovo fronte di polemiche politiche. Il presidente della Regione Loiero ha infatti invitato Domenico Crea, amico del presunto mandante dell'omicidio, a dimettersi dal consiglio regionale. Crea è subentrato proprio a Fortugno.
"Sono perfettamente consapevole (così come lo sono l'Italia e la Calabria degli onesti) - aggiunge la dottoressa Laganà, oggi parlamentare della Margherita - che la fase più difficile ed impegnativa delle indagini sarà quella riguardante l'individuazione degli ulteriori livelli di responsabilità. Per questo motivo appare incomprensibile, che nel momento in cui dovrà prodursi il massimo sforzo per aggredire qualunque area "grigia", di "compartecipazione" o di "contiguità", che abbia fornito l'humus in cui è maturato l'efferato omicidio, venga affidato ad altro incarico il magistrato che maggiormente ha concorso nel rapido conseguimento di significativi risultati investigativi".
La vedova Fortugno affronta poi il caso del pm Creazzo, vicino al trasferimento. "Proprio nel momento in cui si apre la via per sviluppare l'indagine in ogni direzione sui rapporti tra mafia e politica - aggiunge Maria Grazia Laganà - si depotenzia il pool inquirente. Lo spaccato di intrecci politico-mafiosi che emerge dall'indagine, conferma ciò che già nell'immediatezza dell'omicidio risultava chiaro: la causale politica dello stesso. I risultati investigativi hanno spazzato via tutti i tentativi di delegittimazione che sin dal primo momento sono stati posti in essere. Letture riduttive della causale si sono rivelate meramente funzionali a tentare di proteggere un quadro inquietante di modalità di gestione del potere che si va disvelando. Risulta ineludibile affrontare la questione morale. Questione - sottolinea la vedova Fortugno - la cui soluzione, le istituzioni e la politica non possono delegare esclusivamente alla magistratura. Non è accettabile che sia definito "idiota" chi intendeva svolgere in Calabria attività politica onestamente, tanto da pagare questa scelta con la propria vita. E' stato e sarà un punto di forza del mio impegno politico l'estraneità ad ogni rapporto che possa condizionare le mie determinazioni processuali e politiche".
"Sono perfettamente consapevole che le mie scelte mi espongono ad attacchi delegittimanti, all'isolamento ed a possibili sconfitte sul piano personale e politico. E' però mia convinzione - conclude Maria Grazia Laganà Fortugno - che proprio il sacrificio di mio marito abbia costituito un punto di svolta nell'attenzione dello Stato verso la Calabria e nella coscienza dei calabresi".
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Gli articoli di Ultimissime del 20005
30/12/2005 19:11
Lsu/Lpu, “stop al precariato”
Lsu/Lpu, “stop al precariato”
È in corso in tutta Italia la raccolta di firme avviata dall’organizzazione sindacale Cosnil per chiedere al Governo l’aumento degli stipendi dei lavoratori socialmente utili. “Attualmente - afferma il segretario Cosnil Francesco Lucirino - questo tipo di contratto prevede una retribuzione mensile di 450 euro, mentre la Cosnil chiede che venga portata a 1100 euro, oltre all’assorbimento dei lavoratori nella pubblica Amministrazione.
26/12/2005 10:20
Master per giovani laureati
La Giunta regionale, sotto la presidenza dell'On. Agazio Loiero ha dato il via al concreto trasferimento delle funzioni gestionali dalla Regione al sistema delle autonomie locali. Inoltre, su proposta dell'Assessore all'Economia Nicola Adamo, è stato approvato un pacchetto di interventi costitutivi di un progetto che prevede interventi nell'area della locride. In particolare, è stata decisa la realizzazione di un polo scientifico a Locri, la riqualificazione dei centri storici della locride e dei territori contigui e dell'intera provincia di Reggio. E' stata anche deliberata la realizzazione di un master di alta formazione per manager nella Pubblica amministrazione per giovani laureati con un minimo di votazione di 105 su 110. L'esecutivo ha, infine, deliberato l'istituzione di uno sportello antiusura e antiraket. Sono queste le maggiori innovazioni del provvedimento di integrazione alla Legge finanziaria regionale 2006, approvata nell'ottobre scorso e che saranno, ora, sottoposte all'esame del prossimo Consiglio regionale. (o.m.)
21/12/2005 13:43
La Ricciarelli a Simbario
Oggi 22 Dicembre alle ore 19,30 nella chiesa matrice di Simbario ci sarà il Concerto di Natale con il soprano Katia Ricciarelli e il baritono Franco De Leo, accompagnati dal maestro Leonardo Quadrini al pianoforte.
Il concerto è stato offerto dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Vibo Valentia. L’evento è uno di quelli importanti e speriamo che sia di augurio per un bellissimo Natale e un felicissimo Anno Nuovo.
20/12/2005 17:43
Da oggi al 22 dicembre a palazzo "Chimirri" a Serra. Lo ha reso noto l'assessore Dominelli
L'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia parteciperà alla mostra-mercato Natale in Fiera, promossa dal Comune di Serra San Bruno e allestita a Palazzo Chimirri da oggi al 22 dicembre. A renderlo noto è l'assessore provinciale all'Agricoltura, Domenico Dominelli, che in queste ore sta mettendo a punto gli ultimi dettagli organizzativi, in vista dell'inaugurazione di domani. Nell'ambito della sua partecipazione, la Provincia, che ha anche collaborato alla fase istitutiva dell'evento, allestirà uno stand per la degustazione di prodotti enogastronomici locali, a cui la mostra-mercato è dedicata. «Ancora una volta l'assessorato all'Agricoltura è in prima linea nella promozione delle produzioni locali d'eccellenza - ha sottolineato Dominelli - ma in questa occasione il valore aggiunto dell'iniziativa è determinato dal contesto territoriale, quello dell'entroterra serrese, che può vantare una storia millenaria fatta anche di arte e spiritualità e non soltanto di prodotti genuini». La valorizzazione di questa risorsa territoriale rappresenta uno degli obiettivi prioritari dell'assessorato, come dimostra il grande successo che quest’estate ha riscosso il progetto pilota Scoprire la Montagna, grazie al quale migliaia di turisti e visitatori hanno potuto fruire di escursioni nel comprensorio delle serre vibonesi organizzate dalla Provincia.
18/12/2005 16:07
Chiuse per il maltempo le scuole di Nardodipace
Le scuole di Nardodipace, conosciuto come il più povero d’Italia, sono chiuse da alcuni giorni. Ad emettere le ordinanze di chiusura dei due edifici che ospitano rispettivamente la scuola elementare - materna e quella Media, il sindaco Antonio De Masi, che avvicinato dall’Agi, così commenta: “Quei fabbricati costruiti in seguito alle alluvioni dei primi anni ‘50 e ‘70, dopo decenni di lotte ed attese, nel novembre del 2004, sempre a causa del maltempo, avevano subito unitamente ad atre strutture ed infrastrutture, gravissimi danni. Ma in questa ultima occasione, debbo dare atto che il Genio civile è intervenuto tempestivamente per periziare i danni subiti, così come in maniera tempestiva, è intervenuta la presidenza del Consiglio dei ministri mettendo a disposizione della Regione Calabria fondi. Ma ahinoi ! - esclama il sindaco De Masi - quando si tratta di Nardodipace, la burocrazia si inceppa. Infatti la Regione Calabria, non si riesce a capire per quale motivo, non ha ancora fatto arrivare a questo comune gli stanziamenti occorrenti per la riparazione degli edifici scolastici e gli altri enti danneggiati. Motivo per cui sono stato costretto ad emettere l’ordinanza di chiusura. Ma se la Regione non provvederà subito, già siamo in ritardo, non è detto che non debba ricorrere all’emissione di altre ordinanze riguardanti smottamenti di strade e di case che avrebbero dovuto essere consolidati con gli quegli stessi fondi”. De Masi che è anche capogruppo dei Ds in seno al Consiglio provinciale , ricorda fra l’altro, che “non solo la ricostruzione pro alluvionati è durata oltre un ventennio, ma ultimamente è stata bloccata una strada di vitale importanza che dovrebbe unire Nardodipace a Mongiana togliendolo dall’isolamento, promessa mezzo secolo fa da De Gasperi in occasione della prima alluvione, progetta ed appaltata un anno fa dalla provincia di Vibo Valentia”.
16/12/2005 15:25
Promuovere l’artigianato locale. Interessante iniziativa della Provincia di Vibo che ha varato un progetto per la creazione di nuove aziende
VIBO VALENTIA. Un plafond complessivo di un milione e 400mila euro messo a disposizione da Artigiancassa per erogare prestiti a tasso agevolato (2 per cento) fino ad un massimo di 60mila euro, garantiti dalla Provincia, a favore dei giovani vibonesi che intendano avviare un’attività imprenditoriale. L’iniziativa - è scritto in una nota della Provincia di Vibo Valentia - è prevista nel progetto “Intraprendere”, destinato a promuovere l’imprenditoria giovanile nel settore dell’artigianato, ideato e varato dall’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, in collaborazione con Artigiancassa e le associazioni di categoria. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, è stato ufficialmente inaugurato lo sportello provinciale che fornirà assistenza a chi intende aderire all’iniziativa. All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia Ottavio Bruni, l’assessore alle Attività produttive Pasquale Orfanò, il responsabile regionale di Artigiancassa Carlo Vavalà, il presidente di Casartigiani Mario Malfarà Sacchini, il presidente vibonese della Cna Franco Gioghà, il direttore e il presidente provinciale di Fidart, rispettivamente Giuseppe Ruga e Giulio Valente, nonché il segretario e il direttore provinciale di Confartigianato, Ernesto Matera e Bruno Ruscio. “Come Provincia - ha detto Bruni - siamo convinti che nuove realtà imprenditoriali possano essere incoraggiate soltanto se le Istituzioni si impegnano a sostenere questo processo, imbastendo rapporti di collaborazione fattiva con gli istituti di credito e con le associazioni di categoria. Con Intraprendere, quindi, vogliamo attuare una concreta politica d’incentivazione finanziaria a favore dei giovani imprenditori, surrogando la scarsità di agevolazioni nazionali e regionali in questo campo”.
16/12/2005 10:27
"Verrò". Papa Benedetto XVI risponde all'invito del Presidente Loiero
"Verrò". Così Papa Benedetto XVI al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero che al termine dell'udienza di oggi in Piazza San Pietro lo ha invitato a partecipare alle cerimonie per il quinto centenario della morte di San Francesco di Paola che ricorre nel 2007. "E' un invito - ha detto Loiero al Pontefice consegnandogli una lettera ufficiale - che le rivolgo a nome di tutti i calabresi, in modo che possa direttamente conoscere questa antica terra, che racchiude tanti tesori e valori ma vive una realtà complessa e tormentata. La Calabria si sta preparando all' atteso evento su San Francesco: strapparle la promessa di una sua visita, sarebbe un grande onore per me e motivo di grande gioia". Il Pontefice ha manifestato la propria disponibilità a recarsi in Calabria, ovviamente dopo avere verificato l'agenda degli impegni. Nella breve udienza, oltre a consegnare la prima edizione in italiano dell'Evangeliario Bizantino, curata dall'Eparchia di Lungro e che la Regione ha inteso pubblicare ("Sono a conoscenza della grande considerazione che ha l'Evangeliario nella liturgia bizantina e del suo significato simbolico", ha detto Loiero), il presidente della Calabria ha illustrato a Benedetto XVI, apparso molto attento e informato della situazione calabrese, quelli che sono i problemi e le speranze della regione, partendo dalla realtà sociale e culturale. Quindi, nero su bianco nella lettera, ha "motivato" a Benedetto XVI l'invito a visitare la regione: "L'Amministrazione regionale che presiedo, sta anche portando avanti un'opera di valorizzazione, di promozione e riscatto della Calabria, cercando di isolare quelle componenti, del tutto minoritarie, che fuori dalla legalità e da ogni morale, gettano immeritatamente discredito sulla nostra terra. Fatti recenti, come lei sa, hanno portato la Calabria all'attenzione dell'opinione pubblica mettendo in risalto aspetti negativi che esistono, è innegabile, ma che non incidono, né modificano il tessuto sociale calabrese che è e rimane fondamentalmente sano. Fatti, però, che hanno scosso e profondamente turbato i calabresi di buona volontà che sono tanti e vogliono continuare a vivere la loro vita con onestà, costruendo ogni giorno il futuro dei nostri figli". "Questo incontro con lei, Santo Padre, in questo momento difficile per la mia terra - ha concluso Loiero - rappresenta un auspicio e un incoraggiamento ad andare avanti e proseguire con solerzia nel nostro cammino e per questo la prego di rivolgere ai calabresi una parola di conforto che ci consenta di continuare ad andare avanti con fiducia, maggiore impegno e con la serenità di sempre, senza lasciarsi prendere dallo sgomento e dalla paura".
15/12/2005 16:00
Arrestati a Vallelonga e a Vibo
Due arresti per espiazione pena
VIBO VALENTIA. Due persone, Salvatore Lo Bianco e Domenico Marafioti, 33 e 51 anni, il primo idraulico, operaio il secondo, sono stati arrestati dai carabinieri dovendo espiare delle pene divenute esecutive. In particolare, Lo Bianco che è stato tratto in arresto a Vibo Valentia dove risiede, dovrà espiare una pena a tre anni e cinque mesi di reclusione essendosi reso responsabile di tentata estorsione e violazione sulle armi. Mentre Marafioti, residente a Vallelonga, è stato tratto in arresto dai militari della stazione di San Nicola da Crissa, dovendo scontare una pena a sei mesi di reclusione per furto. Entrambi sono stati rinchiusi nelle carceri di Vibo Valentia.
15/12/2005 15:42
La Calabria è tra le prime regioni per numero di impianti fotovoltaici superiori a 50 kw
La Calabria è tra le prime tre regioni con il maggior numero di impianti fotovoltaici superiori a 50 kW ammessi dal Gestore del sistema elettrico all’incentivazione prevista dal Decreto del ministro Scajola del 28 luglio del 2005. Lo ha reso noto il presidente del Grtn Carlo Andrea Bollino, intervenuto ieri mattina a Roma alla presentazione del rapporto Enea. Con 4 impianti per una potenza totale di 3.260 kW, la Calabria è preceduta solo dalla Puglia (7 impianti per una potenza totale di 5.671 kW) e dalla Sicilia (6 impianti per una potenza totale di 3.523 kW). In totale, tra le 78 domande complessive pervenute, sono 43 gli impianti superiori a 50 MW risultati idonei e ammessi all’incentivazione. La potenza complessiva ammessa all’incentivazione per gli impianti maggiori di 50 kW è risultata pari a 26 MW. Di conseguenza, per l’incentivazione di questa categoria di impianti restano ancora disponibili 14 MW di potenza che potranno essere assegnati alle domande presentate nei trimestri successivi. Il Gestore del sistema elettrico-GRTN S.p.A, in qualità di “Soggetto Attuatore” per l’incentivazione degli impianti fotovoltaici, ha concluso l’esame delle domande relative al primo trimestre di incentivazione (domande inoltrate al GRTN entro il 30 settembre 2005) per gli impianti di potenza superiore a 50 kW e ha quindi comunicato l’esito ai soggetti titolari. Le tariffe richieste dai soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici maggiori di 50 kW ammessi all’incentivazione sono risultate comprese tra un valore minimo di 0,390 €/kWh e un massimo di 0,490 €/kWh corrispondente al valore massimo ammesso dal decreto. Il Gestore del sistema elettrico - GRTN S.p.A., entro la fine dell’anno e come previsto dal suddetto decreto ministeriale, comunicherà agli altri Soggetti Responsabili gli esiti di tutte le domande d’incentivazione ricevute. Il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, inoltre, il 7 dicembre scorso ha firmato il secondo decreto che definisce gli incentivi per l’istallazione degli impianti fotovoltaici che amplia la potenza incentivabile portandola da 100 a 300 MW. “Questo secondo bando - ha dichiarato Bollino - rafforza il ruolo di Soggetto Attuatore del Gestore del sistema elettrico che opera per promuovere tutte le azioni e campagne informative finalizzate a favorire la corretta conoscenza del meccanismo di incentivazione del solare fotovoltaico”. Gli impianti ammessi all’incentivazione in Calabria sono quelli di San Ferdinando, Vibo Valentia, Rende, Spezzano Albanese.
14/12/2005 18:19
Nuovi provvedimenti cautelari . Sono 10 quelli emessi dal Gip di Vibo nell’ambito dell’operazione “Rima” contro l’immigrazione clandestina
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della Procura della Repubblica dello stesso capoluogo, ha emesso dieci provvedimenti cautelari nei confronti di persone indagate nell’ambito dell’Operazione chiamata “Rima” compiuta nel luglio. I provvedimenti riguardano, Rosario Fiaré, 57 anni, già detenuto; Filippo Fiaré, 48 anni, già detenuto; Domenico Grande, 42 anni; Ettore Antonio Longonato, 48 anni, già detenuto; tutti agli arresti domiciliari. Domenico Zangari, 64 anni; Silverio Groe, 47 anni; Rocco Farfaglia, 60 anni; Antonio Baldo, 62 anni, ai quali è stato imposto l’obbligo di dimora. Marcello Auddino, 45 anni, sottoposto all’obbligo di presentarsi all’autorità di polizia giudiziaria; Gheorghe Mois, 34 anni, romeno, ricercato, che dovrà essere detenuto in carcere. L’Operazione, che riguardava il fenomeno dell’immigrazione clandestina, si concluse con l’emissione di 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere e sei agli arresti domiciliari, nei confronti di 34 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, riciclaggio, impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita, spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, truffe aggravate in danno dello Stato e della Unione Europea, truffe in danno di privati, associazione a delinquere finalizzata a procurare l’ingresso illegale in Italia a cittadini extracomunitari di origine rumena. I provvedimenti, emessi a seguito della trasmissione degli atti processuali della Dda di Catanzaro alla Procura di Vibo Valentia, sono stati eseguiti ieri mattina dagli agenti delle Squadre Mobili di Catanzaro e di Vibo Valentia.
13/12/2005 16:11
Protocollo d'intesa su proposta dell'assessore Dominelli
Una nuova sinergia istaurata tra Provincia e Camera di Commercio di Vibo Valentia consentirà di migliorare la prospettive di crescita del comparto agroalimentare locale.
Su proposta dell’assessore alle Politiche agricole, Domenico Dominelli, infatti, è stato siglato recentemente un importante e innovativo protocollo d’intesa tra l’Amministrazione e l’Ente camerale, con il fine di promuovere e commercializzare la produzioni vibonesi.
L’intesa, siglata dal presidente Ottavio Bruni e dal numero uno della Camera di Commercio, Michele Lico, consentirà di perseguire con ancora maggiore efficacia quegli obiettivi prioritari che l’assessorato competente si è posto da tempo, a cominciare dalla creazione di un sistema di rete che permetta alle imprese agricole di individuare e sfruttare insieme nuove quote di mercato per la commercializzazione dei prodotti tipici e d’eccellenza, come olio, tonno, funghi e insaccati.
«Si tratta di un altro importante tassello del nostro programma che trova la giusta collocazione – ha spiegato Dominelli -. Da tempo, d’accordo con il presidente Bruni, il mio assessorato ha intrapreso un percorso che mira all’ammodernamento dell’intero comparto agricolo locale, altrimenti destinato a perdere competitività sulla scena nazionale e internazionale».
Nello specifico, ecco le attività previste dall’accordo:
· Commercializzazione: ricercare nuove quote di mercato e procedere alla gestione degli acquisiti e delle vendite in forma collettiva.
· Tutela: adozione di iniziative tese a individuare, registrare e certificare le imprese agroalimentari e le rispettive produzioni sulla base di appositi requisiti disciplinari e di standard produttivi e commerciali.
· Promozioni: adozione d’niziative che possano contribuire a promuovere sui mercati nazionali e internazionali le imprese agroalimentari locali e le rispettive produzioni.
· Valorizzazione: adozione di iniziative finalizzate a sostenere le potenzialità di crescita e di sviluppo delle imprese agroalimentari attraverso forme di assistenza tecnica, economica, giuridica, gestionale, manageriale, formativa e organizzativa.
Per raggiungere questi obiettivi, il protocollo d’intesa prevede la realizzazione di studi e analisi sul sistema agroalimentare vibonese, il sostegno per la costituzione di consorzi o di altre forme associative finalizzate all’esportazione dei prodotti locali, servizi di assistenza tecnico-giuridica e di tutoraggio, attività di coordinamento nella commercializzazione dei prodotti, integrazione dell’offerta agroalimentare con quella turistica, iniziative di formazione rivolte agli operatori del settore.
Per dare piena attuazione all’accordo, infine, Provincia e Camera di Commercio hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro tecnico congiunto, sotto il coordinamento dell’Ente camerale.
13/12/2005 15:59
Per lo sviluppo della montagna. Il 15 e 16 dicembre prossimo un incontro è stato promosso dall’Uncem regionale
CATANZARO. L’annuale appuntamento promosso dall’Uncem regionale, con la partecipazione della Regione Calabria, dell’Afor, dell’Imont (Istituto nazionale della montagna) e della Comunità montana della Limina, che quest’anno si svolgerà fra Locri e Gerace, nei giorni 15 e 16 dicembre, è ormai una tradizione consolidata. Un’occasione importante per parlare dei temi legati alle politiche di sviluppo della montagna calabrese, autentica risorsa dell’economia di questa regione, in quanto circa il 90% del territorio è costituito da aree montane. Da semplice incontro tra i soli amministratori delle Comunità montane, uniti nell’obiettivo di fare arrivare la loro richiesta di un maggiore coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica, si è trasformato, nel tempo, in un evento politico e culturale, capace di mettere a confronto le diverse istituzioni sulle nuove strategie, sui progetti e le nuove proposte da realizzare per rendere più concreto il programma di sviluppo della montagna calabrese. Dopo la riforma del titolo V della Costituzione che ha trasferito alle Regioni la maggior parte delle competenze in materia di montagna, l’Uncem, oggi, può chiedere con maggiore fermezza il contributo dell’ente regionale per interventi in un settore che può diventare sempre più competitivo. La conferenza regionale sulla montagna, persegue, quindi, nel suo intento di offrire momenti di riflessione su quanto si è realizzato e, su quelle basi, attuare sempre più adeguate politiche di sviluppo.”La montagna nelle politiche di sviluppo delle Regioni”, è proprio il primo argomento che verrà affrontato dagli addetti ai lavori, giovedì 15 dicembre, alle ore 15,30, nella chiesa di San Francesco a Gerace. La scelta della Locride, non è stata fatta a caso, ma, attraverso la riunione del Consiglio nazionale dell’Uncem, l’intendimento è quello di manifestare un segnale di forte solidarietà e sostegno agli amministratori locali calabresi, troppo spesso soggetti alle pressioni della malavita e per sostenere le forze dell’ordine impegnate, in quella zona, in una massiccia opera di bonifica. Il consiglio nazionale dell’Uncem, infatti, nella mattinata di venerdi 16 dicembre, nella sala consiliare di Locri, affronterà, il tema “La montagna italiana per il lavoro e la legalità”, mentre nel pomeriggio, i lavori proseguiranno nella chiesa di San Francesco, a Gerace, per discutere di “Come creare lavoro in montagna”; altro argomento centrale della Conferenza regionale tanto delicato, quanto drammaticamente attuale, a causa del persistente problema dello spopolamento delle aree interne, da cui deriva la mancanza di lavoro e, la conseguenza più immediata, diventa la facile intrusione della mafia. “Il rischio di una nuova marginalità, diventa sempre più vicino, ecco perché è necessario - secondo il presidente regionale dell’Uncem, Vincenzo Mazzei - partire proprio dalla montagna, per affrontare questi problemi che appartengono, nostro malgrado, a tutta la regione. Per competere sul tavolo della globalizzazione, è necessario fare emergere le risorse della montagna, spesso sommerse. Il nostro compito è quello di valorizzarle e di inserirle in circuiti anche fuori dai confini del nostro territorio. Non ci può essere futuro per la nostra regione, senza progetti in direzione dell’occupazione e dell’utilizzo produttivo delle risorse, a cominciare da quelle naturali e ambientali, senza dimenticare il patrimonio storico e culturale di cui la nostra terra è custode”.
11/12/2005 14:37
Lamezia-Londra 4 Euro: torna la Ryanair. Un volo sarà operativo a partire dal prossimo 18 febbraio. La soddisfazione del presidente della Sacal, Vitale
LAMEZIA TERME. La Ryanair torna a volare dall' aeroporto di Lamezia Terme con un collegamento da e per Londra che sarà operativo dal 18 febbraio del prossimo anno. "Con questo importante accordo commerciale col vettore irlandese, accordo rincorso da tempo - ha sostenuto Giuseppe Vitale, presidente della Sacal, la società che gestisce lo scalo lametino - si compie un passo fondamentale, decisivo, per lo sviluppo dello scalo e il recupero di centralità dell' intera regione, che, grazie ad un collegamento diretto, efficiente, sicuro e a basso costo con Londra e con le coincidenze da/per Londra, diventa adesso facilmente accessibile e raggiungibile dal cuore dell' Europa. Per contro, il cuore d' Europa e le varie altre destinazioni low cost che da qui si diramano, diventano facilmente raggiungibili dalla Calabria". Incontrando i giornalisti, Vitale ha anche sottolineato che "Londra è una meta fondamentale per chi vuole imparare l' inglese, per chi vuole assistere ai grandi eventi di spettacolo, per chi vuole visitare i grandi musei; ma anche per chi vuole fare business, chi vuole allargare i propri orizzonti commerciali. Per contro, da Londra adesso la Calabria può essere percepita come una meta ideale per fare turismo quasi tutto l' anno e per investire e attivare rapporti commerciali". "Il volo Ryanair - ha concluso Vitale - rompe l'isolamento e riporta d' emblee la regione al centro del Continente e al centro del Mediterraneo, esaltando le sue caratteristiche di avamposto europeo nel Mare Nostrum". Lamezia, quindi, entra a pieno titolo nelle 71 rotte su 15 aeroporti nazionali (Alghero, Ancona, Bari, Bologna, Brindisi, Genova, Roma, Milano, Palermo, Pescara, Pisa, Torino, Trieste, Venezia, Verona) della compagnia low cost Ryanair con voli che saranno operativi dal 18 febbraio prossimo e partiranno tre giorni la settimana (martedì, giovedì e sabato) da Lamezia alle 10.30 con arrivo a Londra Stansted alle 12.35. Da Londra Stansted i voli sono in programma gli stessi giorni con partenza alle 6.10 ed arrivo a Lamezia alle 10.05. I prezzi dei biglietti sono contenuti. Inoltre, ricorrendo ad prenotazioni anticipate via internet partono da 4 euro ed il loro costo medio sarà di 40 euro circa. Sulla stessa lunghezza d' onda di Vitale, Bridget Dowling, responsabile vendite Italia della Ryanair: "Finalmente anche i calabresi potranno approfittare delle tariffe più basse d' Europa e del servizio clienti numero uno. E' un passo molto importante per questa bella regione e siamo sicuri che la rotta avrà un grande successo. Prevediamo di trasportare trentamila passeggeri da e per la Calabria nel prossimo 2006. Per festeggiare il lancio della nuova rotta - ha concluso - c' è un'offerta incredibile di voli per Londra da soli 4,99 euro". Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore generale della Sacal, Osvaldo Spagnoli, l' assessore regionale alla Sanità Doris Lo Moro, il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, il vice presidente della Provincia di Catanzaro, Mario Magno, il presidente dell' Asi, Giuseppe Petro.
10/12/2005 14:52
Davoli. Francesco Tropeano, 37 anni, muratore è deceduto sul colpo. Muore schiacciato da un albero. Lascia la moglie e quattro bimbi piccoli. Oggi i funerali
DOVEVA essere una giornata solare, piena di allegria e armonia, la tradizionale festa dell'Immacolata, invece è finita tragicamente per Francesco Tropeano, 37 anni, muratore di Davoli che ieri mattina ha perso la vita schiacciato da un albero.
L'uomo, infatti, si era alzato di buonora per recarsi nella sua proprietà in località "Severino" a Davoli superiore in compagnia del cognato e qui ha incominciato ad abbattere con la motosega un grosso albero.
Certo non sarà stata la prima volta che l'uomo svolgeva una simile mansione. Certo avrà avuto dimestichezza con quel lavoro. Eppure ieri, forse per una svista, o per una fatalità quel maledetto albero, (pare fosse un castagno), gli è caduto letteralmente addosso, colpendolo mortalmente alla testa senza dargli via di scampo.
A prestargli il primo soccorso il cognato che però non ha potuto fare altro che constatare la tragedia che si era appena consumata sotto i suoi occhi increduli.
Dopo qualche attimo di smarrimento ha allertato i soccorsi dal momento che l'uomo non dava più alcun segno di vita.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Chiaravalle, i carabinieri di Davoli e della Compagnia di Soverato ed il medico legale di turno, ma per Francesco Tropeano, purtroppo non c'era più niente da fare. Tant'è che l'uomo è stato portato a casa già cadavere.
Francesco Tropeano lascia la moglie e quattro bimbi in tenera età. Oggi in paese si svolgeranno i funerali.
A. F.
09/12/2005 14:14
Raccolta rifiuti, un affare di famiglia. L'impresa del marito presenta il ricorso, quella della moglie vince la gara
Drapia. Sulla gara bandita dal Comune lo Slai Cobas presenta denuncia alla Procura della Repubblica
«E' un appalto sospetto». Non ha dubbi il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Salerno, che ha presentato apposita denuncia alla Procura della Repubblica. Tutto ruota attorno all'affare relativo alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e all'asta pubblica bandita dall'amministrazione comunale, poi aggiudicato alla ditta Cricelli di Ricadi. Un'impresa, questa denuncia il sindacato - di cui è titolare Natalina Cricelli, la consorte di Francesco Pantano, amministrazione delegato della Proserpina spa, che aveva presentato un apposito ricorso al Tar inducendo l'amministrazione comunale ad annullare per ragioni di autotutela la prima gara alla quale presero parte due imprese, La Samà Carlo di Amantea e la Servizi ambientali Italia di Napoli. Sull'atteggiamento della Proserpina, dunque, e del suo amministratore delegato Francesco Pantano, a giudizio del coordinatore dello Slai Cobas, la magistratura deve fare piena luce.
Questi i fatti. Il 7 settembre 2005, il Comune di Drapia ha indetto un'asta pubblica per l'appalto del servizio di raccolta dei rifiuti. Il 21 settembre 2005, alla data di scadenza per la presentazione delle offerte sono pervenute due offerte presentate dalla ditta Samà e dalla Servizi ambientali Italia. Due giorni dopo, il Comune ha quindi annullato l'avviso di gara in questione alla luce della presentazione da parte della ditta Proserpina di un ricorso al Tar, opportunamente protocollato al Comune, mirante l'annullamento previa sospensiva dell'avviso di gara stesso. Riaperti i termini, sono giunte nuovamente due offerte: una della ditta Samà, l'altra della ditta Cricelli, che non aveva quindi partecipato alla gara precedente poi sospesa. L'appalto è stato quindi aggiudicato da quest'ultima a fronte di un ribasso a pari all'8,75%, l'altra offerta conteneva un ribasso del 2,35%. L'impresa Cricelli, aggiudicataria quindi, dando inizio all'attività appaltata dal 1 dicembre del 2005.
Il coordinatore dello Slai Cobas Nazzareno Salerno, nella sua denuncia rileva che l'amministratore delegato dell'impresa che ha consentito la sospensione della prima gara, la Proserpina spa, è il marito della titolare dell'impresa che in seconda battuta si è aggiudicata l'appalto. A giudizio del sindacalista, dunque, «l'iniziativa giudiziaria presentata dalla Proserpina appare strumentale al fine di ottenere una sospensione della gara ed una successiva riapertura dei termini per la presentazione delle offerte, onde consentire alla ditta Cricelli di partecipare alla gara, alla quale si legge ancora nella denuncia presentata alla Procura teneva in modo particolare tanto da offrire, pur di aggiudicarsela, un ribasso del tutto eccessivo e sproporzionato, tanto da configurare una vera e propria offerta anomala". Salerno aggiunge che tale contestazione è stata subito sollevata non solo dal suo sindacato, lo Slai Cobas, ma anche dalla ditta Samà, che ha chiesto subito chiarimenti in relazione alla gara e all'offerta presentata, "superiore alla media continua l'esposto così come disciplinata dall'articolo 25 del decreto legislativo numero 15 del 1995».
06/12/2005 22:38
Devolution, via libera al referendum Il Consiglio ha varato il provvedimento all’unanimità.
REGGIO CALABRIA. Il Consiglio regionale della Calabria ha votato all’unanimità la proposta di iniziativa della giunta di indire il referendum sulla devolution. A sostegno del referendum è intervenuto in consiglio il presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Il vice presidente del consiglio regionale, Roberto Occhiuto (Udc), ha ricordato che già altre regioni, come la Lombardia, si sono pronunciate per la possibilità di effettuare il referendum, aggiungendo che si tratta di “un’opportunità per i cittadini di esprimersi direttamente. Tutti su un tema come la devolution abbiamo il dovere di andare fuori dalle appartenenze politiche”. Il capogruppo di Alleanza nazionale, Giovanni Dima, ha detto invece che “la riforma costituzionale della Casa delle Libertà si è resa necessaria per recuperare i danni prodotti dal tentativo fallito di riforma fatto dal centrosinistra durante la scorsa legislatura. Affermare, come fa il centrosinistra, che con la riforma costituzionale del centrodestra la tutela dei cittadini è a rischio e che mancherà un sistema scolastico nazionale, significa dire due bugie”. “Sono estremamente soddisfatto. È importante che ci sia un’intesa comune. Come ho già detto in Consiglio, questa è una battaglia che non ha colore politico, la battaglia di tutti non solo del centrosinistra”. Con queste parole il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ha commentato l’approvazione unanime da parte del Consiglio regionale della proposta della Giunta relativa alla richiesta del referendum sulla Devolution. “La riforma costituzionale approvata - ha aggiunto Loiero - va a incidere sul nostro destino e su quello delle nostre famiglie, si tratta di una legge costituzionale che fa diventare ancora più deboli i territori deboli come la nostra Calabria. Il nostro obiettivo primario deve essere il bene dei calabresi e aver votato all’unanimità per l’indizione del referendum è un passo avanti verso un futuro di convergenze su grandi temi”. Il Consiglio regionale, prima della sua conclusione, ha deciso di trattare nella prossima seduta del 13 dicembre l’approvazione del conto consuntivo del 2004 e la sostituzione del consigliere Antonino De Gaetano con altro rappresentante, nella Commissione regionale per il Piano di sviluppo. L’Assemblea legislativa, infine, dopo avere approvato le nuove norme che disciplinano la delega delle funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo, ha approvato i bilanci del 2005 delle Aziende di promozione turistica e dell’azienda regionale diritto allo studio di Reggio Calabria (Ardis), ed ha rinviato però l’elezione del vicepresidente in sostituzione del defunto Franco Fortugno. Nella seduta del 13 dicembre, l’Aula discuterà anche della situazione politica attuale con particolare riferimento alle critiche mosse all’operato della Giunta regionale ed al presidente Agazio Loiero anche da parte di esponenti della stessa maggioranza di centrosinistra.
06/12/2005 10:04
Enza, oggi l'estremo saluto
Ieri mattina veniva chiamata un'ambulanza per effettuare un pronto intervento in località Morronello. Niente e nessuno faceva presagire che era successo l'irreparabile. Enza Nicosia veniva subito portata all'ospedale di Serra San Bruno, ma purtroppo non c'era più nulla da fare. Forse è stato un embolo a stroncarle la vita. Lascia quattro bellissimi bambini, lei che aveva appena trentasette anni. Una delle figlie aveva avuto, circa un anno e mezzo fa, un grave problema fisico che l'aveva inchiodata su una sedia a rotelle ma anche nella sfortuna, questa famiglia era riuscita a non perdere la speranza di una guarigione. Questa di oggi è una mazzata che le famiglie Nicosia e Santoro, con l'aiuto di tutta la comunità, devono trovare il modo per superarla perchè Enza da lassù possa guardare i suoi figli crescere col sorriso e non con lo sconforto, perchè questo è quello che lei avrebbe voluto. Il marito Domenico Santoro, in questo momento è preso dallo scoramento, ma gli uomini forti si vedono nelle situazioni difficili e lui che la propria forza l'ha saputa dimostrare in altri difficili momenti, siamo certi che anche questa volta troverà il modo per superare quest'ennesimo dolore. I genitori, Mastro Silvio e la signora Rita sono distrutti, perchè non è giusto che il destino abbia riservato loro un immane dramma e non ci sono parole che possano alleviare il dolore per la scomparsa di una figlia, ma hanno quattro bellissimi nipotini ed è attraverso loro che devono trovare la forza per vincere questa disgrazia. Ci vuole coraggio, e la nostra nostra comunità deve aiutare, con tutti i mezzi, queste due oneste famiglie di lavoratori a poter ritrovare la forza per vincerequesto terribile momento.
Oggi pomeriggio alle 15.30 ci saranno i funerali nella chiesa matrice di Simbario. Addio Enza.
05/12/2005 15:18
E' morta Enza
Stamattina, colta da un malore improvviso è morta Enza, moglie di Domenico Santoro e madre di quattro bambini. Il paese è distrutto per la disgrazia che ha colpito questa famiglia che già lo scorso anno aveva avuto un problema con una delle bambine che è rimasta su una sedia a rotelle. Non abbiamo notizie precise ma non appena ne verremo in possesso sarà nostra cura pubblicarle. Chi ha notizie più precise può inviarcele all'indirizzo eMail redazione@simbario.com
05/12/2005 12:07
Un'iniziativa su impulso di Brunello Censore. Lavoro, convegno organizzato dai Ds
"Creare lavoro nel vibonese attraverso lo sviluppo di nuove imprese": è questo il tema del convegno promosso per mercoledì a Vibo, dal consigliere regionale Bruno Censore (foto), dei Democratici di sinistra, in collaborazione con la Federazione provinciale di Vibo Valentia del partito e col gruppo del Consiglio regionale. Il convegno, che si svolgerà nella sala della Biblioteca comunale ed al quale parteciperanno operatori economici, forze politiche e sindacali e rappresentanti di associazioni imprenditoriali del vibonese, sara' l'occasione per esaminare le prospettive di creazione occupazionale attraverso lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali. «Il convegno - riferiscono gli organizzatori - servirà a far dialogare le imprese già esistenti con i potenziali imprenditori. I responsabili di Sviluppo Italia illustreranno poi i termini dei benefici di legge e degli incentivi per avviare una nuova impresa». Al convegno, oltre al consigliere Censore, parteciperanno il segretario provinciale della Cgil, di Vibo, Raffaele Mammoliti; il segretario provinciale dei Democratici di sinistra, Franco De Luca; il presidente di Confindustria Calabria, Filippo Callipo; il presidente di Sviluppo Italia, Eduardo Lamberti Castronuovo, e il coordinatore regionale dei Ds, Carlo Guccione. Concluderà i lavori Marco Miniti, responsabile Difesa e sicurezza dei Ds.
n.c.
02/12/2005 14:56
La Calabria al Salone dei Beni Culturali di Venezia
La Regione Calabria parteciperà al IX Salone dei Beni Culturali di Venezia.
Un evento promosso sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica in programma domani e dopodomani presso i terminal 107 e 108 della Venezia Terminal Passeggeri.
Il Salone dei Beni Culturali di Venezia si offre come fertile terreno per una risposta non di nicchia che vuole riscoprire come know how, tecnicità, organizzazione e valorizzazione possano aiutare uno straordinario settore, quello dei Beni Culturali, a dare una mano allo sviluppo delle province e delle regioni del paese.
L'Assessore regionale al Turismo e Beni Culturali, Beniamino Donnici e quello all'Agricoltura Mario Pirillo hanno predisposto per l'occasione l'allestimento di uno stand della Calabria in sinergia tra i due comparti, intrecciati tra loro nella direzione comune della promozione turistica. Sempre a cura della Regione Calabria, si terrà un incontro nella Sala Azzurra del Salone, alle ore 15. Partecipano Beniamino Donnici, assessore ai Beni Culturali, Mario Pirillo, Assessore Agricoltura, Gerardo Mario Oliverio, Presidente Provincia di Cosenza, Salvatore Perugini, Vice Presidente Provincia di Cosenza e Gregorio Ciccone, Assessore alla Cultura Provincia di Vibo Valentia.
"La novità per la Calabria - spiega l'Assessore Donnici - sta nel fatto che per la prima volta leghiamo qui a Venezia, in questa importante edizione del Salone dedicato ai Beni Culturali, i comparti del Turismo, dei Beni Culturali a quello dell'Agricoltura, in unico stand, convinti come siamo che la sinergia tra questi diversi settori porti ad unica via, quella della promozione territoriale della nostra regione. E' l'impostazione voluta dalla Giunta Loiero, di non considerare i rami assessorili e i diversi ambiti d'interesse regionale come comparti stagni, ma in sinergia tra loro, in una visione integrata del turismo regionale. In questa prospettiva adotteremo lo stesso concetto per l'artigianato e alla sua promozione interregionale per creare un binomio più solido col turismo calabrese".
La manifestazione - prosegue Donnici - è estremamente importante perché accanto attraverso la presenza di Regioni, Comuni, Fondazioni e Istituzioni Pubbliche e Private, si punta quest'anno sul concetto di mettere in "rete" siti archeologici, castelli, ville, piccoli centri urbani di pregio, manifestazioni e iniziative che costituiscono una straordinaria risorsa cui va data finalmente voce". "E' inoltre significativo - conclude Donnici - che per la prima volta al Salone di Venezia ci siano anche i tour operator, in quanto anche l'offerta culturale va adeguatamente promossa e messa in sinergia con tutte le altre straordinarie risorse che il territorio può offrire".
Il Salone che rimane dedicato fondamentalmente alla "valorizzazione dei Beni Culturali" affronta anche, ed in questo quadro, il tema del restauro proponendo l'incontro ed il confronto delle imprese che operano nei Beni Culturali.
02/12/2005 11:30
In questo numero, le poesie di Anna Cardona
Serra S. B. "Santa Maria del Bosco". Questo il titolo della pregevole rivista dell'omonimo santuario regionale bruniano che è giunta al quarto numero e che sta conquistando la simpatia di molti lettori.
Venti pagine ben rilegate nelle quali è possibile trovare notizie ma anche riflessioni, appunti, poesie, profili di persone che hanno lasciato il segno per l'operosità e l'onestà della vita. La rivista, diretta da don John Betancur, rettore del santuario, si avvale della preziosa collaborazione di Domenico Calvetta (direttore di redazione), Bruno Tozzo (direttore coordinatore) e di giornalisti che insieme abbracciano i diversi campi del sociale, della cultura, della cronaca.
Davvero interessante l'ultimo numero, che si apre con il gemellaggio tra i santuari di Santa Maria e del Divino Amore. Una iniziativa, come si legge nella prima pagina, nata in occasione della Pentecoste di quest'anno, quando il rettore del Divino Amore, don Pasquale Silla, è venuto in paese per la celebrazione eucaristica. Cronaca che ti ruba l'anima, poi, quella del raduno dei centauri, che ha avuto uno dei momenti più belli nella suggestiva processione con il quadro della Vergine. "Avanti la Madonna è scritto nel pezzo della redazione e dietro una fila di motociclette che la illuminavano. Tutti i suoi figli Le rendevano omaggio e la seguivano quale mamma, la più bella". Pagine che ti riportano antiche atmosfere, come quel "racconto al focolare" di Vinicio Gambino, con protagonisti "Mastro Lorenzo e il professore" o l'avvincente articolo di Maurizio Onda sulla "storiella" del brigante Cironte. Pagine di vita vissuta, ancora, scritte con il cuore in gola per quel barbone che "sprigiona una rabbia verso il mondo intero e rifiuta i soldi che una ragazza gli vuol donare", una storia di dignità calpestata.
Non manca l'angolo della poesia, con i commoventi versi sulla madre e sul mare di Anna Cardona e le immagini sul viaggio esistenziale di Rosina Andreacchi. Spaccati di vita che non possono prescindere dalla fede popolare che in molti dei nostri paesi si radica nelle confraternite o da famiglie di artisti, come quella degli Scrivo, che "con il marmo ha raccontato le meraviglie del creato". Ricordi di viaggi, infine, nei quali sono rievocate le vicende comuni a tanti ragazzi dei primi anni '70, che partivano, incoscienti e felici, con zaini in spalla verso affascinanti città.
Metafora di un bellissimo viaggio anche questa rivista, che ti accompagna per mondi misteriosi che ti sono già appartenuti per averli vissuti o solo sfiorati. Oppure per averli costruiti nella tua immaginazione da racconti pieni di nostalgia o semplicemente narrati da un vecchio muro di paese o di antichi monasteri.
Franco Pagnotta
02/12/2005 11:24
Presentata a Roma la fiction "Gente di Mare" che la Regione Calabria ha realizzato con la Rai
"È una fiction che fa conoscere una Calabria di struggente bellezza che da noi non è solo un canone estetico, ma ci riallaccia alle origini dell'antico splendore della Magna Graecia. Associare la serie tv a questo mare e a questa terra è stata una scelta riuscita per la Rai. L'azienda del servizio pubblico radiotelevisivo, in linea con la sua missione di ferma tenuta dell'unità del Paese, ha fatto assieme un'operazione culturale, di grande spettacolo e di rilancio dell'identità nazionale, mentre si sta andando verso un federalismo che potrebbe dimostrarsi devastante". Lo ha affermato oggi a Roma il presidente della Regione, Agazio Loiero, durante la conferenza stampa di presentazione della serie televisiva "Gente di mare" che andrà in onda su Raiuno a partire dal 4 dicembre prossimo. La fiction, che sarà proiettata domani a Catanzaro in anteprima nazionale, è stata girata interamente in Calabria e coprodotta da Rai Fiction, Palomar e Sony Pictures Television International. Alla presentazione romana, oltre al presidente Loiero, hanno partecipato il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, l'ammiraglio della Guardia costiera Luciano Dassatti, uno dei registi Vittorio De Sisti, gli attori Lorenzo Crespi, Vanessa Gravina, Giada Desideri e gli altri partner della produzione.
I dodici episodi raccontano i casi più diversi che impegnano quotidianamente la Guardia costiera (dal dramma dei clandestini al saccheggio dei fondali, dalla pesca illegale al salvataggio dei naufraghi) e sono ambientati nelle località più suggestive della nostre regione, con spettacolari riprese subacquee realizzate, per la prima volta, con la tecnica dell'alta definizione.
"I Greci dicevano: ciò che bello è anche buono. Facendo ‘Gente di mare' abbiamo pensato anche a quest'insegnamento, perché - ha detto il direttore di Rai fiction Saccà - la bellezza della Calabria può diventare una vera occasione di sviluppo. E questa serie può essere una prima occasione per il rilancio dell' immagine della Calabria a livello internazionale. Già il nostro spot di annuncio è stato un successo: i call center della Rai, infatti, sono stati ingolfati dalle telefonate di tantissimi persone, calabresi e non. L'idea iniziale della fiction conteneva una storia bella, vera e antica ma non era localizzata in un posto. Allora a me è venuto in mente il mare di Omero, la terra di Vulcano, lo stretto tra Scilla e Cariddi. Questo è stato un valore aggiunto fondamentale, perché è un piacere per gli occhi vedere questo mare, le facce della gente, i paesaggi".
Questa serie televisiva rappresenta due primati per la Rai: in campo internazionale, per la prima volta, è stato coinvolto il più grande distributore mondiale di audiovisivi, la Sony Columbia Pitcures, una multinazionale che ha già venduto la produzione in Spagna e Francia e aperto trattative in tanti altri paesi; in campo tecnologico le riprese sono state effettuate con il migliore sistema dell'alta definizione Sony che ha valorizzato tantissimo la luce della Calabria, anche di notte e nelle riprese marine.
01/12/2005 16:58
Filadelfia. Politica e Imprenditoria creano 200 nuovi posti di lavoro.
Nel corso di una riunione svoltasi a Roma tra il Presidente della Regione Agazio Loiero, il sindaco del Comune di Filadelfia, Francesco De Nisi, e l'amministratore delegato del gruppo Ama, Alessandro Malavolti si è diciso di dare il via ad un nuovo insediamento aziendale, da parte della società Ama Holding Spa di Reggio-Emilia, a Filadelfia, che a regime, potrà occupare circa duecento persone.
Il progetto di investimento, per circa venticinque milioni di euro, è stato presentato al Presidente della Regione Loiero in ogni dettaglio. Il sindaco di Filadelfia De Nisi ha assicurato, sia la disponibilità dell'area industriale, sia l'autorizzazione edilizia alla costruzione dell'impianto. I lavori potrebbero, perciò, iniziare nel primo semestre del prossimo anno per concludersi nel 2007 con l'immediato avvio dell'attività.
L'azienda si chiamerà "Tech Sud srl" ed è già stata costituita per la realizzazione e gestione dello stabilimento produttivo per lavorazioni meccaniche, elettriche e plastiche, rivolte al mercato della componentistica delle macchine agricole, di movimento terra e dei macchinari lenti per l'edilizia (elevatori, carrelli ecc..). Accanto alla produzione, ci sarà un importante reparto di ricerca e sviluppo, che servirà anche gli altri stabilimenti del gruppo Ama che sta puntando alla produzione e vendita di nuovi prodotti a più alta tecnologia, omologati secondo le più recenti direttive comunitarie per la tutela dell'ambiente e la sicurezza dei lavoratori.
"Ho seguito fin dall'inizio l'evolversi del progetto del gruppo Ama che assicura -ha dichiarato il presidente Loiero- un solido programma di sviluppo per la Calabria. Assieme al sindaco De Nisi abbiamo cercato tutte le condizioni positive affinché si possa realizzare quest'investimento. Oggi ho preso visione del progetto definitivo che mi soddisfa e che la prossima settimana sarà esaminato dal Responsabile dell'Unità Organizzativa per i Fondi Comunitari Vincenzo Falcone". In effetti, sarà Falcone, assieme al suo staff a valutare tutti gli aspetti tecnici, amministrativi e finanziari necessari a concludere definitivamente l'operazione.
Le successive fasi si svilupperanno nel 2006 con la costruzione dello stabilimento e con l'avvio dei corsi di formazione organizzati da Comune, Provincia ed Università per selezionare e preparare il personale tecnico e professionale della "Tech Sud srl" e per provvedere alle prima ottanta assunzioni necessarie all'avvio della produzione.
"Sono veramente soddisfatto-ha detto il sindaco di Filadelfia, Francesco De Nisi- per la sensibilità del presidente Loiero il quale ha recepito l'idea e si è subito attivato affinché questo investimento si possa realizzare. Per il mio Comune sono molto interessanti i risvolti occupazionali e sociali che l'iniziativa potrà produrre e le nuove prospettive che potranno aprirsi dalla collaborazione con un gruppo così importante".
Infatti, la società Ama Holding Spa è composta da ventitre aziende produttive e commerciali, di cui tredici in Italia e dieci all'estero (otto in Europa e due in altri continenti). Gli occupati del gruppo emiliano sono 835, mentre il fatturato realizzato nell'anno passato ha toccato i centodieci milioni di euro.
"Ci siamo compresi molto bene nell'incontro con il presidente Loiero e con il sindaco De Nisi -ha detto l'amministratore delegato del gruppo Ama, Alessandro Malavolti- e sono certo che il progetto si realizzerà in tempi rapidi. Noi abbiamo scelto Filadelfia perché è sede di una buona scuola di formazione professionale per periti metalmeccanici e perché è vicina al porto internazionale di Gioia Tauro".
30/11/2005 12:43
Una campagna per l'ambiente. Un modo di sensibilizzare
SIMBARIO - Sabato prossimo 3 dicembre nuovo incontro publico sulla campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata dei rifiuti per l'anno 2005 avviata con successo dal piccolo comune montano delle Serre vibonesi già lo scorso anno. Il sindaco Francesco Andreacchi, l'assessore Angela Nardi, che in questa scommessa per la campagna di raccolta differenziata ha dimostrato davvero tanta grinta, molta passione e grande intelligenza, incontreranno ancora una volta la cittadinanza per fare il punto sulla fase attuale del progetto. E' di poche settimane fa l'ultima riunione tenutasi a Simbario alla presenza del tenente colonnello Campanella del Noe (nucleo operativo ecologico) regionale di Reggio Calabria del presidente della società "Proserpina" Giuseppe Ceravolo e dell'assessore provinciale all'Ambiente Matteo Malerba. L'appuntamento di sabato presso la sala consiliare del municipio di Simbario alle ore 17,00, sempre per discutere e dibattere sulla gestione dei Rsu in ambito comunale, vedrà la presenza tra gli altri, della professoressa M.T. Lucarelli e dell'archiettto M. Miliardi entrambi dell'università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. Sull'attuale stato di realizzazione del programma per la differenziata interverranno l'agronomo V. B. Tassone, ingegnere S. Tucci e l'architetto N. Tucci componenti responsabili dell'equipe tecnico scientifica. Il nostro impegno come amministrazione comunale è stato costante nel seguire tutte le diverse fasi finora attuate di un progetto sperimentale e che auspichiamo senza alcun dubbio possa realmente funzionare nell'interesse della nostra comunità afferma l'assessore Angela Nardi «esso è nato, infatti, non solo per attuare una campagna educativa ecologica e ambientale sin dall'età scolare, come abbiamo sin qui fatto coinvolgendo, alunni e docenti delle scuole, ma la sperimentazione comporta anche dei notevoli vantaggi economici per i cittadini in termini di risparmio. Alla cittadinanza, al mondo del lavoro e della scuola, del commercio, dell'impresa e delle professioni - conclude la Nardi - ci appelliamo ripetutamente perché continuino a collaborare con noi, in modo da raggiungere l'obiettivo finale, che è quello di creare a Simbario un'isola ecologica la quale sicuramente porterà anche nuove entrate per il comune con evidente vantaggio e ovvie ricadute positive per tutta la comunità di Simbario e del territorio».
Enzo Vellone
29/11/2005 13:47
Forestali/ I sindacati non demordono e scenderanno in piazza il prossimo 2 dicembre
CATANZARO. Le segreterie regionali di Flai-Cgil, Fai-Cisl, e Uila-Uil, dopo aver proclamato nei giorni scorsi lo stato di agitazione dei lavoratori forestali calabresi per il mancato reperimento, da parte della Regione Calabria, delle risorse necessarie atte a garantire le spettanze economiche ai 10.200 addetti del settore, confermano la giornata di mobilitazione indetta nei giorni scorsi per venerdì 2 dicembre p.v. a Catanzaro dinanzi alla sede della Giunta regionale calabrese e dell’assessorato regionale alla forestazione. La decisione, spiegano in una nota congiunta Antonio Spataro (Flai), Pino Gualtieri (Fai) e Nino Merlino (Uila) è stata assunta “avendo constatato che ad oggi non è pervenuta alcuna convocazione di incontro dalla Giunta regionale, così come da noi richiesto ben 20 giorni addietro, né alcun segnale di impegno concreto”. La decisione, si legge ancora nel comunicato, “si è resa anche necessaria avendo rilevato la caduta di attenzione dell’amministrazione regionale sulle prospettive del settore perchè, nonostante la presentazione delle linee-guida per il rilancio della forestazione calabrese al Governo nazionale per giustificare ed ottenere i finanziamenti 2006 ancora, a tutto oggi, non è stato deciso ed approvato alcun progetto di lavoro che vada in tale direzione rischiando, dal 1° Gennaio 2006, di continuare a lavorare come negli anni passati”. Infine, secondo i sindacati, “sembra paradossale che mentre il governo nazionale, memore delle forti iniziative di lotta dei forestali del Dicembre dello scorso anno, abbia già previsto in Finanziaria le risorse per il 2006, al contrario, il governo regionale non riesce a rintracciare quelle del 2005”.
28/11/2005 15:54
Nuovo anestesista all’ospedale di Chiaravalle
Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria 7 di Catanzaro ha firmato la delibera di assunzione di un nuovo dirigente medico, specialista in anestesia e rianimazione, che andrà ad assicurare nei prossimi giorni l’espletamento di tutta l’attività anestesiologica, connessa a quella chirurgica e ginecologica, del Presidio ospedaliero di Chiaravalle. “In appena trenta giorni, - si legge in una nota - dal momento della predisposizione dell’avviso pubblico, il Commissario straordinario ha pertanto messo la parola fine ad un problema che si trascinava da anni e che in passato era stato portato più volte all’attenzione del management aziendale, anche attraverso manifestazioni di piazza, ma sempre con scarsi risultati”.
26/11/2005 18:46
Brognaturo. Abbonata risarcita dalla telecom
Vittima di una frode informatica ha visto riconosciute le sue ragioni in sede di conciliazione.
Un esempio educativo per quanti si rivolgono inutilmente al gestore.
PER i pochi o molti (a sentire in giro i secondi sono in maggioranza) che per un motivo o per l'altro hanno avuto problemi con la Telecom potranno essere soddisfatti.Il gestore telefonico pagherà 500 euro come indennizzo a titolo transattivo ad un'abbonata alla quale era stato sospeso il servizio che le è stato riattivato. La decisione è maturata nel corso di un tentativo di riconciliazione tra le parti andato a buon fine che si è svolto presso il Comitato regionale per le comunicazioni in Reggio Calabria davanti al dirigente e responsabile del procedimento, Maurizio Priolo. Le ragioni dell'abbonata, Francesca Garcea, sono state sostenute dal suo legale, avvocato Bruno Papa, mentre a rappresentare la Telecom è stato il suo collega Ciro Altea.
I fatti in breve. A proporre il tentativo di conciliazione il 12 ottobre scorso l'avvocato Papa per conto della sua cliente, alla quale in precedenza le avevano sospeso l'utenza telefonica a seguito di un addebito per chiamate verso numerazioni con tariffazioni speciali.
Il giovane avvocato ha potuto dimostrare che la signora Garcea era rimasta vittima di una cosiddetta frode informatica. Succede che durante la normale navigazione in internet il computer si disconnette, sparisce l'icona e in modo repentino si avvia una nuova connessione indesiderata che seppur interrotta repentinamente dall'utente produce dei costi. E proprio su questi costi si è innescata la controversia scaturita dal fatto che di fronte al mancato pagamento di essi per un servizio mai ricevuto e alla conseguente denuncia dell'abbonata di essere stata truffata per la frode informatica subita, la Telecom non solo sospendeva il servizio ma addirittura le comunicava che nel caso in cui non avesse pagato avrebbe risolto il contratto. Un comportamento ritenuto "arbitrario e illegittimo" dalla signora Garcea che si affidava al giovane avvocato vibonese (con studio a Brognaturo, dove la donna risiede) il quale chiedeva il ripristino del servizio e il risarcimento danni, dichiarando la disponibilità della sua cliente di conciliare e transigere la controversia. Cosa che è avvenuta, come si diceva, presso il Comitato regionale per le comunicazioni, con il ripristino del servizio, la cancellazione del traffico relativo al residuo da pagare (euro 48) e l'impegno della Telecom Italia a inviare alla signora Garcea un assegno circolare non trasferibile entro 60 giorni di 500 euro.
Quanto riferito può costituire, nel piccolo, una rivalsa per i tanti utenti che ogni qualvolta sono costretti a denunciare un disservizio o comunque a fare valere le proprie ragioni con la Telecom Italia si sentono sbattuti come una pallina di ping-pong da un telefono (con voce registrata) tanto che alla fine quelli che desistono, scoraggiati da un siffatto comportamento, non sono pochi finendo per pagare quanto da loro ritenuto ingiusto e comunque non congruo. Pertanto il comportamento mantenuto in questa vicenda dalla signora Garcea può costituire un esempio educativo.
d.m
23/11/2005 17:24
La Calabria è la prima regione a dire no alla devolution di Bossi & company
Su proposta del presidente Agazio Loiero che ieri sera ha smontato il testo normativo davanti alle telecamere di "Porta a porta" - la giunta regionale ha ufficializzato la richiesta del referendum confermativo della legge sulla devolution, per arrivare così alla soppressione del nuovo testo della Costituzione, "che stravolge i principi fondanti dell'unità del Paese ha detto Loiero - mortifica i principi di solidarietà e uguaglianza contenuti nella prima parte della Carta costituzionale apparsi fino ad oggi intangibili e deprime i poteri del Parlamento, massima espressione della sovranità popolare, nei confronti del potere esecutivo".
La proposta dell'esecutivo ora deve passare all'esame del consiglio regionale, che una volta approvata a maggioranza assoluta la proposta, richiederà l'indizione del referendum previsto dall'articolo 138 - 2° comma della Costituzione, comunicando la propria deliberazione agli altri consigli regionali con l'invito, nel caso adottino uguale deliberazione, a dare comunicazione all'assemblea calabrese perché possa presentare alla Corte di Cassazione la richiesta di referendum. E c'è da fare in fretta, perché i termini per raccogliere le firme, o far esprimere parlamentari e Consigli regionali per il referendum confermativo scadranno il 18 febbraio 2006.
Il Senato ha votato sì alla legge che cambia la Costituzione. Con 170 sì, 132 no e 3 astenuti, arriva l'ultimo voto che cambia l'assetto istituzionale dell'Italia e che ha creato non poche polemiche. E' il giorno in cui si chiude il percorso che la Lega ha cominciato fin da quando si è affacciata in Parlamento: quindici anni durante i quali il partito di Umberto Bossi (l'ex «senatur» è presente al momento decisivo tra il pubblico con la famiglia) ha condizionato ogni scelta all'imperativo di raggiungere questo obbiettivo. E', dunque, il giorno in cui diventa legge la forma di federalismo voluta da Bossi e dai suoi, che è stata ribattezzata «devoluzione» ( lo «scioglimento» dei poteri dello Stato verso le Regioni), anche con la dizione all'inglese, «devolution». Il Senato ha affrontato il dibattito conclusivo, con la Cdl che ha difeso come un grande passo avanti per la democrazia questa legge e lo ha fatto sostenendone la gestione unitaria da parte della maggioranza. In realtà sul cammino di questa riforma ci sono stati tanti strappi e ripetuti momenti di tensione tra gli alleati, risolti alla fine sempre da vertici tra Berlusconi, Bossi e gli altri leader. Ma alla fine anche An e Forza Italia (con il premierato, per esempio) hanno ottenuto quanto volevano. E comunque la Lega ha sempre condizionato il proprio voto su altri provvedimenti e la stessa sopravvivenza della maggioranza all'approvazione della «devolution». Un rischio che Berlusconi non poteva permettersi di correre.
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Gli articoli di Ultimissime del 20005
22/11/2005 18:45
Ecco come cambia la Costituzione
Premier, iter delle leggi, Senato:
come cambia la Costituzione
CAMERA DEI DEPUTATI: La Camera sarà l'organo politico e sarà costituito da 518 deputati (oggi sono 630), di cui 18 eletti nelle circoscrizioni estere, oltre ai deputati a vita, nominati dal capo dello Stato, che potranno essere al massimo tre. Di diritto gli ex presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni (adesso è 25). La Camera è eletta per cinque anni. Le Commissioni d'inchiesta istituite dalla Camera avranno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria; la loro presidenza sarà assegnata all'opposizione.
SENATO FEDERALE: I senatori saranno 252 (oggi sono 315), eletti in ciascuna Regione insieme all'elezione dei rispettivi consigli regionali. A questo numero si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà eleggibile chi ha 25 anni (oggi 40 anni). Con la proroga dei Consigli regionali e delle province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.
CAPO DELLO STATO: Il presidente della Repubblica non è più il rappresentante dell'unità nazionale, ma «rappresenta la Nazione ed è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica». Sarà eletto dall'Assemblea della Repubblica, presieduta dal presidente della Camera dei deputati e composta da tutti i parlamentari, i governatori e i delegati regionali. Può diventare presidente della Repubblica chi ha compiuto 40 anni (oggi 50). Il capo dello Stato è eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi dei componenti l'Assemblea della Repubblica. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei componenti. Dopo il quinto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. Il capo dello Stato indice le elezioni della Camera e quelle dei senatori. Nomina i presidenti delle Autorità indipendenti, il presidente del Cnel e il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.
PREMIERATO: Non c'è più il presidente del Consiglio, ma il Primo ministro. Nomina e revoca i ministri (adesso spetta al capo dello Stato, su proposta del premier), determina (e non più «dirige») la politica generale del governo e dirigerà l'attività dei ministri. Il Primo ministro non dovrà più ottenere la fiducia dalla Camera, ma dovrà soltanto illustrare il suo programma sul quale la Camera dei deputati esprimerà un voto. Inoltre potrà porre la questione di fiducia e chiedere che la Camera si esprima «con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del governo». In caso di bocciatura deve dimettersi. Il Primo ministro viene eletto mediante collegamento con i candidati ovvero con una o più liste di candidati, norma che consente l'adattamento sia al sistema maggioritario che a quello proporzionale.
NORMA ANTI-RIBALTONE E SFIDUCIA COSTRUTTIVA: In qualsiasi momento la Camera potrà obbligare il Primo ministro alle dimissioni, con l'approvazione di una mozione di sfiducia firmata almeno da un quinto dei componenti (ora è un decimo). Nel caso di approvazione, il Primo ministro si dimette e il presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera. Il Primo ministro si dimette anche se la mozione di sfiducia è stata respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. Garante di questa maggioranza sarà il presidente della Repubblica, che richiederà le dimissioni del Primo ministro anche nel caso in cui per il voto favorevole a una questione di fiducia posta dal Primo ministro sia stata determinante una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne. Entra in Costituzione anche la mozione di sfiducia costruttiva: i deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne, infatti, possono presentare una mozione di sfiducia con la designazione di un nuovo Primo ministro. In tal caso il premier in carica si dimette e il capo dello Stato nomina il Primo ministro designato nella mozione.
DEVOLUTION: Le Regioni avranno potestà legislativa esclusiva su alcune materie come assistenza e organizzazione sanitaria; organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche; definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; polizia amministrativa regionale e locale. Tornano a essere di competenza dello Stato la tutela della salute, le grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale, l'ordinamento della comunicazione, l'ordinamento delle professioni intellettuali, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell'energia, l'ordinamento di Roma; la promozione internazionale del made in Italy.
INTERESSE NAZIONALE E CLAUSOLA DI SUPREMAZIA: L'interesse nazionale prevede che il governo, qualora ritenga che una legge regionale pregiudichi l'interesse nazionale della Repubblica, invita la Regione a rimuovere le disposizioni pregiudizievoli. Se entro 15 giorni il Consiglio regionale non rimuove la causa del pregiudizio, il governo entro altri 15 giorni sottopone la questione al Parlamento in seduta comune che con maggioranza assoluta può annullare la legge. Il presidente della Repubblica entro i successivi 10 giorni, emana il decreto di annullamento. La clausola di supremazia, invece, prevede che lo Stato può sostituirsi alle Regioni, alle città metropolitane, alle Province e ai Comuni, nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica ovvero quando lo richiedano la tutela dell'unità giuridica o economica o i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali.
ITER LEGISLATIVO: La Camera esamina i disegni di legge riguardanti le materie che il nuovo articolo 117 affida alla legislazione esclusiva dello Stato. Dopo l'approvazione il Senato federale può proporre modifiche entro trenta giorni sulle quali sarà comunque la Camera a decidere in via definitiva. All'Assemblea di Palazzo Madama spetterà l'esame e la parola definitiva, invece, sui provvedimenti riguardanti le materie concorrenti. Le questioni di competenza tra le due Camere sono risolte dai presidenti delle Camere o da un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi presidenti. La decisione dei presidenti o del comitato non è sindacabile in alcuna sede. Per alcune materie comunque resta il procedimento bicamerale. In caso di disaccordo tra le due Camere, il testo sarà proposto da una commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, convocata dai presidenti delle Camere, e sottoposto al voto finale delle Assemblee.
CLAUSOLA DI ESSENZIALITÀ: Se il governo ritiene che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del Senato, siano essenziali per l'attuazione del suo programma approvato dalla Camera, il presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo ministro a esporne le motivazioni al Senato federale che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera dei deputati che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte. I disegni di legge del governo avranno comunque una via preferenziale nel calendario dei lavori delle Camere. Se l'esecutivo lo richiede, verranno iscritti all'ordine del giorno e votati entro tempi certi.
PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ: La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i principi di leale collaborazione e sussidiarietà.
ROMA CAPITALE: Roma è la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti nello Statuto della regione Lazio.
FEDERALISMO FISCALE: Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di riforma costituzionale sarà assicurata l'attuazione del federalismo fiscale. Sono fissati dei limiti per cui in nessun caso l'attribuzione dell'autonomia impositiva alle Regioni, alle Province, alle città metropolitane e ai Comuni può determinare un incremento della pressione fiscale complessiva. Inoltre, viene inserito il concetto di sussidiarietà fiscale: il cittadino su alcune spese come a esempio quelle di mantenimento dei figli, invece di pagare le tasse per richiedere poi il rimborso a livello regionale, può detrarle direttamente dalla dichiarazione dei redditi.
CORTE COSTITUZIONALE: Aumentano i giudici di nomina parlamentare nella Corte Costituzionale. La Consulta sarà composta da 15 giudici: quattro nominati dal presidente della Repubblica, quattro dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative; tre giudici sono nominati dalla Camera dei deputati e quattro dal Senato federale della Repubblica integrato dai governatori. È previsto che, concluso il mandato, nei successivi tre anni non si possano ricoprire incarichi di governo, cariche pubbliche elettive o di nomina governativa o svolgere funzioni in organi o enti pubblici individuati dalla legge.
CSM: I componenti del Csm, oltre a quelli eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, sono eletti per un sesto dalla Camera dei deputati e per un sesto dal Senato federale della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo quindici anni di esercizio. La Costituzione attualmente, invece, prevede che siano eletti per un terzo dal Parlamento in seduta comune. Il presidente della Repubblica nomina il vice presidente del Csm nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.
ENTRATA IN VIGORE: La nuova Costituzione entrerà in vigore in tempi diversi. Devolution, interesse nazionale e clausola di supremazia saranno effettivi subito con l'entrata in vigore della riforma, mentre per il resto dipenderà da quando si terrà il referendum confermativo. Se questo sarà fatto prima delle prossime elezioni politiche, le norme entreranno in vigore dalla nuova legislatura, però il Senato federale sarà effettivo nella sua composizione solo dal 2011. Invece, se il referendum si terrà dopo le elezioni politiche del 2006, la riforma entrerà in vigore nel 2011 e il Senato federale sarà effettivo solo dal 2016.
22/11/2005 09:17
Brognaturo, consegnati sei alloggi
Lo ha reso noto il commissario dell'agenzia territoriale, Francesco Scopacasa.
Sei nel territorio di Brognaturo e 18 in quello di Tropea.
IL Commissario straordinario dell'Aterp di Vibo Francesco Scopacasa ha proceduto, nei giorni scorsi, alla consegna ai legittimi assegnatari di 6 nuovi alloggi nel comune di Brognaturo e di 18 in quello di Tropea.
Assistito dai funzionari dell'Aterp, Scopacasa ha proceduto alla consegna agli aventi diritto degli alloggi nel Comune di Brognaturo, alla presenza del sindaco Domenico Pupo, dopo una lunga attesa di ben 6 anni. Dopo aver preso possesso degli alloggi in condizioni di chiara obsolescenza, previo accordo con gli stessi nuovi assegnatari, l' Aterp ha autorizzato gli stessi inquilini ad effettuare i necessari lavori di ripristino assicurando che le somme sostenute saranno detratte dal pagamento del canone di locazione. Per il Comune di Tropea si è invece proceduto alla consegna, alla presenza del commissario prefettizio Annunziato Vardè, in custodia degli alloggi agli aventi diritto al fine di evitare atti vandalici ed eventuali occupazioni abusive. «Desidero esprimere viva soddisfazione - ha detto il commissario straordinario Francesco Scopacasa - perché le consegne di questi nuovi alloggi, in entrambi i Comuni, erano attese da tempo e soddisfano esigenze abitative forti e non nuove ed è anche per questo che abbiamo voluto superare qualsivoglia ostacolo burocratico per consentire agli aventi diritto di entrare in possesso comunque dei nuovi alloggi e salvaguardarli da danneggiamenti, atti vandalici e, soprattutto, da occupazioni abusive che vanno sempre a ledere i diritti di quanti, per anni, attendono ed aspirano ad ottenere il soddisfacimento di un bisogno che, nella nostra realtà , è primario ed essenziale. Continuerò, con forza, a fare in modo che tra la formulazione definitiva delle graduatorie di assegnazione e la effettiva consegna degli alloggi ultimati non vi siano tempi morti perché è indispensabile che il patrimonio, realizzato con fondi pubblici, sia sempre salvaguardato e consegnato in ottimali condizioni di fruizione».
21/11/2005 13:30
Docenti universitari, incontro promosso dal Movimento “Fermiamo la Moratti”
Un contributo sullo stato giuridico dei docenti universitari è stato dato dall’incontro promosso, dal Movimento “Fermiamo la Moratti”, che si è svolto nella sala stampa dell'aula magna dell’Università della Calabria e che ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori e non solo. Durante la manifestazione, i ricercatori hanno puntualizzato le loro intenzioni circa il prosieguo della protesta contro il DDL Moratti. Ad aprire il dibattito è stato Gianfranco Trotta, rappresentante CGIL Calabria, il quale ha sottolineato la necessità di un confronto aperto con gli studenti. Le ragioni della protesta riguardano non soltanto i ricercatori, ma anche i docenti, il personale tecnico – amministrativo, gli studenti, ed è proprio in virtù di ciò che bisogna essere uniti contro l’approvazione del DDL. L’intervento più accorato è stato quello di Paolo Pugliese, rappresentante dei ricercatori nel Consiglio di Amministrazione dell’UniCal. “Il disegno di legge della Moratti – ha sostenuto - è sinonimo di inutilità della figura del ricercatore. Tra i docenti universitari 20 mila sono ricercatori, persone valide con un bagaglio culturale non indifferente. L’approvazione di tale DDL comporterebbe l’assunzione di docenti universitari non idonei al ruolo che andrebbero a ricoprire”. In sostanza, il corpo docente subirebbe un pericoloso calo culturale. Pugliese ha, inoltre, denunciato un ulteriore fattore di rischio: i rettori, spesso, affermano di voler sostenere i ricercatori proponendo al Ministro tutte le richieste emerse dalle assemblee. Nella realtà dei fatti, però, negli incontri con la Moratti, tali proposte non vengono presentate. La ragione è che l’approvazione del DDL conferirebbe ai rettori un potere e un controllo sugli atenei mai avuti in precedenza. “Le figure dei docenti – ha dichiarato Pugliese – non possono essere precarizzate. Si rischia di commettere lo stesso errore fatto con Enrico Fermi, che non volle giurare fedeltà al fascismo e partì per gli Stati Uniti. La ricerca deve essere libera – ha continuato il rappresentante dei ricercatori – e deve valorizzare i docenti culturalmente formati”. Rossella Morrone ha posto ulteriormente l’accento su ciò che, a suo parere, rappresenta l’inizio della precarizzazione in cui versano oggi i ricercatori italiani: la riforma 3+2. È bene essere consapevoli di questo, anche se, ormai, l’unica cosa che resta da fare è affrontare la realtà dei fatti, lottando affinché il DDL non venga approvato. Rossella Morrone ha riportato anche una frase del Rettore dell’Università della Calabria, Giovanni Latorre: “ L’UniCal ha voluto bene ai ricercatori”. Un affetto che è servito a impiegare i ricercatori come docenti, il che implica il vantaggio di retribuirli con uno stipendio inferiore. "Se questa è la mentalità di tutti i rettori - ha affermato - c’è da preoccuparsi". A seguire, è intervenuta Gilda Catalano, ricercatrice della Facoltà di Economia, la quale ha sottolineato quello che l’UniCal sta facendo per supportare la protesta. In primo luogo ha illustrato come intendono muoversi i presidenti dei corsi di laurea della Facoltà di Economia, cioè presentando le proprie dimissioni al Preside della Facoltà, prof. Giuseppe De Bartolo. Gilda Catalano ha anche reso nota la pressione dei ricercatori sul Senato Accademico, affinché si pronunci riguardo alla questione. In ultimo, ma non meno importante, la promozione di diverse assemblee, che mirino a diffondere le motivazioni di un clima così aspro e che servano a portare un supporto concreto alla protesta. L’obiettivo è coordinare tutti gli atenei del Sud, che pagherebbero delle conseguenze durissime se il DDL passasse. Gilda Catalano ha, infine, parlato del giorno di protesta contro il Ministro, il No Moratti Day, previsto per il prossimo 15 novembre. Dal dibattito è emersa la scarsa informazione degli studenti in proposito. Sono state alcune studentesse della Facoltà di Economia a denunciare tutto questo, proponendo di organizzare delle assemblee allo scopo di far conoscere il più possibile lo stato di agitazione in cui si trova il nostro ateneo. È necessario che tutti siano consapevoli della condizione in cui si verrebbero a trovare i ricercatori dopo un’eventuale approvazione del DDL e, quindi, sensibilizzare il più possibile il mondo studentesco.
Concettina Baratta
(Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Tirocinante presso Ufficio Stampa Università della Calabria)
20/11/2005 15:16
Un enorme patrimonio da valorizzare
CATANZARO. “La Forestazione per le molteplici funzioni economiche e sociali ed ambientali ed anche per le condizioni legate alla sicurezza del territorio rappresenta una risorsa da sostenere e valorizzare per lo sviluppo e per il rilancio della montagna e delle zone interne”. È quanto sostiene il segretario regionale della Cisl della Calabria, Luigi Sbarra. “La Calabria - ha aggiunto - con i suoi 640 mila ettari di boschi e foreste è tra le Regioni Italiane che vanta uno dei più alti indici di boscosità pari al 41,7%. È necessario che la politica e le istituzioni nazionali e locali decidano di operare una svolta strategica in direzione dell’efficienza e della produttività, del cambiamento e della qualità degli interventi se si vuole considerare la Forestazione e l’Ambiente una vera grande risorsa per lo sviluppo, la crescita, l’occupazione e la modernizzazione della Calabria e del Mezzogiorno. La Cisl Calabrese da anni rivendica nel rapporto con la Regione, il sistema delle Autonomie Locali e gli Enti di Gestione un Progetto Strategico a valenza pluriennale, integrato tra politiche agricole e forestali, turismo e ambiente, trasporti e lavori pubblici, energia e attività produttive, lavoro e formazione professionale che esalti la programmazione, l’innovazione ed il cambiamento del settore, che aiuti una politica di riconversione degli interventi forestali attraverso un’ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie e renda autenticamente produttivo il comparto della forestazione, per garantire e salvaguardare i livelli occupazionali, per rilanciare le politiche ambientali, mettere in sicurezza il territorio, valorizzare l’immenso patrimonio boschivo, per chiedere definitivamente al Governo Nazionale l’abrogazione della Legge 442/84”. “Guai a farsi trascinare - ha proseguito Sbarra - dalle tendenze e ritenere che la forestazione è un settore improduttivo e caratterizzato solo da elementi di assistenzialismo. Ci sono sicuramente cose da cambiare per introdurre elementi di discontinuità con il passato e questo chiama in causa il ruolo della Regione Calabria, dell’Afor, degli Enti di Gestione che devono migliorare le attività legate al coordinamento, garantire maggiore funzionalità, agire in modo unitario, organico, semplificando procedure, rilanciare qualità e innovazione nella programmazione e nella progettazione, riconversione degli interventi, controlli e verifiche sui risultati finali da realizzare con severità e rigore colpendo sprechi, abusi, sacche di improduttività. La vera sfida, quindi, per la forestazione del futuro in Calabria si gioca sul versante della produttività, del rilancio e della riconversione del settore, della riqualificazione degli interventi, della riorganizzazione delle strutture e del corretto impiego ed utilizzo delle risorse umane”. Il segretario regionale della Cisl ritiene inoltre che sia “profondamente sbagliato pensare che tutte le maestranze (10.500 circa) possano essere impegnate sul terreno della difesa del suolo e della manutenzione del territorio. Occorre invece riorganizzare e rilanciare il comparto e le attività ad esso collegate per un vero grande Progetto di Forestazione Produttiva seguendo almeno quattro grandi questioni: Difesa del suolo e manutenzione del territorio; Realizzazione di interventi produttivi legati alle filiere (Legno, Bosco, Turismo, Energia e Biomasse); Infrastrutture Civili e Servizi Collettivi nelle Aree Interne; Difesa dagli Incendi Boschivi e Protezione Civile”. “È necessario, inoltre, prevedere - ha concluso - la nascita di una Scuola Regionale di Formazione per Operatori Forestali capace di diventare riferimento scientifico e culturale non solo per i bisogni legati alla riqualificazione degli attuali operai idraulico forestali ma anche per dotare il nuovo personale di quelle professionalità specifiche in grado di soddisfare le esigenze del comparto”.
19/11/2005 14:32
Incidente stradale. Un morto e due feriti
UN morto e due feriti, di cui uno grave, sono il bilancio di un incidente stradale avvenuto attorno alla mezzanotte di giovedì in località "Croce Ferrata", nel territorio di Fabrizia. Una Fiat Panda con a bordo tre persone si stava dirigendo verso Cassari, frazione di Nardodipace, quando per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri della Compagnia di Serra è uscita fuori strada andando a sbattere contro un albero in prossimità di una curva. Nell'impatto è deceduto sul colpo l'uomo che si trovava alla guida dell'utilitaria, capo cantiere nei consorzi di bonifica (ex Opera Sila), Mario Maiolo di 47 ed è rimasto ferito gravemente Nazzareno Franzè di 42, capo squadra in detti consorzi, con sede a Nardodipace. L'uomo soccorso da una pattuglia del "118" di Serra San Bruno è stato trasportato con un'ambulanza prima all'ospedale della cittadina montana e da qui per la gravità delle sue condizioni a quello di Vibo dove si trova ricoverato nella divisione di ortopedia in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico. Un terzo passeggero, A.C. di 23 anni, che si trovava sul sedile posteriore ha riportato leggere contusioni e dopo essere stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale serrese è stato dimesso. Il cadavere di Mario Maiolo è stato trasportato all'obitorio di Serra sul quale oggi dovrebbe essere eseguita l'autopsia.
18/11/2005 17:16
Tutti insieme per il bosco del futuro
Santa Caterina sullo Jonio. Se n'è parlato in un convegno promosso dal Comune
S. CATERINA JONIO - Ha riscosso un notevole successo di pubblico l'interessante convegno "Insieme per il bosco del futuro: Un modello di gestione ecosostenibile", promosso dall'Amministrazione comunale di Santa Caterina. Nel porgere il saluto, il sindaco , Pino Leto, ha valorizzato l'iniziativa che va nella direzione di investire sui boschi del territorio comunale, per valorizzare la montagna che può diventare un veicolo di sviluppo economico. Leto, ha criticato la decisione dell 'AFOR, che ha provveduto a trasferire venti operai forestali impegnati nella salvaguardia dal territorio montano, nelle frazioni marine. Il vice sindaco Domenico Criniti, ha svolto la relazione introduttiva precisando che l'Amministrazione comunale punta ad un nuovo modello di gestione ecosostenibile dei boschi di Santa Caterina, finalizzato al recupero ed alla valorizzazione della montagna, con l'obiettivo di ottenere la certificazione forestale secondo lo standard Fsc, che si affiancherà alla certificazione ambientale già in possesso del comune. «Attualmente, - ha evidenziato Criniti - S. Caterina, è l'unico comune della Calabria in possesso della certificazione ambientale. Dal mese di settembre del 2003 è stato avviato uno studio della nostra montagna che ha permesso di conoscere il reale stato dei nostri boschi, e sopratutto di avviare la gestione ecosostenibile della montagna, cioè un modello di sviluppo sostenibile delle aree boschive». Molto interessanti gli interventi dei vari relatori. Il responsabile del progetto, Giannino Salvi, si è soffermato ad analizzare lo "Sviluppo e gestione del bosco", ed i notevoli benefici economici, mentre, Raffaele Manicone, vice questore del corpo forestale di Matera, ha analizzato le "Problematiche della biodiversità". «La gestione sostenibile degli ecosistemi dei beni forestali, ha detto Manicone, è una priorità emersa nella conferenza di Rio del 1992. La gestione ecostitemale, permette la sopravvivenza degli ecosistemi forestali. Di tutto questo le popolazioni fanno del bosco una risorsa naturale. Qundi la geologa Rina Nisticò, attraverso la lettura di cartografie della montagna di S. Caterina, ha evidenziato la necessità di interventi per evitare i rischi di dissesti idrogeologici, quasi sempre provocati dall'uomo. Luca Pelle, attraverso la visione di diapositive, ha analizzato gli aspetti positivi della certificazione forestale, e i relativi riflessi economici. Nel dibattito, sono intervenuti, Mario Muzzi, presidente del Gal delle Serre Calabresi, Enzo Bruno, presidente della comunità montana della "Fossa del Lupo" di Chiaravalle. Entrambi , hanno valorizzato l'iniziativa che va nella direzione di salvaguardare il patrimonio boschivo, dare alla montagna un ruolo che può favorire lo sviluppo economico, e la valorizzazione dei centri collinari, che rischiano di morire. Pino Commodari, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, ha dato al suo intervento un taglio polemico; «La Regione Calabria, ha detto Commodari, fino ad oggi è stata poco attenta alle problematiche ambientali.Non si capisce l'utilità degli impianti eolici, gestite da società multinazionali che stanno colonizzando il nostro territorio. Impianti che stanno sorgendo dovunque, mentre la nostra regione produce energia sufficiente, tanto che ne esporta il 29%». Commodari, si è detto preoccupato per il modo con cui le amministrazioni pubbliche affidano il bosco a soggetti privati. Nel suo intervento ha chiamato in causa anche la comunità montana del "Versante Jonico" di Isca, chiedendo al presidente Gaetano Stagno, che fine ha fatto il Piano di Sviluppo dell'ente, già approvato.Le conclusioni del convegno sono state tratte dal Senatore, Nuccio Iovine, che ha elogiato il forte impegno profuso dall'amministrazione comunale. «Valorizzare la montagna - ha detto - significa soprattutto combattere gli incendi, il dissesto idrogeologico, ma significa anche valorizzare il paesaggio , consentendo una fruizione del territorio più razionale e proficua».
17/11/2005 09:28
Strage di Soriano, due ergastoli.
La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ribalta completamente la sentenza di primo grado.
Sei condanne al processo per l'omicidio di Domenico Macrì
BARBARAMENTE assassinato a colpi di fucile. Con freddezza, senza pietà. Forse per vecchi rancori, forse per uno sgarbo mai perdonato. Era il 30 agosto 1997, fu un agguato in piena regola quello in cui rimase ucciso Domenico Macrì, studente di giurisprudenza appena ventenne. Giustiziato ai piedi del palazzo municipale di Soriano Calabro. Le modalità dell'esecuzione fecero assumere al delitto i connotati giuridici della strage. Altre due persone rimasero ferite. E altre ancora furono testimoni di una notte destinata ad essere il teatro di uno dei più gravi fatti di sangue mai verificatisi nel Vibonese.
Dopo otto anni la giustizia ha dato un nome ai killer che quella notte spezzarono brutalmente la vita del giovane Domenico Macrì. La Corte d'assise d'appello di Catanzaro, nella giornata di ieri, ha infatti riformato la sentenza di primo grado, emessa il 15 settembre del 1999, grazie alla quale furono assolte le persone che erano state tratte in arresto a seguito di un'operazione congiunta condotta da carabinieri e polizia, nelle settimane successive al tragico agguato, dall'accusa di aver provocato la morte di Domenico Macrì.
La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ha inflitto pene pesantissime, condannando all'ergastolo Antonio Federico, 27 anni, di Serra, e Giuseppe Taverniti, 29 anni, di Gerocarne. Condannate, poi, altre quattro persone: Roberto Morano, 27 anni, di Soriano Calabro, a sedici anni di reclusione, per aver concorso nell'omicidio; Vincenzo Zaffino, 38 anni, di Serra, a un anno e sei mesi; Cosmo Capone, 44 anni di Serra, a un anno e dieci mesi; Salvatore Ariganello, 36 anni, di Serra, a due anni e sei mesi più 4 mila euro di multa. Questi ultimi sono stati riconosciuti colpevoli a vario titolo per reati in materia di armi e droga e alcuni per favoreggiamento nei confronti degli imputati principali. Confermata, infine, la condanna a due anni di reclusione emessa in primo grado per Salvatore Vallelunga, 47 anni, di Serra. Non luogo a procedere, invece, per Giuseppe Loielo, nel frattempo deceduto.
La sentenza di primo grado vide gli imputati principali nel procedimento assolti dall'accusa di strage. Furono però riconosciuti colpevoli per reati minori: Federico fu condannato a 8 anni; Taverniti a cinque anni e sei mesi; Morano a cinque anni. Condannati pure a 3 anni Ariganello e a due anni ciascuno Zaffino, Capone e Vallelunga. La sentenza emessa dalla Corte d'assise fu appellata dal procuratore della Repubblica Alfredo Laudonio e dal suo sostituto Antonio Masone, titolare dell'inchiesta. Ma fu anche appellata dagli stessi imputati condannati per i reati minori contestati.
Durante le fasi del lungo e probante procedimento, incisivo è stato il contributo del legale della famiglia del giovane assassinato, costituitasi parte civile al processo. L'avvocato Mario Bagnato, infatti, si è battuto fino alla fine affinché in sede giudiziaria venisse accertata la verità sulla morte di Domenico Macrì. Al fianco del procuratore generale Garbati, in particolare, ha offerto durante le fasi dibattimentali quegli elementi necessari per far comprendere come all'origine dell'agguato del 30 agosto del 1997, vi fossero ragioni dettate da rancori personali, aggravati da uno sgarbo che sarebbe stato commesso dalla vittima nei confronti dei suoi carnefici. Il delitto sarebbe maturato a seguito di un pestaggio subito da Morano ad opera del ragazzo ucciso e di un suo congiunto, che lo accusavano di essere stato uno degli autori del furto della Fiat Uno di proprietà della madre di Macrì. L'avvocato Bagnato ha sempre sostenuto che per placare la sete di vendetta dei futuri autori dell'agguato non sarebbe bastato uno schiaffo che, in loro presenza, Luigi Macrì, padre di Domenico, diede al figlio. Una ricostruzione che, specie durante le udienze d'appello, ha rafforzato quella offerta dall'accusa, che al termine del processo ha visto riconosciuta la fondatezza del proprio teorema. Lo studente sorianese si trovava di fronte al municipio la sera del 30 agosto 1997. Sul posto, a bordo di una Opel Corsa bianca rubata, giunsero, armati di fucile e con il volto coperto, quattro persone che iniziarono a sparare contro un gruppo di giovani, che avevano appena assistito ad una partita di calcetto. Domenico Macrì cadde giustiziato a colpi di fucile. Altre due persone rimasero ferite. La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ha sentenziato. Quelle quattro persone, secondo l'accusa, erano Antonio Federico, Giuseppe Taverniti, Roberto Morano e il deceduto Giuseppe Loielo.
«Non posso non esprimere il mio commosso apprezzamento per l'atteggiamento assunto dai familiari del giovane ucciso - ha commentato l'avvocato Bagnato - Hanno seguito tutte le udienze d'appello con compostezza e con altrettanta compostezza hanno ascoltato la sentenza. Nessuno di loro ha gioito. Uno, due, mille ergastoli sono comunque una sconfitta per la nostra società. La famiglia non chiedeva vendetta. La famiglia chiedeva solo che venisse fatta giustizia».
p.c.
14/11/2005 19:39
Intervista del Quotidiano della Calabria a Salvatore Bertucci
Che cosa sono le biomasse ?
Le biomasse sono materiali di origine organica la cui combustione può essere sfruttata per produrre energia elettrica. In genere parliamo di biomasse per indicare scarti di legname, residui agricoli, rifiuti organici derivanti da raccolta differenziata, imballaggi in legno ed altre rimanenze di natura organica.
Perchè una centrale a biomasse a Simbario ?
Perchè è una buona idea per lo sviluppo delle serre vibonesi.
Quando parlo di questo territorio non faccio specifico riferimento a Simbario ma ad un territorio che va da Fabrizia a Monterosso, la centrale potrebbe essere costruita nella fascia di questi comuni, la decisione deve dipendere esclusivamente da motivazioni di tipo tecnico.
Come funziona una centrale a biomasse ?
In maniera molto semplificata, anche perchè non sono un tecnico, si tratta di attivare, mediante un processo di combustione e vapore, una turbina che genera energia elettrica da immettere sulla rete dei distributori come Enel ed altri.
Quali sono i vantaggi della produzione di energia elettrica mediante combustione di biomasse ?
Intanto un vantaggio di tipo ecologico-turistico legato alla raccolta delle biomasse. La pulizia del parco delle serre e di tutte le foreste circostanti nonchè la creazione di percorsi naturali produce maggiore fruibilità per il turista ecologico che visita i nostri posti. In secondo luogo la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili permette di ridurre la dipendenza dal petrolio.
Qual’è l’impatto ambientale di una centrale alimentata a biomasse ?
Il processo di combustione delle biomasse genera e libera nell’ambiente una quantità di carbonio inferiore a quella generata mediante combustione di prodotti derivanti dal petrolio.
Sfruttamento delle biomasse significa anche deforestare o desertificare ?
No, anzi molti terreni ormai incolti potrebbero essere piantumati ed avere come destinazione la coltivazione di biomasse, quindi nuova forestazione.
Qual’è il ritorno economico di un progetto come quello biomasse ?
Oltre ai vantaggi diretti occupazionali relativi al personale tecnico e di gestione dell’impianto, come detto, vi sono vantaggi indiretti legati alla pulizia del bosco e recupero di biomasse, non meno importante il ritorno economico per le imprese boschive che già operano nel settore e che potrebbero ampliare la loro attività con la raccolta degli scarti forestali. Altro vantaggio potrebbe essere quello legato al teleriscaldamento degli enti pubblici che vedranno diminuire i costi per consumo energetico e il costo dello smaltimento di rifiuti ecologicamente compatibili. L’indotto di derivante dalla meccanicizzazione delle attività di raccolta ed infine gli utili della società di gestione derivanti dall’immissione e la vendita di energia elettrica alla rete Enel o altri gestori.
Sappiamo che la centrale di Cutro ha qualche difficoltà nel reperire le biomasse come pensa che sul territorio ci sia la disponibilità necessaria ?
Non sono abbastanza informato sui fatti interni ma credo che la centrale di Cutro, costruita dal Gruppo Marcegallia, potrebbe essere sovradimensionata, mi risulta che ha bisogno di 150.000 tonns all’anno di biomassa. Il nostro concetto è quello di dimensionare la centrale in base alla disponibilità di biomassa sul territorio localizzando l’impianto in un punto logisticamente accessibile dalle principali fonti di approviggionamento. Questi aspetti sicuramente dovranno essere approfonditi in parte nello studio di fattibilità e poi nel business plan, dove i numeri ci diranno quali dovranno essere le caratteristiche dell’impianto.
Società pubblica o privata ?
A mio parere questo tipo di progetti potrebbero funzionare con un consorzio per la raccolta delle biomasse la cui partecipazione deve essere mista fra comuni e le imprese private che già operano nel settore boschivo. Anche la società proprietaria dell’impianto che ha la responsabilità della gestione e manutenzione può essere mista.
Cosa chiede alla politica locale, ai Sindaci dei comuni delle serre ?
Alla politica locale chiedo idee per lo sviluppo delle serre vibonesi nel caso specifico chiedo di valutare e farsi parte attiva in questo progetto. Sono ottimista perchè alcuni Sindaci si sono mostrati sensibili ad argomenti come quello dello sviluppo sostenibile, per es. a Simbario il Sindaco Francesco Andreacchi coadiuvato dall’assessore Angela Nardi sta portando avanti il progetto raccolta differenziata, quindi perchè non associare ed integrare un progetto biomasse ?
12/11/2005 12:28
Lettera aperta al sindaco Dr Andreacchi
Le Biomasse e la Politica
In un mondo dove l’energia dipende quasi tutta dal petrolio, con tutti i rischi che ne comporta sia a livello economico che politico, non porsi il problema significa non pensare al futuro. In una zona dove abbondano le biomasse e dove si potrebbero incentivare le colture per produrle, sarebbe un’offesa all’intelligenza comune, non pensare di creare una qualsiasi struttura di sfruttamento delle stesse. Pensare ad una centrale a biomasse non solo può essere vantaggioso a livello occupazionale ma anche dal punto di vista ambientale i vantaggi potrebbero essere rilevanti. S’incentiverebbe la pulizia dei boschi; oggi per esempio quando si fà lo sfoltimento dei boschi , tutti i rami e il fogliame non vengono raccolti, aumentando così il rischio incendi. Qualcuno si pone il problema della desertificazione, come se ad alimentare una centrale a biomasse significherebbe distruggere il patrimonio boschivo. Chiaro che la centrale deve avere dimensioni e potenza contenute e questo è importante proprio per il fatto di usare esclusivamente rifiuti agricoli e forestali, scarti derivanti dalla lavorazione del legno e rifiuti solidi urbani e in ogni caso si garantirebbe energia pulita per tutto il comprensorio delle Serre. Il vantaggio di creare una centrale con struttura societaria pubblico-privata sta nel fatto che la politica deve a accettare di buon grado la realizzazione nella nostra zona, mentre la quota privata deve vegliare per un buon funzionamento.
In questo sito la discussione è stata avviata da tempo e speriamo di arrivare in tempi brevi ad un convegno organizzato dal comune invitando tecnici e addetti ai lavori. La volontà di arrivare a concretizzare le idee che in questi mesti mesi son venute fuori dalle varie discussioni, è molto forte; l’entusiasmo dei partecipanti alle discussioni è stata così grande da spingerci a chiedere personalmente a Lei, Egregio Signor Sindaco, di avviare la discussione organizzando un incontro tecnici-cittadini, potrebbe essere un successo politico per Lei e un grande vantaggio per l’ambiente e i cittadini.
06/11/2005 14:36
SE DOVESSI SCEGLIERE TRA SETTORE INDUSTRIALE O COMMERCIALE
Sarà perché ho sempre lavorato nel settore commerciale ma io punterei su altre idee di sviluppo.
Chiaro che uno non esclude l’altro, ma il settore commerciale mi pare di più facile ed immediata realizzazione, io non dico no alla produzione di bioenergie specie adesso che subiamo, più che in altri momenti, il caro petrolio e non sapremo fino a che cifra si spingerà. Oltretutto un’energia completamente rinnovabile penso che sia auspicata da tutti e non porsi il problema per un futuro non troppo lontano ma molto incerto del settore energetico, potrebbe risultare molto oneroso per tutti. Il problema però è un altro; da diversi anni nel nostro comune non si emigrava più, oggi la gente è in estrema difficoltà e più di qualcuno ha già fatto le valigie. La realizzazione di una centrale a biomasse occuperebbe almeno 60 persone e un indotto di almeno due volte tanto, ma i tempi di realizzazione sono abbastanza lunghi e quando avremo ultimato i lavori, probabilmente a Simbario non saranno rimasti che pensionati.
Qualche tempo fa avevamo parlato di call center, di internet, di paese albergo e oggi più che mai è il caso di riprendere quel discorso lasciato in sospeso. Notavo che qualcuno ha aperto dei call center anche in Romania ed è abbastanza difficile trovare degli operatori che parlino correttamente l’italiano, nonostante ciò oggi la richiesta è talmente elevata che bisogna trovare delle soluzioni spesso fuori dai confini nazionali. La richiesta da parte di tante Spa per indagini e ricerche di mercato, gestione dei numeri verdi (customer care), gestioni ordini e prenotazioni, tele marketing, gestione appuntamenti per la forza vendita, recupero crediti e solleciti, expediting, è oggi così elevata da garantire a chiunque apra un call center di raggiungere un sicuro successo. Oltretutto non sono importanti le vie di comunicazione e sappiamo le difficoltà che comportano le strade da noi; non si richiedono grandi investimenti , basterebbero una ventina di linee telefoniche e qualche computer per gestire un discreto call center, verrebbe occupata la manodopera femminile che spesso da noi non ha sbocchi. Io ritengo che questa sia una strada da perseguire e di facile realizzazione.
Quanto ad Internet, il discorso è più complesso poiché ci vorrebbe una persona molto capace e disposta a mettere a frutto le proprie conoscenze per gestire sviluppi di software, costruzione di siti web, gestione della prima nota, gestione pratiche e tant’altro. Qui le scuole dovrebbero preparare i ragazzi ad un approccio produttivo di internet e quindi i tempi sarebbero estremamente più lunghi.
Un’attenzione particolare meriterebbe il PAESE ALBERGO, che su questo sito è stato toccato più volte. L’idea del paese albergo nasce dal fatto di non voler vedere morire lentamente il nostro paese ma a parte questo, potrebbe essere una buona fonte di guadagno e di occupazione. Internet in questo caso potrebbe dare una forte mano per riempire le case del paese albergo con promozioni a partire da 99 euro spese escluse (sistema già collaudato) e in questo, www.simbario.com potrebbe essere un ottimo supporto gratuito.
04/11/2005 19:49
Loiero in tv: No a descrizioni terrificanti della Calabria
"E' una immagine terrificante e non vera. Non credo alle notizie secondo cui il 27% dei calabresi avrebbe collusioni con la mafia". Così il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che ha preso parte il 31 ottobre alla puntata di "Cominciamo Bene: le storie" dal titolo "Mafie: attacco allo Stato", condotta da Corrado Augias sulla terza rete Rai. E nel commentare i dati Eurispes secondo i quali il Pil della criminalità sarebbe di 35.000 milioni di euro a fronte del Pil dell'intera regione che ammonterebbe a 29.000 milioni di euro il Presidente ha detto che "se fosse vero, sommando questa economia illegale a quella legale avremmo avuto uno sviluppo almeno quantitativamente ingente della Calabria. Ma è ovvio che così non è".
Parlando dell'omicidio di Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale, Loiero - informa una nota del portavoce - ha detto di essere stato colpito personalmente: "Fortugno era un amico e un compagno di partito, dovrebbe far riflettere soprattutto la simbologia di un simile delitto ". "Nella Locride solo quest'anno ci sono stati 23 omicidi, nell'indifferenza quasi totale da parte del resto del Paese", ha proseguito. E sulla mancata presenza del Presidente del Consiglio, Loiero ha ribadito che "ci voleva una risposta forte da parte dell'Esecutivo, che sarebbe stata conferma di una operatività diversa sul territorio". Incalzato dal conduttore della trasmissione, che ha parlato di un cattivo inizio per la nuova Giunta, secondo la stampa fatto di moltiplicazione di incarichi e di auto blu Loiero ha parlato di una "crudeltà mediatica" che mette in circolo notizie assurde nonostante le tante smentite. "Ci siamo costituiti invece - ha spiegato - parte civile in tutti i processi contro la ‘ndrangheta e abbiamo agito correttamente nell'utilizzo del sistema dello spoil system. Questo dovrebbe essere sufficiente a far capire come si è lavorato in questi mesi. Ci vuole attenzione da parte dei media, non vigilanza".
Loiero ha ribadito anche la convinzione che l'esercito nella regione sarebbe necessario per il controllo di obiettivi sensibili e rispondendo alle domande del pubblico ha confermato che entro un mese sarà realizzato il sistema di appalto centralizzato in materia sanitaria ("In Calabria le spese per la Sanità sono le più alte in Italia, ammontano a circa il 70% del Pil" ha detto). Infine, il presidente ha detto di considerare "un buon inizio" la nomina del prefetto De Sena a prefetto di Reggio Calabria con poteri speciali.
01/11/2005 15:13
Si è dimesso il Presidente della comunità montana
Sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, si è dimesso dalla carica di Presidente della Comunità Montana il dr Marchese.
Maggiori informazioni in "Sala Stampa".
31/10/2005 11:04
La riflessione. La 'ndrangheta non si sconfigge con l'uso dell'esercito.
Leggendo i quotidiani di questi giorni in cui la macabra uccisione del vicepresidente del Consiglio regionale ha provocato una reazione nell'intero Paese, ci rendiamo conto come difficili sono le prospettive per questa nostra regione.
Il monito del ministro Pisanu quando assume che lo Stato in Calabria c'è, ci dà la sensazione di una compartecipazione dello Stato alle disgrazie calabresi; lo Stato per sconfiggere la mafia non ci deve essere in Calabria con l'esercito, ma con un'attenzione maggiore verso la situazione economico sociale di questa regione; la 'ndrangheta non si sconfigge manu-armata ma con l'impegno di risollevare le sorti della Regione con interventi economici e culturali di una certa valenza.
Ma ecco che proprio in questi giorni leggiamo: l'Anas non ha i soldi per costruire perché di costruzione ex-novo si tratta e non di riparazione di qualcosa che non esiste- l'Autostrada del Sole; e v'è di più.
Nella Finanziaria non è prevista l'ammodernamento della Statale ionica 106 la cosiddetta strada della morte. è questa è l'attenzione dello Stato verso la nostra regione? è questa la presenza dello Stato in Calabria per combattere la ndrangheta? Oppure la cosiddetta devolution porterà vantaggi alle regioni meridionali considerando che sarà un affossamento totale per le regioni più povere?
E, a questo proposito, il grande senso patriottico di Fini e del suo partito può permettere che l'Italia venga divisa e che la cosiddetta Padania sia una regione a se stante dopo la anto conclamata Unità d'Italia del 1861; restiamo sbalorditi dinanzi all'atteggiamento della destra sull'approvazione di questa legge da parte della Camera.
E poi; è mai possibile che i parlamentari meridionali di Forza Italia,di An, dell'Udc abbiano votato a favore di una legge che affosserà tranquillamente il Mezzogiorno? Ma la gente questi parlamentari li ha votati per questo?
Lo Stato è presente in Calabria. - Una bella presenza! Tutto a vantaggio di quelli che comandano e che tengono in mano le redini di questa regione e cioè i mafiosi. Che Dio ce la mandi buona.
30/10/2005 12:19
L'assassinio di Fortugno, quanto c'è del tratto culturale calabrese?
L'agguato mafioso contro il vicepresidente del consiglio regionale, Francesco Fortugno di Locri, continua a occupare le pagine dei quotidiani regionali, nazionali e internazionali. Giustamente. La presenza "istituzionale" n'è una conseguenza. L' "Economist" si è chiesto come mai un Paese che fa passi avanti verso la democrazia con le primarie, mostra poi il suo lato oscuro attraverso una crescente crisi di legalità. Sergio Romano, ancora, con l'editoriale sul "Corsera" del 24 ottobre e prima ancora Francesco Gaeta sul "Sole 24 Ore", hanno posto una domanda e una riflessione: esiste o no nella società calabrese una commistione e area grigia che determina una complicità, collusione, silenzi interessati, relazioni familiari, favori fatti e ricevuti? Quanti di questi, sedimentati per decenni coinvolgendo apparati pubblici, politici e istituzioni, sono riconducibili a una certa cultura marxista e cristiana che portano ad oscurare i problemi sollevati? Domande che, purtroppo, "non convincono fino in fondo" il religioso Pietro De Luca ("il Quotidiano" del 25 ottobre). Eppure, un'attenta riflessione sulla storiografia della Calabria o delle Calabrie (non dimentichiamolo mai il plurale!) avrebbe potuto dare delle risposte e conseguentemente proporre i rimedi, a patto di volersi realmente scrollare di dosso quel maledetto bigottismo che è proprio della cultura religiosa che non riesce a "gridare" il male oscuro di questa regione. Un male che trova nel mix di potere tra mafia e politica, crocevia delle fortune professionali, il dato più connaturale della società calabrese. Certamente, non tutti i calabresi sono mafiosi, come ricorda Romano, ma quasi tutti sono esposti "al rischio di una pressione, di un ricatto o di una scelta moralmente sgradevole". Non si tratta di valenze ideologiche di sinistra o destra, bensì di etica che, se nel passato allignava in alcuni strati della società calabrese, con il tempo è andata sempre più riducendosi, quasi inarrestabile. Complice anche la cosiddetta "globalizzazione" che vede nella ricchezza liberistica un processo di affermazione del proprio status. Oggi se si è ricchi, a prescindere del metodo con cui si perviene a tale benessere, che in questa terra calabra quasi sempre coincide con la sfida alla legalità, non si è quasi nessuno. E' questione di etica. Il caso Masella, (ex) assessore regionale (di sinistra!) è emblematico.
In questi giorni si sono spesi fiumi di parole perché lo Stato sia più presente, più affidabile. Dalla parte della legalità. Comprensibile ma fuorviante.
E' la vecchia liturgia ogni qual volta avvengono fatti simili a quelli del caso Fortugno. Una storia punteggiata da disperati appelli, risposte che ormai sfiorano il luogo comune, dichiarazioni di resa paradossalmente espresse sia da parte delle vittime che dei carnefici, promesse vibranti, moniti pastorali e lunghi silenzi. Ma la cui scrittura prosegue inesorabile giorno dopo giorno senza che mai, neppure per un momento, si abbia avuto in questo estremo territorio italico la sensazione di potersi liberare dal giogo malavitoso. Il "popolo buono" che si ribella alla tirannia dei clan e al potere delle organizzazioni criminali è solo apparente e si manifesta soltanto con qualche simbolica buona volontà popolare. E' solo questione di natura economica? Pur reale ma non convincente. La Calabria è sì quella che ha conosciuto negli anni il processo più atipico di sviluppo, non solo per il suo ritardo comparativo in termini di reddito e di produzione, ma per la specificità dell'intreccio tra i fattori di trasformazione e quelli di ritardo e di distorsione. Sebbene la vecchia Calabria non esista più e siano venuti meno i caratteri permanenti che l'avevano individuata per molti secoli, un vero e proprio processo di ammodernamento è abbastanza discutibile che si sia prodotto. La ribellione a tale stato ne è una conseguenza. La classe politica, specialmente con l'avvento delle Regioni che non ha saputo concretare gli impulsi del territorio, ripete in parte le insufficienze e le contraddizioni dell'intera situazione regionale. La sua stessa formazione non può prescindere dalla natura della società sottostante, così come a questa sono correlati i principali comportamenti. Essa stessa si adegua ben spesso al ritmo dell'esistente.
Un esistente il cui connotato religioso non è estraneo. La Chiesa, forte della religiosità dei calabresi che rasenta più volte un ibrido di sacro e profano, quasi mai ha saputo indicare la "retta via" dalla quale molti si stavano allontanando. Eppure nei pellegrinaggi e nelle infinite manifestazioni religiose collettive l'identità personale e di gruppo trovano le loro ultime legittimazioni e i pilastri portanti della vita.
Quella Chiesa che doveva o poteva intervenire nel processo di strutturazione dell'Io del calabrese nei vari momenti esistenziali che sono il valico delle stagioni più importanti della vita, si è tenuta estranea e, a volte con implicita connivenza, si è voltata dall'altra parte per non vedere. Quanti errori. E queste sono le conseguenze di ciò di cui si sta parlando in questi giorni.
Franco Volpe
29/10/2005 19:28
INFRASTRUTTURE/ ANAS, APERTO CANTIERE STATALE '182'
Roma, 28 ott. (Apcom) - Con la posa della prima pietra in località Simbario (Vibo Valentia), l'Anas ha aperto oggi il primo cantiere per la costruzione in nuova sede della statale '182', la trasversale delle Serre che interessa le province di Catanzaro e Vibo Valentia. "Con l'avvio dei lavori - ha commentato Vincenzo Pozzi, presidente dell'Anas - intendiamo dare una concreta risposta a quelle amministrazioni locali e a quei cittadini calabresi che lamentano l'isolamento dei loro territori interni".
I lavori del nuovo tracciato, che avrà uno sviluppo complessivo di oltre 21 chilometri, sono parte del più ampio e articolato programma di realizzazione dell'intera trasversale, dallo Jonio al Tirreno. I territori interessati dallo sviluppo del nuovo tracciato ricadono nei territori comunali di Argusto, Chiaravalle, Cardinale, Torre di Ruggiero, Simbario, Brognaturo, Spadola e Serra San Bruno.
"La Calabria non ha bisogno di parole e di annunci, ma di sviluppo e di crescita economica - ha sottolineato Pozzi - l'Anas è la principale azienda italiana impegnata nel realizzare questo obiettivo, con un numero complessivo di 1.026 addetti che operano nei diversi compartimenti della Calabria e 2.500 addetti solo nelle decine di cantieri della Salerno-Reggio Calabria e della statale Jonica e nel relativo indotto. In questa regione l'Anas sta impegnando risorse finanziarie, uomini, mezzi, progettualità tutte finalizzate al completamento e all'apertura al traffico di nuove strade. Su 8,4 miliardi di euro di investimenti destinati dall'Anas al Mezzogiorno, ben 4,7 miliardi di euro, pari al 55%, riguardano la Regione Calabria. In particolare tra novembre 2005 e dicembre 2006 prevediamo l'apertura al traffico dei 8 nuovi collegamenti stradali, per complessivi 22,4 chilometri e per un importo complessivo di 96,840 milioni di euro".
21/10/2005 02:02
Idee per lo sviluppo delle Serre vibonesi
OGNI giorno si apprende, dai quotidiani locali, che siamo alle prese con le politiche economiche messe in piedi dal vicepresidente Nicola Adamo per lo sviluppo del tessile nella provincia di Cosenza, con gli accordi per implementare il polo tecnologico e trasporto intermodale al porto di Gioia Tauro, con la valorizzazione della zona industriale di Corigliano, la questione dei pescatori dell'alto ionio cosentino e l'agricoltura della sibaritide.
Qualche settimana fa in occasione della festa provinciale dell'Udeur a Vibo Marina il Presidente di Confindustria Calabria, Filippo Callipo, ha sottolineato l'importanza di condiderare anche lo sviluppo che parte dalla montagna. In effetti sorge il dubbio che se il rappresentante degli industriali della Calabria chiede di partire da Nardodipace evidentemente qualcosa su cui riflettere esiste. L'invito a riflettere credo debba essere rivolto agli esponenti della politica che rappresentano la comunità delle serre vibonesi in Consiglio provinciale e regionale, l'invito è quello di pensare agli elementi necessari per uno sviluppo del territorio. Quello che questa comunità vorrebbe da validi nomi come Censore, Masciari, Dominelli ed altri esponenti della politica è una maggiore determinazione ed aggressività sulle scelte di politica economica regionale. Le missioni commerciali e la promozione di prodotti tipici degli imprenditori serresi in Canada sono iniziative lodevoli ma hanno carattere molto locale ed effetto ristretto. L'adeguata viabilità, sebbene con l'inverno, fra nebbia, ghiaccio e neve, la statale 110 rappresenti un costante pericolo,non deve essere una meta ma la base da cui partire, la minima dotazione strutturale. Questo territorio, ormai in fase avanzata di spopolamento, vuole proposte per uno sviluppo integrato, vuole essere guidato verso nuovi stili di vita, vuole essere rappresentato e vuole svolgere una parte attiva nel programma regionale, vuole essere citato nel prossimo Dpefr.
La comunità vuole maggiore integrazione fra la politica, il mondo economico ed imprenditoriale, vuole che gli enti locali preposti, Camera di Commercio in primis, si facciano promotrici di azioni di sviluppo. Ricordiamo che regioni come il Trentino ed il Friuli hanno fatto della risorsa legno un filiera produttiva che va dal taglio alla lavorazione di prodotti finiti, dalla produzione di macchinari per la lavorazione e recupero degli scarti del legno. Le risorse energetiche naturali sono strategici per lo sviluppo, settori come quello delle biomasse, dove ancora non si vede alcuna iniziativa promossa dagli enti locali,richiedono l'istituzione e la promozione di consorzi per la raccolta, produzione e vendita di pellets e ceppati. Il parco delle serre deve essere integrato e visto con queste logiche economico produttive oltre che naturali.Passando poi al settore dei servizi dove in alcuni casi è necessaria solo una viabilità telematica, per es. i call center delle grosse compagnie di telefonia mobile, notiamo come in altre città vengono impiegate svariate risorse umane mentre per questo territorio nessuno ha mai pensato di mettere in atto accordi o intese con gli attori del mercato
Quelle sopraccitate sono solo alcune delle possibili iniziative e proposte, altre potrebbero venir fuori in occasione di convegni, tavole rotonde e momenti di confronto fra la politica e la comunità. Partendo da questo spunto, con l'auspicio di aprire un fattivo dibattito, lancio una sfida a tutti i rappresentanti delle istituzioni interessate affinché si possa riflettere su come lo sviluppo debba partire anche dalle serre vibonesi.
Salvatore Bertucci
18/10/2005 19:43
Domani, i funerali di Fortugno.
Domani pomeriggio si svolgeranno i funerali del nostro Vicepresidente Francesco Fortugno, morto domenica a Locri per mano di un sicario. Ci saranno le massime cariche dello stato e tutti i rappresentanti le istituzioni in Calabria. Con 8.548 voti alle elezioni del 2005 è stato eletto nelle file della Margherita nella circoscrizione di Reggio. Ritorna in Consiglio regionale, dove era subentrato, nella scorsa legislatura, a Luigi Meduri, eletto deputato il 13 maggio 2001. Fortugno è Vice presidente del Consiglio regionale. Nato nel 1951 a Brancaleone, era medico. Sposato, era padre di due figli. Specialista in chirurgia generale e medicina legale, era primario ospedaliero ed era stato chiamato come professore a contratto presso la facoltà di Medicina dell’Università di Catanzaro. Sul piano dell’attività amministrativa ha maturato esperienze di consigliere comunale e vice presidente dell’assemblea dell’Usl di Melito Porto Salvo. Ha ricoperto l’incarico di segretario regionale aggiunto nella Cisl medici di Reggio Calabria. Ha fatto parte dell’esecutivo nazionale della Cisl medici e della Commissione per la contrattazione degli accordi nazionali di lavoro e della legge di riforma sanitaria. Fortugno era responsabile regionale della Sanità per la Margherita.
17/10/2005 16:49
Simbario. Tre proiettili per l'assessore Bertucci
Simbario. Le munizioni contenute in una busta lasciata davanti alla sua abitazione
SIMBARIO - Una busta gialla contenente tre proiettili di pistola (due a salve e una calibro 22) è stata recapitata da ignoti, durante la scorsa notte, presso l'abitazione dell'assessore comunale, Caterina Bertucci,48 anni, sposata con un figlio, docente di matematica all'Industriale di Chiaravalle Centrale. A trovare la busta, lasciata vicino alla porta dell'autorimessa della sua casa in via Nazionale, è stata la stessa Bertucci nella prima mattinata di ieri. L'insolito plico, una busta gialla mezzo foglio con all'interno i proiettili, era piegata in due. Nessun foglietto con minacce o un qualche messaggio. L'intimidazione ad appena un mese dell'attentato incendiario ai danni dell'abitazione del sindaco di Simbario, Francesco Andreacchi, sarebbe da collegare quasi certamente all'attività politica e amministrativa dell'assessore che non ha mai ricevuto in passato nessun tipo di minacce o intimidazioni e gode di ottimi rapporti a livello personale nel suo paese e altrove. Questo porta ad escludere ogni legame tra il vile gesto intimidatorio e la sua attività di docente o altre ipotesi collegabile alla famiglia. In particolare le intimidazioni sarebbero indirizzate proprio contro l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Andreacchi fatta oggetto, nelle ultime settimane, di spiacevoli e allarmanti episodi criminosi. All'indomani dell'intimidazione al primo cittadino, si era tenuto un Consiglio comunale aperto per eprimere piena solidarietà al primo cittadino e alla sua famiglia e per condannare ogni forma di criminalità mafiosa nel piccolo comune delle serre vibonesi e sull'intero territorio. Al consiglio, cui partecipò l'assessore regionale alla Sanità, Doris Lo Moro, erano presenti quasi tutti i sindaci e amministratori del comprensorio.
«Non trovo altri motivi plausibili ha dichiarato ieri mattina l'assessore Bertucci, rimasta piuttosto scossa provata per l'episodio non ho mai avuto e non ho assolutamente problemi personali con nessuno. Questi sono atti che fanno male. Dopo quanto accaduto al sindaco e la grande solidarietà espressa nel successivo consiglio comunale pensavamo che episodi simili non si sarebbero più ripetuti e ci lasciassero in pace per amministrare tranquillamente la nostra comunità». Per il sindaco Andreacchi, che ha già espresso la sua più viva solidarietà all'assessore Bertucci e alla sua famiglia, non ci sono parole per commentare azioni del genere: «Non posso negare il mio stato d'animo turbato per il nuovo e gravissimo episodio intimidatorio contro un amministratire impegnato nel sociale e dotato di sani principi morali, nonché donna e madre, come la professoresse Bertucci - afferma il sindaco - Ritengo si tratti di un attacco contro l'amministrazione comunale e pertanto presenta un risvolto politico, non avendo né io né l'assessore Bertucci situazioni o problemi personali che possano giustificare altrimenti simili gesti criminali e come tali inaccettabili nella nostra comunità. In ogni caso non ci fermeranno e porteremo avanti i nostri progetti. Dopo quanto accaduto mi appello per una maggiore e pi attenta presenza dello Stato e delle istituzioni perché questi fenomeni vengano stroncati sul nascere e si possa amministrare con tranquillità e serenità in un clima di convivenza pacifica». Sull'accaduto è stata presentata denuncia ai carabinieri della Compagnia della vicina Serra San Bruno diretta dal capitano Orazio Ianniello, che, se anche l'episodio ha modalità mafiose, battono altre piste non legate necessariamente alla criminalità organizzata che di solito non manda priettili a salve.
e.v.
16/10/2005 13:58
Sono stati trovati i "bivéri" della fontana di Monte Cucco
In questi giorni c'è stato un accavallamento di notizie sulla scomparsa dei bivéri.
Trafugati nottetempo da malviventi i bivèri della fontana di Monte Cucco; no! sono
stati prelevati dall'Anas perchè bisogna realizzare lo svincolo di Monte Cucco della costruendaTrasversale delle Serre; no! sono stati prelevati dall'Anas ma non si sa il motivo.
La verità è che il sindaco Andreacchi, venuto a conoscenza della scomparsa dei bivéri, faceva prontamente denuncia ai Carabinieri di Serra San Bruno. All'indomani, un dipendente Anas,entrando nella Casa Cantoniera attaccata alla fontana, scorgeva poco distante dei rami secchi accatastati al bordo della strada. Insospettito si avvicina, e sotto quei rami scorge i bivèri trafugati il giorno prima. Evidentemente coloro che li hanno smontati, vista l'enorme mole, li avrebbero portati poco più avanti per poi attrezzarsi di qualche mezzo pesante per il trasporto che sarebbe avvenuto successivamente.
La comunità gioisce a metà per il ritrovamento, perchè il rischio che i bivéri
possano fare la stessa fine del capitello non è così remoto.
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Gli articoli di Ultimissime del 20005
14/10/2005 17:19
La Fontana ringrazia Illuminati e Istituzioni
All’incrocio della ss 110 con la ss182, alle pendici di Monte Cucco, si ergeva maestosa la Fontana, che con la sua fresca acqua e i suoi “bivèri” tante volte aveva dissetato i bovari e i loro buoi che trasportavano il legname dalla montagna al mare. Poi venne il progresso e i buoi lasciarono il posto ai camion ma lei era sempre là e, attraente come sempre, ti invitava a dissetarti e farsi ammirare nel suo sobrio splendore, lei odiava i fronzoli e l’unica civetteria era un capitello neanche eccessivamente ornamentale. Ma lei era così bella che la Regione la volle tutelare inserendola nei beni culturali. Ma tante volte le istituzioni prendono degli abbagli ed ecco che arriva qualche illuminato*: cosa c’entra quel capitello con la Fontana e fece bene a toglierle quell’eccessivo ornamento che tanto la faceva arrossire. Finalmente anche le istituzioni capirono che forse stava meglio così e pensarono di non rimetterle quel copricapo da primadonna. Passarono gli anni e ancora i camionisti si fermavano come una volta i bovari. I turisti passavano sempre più numerosi e ammiravano la Fontana senza accorgersi che le mancava qualcosa, forse stava meglio così; ma quegli abbeveratoi a che cosa servono? Ormai sono desueti, non ci sono più i buoi per dissetarsi e lei se ne vergogna per non essere più alla moda. Finalmente ecco arrivare qualcuno che le legge lo sguardo e capisce che è ora di darle un look più attuale e così, animato da passione artistica, dopo un grande sforzo riesce a toglierle quegli abbeveratoi . Non si sa se questa volta le forze dell’ordine riusciranno a ritrovare ciò che le è stato asportato, ma anche se questo dovesse succedere, di sicuro le istituzioni non le daranno quell’immagine antiquata rimettendole il capitello e i “bivèri”.
*Illuminato con la pila perchè di notte.
14/10/2005 13:06
La fontana di Monte Cucco è stata scippata dei suoi " biveri"
Nottetempo, qualcuno ha pensato bene di andare alla fontana di Monte Cucco a prendersi i "biveri", tanto lì non servivano più. Ormai non ci sono pìù i carri con i buoi e quindi è meglio che qualcuno li possa esporre in qualche nobile villa e magari ricreando la stessa fontana e forse anche più bella, dove il padrone di casa può raccontare che ormai sarebbe impossibile realizzare una fontana così.
Qualche anno fà è stata privata del suo capitello, (pare custodito dalla procura)nessuno si è più interessato a farlo riportare nella naturale collocazione, nessuno ne ha voluto più parlare per non rivangare una brutta storia.
Oggi abbiamo l'occasione per protestare con tutte le forze nella speranza che vengano ritrovati i "biveri" e ci venga restituito il capitello.
10/10/2005 14:23
Simbario. Lo sviluppo in Calabria non passa per le gabbie salariali.
Nei giorni scorsi, in occasione di un convegno tenutosi all'Unical sul divario nord-sud, accademici esponenti dell'economia, nel proporre soluzioni al problema della disoccupazione e dello sviluppo in Calabria hanno riesumato il modello di sviluppo che passa attraverso la differenziazione salariare o, per meglio identificare l'argomento, attraverso le "gabbie salariali". Qualcuno asserisce che non tutti possono usufruire dello stesso tenore di vita e pertanto una buona soluzione, per la Calabria e sud in generale, sarebbe quella di decentrare la contrattazione a livello territoriale e quindi abbassare i salari dei lavoratori.
Insomma, la ricetta sarebbe lavorare con salari più bassi per lavorare tutti, questo creerebbe una maggiore disponibilità di reddito nelle famiglie e attraverso una maggiore spesa in beni di consumo, per effetto del moltiplicatore, si innesca un circuito virtuoso sulla domanda spingendo sistema economico calabrese verso una maggiore ricchezza. Da un punto di vista teorico il ragionamento economico non fa grandi pieghe ma scendendo sul pratico non credo che la contrattazione decentrata, volta all'istituzione delle gabbie salariali, possa essere la strada per far partire lo sviluppo della nostra Regione, anzi, questa politica, indicata e condivisa da affermati docenti dell'Unical, a mio avviso è da ritenersi perdente ed anacronistica.
L'empiricità dei dati dimostra proprio il contrario. Se partiamo dall'ipotesi che in Calabria il lavoro sommerso è stimato circa il 30 % della forza lavoro effettiva, riusciamo a capire bene che l'imprenditore ha già un "sconto" sul costo del personale dipendente, non vedo cosa potrebbe cambiare se rendessimo ufficiale uno stipendio di 600 EURO al mese. Questa politica porterebbe un beneficio parziale anche a livello contributivo, credo, già adesso il datore di lavoro per ovviare al problema dei costi pone in essere contratti part time a fronte di orari di lavoro sostanzialmente full time. L'imprenditore o, per meglio dire con le parole del Presidente di Confindustria F. Callipo, il "prenditore" che non è competitivo adesso non lo sarà dopo, nel sistema economico lavorerebbero sempre lo stesso numero di persone e sicuramente non riusciremmo ad aumentare il livello di reddito disponibile delle famiglie e di conseguenza la spesa per i consumi interni. Se poi ci si aspetta di aumentare la componente estera della domanda è meglio non parlarne proprio, i dislivelli salariali sono troppo accentuati per ipotizzare che l'eventuale differenziazione possa renderci competitivi.
Inoltre, da un punto di vista della gestione delle risorse umane, l'effetto di tale politica aumenterà la già copiosa diaspora di cervelli istruiti verso altre regioni e, come effetto risposta, le nostre aziende avrebbero a disposizione soltanto quelle risorse che non hanno altra scelta in termini di attese sul livello salariale, prospettive di carriera etc, insomma, resteranno i soggetti a medio-bassa scolarizzazione in un mercato dove la specializzazione e l'elevata produttività sul lavoro è la risposta per essere vincenti e competitivi.
Voglio aggiungere che la Calabria e le parti sociali hanno già sperimentato forme di contrattazione decentarta (vedi modello Gioia Tauro) ma solo in quei casi dove vi era una chiara strategia aziendale di radicazione sul territorio e soprattutto per periodi ben delimitati.
Per concludere, a parte le politiche economiche integrate messe in atto da questa amministrazione, che per certi aspetti condivido come metodo ed approccio, propongo una soluzione teorica per aumentare la domanda di beni di consumo e mantenere lo stesso tenore di vita: qualora lo sviluppo del sud dovesse essere finanziato dai lavoratori dipendenti, mediante riduzione dello stipendio, allora sarebbe opportuno creare anche le gabbie sui listini prezzi dei prodotti di prima necessità nei supermecati.
Salvatore Bertucci
08/10/2005 17:22
lettera aperta, la questione dell'Afor
Onorevoli, siamo dei dipendenti regionali che per opportunità preferiamo per il momento mantenere l'anonimato, ma che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione una situazione molto grave e incresciosa. Vogliamo sottoporvi la questione Afor.
L'Afor, ente che gestisce l'80% della forestazione calabrese, doveva essere il fiore all'occhiello per le amministrazioni regionali, doveva essere l'ente che avrebbe dovuto far marciare speditamente e produttivamente il settore forestazione. Invece abbiamo assistito e assistiamo a un totale degrado del settore dovuto esclusivamente ad una gestione dell'ente assolutamente personalistica. Vi invitiamo a leggere i piani attuativi annuali redatti dall'Afor: sono tutti gemelli, tutti identici, ma ogni anno fruttano milioni di euro come "incentivi" per i firmatari. Onorevoli, vi siete mai chiesti come mai il direttore generale mantiene la carica di capo dell'ex Afor? Vi siete mai chiesti qualcosa sulle concessioni a pascolo o a coltura dei terreni regionali? Vi siete mai chiesti qualcosa sulle concessioni al taglio di centinaia di ettari di boschi? Vi siete mai chiesti chi sono le ditte boschive concessionarie o che fine ha fatto la vicenda "Jurassic Park" di Gambarie d'Aspromonte?
Si vocifera di una riconferma dell'attuale dirigenza, cosa che ci lascia veramente esterrefatti. Vorrebbe dire che la forestazione ha funzionato benissimo e che, invece, tutto quello che è stato detto e denunciato da forze politiche e sindacali erano menzogne.
Un gruppo di dipendenti
regionali, Catanzaro
07/10/2005 13:16
A 19 comuni di Vibo, erogati 390.000 euro
Erogati dalla Regione. Ai 19 Comuni del Vibonese andranno 390.000 euro
Fondi a favore di anziani e disabili
SONO 390.000 gli euro che saranno erogati dalla Regione Calabria e destinati a 19 comuni della provincia.
L'iniziativa rientra nel quadro degli interventi regionali di promozione e di sperimentazioni finalizzate allo sviluppo di nuove forme di aiuto a persone anziane e disabili e nell'ambito delle individuazioni di misure tese a contrastare la povertà e sostenere economicamente donne non occupate. La Regione quindi ha approvato il decreto per il finanziamento di 390.000 euro a favore del progetto denominato "Fiori d'acciaio". Sono 19, come detto, i comuni ineterssati e come capofila c'è quello di Serra San Bruno.
Il progetto, che si inquadra nell'ambito dell'assistenza domiciliare, della solidarietà e dell'aiuto alle persone in difficoltà socio economiche. Grande soddisfazione è stata espressa per l'approvazione del decreto da parte del consigliere regionale Bruno Censore (Ds) che ha sottolineato l'importanza di questo traguardo raggiunto in ordine agli interventi domiciliari agli anziani che spesso rimangono senza assistenza nel periodo diurno.
«Questo progetto - ha aggiunto Censore - ha una duplice valenza: cercare di affrontare in modo responsabile e concreto il difficile problema dell'assistenza domiciliare a persone anziane e disabili e contribuire a collocare in attività lavorativa temporanea un numero importante di donne non occupate che vivono quotidianamente difficoltà economiche e sociali. L'importanza di questo provvedimento - ha proseguito il consigliere regionale diessino - sta nel fatto che coinvolge e valorizza soprattutto le donne che vogliono impegnarsi nel sociale e che si sentono di contribuire con il loro lavoro a produrre servizi di qualità anche nei piccoli comuni come quelli che sono coinvolti in questa sperimentazione». Il progetto "Fiori d'acciaio" è frutto di un protocollo di intesa firmato dai sindaci dei comuni di Serra San Bruno, Acquaro, Arena, Brognaturo, Capistrano, Dasà, Dinami, Gerocarne, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Simbario, Sorianello, Soriano Calabro, Spadola, Vallelonga e Vazzano e fa parte di un programma di realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali distribuiti nel territorio del distretto socio-sanitario di Serra San Bruno.
30/09/2005 21:45
Consiglio comunale aperto.
Stamattina si è svolto il consiglio comunale aperto, alla presenza di diversi cittadini. Il Sindaco riassume il bilancio, ma si sa che il motivo forte del consiglio, sarà il confronto-scontro con Ovidio Romano ormai ex vicesindaco.
I motivi per cui il Sindaco lo aveva esonerato dalla carica, erano stati spiegati nel consiglio precedente, poichè Ovidio Romano, da diverso tempo, non frequentava più le riunioni di giunta nè tantomeno i consigli comunali.
E fu in quella sede che il Sindaco vietò ad Ovidio di prendere la parola per chiarire la sua posizione; noi criticammo quella posizione del primo cittadino allorchè affermò che non era il luogo idoneo. Fortunatamente, col tempo le cose vengono riviste e oggi l'ex vicesindaco ha potuto chiarire il perchè dell'abbandono del gruppo. Ovidio elenca tutto ciò che attualmente non funziona, buche per strada, mancanza d'acqua potabile, cimitero in disordine, parco giochi con l'erba mai tagliata.
Nell'analisi, tocca anche mancato rispetto dell'impegno, da parte dell'attuale amministrazione, di mandar via i tecnici non simbariani, cavallo di battaglia della passata campagna elettorale, e di aver perso il contatto con la gente, come la vecchia amministrazione.
Ovidio si lamenta del fatto che è stato dimissionato senza colpe proprie e che solo lui, avrebbe potuto fare ciò che questa amministrazione, definita sfasciume, non è capace di realizzare.
Oltretutto il Sindaco, non avendo le capacità, avrebbe dovuto lasciarsi guidare da chi aveva già avuto esperienze politico-amministrative. La reazione del Sindaco non si è fatta attendere rimproverandolo della sua assoluta mancanza di responsabilità e di non rispetto degli appuntamenti. Rincara la dose Mimmo Vilone definendolo pagliaccio.
Nella più totale baraonda prende la parola Bruno Tassone, chiedendo rispetto per il pubblico invitando tutti, ad un linguaggio più consono. L'ex sindaco ricorda che non solo aveva i contatti diretti con la gente, ma che aveva lavorato assiduamente, con tutto il suo gruppo, per portare contributi e finanziamenti, garantendo lavoro e occupazione. Ad ogni modo, Ovidio ha fatto parte di quest'amministrazione per un anno e non può scaricare le responsabilità solo sugli altri, perchè poteva e doveva dare il suo contributo.
Noi non condividiamo il tipo di linguaggio usato da ambo le parti, tantoppiù quando la sterilità della discussione non trova soluzioni per un chiarimento proficuo.
19/09/2005 23:36
Lettera aperta al Presidente Loiero
La finanza dell'imprenditore e quella regionale.
Egregio Presidente Loiero,
trovo molto interessante e costruttivo il nuovo approccio di politica
economica regionale, mi riferisco alla campagna "Investimento
sicuro" presentata a Venezia assieme al Vice Presidente Nicola
Adamo.
La coraggiosa iniziativa, molto probabilmente i risultati economici
arriveranno quasi oltre la fine del mandato dell'attuale giunta,
lascia intendere che al dipartimento di economia della Regione si
comincia a "ragionare" in termini di sinergie da sistema e
fuori dalle logiche del ciclo politico.
Nella fattispecie si vuole incentivare le aziende del tessile,
appartenenti alla categoria alta moda lusso, ad investire in Calabria,
in altre parole, stiamo comunicando agli imprenditori del nord (est
in particolare) che oggi è possibile investire nella nostra Regione ed
è conveniente sotto diversi punti di vista.
Ribadiamo infatti che qui troveranno professionalità, buona logistica
dei trasporti, sicurezza, economie di scala ed esternalità positive da
sistema, fiscalità di vantaggio.
Quanto detto è di pertinenza della politica economica regionale e si
tradurrà nell'impegno concreto dell'amministrazione nel creare
le condizioni sopra descritte, è evidente che la logistica intermodale
in Calabria potrebbe esistere ma ancora va costruita e costa molto,
come anche la garanzia della sicurezza e la cultura della produttività
sul lavoro. Quanto sopra rientra nei numeri del bilancio regionale e
la mia analisi non vuole essere una valutazione sulla ricaduta
economica della politica regionale, perchè di competenza della
struttura dei nuclei di valutazione, bensi una riflessione vista
dalla parte dell'imprenditore mettendo in evidenza alcuni punti
chiave nelle decisioni d'impresa.
Con un approccio più economico che politico è interessante capire il
movente di strategie aziendali volte alla delocalizzazione produttiva.
Per esperienza acquisita sia nel nord est che altrove ritengo che si
debba comunque fare i conti con i numeri, quelli con i quali
l'imprenditore decide se, dove, come e quando delocalizzare la
propria produzione.
Porto l'esempio di una azienda, che potrebbe essere interessata al
nostro progetto "Investimento sicuro", si tratta di un noto
calzaturificio in provincia di Padova la cui licenza di produzione e
distribuzione vede realizzare le scarpe delle più importanti griffe
della fascia alto lusso. Quelle griffe presenti alle sfilate di
Parigi, New York, Milano e nelle migliori vetrine della distribuzione
mondiale.
Si tratta di uno stabilimento con 240 dipendenti che, secondo i dati
ufficiali depositati (Fonte Cerved), nel 2004 ha raggiunto un valore
della produzione di circa 44 MEUR, il cui costo delle materie prime
incide per 15 MEUR (34%), gli altri costi generali per 15,3 MEUR
(35%) ed un margine operativo di 6,5 MEUR (14,5%).
In questa struttura il costo del personale di 7,6 MEUR incide per il
17% sul valore della produzione, Il costo medio per addetto è di circa
32.000 EUR all'anno.
Se l'imprenditore, pur avendo un discreto margine, dovesse
ipotizzare e pensare ad una strategia di delocalizzazione produttiva
in vista di un eventuale incremento dei costi negli anni futuri,
facendo seguito alle analisi di mercato per la nuova localizzazione,
scoprirebbe che in Cina, Tunisia o Romania il costo del personale è di
circa 7/8 volte inferiore rispetto all'Italia. Inoltre,
l'imprenditore sa che in Romania esiste già un avviato indotto
della calzatura: subfornitura di componenti, accessori e materie
prime, professionalità di medio livello e condizioni ambientali
accettabili.
Sulla base di ciò ipotizza di trasferire in Romania alcune linee di
produzione, impianti ed alcune maestranze per avviare la produzione,
procede con un piano di riduzione dei dipendenti in Italia e, dopo il
primo anno, il nuovo assetto sarà il seguente: 120 dipendenti in
Italia e l'altra metà assunti ex novo in Romania, subirà un
aumento dei costi generali del 6,5% (1 MEUR circa per ammortamenti,
logistica, viaggi etc), e nonostante l'aumento dei costi generali
il suo nuovo conto economico, a parità di fatturato, porterà un
incremento del margine operativo di circa 2,3 MEUR (19,7% sul valore
della produzione) soprattutto grazie alla riduzione dei costi per
personale dipendente.
Dopo questa semplice analisi, che permette di focalizzare i numeri, mi
chiedo, cosa dovrei offrire se dovessi convincere l'imprenditore
preso in esame a trasferire parte della sua produzione, o avviare
nuove produzioni, in Calabria invece che in Romania.
Secondo i calcoli, dovrei offrire incentivi finanziari per 2,3 MEUR
all'anno in cambio di 120 nuovi posti di lavoro e ciò significa
che per creare 300.000 nuovi posti di lavoro il costo da sostenere a
carico della finanza regionale è di circa 6 miliardi di EUR.
Le mie perplessità, sebbene le positive ricadute dell'aumento
occupazionale in termini di maggiori consumi, gettito fiscale etc,
riguardano la capacità di finanziare questa politica, in altre
parole: la finanza regionale può affrontare questa spesa ?
Le altre perplessità riguardano i settori dove si indirizza
l'investimento, si predilige il tessile, mi chiedo ci sono settori
dove siamo meno esposti alla competizione internazionale ?
Inoltre, perchè non puntiamo su produzioni dove la nostra vocazione o
struttura ci porta ad essere più competitivi per natura ?
In quale altro settore il costo per finanziare la politica economica
regionale sarebbe stato inferiore ?
Credo che negli anni "70 sia stata perseguita la stessa strada,
chiedo al Dipartimento di Economia della Regione Calabria come verrà
effettuata la selezione degli imprenditori?
Chi e come sarà garante del controllo per evitare le speculazioni?
Salvatore Bertucci
18/09/2005 11:46
Fondazione Daniele Tarim
Oggi a Serra San Bruno, la fondazione Daniele Tarim, ex UALS (unione amici Lourdes santuari) e la confraternita accompagneranno i malati ad assistere alla funzione liturgica dell'Addolorata. Tra i volontari di questa meritevole iniziativa il parroco Don Gerardo, ideatore e promotore dell'iniziativa insieme agli scouts di Serra.
Ad accompagnare i malati in chiesa ci saranno Don Biagio, Rosina Amato, Antonio Catroppa, Assunta Iorfida, Mafalda Iorfida, Bruno La Grotteria, Bettina Matarozzo, Beniamino Saulle, Barbara e Michele Vinci. Da parte nostra va tutta l'ammirazione per questo gruppo, per i nobili sentimenti e per l'impegno che da anni dimostrano.
Un grande ringraziamento da parte di tutta la comunità per la scelta del nome della fondazione, Daniele Tarim, indimenticabile ragazzo.
12/09/2005 21:08
Si è concluso un travagliatissimo consiglio comunale.
Stamani si è svolto il consiglio comunale per nominare il nuovo vicesindaco e l'assessore ai lavori pubblici, dopo la revoca fatta ad Ovidio Romano e a Francesco Umbrello. Prende la parola Domenico Vilone per un atto di solidarietà nei confronti del sindaco per quanto accaduto in settimana. Parimenti fà il capogruppo della minoranza Bruno Tassone. Apre i lavori il sindaco, spiegando i motivi che l'hanno indotto a revocare le cariche ad Ovidio Romano e a Francesco Umbrello, in quanto negli ultimi sei mesi, non hanno partecipato a nessun consiglio comunale. Quindi il nuovo vicesindaco è Domenico Vilone e assessore Renato Vigliarolo. Vorrebbe prendere la parola Ovidio Romano per chiarire la sua posizione, ma il sindaco si oppone, dichiarando che non è la sede idonea per discutere della questione. Tecnicamente non sappiamo se il sindaco abbia ragione, ma dal punto di vista dell'informazione sarebbe stato più che lecito portare a conoscenza della cittadinanza, i malumori che esistono fra i componenti della maggioranza.
Dopodichè, si è passati all'approvazione del bilancio consuntivo con otto voti a favore e tre astenuti (Salvatore Romano, Ovidio Romano e Francesco Umbrello).
Qualche critica è stata fatta all'opposizione per aver votato a favore, ma il capogruppo Bruno Tassone ha motivato la posizione affermando che la prima metà del bilancio, si riferiva alla vecchia amministrazione, di cui egli era il sindaco, e quindi non poteva esimersi dall'approvazione.
07/09/2005 14:09
Attentato alla casa del sindaco!
Questa notte verso l'una è scoppiato un ordigno (forse una bomba carta) nel cortile interno della casa del sindaco dottor Franco Andreacchi.
All'interno della casa si trovava solo il figlio diciassettenne che solo questa mattina verso le nove, al risveglio, si accorgeva dello scoppio dell'ordigno.
Avvisati i carabinieri di Serra San Bruno, si sono recati sul posto per tutti gli accertamenti del caso.
Rimaniamo in attesa di conoscere la dinamica e forse le motivazioni.
Il sindaco, attualmente è fuori sede e non sappiamo se sia al corrente dell'accaduto.
06/09/2005 14:09
Dì la tua...
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Puoi firmarti oppure no.
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San Nicola da Crissa, paese della longevità
A San Nicola da Crissa, vive una popolazione tra le piu' longeve della penisola italica. Sarà il clima mite, sarà l'alimentazione sana ma è una percentuale da guinnes se su 1200 abitanti, fino a qualche giorno fa quando e' deceduta Maria Rosaria Gallo (105 anni), c'erano 6 ultracentenari. Ora, ad avere superato la soglia dei 100 ci sono 3 donne e 2 uomini: Rosa Maria Pileggi (105 anni), Marianna Galati (103), Vincenzo Congiusti' (101) e Domenicantonio Iozzo e Vincenza Malfara' (100). Il 3% degli abitanti supera i 90 anni. |
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16/01/2006 23:04
Primo rapporto del nuovo super procuratore: "La 'ndrangheta vuole imporsi come soggetto politico". La relazione di Piero Grasso "Fortugno ucciso come Moro"
Un omicidio strategico, un messaggio di avvertimento "perché tutto resti come prima e nulla cambi", un delitto eccellente "che fatte le debite proporzioni può in qualche modo avvicinarsi a quello del presidente Aldo Moro". E' stata la 'ndrangheta che vuole imporsi come "soggetto politico" a uccidere il pomeriggio di domenica 16 ottobre 2005 Francesco Fortugno, vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, uomo della Margherita, medico, uno di quegli amministratori nel Sud "alla ricerca di una via nuova e diversa di governare". Ecco come la Procura nazionale nella sua ultima relazione annuale ha decifrato l'attacco a urne aperte per le primarie della sinistra nel seggio di Locri, un rapporto di quasi 600 pagine sulle mafie italiane, il primo resoconto della stagione di Pietro Grasso, il magistrato che appena nominato superprocuratore ha scelto proprio Reggio per presentarsi ufficialmente come capo dell'antimafia. Colpito perché "simbolo" Francesco Fortugno, ammazzato proprio nel giorno in cui il popolo del centro sinistra per la prima volta in Italia andava a scegliere il suo candidato premier, un ammonimento per tutti: mafiosi e non mafiosi.
La relazione della Super procura ricostruisce la sua attività dall'1 luglio 2004 al 30 giugno 2005, ma il capitolo sul "caso Fortugno" è stato inserito volutamente fuori tempo massimo proprio perché segna una svolta nelle strategie del crimine organizzato. Il rapporto della procura di Pietro Grasso affronta anche le trasformazioni della Cosa Nostra siciliana, l'emersione di un vero e proprio "blocco di borghesia mafiosa", l'espansione della cosiddetta area grigia, l'intreccio con la politica. Nell'elenco dei processi e delle indagini sulle contiguità si citano tra gli altri il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e il governatore Udc della Sicilia Totò Cuffaro, nomi al contrario assenti nella relazione di fine legislatura - non ancora approvata per le polemiche sollevate anche nella stessa maggioranza - della commissione parlamentare antimafia presieduta dall'ex magistrato Roberto Centaro. La parte dedicata al "blocco di borghesia mafiosa" scavalca la figura dei semplici fiancheggiatori e parla di una fascia "di tecnici, di esponenti della burocrazia, di professionisti, di imprenditori e politici che o sono strumentali o interagiscono con la mafia in una forma di scambio permanente fondato sulla difesa di sempre nuovi interessi comuni". Tutti questi personaggi stanno sempre di più conquistando "ruoli di comando". E' la nuova Cupola di Palermo.
Nel dossier della Super procura si fa un'analisi di tutte le altre mafie, italiane e straniere. Si comincia dall'"invasione" dei cinesi, si racconta dei traffici dei russi, dell'aggressività crescente dei clan albanesi. Molte pagine sono riservate alla "tratta degli esseri umani". Impressionanti i numeri degli ultimi cinque anni: 661 procedimenti, 1779 indagati, 874 vittime tra le quali 301 minori.
Ma è la 'ndrangheta che è al centro della relazione annuale, la 'ndrangheta come "associazione criminale e forza eversiva, tale da porre in pericolo la sicurezza del Paese". E' la prima mafia d'Italia, la più ricca e la più potente. Ed è nel capitolo su Reggio Calabria che entra di forza l'omicidio di Francesco Fortugno. A pagina 446 i magistrati di via Giulia scrivono: "La mancanza di motivazioni familiari e personali, la personalità e il ruolo di Fortugno che non ricopriva incarichi di governo, rafforzano la convinzione che l'obiettivo è stato colpito in relazione alla sua collocazione politico-istituzionale, quale simbolo insomma di una politica regionale alla ricerca di una via nuova e diversa di governare, lontana da compromissioni e cedimenti, chiusa a tentativi di infiltrazione".
E' la storia del medico Fortugno che viene eletto consigliere regionale in un angolo di Calabria come Locri, votato da un notabilato meridionale non sempre immune da fragilità e paure ma non per questo piegato ai clan, uomo nuovo voluto da Agazio Loiero per provare a fare anche con lui il grande cambiamento in una terra consegnata da decenni ai boss. Secondo i magistrati della Super Procura, l'omicidio del vice presidente della Regione Calabria "è stato strategico". E spiegano: "Un concetto che non deve apparire eccessivo. Fatte le debite proporzioni, può in qualche modo avvicinarsi a quello del Presidente Aldo Moro". E aggiungono: "Anche la 'ndrangheta ha voluto dimostrare la propria 'geometricà capacità militare di colpire nei modi e nei tempi prescelti". I killer che quella domenica entrarono al seggio delle primarie, un delitto a urne aperte. La conclusione della Super procura di Pietro Grasso sulla Calabria e sulla sua mafia è assai inquietante: "Non siamo più all'interno della tradizionale categoria mafia-politica, che presuppone l'esistenza di due entità diverse anche se in dialogo tra di loro, ma in una nuova dimensione, quella della mafia che tende a farsi, a proporsi, 'soggetto politicò essa stessa. E che come tale rivendica ruolo e visibilità, per contare nelle decisioni strategiche che determinano la spesa regionale, in particolare quella della Sanità".
Questa relazione è stata elaborata e spedita in Cassazione - scrive il procuratore Grasso - "perché lo ritenevamo doveroso oltreché opportuno". Con la riforma dell'ordinamento giudiziario, il governo ha infatti cancellato l'obbligo per la Super Procura di informare ogni anno il Parlamento delle sue attività e di quelle delle altre procure antimafia.
16/01/2006 21:53
Due persone arrestate dai Carabinieri di Serra
Due persone sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, mentre un minorenne è stato denunciato a piede libero. Quest’ultimo, un sedicenne di Dinami, nel pomeriggio di domenica, unitamente ad un suo compaesano di 23 anni, C.A, bracciante agricolo, si era recato a bordo di un’autovettura in un bosco per tagliare della legna con una motosega. I due sono stati sorpresi da una pattuglia della radiomobile dei cc di Serra San Bruno. E mentre per l’amico ventitreenne, sono scattate le manette per il reato di furto e danneggiamento, il sedicenne è stato denunciato a piede libero per lo stesso reato. Sempre i carabinieri della Compagnia di Serra, diretti dal capitano Orazio Ianniello, a Fabrizia hanno arrestato un pensionato di 69 anni A. G. del luogo, con l’accusa di detenzione di armi e munizioni. I militari dell’arma, in seguito ad una perquisizione nei pressi di un fabbricato di sua proprietà, hanno rinvenuto, nascosta all’interno di un contenitore di plastica, una pistola 9X21 con 10 proiettili e con matricola abrasa. Entrambe le persone arrestate sono incensurate.
15/01/2006 14:16
Legge 194, l'assessore alla salute Doris Lo Moro: la libertà delle donne va difesa
"La piena attuazione della legge 194 sull'interruzione della gravidanza e la diffusione e il potenziamento dei consultori, ai quali vanno assicurate risorse umane ed economiche, sono fra gli obiettivi dell'assessorato alla Salute della Regione Calabria". Lo afferma l'assessore Doris Lo Moro che manifesta la sua soddisfazione per l'iniziativa delle donne di Catanzaro e Lamezia Terme le quali, riunite in assemblea nel consultorio della città della Piana, hanno deciso di aderire alle manifestazioni in programma per domani a Milano e Roma a difesa della legge sull'aborto e a sostegno dei Pacs. "La legge 194 - spiega l'assessore Lo Moro - ha ormai qualche anno e in alcune sue parti può anche risultare inadeguata. Ma si è trattato comunque di una conquista per le donne italiane perché le ha sottratte al dramma dell'aborto illegale che tanti rischi comportava per la loro salute. L'aborto in sé e per sé non è un fatto positivo. È importante, invece, assicurare la libertà di scelta delle donne e tale diritto deve essere garantito pienamente in strutture adeguate e degne di una società civile. Questa libertà delle donne va difesa da qualsiasi tentativo di regressione rispetto a diritti acquisiti". Secondo l'assessore alla Salute della Regione Calabria, "le più recenti iniziative del ministro Storace non vanno in questa direzione. La commissione di inchiesta sui consultori - aggiunge - e l'apertura di queste strutture ai volontari del movimento per la vita sono operazioni d'immagine, forse utili a qualcuno per ingraziarsi una parte, che peraltro ritengo minoritaria, dell'opinione pubblica del Paese, ma prive di conseguenze reali ai fini della soluzione dei problemi. Nei consultori vogliamo operatori pubblici competenti e coscienti che l'aborto è un tema delicato che investe una sfera molto intima della vita delle donne".
15/01/2006 13:52
“Locri è una parte di Roma”
LOCRI. "Siamo di Locri, siamo di Roma ma siamo soprattutto italiani, parola che dobbiamo pronunciare con orgoglio. Oggi da Locri cominciamo un lavoro, tutti insieme, perche' Locri e' una parte di Roma e vorremmo che Roma fosse una parte di Locri; oggi possiamo dare finalmente una buona notizia: c'e' una bella Italia!". Cosi' Walter Veltroni, sindaco di Roma, intervenendo a Locri, a "Palazzo Nieddu-Del Rio", durante una giornata che lo ha portato in Calabria insieme con 50 studenti e 10 docenti, in rappresentanza di 10 istituti scolastici capitolini, e con alcuni amministratori. Insieme con lui anche il regista, maestro del cinema italiano, Ettore Scola, che guarda con interesse ad un possibile film sui ragazzi di Locri, ed anche Rosa Calipari, la vedova del funzionario del Sismi, calabrese, assassinato in Iraq dopo la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena. Della delegazione romana hanno fatto parte anche gli assessori alle Politiche Educativo-Scolastiche ed alla Sicurezza, Maria Coscia e Liliana Ferraro nonche' il presidente della Commissione comunale "Sicurezza", Pino Battaglia, il presidente di "Municipio VI°", il locrese Enzo Puro, il consigliere comunale Giuseppe Failla e le responsabili di Settore, Michesi ed Amici. La trasferta a Locri non rappresenta, come tiene a ribadire Veltroni durante il suo intervento, una "gita di solidarieta' ma un percorso da continuare", un percorso iniziato nella "capitale della speranza" per mantenere fede ad un "appuntamento" fissato il 23 novembre scorso nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, tra gli studenti romani, lo stesso Veltroni ed il presidente della Giunta calabrese. Sono ormai quattro anni che il Comune di Roma promuove il "Progetto Legalita'" grazie al quale, in collaborazione con Enti, Istituzioni ed associazioni- come ad esempio "Libera"- coinvolge Scuole di ogni ordine e grado. A "Palazzo Nieddu-Del Rio", il sindaco di Locri parla dell'esigenza che lo Stato sia "solidale con la Locride". Esalta il ruolo dei giovani, riconosce la validita' delle prime risposte date dallo Stato e sottolinea il valore dell'iniziativa voluta a Roma da Veltroni che, con i beni confiscati alla criminalita', ha realizzato la "Casa del Jazz" nella quale sono pure ricordate due vittime locresi della ndrangheta: Vincenzo Grasso e Fortunato Correale. Per gli studenti romani parla Emanuele Mastrangelo; per quelli della Locride, Antonio Esposito. Rosa Calipari ribadisce l'esigenza dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge perche' "le aspettative dei cittadini sono uguali da Nord a Sud". Il presidente Loiero ringrazia il sindaco Veltroni per l'attenzione dimostrata. Confessa di sentirsi "inadeguato ed insignificante davanti ai discorsi di questi giovani; la politica - aggiunge - e' davvero insufficiente per interpretare il sentimento di democrazia". Loiero invoca "il culto della convivenza e della tolleranza che puo' inculcare solo la scuola" ed aggiunge che- paradossalmente- "con la perdita di Fortugno e' iniziata la nostra primavera!". Conclude la giornata Walter Veltroni il quale parla di "mani che si tendono a meta' strada, tra Roma e Locri perche' la vita non e' un pugno chiuso ma una mano aperta". E' convinto che l'Italia debba "sentire la Calabria come il suo cuore, con la fierezza e la voglia di futuro di cui i ragazzi sono espressione evidente". Grida forte che una "regione, la Calabria, non puo' essere isolata dal resto del Paese" per questo "o l'Italia scegliera' i giovani come futuro o non avra' futuro". Propone che il prossimo 16 ottobre, in occasione dell'anniversario della morte di Fortugno, venga organizzata "una maratona di solidarieta' dei ragazzi di tutt'Italia perche' si diano la mano dal Trentino al Sud". Ricorda il ruolo della "Politica con la "P" maiuscola, fondata sulle regole, sulla passione civile, sull'onesta', sulla voglia di cambiare. La guarigione della Calabria, chiosa, sta nella Calabria stessa: nelle sue risorse naturali, ambientali, culturali, e nelle risorse umane". Tra le risorse umane vi sono gli studenti della Locride. Prima di ripartire per Roma, Veltroni ha incontrato, privatamente, la signora Maria Grazia Fortugno Lagana'.
13/01/2006 16:27
Due arresti e tre denunce
I Carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia hanno arrestato due persone e denunciate altre tre. Il primo arresto è avvenuto a Soriano Calabro, dove i militari della locale stazione hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia nei confronti di un disoccupato di 24 anni del luogo, Salvatore D’Amico. Il giovane, che si trovava già agli arresti domiciliari, è stato associato alle carceri dovendo espiare una pena di tre anni e otto mesi di reclusione per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. A San Costantino Calabro è stato arrestato un cittadino bulgaro di 45 anni, T.T.H, resosi responsabile di inottemperanza ad un decreto di espulsione dal territorio nazionale. Tre studenti di cui uno di Mileto, uno di Pizzo Calabro, l’altro di Lamezia Terme sono stati invece denunciati perchè trovati in possesso di alcuni grammi di marjiuana per uso personale. Infine, i carabinieri della stazione di Francica, hanno denunciato un disoccupato di 30 anni di Cittanova, perchè trovato in possesso di strumenti atti ad offendere e allo scasso trasportati dallo stesso su un autofurgone”.
12/01/2006 08:42
Finanziamenti per l’imprenditoria femminile
Sono disponibili 80 milioni di euro per le donne che hanno intenzione di avviare un’impresa. Metà del finanziamento non deve essere restituito Non c’è tempo da perdere per le donne imprenditrici.E’ già aperto, con scadenza il 17 marzo 2006, il sesto bando della legge 215/92 che riserva poco meno di 80 milioni di euro complessivi di risorse statali al sostegno di piccole imprese “a prevalente partecipazione femminile”, senza limiti geografici, su tutto il territorio nazionale.Tra le novità del sesto bando, il contributo è concesso per il 50% a fondo perduto (senza alcuna restituzione del capitale o pagamento di interessi) e per il 50% nella forma del finanziamento a tasso agevolato, mentre l’investimento deve essere ricompreso tra un minimo di 60.000 euro e un massimo di 400.000 euro.
I requisiti richiesti alle imprenditrici Per essere ammesse alle agevolazioni le imprese, operanti nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dei servizi e del turismo - imprese artigiane comprese - devono innanzitutto avere il requisito della piccola dimensione (tab. 1), secondo i criteri stabiliti dal Dm 18 aprile 2005 e risultare a prevalente partecipazione femminile (tab. 2).Tabella 1 - Le dimensioni Piccola impresa
Occupati < 50
Fatturato < 0 = 10 milioni di euro
Totale Attivo Stato Patrimoniale < 0 = 10 milioni di euro
Tabella 2 - Imprese a prevalente partecipazione femminile a) Imprese individuali il cui titolare sia donna. b) Società di persone e società cooperative il cui numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale, indipendentemente dalle quote di capitale detenute. c) Società di capitali in cui le donne detengano almeno i 2/3 delle quote di capitale e costituiscano almeno i 2/3 del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.
Finanziamenti per l’imprenditoria femminile
Non sono variate rispetto al precedente bando le iniziative agevolabili, che rimangono l’avvio di attività imprenditoriale, l’acquisto di attività preesistente, la realizzazione di progetti aziendali innovativi e l’acquisizione di servizi reali. Introdotte, invece, alcune restrizioni che escludono i progetti minori (al di sotto dei 60.000 euro) e anche quelli di grossa entità (al di sopra dei 400.000 euro) e che riservano i finanziamenti, tra le imprese individuali, soltanto a quelle che ottengano l’iscrizione al Registro delle imprese almeno entro i termini di chiusura del bando, ossia risultino immediatamente operative.
Attenzione: per tutti viene richiesta anche la piena disponibilità dell’immobile in cui viene realizzata l’attività!
Le imprenditrici si vedranno finanziati sia gli acquisti diretti, sia quelli in leasing, riferiti a:
• impianti generali;
• macchinari e attrezzature;
• brevetti;
• software;
• opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori;
• studi di fattibilità e piani d’impresa.
Escluse, a titolo esemplificativo, sono naturalmente le spese di ordinaria gestione e funzionamento dell’attività, tra cui gli affitti, l’acquisto di terreni e fabbricati, nonché i beni usati, tranne in caso di “acquisto di attività preesistente”.
Le spese agevolabili dovranno essere sostenute dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda, con un’eccezione non trascurabile per gli aiuti di minore entità, aiuti erogati a una medesima impresa, di importo complessivo non superiore ai 100.000 euro nel corso di tre anni. In tale ipotesi, viene allargato in senso retroattivo l’arco temporale di ammissibilità delle spese, a partire dal 16 aprile 2003, data in cui si chiuse l’ultimo bando 215 e vien meno anche l’obbligo di copertura finanziaria con mezzi propri pari al 25% delle spese ammissibili.
Contributi a fondo perduto dimezzati
Meno “rosa” possono apparire i contributi alle imprese femminili di questo sesto bando, che, per la prima volta, dimezza il contributo a fondo perduto, introducendo il finanziamento a tasso agevolato per l’altra metà degli investimenti. Ma è ormai questa la tendenza di molti strumenti di finanza agevolata, in linea con la riforma del settore, introdotta dalla legge finanziaria 2003 e che coinvolgerà, a breve, anche il prossimo bando della legge 488/92 per investimenti nelle aree depresse.
Non si scoraggino dunque le imprenditrici che potranno, comunque, contare su un finanziamento agevolato di durata anche decennale e su un tasso pari allo 0,50% annuo, quindi decisamente “fuori mercato”. Per il rimborso del finanziamento c’è tempo fino all’anno successivo all’erogazione a saldo dei contributi concessi.
11/01/2006 09:36
Si è insediato il nuovo prefetto di Vibo
VIBO VALENTIA. Paola Basilone, 52 anni, napoletana, è il nuovo prefetto di Vibo Valentia. Laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti all’università di Napoli, ha percorso tutte le fasi della carriera, facendo come la stessa ha detto, “la gavetta” in numerose sedi ad incominciare da quella Milano, a quella della sua stessa città, per finire a Roma dove ultimamente copriva la carica di Vice prefetto Vicario e da dove è stata catapultata nella sede di Vibo Valentia di cui si è detta molto soddisfatta. Sposata con uno storico, docente nell’ateneo di Napoli, ha una figlia che studia all’università di Roma. Conosce la Calabria attraverso alcuni studi ed ultimamente in maniera diretta per aver fatto l’accesso all’Asl di Locri, una delle esperienze che ha definito molto importante ai fini professionali. Il suo insediamento sulla poltrona lasciata vuota da Mario Tafaro, è avvenuto ieri mattina al quarto piano del palazzo prefettizio in maniera austera. Dopo aver ricevuto le forze dell’Ordine, intorno a mezzogiorno è stata la volta dei giornalisti con cui si è intrattenuta in maniera cordiale rispondendo a tutte le domande e dicendosi sicura di non tradire le aspettative che la provincia si pone. Il neo prefetto è la prima donna in tutta la Calabria a ricoprire l’importante carica.
10/01/2006 01:31
Annullamento degli avvisi di pagamento relativi ai bolli auto?
La Regione valuterà la possibilità di annullare tutti gli avvisi di pagamento relativi ai bolli auto 2000-2002, alla luce delle comunicazioni che effettuerà l'Ente Poste circa la notifica degli avvisi stessi. È quanto emerso dall'incontro che il vicepresidente e assessore all'Economia, Nicola Adamo, ha avuto oggi pomeriggio presso la sede della Giunta, presente il direttore generale Mauro Pantaleo, con il presidente regionale del Codacons, Francesco di Lieto, e gli avvocati Maria Stefania Valentini e Giuseppina Mirarchi. Nel corso della riunione, i rappresentanti del Coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori sono stati informati, prendendo atto anche in via documentale, che la Regione ha provveduto ad adempiere a ogni atto dovuto per impedire il decorso dei termini prescrizionali per le tasse inevase riguardanti le annualità 2000-2002; che il 14 novembre 2005 sono stati ultimati gli avvisi di accertamento; che il 15 novembre 2005 gli stessi sono stati consegnati su supporto informatico a Poste Italiane spa; che i dati utilizzati per la redazione degli atti sono stati forniti dall'archivio regionale per le tasse automobilistiche gestito dall'Aci. Poste Italiane spa si è impegnata, sulla base di apposita convenzione a tal uopo stipulata, a notificare ad ogni cittadino, entro dieci giorni lavorativi dalla data di consegna (15 novembre 2005) e comunque entro e non oltre il 31 dicembre 2005, tutti gli atti di accertamento. Il 19 dicembre 2005, la Regione ha inviato un telegramma a Poste Italiane, firmato dal direttore generale Pantaleo, per conoscere l'esito delle notifiche. La Regione e il Codacons, pertanto, hanno convenuto sul riconoscimento della esigibilità delle tasse evase e notificate entro e non oltre il 31 dicembre 2005; che la Regione ha già inviato oggi, 9 gennaio 2006, una richiesta a Poste Italiane per conoscere l'esito delle notifiche e quante di esse siano state effettuate dopo il termine del 31 dicembre 2005; che la Regione stessa si riserva di assumere per tutte le notifiche avvenute dopo il 31 dicembre 2005 ogni utile ed efficace iniziativa per tutelare l'interesse dei cittadini, dell'erario regionale nonché dell'immagine dell'amministrazione stessa. A tal fine Codacons e Regione si sono impegnati a proseguire in una azione concertata, considerato che l'interesse dell'Ente, nella fattispecie, non è dissimile da quello dei contribuenti. La Regione, d'intesa con il Codacons, si è impegnata, altresì, a garantire ai cittadini ogni utile e trasparente informazione rivolta alla tutela dei loro diritti. I calabresi potranno chiedere ogni opportuna informazione, attraverso gli uffici regionali, telefonando ai seguenti numeri: 0961-775115 0961-856128 0961-856156 e 0961-856158 e 0961-856177 o collegandosi al sito web www.regione.calabria.it cliccando sul link "tributi".
Il Codacons, nel prendere atto di tali precisazioni, ha insistito nella richiesta di emissione di un provvedimento di autotutela per tutti quegli atti pervenuti ai cittadini dopo il 31 dicembre 2005 e si è riservato di esperire ogni azione giudiziaria nei confronti di Poste Italiane per violazione della convenzione stipulata con l'Ente regionale nonché per il danno arrecato alle casse erariali. Il Codacons, infine, ha annunciato di astenersi dall'intraprendere ogni azione giudiziaria, anche alla luce della possibile emissione di un provvedimento di revoca, per meglio tutelare l'interesse dei calabresi.
10/01/2006 00:52
Serra. Danni a una pizzeria e alle case vicine. Ordigno esplode in pieno centro
SERRA SAN BRUNO Un Capodanno di lunga durata con esplosioni quasi a catena di mortaretti e petardi ancora in mano ad ignoti "dinamitardi della notte", che si aggirano qua e là danneggiando negozi e vecchie abitazioni. Quasi un corollario alla notte di San Silvestro, strado e di difficile interpretazione, sembra essere infatti lo stillicidio di piccole e medie esplosioni verificati dalla notte più pirotecnica dell'anno in poi nella zona sud della cittadina e più precisamente mungo vie e vicoli della frazione di "Spinetto".
Dopo lo scoppio che nella tarda serata di mercoledì scorso ha letteralmente sventrato porte e finestre di una modesta abitazione di via Venezia, per fortuna disabitata, sabato sera, attorno alle 19,30, orario di punta per moltissimi locali pubblici del luogo, un'altra forte esplosione dovuta ad un ordigno rudimentale ricavato artigianalmente da alcuni candelotti e materiale esplodente residuale, relativo al confezionamento dei botti di fine anno, ha fatto saltare la finestra retrostante di una nota pizzeria del centro. L'apertura, che si trova nella parte della cucina, dove peraltro sorge il forno a legna della pizzeria, si affaccia su una via secondaria poco illuminata del centro abitato e parallela al centralissimo Corso Umberto, è stata squarciata dall'esplosione mentre gli effetti della detonazione hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre di alcune case di fronte. Fortunatamente, al momento in cui è stato fatto esplodere l'ordigno, il titolare della pizzeria si trovava in servizio ai tavoli sfuggendo così a inevitabili pericoli per la sua incolumità. Se non addirittura per la sua stessa vita.
Il proprietario del locale, aperto appena da due anni, non risulta essere mai stato vittima di minacce e intimidazioni di qualsiai tipo. Naturalmente non sono mancati momento di panico e di paura per gli avventori del locale e gli abitanti della zona in seguito al forte boato che ha fatto pensare ad un attentato dinamitardo di maggiore entità. Sul posto è immediatamente intervenuta una volante della locale stazione dei carabinieri che ha avviato i normali accertamenti sull'accaduto oggetto di apposite indagini sulla base della regolare denuncia presentata dal titolare della pizzeria.
e.v.
08/01/2006 14:57
Vallelonga. Il tradizionale appuntamento artistico - culturale giunto alla XVIII edizione
VALLELONGA - Nei giorni scorsi nella Basilica Santa Maria di Monserrato si è tenuto il concerto di Natale. Il tradizionale appuntamento artistico musicale, giunto ormai alla XVIII edizione, organizzato dall'associazione "Monserrato". Il suono dell'organo, le voci argentine dei Pueri Cantores hanno dall'inizio tenuto desta l'attenzione del pubblico, grazie anche alla varietà e gradevole musicalità dei brani presentati. Sono così prevalse la sensibilità e la passione che, magistralmente, hanno trasmesso gli artisti esecutori. L'atmosfera soave del Natale è stata ancora più marcata dal suono degli zampognari, il duo Salvatore Pronestì zampogna e Francesco Ventura piffero. La parte principale è stata sostenuta dall'organo.
Il merito della riuscita del concerto va attribuito anche all'organista Gilberto Scordari di Lecce, impeccabile nella tastiera e nella pedaliera. Le note dell'organo, alternatesi alle voci bianche dei "Pueri Cantores" hanno dimostrato quello che è il potenziale espressivo della musica e quanto fascino e ricchezza di sentimenti questa riesca a provocare nell'animo umano.
06/01/2006 00:46
Il Presidente Loiero favorevole alla nomina dell'ing.Giovanni Grimaldi a presidente dell'Autorità portuale di Gioia Tauro
Il Presidente Loiero favorevole alla nomina dell'ing.Giovanni Grimaldi a presidente dell'Autorità portuale di Gioia Tauro
Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha dato il via libera alla nomina dell'ingegner Giovanni Grimaldi a presidente dell'Autorità portuale di Gioia Tauro. Grimaldi è stato indicato dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, in una lettera indirizzata al presidente Loiero nella quale si chiede l'intesa prescritta da parte della Regione. Il presidente della Regione Calabria aveva più volte sollecitato il Ministro - anche di recente durante la conferenza stampa di fine anno - a provvedere alla nomina di un nuovo presidente che sostituisse quello il cui mandato era scaduto il 5 dicembre 2005. La nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riporta la norma di legge che prevede che la nomina del presidente dell'Autorità portuale avvenga con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti previa intesa con la regione interessata "nell'ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione nei settori dell'economia dei trasporti e portuale designati rispettivamente dalla Provincia, dai Comuni e dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura".
"Esaminati i curricula dei candidati proposti - dice nella nota Lunardi - segnalo il mio orientamento sul nominativo dell'ingegner Giovanni Grimaldi e - conclude - resto in attesa di ricevere la prescritta intesa da parte della Regione". Cosa che il presidente ha provveduto prontamente a fare.
05/01/2006 11:57
Strage di Soriano: preso il responsabile. Arrestato dalla Polizia il latitante Roberto Morano. Deve scontare una pena di 16 anni di carcere
Si nascondeva in una villetta di un residence di 15 appartamentini, utilizzata come rifugio per passare insieme alla moglie le vacanze di Natale, ma i poliziotti della squadra mobile della questura di Catanzaro hanno fatto irruzione alle prime luci dell’alba di ieri e lo hanno arrestato. Si tratta del latitante Roberto Morano, 29 anni, nato a Vibo Valentia ma residente a Gerocarne, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 novembre dello scorso anno dalla corte d’assise d’appello di Catanzaro, in quanto responsabile del gravissimo fatto di sangue, verificatosi nell’estate 1997 a Soriano Calabro, passato alle cronache come “Strage di Soriano”, dove perse la vita Domenico Macrì e rimase gravemente ferito Francesco Prestanicola, quest’ultimo costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Nella strage furono coinvolti anche altre persone che rimasero ferite in maniera lieve. Oltre a Morano, al quale fu comminata la pena di 16 anni per strage, omicidio, tentato omicidio e reati connessi in materia di armi, il tribunale condannò Giuseppe Taverniti, 28 anni, all’ergastolo, condanna che sta già scontando in carcere, e Antonio Federico, 28 anni, che attualmente è irreperibile. Gli investigatori della sezione criminalità organizzata della squadra mobile catanzarese, guidata da Francesco Rattà, coordinati dal servizio centrale operativo di Roma, unitamente al personale del commissariato di Serra San Bruno e con l’aiuto tecnico del servizio della polizia scientifica di Roma, hanno localizzato il latitante, come ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il questore di Catanzaro, Romolo Panico, nell’ambito delle iniziative volte a contrastare le attività criminali della cosca mafiosa “Loielo” che opera a Gerocarne. Alla cattura del Morano, gli investigatori sono giunti grazie ad una capillare attività investigativa ed incessanti servizi di osservazione e pedinamenti e ritengono che lo stato di latitanza del Morano, organicamente inserito nella cosca Loielo, come si evince dal suo coinvolgimento nella strage di Soriano, poteva essere sfruttato dagli appartenenti alla stessa cosca per commettere altri delitti della medesima specie, allo scopo di ristabilire e radicare il predominio della consorteria criminale di appartenenza, nel territorio di influenza. Il paese di Gerocarne è balzato agli onori delle cronache anche per un altro fatto di sangue. Nel 2002 nel paese del vibonese si è verificato il duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, ritenuti referenti primari dell’omonima cosca, a cui appartiene il giovane arrestato questa mattina, seguita a distanza di un anno dalla cosiddetta strage di Gerocarne, in cui persero la vita i cugini Giovanni e Francesco Gallace, e Stefano Barillaro, mentre rimase ferito Ilario Antonio Chiera. Per questo motivo gli investigatori ritengono che il Morano sia stato favorito da elementi di cosche mafiose locali. Questa tesi è avvalorata dal fatto che al momento dell’arresto l’uomo non era armato e non ha opposto resistenza, segno che poteva contare su una serie di fiancheggiatori in zona. Per questo motivo sono tuttora in corso delle indagini volte a stabilire i contatti dell’uomo ed il collegamento tra le cosche operanti nelle Serre e nel Soveratese, grazie anche ad alcune utenze telefoniche cellulari trovate in possesso dello stesso latitante.
04/01/2006 15:18
I Democratici di sinistra si radicano sul territorio
SIMBARIO - Lo scorso 2 gennaio l'intero stato maggiore dei Ds della federazione di Vibo Valentia era presente nella sala consiliare del municipio di Simbario per inaugurare tre nuove unità di base del partito nei comuni di Simbario, Spadola e Brognaturo.
Bruno Censore, che ha aperto i lavori dell'assemblea, ha illustrato l'attività regionale e le ricadute positive nelle zone delle Serre, esprimendo soddisfazione per «un partito che é in crescita e che vuole contare di più nelle scelte politiche e amministrative attraverso una partecipazione organizzata degli iscritti e dei simpatizzanti».
Sono intervenuti al dibattito il capogruppo Ds in seno al consiglio provinciale, Antonio De Masi, il consigliere provinciale, Raffaele Masciari, l'assessore provinciale Domenico Dominelli, il responsabile dell'organizzazione della federazione, Pasquale Petrolo, l'ex sindaco di Fabrizia, Antonio Minniti, il quale ha parlato in rappresentanza della mozione Mussi e Giuseppe Pellegrino della segreteria Ds.
Anche Carlo Gruccione, coordinatore della segreteria regionale, ha espresso mediante un telegramma, i propri auguri assicurando la presenza e l'impegno del partito a tutti i livelli. Erano, inoltre, presenti all'iniziativa il sindaco di Simbario, Andreacchi, che si è detto vicino ai Ds, l'ex sindaco di Simbario, Brunino Tassone, che ha dichiarato «di aderire ai democratici di sinistra», Nicola Valelà di Spadola, il consigliere comunale di Spadola Piromalli, e il segretario dell'unità di base di Filadelfia, Maurizio Labbate. La nota stampa diramata dai responsabili del partito ha, altresì, chiarito che i lavori sono stati conclusi dal segretario della Federazione provinciale del partito, Francesco De Luca, il quale ha manifestato «soddisfazione per la crescita del partito e del gruppo dirigente diffusamente su tutto il territorio provinciale, una crescita - si legge nel testo - che costituirà un valore aggiunto in occasione delle imminenti scadenze elettorali». Responsabili provvisori delle nuove unità di base di Brognaturo, Simbario e Spadola, sono stati indicati rispettivamente Mendicino, Franco Gagliardi, Nicola Tassone. Tutti e tre hanno ringraziato gli esponenti del partito «per la fiducia che hanno loro riposto» e si sono impegnati «ad avviare l'attività politica di quelle comunità, prioritariamente attraverso il reclutamento e il tesseramento di nuovi iscritti».
E. V.
02/01/2006 15:37
Il presidente della Regione invita i giovani a restare in Calabria e ad avere fiducia. Loiero ai calabresi: «Un nuovo anno pieno di prosperità»
CATANZARO - Il presidente della Regione, Agazio Loiero, ha inviato un messaggio augurale ai calabresi in occasione del capodanno 2006.
''Auguro un buon 2006, un anno pieno di successi e di prosperita' a tutti i calabresi - ha affermato Loiero nel messaggio, reso noto dal portavoce del presidente - cominciando, naturalmente, da quelli sofferenti, dai malati, dagli anziani e dai giovani che sono attanagliati ancora oggi dal dilemma se restare in questa regione o partire. A questi giovani dico di restare, di avere fiducia''.
''Questo territorio - ha aggiunto Loiero - sapra' dare e dara' una risposta ai loro bisogni e alle loro esigenze. Voglio inviare davvero un messaggio di fiducia a tutti i calabresi perche' la Giunta regionale e l' intero Consiglio regionale si sono messi al lavoro con grande impegno per cercare di risolvere annosi problemi ereditati dal passato remoto e recente. Vorrei che fosse davvero un messaggio di straordinaria fiducia per tante persone che negli ultimi tempi la fiducia l' avevano persa. Noi vogliamo dire loro che lavoriamo perche' cambino le cose in Calabria e che cambino in meglio una volta per sempre. Ci siamo impegnati per raggiungere tale obiettivo. In quest'anno che ci ha appena lasciato non abbiamo risolto, non potevamo, i gravi problemi della nostra regione. Abbiamo avviato a soluzione, pero', problemi eterni, con investimenti e politiche sociali e del lavoro che dovrebbero consentirci, a breve, spiragli interessanti''.
Loiero si e' detto anche convinto della ''necessita' di un' unita' d'intenti. Quello che facciamo va in questa direzione. Come la costruzione, dopo 35 anni, della sede della Giunta regionale, che andra' presto in appalto. Io vorrei che proprio la Cittadella regionale divenisse il simbolo dell' unita' e dell' armonia di tutti i calabresi. Sotto questo aspetto noi siamo stati un popolo infelice perche' siamo stati un popolo diviso, lacerato. Per questo vorrei che questa 'casa dei calabresi' che andiamo a costruire, fuori da Catanzaro, alle porte del capoluogo di regione, possa diventare il simbolo di una rinnovata unita'. Ecco, con questa immagine riformulo gli auguri di un anno denso di successo e di prosperita' a tutti i calabresi''.
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06/02/2006 21:37
Loiero sulla "devolution" leghista
"Ha ragione Ernesto Galli della Loggia. Piuttosto che seguire Berlusconi, il quale tenta di ammorbare il clima elettorale, agli italiani il centrosinistra deve far capire quanto sia devastante lo stravolgimento della Costituzione, quali guasti reali provocherà all'unità del Paese la devolution leghista, quale minaccia ai diritti di libertà rappresenti per una moderna democrazia il premierato forte così come è stato concepito, cosa significa togliere alla Corte Costituzionale il ruolo neutro che le spetta". E' preoccupato il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, già ministro delle Regioni nel governo Amato, il quale giudica le riforme costituzionali una "spallata all'unità del Paese" e un "indebolimento della democrazia".
Loiero richiama così, sulla scorta dell'editoriale di Galli della Loggia sul "Corriere della Sera" di ieri, una maggiore attenzione dei leader del centrosinistra su quello che ritiene debba essere "l'elemento cardine della campagna elettorale", spiegare cioè agli elettori italiani di centrosinistra ma anche di centrodestra "il rischio che si possa distruggere il Paese che abbiamo conosciuto in questi decenni di democrazia è reale. Come è reale il rischio che la costituzione approvata frantumi il sentimento di unità nazionale negando sostegno alle regioni in ritardo di sviluppo per favorire quelle che sono già ricche".
In effetti, sostiene Loiero, "il centrosinistra ha finora sottovalutato questa tema sostanziale per il futuro del Paese. Comprendo - aggiunge - che l'argomento è aspro, che pochi leader hanno letto e hanno piena coscienza di quel che significa la nuova costituzione di Lorenzago che cancellerà le ultime illusione di conservare un'Italia normale. Tra i messaggi elettorali, allora, quello sulle minacce della pseudo riforma costituzionale deve trovare un posto centrale, privilegiato. E bisognerebbe badare a non prestarsi a una campagna elettorale ruggente, bisogna ragionare, spiegare, aiutare tutti a capire, anche gli elettori del centrodestra i quali, in gran parte, sono convinti che la riforma è passata in Parlamento sotto una pressione selvaggia della Lega. Questo significa, dunque, coltivare le aree di dubbio che esistono, sul tema costituzionale, anche nel centrodestra, non tanto per convincerle e ricondurle alla causa del centrosinistra bensì per riportarle alla causa italiana".
05/02/2006 00:18
Il Presidente Loiero ha aperto i lavori della Consulta dei calabresi all'estero e ha annunciato la nascita di un museo dell'emigrazione che sorgerà accanto alla nuova Cittadella Regionale
Il Presidente della Regione Agazio Loiero ha aperto questa mattina a Catanzaro i lavori della nuova Consulta dei calabresi all'estero, l'organismo nominato con decreto presidenziale lo scorso 28 dicembre, composto dai rappresentati delle comunità calabresi nel mondo, che resterà in carica fino alla scadenza del Consiglio regionale. La cerimonia è cominciata sotto le note dell'inno di Mameli. Un momento emozionante per i circa sessanta rappresentati della Consulta e per il Presidente Loiero, visibilmente emozionato. Al tavolo dei relatori, oltre al capo dell'esecutivo regionale, anche l'assessore al Turismo con delega all'emigrazione, Beniamino Donnici e i dirigenti regionali, Giancarlo Perani, Tommaso Loiero, il segretario della Consulta, Giosuele Dragone, e Oldani Mesoraca, capo ufficio stampa della Giunta e direttore della rivista "Calabresi nel mondo".
"E' una giornata importante - ha detto in apertura il presidente Loiero - perché oggi teniamo viva la fiaccola della memoria, la mitica storia dell'emigrazione calabrese e avviamo contemporaneamente un percorso nuovo in cui vogliamo valorizzare le migliori presenze calabrese all'estero. Un patrimonio - ha aggiunto - di grande valore a cui dobbiamo restituire dignità e forza e che a sua volta restituirà tante energie alla nostra regione". Loiero ha anche annunciato in anteprima un'importante progetto in cantiere da parte della Regione. "Accanto alla nuova Cittadella Regionale - ha spiegato il Presidente - sorgerà un museo dell'Emigrazione calabrese. E dopo questi primi dieci mesi durissimi dall'insediamento della Giunta - ha aggiunto - comincerò un cammino in tutto il mondo per stare maggiormente vicino alle comunità calabresi, strappate alla loro terra d'origine tanto tempo fa e vittime di incredibili lacerazioni familiari". "Conservare la memoria - ha concluso Loiero - significa acquisire un valore didascalico per le nostre nuove generazioni. D'ora in poi dobbiamo considerare la Calabria come una grande regione nel mondo". Nella mattinata infine, il Presidente della Regione ha investito i nuovi membri della commissione e consegnato loro una pergamena. Questo l'organigramma della nuova Consulta: Presidente Agazio Loiero; Vice Presidenti Antonio Denisi (Italia), Giuseppe Tucci (Argentina); componenti del direttivo estero: Antonio Galati (Svizzera), Corrado Bosco (Brasile), Turano Renato (Stati Uniti), Vincenzo Volpe (Australia); componenti direttivo Italia: Maria Rosa Perrrone (Cisl), Luciano Prestia (Camera Commercio Vibo Valentia), Franco Iacucci (Anci), Vincenzo Trombetta (Camera di Commercio). (g.m.)
03/02/2006 18:23
La suora che accusa padre Fedele, "Violentata anche da un giudice"
COSENZA - La suora che ha riferito di essere stata violentata da padre Fedele Bisceglia, dichiarazione sulla base della quale il religioso si trova agli arresti domiciliari, ha rivolto la stessa accusa contro un giudice del Tribunale per i minorenni di Catanzaro. E' quanto ha detto il difensore di padre Fedele, l'avvocato Tommaso Sorrentino, che chiederà alla Procura generale di Catanzaro il trasferimento dell'inchiesta alla Procura della Repubblica di Salerno competente per i procedimenti penali riguardanti i magistrati.
Secondo quanto ha riferito l'avvocato Sorrentino, la competenza della Procura della Repubblica di Salerno scatterebbe comunque, sia nel caso in cui l'accusa mossa dalla suora al giudice si rivelasse falsa, sia se fosse vera. Nel primo caso, il magistrato sarebbe parte lesa del reato di calunnia, mentre nel secondo dovrebbe essere iscritto nel registro degli indagati.
"Alla suora - ha detto ancora l'avvocato - è stata fatta vedere una fotografia del magistrato dei minori ma lei non l'ha riconosciuto". E' palusibile pensare che l'uomo le sia stato presentato per giudice ma giudice, in realtà, non é. "Tutte circostanze, vere o false che siano - ha concluso Sorrentino - che devono essere valutate dall'autorità giudiziaria competente".
03/02/2006 17:45
Comunali, Salerno ritorna all'attacco. Oggi assemblea dei promotori
Serra San Bruno Dopo alcuni momenti di incertezza e delusione interna, la vecchia "Bilancia" di Nazzareno Salerno sembra tornare all'attacco, guardando con fiducia alle prossime elezioni amministrative. Defezioni di esponenti politici e amministratori locali, un tempo legati al gruppo dell'ex sindaco, appaiono quasi un ricordo lontano, a dispetto delle recenti e confuse polemiche che hanno visto tavoli contrapposti anche a livello di Federazione provinciale Udc. Salerno, sempre più tetragono ai colpi della sorte, e soprattutto alle voci piuttosto maliziose che,dopo le burrascose vicende personali con la segreteria Udc vibonese, lo vorrebbero in cerca di nuovi schieramenti politici, addirittura vicini al centrosinistra, scende invece nuovamente in campo con le sue avanguardie del Movimento Politico Culturale "Insieme per Serra" deciso a battere l'attuale sindaco Raffaele Lo Iacono e la sua amministrazione di centrosinistra. Quale " leader maximo", ha preparato la nuova lista civica imbarcando candidati di diversa provenienza, confermandone buona parte e acquistandone altri, tutti formalmente riconducibili all'area di centrodestra, tra essi anche qualche amministratore leggermente "stagionato" e qualche giovane brillante ricco di entusiasmo quanto di provata appartenenza politica e partitica, nonché delle donne grintose e determinate a scalzare l'attuale maggioranza al Comune. Nell'annunciare pubblicamente la Conferenza Programmatica per le ormai imminenti elezioni comunali che lo vedranno contrapporsi "all'invincibile armata rossa" di Censore Lo Iacono, l'ex sindaco e consigliere provinciale Udc non pare temere confronti: "Verso la vittoria" è infatti il motto che presenta il meeting del movimento "Insieme per Serra" che si terrà oggi alle ore 18.00 nella Sala di Palazzo Chimirri. Alla manifestazione è prevista la partecipazione di dirigenti ed esponenti del movimento mentre i lavori saranno conclusi dallo stesso Salerno. Salvo colpi di scena dell'ultima ora (vedi liste trasversali, civetta o di disturbo) i giochi per le amministrative di primavera sarebbero quindi già stati fatti e la cittadinanza sarebbe chiamata alle urne per confermare la svolta del 2002, con la vittoria di Bruno Censore allora candidato a sindaco per la lista civica "La Serra",oppure scegliere ancora una volta Salerno il quale conta di recuperare quel fatale margine di vantaggio magari sulla base delle ultime consultazioni regionali dove è stato battuto sempre da Censore per la seconda volta.
Enzo Vellone
03/02/2006 11:53
Candidature, dissensi in casa Ds. Verso le elezioni. Bruni si dimette di nuovo dalla Provincia di Vibo Valentia
CATANZARO. In una lettera inviata al segretario, Piero Fassino, 35 tra dirigenti ed iscritti calabresi dei Ds invitano la Direzione nazionale del partito a rivedere la decisioni prese in merito alla composizione della liste per le prossime elezioni politiche individuando come capolista al Senato Nuccio Iovene, senatore uscente. Nella lettera, indirizzata anche a Marco Minniti ed a Fabio Mussi, componenti la Direzione nazionale, ed al segretario regionale della Calabria, Nicola Adamo, e tra i firmatari della quale, "appartenenti - si afferma - ad aree diverse dei Ds in Calabria", c' è anche Grazia Riga, componente la stessa Direzione, si esprime "disappunto sulle scelte fatte per la testa di lista dei Ds al Senato. La Calabria è una delle poche regioni che si ritrova, ancor prima che sia avviata la consultazione nel partito calabrese, ad avere già definiti i candidati che andranno a ricoprire i posti utili per l' elezione al Senato, per i quali sono stati designati Nicola Latorre e Rosa Calipari".
03/02/2006 11:34
Rigassificatore Gioia Tauro, il presidente Loiero e il responsabile Uoa Nola incontrano il ministro Scajola
Il presidente della Regione Agazio Loiero, accompagnato dal responsabile dell'Unità organizzativa autonoma per l'area di Gioia Tauro, Giuseppe Nola, ha incontrato oggi a Roma il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, per una valutazione comune sul progetto del rigassificatore. La riunione è servita ad approfondire i problemi procedurali ed autorizzativi per la realizzazione dell'impianto di Gioia Tauro. I rappresentanti istituzionali dei due organismi hanno dimostrato piena disponibilità a collaborare, individuando gli ostacoli da superare da parte sia delle istruttorie regionali che governative. Infatti, nella fase attuale, il progetto di impianto presentato dalla società "Lng MedGas Terminal" deve ancora superare l'esame della valutazione di impatto ambientale presso il ministero dell'Ambiente e anche ottenere il nullaosta di sicurezza da parte del Comitato tecnico regionale. Scajola, da parte del Governo ha ribadito l'impegno a sollecitare il ministro dell'Ambiente affinché acceleri i tempi per l'esame del Via e per il rilascio dell'autorizzazione dell'opera. Anche il Presidente Loiero ha convenuto di verificare modalità e tempi di esame della pratica presso il comitato tecnico regionale. L'incontro si è chiuso con l'impegno reciproco di attivare tutte le procedure per arrivare presto alla convocazione della Conferenza dei servizi, necessaria a poter concludere positivamente l'operazione.
02/02/2006 19:31
Un innovativo progetto di pianificazione regionale per la Calabria
Con l'approvazione del progetto di legge riguardante modifiche e integrazioni alla legge urbanistica regionale, la Giunta Loiero completa il percorso che porterà, in tempi auspicabilmente brevi, all'adeguamento della strumentazione urbanistica e alla definizione di un innovativo progetto di pianificazione regionale. L'approvazione di tale progetto di legge segue quella delle linee guida della pianificazione regionale e rappresenta un pacchetto unico che sarà discusso contestualmente dalla commissione e dal Consiglio regionale. Complessivamente rappresenta anche un grande passo in avanti che la Regione compie nella politica urbanistica e del governo del territorio.
Il progetto di legge, oltre a sanare alcune evidenti contraddizioni od errori presenti nella stessa legge di natura puramente formale, serve in particolare per disciplinare, coerentemente con la normativa nazionale, la materia della pianificazione paesaggistica; per favorire la concreta e reale integrazione dei Comuni limitrofi attraverso la redazione di piani strutturali in forma associata; per disciplinare, in maniera chiara e univoca, le procedure e i tempi relativi al necessario adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alla legge urbanistica e a quanto indicato dalla Linee Guida della pianificazione regionale, subito dopo l' approvazione delle stesse Linee Guida.
Alla luce dei codici Melandri e soprattutto Urbani, la pianificazione del Paesaggio (ex paesistica), può essere coordinata e integrata alla pianificazione territoriale, ma deve trovare, alla fine, uno strumento specifico, i Piani di ambito paesaggistico. Con il Codice Urbani inoltre la Regione è titolare della materia paesaggistica e, condividendo la competenza con lo Stato (specie per quanto riguarda la tutela) non può delegare altri Enti. Può comunque concertare e incaricare le Province della redazione dei Piani di ambito paesaggistico, restando però soggetto direttore e coordinatore, nonché competente per l'approvazione finale. La valenza paesaggistica del Quadro territoriale regionale (Qtr), alla luce anche di quanto stabilito dalla normativa nazionale vigente, presuppone che vengano chiariti nella legge urbanistica regionale strumenti, competenze e procedure inerenti la pianificazione del paesaggio.
L'orientamento assunto dalla Regione Calabria è ampliare il Qtr alla valenza di indirizzo e inquadramento del patrimonio paesaggistico regionale con la definizione degli Ambiti di pianificazione paesaggistica (sub provinciali) e ancora, ampliare i Piani territoriali di coordinamento provinciale al completamento del quadro conoscitivo relativo anche al patrimonio culturale e ambientale delle diverse province, nonché alla compatibilizzazione tra linee di sviluppo strategico locale e regionale e la tutela e conservazione dei valori paesaggistici. Proprio per questo è necessario prevedere i Piani paesaggistici di ambito, coordinati e approvati dalla Regione, ma promossi ed eventualmente redatti dalle Province anche con altri enti, con funzioni precise prescrittive e indicative di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio paesaggistico. La proposta colma il vuoto relativo alla pianificazione paesaggistica (strumenti e procedure) e opera una ricalibratura della competenza provinciale già discussa in occasione del Protocollo di intesa "Un patto per il governo del territorio", quindi introdotta e sottoscritta. Inoltre, viene precisata e disciplinata, in maniera chiara, la possibilità della redazione di piani strutturali inerenti i territori comprendenti più Comuni o porzioni di Comuni (Piano strutturale in forma associata) limitrofi che abbiano specifiche affinità di tipo territoriale, culturale, identitario, produttivo etc., che siano caratterizzati da dimensioni demografiche ridotte, che abbiano problematiche territoriale urbane comuni o che vogliano perseguire comuni strategie di sviluppo territoriale. Lo strumento che si introduce nel sistema della pianificazione territoriale e urbana regionale mira sostanzialmente ad accrescere l'integrazione di enti locali e comunità limitrofe e il coordinamento delle azioni di conurbazione. Il Psa è una versione aggiornata al nuovo sistema della pianificazione dell'ex piano intercomunale (già previsto dalle leggi urbanistiche del 1942), ha il valore strategico assegnato al Psc e, interessando tutto il territorio comunale, sostituisce a tutti gli effetti i Psc dei comuni associati. L'introduzione del Piano strutturale in forma associata rafforza il carattere innovativo della legge urbanistica regionale.
La modifica, poi, dell'art. 65 "Approvazione e adeguamento degli strumenti urbanistici comunali in fase di prima applicazione della legge" consente innanzitutto ai Comuni di avere la necessaria possibilità temporale di adeguare i propri strumenti senza generare il blocco delle attività edilizie ed urbanistiche (i Comuni avranno 12 mesi di tempo dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria dell'avvenuta approvazione delle Linee Guida per avviare le procedure di formazione e approvazione del Psc). Inoltre dà l'opportunità ai Comuni di mantenere valido il proprio Piano regolatore generale per 12 mesi dalla pubblicazione sul Burc dell'avvenuta approvazione delle Linee Guida e chiarisce che successivamente ai 12 mesi decadono tutte le previsioni del Prg per le aree esterne al perimetro di suolo urbanizzato, rimandando alle Linee Guida per la definizione dello stesso e per i criteri da adottare per la verifica che il Piano regolatore non sia in contrasto con le stesse. Chiarisce pure le necessarie procedure da adottare in caso in cui il Piano regolatore dovesse risultare in contrasto con le Linee Guida. Le proposte di introduzione dello strumento del Piano strutturale in forma associata e di modifica dell'art. 65 sono il risultato della lunga attività di concertazione e partecipazione svolta nel territorio con tutti i soggetti interessati in occasione della definizione delle Linee Guida. In particolare è il risultato delle cinque Conferenze provinciali di presentazione della bozza delle Linee Guida e delle sollecitazioni, specificatamente pervenute nell'ambito dei lavori della Commissione, dall'Associazione dei Comuni e dall'Unione delle Province che hanno evidenziato chiare e pertinenti necessità che si è ritenuto opportuno e importante accogliere.
02/02/2006 01:57
Serra San Bruno, capannone in fiamme!
Un capannone in fiamme nella località Jojò, in agro del Comune di Serra San Bruno, ha richiamato l’attenzione dal personale del Corpo Forestale dello Stato che ha dato l’allarme. Gli agenti, in servizio nel posto fisso di Mongiana, nel corso di un servizio di controllo e sorveglianza del territorio, hanno notato del fumo e, arrivati sul posto, hanno constatato l’incendio in un capannone adibito alla trasformazione di materiale vegetale in terriccio e fertilizzanti, da destinare alla commercializzazione per il settore vivaistico. Dopo l’immediata segnalazione ai Vigili del Fuoco, il personale forestale ha provveduto alle indagini del caso ed ha redatto gli atti dovuti. Dai primi accertamenti eseguiti, secondo quanto riferisce il Corpo Forestale, non si può escludere alcuna ipotesi circa l’origine del sinistro. L’incendio è stato spento grazie al pronto intervento del personale del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Serra San Bruno. Ingenti i danni alla struttura agricola.
02/02/2006 00:06
Nel solo mese di Gennaio, simbario.com ha superato 15.000 contatti
Maggiori dettagli per la composizione del traffico li potrete trovare nella sezione "documenti"
01/02/2006 15:31
Aeroporto di Lamezia, passeggeri in calo. Le preoccupazioni dell’Associazione consumatori per i voli nazionali
LAMEZIA TERME. “Situazione non felice per l’aeroporto di Lamezia Terme che, da gennaio a dicembre 2005, ha visto ridursi progressivamente il numero di passeggeri in transito, sino ad arrivare a scendere nuovamente sotto il muro del milione di passeggeri, per quel che riguarda i voli nazionali”. Lo rende noto l’Acu (associazione consumatori), che cita i dati dell’Assaeroporti. “I dati relativi ai passeggeri - si legge in una nota - hanno avuto una flessione nel 2005 pari ad un -13,1%, corrispondente a 925.952 passeggeri di voli nazionali. È solo grazie, invece, ad un deciso incremento dei voli charter internazionali, che hanno visto transitare attraverso l’aeroporto lametino 229.342 passeggeri, che il saldo complessivo dei transiti è rimasto appena al di sopra del milione di unità. Il numero totale degli aeromobili in arrivo e partenza (voce: Aviazione Generale) è comunque crollato, nel 2005, a -31,7% e il totale generale del traffico è risultato del -8,8%, pari a 1.163.121 transiti. Leggendo questi numeri - secondo l’associazione - non convincono le affermazioni di coloro che dichiarano che i dati relativi al precedente anno di riferimento (cioè il 2004 confrontato col 2005) sono stati “drogati” dalla presenza dei passeggeri da e per Reggio Calabria, costretti a transitare da Lamezia a causa dei pochi mesi di chiusura dell’Aeroporto dello Stretto. Se fosse vero, indipendentemente da ogni altra considerazione, ne deriverebbe che l’aeroporto di Lamezia Terme non avrebbe mai avuto il milione di passeggeri “propri” che hanno consentito a Sacal di ottenere la “gestione diretta”. Né può ancora, e in eterno, farsi riferimento ad una “crisi del settore aereo” perchè ciò è smentito dai dati nazionali che registrano solo una lievissima flessione che va dallo -0,6% (voli nazionali) al -0,8% (aviazione Generale). Purtroppo ad impedire il registrarsi di tali dati negativi - conclude l’Acu - non è bastato l’incremento del traffico nazionale che pur c’è stato nell’ultimo mese di dicembre, poiché a controbilanciarlo in peggio si è verificato un pesante crollo del traffico passeggeri internazionali che, a dicembre 2005, ha registrato un -51,00% con soli 2.881 transiti. Infine anche il traffico merci ha registrato una flessione nel 2005, col transito di 2.565 tonnellate di merci e di posta pari ad un -5,1%”.
01/02/2006 12:47
Promuovere la Calabria Approvato lo Statuto della “Film Commission”.
CATANZARO. “Un altro traguardo che aggiunge qualità e prestigio all’immagine della Calabria”. È questo il primo commento dell’assessore regionale al Turismo Beniamino Donnici subito dopo l’approvazione dello Statuto e l’avvio delle procedure per la costituzione della Calabria Film Commission. Un atto che si richiama all’art. 3 della Legge Regionale 11/01/2006 e che prevede che la Regione, in attuazione dei principi statutari e nel rispetto delle proprie competenze, nell’ambito de Turismo ed al fine di supportare lo sviluppo del sistema Audiovisivo e Multimediale, promuova la costituzione di una Fondazione aperta alla partecipazione di soggetti pubblici e privati. L’impegno di spesa, deliberato dalla Giunta, per la costituenda Fondazione è di 360 mila euro. A breve saranno nominati dal presidente della Giunta Regionale, su proposta dell’assessore al ramo, gli organi della Fondazione, tra cui il presidente, il Consiglio di Amministrazione, il direttore e il Comitato Artistico Scientifico. “Parte assolutamente qualificante - ha spiegato l’assessore Donnici - è il Comitato Artistico Scientifico nel quale saranno coinvolti personalità di livello assoluto del mondo cinematografico”. “Il Cinema - ha aggiunto Donnici - è uno straordinario veicolo per la promozione culturale e dell’immagine del territorio. C’è intorno alla Calabria un grande interesse da parte di registi e produttori che dobbiamo saper trasformare in spinta propulsiva per la nostra economia. Abbiamo avviato - ha concluso Donnici - e vogliamo sempre più alimentare la stagione di un nuovo protagonismo economico, politico e culturale della nostra regione”. La Fondazione si propone tra le varie finalità di sostenere e stimolare con continuità il progressivo sviluppo qualitativo e quantitativo della cultura e dell’impresa cinematografica in Calabria, incoraggiando e progressivamente rafforzando la capacità di azione economica delle imprese di produzione, distribuzione e formazione audiovisive, con l’auspicio anche di rendere possibile la nascita e il rapido sviluppo di una rete di nuovi imprenditori e operatori, in questo nuovo settore di alta qualità innovativo in Calabria. Tra le altre finalità c’è il sostegno alla realizzazione di un sistema multimediale, la promozione nel mondo della comunicazione dei programmi e delle attività svolte, l’attivazione e la gestione di una biblioteca regionale dell’audiovisivo e l’istituzione di premi di qualsivoglia natura. In tal caso la Fondazione, su proposta del Comitato Scientifico, individuerà le procedure di attribuzione dei premi.
31/01/2006 19:40
Concertazione sanitaria, l'assessore Lo Moro incontra i sindaci calabresi
Il rapporto fra la Regione e i sindaci in materia di sanità; gli interventi di edilizia sanitaria e il servizio di elisoccorso; le politiche sociali e l'esigenza di un loro rilancio; la realizzazione di un sistema sanitario "a rete" e gli obiettivi dei nuovi manager; i nuovi criteri di ripartizione dei fondi destinati alle aziende sanitarie. Sono questi alcuni degli argomenti discussi nel corso di un incontro tra l'assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro e i presidenti delle conferenze dei sindaci, svoltosi nei locali del dipartimento a Catanzaro, alla presenza del dirigente generale, Raffaele Faillace. "In nove mesi di lavoro in assessorato - ha detto Doris Lo Moro - questo è il terzo incontro con i sindaci. Ritengo la concertazione con i primi cittadini un passaggio fondamentale per la realizzazione di un sistema sanitario a dimensione regionale che non sia soltanto il frutto dell'impegno di singole istituzioni a vantaggio di un territorio, ma scaturisca dal contributo di ciascuno a una causa complessiva". L'assessore alla Salute ha fatto riferimento, a tale proposito, ad alcuni possibili terreni di collaborazione con i Comuni, citando il servizio di elisoccorso, per il quale presto sarà messo a punto un progetto "e che avrà bisogno - ha dichiarato - del contributo dei sindaci per il reperimento di aree idonee all'atterraggio dei velivoli" e all'assistenza domiciliare "per la quale i Comuni e le aziende sanitarie dovranno integrarsi".
Per l'assessore, quindi, "occorre un luogo di discussione e confronto costante, perché in Calabria esistono tante sanità. C'è ad esempio una realtà come quella della Sibaritide e c'è la Piana di Gioia Tauro che per situazioni sembrano due regioni diverse". "Dunque - ha osservato l'assessore Lo Moro - bisogna che i nuovi direttori generali e lo stesso assessorato lavorino d'intesa con le istituzioni locali affinché la Calabria ottenga una sanità omogenea., Non devono esserci - ha proseguito - differenziazioni tra la Calabria e la Lombardia, ma neanche fra comprensori della Calabria". L'assessore ha parlato della necessità di un confronto anche sulla revisione del Piano sanitario regionale, così come sui 370 milioni disponibili per interventi di edilizia sanitaria. "Finora - ha osservato - è mancata una visione d'insieme, un progetto regionale. Ognuno ha perorato questioni locali e lo dico senza polemica. Ora occorre trovare, per esempio, finanziamenti per Reggio, Catanzaro o Sibari ma inserendo tutto in un progetto di sistema". Lo Moro si è detta convinta della necessità di un "controllo sociale" delle scelte compiute dalla politica, "perché - ha rimarcato - gli errori sono sempre possibili e in questo l'aiuto dei sindaci, dei sindacati e dell'associazionismo può essere importante".
Diversi i suggerimenti dei rappresentanti dei Comuni, sintetizzate da Giuseppe Varacalli, presidente di Federsanità-Anci. Varacalli ha espresso il suo giudizio positivo sulle nomine "perché a noi - ha spiegato - interessano la professionalità, il rapporto fiduciario e la stabilità amministrativa. La sanità va sottratta alla precarietà". Il presidente di Federsanità ha evidenziato che la partecipazione dei Comuni alle scelte in materia sanitaria è prevista dalla legge attraverso l'istituzione della conferenza di programmazione, presieduta dall'assessore". Il rappresentante dell'Anci ha poi lamentato la segmentazione delle deleghe in materia di politiche sociali, ripartite fra gli assessori alla Salute, al Lavoro e al Turismo, e l'esiguità dei fondi regionali, "che l'ultimo bilancio - ha detto - decurta del 15%".
Agli interventi dei diversi partecipanti, l'assessore Lo Moro ha risposto garantendo che le loro istanze saranno tenute nel debito conto. L'assessore ha garantito che sui problemi specifici i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere sono pronti al confronto, annunciando novità sia per quanto concerne le linee dell'atto aziendale, sia il piano di riparto dei fondi. "Tutto avverrà - ha detto infine Doris Lo Moro - secondo criteri chiari, leggibili. Nel passato, per quanto attiene alla ripartizione dei fondi, per esempio, si faceva ricorso al metodo empirico non decifrabile. Bisogna invece che si tenga contro di criteri come la produttività, principio che non deve valere solo per i privati". L'assessore, che ha consegnato ai rappresentanti dei Comuni gli obiettivi assegnati ai manager, ha anche annunciato una serie di appuntamenti a carattere seminariale su temi specifici.
30/01/2006 17:04
Serra San Bruno.A breve una nuova struttura teatrale. Lo ha annunciato il sindaco Lo Iacono
A breve anche la cittadina montana delle Serre si doterà di una struttura teatrale stabile multimediale in grado di ospitare eventi culturali, cinematografici e teatrali di grande rilievo nazionale e internazionale. Lo ha annunciato il sindaco Raffaele Lo Iacono intervenendo alla proiezione nella sala di Palazzo Chimirri del lungometraggio "Medico per forza" realizzato dai ragazzi della Scuola Media Statale "Ignazio Larussa" per la regia di Pasquale De Masi. «Il genere teatrale ha già un suo radicamento nella cultura popolare di Serra San Bruno - ha affermato Lo Iacono - forse non tutti ricordano le rappresentazioni che si svolgevano un tempo,soprattutto negli anni trenta,nel salone dell'Asilo Infantile "Caterina Chimirri". All'epoca, quasi gli unici avvenimenti culturali di un certo spessore, che coinvolgevano giovani e meno giovani della comunità locale. Vi era un grande impegno e fervore collettivo nella realizzazione delle scenografie,dei costumi e nel riadattamento di copioni relativi alle grandi opere del teatro nazionale e internazionale. E' nostra ferma convinzione - ha proseguito il sindaco - di riprendere pienamente quel percorso, allorquando verrà completato il nuovo teatro che presto sorgerà nella nostra cittadina in modo da poter organizzare eventi culturali di estremo interesse, ospitando anche compagnie teatrali di fama nazionale come è già accaduto negli ultimi anni grazia alla mini Stagione Teatrale tenuta a battesimo da questa Amministrazione Comunale nell'ambito della rassegna di SerrEventi». Tra il 2003 e il 2004, il cartellone teatrale organizzato dal Comune nei locali dell'ex Cinema-Teatro "Aurora" ha visto,infatti, la messa in scena a Serra San Bruno di importanti rappresentazioni con la presenza di attori e attrici italiani del teatro drammatico e brillante di livello nazionale ed estero. Sandra Milo,Valeria Valeri, Pippo Franco, Selen, Ficarra e Picone e tanti altri ancora. «Cinema e teatro - ha concluso Lo Iacono - continuano ad essere, anche come stimolo didattico nelle nostre scuole, strumenti essenziali per una più matura e avanzata crescita culturale e sociale di una comunità».
Enzo Vellone
27/01/2006 18:04
La mia posizione politica nel comune di Simbario
Rispondo ai frequentatori del guest ed in particolare ad Ovidio che mi ha posto la domanda
Chiunque abbia a cuore le sorti di questo paese non dovrebbe pensare a difendere la propria immagine ma cercare di andare un po’ oltre, e oggi, se io accettassi di stare con la maggioranza non difenderei di sicuro la mia immagine né i miei interessi politici, qualora ne avessi. La mera logica delle cose suggerirebbe che proprio adesso dovrei cavalcare il momento di difficoltà del nostro comune per avere dei vantaggi elettorali avendo il tempo dimostrato che i miei antagonisti non erano in grado di amministrare. Se il mio fosse solo un arrivismo senza scrupoli, quale occasione migliore per tentare la scalata politica cercando di minare l’esigua maggioranza?
Ma ci sono delle priorità e non sono certo i miei interessi personali, il nostro comune ha bisogno di tranquillità e di sviluppo e non di odio e povertà. La mia posizione non è appoggiare o meno delle persone per farle rimanere al potere ma solo condividere ed appoggiare delle idee di sviluppo e di benessere sociale, chiunque porti avanti un tale disegno ha il mio massimo appoggio. A me non piace giocare sulla pelle dei simbariani.
Salvatore Romano
26/01/2006 18:01
Bruni ha ritirato le dimissioni. Il presidente: “Ho voluto evitare lo scioglimento anticipato del Consiglio”
VIBO VALENTIA. Il presidente dalla Provincia di Vibo Valentia, Ottavio Gaetano Bruni, ha annunciato oggi di aver ritirato le dimissioni rassegnate il 7 gennaio scorso in previsione di una eventuale candidatura al Parlamento. Bruni, esponente della Margherita, ieri mattina ha motivato la decisione durante un incontro con i giornalisti. “L’ho fatto - ha detto - per un alto senso di responsabilità, volendo evitare lo scioglimento anticipato del consiglio, ma anche perchè tante persone mi hanno chiesto di rimanere al mio posto”. Bruni ha sette giorni di tempo per tornare sui suoi passi ed evitare l’ineleggibilità al Parlamento, in base alla normativa vigente. In merito ad una sua candidatura alla camera, Bruni ha lasciato una porta aperta. “Sono pronto a candidarmi - ha detto - se il partito me lo chiederà. L’importante è che nella lista il Vibonese abbia una rappresentanza”. “Quelle del 7 gennaio erano dimissioni “tecniche” - ha detto Bruni - al fine di lasciare aperta la porta alla possibilità di una mia candidatura al Senato o alla Camera dei Deputati. La nuova legge elettorale voluta dalla destra mi imponeva, infatti, di presentare le dimissioni entro sette giorni dalla sua pubblicazione per non incorrere nelle cause di ineleggibilità che riguardano gli amministratori in carica, salvo poi ritirarle, come ho fatto oggi, entro i venti giorni successivi. Se avessi confermato le mie dimissioni, in assenza di una candidatura che al momento ancora non c’è, ciò avrebbe significato lo scioglimento del Consiglio provinciale e la contestuale mancanza di una rafforzata rappresentanza a livello nazionale di questo territorio”. Il presidente, quindi, ha ripercorso la cronologia dell’intera vicenda, sottolineando che già all’indomani dello schiacciante risultato delle elezioni amministrative del giugno 2004, quando la coalizione di centrosinistra guidata da Bruni conseguì il 62 per cento dei consensi elettorali, “in tutti noi si generò la convinzione che questo collegio elettorale, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, potesse tornare al centrosinistra”. “Allora, quando ancora era in vigore la vecchia legge elettorale - ha aggiunto - non c’era nessuno che dubitasse della mia candidatura, proprio in virtù del lusinghiero responso delle urne. Poi, sono intervenute le nuove regole, con la pasticciata riforma in senso proporzionale e l’abolizione dei collegi uninominali. A quel punto lo scenario è radicalmente cambiato e ci siamo resi conto che potevano sorgere serie difficoltà nella preparazione delle liste. Nonostante ciò, nessuno nello schieramento di centrosinistra, almeno all’inizio, ha espresso dubbi sull’opportunità di tentare comunque la strada della candidatura, qualora fossero state offerte garanzie certe al territorio vibonese che, lo ribadisco, ha il sacrosanto diritto di vedersi maggiormente rappresentato a livello nazionale, a prescindere da chi sia il candidato. Sarei ipocrita se dicessi che non mi farebbe piacere vedere coronati 40 anni di militanza politica con un impegno parlamentare, ma non vivo affatto l’assillo di questa ipotesi, perchè il mio obiettivo primario resta solo ed esclusivamente la maggiore rappresentatività possibile di questo territorio”. Bruni ha poi smentito categoricamente le analisi che in questi ultimi giorni hanno trovato spazio sulla stampa locale, negando, in particolare, che il suo peso politico venga ridimensionato da questa vicenda, comunque vada a finire. “In queste settimane - ha raccontato - ho ricevuto centinaia di telefonate e appelli affinché restassi al mio posto nel caso in cui non avessi avuto la certezza di una candidatura, segno che questa Amministrazione ha lavorato bene e che il consenso degli elettori non è venuto meno. È proprio per offrire un riscontro concreto a chi crede in me e nella coalizione che guida la Provincia, che ho deciso di ritirare le dimissioni, per scongiurare il rischio dello scioglimento del Consiglio senza che vi sia, di contro, la certezza di una candidatura”. Bruni ha spiegato che ora si attende la pubblicazione della legge, approvata ieri, che prevede lo slittamento dei termini per l’ineleggibilità di sindaci e presidenti di provincia. Da quel momento si riproporrà la situazione iniziale, per cui ci saranno altri sette giorni per dimettersi, salvo ritirare le dimissioni nei venti giorni seguenti. Sollecitato dalle domande dei giornalisti, il presidente si è detto “non molto ottimista sull’eventualità che il progetto si concretizzi, ma a quel punto dovranno spiegare a me e agli elettori di centrosinistra perchè la provincia di Vibo Valentia, a differenza delle altre province calabresi, non abbia un candidato locale della Margherita che rafforzi la rappresentanza parlamentare. Non ci stiamo ad essere considerati ancora una volta la “cenerentola” della Calabria”. Un messaggio esplicito lanciato al proprio partito, affinché le scelte “non vengano imposte dall’alto e sia riconosciuto alla provincia vibonese il suo diritto ad essere adeguatamente rappresentata a livello regionale e nazionale”. “Quando questa fase sarà finalmente chiusa sarò pronto a far ripartire al massimo regime di giri la macchina dell’Amministrazione provinciale - ha concluso Bruni, utilizzando una metafora automobilistica - imprimendo sin da subito un ruolino di marcia ben diverso, anche a costo di mettere mano al motore per cambiare quei pezzi che vanno sostituiti al fine di recuperare quella capacità operativa e programmatica che ha sempre contraddistinto questa Amministrazione”.
26/01/2006 13:03
Lsu-Lpu, in arrivo buone notizie
Occupazione/ Convenzione Regione-Governo, a giorni l’accordo integrativo per 20 milioni
CATANZARO. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e il sottosegretario al Lavoro ed alle politiche sociali, Pasquale Viespoli, hanno sottoscritto mercoledì, a Roma, una convenzione quadro diretta ad avviare il percorso di stabilizzazione dei lavoratori Lsu e Lpu. Alla convenzione che, a differenza degli anni precedenti, assicura le risorse in favore del bacino del precariato Lsu e Lpu per tutto il 2006, è scritto in un comunicato della Regione, seguirà, entro pochi giorni, la firma di un “accordo integrativo” tra Ministero del Lavoro e Regione che prevede un finanziamento, da parte del governo, di circa venti milioni di euro. La Regione aggiungerà questo importo alle proprie risorse, che saranno utilizzate per procedere più speditamente alla stabilizzazione dei lavoratori Lsu e Lpu, circa 8.200 persone. Il Ministero, inoltre, coofinanzierà, per un importo pari a sei milioni di euro, percorsi formativi finalizzati all’occupazione e incentivi alle imprese, che svolgono la loro attività nella Locride e in altre aree svantaggiate. Sulla base della convenzione, infine, è stato anche deciso di impiegare al meglio le assegnazioni ministeriali e gli interventi finanziari degli anni precedenti, finora rimasti inutilizzati.
25/01/2006 16:03
Il Presidente Loiero esprime al Ministro della Difesa il rammarico dell'intera regione per la chiusura del Centro Militare di Medicina legale di Catanzaro
Il Presidente della Regione Agazio Loiero ha risposto duramente al Ministro della Difesa Antonio Martino che gli ha comunicato - come informa l'Ufficio stampa della Giunta - l'irrevocabile chiusura del Centro Militare di Medicina legale di Catanzaro alla data del trentuno dicembre scorso. "La notizia - scrive Loiero - mi rattrista come figlio di Calabria, come uomo che ha speso la sua vita nelle istituzioni e come attuale massimo rappresentate di questa Regione". Il Presidente Loiero evidenzia come la decisione adottata dal Ministro s'inquadra nell'ambito di un'opera di progressiva spoliazione, tenacemente perseguita dal Governo nazionale nel corso degli ultimi anni. "Dopo la perdita della Scuola Penitenziaria - ricorda ancora Loiero - anch'essa localizzata in Sicilia, il trasferimento del Centro Militare di medicina legale non può certamente essere compensato dal progetto della costituzione, nell'anno 2008, di un nuovo reggimento bersaglieri nella sede di Cutro". Nel concludere, il Presidente della regione ricorda che nel "fosco quadro disegnato in Calabria dalle organizzazioni criminali e dalla tracotanza che esse manifestano lanciando ripetute sfide alle istituzioni, la chiusura del presidio di sanità militare del capoluogo non può che rappresentare uno Stato che fugge, con ogni conseguenza".
25/01/2006 15:53
L’Ulivo presenta Rosa Calipari?
Catanzaro. Giornata di normale ridda di nomi con smentite e controsmentite nell’Ulivo calabrese, che tra Roma e Catanzaro, sta preparando il rush finale per le candidature alle elezioni politiche. Avanza, tra tante voci e cautele, la possibile candidatura alla Camera di Rosa Calipari, la vedova di Nicola Calipari, calabrese di Cosenza; mentre sul nome del capolista non è ancora chiaro se la Calabria sarà una delle 13 regioni in cui sarà Romano Prodi ad aprire il Listone o se il numero 1 sarà il diessino Marco Minniti. Incerta la scelta nella Margherita, dove si attende di capire come finirà il braccio di ferro tra il partito nazionale e il presidente della regione Agazio Loiero, e negli stessi Ds, dove oggi sono arrivate le smentite nette dell’assessore alla Sanità alla Regione Doris Lo Moro. “Resto a fare l’assessore”, ha detto ai giornalisti. Nessuna candidatura nelle liste unitarie o in quella dei Ds al Senato neanche per gli uomini del Nuovo Psi di Bobo Craxi, guidati in Calabria da Saverio Zavettieri. “Ci presenteremo con il simbolo del garofano - dice Zavettieri - sia alla Camera che al Senato. Con l’Unione è aperta una trattativa e il 27 terremo un’assemblea a Roma alla quale parteciperà Romano Prodi. Il resto sono tutte balle e invenzioni di pura fantasia”.
24/01/2006 13:12
Serra. Per aumentare la ricettività, un protocollo per il turismo tra ditte di ristorazione
SERRA SAN BRUNO - Dopo il progetto di "paese albergo" per il recupero del patrimonio edilizio privato del centro storico mediante la concessione di contributi in locazione, o l'acquisizione diretta da parte del comune di immobili privati da ristrutturare e riadattare a scopo turistico, l'amministrazione comunale ha in cantierato un altro interessante progetto, sempre relativo al rilancio programmato e razionale delle risorse turistiche esistenti e dell'indotto economico relativo. E' stato sottoscritto proprio nelle ultime settimane un apposto protocollo d'intesa per la nascita di un "consorzio tra diverse ditte di ristorazione e strutture alberghiere locali" ai fini di un maggiore coordinamento delle attività turistico alberghiere e della ristorazione. L'idea é fondamentalmente quella di aumentare la ricettività complessiva e riqualificare i servizi di settore incentivando la domanda turistica attraverso proposte innovative ad ampio raggio, capaci in se, di costituire un vero e proprio pacchetto per un turismo che non sia esclusivamente stagionale. All'interno della proposta, favorevolmente accolta da buona parte delle imprese locali di settore che hanno manifestato una incoraggiante adesione, si colloca anche un percorso di tipo culturale ed educativo. L'amministrazione comunale, infatti, si sta attivando in questi giorni nel coinvolgimento del mondo della scuola nell'iniziativa, inviando presso i vari istituti scolastici territoriali e regionali, lettere e cataloghi illustrati per stimolare escursioni accademiche e gite scolastiche a Serra San Bruno. Il pacchetto prevede visite guidate in città per studenti e accompagnatori, visita al museo della Certosa e quello Parrocchiale, escursionismo montano con particolare riferimento al sentiero mistico "Frassati" e altre attività, per conoscere e fruire delle bellezze storico-paesaggistico-ambientali della cittadina e della zona montana circostante. In virtù di attività diristorazione consorziata, scolaresche e visitatori, avranno modo di gustare anche la cucina tipica locale e la gastronomia della zona con soggiorni compresi di vitto e alloggio presso ristoranti del luogo, alberghi e aziende agrituristiche.
Enzo Vellone
23/01/2006 15:29
Chi è Francesco Bisceglia, accusato di aver violentato una suora? Tifoso, missionario, amico di sexy star. I mille volti del sacerdote arrestato
Padre "Fedele" Bisceglia, il frate arrestato oggi con il suo assistente con l'accusa di violenza sessuale di gruppo è molto amato dalla sua gente e gode di grande popolarità. Vulcanico e poliedrico, amante del calcio a tal punto da essere chiamato il "Monaco Ultrà", teologo e medico, più volte ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini, vicino ai No global, con doti di grande comunicatore, in questi ultimi anni si era anche conquistato largo spazio sui giornali e nei salotti televisivi.
Per raccogliere fondi e finanziamenti per le sue iniziative non si è preoccupato di vedere associato il suo nome a manifestazioni che poco hanno a che fare con la religione, come nel 1995, quando in occasione di "Erotica Tour" di Bologna Padre Fedele assegna a Luana Borgia, ex pornostar, da lui redenta, e con la quale si presenta la domenica allo stadio, il compito di allestire nel suo stand contenitori per la raccolta di fondi destinati all'acquisto di un'ambulanza per il Ruanda. Alle critiche per la sua amicizia con la donna, il cappuccino risponde secco: "Più si va all'inferno più si trova la strada per il paradiso". E non ha problema a presentarsi allo stand della rivista Le Ore e alla conferenza stampa.
Padre Fedele assolve e condanna. Condanna per esempio il Grande Fratello, scagliandosi contro i primi abitanti della Casa di vetro, un luogo dice "dove si fa solo sesso fine a se stesso, mentre nel mondo di muore di fame e di miseria". Poi scende in campo contro le stragi del sabato sera, la droga e lo sballo e costruisce nella sua città la "Discoteca Francescana", in grado di accogliere 200 persone, con due piste da ballo, sostituendo gli alcolici con soft drink e l'ecstasy con i fiori. Nello stesso anno, il 2004, è in prima linea contro lo sfruttamento della prostituzione.
A lui si rivolge una donna romena raccontando la sua drammatica vicenda. Dalla confessione nasce un'operazione che si conclude con sette arresti per traffico di clandestini. Ma non è tutto. Nonostante le sue molteplici iniziative, i suoi impegni pubblici e i suoi viaggi nei luoghi sperduti del mondo, non trascura la sua vera, grande passione, quella per il calcio, che lo ha portato nella scorsa stagione 2004-2005 a conquistarsi il posto di presidente del Cosenza Calcio, dopo un memorabile sciopero della fame, in seguito al quale venne anche ricoverato in ospedale.
Fedele (Francesco prima di prendere i voti) Bisceglia nasce il 6 novembre del 1937 a Laurignano, a pochi chilometri dalla città che lo ha poi adottato. Occhi magnetici, bella presenza, Francesco, esercita un fascino straordinario sulle donne, e saranno sempre le donne a stargli vicino e a sostenerlo in tutte le sue battaglie. Ma lui sceglie un'altra strada: quella del convento. Prima destinazione: Montagnola, frazione di Acri, in provincia di Cosenza, dove fa costruire subito un campo sportivo, poi un asilo e una chiesa. E per fare arrivare in paese elettricità e acqua ricorre per la prima volta allo sciopero della fame. Una vittoria con la quale si conquista le simpatie di tutta la popolazione.
A Montagnola il frate resta sette anni. Poi viene nominato Superiore del Convento di Acri, il più importante della provincia di Cosenza. Come missionario. In Calabria, a Cosenza, fonda "Oasi Francescana", dormitorio, mensa e poliambulatorio per poveri. Una struttura modello, visitabile anche virtualmente sul sito Internet.
22/01/2006 14:40
Una bomba ha divelto la porta della palestra
Simbario. Ieri sera è stato collocato un ordigno artigianale vicino alla porta della palestra comunale di Simbario. Si tratta di una bomba carta, la cui deflafragazione ha rotto i vetri dell'entrata e scardinato la porta. Non si conoscono i motivi dell'attentato.
20/01/2006 22:03
Vibo Valentia, inchiesta su contatti della manager di "Gente di Mare". Gli attori negli hotel della malavita. Set e comparse dall'amica del boss, così la 'ndrangheta entrò nella fiction"
Dagli alberghi per la troupe alle ville dove ambientare le scene.
La produzione: le nostre scelte solo artistiche.
di GIUSEPPE BALDESSARRO
Era brava, affidabile, la migliore sulla piazza. Sul set era capace di risolvere ogni problema, piccolo a grande che fosse. Durante le riprese la signora Tiziana Primozich non poteva passare inosservata alta, rossa e bella com'era. Un punto di riferimento importante per l'intero staff. Tanto più, viste le difficoltà di una fiction complessa come "Gente di mare". La Palomar l'ha realizzata nel 2005 per la Rai, girando in Calabria a Tropea, Bagnara e Scilla. Un successo, con ascolti da record. La manager era una in gamba, assunta sul campo.
Un'esperta del settore, che aveva già lavorato con produzioni importanti. A lei nessuno negava la propria collaborazione, forse perché tutti sapevano che era "molto amica" di don Ciccio Mancuso, il capo del clan di Limbadi che governa gran parte del vibonese. Una donna giovane e avvenente che la polizia nei suoi rapporti indica "come legata sentimentalmente al boss".
La signora Primozich non sapeva di essere ascoltata dagli uomini di Rodolfo Ruperti, capo della Squadra mobile di Vibo Valentia, e nella macchina, che aveva trasformato in un vero e proprio ufficio volante, continuava a parlare d'affari.
Parlava degli affari di "Ciccio", ai quali erano interessati anche gli inquirenti che stavano indagando su un mega progetto turistico, che coinvolge alcuni colletti bianchi e una decina di Comuni della costa. Ma parlava anche da "manager production" della Palomar di tutte le questioni del film. Così, sul tavolo del Pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, che si sta occupando del processo "Dinasty", contro i capi dellla famiglia Mancuso, sono finite le intercettazioni nelle quali la Primozich parlava di "Gente di mare".
La manager si occupava di tutto per la produzione della fiction: sceglieva gli alberghi per far alloggiare tecnici e attori, si prodigava per trovare le ville nelle quali ambientare le scene da girare negli interni e aveva voce in capitolo sulle comparse e forniture. Insomma una professionista efficiente a tutto tondo.
A proposito degli alberghi nei quali sistemare la troupe, in un'intercettazione, nell'estate del 2004 la donna dice: "Io ero orientata sul Blu Paradise di Zambrone... che è di Nicola Comerci, il delfino dei Piromalli a Gioia Tauro... che è un tipo un po' rozzo... però ha un bellissimo villaggio sul mare a fianco al porto di Tropea. Questa mi sembrava la soluzione più logica che io posso tenere sotto controllo... perché mi adora (disturbo linea) di Ciccio... e di conseguenza non in virtù di un utile... cioè trenta euro a testa".
Quelli di "Gente di mare" non erano solo ospiti di alberghi e villaggi di proprietà di persone ritenute dagli investigatori "amici" di Ciccio Mancuso: nelle case degli amici ci andavano anche a fare le riprese. Come quando fu visitata la casa dei La Rosa, la cosca di Tropea, che le indagini della Dda collocano come vicina ai Mancuso. I colloqui registrati rivelano anche che la Primozich si è adoperata per recuperare alcune comparse da utilizzare nella fiction.
Tra i tanti, Gaetano Comito, "compare" di Ciccio Mancuso, anch'esso imputato nel processo "Dinasty". Comito nella fiction era stato scelto per fare la parte dello scafista, un ruolo che aveva recitato da bravo attore. Gaetano è anche fratello di Agostino Comito, arrestato per pochi giorni, nel giugno 2005, assieme a Lorenzo Crespi (vero nome Lorenzo Leopizzi), protagonista di "Gente di mare" nel ruolo di un ufficiale della Guardia costiera. I due assieme ad un amico romano sono finiti in manette con l'accusa di aver fatto a botte con alcuni camionisti a Villa San Giovanni, nei pressi degli imbarchi per Messina.
I tre, secondo quanto riferito dagli stessi, erano intervenuti in difesa di Tiziana Primozich che era stata molestata. Il camionista, finito in ospedale, per la difesa, aveva fatto ricorso alle cure mediche non perché fosse stato malmenato, ma perché si era fatto male inciampando su una sedia mentre si dava alla fuga. Una storia finita in tribunale, dove i tre erano difesi dall'avvocato Antonio Porcelli, difensore di Ciccio Mancuso nel processo Dinasty.
Al momento, tra le carte della Dda di Catanzaro non risultano fatti penalmente rilevanti che riguardino la fiction, né il coinvolgimento ad alcun titolo della Palomar, anche se gli inquirenti stanno ancora spulciando le intercettazioni coperte da segreto istruttorio.
La Palomar ieri ha detto di essere pronta a fornire il massimo della collaborazione alle forze dell'ordine, qualora dagli approfondimenti emergesse qualcosa di penalmente rilevante. Spiegano: "L'individuazione e la scelta di location è stata determinata da criteri artistici mentre la scelta degli alloggi per la troupe è stata improntata alla comodità logistica e alla convenienza economica. Il lavoro per la realizzazione della fiction si è dunque svolto nella più assoluta normalità". Le indagini continuano e la procura ha chiesto l'acquisizione di nuovo materiale e l'audizione di Tiziana Primozich.
19/01/2006 15:57
Fondi Comunitari: Grande soddisfazione per non aver perso 740 milioni di euro
Falcone esprime soddisfazione per i risultati ottenuti: ora, fino al 2008, bisognerà spendere cinquecento milioni di euro all'anno per il Por Calabria
Riunione al Comalca di Germaneto del Comitato di sorveglianza del Por Calabria all'insegna della soddisfazione. Infatti, tutti i componenti (rappresentanti regionali, nazionali e comunitari, partenariato sociale, economico e istituzionale) hanno sottolineato con compiacimento per il fatto che la Calabria non ha perso i 740 milioni di euro di finanziamenti europei. L'assessorato regionale all'agricoltura, addirittura, è stato capace di accelerare la spesa arretrata con una performance superiore a tutte le altre regioni dell'obiettivo 1.
"Un risultato - ha detto il responsabile regionale dell'Uoa Vincenzo Falcone - raggiunto grazie al lavoro sinergico di tutti e, principalmente, per l'assunzione di responsabilità del partenariato che in questo caso è stato coeso ed ha permesso di ottenere questo successo".
"È stato un lavoro duro e difficile - ha continuato Falcone - per questo il risultato ci gratifica maggiormente. Un lavoro portato avanti con grande impegno da Marinella Marino, autorità di gestione, che insieme al dirigente Francesco De Grano e all'equipe della struttura sono riusciti a mettere in funzione la macchina. Uno sforzo che ha permesso di accelerare la spesa ordinaria del Programma operativo regionale e di certificare la spesa corrente che ha consentito di liberare risorse ed evitare il disimpegno automatico. Certificare una spesa di questa portata è stato un impegno titanico, ma quando si fa un gioco di squadra si vince. È stata una partita in cui ha funzionato prima di tutto il collegamento, la rete con gli enti, le Province, l'Anas, le Ferrovie, Sviluppo Italia: tutti disponibili a certificare la spesa per evitare di perdere i finanziamenti".
Insomma, il Comitato oggi ha dovuto registrare che la Regione non ha perso un euro.
Ora fino al 2008 bisognerà spendere cinquecento milioni di euro all'anno.
"Una grande responsabilità - ha concluso il responsabile Uoa - perché, d'ora in poi si dovrà stare attenti soprattutto alla qualità della spesa. Perciò il nostro obiettivo è di dare occupazione e migliorare la qualità della vita per la costruzione di una regione europea. Questa è la strategia che ci prefiggiamo di seguire anche per la programmazione 2007-2013". (p.g.)
19/01/2006 14:30
'Ndrangheta, 54 arresti per traffico di droga
Cinquantaquattro ordinanze di custodia cautelare: gli investigatori della squadra mobile di Milano stanno per concludere un'operazione su tutto il territorio nazionale nei confronti di affiliati alla cosca mafiosa Pesce-Bellocco, considerata una delle più potenti della criminalità organizzata calabrese, il cui raggio di azione si sviluppa in numerose regioni. Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso e di traffico internazionale di cocaina, eroina, exstasy ed Lsd.
Numerose anche le perquisizioni in corso. L'operazione è coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione anticrimine centrale (Dac) della polizia.
Secondo quanto accertato dalle indagini, l'organizzazione era composta da 8 diversi gruppi di narcotrafficanti italiani, sudamericani e albanesi in grado di far arrivare in Italia enormi quantitativi di cocaina, eroina, ecstasy e Lsd e gestiva per conto della 'ndrangheta i mercati di Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Calabria. In particolare l'operazione di questa mattina colpisce però esponenti di spicco milanesi della cosca Pesce-Bellocco.
Nel corso dell'indagine - iniziata nel 2002 e che ha visto gli investigatori utilizzare sofisticatissimi mezzi tecnologici in dotazione alla polizia scientifica - sono già state arrestate 15 persone e sequestrati 20 chili tra cocaina ed eroina, armi, munizioni e materiale per 'tagliare' la droga. La cocaina (destinata a diverse città tra le quali Milano, Como, Sondrio, Brescia, Bergamo, Treviso, Alessandria, Napoli e Reggio Calabria) proveniva dal sud America, dalla Spagna e dall'Olanda (da quest'ultimo paese arrivava anche l'ecstasy). L'eroina arrivava invece in Italia dai paesi balcanici.
18/01/2006 13:42
Stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità
Stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, legge quadro per il riordino dei centri per l'impiego. Su questo si è basato l'incontro tra l'assessore Nino De Gaetano e gli assessori provinciali al Lavoro di Crotone, Catanzaro e Cosenza, Nicola Belcastro, Mario Magno e Donatella Laudario.
Uno scambio di cortesia, di conoscenza e di approfondimento su tematiche centrali per la lotta alla disoccupazione. Per De Gaetano "è l'inizio di un contatto diretto con le amministrazioni provinciali, e con i sindacati, al fine di avviare un lavoro sinergico su questi argomenti, per elaborare un piano serio anche con i Comuni".
Un incontro doveroso per uno scambio di idee sul lavoro che porteremo avanti in questi cinque anni. "La Regione - ha ancora l'assessore - sarà a disposizione degli enti periferici in maniera fattiva e, allo stesso tempo, ci aspettiamo un aiuto dalle Province per affrontare efficaciamente i problemi annosi del mondo del lavoro che ha la Calabria. Ritengo inoltre molto importante lavorare in sinergia per il processo di trasferimento delle deleghe e funzioni verso le Province per arrivare al più presto possibile ad avere poteri certi".
Gli assessori Laudadio, Belcastro e Magno hanno plaudito alla disponibilità dimostrata dall'assessore De Gaetano ad aprire un serio confronto su temi così importanti, anche alla luce della drammatica situazione di un gran numero di aziende calabresi che stanno per chiudere. Ognuno dei responsabili provinciali al lavoro ha messo sul tavolo una serie di specifiche problematiche riguardanti il proprio territorio.
Più in generale, oltre che per il precariato e i centri per l'impiego, sono stati oggetto di discussione l'innovazione tecnologica, il turismo, l'agricoltura, il problema dei disabili, il trasferimento delle deleghe alle Province. Inoltre, la Laudadio ha chiesto più attenzione e un'inversione di tendenza verso le pari opportunità di genere "dato che - ha detto - il mondo femminile del lavoro è oggetto di gravi discriminazioni". Mentre l'assessore Magno, in riferimento al mondo del precariato calabrese, ha sostenuto che "serve una seria azione d'aiuto nei confronti dei Comuni, sollecitandoli magari a utilizzare i lavoratori anche nelle società partecipate. Ha affrontato, invece, il tema della legalità, l'assessore Belcastro "cha va di pari passo - ha affermato - con il problema dell'occupazione" e, sul trasferimento delle deleghe alle Province, ha aggiunto che "Formazione e agricoltura sono i veri pezzi del trasferimento delle deleghe". All'assessore regionale al Lavoro, è stato altresì chiesto il sostegno per tutte le forme di ammortizzatori sociali. Su questi temi tutti i partecipanti al tavolo sono disposti ad interagire a patto che è stato detto - il tavolo abbia una conclusione. Al termine è stato deciso di organizzare altri incontri tematici per occuparsi anche della nuova programmazione dei fondi comunitari 2007/2013. (p.g.)
17/01/2006 14:40
Trasferimento deleghe, il presidente Loiero presiede incontro con le Province.
Un tavolo permanente per risolvere tutti i problemi legati al trasferimento delle deleghe e funzioni alle Province. È la conclusione a cui si è giunti stamane al termine di una riunione che il presidente Agazio Loiero ha avuto con i rappresentanti dei cinque Enti calabresi. All'incontro erano anche presenti gli assessori al Personale e all'Agricoltura, Ennio Morrone e Mario Pirillo, il responsabile dell'Unità organizzativa autonoma per le Riforme istituzionali, Paolo Naccarato e il segretario generale Nicola Durante. I presidenti delle Province di Catanzaro e Cosenza, Michele Traversa e Mario Oliverio, e i rappresentanti delle amministrazioni di Reggio Calabria e Vibo Valentia, prefetto Iovino e Paolo Barbieri, hanno messo in evidenza i punti di criticità che vanno emergendo rispetto al trasferimento delle funzioni già operanti dallo scorso 1 gennaio. La riunione, che si è svolta in un clima costruttivo, è stata l'occasione per approfondire alcuni specifici aspetti relativi al personale, alle risorse e agli immobili, nella consapevolezza generale e condivisa che il processo in corso del trasferimento di numerose funzioni amministrative alle Province è un processo non solo inarrestabile, ma obiettivamente complesso. Tale processo, infatti, richiede un monitoraggio permanente per affrontare e risolvere, via via che si presentano, tutti i problemi al fine di evitare disfunzioni che potrebbero sorgere in queste settimane, anche se la preoccupazione della Regione, e soprattutto delle Province, è quella di non creare eventuali disagi ai cittadini. In questo spirito, su proposta del presidente Loiero, si è convenuto di istituire un Tavolo permanente politico-tecnico di confronto per dirimere ogni questione. Il Tavolo, la cui prima riunione è stata già fissata per lunedì prossimo, è presieduto dall'assessore al Personale Morrone e ne fanno parte l'assessore all'Agricoltura Pirillo, il responsabile Uoa Naccarato, il segretario generale Durante, i direttori generali dei dipartimenti Economia e Personale, Mauro Pantaleo e Giuseppe Fragomeni, il dirigente dell'Uoa Riforme istituzionali Manduca e i delegati delle cinque amministrazioni provinciali. "Esprimo la mia soddisfazione - ha affermato l'assessore Morrone al termine dell'incontro - per il confronto costruttivo con i rappresentanti delle Province. Questo passaggio di competenze, di funzioni e di personale, che è stato stabilito di concerto, è un fatto epocale. Sono certo che in tempi brevi si arriverà a soluzioni ottimali i cui beneficiari saranno la Calabria e i calabresi tutti".
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09/03/2006 15:52
Parco Naturale Regionale delle Serre. Riflessioni e dubbi di Murana
E’ stato creato il Parco delle Serre e come sempre non è dipeso da noi. Son cambiati tre presidenti e anche questo non ci ha riguardato. Sembra che siamo sempre vittime di un atavico fatalismo dove ogni cosa succede per volere supremo. Una cosa e' certa: vivremo in un ambiente che sarà cambiato per sempre e che modificherà la vita di tutti noi,dovremmo quindi esigere che le decisioni debbano essere assunte anche dalla gente, non solo dagli "specialisti".
Insomma, il nuovo Parco Regionale delle Serre deve nascere e crescere con il consenso della popolazione che vive nel Parco che non si può e non lo deve solo subire. Esigiamo chiarezza ed informazione su come il Parco funzionerà. Vogliamo decidere senza nessuna imposizione dall'alto.
Ma per decidere è necessario conoscere e per arrivare a questo, sul tavolo della discussione bisogna gettare le carte con chiarezza, senza barare. Spesso la parola "parco" può incutere di per sé qualche timore, per alcuni infatti è sinonimo di "museo", di divieti, di penalizzazioni, di spazi scippati alla libertà di fruizione. D'altra parte in tutto il mondo ormai si parla di parchi. E questa parola, soprattutto oggi, contiene una grossa capacità di attrazione turistica. Quindi nessuna preclusione al Parco ma nemmeno nessuna sudditanza.
Qual e' la genesi di questa nuova idea?
La proposta non è nata dalla gente che opera sul territorio. Ci siamo trovati in un parco che non pensavamo di avere e la cosa, senza falsi allarmismi, può incutere certi timori. C’è un buco legislativo in questo settore da far paura. Il nostro compito è quello di capire cosa si è deciso e arrivare a proporre nuove idee, anche con nuovi impulsi pur non conoscendo le leggi che regolano simili enti.
Abbiamo la forza e la libertà di farlo pur sapendo che difficilmente entreremo nelle decisioni vere. Comunque vada a finire, questo dibattito ormai avviato in questo sito servirà sicuramente ad accrescere l'interesse per la natura e a formare delle nuove coscienze rispettose dell'ambiente. La gente dovrebbe dire la sua.
Con tutto rispetto per la scienza e per i tecnici del settore bisognerebbe privilegiare la spontaneità delle proposte che possono venire soprattutto dal territorio. Il dibattito non e' emerso dagli ambientalisti né dalle autorità politiche o pseudoculturali ma dalla gente che ha bisogno di fare una riflessione molto semplice: "Abbiamo un patrimonio ambientale da valorizzare: quale sviluppo intendiamo prevedere per il futuro? Il Parco Naturale può e deve diventare un'opportunità per le Serre e non è da scartare a priori.
Dobbiamo mettere sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi . Questo mi sembrerebbe un modo di procedere molto intelligente. Soprattutto se fatto dai politici.
La gente dovrà poter contare su spiegazioni serie e complete e il presidente Paglianiti dovrebbe cominciare da questo perché si rischia d’imboccare un cammino da soli, e senza aver coinvolto la gente, un giorno ci potremmo trovare davanti ad una nuova Val di Susa.
Di fronte alla prospettiva di un nuovo Parco Naturale molta gente resta scettica e chiede giustamente delle spiegazioni. Ma in modo serio e completo. Chiaro che non sono discorsi da fare a livello di bar poichè implicano temi molto complessi, di carattere ambientale, economico e sociale, ma la gente deve sapere cosa succederà nel posto dove vive. Io punterei sulla creatività. Non c'e' fretta.
Si proceda pure a piccoli passi, con verifiche costanti e magari anche con qualche momento di pausa. Il Parco non puo' essere confezionato come un pacco postale. Deve maturare solidamente nella coscienza di tutti, altrimenti sarà una violenza per il territorio e per la popolazione.
E' importante superare difficoltà e paure contrapponendo soluzioni concrete e vantaggiose non solo per l'ambiente ma anche per la gente che abita le Serre. Il nostro futuro Parco non potrà avere spazi selvaggi a dismisura perché non possiamo vivere in una riserva. E’ giusto invece fare i conti con la popolazione che in questa zona ci vive e non trascorre solo qualche settimana di vacanza. In particolare dovrà essere assicurata l'evoluzione libera e spontanea alla natura nel nucleo centrale del futuro Parco mentre i territori adiacenti devono essere liberi da vincoli pur nel rispetto della natura.
Le escursioni saranno comunque ammesse o solo lungo gli itinerari contrassegnati?
Nel resto del parco le attività e gli interventi dell'uomo saranno vietate o solo limitate per non compromettere la protezione ambientale?
Caccia e pesca saranno permesse?
E la raccolta di piante, frutti di bosco e funghi sarà abolita o solo regolamentata?
Non c'e' dubbio che si tratta di un concetto nuovo, per noi che abbiamo vissuto la montagna come sinonimo di libertà. Comunque il dado è stato tratto e bisognerà valutare correttamente come organizzare il futuro parco, non credo si possa tornare indietro, ma andando avanti è importante considerare la natura non come un sottoprodotto da utilizzare senza regole, ma come risorsa che appartiene a tutti, che dobbiamo conservare e valorizzare correttamente, dividendola con i turisti e con la gente che ci vive e lavora. In questo modo il territorio verrà conservato anche per le generazioni future. La domanda che ciascuno dovrebbe porsi e' duplice: cosa cambia con la realizzazione del Parco? Cosa si può fare? La discussione è solo all’inizio.
Murana
09/03/2006 14:42
Serra San Bruno. Il presidente del Parco delle Serre ha incontrato il sindaco Loiacono
Nel primo dei suoi incontri istituzionali dopo l'insediamento avvenuto il 23 febbraio scorso, il presidente del Parco delle Serre, Gregorio Paglianiti, ha reso visita al sindaco di Serra San Bruno, Raffaele Pietro Loiacono, al quale ha illustrato la sua visione strategica e i rapporti che vuole portare avanti con gli enti locali facenti parte dell'area Parco.
«Sono perfettamente cosciente ha premesso Paglianiti a Loiacono - che in un territorio a forte vocazione turistica, com'è Serra San Bruno, ecologia ed economia non devono contrapporsi. Ma ha osservato - nel mercato globale del turismo la qualità ambientale e l'applicazione, anche alle strutture ricettive, dei sistemi di certificazione e di procedure che riducono il consumo di energia e l'inquinamento, rappresentano oltre che una scelta di valore etico, un elemento di promozione e un requisito essenziale per essere competitivi».
Il sindaco Loiacono si è trovato d'accordo con la visione del presidente Paglianiti ed ha affermato che il Parco delle Serre costituisce una positiva realtà ed un valore da tutelare. Il primo cittadino ha poi ricordato che in questo momento è in fase avanzata il progetto "Paese Albergo", «che già l'anno prossimo attrarrà migliaia di turisti negli immobili passati in proprietà e ristrutturati dal comune, mentre al tempo stesso continuerà il progetto di scambio con alcuni istituti universitari canadesi che da anni portano centinaia di studenti a soggiornare a Serra ed a imparare la nostra lingua».
Paglianiti ha manifestato l'idea che il Parco delle Serre possa accompagnare questi importanti progetti con proprie iniziative (per esempio, offerta di escursioni nell'area Parco con guide turistiche). Il presidente del Parco ha infine auspicato la costruzione, in tempi brevissimi ed in posizione strategica, di una sede propria, rappresentativa, dentro il comune di Serra, possibilmente su aree di proprietà della Regione già assegnate all'ente.
Su questo punto Loiacono ha manifestato la massima disponibilità del Comune, che potrebbe esplicarsi, se opportuno e consentito dalle leggi, anche attraverso una variazione agli strumenti urbanistici esistenti. Al termine dell'incontro, Paglianiti e Loiacono hanno preso l'impegno di rivedersi per studiare assieme forme di collaborazione fra i due enti e possibili iniziative comuni.
08/03/2006 10:06
Nel solo mese di febbraio abbiamo avuto 20.500 visitatori
Nonostante i 2 giorni in meno, in febbraio abbiamo superato abbondantemente il numero di visitatori del mese di gennaio. Riportiamo qui di seguito la composizione dei visitatori. Nella graduatoria per paesi troviamo i (.com) e nello specifico dei (.com) il primo posto spetta a Roger.com che è un Hostyng canadese.
Top 23 di 23 Paesi Totali
# Contatti File KBytes Paese
1 12949 63.26% 11884 63.00% 670351 65.65% Italia
2 2798 13.67% 2547 13.50% 140947 13.80% Commerciali (.com)
3 2386 11.66% 2303 12.21% 116425 11.40% Non Risolto/Sconosciuto
4 1278 6.24% 1241 6.58% 55142 5.40% Reti (.net)
5 561 2.74% 510 2.70% 23617 2.31% Canada
6 250 1.22% 177 0.94% 7673 0.75% Francia
7 180 0.88% 148 0.78% 5655 0.55% Germania
8 17 0.08% 16 0.08% 328 0.03% Organizzazioni Generiche (.org)
9 10 0.05% 10 0.05% 197 0.02% Argentina
10 7 0.03% 1 0.01% 28 0.00% Federazione Russa
11 6 0.03% 3 0.02% 55 0.01% Giappone
12 5 0.02% 5 0.03% 82 0.01% Olanda
13 4 0.02% 4 0.02% 154 0.02% Indonesia
14 4 0.02% 2 0.01% 37 0.00% Seychelles
15 2 0.01% 2 0.01% 15 0.00% Universita' (.edu)
16 2 0.01% 2 0.01% 33 0.00% Belgio
17 2 0.01% 2 0.01% 108 0.01% Costa Rica
18 2 0.01% 1 0.01% 18 0.00% Finlandia
19 2 0.01% 2 0.01% 144 0.01% Peru
20 2 0.01% 2 0.01% 33 0.00% Polonia
21 1 0.00% 1 0.01% 19 0.00% Australia
22 1 0.00% 1 0.01% 17 0.00% Repubblica Ceca
23 1 0.00% 0 0.00% 2 0.00% Norvegia
07/03/2006 21:14
Per la nomina a presidente del Parco delle Serre. La Cisl soddisfatta per Paglianiti.
Anche la Cisl vibonese esprime soddisfazione per la nomina di Gregorio Paglianiti a presidente del Parco regionale delle Serre.
Secondo Pititto e La Fortuna, l'esponente dell'Udeur è la guida giusta per far decollare l'Ente Montano.
Pur mantenendo una posizione di assoluta imparzialità sul piano politico, sia il segretario generale della Cisl Sergio Pititto che il segretario della Fai-Cisl Bruno La Fortuna, concordano nel ritenere «un'ottima scelta quella operata dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova». Quella montana è un'area con eccezionali potenzialità di sviluppo economico tanto è ricca ed unica per bellezze naturali, paesaggistiche, storiche e archeologiche. Serra San Bruno, sede dell'Ente, è il luogo ideale da cui partire per promuovere iniziative di sostenibilità delle montagne, intese anche come argine al continuo spopolamento delle aree interne depresse. I due sindacalisti pertanto valutano con molto interesse il partenariato col Cogal Monte Poro Serre Vibonesi presieduto da Paolo Pileggi, che ha già prodotto il progetto "Centro Visita e Divulgazione Ambientale del Parco delle Serre", e si augurano che Paglianiti si rapporti sempre più con i Comuni, quali soggetti privilegiati, le stesse Comunità Montane e la Provincia, senza trascurare il ruolo del Sindacato, in un rinnovato sistema concertativo. Solo così, ritengono Pititto e La Fortuna, possono essere «affrontate le difficoltà di comunicazione, internet e fra l'area e la zona costiera, che generano i disvalori dell'isolamento e della lentezza. Dalla concertazione possono essere reperite risorse economiche che contribuiscano a sollevare le popolazioni dalla soglia di povertà in cui vivono».
Per i sindacalisti della Cisl la salvaguardia dell'ecosistema naturale delle Serre non può prescindere dalla necessità di promuovere lo sviluppo sostenibile in quest'area.
Una prima iniziativa che il sindacato suggerisce a Paglianiti è un accordo quadro con gli altri soggetti pubblici e di specifici protocolli di settore che riguardino pianificazione territoriale, protezione della natura e tutela del paesaggio, agricoltura di montagna, attività economiche quali zootecnia, artigianato e turismo, valorizzazione beni artistici ed archeologici, difesa del suolo, fonti energetiche, trasporti, idroeconomia, gestione ed economia dei rifiuti.
«Capacità, preparazione, conoscenza - concludono Pititto e La Fortuna - sono doti che non mancano a Paglianiti e noi siamo pronti a dare il nostro contributo affinché si faccia un sistema che produca gli effetti che gli abitanti delle nostre meravigliose montagne serresi si attendono».
07/03/2006 12:36
Bunker per latitanti
Lamezia Terme. Un rifugio per latitanti ricavato in un container interrato e' stato scoperto dai Carabinieri del Ros nelle campagne di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Il rifugio che i militari del Ros definiscono un vero e proprio bunker e' stato scoperto in localita' Acque Bianche. E' stato scoperto nell'ambito delle ricerche finalizzate alla cattura di latitanti. Ed i Carabinieri non escludono che il rifugio potesse essere utilizzato dal superlatitante Giuseppe Bellocco.
07/03/2006 11:36
Mercoledì otto marzo promossa, al Centro Servizi di Lamezia terme, la "Giornata Della Donna Imprenditrice"
"La Giornata della donna imprenditrice", è dedicata alle donne imprenditrici calabresi, beneficiarie dei finanziamenti previsti dal quarto e quinto bando della Legge 215/92 sull' "Imprenditoria Femminile". La manifestazione di giorno otto marzo avrà inizio alle ore 9,30 al Centro Servizi Avanzati a Lamezia terme. L'iniziativa è realizzata nell'ambito del Programma Regionale SIDI - 2, Sistema Integrato di Interventi, DPR 314/00 L. 215/92. Si tratta di un programma che prevede un' azione di accompagnamento delle imprenditrici sin dalla fase di start-up aziendale e per tutto il percorso di crescita imprenditoriale, nell'ottica di realizzare "sistema di impresa". Nel corso della manifestazione la parola passerà alle imprenditrici che avranno modo di presentarsi e rappresentare la propria idea e le proprie esperienze imprenditoriali; protagoniste saranno le imprese di "eccellenza" che caratterizzano il tessuto imprenditoriale calabrese al femminile. Alla manifestazione, oltre al Presidente della Regione Agazio Loiero, parteciperanno anche rappresentanti del Ministero alle attività produttive e di varie Associazioni imprenditoriali. I lavori proseguiranno anche nel pomeriggio con il seminario informativo sulla legge 215/92 sesto bando.
07/03/2006 11:35
La campagna elettorale entra nel vivo. Presentata la lista dei dissidenti Dl
CATANZARO. Finita la corsa alle candidature si entra nel vivo della campagna elettorale. Le liste depositate presso la Corte d’Appello di Catanzaro non hanno portato a sorprese particolari. La notizia, nel senso che stavolta è definitiva e non ci sono più margini per tornare indietro, è il divorzio di Loiero e dei suoi amici dalla Margherita. I loieriani correranno sotto le insegne della Lista Consumatori, sempre a sostegno di Romano Prodi Capolista per la Camera sarà l’attuale assessore all’agricoltura Mario Pirillo, secondo in lista Giuseppe Gentile di reggio Calabria e terza Eva Catizone, ex sindaco di Cosenza. Per il Senato la Lista Consumatori-Loiero candida invece Pietro Fuda come capolista, seguito dal consigliere regionale Pierino Amato e, quindi da Francesco Petrolo ed Enzo Damiano, già segretario regionale della Cisl. Il listone Ds-Margherita per la Camera sarà guidato da Romano Prodi con a seguire Marco Minniti, Nicodemo Oliverio, Marilina Intrieri, Dorina Bianchi, Lillo Zappia, Francesco Laratta, Nicola Adamo, Maria Grazia Laganà Fortugno e Franco Amendola. Per i DS al Senato in lizza il capolista Nicola Latorre seguito da Rosa Maria Villecco Calipari. Alleanza Nazionale candida Fini come capolista alla Camera seguito da Maurizio Gasparri e da Angela Napoli. Al Senato Giuseppe Valentino seguito da Francesco Bevilacqua. Meduri, non ricandidato, annuncia, come vedremo più avanti, battaglia. Forza Italia propone Berlusconi come capolista alla Camera seguito da Gianfranco Miccichè, da Tremonti, da Giovanbattista Caligiuri e da Luigi Fedele. Per il senato il capolista è il ministro Lucio Stanca, con a ruota Tonino Gentile e Giancarlo Pittelli. Senza grandi sorprese le candidature degli altri partiti. Monta intanto la polemica tra la Margherita e Loiero. Franco Marini, coordinatore organizzativo del partito di Rutelli, giudica inaccettabile la scelta di Loiero mentre Maria Burani Procaccino, deputata di Forza Italia, vede, dietro l’operazione lista-Loiero, l’ombra di Romano Prodi. Secondo la Burani il Professore lavora da tempo per destabilizzare i partiti che lo sostengono e la scelta di Loiero si inquadra in questa strategia.
06/03/2006 17:46
Nuovo volo Lamezia-Bologna a 4,99 euro.
Da giovedì 1° giugno sarà operativo il collegamento Lamezia Terme - Bologna di Myair.com. “Sia il collegamento Lamezia Terme - Bologna - si legge in una nota - sia quello Reggio Calabria - Milano rispondono all’esigenza del mercato di aprire nuovi collegamenti low cost, a tariffe vantaggiose, per promuovere la mobilità tra la Calabria e l’area lombarda ed emiliano-romagnola. La tariffa parte da 4,99 euro, tasse escluse”. Le rotte operate dallo scalo di Bologna coprono Palermo, Catania, Brindisi, Sofia (dal 13 aprile) e, dal 1° giugno, Lamezia Terme. Da Milano, aeroporto di Orio al Serio, i voli di MyAir.com sono diretti a Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Reggio Calabria, Napoli, Madrid, Bucarest e, dal 13 aprile, Timisoara e Sofia. A partire dal 20 luglio, MyAir.com opererà voli stagionali diretti a Olbia, Palma di Maiorca, Ibiza e Lampedusa. Da Venezia, MyAir.com effettua collegamenti con Parigi, Madrid, Barcellona, Bucarest, Timisoara (dal 13 aprile), e, dal 20 luglio, si aggiungerà anche la tratta stagionale Venezia - Ibiza. Da Napoli, oltre al collegamento con Milano Orio al Serio, MyAir.com opera la tratta Napoli - Bucarest. Da Roma sarà attiva dal 13 aprile la rotta Ciampino - Bucarest.
05/03/2006 22:00
“La Calabria sta morendo”. E’ la denuncia del presidente di Confindustria, Callipo, che attacca il “teatrino della politica”
“C’è una regione come la Calabria che vive una condizione economica e sociale drammatica e non vi sono, allo stato, segnali d’inversione della tendenza. Una regione al limite della bancarotta finanziaria, con famiglie intere che non sanno come sbarcare il lunario, disoccupati cronici e giovani laureati che si vedono sbarrare ogni prospettiva. Eppure, dinanzi a questo disastro generale, la politica si preoccupa esclusivamente di candidature e di posti in lista. Tutto questo mi sembra paradossale; è come spingere un’intera regione a non recarsi alle urne”. Lo denuncia il presidente di Confindustria Calabria, Filippo Callipo. “Nel meccanismo istituzionale del Paese - aggiunge Callipo - qualcosa forse non funziona come dovrebbe, e di sicuro bisognerebbe correre ai ripari per far riavvicinare la politica alla gente che ha bisogno d’essere ascoltata, tutta, nessuna componente della società esclusa. In Calabria è il sistema in sé che presenta buchi vistosi ed esigerebbe soluzioni forti, coraggiose, determinate, non polemiche continue e slogan cui non seguono mai fatti veri, concreti. Più che di polemiche la Calabria ha urgente bisogno di capire come invertiamo la tendenza al declino. E chi si candida a governare il Paese, quindi non un condominio, ha il dovere di spiegarci come intende rinnovarlo e come intende restituire centralità alle aree depresse come la Calabria. Ma tutto ciò sembra non importare a nessuno”. “L’unica preoccupazione - sottolinea il presidente di Confindustria - è la composizione di liste, quasi fosse un gioco da cui è naturalmente esclusa la società civile. Le parole non bastano più. Servono progetti, fatti chiari, indicazioni puntuali su come rilanciamo lo sviluppo della Calabria che, come denunciamo noi imprenditori e tutto il sindacato, non si comprende ancora quale deve essere, chi lo deve progettare, con chi e per cosa. Perciò la politica, oggi tutta protesa ad occuparsi di se stessa, forse anche a causa di un’assurda legge elettorale che riduce gli spazi del cittadino e la sua possibilità persino a scegliere i parlamentari, deve compiere uno sforzo, anche perchè ha il dovere di dare risposte ai problemi che pongono gli imprenditori, i cittadini, i meno abbienti. Altrimenti tutto diventa inutile, un parlarsi addosso privo di riscontri obiettivi, e continuando così non mi pare che si possa andare da nessuna parte. Né la Calabria né il Paese. Alla profonda sfiducia dei cittadini, soprattutto dei calabresi, verso una politica che vive lontano dai bisogni della gente - evidenzia ancora Callipo - occorre prestare più attenzione. Oggi mi pare che stiamo perdendo di vista, e proprio nel momento fondamentale per un Paese democratico com’è il rinnovo del Parlamento, le cose serie. Al voto gli imprenditori non si sottraggono, ma chiedono che la politica usi un linguaggio comprensibile e inizi ad assumersi le proprie responsabilità rispetto ad una molteplicità di emergenze sociali irrisolte, impegni non mantenuti. E soprattutto - conclude Filippo Callipo - chiediamo un bilancio delle cose fatte finora per la Calabria e un progetto di rilancio della regione di cui al momento neanche si discute”.
04/03/2006 22:38
Serra. Devastata piazza San Giovanni. Atti vandalici in pieno centro. Il sindaco lancia l'allarme
SERRA SAN BRUNO Bidoni rovesciati e trascinati via. Cassonetti della spazzatura incendiati e addirittura rovesciati per strada o buttati nel fiume. Piantine divelte lungo viali e giardini pubblici, scritte con vernice nera su panchine e muretti, persino nella centralissima Piazza San Giovanni da pochissimo restaurata e messa a nuovo. Lampioncini infranti e rottura di punti luce nei vicoli e nei larghetti della cittadina. Un continuo e persistente danneggiamento dell'arredo urbano che, naturalmente non risparmia i manifesti elettorali e i box con la faccia di alcuni candidati completamente imbrattata di vernice o trasfigurata da sfregi di ogni tipo. Azioni vandaliche mal sopportate dalla cittadinanza e che hanno spinto il sindaco ad effettuare circostanziate segnalazioni alle forze dell'ordine presenti sul territorio e per conoscenza anche al prefetto di Vibo «in questi ultimi tempi scrive Raffaele Lo Iacono nella nota di segnalazione si stanno verificando atti vandalici che provocano notevoli danni di natura economica. A questo c'è da aggiungere che, soprattutto nelle ultime settimane, sacchetti e buste colmi di spazzatura e rifiuti vari, frequentemente vengono abbandonati per le strade e vie della cittadina, vanificando tutti gli sforzi fatti dall'amministrazione comunale per mantenere la pulizia generale dei luoghi nel pieno rispetto dell'ambiente, attraverso appropriate campagne di educazione ecologica sulla raccolta dei Rsu con il coinvolgimento anche dei diversi istituti scolastici». Secondo il sindaco Lo Iacono, che ha investito del problema il comando di polizia municipale perché si attui un controllo più puntuale e completo del territorio applicando, ove accorra, disposizioni e misure rigide di prevenzione e repressione, come del resto, gli agenti della polizia municipale diretti dal comandante tenente Salvatore Ferrara hanno predisposto da tempo ottenendo in taluni casi validi risultati, tuttavia, l'azione vandalica a vasto raggio, così come si è presentata di recente, riveste aspetti diversi e in qualche caso anche allarmanti perché incentivata da una sorta di campagna denigratoria in atto. «Non posso non annotare sottolinea infatti Lo Iacono che vi è un'attività denigratoria, fatta anche attraverso denunce anonime calunniose e prive di fondamento che tende a creare un clima di sfiducia nella popolazione rispetto alla stessa amministrazione. Quest'ultima conclude il sindaco nella nota - nelle proprie linee programmatiche ha posto al primo punto il turismo e, quindi, non può non essere attenta al decoro ed alla esaltazione delle bellezze storiche, naturali, monumentali e paesaggistiche della cittadina».
Enzo Vellone
02/03/2006 18:41
Vazzano. Parroco malmenato in canonica da tre donne
Parroco malmenato in canonica da tre donne Il parroco di Vazzano, don Tonino Vattiata, è stato aggredito da tre donne nella canonica. II fatto è avvenuto martedì sera nella casa parrocchiale intorno alle 22, dove don Tonino alloggia. Gli aggressori, dopo aver bussato alla porta, si sono introdotti all’interno e lo hanno malmenato. I Carabinieri della locale stazione, chiamati dallo stesso parroco, lo hanno accompagnato al pronto soccorso dove gli è stato diagnosticato un ematoma alla spalla sinistra. I medici lo hanno dichiarato guaribile in 10 giorni. Don Tonino, da quale mese trasferito a Vazzano, ha ricevuto la solidarietà dell’intero paese. A portare a termine la spedizione punitiva contro il parroco, sarebbero state tre donne dello stesso paese. Alla base dell’aggressione ci sarebbe una ritorsione dovuta al fatto che don Tonino poche ore prima, mentre in piazza si teneva la sfilata di Carnevale, avrebbe rimproverato alcune ragazze per i vestiti carnascialeschi indossati.
28/02/2006 01:56
L'Assessore Sandro Principe replica al vicepresidente del Consiglio regionale Occhiuto: "per valorizzare autori ed editori calabresi è necessario assicurare adeguate risorse al nostro sistema bibliotecario"
Con riferimento all'interrogazione presentata dal vicepresidente del Consiglio Regionale, On. Roberto Occhiuto ed all'articolo del dott. Demetrio Guzzardi, apparso sul giornale il "Quotidiano" del 27 febbraio 2006, riguardanti entrambi l'acquisto di volumi da parte della Regione Calabria da destinare alle biblioteche calabresi, l'Assessorato Regionale alla Cultura, guidato dall'On. Sandro Principe, precisa quanto segue:
E' bene ricordare, innanzitutto, che l'opportunità e la possibilità dell'acquisto di libri di autori ed editori calabresi, è contemplato dalla L.R. 17/85 che ha per oggetto la valorizzazione ed il sostegno delle biblioteche di Enti Locali e di interesse locale.
Conseguentemente, riducendo in bilancio lo stanziamento relativo alla Legge n°17, tale operazione si ripercuote, automaticamente, sull'entità finanziaria da destinare all'acquisto dei libri.
Quanto sopra evidenziato è ciò che è avvenuto, con riferimento all'esercizio finanziario 2005; la Giunta Chiaravalloti, infatti, nell'approvare il bilancio, ha ridotto il capitolo relativo al sostegno delle biblioteche da € 1.900.000 a € 950.000.
Meraviglia assai, pertanto, che l'On. Occhiuto, che ha approvato quel bilancio, non se né sia accorto, poiché era quello il momento giusto per sostenere le biblioteche e, conseguentemente, editori ed autori calabresi.
Quanto detto sinora, vale anche come risposta al dott.Guzzardi che, essendo editore di qualità, non immagina certamente di far assurgere l'editoria calabrese a settore assistito, in aggiunta ai tantissimi presenti in Calabria.
A beneficio del dott. Guzzardi, giova, forse, aggiungere che l'ordinazione dei libri, compresi quelli scritti ed editi in Calabria, è bene che sia effettuata direttamente dalle biblioteche e non dall'Assessorato alla Cultura, che non è un MINCULPOP e non deve, quindi, avere tentazioni dirigistiche.
Per valorizzare autori ed editori calabresi è necessario, quindi, assicurare adeguate risorse al nostro sistema bibliotecario.
A tal proposito, dispiace che l'On. Occhiuto e il dott. Guzzardi ignorano che, proprio in questi giorni, sono scaduti i termini di un bando pubblico che impegna ben € 2.862.000, per valorizzare e sostenere il sistema bibliotecario calabrese.
Tale bando, è scaturito, anche, da un'ampia concertazione con tutti i responsabili delle biblioteche calabresi, esperita direttamente dall'Assessore Sandro Principe, che ha, tra l'altro, fatto emergere le filiere da privilegiare per ottenere i finanziamenti previsti, presentando appositi progetti.
Una delle tre filiere individuate, proprio su sollecitazione dell'assessore, è costituita dall'arricchimento delle collezioni librarie, sostanzialmente rimaste immutate nell'ultimo decennio. Essendo, pertanto, per come appare evidente, molto ampia la disponibilità finanziaria messa a disposizione del sistema bibliotecario per l'acquisto di nuovi testi, gli autori ed editori calabresi, capaci di proporre testi di qualità, avranno un'estesa possibilità di farsi apprezzare dalle biblioteche calabresi che, certamente, li inseriranno nei loro progetti di arricchimento delle collezioni.
Da quanto sopra evidenziato, emerge con chiarezza che il centrodestra ha dimezzato la disponibilità finanziaria a favore delle biblioteche e, quindi, anche dell'editoria; mentre, la Giunta Loiero, con il bando di € 2.862.000, ha dato un forte segnale di valorizzazione del sistema bibliotecario e dell'editoria calabrese, che saprà farsi valere.
E' evidente un'inversione di tendenza di indirizzo politico, anche perché la cultura calabrese ha bisogno di avere biblioteche vive, frequentate, munite di testi che si consumano per l'uso, a testimonianza di aver incontrato il favore dei lettori e degli studiosi.
26/02/2006 13:30
Progetto di legge dei consiglieri Pacenza e Censore dei Ds. Nuove norme per recuperare il patrimonio della Regione
La Calabria tenterà di "riappropriarsi" del proprio patrimonio immobiliare. E per farlo, il presidente del Comitato regionale di controllo, Bruno Censore, lancia la sfida di una legge che contiene "nuove disposizioni sui beni di proprietà della regione". E' la storia della "Calabria rubata". Di case e terreni occupati illegalmente, sottratti alla disponibilità dei cittadini per arricchire i pochi che nel tempo si sono insinuati nelle maglie troppo larghe di una brurocrazia quantomeno "distratta". Così, nell'arco di trenta anni, i beni regionali sono stati razziati da parte di privati, associazioni, enti locali e quant'altro. Elenchi incompleti e inventari mai ufficializzati, restituiscono uno spaccato dal quale emerge come, allo stato, sia impossibile anche solo quantificare il patrimonio di proprietà regionale. Il caso è scoppiato nelle scorse settimane, quando Censore da una parte e l'assessore Pasquale Tripodi dall'altra, hanno iniziato a mettere le mani nelle carte dei bilanci regionali. Per scoprire che a fronte di uscite per affitti pari a 7 milioni di euro, la Calabria incassava dei propri beni solo 30 mila euro. Spiccioli. Argomento spinoso, affrontato anche dalla stampa che aveva parlato di "caso Calabria". Ieri, a distanza di poche settimane, Censore, sostenuto dal capogruppo diessino Franco Pacenza, ha proposto una legge ad hoc. Un progetto di legge che detta nuove norme per il controllo e la gestione sui beni. Una norma che istituisce un "dipartimento per la gestione del patrimonio". In questo senso il Consiglio regionale intende "riappropriarsi del suo ruolo di controllo". A questo proposito Censore e Pacenza sono determinati "a mettere mano con forza alla questione".
"Nel segno", dicono all'unisono, "del cambiamento, che passa necessariamente da solide basi legislative". Una struttura burocratica tutta nuova, con compiti specifici e, a sentire i promotori, "a costi praticamente vicino allo zero". L'ufficio sarebbe infatti attivato grazie all'utilizzo dei dipendenti assunti con la legge 25 (il concorsone).L'obiettivo sarebbe quello di riorganizzare il patrimonio (intanto quantificandolo) e di rivedere le regole gestionali. "Sulle sorti del patrimonio della Regione - ha puntualizzato Censore - occorre cancellare silenzi, e complicità per dare un segnale di vero cambiamento. La Regione, come peraltro ha attestato varie volte la Corte dei Conti, p ò contare solo su dati approssimativi e lacunosi sui beni inventariati, in molti casi, beni detenuti illegittimamente e senza titolo, che producono bassissima redditività, a fronte di un valore stimato di circa 51 milioni di euro. Con questo provvedimento di legge - ha concluso Censore - intendiamo mettere a frutto i beni della Regione". Per Pacenza, "se la Regione fosse una famiglia, la potremmo definire sciupona, visto che non ha contezza del proprio patrimonio. Allo stato ci troviamo dinanzi ad un vero e proprio ginepraio, per questo intendiamo sostenere la bontà del provvedimento di legge, un segnale in direzione della costruzione della nuova Regione. In tutti questi decenni di esperienza regionalista il patrimonio dell'ente non è stato mai considerato bene comune. Invece c''è bisogno di una forte iniezione di controllo del patrimonio al fine di farne buon uso. Peraltro - ha concluso Pacenza - l'affievolimento dei trasferimenti nazionali alle Regioni spinge ad interventi immediati, a fronte di una situazione di bilancio fortemente limitata sul versante delle entrate". Resta il problema di ordine politico. Ossia la sfida che in teoria potrebbe contrapporre la Giunta al Consiglio. Non è detto che l'esecutivo voglia privarsi della podestà sul patrimonio. Da qui le incognite di una legge che è definita "aperta al confronto e ai contributi di tutti".
Pacenza su questo è chiaro "il cambiamento non si fa con i comunicati stampa, ma con interventi e leggi vere". Nessuno lo dice, ma il messaggio è chiaro: "l'esecutivo faccia il suo lavoro, l'assemblea farà lo stesso". Insomma il controllo è questione del consiglio e chi ha orecchie per intedere intenda. Ora la battaglia si sposta in commissione, dove la politica farà la sua parte. I Ds hanno annunciato che ci saranno.
26/02/2006 10:56
Lsu-Lpu, diritto alla stabilità. Per il vicecoordinatore della Margherita, Laratta, occorre dare certezze ai lavoratori per una seria inversione di tendenza
CATANZARO. "Sia i lavoratori di pubblica utilita', che quelli socialmente utili non sono lavoratori di serie b. A essi vanno garantiti tutti i diritti di cui godono tanti altri loro colleghi; ossia il diritto ad una stabilita' duratura senza cui viene meno il piu' sacrosanto dei diritti: quello di esistere". E' quanto sostiene Franco Laratta, vicecoordinatore regionale della Margherita e candidato, nel listone dell'Unione, alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 9 e 10 aprile prossimi. "Condivido le preoccupazioni della Cisl - ha aggiunto - in merito all'assenza di politiche mirate alla stabilizzazione dei precari Lpu e Lsu. Fino ad oggi - ha proseguito Laratta - poco o niente e' stato fatto per risolvere un problema che si trascina ormai da un decennio e che sembra non trovare vie di sbocco. Al contrario sta diventando un fenomeno paradossalmente normale in una regione che tutta e' tranne che normale". Laratta ripercorre a ritroso la sua esperienza amministrativa in seno alla Provincia di Cosenza, quando era assessore al Lavoro. "In quel periodo - ricorda - riuscimmo a stabilizzare un centinaio di lavoratori precari che da part time e a tempo determinato, li trasformammo a tempo pieno e a tempo inderminato. E questo - spiega - non lo dico perche' rivendico dei meriti, o per fare demagogia, ma soltanto per affermare che se esiste la volonta' politica e' possibile concepire idee capaci di fronteggiare questa emergenza". Laratta evidenzia che "la regione e il prossimo governo nazionale dovranno trovare risposte adeguate e convincenti alle aspettative di tanti giovani calabresi che vivono oggi una fase drammatica della loro esistenza. Lavoratori - aggiunge - peraltro marchiati sbrigativamente da un odioso acronimo che nel tempo ha assunto anche toni razziali e discriminatori, soprattutto per cio' che riguarda l'accesso al credito per mettere su famiglia piuttosto che far fronte all'acquisto di una casa". Secondo il candidato della Margherita "occorre farsi carico seriamente delle istanze di questi lavoratori. La classe politica regionale e nazionale - dice - non puo' ignorare le difficolta' di migliaia di lavoratori, che in questa circostanza altro non cercano se non la sicurezza e la tranquillita' che un paese civile e democratico dovrebbe garantire a ciascun cittadino". "Vorrei ribadire il fatto - sottolinea Laratta - che non si tratta di tornare ad un assistenzialismo parassitario, fenomeno che fino al recente passato e' servito da serbatoio di voti per accrescere le ambizioni elettorali di una certa classe politica", ma, prosegue, "si tratta oggi di restituire speranze e certezze a chi per colpe di un passato che non ha vissuto, intravede nel presente un pesante ingombro per realizzare il proprio futuro". Per Laratta occorre invece "valorizzare e far crescere i nostri giovani con una forte motivazione del fare, ma con la consapevolezza che le istituzioni siano al loro fianco e a loro sostegno. Solo attraverso una forte spinta progettuale, sia nel privato ma soprattutto nel pubblico, e' possibile generare sviluppo e occupazione stabile e duratura. La Calabria - ha concluso Laratta - deve archiviare in fretta la stagione di regresso sociale ed economico, dovuto anche ad una legislazione penalizzante, e deve aprire una nuova fase di crescita occupazionale e di rilancio produttivo capace di sfruttare appieno le enormi potenzialita' che la regione offre".
24/02/2006 15:05
Serra San Bruno. Succede a Franco Cosentino, dimissionario per impegni professionali. Paglianiti nuovo presidente del Parco. Obiettivo quello di innalzare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti.
SERRA SAN BRUNO. Gregorio Paglianiti, 44 anni, è il nuovo presidente dell'ente Parco regionale naturale delle Serre.
Lo ha nominato, con proprio decreto, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova. Paglianiti subentra a Francesco Cosentino, il quale già da tempo fa aveva deciso di presentare le dimissioni al presidente del Consiglio regionale, una volta constatate le difficoltà di conciliare la funzione di presidente del Parco con i suoi impegni professionali, divenuti ancora più gravosi e determinanti a partire dall'inizio del corrente anno.
Attivo in politica da poco più di un lustro (già vicesindaco di San Calogero dopo esser stato il primo eletto alle penultime comunali e candidato alle Regionali 2000), Gregorio Paglianiti è iscritto ai Popolari-Udeur, partito del quale è consigliere nazionale e con il quale sarà candidato alla Camera, in Calabria, alle elezioni Politiche del 9 aprile. Il nuovo presidente del Parco svolge la professione di medico chirurgo oculista, esercita in varie strutture pubbliche e private convenzionate calabresi e siciliane.
Tra gli altri incarichi ricoperti in passato quello di componente delle Commissioni di verifica provinciale del ministero del Tesoro. Attualmente è responsabile oculista Inail a Locri, Palmi e Vibo Valentia. Fa parte inoltre dell'Ente morale Unione italiana ciechi. Paglianiti è noto anche per essere stato, attraverso gli organi di stampa, autore di puntuali interventi a carattere politico
Appresa la notizia della sua nomina, il dottore Paglianiti si è già insediato alla guida dell'ente.
«Ringrazio il mio partito, nella persona della sua massima espressione a livello regionale, il segretario Antonio Borrello, per l'onore di questa prestigiosa quanto impegnativa nomina ha dichiarato - Ma lo ringrazio soprattutto per avere sempre riconosciuto al sottoscritto e al partito provinciale guidato dal segretario Pasquale Contartese, al quale sono legato da sentimenti di amicizia oltre che di comune storia politica, una dignità politica che soltanto i leader capaci di guardare disinteressatamente al futuro e alle nuove generazioni sono in grado di conferire. Cercherò con tutti i miei mezzi di non deludere la sua fiducia ha aggiunto - e mi attiverò sin da subito per riprendere l'eccellente lavoro fin qui svolto dal mio predecessore».
L'impegno, quindi, insieme alle persone con cui condividerà questa esperienza, di tracciare un cammino amministrativo «che, partendo dallo scopo basilare di proteggere l'inestimabile patrimonio ambientale delle Serre, lavorerà sul concetto di Parco come risorsa turistica, in stretta collaborazione con gli enti locali facenti parte del suo perimetro, a partire dalla meravigliosa città che ci ospita».
Obiettivo primario dichiarato, infine, quello di innalzare la qualità della vita nei suoi vari aspetti «in un momento davvero difficile per l'immagine e le problematiche socio economiche della nostra provincia e del territorio delle Serre calabresi».
23/02/2006 17:28
Bit di Milano, il "Toro Cozzante" rientra a Sibari dopo essere stato ammirato da Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi
Il "Toro Cozzante" è rientrato a casa. Dopo essere stato apprezzato da migliaia di persone nello stand della Regione Calabria allestito alla Borsa internazionale del Turismo di Milano, è rientrato al Museo archeologico della Sibaritide dove continueranno i lavori di restauro che - promette Silvana Luppino, direttore del Museo - dovrebbero concludersi in breve tempo, sì da restituire la magnifica statua bronzea all'ammirazione del pubblico. Il "Toro Cozzante", che la Calabria ha scelto quest'anno come testimonial della nuova immagine che richiama all'identità della nostra regione, è stato il vero ospite d'onore dello stand ricevendo visite prestigiose, soprattutto di addetti ai lavori. Su tutti i critici d'arte Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi i quali, oltre a restare affascinati dal reperto, hanno voluto testimoniare anche il loro apprezzamento per la scelta del binomio turismo-beni culturali che è alla base della nuova filosofia che anima l'assessorato guidato da Beniamino Donnici.
Da Milano, intanto, sono arrivate le prime stime sul numero dei visitatori e sono cifre da record: la 26esima edizione della Bit ha superato la soglia delle 150.000 presenze complessive, con una straordinaria percentuale di operatori professionali. Il dato numerico è stato accompagnato dalla notizia confortante che c'è un rinnovato interesse internazionale per il sistema turistico italiano. Nella giornata di chiusura sono circolate tra gli addetti ai lavori delle Regioni le classifiche di gradimento che hanno collocato la Calabria, per impatto estetico e per flusso di visitatori, tra i primi cinque stand. I dirigenti dell'assessorato al Turismo sono tornati dalla Bit di Milano carichi di entusiasmo e di onori, attribuiti da un indubbio successo, e con la voglia di proseguire sulla strada di una efficace programmazione che - come ha ribadito l'assessore Donnici in più occasioni - non deve perdere mai di vista gli obiettivi della qualità e della professionalità.
22/02/2006 16:04
Serra S.B. Merce abbandonata negli scantinati. E' l'arredamento destinato al Centro anziani e acquistato con i soldi del Giubileo. Si tratta dei sotterranei di Palazzo Chimirri aperti per lavori di ristrutturazione
Serra SAN Bruno Tra convegni d'oro, pellegrinaggi mariani e "strane apparizioni", i miracoli del famoso "Giubileo 2000 Serrese" lasciano ancora esterrefatti, specialmente in tema di contabilità e rendiconti finanziari comunali dell'epoca.
Cifre da capogiro per acquisti inutili e in qualche caso "fantasma". Senza scomodare i tetri sotterranei di Parigi o il molle e leggendario ventre di Napoli, alcune vere e proprie storie da "leggenda metropolitana" è possibile scovarle anche a Serra San Bruno, nei vecchi scantinati di Palazzo Chimirri. Basta sbirciare nelle cripte segrete di questo blasonato palazzo sfidando il forte lezzo di letame, eserciti di pulci, ratti e gatti che si rincorrono tra tonnellate di polvere, per assistere ad uno dei più sbalorditivi "miracoli dell'anno Santo 2000 in salsa Serrese".E' quanto accaduto in questi ultimi giorni, quando, non appena consegnati i lavori per la ristrutturazione dei piani sottostanti la sala convegni del palazzo per la realizzazione della biblioteca mediatica, gli operai si sono trovati di fronte ad un grande magazzino da rigattiere dove è facile trovare di tutto: dalla scrivania per ufficio alle porte blindate appoggiate alle pareti tra cataste di scatole, scatoloni e cartoni, sedie in plastica, stracci e mucchi enormi di cartaccia. Un ciarpame che per 6 anni ha mimetizzato, purtroppo, anche una notevole e costosa quantità di merce "ufficialmente acquistata" dall'amministrazione Salerno con fondi pubblici destinati a finanziare le spese per il Giubileo del 2000 e che non risultano nemmeno nell'inventario degli arredi di proprietà comunale. Secondo quanto riportato nella relativa fattura in possesso dell'ufficio di ragioneria ci sarebbero almeno 18 armadi, 36 comodini, 18 brande e relativo set completo di materassi, molti dei quali ormai nido preferito di topi, alcuni elettrodomestici per servizi di cucina ancora imballati e tutta una serie di suppellettili vari. Chi e perché ha acquistato questi arredi e suppellettili per anni nascosti nei seminterrati di Palazzo Chimirri?
Il mistero è fitto ma l'attuale amministrazione comunale, sindaco Lo Iacono in testa, vuol vederci chiaro, costi quel che costi. Chiarimenti sono stati richiesti a tecnici e impiegati in quel periodo responsabili dei procedimenti contabili, degli acquisti e della manutenzione logistica relativa al Giubileo. In ogni caso, l'amministrazione di quegli anni o chi per essa, avrà pur deciso di commissionare e acquistare gli arredi finora celati nelle segrete stanze del deposito Chimirri per una spesa di oltre 138 milioni di vecchie lire, prelevate sui 500 milioni aggiuntivi finalizzati alle spese giubilari. Roba comprata e mai utilizzata. Il Sindaco Lo Iacono non sembra transigere sul piano delle responsabilità politiche e amministrative, anche alla luce di quanto pubblicamente denunciato dall'Amministrazione in carica subito dopo il suo insediamento nel 2002, la quale si è trovata di fronte ad un cumulo di debiti fuori bilancio maturati prima del 28 maggio 2002 pari a 904.560,99 euro, ovvero, un miliardo e ottocento milioni delle vecchie lire.
Così sui "tesori nascosti" dei sotterranei Chimirri, qualcosa è cominciata a trapelare, non senza riservare delle sorprese che, purtroppo, non appartengono alle leggende metropolitane perché la dicono lunga su come è stato usato e sperperato, in anni comunemente definiti di "finanza allegra", il pubblico denaro sulla pelle dei cittadini. Sembra, infatti, che quei fatidici 500 milioni avuti come finanziamento per l'Anno Santo siano stati devoluti dall'amministrazione Salerno a spese varie per l'organizzazione logistica locale dell'anno giubilare, in parole povere, per accoglienza e ricettività di pellegrini e visitatori. Fin qui nulla di strano, salvo il fatto che, sempre da quanto emerso dal regolare sopralluogo effettuato dal sindaco accompagnato da tecnici e dipendenti comunali documentando il tutto con riprese filmate, i materassini, armadietti, brande e comodini rinvenuti nei depositi del Chimirri, sembra siano stati acquistati per arredare nientemeno che il Centro Anziani di località Guido, in piena montagna, fuori dal centro abitato, la cui prima pietra risale alla metà degli anni ottanta e la cui costruzione non è mai stata portata a termine. Un grande edificio destinato a Casa di riposo per anziani mai completato e, già all'epoca del Giubileo, abbandonato e in decadimento, privo di infrastrutture primarie, senza acqua né impianto di illuminazione o servizi igienici, senza infissi e persino senza un'adeguata strada di accesso agli autoveicoli. Una "cattedrale nella montagna", una delle tante grandi opere pubbliche incompiute che avrebbe dovuto accogliere e ospitare i pellegrini durante il Giubileo. Un'opera finanziata per oltre 2 miliardi e mezzo di vecchie lire ancora oggi vittima dell'incuria, tutta calcinacci e semisepolta dalla vegetazione circostante, dove emerge la colonna gialla arrugginita di una grande grù a testimonianza di <> come sostiene il Sindaco Lo Iacono. Parte di quei 500 milioni di vecchie lire del Giubileo, sarebbe stata impegnata all'epoca per scavare presso il Centro anziani un pozzo ed eseguire qualche lavoro di sterramento. Il resto in comodini e brandine, forse nemmeno di qualità eccellente, acquistate per un edificio in pratica inesistente e poi accatastate nei misteriosi seminterrati del Chimirri. Un'operazione finanziaria e contabile fantasma per un'opera fantasma in cui coincide soltanto il numero 18, cioè il numero dei pezzi di arredamento buttati sotto Palazzo Chimirri e il numero degli alloggi mai ultimati del Centro Polifunzionale per Anziani. Sull'episodio il Sindaco e l'Amministrazione vogliono fare piena luce per cui è stata già richiesta una relazione dettagliata sul caso in questione agli uffici competenti in modo da ricostruire e documentare l'intera vicenda che sicuramente comporterà ulteriori e interessanti sviluppi.
Enzo Vellone
21/02/2006 19:24
Maria Stella Ciarletta incontra Paola Basiloni, prefetto di Vibo Valentia
Paola Basiloni, prefetto di Vibo Valentia, ha ricevuto stamane nel Palazzo di Governo la consigliera di Parità, Maria Stella Ciarletta.
"Un incontro istituzionale e cordiale - lo ha definito Stella Ciarletta - voluto dalla Basiloni dopo appena un mese dal suo insediamento, per conoscere il ruolo specifico della consigliera di Parità, il campo d'azione, il metodo concreto di muoversi sul territorio, ma anche il modo per poter collaborare". "Secondo Paola Basiloni - ha riferito la consigliera di Parità - la promozione delle pari opportunità passa attraverso un percorso più ampio come l'educazione alla legalità e pure con una maggiore sinergia tra le cinque province calabresi. Una strada che condivido pienamente anche perché con le consigliere provinciali di Parità è stata già avviata una fattiva collaborazione come quella che ci vede impegnate, in questi giorni, in una serie di incontri con le donne della legge 215 sull'imprenditoria femminile". "Quello di oggi - ha aggiunto Stella Ciarletta - è stato un incontro veramente importante perché si è aperto il dialogo a cui avevo auspicato sin da quando ho saputo della nomina della Basiloni, la prima donna prefetto nominata in Calabria, alla quale avevo gia espresso le mie felicitazioni". La consigliera di Parità ha anche accolto la sollecitazione della Basiloni di mettersi in contatto con il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, per contribuire alla realizzazione del "Progetto Calabria". All'incontro era presente anche la consigliera provinciale di Parità di Vibo Valentia, Teresa Blandino. (p.g.)
20/02/2006 21:37
Loiero incontra il mnistro Lunardi e sblocca la nomina dell'ingegner Grimaldi a Presidente dell'Autorità portuale di Gioia Tauro
C'è voluto un incontro tra il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, e il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, per sbloccare la nomina del presidente dell'Autorità portuale di Gioia Tauro. Subito dopo il faccia a faccia che si è svolto a Milano, il ministro ha, infatti, firmato il decreto che insedia l'ingegner Giovanni Grimaldi alla guida del più importante porto di transhipment del Mediterraneo. Il nome di Grimaldi era stato scelto dal ministro nel gennaio scorso, il 5 gennaio aveva ottenuto il placet necessario di Loiero e poi, il 24 e 25 gennaio, il via libera dalla commissioni Trasporti di Camera e Senato. "Sono soddisfatto perché con questa nomina potrà essere avviato subito il rilancio dell'importante struttura portuale" , ha detto Loiero al termine dell'incontro con il ministro Lunardi. Sul ritardo della nomina di Grimaldi nei giorni scorsi c'erano state polemiche e il presidente Loiero aveva accennato a strane interferenze in sede ministeriale. L'incontro odierno è servito a chiarire ogni cosa. Lunardi e Loiero hanno fatto una rassegna delle questioni da risolvere per potenziare lo scalo marittimo e ridargli lo smalto necessario ad affrontare e vincere una feroce concorrenza che arriva dai porti di Algesiras e Malta. " Il ministro - ha detto Loiero -ha una visione molto nitida dei problemi sul tappeto e ha confermato il proprio impegno per risolverli. Gioia Tauro rappresenta il volano per lo sviluppo della Calabria, ma è patrimonio del Paese nonché porta di accesso per l'economia europea. Pertanto bisogna lavorare affinché non rimanga un'isola economica chiusa, bensì venga raccordato all'hinterland e al Continente".
20/02/2006 21:25
Contributi a imprese artigiane, il vicepresidente Adamo: "Una decisione della Giunta che non ha precedenti"
"La Giunta regionale ha assunto una decisione che non ha precedenti a favore delle imprese artigiane calabresi. L'assessorato all'Economia ha impegnato e vincolato oltre 28 milioni di euro a sostegno di ben 1637 aziende che hanno contratto mutui per investimenti previsti dalla legge 949/52". È quanto ha affermato il vicepresidente e assessore all'Economia, Nicola Adamo, circa il contributo regionale quale incentivo agli investimenti effettuati. "La decisione - ha detto Adamo - è mirata al consolidamento del sistema dell'artigianato al fine di aiutare le imprese nei processi di sviluppo e di innovazione. Non era scontato che ciò potesse essere fatto. Queste imprese si erano esposte e non avevano avuto successivamente corrisposto dalla Regione l'impegno che essa aveva assunto negli anni scorsi". "Oggi abbiamo affermato il principio dell'equità tra tutte le imprese che avevano avuto accesso e soprattutto - ha aggiunto l'assessore all'Economia - abbiamo orientato una quota non irrilevante di risorse finanziarie pubbliche in una direzione produttiva e socialmente utile. Siamo andati ben oltre il protocollo che la Regione nel 2004 aveva stipulato con le associazioni artigiane che riconosceva la possibilità di finanziamento solo a quelle imprese che avevano fatto domanda entro il 6 aprile 2004". "Noi abbiamo deciso - ha concluso Adamo - che per le imprese che hanno stipulato il contratto del mutuo con le banche entro quella data si finanziasse il conto capitale; a tutte le imprese, anche a quelle che hanno stipulato contratto dopo il 6 aprile 2004 ed entro la data del 13 febbraio 2006, riconosciamo anche il contributo in conto interesse".
18/02/2006 19:12
In Canada una mostra sui capolavori della Calabria
Sarà allestita in Canada una mostra sui capolavori della Calabria. Questo il prestigioso progetto che, il Ministro dell'Ontario, Mario Sergio, e l'assessore regionale alla Cultura, Sandro Principe, hanno convenuto di realizzare nei prossimi mesi, nell'ambito degli scambi culturali tra la Calabria e Ontario.
Sergio, originario di Rende, in Calabria in occasione della recente riunione della Consulta regionale dell'Emigrazione, ha voluto incontrare l'assessore Principe, con il quale, già in passato, aveva intrattenuto ottimi e amichevoli rapporti istituzionali e personali.
L'incontro, svoltosi a Rende, è stato molto cordiale e carico di prospettive. I due uomini di governo, infatti, hanno ripreso un dialogo interrotto nel 2004 quando, da sindaco di Rende, Principe, in sintonia con Sergio e l'assessore all'Urbanistica della città di Toronto, Peter Li Prete, aveva programmato una mostra, da allestire in Canada, sul patrimonio storico-artistico rendese, comprensiva dei due preziosi quadri di Mattia Preti, custoditi nella Pinacoteca cittadina. Oggi quel progetto si è allargato all'intero patrimonio artistico della Calabria.
"Sarà una mostra straordinaria e di sicuro successo - hanno convenuto i due rappresentanti istituzionali - che dovrà valorizzare anche in Canada i tantissimi capolavori nascosti della nostra regione in modo da offrire ai cittadini canadesi, in primo luogo alle migliaia di calabresi emigrati in Canada, uno spaccato dell'imponente patrimonio storico-artistico-culturale della Calabria. L'iniziativa, oltre che risultare graditissima ai tantissimi emigrati calabresi (oltre 220mila), di sicuro incentiverà e favorirà il rilancio della collaborazione tra le due realtà territoriali, incoraggiandone le politiche di interscambio socio-economico e culturale" .
Sandro Principe e Mario Sergio hanno, quindi, parlato a lungo del ruolo determinante, nella società moderna, delle Università, della ricerca che in esse si produce e della necessità di sostenere e valorizzare adeguatamente queste risorse, che rappresentano il vero motore dello sviluppo. Entrambi hanno, quindi, concordato sulla necessità di incrementare gli incontri e le sinergie tra il sistema universitario calabrese e quello dell'Ontario, al fine di accrescere le reciproche conoscenze e di aumentare la proposta formativa degli studenti.
Principe e Sergio, infine, si sono salutati con l'intesa di dare avvio immediato, ognuno per le proprie competenze, agli atti necessari per realizzare, in tempi brevi, quanto programmato.
18/02/2006 19:03
I Democratici di sinistra bollano così le accuse di Prestia sulla gestione dell'Aterp: «Attacchi indegni e gravi»
«OCCORRE una mobilitazione seria, impegnata e profonda, per la campagna elettorale in atto, per le due grandi sfide che ci attendono e che stiamo affrontando: battere il centrodestra e governare il Paese».
Comincia così la relazione del segretario provinciale dei Ds, Franco De Luca, in occasione della conferenza dei segretari del partito tenutasi presso la sede di via Argentaria. Una runione nel corso della quale si è evidenziata la necessità di presentarsi compatti all'appuntamento elettorale. «E' necessario - ha aggiunto De Luca - mettere in campo tutti gli sforzi possibili, tutta la dedizione necessaria, per cercare di colmare le deficienze di questa disastrosa legge elettorale. I segretari di sezione - ha proseguito ancora De Luca - primi fra tutti, devono, con passione, volontà, entusiasmo, sacrificio, con l'intrinseco senso di appartenenza al partito, condurre una campagna elettorale motivando, rinsaldando, ed entusiasmando gli elettori. Anche, laddove è possibile, facendo leva sugli indecisi e sui delusi. Caseggiato, manifestazioni pubbliche, iniziative nelle unità di base, e dove ciò non è sempre di facile attuazione, discussioni, colloqui, scambi di idee, anche nelle piazze, nei bar, nei circoli ricreativi, fra una passeggiata e l'altra».
Le parole di De Luca sono state condivise e riprese da molti segretari i quali hanno concordato sulla difficoltà di questa campagna elettorale dicendosi però pronti ed entusiasti ad affrontare quest'ennesima battaglia politica. «E' di massima importanza spiegare agli elettori - hanno affermato - i disastri e le nefandezze di questo governo di centrodestra. Occorre illustrare in maniera semplice e sintetica, il programma dell'unione che mette al primo posto il Mezzogiorno e la Calabria».
Criminalità e mancanza di lavoro sono stati altri argomenti toccati durante la riunione, ma il tema maggiormente dibattuto è stato quello relativo all'Aterp. Già lo stesso De Luca, nella sua relazione, aveva duramente criticato il segretario provinciale della Uil, Luciano Prestia, per le sue dichiarazioni in merito alla gestione dell'Agenzia di edilizia residenziale pubblica. «Ha attaccato senza motivo il commissario Scopacasa, il consigliere regionale Censore e tutto il partito dei Ds di Vibo. Sono esterrefatto e sorpreso dagli attacchi indegni e gratuiti al partito. E' legittimo e giusto per un sindacato, se ne ha i sospetti o le prove, denunciare una cattiva gestione di qualsiasi ente, ma sono assolutamente inaccettabili le accuse gravi, infamanti ed infondate che vengono rivolte al nostro partito che, evidentemente, dà fastidio a qualcuno, dato che si sta facendo promotore, nelle intenzioni e nelle azioni, di una forte quanto difficile opera di rinnovamento della politica. Forse i Ds destabilizzano e disturbano equilibri squallidamente consolidati».
A De Luca si sono uniformati gli altri segretari del partito.
Nessuno è entrato nel merito della vicenda legata alla gestione Aterp, «in quanto questo compito spetta al dirigente Scopacasa, che ha già risposto punto per punto ed in maniera analitica alle accuse rivoltegli, e continuerà a farlo, se necessario», ma tutti hanno epresso solidarietà a Censore. Gli stessi segretari si sono detti convinti che l'attuale dirigente dell'Aterp operi nel pieno rispetto delle regole e della legalità.
Resta, però, l'amarezza. «Ci sentiamo indignati ed offesi - hanno aggiunto - Quando si colpiscono in modo così miserabile ed infame i segretari di sezione, vero motore trainante, spina dorsale, linfa vitale del partito, con accuse indecenti e con calunnie spregevoli, si colpisce l'intero partito sul quale nessuno si può permettere di gettare fango. Siamo da sempre e per sempre in prima linea, contro ogni forma di illegalità, e la nostra storia ed il nostro presente lo hanno sempre dimostrato. La lotta all'illegalità non deve essere perseguita ad intermittenza. Dov'era Prestia negli anni precedenti? Bisogna stare attenti in una provincia difficile come quella di Vibo Valentia, nell'esporre in maniera così subdola i compagni. Si possono creare, se non si sta in guardia, le condizioni, il terreno fertile, l'humus per azioni imprevedibili da parte di quello strato insano e malevolo della società».
In riferimento, poi, alla domanda rivolta a Piero Fassino dal segretario della Uil e cioé, se sapesse da chi era circondato quando è venuto a Vibo a parlare di legalità, l'intero partito ha chiesto: «Dove si vuole andare a parare? Cosa si vuole dimostrare con insinuazioni così basse, volgari e striscianti. Ha ragione De Luca nel dire: "Fuori i nomi". Chi ha responsabilità verrà giustamente perseguito. Ma se responsabilità non ce ne sono, come noi sappiamo, verrà perseguito chi calunnia. Non accettiamo lezioni di legalità e di moralità da alcuno. Si percepisce nei fatti, una lotta pilotata contro il partito».
Nel corso della riunione si è fatta strada la possibilità, peraltro condivisa da tutti i presenti, di procedere per vie legali «a difesa dell'onorabilità, del valore e dell'incolumità del partito. Ancora una volta, come sempre quando serve, i segretari dei Democratici di sinistra, al di là delle contrapposizioni o delle diversità, hanno fatto emergere le ragioni dello stare insieme. Si sono dimostrati uniti, hanno creato un fronte unico contro la meschinità e le diffamazioni».
17/02/2006 16:19
Per Loiero "il futuro della Calabria è a "Bruxelles"
"Il futuro della Calabria è soprattutto qui, a Bruxelles, in Europa. Con l'Unione dobbiamo concordare i nostri investimenti perché da essa dovrà arrivare la gran massa di risorse. Il confronto sarà dunque serrato ma siamo convinti che soltanto tenendo un piede fermo nei palazzi della Commissione europea potremo trovare, con un primo programma biennale cui abbiamo già dato impulso, le risposte concrete alle tante emergenze, alle necessità e ai bisogni della Regione". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, durante una pausa dei lavori della sessione plenaria del Comitato delle Regioni in corso a Bruxelles. Loiero, è entrato a far parte delle Commissioni Affari costituzionali e Sviluppo sostenibile. " Ci vuole un impegno solido anche da parte dei governi locali - ha spiegato il presidente Loiero - per rafforzare il ruolo di stimolo del Comitato delle Regioni nei confronti del Parlamento e della stessa Commissione. Per quanto mi riguarda cercherò di dare il mio personale contributo in due settori che ritengo molto delicati. Quello che riguarda la governance e i diritti dei nuovi cittadini europei e quello dello sviluppo sostenibile che giudico di fondamentale importanza per lo stesso futuro umano. Occupandosi poi anche di ambiente e di agricoltura, questa ultima commissione mi è parsa ancora più vicina agli interessi della Calabria".
17/02/2006 13:09
Il commissario dell'Aterp, prof. Francesco Scopacasa, risponde, carte alla mano alle accuse di Prestia(UIL): «Sono una persona limpida e corretta».
TRANQUILLO, preciso e ampiamente documentato. Il commissario dell'Agenzia territoriale per l'edilizia residenziale pubblica (Aterp), Francesco Scopacasa, ha voluto offrire di sé l'immagine di chi, nonostante le accuse mossegli contro dal sindacato della Uil e da esponenti politici del centrodestra, non ha nulla da temere perché consapevole che la sua gestione è stata «improntata alla limpidezza e alla trasparenza più assolute».
Frasi che Scopacasa ha tenuto a ricordare perché espresse dal presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Nel corso di un incontro con i giornalisti, avvenuto ieri mattina nei locali dell'Aterp, il dirigente ha voluto respingere punto per punto le accuse mossegli contro dalla Uil, e in particolare dal segretario generale provinciale Luciano Prestia che, a più riprese, lo aveva indicato come uno dei principali artefici della cattiva gestione dell'Ente, tirando in ballo anche il consigliere regionale Censore che avrebbe indicato i nomi di quelle persone che sono entrate o avrebbero dovuto prestare servizio nell'Aterp.
A tali accuse Scopacasa ha risposto con fermezza precisando che la gestione poco trasparente è imputabile ai suoi predecessori e ha auspicato, al riguardo, che dell'intera vicenda si interessi la magistratura, proprio al fine di fare definitivamente chiarezza.
«Al mio arrivo (nel luglio del 2005, ndr), - ha aggiunto - contrariamente a chi mi ha preceduto, ho visionato tutte le carte dell'ente e tutti i contratti e mi sono accorto di forti anomalie. A partire proprio dai contratti (i cosiddetti co.co.pro stipulati il 19 gennaio del 2005) di quelle 18 figure professionali impiegate all'Aterp che non era possibile rinnovare in quanto non c'era stato un bando di evidenza pubblica. In più, il vecchio commissario aveva sì fatto prorogare i contratti, ma non aveva apposto la sua firma. Durante la precedente gestione ci siamo accorti che c'erano state delle inadempienze, alcune delle quali anche gravi. Basti pensare che nella delibera 216 del 2 |
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18/05/2006 16:55
Aiuti alle famiglie bisognose
SERRA SAN BRUNO - Nuove iniziative a tutela della famiglia, con particolare attenzione per i nuclei familiari che vivono in condizioni di emarginazione sociale, indigenza e degrado ambientale, sono state deliberate dalla Giunta Regionale nella seduta del 2 maggio nell'ambito dei programmi di assistenza socio-assistenziale in favore delle categorie più deboli.
Nella stessa seduta sono stati individuati i criteri, le linee programmatiche e le modalità per l'utilizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Ministero del Welfare e che la Regione assegnerà a quegli Enti locali ed a quelle organizzazioni operanti nel Terzo Settore che dimostreranno di essere in grado di avviare una progettazione credibile e rispondente ai canoni di utilità, efficienza ed efficacia conformemente alla legislazione vigente in materia di servizi sociali.
Riconoscendo l'impulso innovativo di questo provvedimento che dà vigore al principio di sussidiarietà, l'onorevole Bruno Censore si è detto molto soddisfatto per la qualità delle risposte che la Regione ha inteso dare ai cittadini più bisognosi mediante la promozione di un adeguato sistema di sicurezza sociale e di creazione di servizi diretti a contrastare le situazioni di svantaggio economico e di emarginazione che ancora sono molto diffuse sull'intero territorio calabrese.
«Le situazioni di disagio economico e sociale, purtroppo, sono ancora molto evidenti in tutta la regione - ha detto Censore - si tratta di una piaga radicata che scaturisce da decenni di immobilismo politico e legislativo sulle questioni che riguardano le necessità primarie dei cittadini più indigenti che fortunatamente, oggi, hanno trovato attenzione grazie alla sensibilità del governo regionale di centro-sinistra che ha posto la questione sociale come argomento prioritario della sua azione».
Secondo Censore, «il contributo dei sindaci e dei responsabili delle organizzazioni di volontariato, delle cooperative sociali e degli organismi del Terzo Settore è fondamentale per l'attuazione di un programma così corposo di erogazione e creazione di servizi alla persona che si pone all'avanguardia per la sua tipologia e per i risultati a cui mira».
Sulla base delle linee programmatiche, le iniziative regionali si sviluppano in quattro direzioni: servizio di assistenza domiciliare, servizio di supporto alle famiglie nel cui nucleo sono compresi bambini disabili, interventi per la tutela della maternità delle donne non occupate, interventi urgenti a favore delle famiglie che vivono in condizioni di grave disagio economico e sociale.
Il compito maggiore spetta, ora, ai sindaci ed ai responsabili delle organizzazioni no profit che possono interfacciarsi con l'assessorato regionale alle Politiche Sociali per presentare le nuove progettazioni ed avviare una nuova stagione di interventi destinati a migliorare la qualità della vita di molti cittadini calabresi.
r.v.
16/05/2006 13:20
Padre Fedele libero dopo quattro mesi: "Fatto a pezzi, ma perdono tutti"
"Ora spero che si scopra chi ha tramato contro di me. Chi ha sparso veleno e per quale ragione. Io perdono tutti, ma la verità non va taciuta". Padre Fedele Bisceglia da ieri è stato rimesso in libertà e parla dalle mura del convento dei frati cappuccini di Belvedere Marittimo dove era agli arresti domiciliari. Ha un aspetto dimesso. Provato da tre mesi di arresti domiciliari, che hanno fiaccato l'energia con la quale il frate ultrà ha sempre respinto l'accusa di "violenza sessuale" ai danni di una suora, che la Procura di Cosenza gli ha contestato il 23 gennaio scorso.
Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha deciso la sua scarcerazione, dopo che nelle scorse settimane un primo ricorso era stato respinto dal gip. Padre Fedele ha comunque deciso di restare "tra i fratelli che gli sono sempre stati vicino". Resterà a Belvedere fin quando i superiori "non decideranno cosa fare, dove mandarlo, che compiti assegnargli in attesa che la vicenda processuale si chiarisca definitivamente". Una decisione da prendere anche alla luce del fatto che Fedele è malato. Nelle prossime ore il riesame renderà note le motivazioni della sentenza di scarcerazione.
Dalle carte si potrà capire molto. Sarà chiaro se - come sostengono i suoi legali Tommaso Sorrentino, Eugenio Bisceglia e Francesco Gambardella - la suora che lo accusa di 5 episodi di violenza sessuale, avvenuti all'Oasi Francescana di Cosenza, "si è inventata tutto". Oppure, se le ragioni della scarcerazione sono da imputare al venir meno del rischio di fuga, inquinamento delle prove, e reiterazione del reato.
Davanti al Tribunale i legali del monaco hanno sostenuto la tesi secondo cui la suora che accusa il frate non è credibile. Nei giorni in cui sarebbero avvenute due delle violenze il sacerdote "non era a Cosenza". Su questa stessa tesi il 24 febbraio scorso i giudici avevano accolto il ricorso di Antonio Gaudio, segretario di padre Fedele, finito in manette assieme a lui per "violenza sessuale di gruppo", e lo avevano scarcerato.
Nelle settimane scorse, tra l'altro, i difensori del sacerdote hanno prodotto alla procura e al Gip una serie di documenti che dimostrerebbero l'estraneità del frate dalle accuse. Nel fascicolo ci sarebbero anche certificazioni mediche dalle quali emerge che il sacerdote è affetto da una patologia alla prostata che lo rende impotente. Dopo aver appreso la notizia della sua scarcerazione Padre Fedele, in lacrime, ha ripetuto ai suoi confratelli: "Sono innocente. Non ho fatto nulla. Hanno mentito tutti. Nei miei confronti sono state raccontate tante bugie, ma io ora perdono tutti". Bisceglia è crollato dicendo "mi hanno fatto a pezzi senza risparmiare nulla. Hanno voluto colpire l'Oasi francescana che però nessuno mai riuscirà a distruggere". (g. b.)
15/05/2006 13:27
“Piedi puliti”, Il presidente della Reggina Foti: “Nessuna inchiesta”. Vrenna difende il Crotone
Tra conferme e mezze smentite si apre un nuovo fronte dell’inchiesta sul calcio italiano, a Reggio Calabria, dove si parla di sgarbi e vendette della Gea sulla squadra calabrese, dopo il passaggio, nel 2000, del difensore Cirillo all’Inter (lo voleva anche la Juve). In procura a Reggio non ne sa niente nessuno sulla nuova inchiesta che vede coinvolta la società Gea, il cui titolare di riferimento insieme al figlio di Moggi era del resto un calabrese, Franco Zavaglia. Nessun fascicolo d’indagine - dicono infatti a Palazzo di Giustizia - è stato aperto dalla Procura di Reggio Calabria in merito alla vicenda relativa ad alcune partite della Reggina Calcio ed ai rapporti tra la società calabrese e la Gea. È in corso, invece, un’attenta e approfondita valutazione, sulle potenziali implicazioni di carattere penale relative alla vicenda del presunto sequestro subito a Reggio Calabria nel novembre 2004 da parte dell’arbitro Gianluca Paparesta e dei suoi collaboratori da parte di Luciano Moggi e di Antonio Giraudo. Con particolare riferimento a quest’episodio, gli inquirenti reggini potrebbero nelle prossime ore avanzare richiesta formale ai magistrati titolari dell’inchiesta di acquisire gli atti dell’indagine in corso per questioni di competenza territoriale. Gli inquirenti stanno esaminando anche tutti i risvolti del presunto sequestro comprese le eventuali responsabilità dei singoli in ordine, soprattutto, alla mancata denuncia dell’episodio. Laconico il presidente della Reggina, Lillo Foti, che domenica ha portato ad uno storico risultato la sua squadra, con l’ennesima salvezza in serie A: “Non mi risulta nessuna inchiesta che riguardi la Reggina. Non sapendo di cosa si sta parlando - ha aggiunto Foti - non posso esprimere nessun giudizio”. Foti, circa i presunti scontri tra la Reggina e la Gea nel campionato 2000-2001, ha detto: “non mi pare proprio che ci siano mai stati”. “Particolarmente infastidito” si dice intanto il presidente del Crotone, serie B, Raffaele Vrenna, sul fatto che si continua a citare la sua squadra nelle indagini sul mondo del calcio. Il Crotone da tempo mobilita giocatori e tecnici dell’area Gea o Juve. “Noi ci stiamo giocando uno storico accesso ai play-off dice Vrenna - e continuare a tirare in ballo il nome del Crotone, sia pur non nelle indagini in corso, non aiuta certo a affrontare il momento con la tranquillità necessaria. Il nome del Crotone era stato in un primo tempo associato alle indagini sul mondo del calcio. Per la verità è stato precisato che non si fanno ipotesi di frode sportiva, ma che dalle investigazioni emergerebbero rapporti di natura calcistica con Luciano Moggi e la Gea. Noi non abbiamo avuto alcun avviso di indagine e confermiamo di non aver mai commesso irregolarità: il Crotone, ha scritto, al contrario, pagine importanti di sport. Da anni, poi, la società ha, su un piano del tutto lecito, relazioni con molte squadre di calcio di primo piano di cui valorizza i giovani talenti”. Infine, sul fronte calabrese, c’è chi chiede giustizia, dopo quello che sta succedendo: accade a Cosenza, dove la squadra tre anni fa è stata cancellata, è poi ripartita dalla D ed ora lotta per la C2. Il battagliero senatore di Forza Italia Tonino Gentile oggi ha chiesto l’avvio di una Commissione d’inchiesta ispettiva che verifichi i gravi fatti emersi in questi giorni nella gestione del calcio. “La commissione d’inchiesta - dice Gentile - acquisisca tutti gli atti delle inchieste giudiziarie e svolga audizioni e indagini per scoprire i reali motivi che portarono nel 2003 e nel 2004 alla cancellazione di società storiche come la Ssc Napoli, il Cosenza Calcio 1914 Spa”. “La Commissione d’inchiesta - conclude Gentile - disporrà dei poteri concessi dalla legge e dovrà agire tempestivamente per denudare la perversa macchina di complicità e di cointeressenze che ha fatto sì che venisse tradita la fiducia di milioni di tifosi italiani”.
14/05/2006 20:10
Il comandante del Corpo Forestale, Patrone, ha fatto visita alla sede del Comando regionale. Esaltato il lavoro svolto dalle 660 unità presenti sul territorio
Il comandante generale del Corpo Forestale dello Stato ha visitato sabato mattina a Reggio Calabria la sede del Comando regionale. L'ing. Cesare Patrone ha prima incontrato i vertici delle articolazioni del corpo che operano sul territorio, poi si e' recato in prefettura dove si e' intrattenuto con il prefetto Luigi De Sena. Su quest'ultimo colloquio non sono trapelate indiscrezioni. Per quanto riguarda invece la riunione con gli appartenenti al CFS, guidati dal comandante regionale Vincenzo Caracciolo, si e' appreso che a Cesare Patrone sono stati illustrati i dati piu' significativi relativi all'attivita' d'istituto dello scorso anno. "La mia visita fa parte di una positiva routine", ha detto il capo del Corpo Forestale dello Stato conversando con i giornalisti. "Il corpo forestale e' un corpo radicato nel territorio. Abbiamo i capi regionali, i dirigenti superiori ma c'e' tutta una struttura che si muove ed e' giusto che il capo del corpo giri nel territorio per vedere come funzionano gli uffici. Oggi saro' anche a Potenza", ha tenuto a sottolineare l'ing. Patrone. L'attivita' svolta lo scorso anno dal CFS, in convenzione con la Regionale ha riguardato l'esame di 7840 pratiche per il vincolo idrogeologico, 2838 interventi nel servizio antincendio boschivo. E sempre lo scorso anno sono stati 76.321 i controlli del territorio nel contesto dell'attivita' di polizia ambientale ed agroalimentare, mentre le persone sottoposte al controllo sono state complessivamente 17.952. Le segnalazioni giunte al 1515, sono state 4.419, di cui 3709 per incendi boschivi, 445 per la tutela ambientale e pubblico soccorso, mentre 265 sono state di natura diversa. Nel corso del 2005 gli illeciti amministrativi accertati dal Corpo Forestale dello Stato sono stati 2.411, le persone sanzionate 2.417, i sequestri amministrativi 170. Inoltre sono state tratte in arresto 8 persone per incendio boschivo doloso. Sul fronte degli incendi, Cesare Patrone ha sottolineato che: "La protezione civile e' uno dei pilastri della nostra azione. In collaborazione soprattutto con le Regioni con le quali vogliamo continuare e rafforzare la collaborazione. I rapporti sono ottimi e dobbiamo migliorali. La superficie media percorsa dal fuoco e' diminuita: vuol dire che c'e' piu' efficienza da parte del corpo forestale e da altre strutture che spengono gli incendi". In Calabria complessivamente operano 660 unita' del Corpo Forestale dello Stato, tra funzionari, ispettori, sovrintendenti, agenti ed assistenti, periti e revisori, utilizzati presso il comando regionale, quelli delle cinque province, i coordinamenti territoriali per l'ambiente, i coordinamenti distrettuali, gli uffici tutela biodiversita', i 106 comandi di stazione, il posto fisso di Basilico' (Reggio Calabria) e i nucleo operativi Cites di Catania e Palermo.
12/05/2006 17:47
Serra. Confronto al Comune tra gli amministratori e gli studiosi del settore forestale. Preservare il patrimonio boschivo. Proposto un laboratorio di ricerca e sperimentazione
SERRA SAN BRUNO - «Le sole bellezze naturalistiche sono sicuramente importanti ma spetta a noi farne veramente tesori. La nostra montagna è tra le più belle e interessanti del mondo anche sotto il profilo scientifico, come è stato ampiamente riconosciuto da varie Università e centri di ricerca. Tuttavia, essa vive e muore da sola perché rispetto alle sue potenzialità reali risulta abbandonata a se stessa. Noi in questi anni, sulla nostra montagna, sulle possibilità anche economiche dei nostri boschi e del nostro patrimonio forestale, abbiamo lavorato attentamente tentando di eleborare progetti di lunga durata che cogliessero le caratteristiche intrinseche di questa ricchezza naturale pressoché unica al mondo. Si pensi all'inserimento delle nostre aree montane nei programmi "Sinc" del "protocollo di Kioto" per non parlare dei fecondi rapporti instaurati con l'Università mediterranea di Reggio Calabria per creare a Serra un Centro studi e ricerca internazionale nel campo delle scienze agroforestali. Siamo a buon punto altro che svendita della nostra montagna».
E' quanto ha detto il sindaco di Serra Raffaele Lo Iacono nel corso dell'incontro in comune con Roberto Mercurio del dipartimento di Scienze Forestali dell'Università di Reggio Calabria che ha avuto come tema proprio il bosco di Serra e l'interesse che suscita nel mondo scientifico forestale, tanto da poter sperare di istituire nella cittadina un laboratorio di ricerca e sperimentazione in ambito forestale. All'incontro erano presenti lo studioso di fama internazionale Carlos del Peso Tranco dell'Università spagnola di Vallalolid, l'assessore provinciale alle Politiche agricole e forestali Domenico Dominelli e il responsabile dell'attività didattica e divulgativa del gruppo di lavoro per i rapporti enti-università Giuseppe Contabile. Del Peso ha sottolineato l'importanza "biogenetica" dell'abete bianco serrese nelle sue peculiarità che lo differenziano da piante similari nel resto d'Europa. Mercurio ha auspicato la creazione di un "campus di ricerca internazionale in un prossimo futuro" ricordando le radici storiche e le qualità rarissime dei boschi serresi e della montagna complessivamente.
e.v.
10/05/2006 16:03
Serra. Un'importante risposta da parte della Regione Sull'acquisto di due Tac, Censore si dice soddisfatto: «Il Vibonese ha ottenuto maggiori fondi»
SERRA SAN BRUNO - Grande soddisfazione è stata espressa dal Consigliere Regionale Censore per la pubblicazione del bando di gara relativo all'acquisto di due nuove Tac per le strutture ospedaliere di Vibo Valentia e di Serra San Bruno.
«Si tratta - ha detto Censore - di una importante risposta che mette in evidenza il grado di attenzione che il Governo Regionale sta rivolgendo al territorio della provincia di Vibo Valentia che nel passato è sempre stato lasciato ai margini di qualsiasi piano di riqualificazione regionale dei servizi rivolti ai cittadini, specie di quelli sanitari».
Censore ha ricordato come i cittadini di Vibo difficilmente potranno dimenticare le pagine nere della precedente gestione sanitaria a cui vanno le responsabilità morali di aver pensato ad una costosissima risonanza magnetica mobile, presa in affitto e collocata a bordo di un camion parcheggiato in una piazza cittadina, come peregrina risposta da dare alle difficili esigenze dei malati senza ipotizzare, ad esempio, l'acquisto di una nuova strumentazione per la diagnostica in sostituzione di quella non funzionante in ospedale ed offrire, quindi, ai cittadini un servizio più dignitoso. Ringrazio il direttore generale dell'As n. 8, Francesco Talarico, per il livello di attenzione che pone nella soluzione delle problematiche dei diversi ospedali della provincia e per il livello di ascolto che rivolge al personale ed agli utenti. Ringrazio l'assessore Lo Moro, da sempre attenta alle problematiche della sanità vibonese, ed auspico che possa continuare a sostenere, anche sul piano del trasferimento di risorse, lo sforzo per il rinnovo della sanità nel nostro comprensorio». Apprezzamento, inoltre, Censore ha espresso per la recente approvazione del piano regionale di ripartizione dei fondi da destinare alle Aziende Sanitarie ed alle Aziende Ospedaliere, che non ha seguito il metodo della spesa storica e della logica della distribuzione legata a vincoli politici ma ha tenuto conto del principio di equità, delle reali esigenze delle strutture e dei livelli di produzione segnalati dai Direttori Generali. Il consigliere regioonale ha evidenziato che l'As n. 8 di Vibo ha ottenuto maggiori fondi rispetto ad una precedente ipotesi di ripartizione dalla quale ne usciva un po' penalizzata. «Con questi presupposti - ha concluso Censore - è facile anche immaginare ad un efficace e concreto piano sanitario che metterà la sanità calabrese in linea con quelle delle altre regioni italiane».
e. v.
09/05/2006 11:53
Quel concorso non s'ha da fare
Chissà se anche oggi è il frutto di una scommessa. Di un gioco perverso. Se nel chiuso di qualche stanza si è disegnata una precisa strategia, finalizzata a colpire chi si è permesso di violare le regole, la pressi consolidata, magari accordi da altri già presi.
C'è un che di strano, di insolito, di assurdo nella vicenda dell'Aterp e del concorso bandito, e delle denuncie che ne hanno fatto seguito. Che mi inquieta. Mi indigna.
Dal momento in cui il Commissario Scopacasa ha deciso di " licenziare" i precari e di bandire un concorso pubblico per la copertura dei posti mancati si sono su di lui concentrate tutte le nubi del cielo. E tuoni, fulmini, uragani. Un diluvio di intemperie senza fine.
Botte a destra, colpi a sinistra. Da fare invidia a Provenzano e Riina. Sembra che ogni suo atto costituisca reato. Individuato e percepito ancor prima del suo nascere, nello stato della semplice intenzione. Il concorso non è stato ancora espletato, ma già si controllano le domande, si mettono a soqquadro gli uffici, si interroga il personale. Forse qualcuno è stato ingiustamente escluso? O qualche domanda inserita fuori termine? Oppure a qualcuno sono stati sottratti documenti allegati?
Com'è strana la vita. Quando alla Provincia figli, parenti, burocrati di partito vincevano i concorsi, e poi magari alcuni si dimettevano o si trasferivano ed entravano altri, sempre di categorie beneficiate, nessuna denuncia, nessuna protesta, nessun grido di vergogna. Nessuna inchiesta della Magistratura. Solo su richiesta della mafiologa, On. Napoli, l'intervento dell'Antimafia per indagare su appalti, concorsi ed quant'altro. Come se fosse mafia anche tutto quello che non è. Ma che reato ha commesso quest'uomo, bandendo un concorso aperto a tutti?
Ha forse danneggiato qualcuno? Ha adottato un provvedimento non consentito?
Credo di no. Ha messo solo in discussione il principio che i precari hanno titolo per essere assunti per privilegio ricevuto, beneficio divino. Dai politici accettato, dai sindacati concordato.
Mettendo, invece, almeno sulla carta, tutti sullo stesso piano. Coloro che per amicizie o quant'altro hanno avuto la fortuna di entrare ma anche tutti quelli che sono rimasti fuori la porta.
E' vero, a vincere i concorsi debbono essere i migliori. Ma una cosa è vigilare affinché tutto si svolga nella regolarità più assoluta. Altro è invece colpire, per mettere tutto nel nulla. Per far rimuovere il commissario Scopacasa, per far annullare definitivamente il concorso. Questa è la realtà che vedo apparire in trasparenza e che mi indigna.
Anche gli ultimi ed i derelitti, tuttavia, hanno il diritto di vivere. Qualcuno si alzi a difenderli.
Giuseppe Pasquino
05/05/2006 16:12
La Calabria, figlia prediletta di questo governo
CATANZARO. “Il nostro governo porrà la massima attenzione ai temi della Calabria. Il mio impegno sarà quello di fare agganciare la regione al treno dello sviluppo”. Lo ha detto Romano Prodi, leader dell’Unione e futuro presidente del Consiglio, al deputato Franco Laratta (Margherita-Dl) che ha incontrato ieri a Roma. All’incontro, tenutosi in un locale di sant’Andrea alle Fratte, erano presenti, secondo quanto riferito da Laratta, anche il senatore Franco Bruno e Franco Covello, già senatore della Democrazia Cristiana ed esponente politico della Margherita. “Prodi- dice Laratta - si è soffermato in particolare sulla condizione occupazionale e sul ritardo infrastrutturale della nostra regione, ribadendo che la frase citata a Reggio Calabria “la Calabria sarà figlia prediletta di questo Governo”, non resterà uno slogan “ma un impegno preciso”. “Dobbiamo concentrare gli sforzi - ha aggiunto Prodi - per favorire processi di sviluppo nel Sud che garantiscano occupazione e, al tempo stesso, impedendo che i giovani calabresi emigrino altrove per realizzare il proprio futuro”. Laratta, Bruno e Covello hanno apprezzato le idee programmatiche, condividendo la volontà del presidente “in pectore” di impegnarsi in favore della Calabria.
04/05/2006 15:28
In manette il boss Iannazzo. Operazione Tabula Rasa, arrestato il capo dell’omonima cosca di Lamezia Terme
LAMEZIA TERME. Francesco Iannazzo, 51 anni, indicato come il capo dell’omonimo clan mafioso di Lamezia Terme, è stato arrestato dalla squadra mobile della Polizia di Catanzaro in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice del Riesame. Iannazzo, detto “Cafarone”, nel dicembre 2002, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa” con le accuse di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione, e successivamente scarcerato. Il Tribunale Penale di Catanzaro, in funzione di Giudice del Riesame, ha ritenuto fondati gli elementi raccolti in sede di indagine in ordine alla partecipazione dell’arrestato alla cosca omonima facente capo allo stesso Francesco Iannazzo ed al cugino Vincenzo detto “Moretto”. Il 9 dicembre 2002, il Gip distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, in base alle risultanze investigative ottenute dalla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, emise 58 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili tutti del reato di associazione mafiosa. Gli arrestati sono accusati di avere fatto parte delle cosche lametine Torcasio, Giampà, Iannazzo e degli alleati Gualtieri, Pagliuso, Cannizzaro - Da Ponte ed Anello di Filadelfia (VV). Si tratta di gruppi mafiosi in conflitto tra loro da oltre un biennio contrassegnato dalla nuova guerra di mafia. Una parte degli indagati, a vario titolo, sono accusati di reati tra i quali omicidi, tentati e consumati, estorsioni, traffico di armi e di sostanze stupefacenti. Lo stesso Gip emise 61 avvisi di garanzia a carico di altrettante persone. La ponderosa e complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, durata oltre due anni, consentì di delineare i nuovi assetti strutturali delle cosche lametine in guerra. Lo scontro nacque dalla scissione delle famiglie, una volta unite, Giampà - Cerra Torcasio, originata da interessi economici confliggenti. I nuovi equilibri emersero in fase giudiziaria nel corso della fase dibattimentale del processo “Primi Passi” conclusosi nel luglio 2000 in Corte d’Assise a Catanzaro. In particolare si registrò il riposizionamento di nuove alleanze mafiose delle cosche principali, con famiglie operanti nel territorio lametino, nella zona contigua di Filadelfia e di San Luca. Le risultanze ottenute in ordine ai nuovi assetti ed equilibri mafiosi di Lamezia Terme evidenziarono l’alleanza della cosca Torcasio con quella locale dei Gualtieri, dei Pagliuso, e l’appoggio di elementi di primo piano della cosca Pizzata/Giorgi di San Luca; l’intesa della cosca Giampà con quelle degli Iannazzo, e l’alleanza di quest’ultima cosca con quella dei Da Ponte - Cannizzaro ed il concorso degli Anello.
03/05/2006 20:36
L'accordo tra la Regione Calabria e l'agenzia tedesca Bavaria Travel Vdk, porterà sulle coste joniche reggine trecento turisti a settimana.
L'assessore regionale al Turismo Beniamino Donnici ha presentato alla stampa l'intesa firmata dall' Agenzia Bavaria Travel - Vdk e alcuni centri turistici alberghieri della provincia di Reggio che porterà sulle coste dello jonio reggino trecento turisti a settimana. Si tratta di un'intesa, fortemente sostenuta in un' azione di co-marketing dall' Assessorato regionale al Turismo e messa in atto con la collaborazione del Centro europeo informazioni ''Il Sole di Bisanzio'' che prenderà il via dal prossimo settembre per tre mesi e, poi, tra marzo e aprile del 2007. In base al contratto i turisti tedeschi, tutti over 50, arriveranno da Monaco all' aeroporto di Reggio Calabria con voli charter per poi trascorrere le vacanze nel complesso Altalia di Brancaleone. A illustrare l'iniziativa, con l'assessore Donnici c'erano il dirigente generale Giancarlo Perani e il dirigente del settore promozione dell' Assessorato Pasquale Anastasi. Presenti anche il presidente di VdK Andreas Geyer, Lorenz Geyer, Paul Koske, Mimmo Leonetti presidente de ''Il Sole di Bisanzio'' e Vittoria Pizzi Romano, titolare del centro turistico albeghiero Altalia. "E' la prima volta - ha dichiarato in apertura Donnici - che si riesce, in sinergia virtuosa tra Assessorato e tour operator, a dare vita a linee charteristiche. Puntare sul trasporto aereo è fondamentale per arrivare ad una rete tra gli scali calabresi. Questa iniziativa è importante anche perché consente la valorizzazione della provincia reggina sino ad ora sconosciuta dal turismo straniero e permette l' utilizzo per voli charter dello scalo aeroportuale di Reggio". Donnici si è inoltre soffermato su un imminente iniziativa in concomitanza dei mondiali di calcio in Germania del prossimo giugno. "Teniamo molto al mercato tedesco per cui investiremo in questa direzione attraverso una campagna mirata durante i Mondiali di calcio per rilanciare l' immagine della nostra regione". L'assessore si è mostrato ottimista sulla ripresa del turismo calabrese anche sulla base dei primi dati di questo 2006". "In questo periodo - ha detto l'assessore - ho avuto modo di visitare i principali siti turistici della regione e ho constatato un'inversione positiva di trend: dal turismo invernale ai recenti 'ponti' si nota un incremento notevole di presenze".
03/05/2006 02:54
Lasciano il figlio in auto sotto al sole. Il piccolo è stato liberato da agenti della Polizia che hanno denunciato i genitori
Tropea. Un ragazzino di 10 anni, lasciato chiuso all’interno di un’autovettura sotto il sole, è stato soccorso da due poliziotti quando ormai era in grave difficoltà. Per poterlo liberare, i poliziotti sono stati costretti ad infrangere il vetro posteriore della vettura con un martello. Accompagnato nel vicino ospedale, il bambino è stato calmato ed affidato ai genitori che comunque sono stati denunciati con l’accusa di maltrattamento e abbandono di minori. Il fatto è avvenuto intorno a mezzogiorno di lunedì a Tropea. I genitori, una coppia di imprenditori agricoli palermitani quarantenni , approfittando della festa del Primo maggio, si erano recati in gita a Tropea. Lasciata l’auto, una Golf nera, nel parcheggio comunale con il bimbo chiuso con il sistema blocca sportelli in modo che non potesse aprire dall’interno, si sono allontanati per un primo giro di ricognizione. Da quelle parti si trovavano a passare due poliziotti, che richiamati dalle urla del bambino che dall’interno sbatteva i pugni sul finestrino, si sono precipitati e sono intervenuti. Ma la vicenda non era ancora finita, perché i poliziotti non riuscivano a rintracciare i genitori ripetutamente chiamati ad un numero di cellulare fornito dallo stesso bimbo. È dovuta passare ancora qualche ora prima che la vicenda si concludesse del tutto con la denuncia dei coniugi.
02/05/2006 01:59
Primo maggio, il sindacato a Locri, l'unità difficile e il dialogo col governo. Il confronto sui delicati temi della legge Biagi: tra abolizione e modifica. Da Ciampi un invito ad "allentare le eccessive tensioni politiche"
LOCRI - A Locri, a centinaia di chilometri da Milano e dalle polemiche per la contestata partecipazione di Letizia Moratti al corteo, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti celebrano la festa del Primo maggio alla ricerca di una rinnovata collaborazione tra sindacati e di un nuovo rapporto con il governo di centrosinistra che verrà.
"Non esiste un'alternativa all'unità di Cgil, Cisl e Uil", ha messo in guardia il neosegretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, concludendo il suo intervento. "La nostra politica - ha aggiunto - è quella della concertazione, oggi ancora più necessaria per unire il Paese e dare una svolta positiva ai grandi problemi dell'economia e della società italiana. Non esiste alternativa all'unità di Cgil, Cisl e Uil".
"Non vogliano una stagione di guerre e di fratture irreparabili; vogliamo una stagione di dialogo", gli ha fatto eco il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. "Quello che è successo a Milano - ha rincarato - è il segno di quante divisioni profonde ha determinato il governo di centrodestra".
Una linea in sintonia con le parole pronunciate in contemporanea da Ciampi al Quirinale nella cerimonia per la consegna dei premi ai Maestri del lavoro. Dopo un anno senza crescita, ha sottolineato il capo dello Stato, "si profilano alcuni segni di ripresa". Bisogna lavorare tutti insieme per coglierli, ha aggiunto, perché "è a rischio il benessere presente e futuro degli italiani". Per questo è necessario "l'allentamento delle eccessive tensioni politiche".
"Dobbiamo discutere e trovare la forza e il coraggio per fare scelte unitariamente", ha aggiunto Bonanni rivolto ai suoi colleghi sulla riforma del sistema contrattuale. Una riforma che Luigi Angeletti della Uil giudica "una cosa importante di cui il paese avrebbe bisogno. Ma per fare un accordo bisogna essere in due - ha sottolineato Angeletti - e non mi pare che Confindustria sia molto propensa". Sempre riferendosi alla riforma del sistema contrattuale e all'ipotesi che, in un eventuale confronto, la Cgil possa decidere di non sedere al tavolo, Bonanni ha aggiunto: "Non esistono sulle regole contrattuali delle divisioni, non esistono accordi separati. Per il sindacato, le regole della contrattazione sono come la Costituzione, dobbiamo trovare una soluzione comune".
Ma prima ancora che sulla riforma dei contratti, a mettere alla prova l'unità delle tre confederazioni sarà lo scoglio della legge Biagi. Abolirla, ha osservato Bonanni, "non cambia nulla". I sindacati devono partire "dalle cose che ci possono unire e non da quelle che ci dividono". "Più che della Biagi - ha spiegato ancora il successore di Pezzotta - bisogna parlare di come trovare le risorse per dare ai lavoratori flessibili e precari le tutele che non hanno. Questo ci unirà senz'altro - dice riferendosi alle tre sigle sindacali - abolire la Biagi o no non cambia nulla".
Al centro dei comizi dei tre leader sindacali anche la scelta di celebrare il Primo maggio a Locri, simbolo di speranza del riscatto dalla criminalità dopo l'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno nell'ottobre scorso. "Siamo molto più forti di voi. La delinquenza scomparirà. Ci assumiamo un impegno: non dimenticheremo", ha promesso Angeletti. Per questo, ha aggiunto, la Uil, chiederà al governo "una politica che sostenga chi lavora". "E' ora - ha proseguito - che la politica si ricorda di questa verità, che il nostro paese è fondato sul lavoro. Chiederemo inoltre che il nuovo governo cominci a fare una nuova politica fiscale e di ristabilire un minimo di giustizia sociale. Noi abbiamo bisogno di lavoro, ma ci devono essere le condizioni. Bisogna concentrarsi sullo sviluppo e il risanamento sarà una conseguenza".
"Abbiamo bisogno che il nuovo governo veda presto la luce e si metta al lavoro - ha insistito Epifani - il Paese non può più aspettare. La diminuzione dell'occupazione nel Mezzogiorno ne è l'ultima più evidente prova. Noi non abbiamo mai abbassato la guardia in Calabria e in Sicilia, in Puglia e in Campania e dovunque ce ne sia bisogno".
30/04/2006 19:03
Primo maggio: a Locri sarà una giornata storica
Primo maggio: a Locri sarà una giornata storica
Roberto Castagna all'indomani del Congresso di Locri, che lo ha riconfermato, parla di una scelta felice del Sindacato Nazionale e di una possibile "primavera" per una Calabria che ha nei giovani, nella rinnovata politica e nel risveglio della società civile, il vero motore del cambiamento. Locri sarà il punto di partenza di un cammino verso la riaffermazione dei diritti, dello sviluppo e della capacità dei calabresi che dovranno saper dimostrare di essere bravi costruttori del proprio destino. Il primo Maggio a Locri del movimento sindacale italiano, è, per il sindacato calabrese, una giornata storica. Ancora una volta è il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici a scendere in piazza per fare da "diga" nei confronti della mafia ed affermare il diritto al lavoro e allo sviluppo. Noi saremo lì insieme ai giovani, ai lavoratori, alle lavoratrici, ai pensionati, ai precari ed ai disoccupati a testimoniare che non siamo rassegnati. Con i nostri slogan, i nostri striscioni esprimeremo la voglia di batterci per una società migliore. "Per la prima volta nella storia del movimento dei lavoratori italiani le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno convenuto sulla necessità di svolgere la manifestazione del primo maggio, giornata di mobilitazione e di lotta in Calabria, nella città di Locri, alla presenza dei tre segretari nazionali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. E' una scelta politica importante per la Calabria, per Reggio e per la locride oltre ad essere una grande opportunità per tutti i lavoratori, i pensionati, i disoccupati ed i cittadini che certamente coglieranno tale evento con una consistente e forte partecipazione di massa". E' quanto si afferma in un comunicato della segreteria comprensoriale di Reggio Calabria della Cgil. "Le confederazioni nazionali, con la manifestazione del Primo maggio 2006 a Locri - sostiene ancora la Cgil reggina - continuano a porre la necessaria e giusta attenzione ai problemi del Mezzogiorno ed in particolare della Calabria e della provincia di Reggio Calabria. Sarà, senz'altro, una giornata di mobilitazione, dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani, di grande valore e significato sindacale, perché pone al centro delle rivendicazioni il lavoro, lo sviluppo, la difesa della Costituzione Italiana, la libertà e le azioni di contrasto alle mafie. La manifestazione nazionale del Primo Maggio, che oggi in Italia compie sessanta anni, essendosi svolta prima del 1946 in forma clandestina, si arricchisce con la scelta di Locri di nuovi e profondi significati e potrà avere effetti positivi per l'occupazione e lo sviluppo. Questa scelta rappresenta la continuità dell' impegno sindacale verso il Mezzogiorno, ed in particolare della nostra provincia, rispetto ai problemi che necessitano di risposte certe ed immediate. Del resto, la locride e la provincia di Reggio sono sotto i riflettori del sindacato da parecchio tempo anche perché questo territorio ha contribuito a costruire nel sindacato nazionale una nuova fase nell' iniziativa unitaria con il primo sciopero generale unitario del Paese, il 23 maggio del 2003. Da allora una serie di iniziative nazionali hanno caratterizzato l' impegno sindacale nella provincia: a Reggio, infatti, si svolse nel novembre 2003 la manifestazione nazionale per il Mezzogiorno, così come la città capoluogo fu scelta lo scorso 17 dicembre per declinare un impegno concertativo in favore del Mezzogiorno fra sindacati nazionali, Confindustria e Coordinamento delle Regioni meridionali, attraverso quello che fu definito il 'Patto di Reggio'. Oggi, dunque, Locri rappresenta la continuità di questo impegno". "Per questo aprire la 'vertenza locride' - conclude la Cgil - è una necessità non solo per questo territorio, ma anche per la Calabria e l' intero Mezzogiorno che deve essere affrontata dal prossimo Governo nazionale con serietà ed impegno, oltre che con misure legislative e finanziarie adeguate all' urgenza dei problemi fin dal prossimo documento di programmazione economica e finanziaria. La locride e la Calabria non possono più attendere: occorre una scelta immediata sul terreno della legalità, dell' occupazione, dello sviluppo e della modernizzazione del territorio, problemi su cui anche il Governo regionale deve dimostrare concretezza d' impegno e scelte responsabili".
28/04/2006 16:54
Le mani della mafia sull’Asl di Locri
Il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento della Azienda sanitaria locale numero 9 di Locri, dove sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata. Nei mesi scorsi, dopo l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, il prefetto di Reggio Calabria, su delega del Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, aveva disposto l'accesso antimafia nell'azienda sanitaria. Contestualmente al provvedimento di scioglimento dell' Asl di Locri, il Consiglio dei ministri ha nominato commissario prefettizio il dirigente in congedo dalla Polizia di Stato Antonino De Luca. "Sarà nominata molto presto la commissione prefettizia che dovrà gestire l'Asl di Locri". Lo ha detto all'AGI il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. "Il provvedimento - ha detto - era atteso. Il ministro dell'Interno ha ritenuto di dover chiedere lo scioglimento che è stato deliberato. La decisione prelude ad una intensa attività da parte della comissione prefettizia che si insedierà presto e lavorerà - ha aggiunto De Sena - in sintonia con la Regione in modo tale da poter riorganizzare il sistema sanitaria nella Locride". Intanto sempre ieri dieci persone, tra cui ex dirigenti o dirigenti in servizio all'Asl di Locri ed imprenditori, sono state condannate dal Tribunale a conclusione del processo scaturito da una inchiesta su irregolarità nelle procedure per le gare d'appalto relativo all'affidamento del servizio di lavanderia. Tutti gli imputati sono stati dichiarati incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione per al durata di due anni. Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero pilotato l'appalto per favorire la ditta vincitrice.
27/04/2006 18:37
Autostrada SA-RC: ennesima delusione
"L'ultima truffa del centrodestra ai calabresi riguarda l'autostrada del Sud, quella Salerno - Reggio Calabria da incubo quotidiano. Avevano assicurato il completamento entro il 2009, ma ai soldi necessari, a quanto pare, non ci hanno mai pensato, per cui quella data al momento è solo un miraggio. Non intendiamo però rassegnarci a un calvario infinito". E' indignato il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero - informa una nota del portavoce - per le notizie sulle casse mutue dell'Anas secondo cui i cantieri chiuderebbero a luglio prossimo. "Il Ministro Lunardi e lo stesso Berlusconi - afferma Loiero, parlando con i giornalisti a margine del congresso della Uil a Locri - anche in campagna elettorale avevano garantito che l'importante arteria sarebbe stata ultimata entro il 2009. Ma con le parole purtroppo non si finanziano progetti. E il governo Berlusconi ha trascurato di assegnare all'Anas i fondi necessari. Altro che 2009, altro che attenzione al Mezzogiorno".
Per Loiero, "questa dimenticanza del governo uscente rischia di pregiudicare qualsiasi ipotesi di sviluppo per le regioni meridionali. Senza infrastrutture viarie adeguate qualsiasi discorso è vuoto di concretezza".
Il presidente Loiero sostiene quindi che "all'autostrada del Sud ci dovrà pensare il governo dell'Unione. Il confronto sul tema delle infrastrutture, vista la disponibilità di Romano Prodi, sarà immediato. L'obbiettivo del 2009 è stato seriamente messo in discussione".
Il motivo, secondo il presidente della Regione Calabria, sta nel fatto che "il governo Berlusconi ha pensato alla sua sopravvivenza ricorrendo a illusionismi e a promesse di grandi opere ma senza copertura finanziaria. Con il centrodestra calabrese ha bleffato ancora una volta sulla pelle del Mezzogiorno e, in particolare della Calabria".
25/04/2006 15:29
Anche Placanica si candida per le amministrative di Catanzaro
Mario Placanica, l’ex carabiniere indagato per l’uccisione di Carlo Giuliani nel corso del G8 di Genova, la cui posizione è stata poi archiviata, si candiderà al Consiglio comunale di Catanzaro in occasione delle elezioni amministrative di fine maggio. Placanica, già nel settembre scorso aveva annunciato il desiderio di correre per un posto da consigliere comunale, manifestando la sua simpatia per An. Adesso il desiderio diventa realtà con la lista civica “Catanzaro con Sergio Abramo” che si richiama all’ex sindaco e attuale consigliere regionale che insieme a Piero Aiello è promotore di un terzo polo. “Mi voglio impegnare - ha confermato Placanica all’Ansa dopo che la notizia di una sua possibile candidatura è stata pubblicata dal Quotidiano della Calabria - per mettermi a disposizione dei cittadini di Catanzaro ancora una volta. Vorrei dare un supporto alla politica locale e fare qualcosa per la mia città”. L’ex carabiniere non teme che la vicenda che lo ha visto coinvolto al G8 di Genova possa in qualche modo influire sulla sua candidatura. “Per quella vicenda - ha detto - sono stato prosciolto. Ho voltato pagina e ne ho aperta una nuova, che è quella della politica. Quella vicenda appartiene al passato e non c’entra niente con la mia candidatura. Come sarà accolta dai catanzaresi? Non ho un’idea precisa su questo. Spero che siano solidali con me. Hanno visto come sono ed i valori di cui sono portatore. Se mi vorranno votare sarò felice di lavorare per la mia città”. Da questo punto di vista, Placanica ha sostenuto che la nuova amministrazione “dovrà proseguire sulla strada intrapresa dall’ex sindaco Sergio Abramo che ha già fatto molto. Si tratta di aggiustare qualcosa, a livello di organizzazione, di gestione. Per quanto mi riguarda vorrei occuparmi delle politiche giovanili. Per adesso attendiamo il deposito delle liste e poi vedremo quali iniziative avviare nei vari quartieri come richiamo alla politica di Sergio Abramo”.
23/04/2006 19:05
Gli studenti di Toronto a teatro con "Il Brigante". Abbraccio affettuoso della comunità ai giovani dell'associazione di Serra San Bruno.
TORONTO - A Toronto hanno ricevuto l'abbraccio affettuoso di tutta la comunità i giovani dell'associazione culturale Il Brigante giunti in Canada grazie al Centro Scuola e Cultura Italiana in collaborazione con il Comune di Serra San Bruno.
Alla serata di benvenuto organizzata presso il Montecassino Place di Woodbridge erano presenti 300 persone: «È stata una bella serata durante la quale i presenti hanno apprezzato musiche autentiche, musiche uscite da strumenti antichi ma suonati da giovani - dice il prof. Domenico Servello, coordinatore dei programmi di italiano del Toronto Catholic District School Board e presidente del Club Simbario - e le persone più anziane hanno davvero gradito questa musica e si sono, per così dire, avvicinate ai giovani perchè questa musica ha avuto la funzione di legare, seppure con un filo invisibile, due generazioni».
Ma il gruppo Il Brigante, nato nel 1995 con lo scopo di promuovere, tra le numerose iniziative anche la diffusione del dialetto calabrese che si prefigge di far rivivere i suoni e i ritmi antichi della Calabria, ha tenuto due spettacoli, il primo presso la Loretto Abby e il secondo alla scuola Dante Alighieri: «Spettacoli, questi, che hanno letteralmente catturato l'attenzione degli studenti affascinandoli, - continua il prof. Servello - gli attori si sono ispirati alla vita del poeta dialettale Bruno Pelaggi che ha fatto del suo scrivere un'arma contro le ingiustizie sociali, descrivendo le condizioni in cui versava l'Italia dopo l'Unità d'Italia e in particolare le delusioni cui è andata incontro la Calabria».
Non è mancata una serata di arrivedeci nella sede del Club Simbario: «I ragazzi sono stati piacevolmente sorpresi dall'accoglienza ricevuta, non si aspettavano tanto calore, erano davvero felici», dice Servello.
Attori, questi del gruppo Il Brigante, che hanno alle spalle una solida preparazione e che calcano le scene con grande passione: «Sono davvero in gamba, al punto da poter aspirare a palcoscenici im-portanti ed è proprio questo l'augurio che formulo loro con tutto il cuore», conclude il prof. Servello.
23/04/2006 18:46
L'inchiesta su due concorsi partita da una denuncia di Luciano Prestia. Blitz dei carabinieri all'Aterp, straordinariamente affidata al nostro compaesano, professor Franco Scopacasa
ANCORA un'inchiesta nei riguardi di un ente pubblico pararegionale. E' partita dalla procura della Repubblica ed affidata alla professionalità dei carabinieri della stazione, diretti da Nazzareno Lopreiato.
Nel mirino degli inquirenti l'Aterp (Azienda territoriale edilizia residenziale e pubblica) la cui gestione, nel luglio 2005, alcuni mesi dopo i risultati delle elezioni regionali, è stata affidata straordinariamente a Francesco Scopacasa, dirigente scolastico e politicamente aderente ai Democratici di sinistra. Ieri mattina il maresciallo Lopreiato e i suoi uomini hanno fatto irruzione negli uffici di via Boccaccio dove hanno fotocopiato una corposa quanto dettagliata documentazione, trasferendola in caserma.
All'attenzione degli uomini della Benemerita è un concorso per 19 posti che fin dal momento della sua indizione, avvenuta nel mese di novembre 2005, ha sollevato una serie di dubbi e perplessità non solo e non tanto dai settori di centrodestra, appena scalzati dalla conduzione dell'Ente, quanto e soprattutto da un sindacalista attento e non aduso a gettarsi a capofitto e fare denunce se prima non ha le carte in mano.
Ci riferiamo a Luciano Prestia, storico segretario generale della Uil provinciale, che non solo ha attaccato più volte sulla stampa Scopacasa, cui è seguito il rituale ping-pong del botta e risposta, ma ha pure interessato la magistratura. Reca infatti la data del 4 marzo una sua denuncia-querela presentata ai carabinieri nei confronti del Commissario Francesco Scopacasa, nella quale scrive che «pur non essendo stata nominata la commissione dei concorsi abilitata per legge ad espletare tutte le incombenze, sono state aperte le buste contenenti le domande di quattro lavoratori a tempo determinato, aspiranti anch'essi a ricoprire i posti messi a concorso». Ad avviso di Prestia tali «atti e comportamenti pregiudicano la legittimità e l'imparzialità dei concorsi» e da qui la richiesta «di agire per quanto previsto dalle leggi».
A seguito di questa denuncia i carabinieri si erano recati nell'ufficio per acquisire il bando del concorso e ieri sono ritornati nei locali di via Boccaccio e hanno sequestrato, sia pure a campione, numerose buste già aperte tra quelle inviate per posta dai 2900 concorrenti entro i termini fissati dai due bandi e cioè il 23 gennaio 2006 quello per ragionieri, geometri, istruttore amministrativo, funzionario legale e il 20 febbraio 2006 quello per dirigente tecnico e per dirigente amministrativo.
Inoltre i carabinieri hanno sequestrato il registro di protocollo. Dai primi accertamenti sarebbe risultato che gran parte delle buste (si parla addirittura di tutte) sarebbero state aperte nonostante la dicitura sulle stesse dei concorsi indicati dal bando. Tale compito, per legge, avrebbe dovuto invece essere assolto dalla commissione nominata soltanto da pochi giorni e composta da otto membri. Anche a tale riguardo sarebbe emersa una anomalia e cioè il fatto che i componenti delle singole commissioni (una per ciascun concorso relativo alle varie qualifiche) si alternano come presidenti. Tra i commissari figurano esperti e funzionari di primo piano di alcuni fra i principali enti locali del Vibonese.
Gli inquirenti sono, ora, chiamati a verificare un altro fatto, che se dovesse essere accertato potrebbe risultare di estrema gravita. E cioè se tra i dipendenti che attualmente lavorano in via precaria all'interno dell'Aterp ve ne sono interessati a partecipare ai concorsi.
In buona sostanza, si tratta di stabilire se tutte le operazioni sin qui effettuate siano legittime e trasparenti, fermo restando, naturalmente, che volendo approfondirne il ragionamento il vero scandalo è costituito dal fatto che per appena 19 posti messi a concorso siano state presentate più di 2900 domande (in media oltre 150 concorrenti per ogni singolo posto) in maggioranza da persone residenti nel territorio della provincia vibonese ma anche da altre province della Calabria.
22/04/2006 22:57
Serra San Bruno. Poste chiuse per ristrutturazione fino al 29 c.m.
Poste italiane informa che domani partiranno i lavori di restyling dell'ufficio postale di Corso Umberto I. Al fine di consentire l'esecuzione dei lavori, l'ufficio non sarà operativo fino a venerdì 28 aprile, per riprendere la regolare attività a partire da sabato 29 . Diversi sono gli interventi previsti sia nell'ambito della sala al pubblico che nella sala destinata ai portalettere: saranno tinteggiati i locali, potenziati i sistemi di sicurezza, adeguati e messi a norma gli impianti idrici, elettrici e di climatizzazione, secondo le vigenti leggi in materia di sicurezza. Interventi destinati ad offrire ai cittadini e agli operatori ambienti più accoglienti confortevoli e funzionali. L'ufficio postale di Serra San Bruno, diretto da Bruna Pelaia, dispone di 4 sportelli per i servizi Bancoposta, uno per i servizi postali ed è fornito di Atm Postamat esterno attivo 24 ore su 24.
20/04/2006 17:04
San Gregorio. Incendiate prima l'auto del figlio dell'imprenditore Farfaglia e poi quella del titolare. Farfaglia è noto anche a Simbario per aver fatto diversi lavori nel nostro comune.
SAN Gregorio - Ancora avvertimenti della criminalità contro il noto costruttore edile Rocco Farfaglia, 61 anni, del luogo. La scorsa notte, in poco meno di un'ora, sono state date alle fiamme due automobili: una Citroen di sua proprietà e una Bwm 7.30 appartenente al figlio Gregorio, 34 anni, direttore tecnico della società Gem, con con sede in via Luigi Razza a Vibo. Le due autovetture sono state completamente distrutte dalle fiamme.
I carabinieri della compagnia di Vibo e della locale stazione, che hanno avviato le indagini, non si sbilanciano sul movente. Ma sembra proprio che i due episodi criminosi siano da ricondurre ad un solo autore. Il primo incendio si è verificato a Bivona, 45 minuti dopo la mezzanotte, dove si trova l'abitazione del figlio di Rocco Farfaglia.
Le fiamme hanno completamente distrutto la Bmw. Ad accorgersi di quanto stesse accadendo il cugino di Gregorio Farfaglia che, notando l'incendio, ha chiamato immediatamente i vigili del fuoco e i carabinieri. Allo stesso tempo è stato avvertito l'imprenditore che in quel momento si trovava nella sua abitazione a San Gregorio, sita in via san Biagio, il quale scendendo le scale di casa ha, a sua volta, notato la sua Citroen in preda al fuoco. Una scena alla quale l'imprenditore edile non avrebbe mai voluto assistere. Era passata l'1,40. Raggiunto al telefono lo stesso Rocco Farfaglia non ha nascosto la sua preoccupazione per l'episodio criminoso, sostenendo di non sapersi spiegare i motivi di tanto accanimento nei confronti della sua attività. Appena tre mesi fa, infatti, i mezzi di proprietà della sua impresa erano stati attinti da alcuni colpi d'arma da fuoco in pieno giorno mentre stavano operando in un cantiere di Piscopio.
«Ho appreso la notizia dell'incendio della Bmw direttamente da mio figlio - ha raccontato - mentre mi trovavo a casa con alcuni parenti e amici. Ho preso la decisione, pertanto, di recarmi a Bivona. Ho sceso le scale ma una volta aperta il portone d'ingresso ho visto un bagliore. Era la Citroen che stava andando a fuoco. Ho chiamato i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere l'incendio. Non so che pensare. E' stato per noi come un fulmine al ciel sereno».
Farfaglia, in conclusione, ha aggiunto di aver più volte richiesto la realizzazione dei cancelli nel quale è ubicata la sua abitazione e quella di altre persone. «Ho più volte invocato la chiusura dei cancelli ma nessuno ha mai appoggiato la mia richiesta. In questo modo chiunque può entrare in una proprietà privata, come è avvenuto».
Gianluca Prestia
19/04/2006 18:30
San Nicola da Crissa. Seconda intimidazione a un pensionato. Prima l'incendio, ora il taglio delle gomme
SAN NICOLA DA CRISSA - Questo centro a ridosso delle Serre di tanto in tanto sale alla ribalta della cronaca non solo per gli eventi culturali e per i personaggi che qui sono nati e che ad esso danno lustro ivi compresi i tanti emigrati sparsi per il mondo, con la grande rappresentanza laboriosa di oltreoceano, specie in Canada, ma purtroppo anche per fatti poco piacevoli. Uno di questi è rappresentato da atti di teppismo e comunque criminali di chi nottetempo si "diverte" a tagliare le gomme delle auto in sosta. Basti ricordare quanto accaduto alla fine del 2005 quando sono state bucate le gomme di ben dodici auto. Un vero e proprio raid teppistico e in quell'occasione i carabinieri riuscirono a venirne a capo denunciando i due presunti responsabili. Ma ora la storia si ripete sia pure in misura ridotta. A farne le spese è stata la Fiat Templa di un pensionato Raffaele Galati di 71 anni, che si trovava parcheggiata davanti alla casa dell'uomo in via Alighieri.
Il fatto in sé anche se grave può anche essere considerato riduttivo rispetto al passato, ma si dà il caso che il pensionato era stato già oggetto, nel settembre 2005, di un altro gesto forse più grave. Sconosciuti avevano gettato sul cofano della stessa autovettura, parcheggiata allora in piazza, un pezzo d spugna inzuppata di liquido infiammabile e data alle fiamme. Il fuoco provocò danni limitati all'auto perché qualcuno provvide a spegnerlo. Ora la storia si è ripetuta con quello che può essere considerato un secondo avvertimento. Gli abbiamo chiesto chi potrebbe averla con un pensionato e dopo molte esitazioni Galati interpellato telefonicamente ci ha finalmente risposto: "Non so proprio chi potrebbe averla con me. Da anni sono pensionato dopo una vita spesa come commerciante all'ingrosso di bibite e alimentari. Sono una persona anziana e vorrei trascorrere il resto della mia vita tranquillo, ma evidentemente questo non mi è possibile perché non so chi, né per quale oscuro motivo, ha deciso il contrario". Galati ci ha confermato di aver presentato denuncia ai carabinieri, per come fece quando gli incendiarono l'auto. Galati non si sa spiegare tanto accanimento anche perché, come dicevamo, non svolge alcuna attività, avendo trasferito il commercio a nome del figlio che opera addirittura in Canadà.
14/04/2006 16:15
Il Presidente Loiero valuta i risultati elettorali
La giunta regionale della Calabria, riunita questa mattina sotto la presidenza di Agazio Loiero, ha valutato i risultati elettorali giudicando "molto positive sia la vittoria dell' Unione che porterà Romano Prodi alla guida del Paese, sia il vistoso successo del centrosinistra nella Regione, l' unica dall' Umbria in giù a mantenere il trend elettorale di un anno fa con un vantaggio percentuale a doppia cifra".
"Il voto del 9-10 aprile - informa una nota del portavoce di Loiero - suona come una conferma di consenso nei confronti del governo regionale per l' azione svolta in questi 12 mesi intensi e difficili, durante i quali sono stati decisi e avviati interventi che segnano il cambiamento e come tali sono stati percepiti dall'elettorato. Interventi sul sociale come l'abolizione degli odiosi ticket sanitari che incidevano pesantemente sui redditi delle famiglie, l'accordo sugli Lsu-Lpu che avvia il superamento del precariato e l' inizio di una nuova politica nel settore della forestazione che punta a rendere il settore produttivo, ma anche decisioni come la costruzione della cittadella regionale, la politica di decentramento delle funzioni amministrative alle province e ai comuni, la nuova attenzione su Gioia Tauro".
"Ricordando quanto Prodi ha detto nei confronti della Calabria (l'ha definita "regione prediletta'"), la giunta Loiero si augura che dal nuovo governo nazionale - prosegue la nota - finalmente questo territorio potrà avere le attenzioni dovute per superare gap storici che, fino a ora, ne hanno frenato la crescita. Carente di infrastrutture, povera di viabilità adeguata alle necessità, mancante di una rete di servizi di base e a rischio per la presenza di una criminalità pervasiva e arrogante, nel giudizio del governo regionale la Calabria ha bisogno di cure immediate da parte del nuovo governo per potere contribuire alla pari con le altre regioni italiane al rilancio del sistema-Italia".
"Con un governo amico a Roma - ha commentato il presidente Agazio Loiero - non possiamo e non dobbiamo lasciarci sfuggire l'occasione per una vera modernizzazione della regione. In questo senso riteniamo che il largo consenso consegnatoci dai calabresi, rappresenti da una parte un biglietto da visita notevole e dall' altra uno stimolo ulteriore a operare sempre più e sempre meglio per far sì che i calabresi non debbano sempre navigare nei bassifondi delle classifiche del benessere". Un' azione sinergica tra governo nazionale e governo regionale, secondo la giunta Loiero, sarà decisiva per dare smalto all'economia e alla società calabrese. "Ma a lavorare per tale obiettivo - conclude la nota - ci deve essere un fronte più ampio che coinvolga, in un processo decisionale rispettoso dei ruoli, in primo luogo le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali, ma anche la stessa opposizione della quale deve essere valorizzato il ruolo propositivo e di controllo che può aiutare non solo e non tanto la crescita della regione, ma può essere determinante per l'affermazione di una democrazia matura e partecipata di cui, soprattutto nel momento in cui il Paese appare spaccato e diviso, qui da noi ancor di più si avverte la necessità e il bisogno".
12/04/2006 10:48
Loiero soddisfatto
Il Partito democratico meridionale ideato e voluto dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, presenterà proprie liste alle prossime elezioni amministrative in Calabria. Ad annunciarlo è stato lo stesso Loiero incontrando i giornalisti per commentare l’esito del voto delle politiche che lo hanno visto protagonista in Calabria con la lista Codacons, che ha raccolto più del 5% dei consensi eleggendo senatore Pietro Fuda. A maggio si voterà per l’elezione dei sindaci di Catanzaro, Cosenza e Crotone e del presidente della Provincia di Reggio Calabria. “Stiamo lavorando - ha aggiunto Loiero - per creare il simbolo e le liste”. Al riguardo, l’assessore regionale all’Agricoltura, Mario Pirillo, capolista alla Camera per la lista Codacons, ha ricordato che gruppi consiliari del Partito democratico “sono già stati realizzati al Consiglio regionale ed in numerosi enti locali dove sono presenti amici che la pensano come noi”. “Immaginatevi se Loiero fosse andato per conto suo e non con una lista apparentata. L’Unione avrebbe perso in campo nazionale”. Lo nota il portavoce del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, commentando i risultati elettorali. “I suoi voti - dice il portavoce, Pantaleone Sergi - in un certo senso sono stati decisivi visti i risultati delle urne e la vittoria striminzita del centrosinistra. A questo punto possiamo dire che i 60 mila voti raccolti da Loiero con la sua lista Codacons hanno determinato il successo dell’Unione in campo nazionale”. Agazio Loiero oggi è indicato da molti osservatori politici come il vero vincitore delle elezioni calabresi. Il Governatore si era staccato dalla Margherita da poco, apparentato un mese fa al Codacons (un anno fa alle elezioni regionali i consumatori avevano raggranellato appena lo 0,2%) ed oggi esce dalle urne con un senatore eletto, l’ex presidente della Provincia di Reggio Calabria Pietro Fuda, ed un distacco nella regione tra l’Unione e il centrodestra di 15 punti in percentuale. “La battaglia che abbiamo condotto - commenta Loiero - è stata una battaglia per l’autonomia della regione. Ho subito in campagna elettorale pesanti attacchi personali ma di questa mia battaglia di libertà si accorgeranno anche tutti coloro i quali l’hanno avversata. Dopo il gioco delle opzioni ci potranno essere sorprese. Ma il dato politico di fondo è che dopo un anno in Calabria - unica regione del sud ed una delle poche in Italia - viene confermato il trend favorevole del centrosinistra. Siamo soddisfatti: abbiamo eletto un senatore e ora spero che ce la faccia anche l’altro mio candidato all’estero”.
11/04/2006 15:59
Catturato Provenzano, scappava da 43 anni, nessuno conosceva il suo volto.
Il super boss della mafia Bernardo Provenzano, arrestato oggi a Corleone, era latitante da oltre quarant'anni: l'ultimo contatto con la polizia risale al 9 magggio del 1963, ma la sua presenza era stata segnalata alla fine del 2003 in una clinica francese di Marsiglia, dove si era sottoposto a un intervento chirurgico sotto falso nome. Undici giorni fa il suo avvocato, Salvatore Traina, aveva ipotizzato che Provenzano fosse morto "da diversi anni".
Provenzano, appartenente inizialmente alla cosca mafiosa di Luciano Liggio (che di lui disse "spara come un dio, ma ha il cervello di una gallina") insieme a Totò Riina, commise i suoi primi omicidi negli anni Sessanta, nel corso della prima guerra di mafia palermitana contro i Navarra. L'approdo ai vertici di Cosa nostra avvenne tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta: dopo aver infiltrato ogni cosca con uomini di estretta osservanza "corleonese", e avere poi eliminato tutti gli avversari a colpi di kalashnikov, Provenzano e Riina divennero i capi assoluti di Cosa nostra.
Conosciuto come "zu Binnu" o "u tratturì", il trattore, per la sua determinazione, Provenzano prese le redini di Cosa nostra nel '93, dopo l'arresto di Riina. Ma il suo volto è rimasto ignoto persino ai "soldati" dell'esercito corleonese, ai quali impartiva ordini tramite i cosiddetti 'pizzini', cioè i bigliettini di carta mandati ai destinatari da uomini fidati.
Il nome di Provenzano compare in decine di processi, come quelli per le sanguinose stragi del '92 e '93 volute da Totò Riina, per le quali è stato anche lui condannato all'ergastolo come mandante. Nell'aprile scorso la Cassazione gli aveva però annullato l'ergastolo, con rinvio per nuovo giudizio, in relazione al processo per 127 omicidi di mafia avvenuti, a Palermo e provincia, tra gli anni '70 e i primi anni '90.
Della 'primula rossa' hanno parlato tutti i pentiti di Cosa nostra, a partire dal boss di Riesi Giuseppe Di Cristina, dilungandosi sul complesso rapporto di amore-odio che lo ha legato per un quarto di secolo a Totò Riina. Secondo diverse testimonianze dei collaboratori di giustizia, Riina sarebbe stato il capo militare dell'organizzazione mafiosa e Provenzano la "mente politica", lo stratega in grado di gestire "tutti gli appalti e i rapporti con i politici". L'ultima strategia usata dal boss per condurre gli affari della mafia, indicata dal pentito Antonino Giuffré, è quella della 'moderazione' e dell'inabissamento, con l'infiltrazione costante nelle istituzioni, preferita all'attacco frontale, utilizzato in passato.
09/04/2006 00:41
La parola passa agli elettori. Domenica e lunedì seggi aperti per rinnovare Camera e Senato. In Calabria gli aventi diritto al voto sono un milione e seicentomila
Sono 1.603.080 i cittadini calabresi che hanno diritto al voto (1.411.878 quelli che possono votare anche al Senato, avendo compiuto il venticinquesimo anno di eta'. Le donne sono 829.733 per la Camera (736.039 per il Senato), gli uomini 773.347 per la Camera (675.839 per il Senato). In calabria oggi saranno allestiti 2.390 seggi. Gli elettori calabresi che si recheranno domani e lunedi' alle urne esprimeranno il voto per e |
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15/11/2006 08:56
La Pasquin accusata anche dal collaboratore di giustizia Giuseppe Masciari
E' stata interrogata Patrizia Pasquin, presidente della sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia, accusata di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa aggravata ai danni dello stato. Secondo l'accusa il magistrato, sospettata di essere vicina al clan della 'ndrangheta dei Mancuso, avrebbe beneficiato di una "stabile remunerazione" in cambio dei favori che avrebbe garantito come presidente del Tribunale e, in particolare, come giudice fallimentare.
In un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Salerno, Emma Conforti, su richiesta dei pm antimafia Mariella De Masellis e Domenica Gambardella, si fa riferimento alle contropartite che il giudice avrebbe ricevuto in cambio dei favori elargiti. "La Pasquin - affermano i pm - riceveva stabile remunerazione consistita nell'acquisto di mobili per la sua casa ed in continue forniture alimentari corrisposte a lei e fatte pervenire, a mezzo corriere, al figlio, Alessandro Tassone, domiciliato a Torino per motivi di studio a partire dal febbraio del 2000".
Scattati anche una serie di sequestri partiti con quello del cantiere del "Melograno Village" a Parghelia, nel vibonese, di cui la Pasquin sarebbe stata socio occulto, e di beni immobili e conti correnti, per un valore di circa quattro milioni di euro. Tra i beni, che sarebbero riconducibili agli esponenti della 'ndrangheta Giuseppe e Giovanni De Stefano, c'è anche l'immobile dove ha sede il noto bar e ristorante 'Cordon Bleu' di Reggio Calabria. Giuseppe De Stefano è fratello di Carmine, di 38 anni, arrestato nel dicembre del 2001 dopo diversi anni di latitanza. I due cugini sono inoltre nipoti di Orazio De Stefano, di 47 anni, fratello di Paolo e Giorgio uccisi negli anni scorsi, già inserito nell'elenco dei 30 superlatitanti, arrestato nel febbraio del 2004.
I sequestri fanno parte dell'operazione "Dinasty 2 - do ut des" in cui sono state coinvolte una quarantina di persone tra cui magistrati, amministratori, politici, avvocati, professionisti e mafiosi. La Pasquin, salita anni fa alla ribalta delle cronache per aver seguito le indagini sull'omicidio del piccolo Nicholas Green, il bambino assassinato nel '94 in una rapina sull'autostrada, viene accusata anche dalla testimonianza dell'imprenditore Giuseppe Masciari.
Sottoposto a programma di protezione in qualità di testimone di giustizia e costituitosi parte civile in numerosi procedimenti penali contro esponenti della 'ndrangheta, Masciari in una nota si dice vittima di quel "sistema 'ndranghetistico che vede complici esponenti della magistratura, nello specifico la dottoressa Pasquin, la stessa che nel '96 ha pronunciato la sentenza dichiarativa di fallimento avverso l'imprenditore Masciari, che si era opposto di sottostare alla pressione estorsiva e al sistema di collusione già in atto a quei tempi".
Da Roma intanto il ministro degli Interni Giuliano Amato fa sapere che, vista la gravità dei problemi discussi col presidente della regione Calabria Agazio Loiero, arriverà al più presto in Calabria per un vertice con istituzioni, prefetti, forze dell'ordine e magistrati. Mentre il ministro della Giustizia Clemente Mastella rende noto che "in riferimento alla gravissima vicenda dell'arresto di Patrizia Pasquin, magistrato in servizio presso il tribunale di Vibo Valentia, il ministero comunica che già da tempo sta seguendo con la massima attenzione lo sviluppo del procedimento penale in questione".
"L'Ispettorato generale del dicastero - prosegue il comunicato di via Arenula - ha infatti costantemente richiesto alla Procura della Repubblica competente le opportune notizie. Non sono stati fino ad ora disposti accertamenti amministrativi presso il tribunale di Vibo per non ostacolare il corretto andamento delle indagini".
10/11/2006 17:08
'Ndrangheta, blitz nel Vibonese in manette anche un magistrato. "Nelle intercettazioni si parla di cause da sistemare"
Magistrati, un ex assessore, avvocati e anche un giudice. Alcune cause "da sistemare". Vanta nomi eccellenti il blitz che la Polizia ha effettuato nel Vibonese. Tra gli arrestati (16 persone) c'è anche un magistrato del tribunale di Vibo Valentia, Patrizia Serena Pasquin, presidente di sezione e due magistrati che collaboravano con lei. Nel complesso le persone indagate sono 33. "Sono state captate intercettazioni in cui con estrema disinvoltura gli interlocutori parlano di cause 'da sistemare'", dicono i pm.
Il giudice coinvolto. Le accuse alla Pasquin farebbero riferimento al periodo in cui presiedeva la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Vibo Valentia. L'inchiesta avrebbe come oggetto anche fatti riguardanti la realizzazione di alcuni insediamenti turistici nel Vibonese, e in particolare a Tropea e Parghelia. Alla Pasquin vengono contestati i reati di corruzione semplice, corruzione in atti giudiziari, falso, truffa e abuso. Reati che sarebbero stati commessi in favore di persone vicine alla cosca Mancuso che ha interessi in molte attività economiche e commerciali. Secondo i pm il giudice avrebbe compiuto "un sistematico mercimonio della funzione pubblica attuando in modo capillare il principio del 'do ut des'" e non avrebbe esitato "ad attivare tutti i possibili canali di informazione" per avere notizie utili sulle indagini corso, "mediante accessi abusivi al registro informatico della Procura di Vibo Valenzia". Ed ancora il giudice avrebbe prodotto documenti falsi per far ottenere finanziamenti illeciti ai boss.
Per sviare i sospetti il giudice avrebbe utilizzato utenze telefoniche intestate alla sua collaboratrice domestica. La Pasquin usava queste utenze telefoniche in particolare per le telefonate con Antonio Ventura, persona ritenuta vicina al clan Mancuso, noto come "Tappo". Dalle conversazioni intercettate si riscontra "l'esistenza di un consolidato, duraturo e permanente rapporto corruttivo, finalizzato a risolvere la procedura concorsuale da cui Ventura era gravato e numerose altre vicende giudiziarie".
Il nome di Patrizia Pasquin era già comparso in alcune intercettazioni dell'inchiesta Dinasty, condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro contro la cosca Mancuso. In particolare, il giudice era stato citato come persona "contattabile" in un colloquio tra Diego Mancuso, capo della cosca, e il nipote Domenico in relazione ad un sequestro di beni eseguito contro appartenenti al gruppo criminale.
Gli altri arresti. Tra gli arrestati ci sono anche esponenti del clan Mancuso di Limbadi, la cosca che ha il "predominio incontrastato" della provincia di Vibo Valentia. In manette anche due avvocati ai quali vengono contestati la corruzione e la corruzione in atti giudiziari, reati commessi in concorso col giudice Pasquin. Insieme alla Pasquin sono stati portati in carcere altri tre arrestati: Settimia Castagna, di 49 anni, imprenditrice nel settore della floricoltura e turistico, Achille Sganga (44), geometra dell' ufficio tecnico del Comune di Parghelia ed Antonio Ventura (61), imprenditore commerciale indicato dagli investigatori come vicino alla cosca Mancuso.
Nei guai anche ex assessore della Regione Calabria, Ernesto Funaro, di 66 anni, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.
10/11/2006 17:07
Vazzano. Anziano trovato impiccato in casa.
Poco prima di mezzogiorno ieri, la signora Elisa Chiera tornando a casa dal consueto mercato del giovedì, ha trovato il marito G. G., 74 anni, impiccato con corda alla ringhiera della scala interna della propria abitazione. La signora Elisa, allarmata e quasi incredula alla tremenda tragedia e alla vista del corpo del marito sospeso nel vuoto e senza vita, ha chiesto aiuto e consolazione ai vicini di casa. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri ed il medico legale, che ha constatato chiaramente, nell'atto di impiccagione, la causa del decesso.
Non si conoscono i motivi che hanno spinto l'uomo a compiere questo tragico atto estremo sulla propria vita. Si sapeva che soffriva per problemi al cuore e ultimamente era stato ricoverato all'ospedale per la prostata, ma si muoveva e agiva normalmente nei rapporti quotidiani. In ogni modo, la sua è stata una scelta meditata e ben determinata da una precisa volontà di congedarsi da questa vita. Il giorno prima, scherzando con un vicino di casa ha detto: «Caro compare, ho paura di non poter uscire più con questa mia lambretta». Per strano gioco del destino, pare che proprio ieri mattina, la vittima ha espresso alla moglie il desiderio di avere un paio di scarpe nuove per solenni circostanze.
Oltre alla moglie, l'uomo aveva cinque figli, di cui due, Mariano e Nunziata sposati a Vazzano, e tre Mimmo, Teresa e Pietro vivono e lavorano nel nord Italia.
08/11/2006 15:36
Brognaturo, Spadola e Simbario. Bilanci comunali al collasso. I sindaci dei tre piccoli protestano contro i tagli alla Finanziaria.
C’è preoccupazione tra i sindaci dei piccoli comuni del vibonese che, a causa dei tagli previsti dalla finanziaria, prevedono un “collasso dei bilanci” ed una possibile “riduzione dei servizi offerti ai cittadini”. Nel Vibonese, la provincia più povera d’Italia, i tre comuni più piccoli sono Brognaturo, Spadola e Simbario dove l’economia è incentrata sull’agricoltura ed il tasso di disoccupazione è notevolmente elevato. “La situazione era già disastrosa - sostiene il sindaco di Brognaturo, Giuseppe Pupo - ed ora con i prossimi tagli previsti dalla finanziaria rischiamo veramente il collasso. Le prospettive di poter offrire dei servizi adeguati ai cittadini sono completamente nulle. Noi amministratori stiamo facendo il possibile ma la verità è che a stento riusciamo a pagare gli stipendi agli impiegati comunali. Credo che il futuro di queste nostre realtà, se si continua con la politica dei tagli, è quello dell’accorpamento dei comuni”. A Brognaturo risiedono poco più di settecento abitanti. Il comune del vibonese è famoso in Italia e all’estero per la produzione delle pipe in radica. “Con gli ulteriori tagli - ha concluso Pupo - ovviamente saranno a rischio l’assistenza agli anziani e tutti i servizi collegati al sociale. Per un piccolo comune come il nostro, dove la popolazione è composta prettamente da anziani, questo vuol dire abbandonare i cittadini al loro destino”. A Spadola, dove risiedono 821 persone, il sindaco, Domenico Marchese, è preoccupato perché “non potendo offrire dei servizi adeguati ai cittadini ovviamente la qualità della vita non è delle migliori. Viviamo una situazione di totale disagio perché non riusciamo a far fronte a nessuna iniziativa che possa invogliare i cittadini a restare nei nostri territori”. Nel comune di Spadola c’è una consistente produzione di funghi la gran parte dei quali vengono utilizzati nei ristoranti locali. “Con i scarsi fondi che ci ritroviamo - ha concluso Marchese - non riusciamo nemmeno ad organizzare una piccola manifestazione per promuovere i funghi che vengono raccolti nelle nostre campagne. Con i prossimi tagli credo che l’intera gestione sarà seriamente a rischio. Come tanti altri sindaci ci uniremo al coro di proteste contro il governo e contro questa nuova finanziaria”. A Simbario, infine, un comune dove risiedono poco più di mille abitanti, la situazione economica non è diversa. “Siamo in una situazione difficile da affrontare - ha detto il sindaco, Francesco Andreacchi - perché le risorse disponibili si riducono sempre di più. Agli scarsi fondi del comune si aggiunge poi una disoccupazione molto elevata che aggrava ancor di più la situazione economica locale. Non possiamo permetterci il lusso di aumentare le tasse quando in un comune come il nostro c’é la prevalenza di famiglie monoreddito. E allora come faremo? Il rischio è quello di dover sacrificare qualche servizio al cittadino”.
03/11/2006 15:47
Arriveranno in Calabria finanziamenti per 620 milioni di euro nell’ambito del Por 2007-2013
Ammontano a oltre 620 i milioni di euro che andranno alla Calabria nell’ambito del Por 2007-2013 grazie alla versione definitiva del Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale approvato dalla Conferenza Stato-Regione. Il Piano, che era stato discusso in Commissione Politiche agricole dagli assessori regionali, prevede il riparto delle risorse finanziarie messe a disposizione dall’Unione europea a favore dell’agricoltura italiana. Lo si apprende da una nota dell’assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo. “È stata, la nostra - ha affermato Pirillo - un’azione sinergica portata avanti con il contributo determinante del presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, che nella seduta decisiva dello scorso 31 ottobre, ha saputo ottenere una cifra che garantirà sicuramente il definitivo rilancio dell’agricoltura calabrese”. “Già alla fine del duemilacinque, grazie all’accelerazione della spesa avvenuta nella seconda metà dell’anno - è detto nel comunicato - la Calabria aveva evitato il disimpegno delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea, facendo del Feoga il fondo europeo con la migliore performance di spesa. “Anche alla fine del 2006 - ha aggiunto l’assessore - riusciremo a raggiungere livelli di spesa tali per cui eviteremo il disimpegno delle risorse, impiegando le stesse per investimenti utili a tutta l’economia regionale. Non dimentichiamoci infatti che l’agricoltura in Calabria resta il settore trainante dell’economia, in grado di far crescere oggettivamente l’intero Pil calabrese”. “È in corso di predisposizione - riporta ancora il comunicato - il Piano di sviluppo rurale che naturalmente seguirà le linee del Piano strategico nazionale, approvato congiuntamente al riparto dei fondi”. A giudizio di Pirillo “serve adesso una forte sinergia tra Regione, organizzazioni professionali e dei produttori e imprenditori agricoli per accelerare lo sviluppo di tutto il comparto. In tempi brevi avendo già consumato tutto il percorso concertativo, avremo il documento finale, spero con l’accordo di tutti gli attori. A quel punto, sarà sottoposto per la sua approvazione finale alla Giunta e al Consiglio”.
26/10/2006 18:29
Paura in Calabria e Sicilia per un forte terremoto
Alle 16.28 il sud Italia ha tremato. La scossa di terremoto, secondo i dati ufficiali dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si è ha avuto una magnitudo di 5.7. I dati preliminari dello stesso istituto parlavano di magnitudo 5.6. L'evento é stato avvertito dalla popolazione in Calabria, Sicilia, Puglia e con minore intensità in Basilicata. In molte zone la gente è scesa in strada. Si tratta, dicono gli esperti, della scossa più forte da trent'anni a questa parte nel Tirreno.
L'epicentro del terremoto si trova in mare a poca distanza dall'isola di Stromboli, ad una profondità di 208,8 chilometri. Le province maggiormente interessate, sempre secondo l'Ingv, sono quelle di Vibo Valentia, Messina e Reggio Calabria. Nessun danno a cose o persone viene comunque segnalato dal Dipartimento della protezione civile regionale della Calabria, dove sono giunte numerose telefonate da parte di cittadini. Molte le chiamate anche al centralino del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, ma anche in questo caso non è stato segnalato nessun danno.
E un invito alla calma arriva da Enzo Boschi, direttore dell'Ingv: "La scossa di questo pomeriggio, tra la Sicilia e la Calabria - dice -, è avvenuta in una zona molto ben identificata, l'unica del Mediterraneo in cui ci possono essere terremoti con epicentri a grandi profondità. Infatti, è stato registrato a oltre duecento chilometri sotto il mare. E per questo è stato avvertito in una zona molto vasta: tanto più è profondo l'epicentro, tanto più l'onda d'urto in superficie è vasta. Non c'è però nessun effetto disastroso, questo genere di terremoti fanno vibrare le cose, ma non producono grandi danni". Per Boschi, inoltre, non c'è alcuna relazione con la nuova fenditura dell'Etna, nè con le altre scosse sismiche registrate sempre oggi in Friuli e ad Isernia e neppure come quelle di ieri a Cassino in provincia di Frosinone e a Reggio Emilia.
"E' l'Africa che s'infila sotto l'Europa - spiega il geologo Mario Tozzi - La scossa di oggi conferma, e non ce n'era bisogno, che quella zona è tra le più attive d'Italia. Tutti i terremoti dalla Sicilia a Gaeta hanno la stessa origine. Un monito - insiste Tozzi - per tutti: in quell'area bisogna stare attenti a quello che si costruisce".
Il sisma di oggi pomeriggio ha mandato quasi fuori scala gli strumenti dell'osservatorio sismologico Andrea Bina di Perugia. In Umbria il sisma non sarebbe stato comunque avvertito dalla popolazione. La scossa ha avuto una magnitudo simile a quella che il 26 settembre del 1997 interessò l'Umbria e le Marche, valutata in 5.9 gradi della scala Richter.
26/10/2006 09:48
Giovane si lancia dal ponte di Catanzaro
CATANZARO. Un giovane di 25 anni si è ucciso lanciandosi dal viadotto Bisantis, a Catanzaro, sotto gli occhi della madre che ha assistito impotente alla scena. Secondo una prima ricostruzione della polizia, il giovane, insieme alla madre, stava attraversando a piedi il viadotto, uno dei più alti d’Europa a campata unica, quando, improvvisamente, si è arrampicato sulla spalliera e si è lasciato cadere nel vuoto. La donna, colta da choc, è stata soccorsa da alcuni automobilisti che hanno avvertito polizia e carabinieri. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per le ricerche sul greto del torrente Fiumarella, che scorre sotto il viadotto.
25/10/2006 15:01
Taglia piante di faggio: denunciato dal Corpo Forestale dello Stato
Badolato. Il personale del comando stazione forestale di S. Caterina unitamente a personale del NIPAF (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale), nel corso dei servizi di controllo e di sorveglianza per la repressione degli illeciti in materia ambientale, hanno sorpreso un uomo, P.A., che nel comune di Badolato in località “Infangati” aveva provveduto a tagliare abusivamente 6 piante di faggio appartenenti al demanio boscato del Comune di Badolato. Il personale del CFS ha individuato P.A. mentre a bordo di un autocarro stava trasportando il materiale legnoso proveniente dal taglio furtivo delle piante poco distante dal luogo in cui le piante erano state tagliate. Le piante di faggio di diametro rilevante fino a 48 centimetri, erano state già depezzate e pronte per essere vendute sul mercato locale. Attraverso le impronte dell’autocarro ed i rilievi effettuati sulle ceppaie e sulle piante tagliate si è risaliti al luogo in cui le piante erano state tagliate, costituito da un bosco di faggio di rilevante valenza ambientale e vincolato sia paesaggisticamente che idrogeologicamente. Sia le piante tagliate, in quanto corpo del reato, che l’autocarro la motosega e gli attrezzi usati per il taglio sono state sottoposte a sequestro e poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente al quale P.A. è stato deferito per il reato di furto. È stata anche contestata una violazione amministrativa alle norme in materia di vincolo idrogeologico.
22/10/2006 12:13
Giuseppe Valelà, che spavento!
Ieri l'altro, di buon mattino, Giuseppe Valelà (Peppinu di Lu Guardianu) assieme a Francescantonio Barbara, si reca in montagna alla Lacina in cerca di funghi e si accordano di ritrovarsi, nel posto dove parcheggiano la macchina, per le nove. Ma alle nove Giuseppe non si presenta, forse tarda perchè ha trovato tanti funghi, e invece non torna per tutta la giornata. Allora scattano le ricerche; tutto il paese si riversa in montagna nella speranza di poterlo trovare. Cala la notte, la nebbia, piove e s'incomincia a temere il peggio, forse ha avuto un malore oppure è caduto in un burrone. Le ricerche diventano impossibili sia per il buio che per il fatto che Peppino soffre di sordità e quindi non sente nessun richiamo. Tutta la notte, con oltre venti fuoristrada ed auto vengono battute tutte le stradelle della montagna, ma senza nessun risultato. Ieri mattina, oltre quaranta persone, pattuglie della forestale, carabinieri e polizia partono di nuovo per battere a tappeto tutta la montagna ma tutto sembra vano ed è quasi l'una quando è stato visto in un'auto che l'aveva raccolto vicino Pietracupa. Ora è in ospedale in stato confusionale, comunque il peggio è passato e dovrebbe tornare presto a casa.
21/10/2006 16:07
“I calabresi siamo un’altra cosa” . L’ex presidente di Confindustria, Callipo, interviene sulla trasmissione “Anno Zero” andata in onda giovedì
Noi calabresi onesti non ci riconosciamo nell’immagine che i nostri politici hanno dato della Calabria nella trasmissione di Michele Santoro. Dobbiamo gridarlo forte, perché altrimenti qui è la fine”. Lo afferma l’imprenditore Filippo Callipo, ex presidente di Confindustria Calabria. “Un conto - aggiunge Callipo - è la Calabria della politica, così come è stata crudamente rappresentata da “Anno zero” e dai politici presenti in studio, un conto è la Calabria di chi lavora e vive in questa bellissima regione che, purtroppo, paga un prezzo altissimo per responsabilità non proprie, ma a causa di una parte della politica che forse non si rende neppure conto dei danni che sta provocando, a noi imprenditori sani, a noi professionisti, a noi gente comune, a noi cittadini che amiamo la nostra regione e che dobbiamo ribellarci alla condizione di inferiorità civile e democratica cui la trasmissione ci ha involontariamente relegati. Noi calabresi non siamo remissivi e conniventi col malaffare o con la criminalità. Purtroppo però spesso il nostro disagio - anche espresso ed urlato, come a me è più volte capitato - non è recepito dallo Stato e dalle sue articolazioni, cosi si resta in una solitudine che fa venire a galla solo il peggio che pure in Calabria c’è e che nessuno intende negare o sottacere. Sto ricevendo decine e decine di telefonate di amici di tutta Italia - prosegue Callipo - di imprenditori semplicemente sbalorditi del quadro calabrese proposto dai nostri politici nella trasmissione di Santoro e faccio fatica ad affermare le ragioni della Calabria onesta che nonostante le difficoltà, i ricatti ambientali e la presenza di una criminalità invasiva, c’è, ed è forte, pulsa, ma non trova spazio nelle istituzioni, nelle sedi dove si fanno le scelte importanti; fa fatica persino ad esprimersi perché ogni spazio è occupato dalle clientele, dall’assistenzialismo politico, dalla politica vecchia che non cambia mai e premia i peggiori e fa andare via i talenti e le nostre migliori intelligenze”. “Non avrei voluto più parlare di politica - afferma ancora Callipo - perché capisco che alcuni percorsi debbano fare il loro iter fino alla fine per svelare i contenuti di cui sono portatori, ma dopo la trasmissione di Santoro non è più possibile il silenzio di tutti noi che, a causa delle incapacità della politica a migliorarsi ed a migliorare la qualità delle istituzioni, rischiamo di finire non più fuori dall’Italia ma fuori dall’Europa civile e confinati in un limbo in cui nessuno vuole più mettere piede. Ma ci rendiamo conto di cosa significhi offrire all’Italia uno spettacolo cosi degradante delle nostre Istituzioni e dei suoi principali uomini di governo? Cosa significhi far credere all’Italia ed all’Europa che in Calabria tutto è mafia e che la mafia controlla tutto e addirittura le Istituzioni, che è dentro la politica e che la politica, anche quella da cui ci attendevamo un cambiamento, è prigioniera di zone grigie, di affarismi, di un vecchio modo di gestire le risorse pubbliche? Anzitutto significa che ci giochiamo ogni possibilità di attrarre investitori pubblici e privati e che il nostro sviluppo economico ed ogni possibilità di rilancio turistico e ambientale, sociale e culturale, dopo trasmissioni come quella di ieri, sono seriamente compromessi. No, non si può tacere lo sdegno che i calabresi liberi debbono avvertire, occorre reagire a questo scempio politico, e dobbiamo farlo veramente tutti, imprenditori, professionisti, impiegati, disoccupati. Dobbiamo reagire e fare in modo che la Calabria degli onesti ritrovi un suo protagonismo e dialoghi col Paese, cosi come occorre che la buona politica, che pure c’è, reagisca, esca da questa cappa di compromessi opachi e stia accanto alla gente, comprenda il disagio di chi fa sviluppo in Calabria anche grazie alla fiducia di cui godiamo e capisca che se viene meno la fiducia del Paese - cosi come sta accadendo da qualche anno - persino nella parte pulita della nostra regione rischiamo di divenire lo zimbello d’Europa. A tutto ciò dobbiamo reagire - conclude l’imprenditore Callipo - non per il nostro personale interesse, ma per l’interesse delle nuove generazioni, dei nostri figli che subiscono gli effetti negativi di un’idea pessima sulla Calabria e per l’amore verso questa terra che davvero non merita di essere cosi maltrattata”.
20/10/2006 18:25
Finanziaria, ecco le difficoltà dei sindaci. Di FERRUCCIO SCHIAVELLO*
Da attento osservatore della politica, nazionale e locale, non poteva sfuggirmi quanto sta avvenendo con la nuova manovra Finanziaria presentata dal governo Prodi, ma soprattutto quali effetti la stessa va a produrre. Tasse, che colpiscono fortemente ed indiscriminatamente aziende, piccoli lavoratori autonomi e dipendenti. Insomma tutte le famiglie, particolarmente quelle meno agiate. Ma, soprattutto ci saranno forti tagli ai bilanci di enti e istituzioni pubbliche.
Il federalismo che abbiamo respinto con il referendum, ci è stato ripresentato sotto forma di legge finanziaria. I tagli ai bilanci dei comuni, anche se rivisti dopo le proteste dei sindaci, non fanno altro che accentuare ed accellerare il federalismo nella forma più pungente. Ciò impone ai sindaci severità di spesa e oculatezza di gestione. I tempi delle vacche grasse e delle sagre del ranocchio sono finiti. Bisogna prenderne atto. L'obiettivo dovrà essere quello di riuscire a fornire tutti i servizi, anche discretamente, senza appesantire ulteriormente le tasche dei cittadini che in una economia povera come la nostra non farebbe altro che far scappare intere famiglie in cerca di lavoro stabile, contribuendo allo spopolamento dei nostri paesi montani. Certo, non sarà facile per i sindaci di piccolissimi centri urbani che già soffrono nelle attuali condizioni subire ulteriori tagli. Basti pensare che oltre 80% della somma complessiva dei bilanci è destinata al pagamento degli stipendi e dei contributi previdenziali del personale, il restante 20% serve per l'ordinaria amministrazione. Riuscire a pareggiare i bilanci continuando ad erogare in maniera discreta i vari servizi non sarà sicuramente cosa facile. I servizi costano e continueranno a costare sempre più. Forse, fare il Sindaco oggi, comincia a non essere più un vero affare. L'autonomia locale è diventata realtà,che ci piaccia oppure no. Le risorse economiche per erogare i servizi e quanto altro possa servire alla normale vita di una comunità devono essere reperite all'interno della stessa comunità. Ciò comporterà, da parte dei comuni, un inevitabile elevamento alla massima aliquota dei servizi erogati. Allora, cosa fare? Come riuscire ad amministrare, erogando servizi e contestualmente creare sviluppo e lavoro senza toccare le tasche dei cittadini? Certo la risposta non sarà molto semplice. Per arrivare a ciò bisogna cambiare completamente registro e mentalità amministrativa. Credo si imponga lungimiranza, con scelte serie e coraggiose. Bisogna abbandonare il campanilismo e consorziarsi in un unico e più grande comune.
Ecco, creare un solo e grande comune che possa racchiudere tutti gli abitanti di una determinata zona. Questa potrebbe essere la soluzione. Io mi rivolgo ai sindaci del comprensorio delle Serre, Quali Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario, Mongiana, Fabrizia, Nardodipace, Vallelonga, Chiedendo loro un atto di coraggio. Vi chiedo di lasciare da parte le ambizioni e le aspirazioni personali (di potere) per il bene della collettività di una intera zona.
In un mondo in cui le frontiere non esistono più, in un mondo ormai interamente globalizzato, non si può essere sindaci di realtà piccole. Non si può essere sindaci di un paese che ha gli stessi abitanti di un condominio di una città. Non si può continuare ad avere un'organizzazione amministrativa super costosa per governare paesi di tre o quattrocento persone, significherebbe nell'arco di pochi anni annientare quella popolazione, quel territorio, quella cultura, quelle tradizioni. Significherebbe fermare il tempo, nell'era della digitalizzazione e dell'interatività. Alleggerire e ottimizzare la gestione. creare futuro, sviluppo, e nuovi più ampi servizi. Questo l'unico e solo obiettivo per riuscire a sopravvivere, per ripartire ed essere competitivi. Servono piani regolatori urbani per grandi aree, servono politiche economiche rivolte ai giovani, aree fiera per esposizioni di grandi aziende e rivolte al grande pubblico, grandi e veloci vie di comunicazione. Serve richiamare l'attenzione dei grandi investitori nazionali ed internazionali, bisogna creare, ma, soprattutto, vendere immagine. Insomma, serve pensare in grande perchè restando piccoli, disuniti e non compatti si continuerà a non contare nulla. Più siamo uniti, più attenzioni avremo dalla politica con maggiori investimenti pubblici e privati, perché saremmo un bacino importante per numero di abitanti, dove vale la pena investire e creare sviluppo.
Continuando così continueremo ad avere servizi (vedi ospedale) solo sulla carta e non certo nei fatti. Continueremo a non avere centri di aggregazione sociale. Pensate, nelle Serre non esiste un cinema o un teatro. Continueremo a non avere luoghi di incontro e di assistenza per anziani, continueremo a non avere strade, scuole e risorse economiche per creare sviluppo destinato non a pochi ma a tutti. In un andamento demografico a nascita zero, serve far arrivare persone da fuori, per turismo, lavoro, studio. Bisogna invitare e dunque fare arrivare in loco, per poi imparare a conviverci, extracomunitari vedendo in loro una risorsa importante e non un pericolo.
Alternativa a ciò sarà emigrazione, esodo di massa. Insomma continueremo a soffrire, a stare lontano dalle grandi platee e dalla cultura dai mercati nazionali ed internazionali e da ciò che conta veramente. Certo non sarà facile mettere tutti d'accordo, ma vi invito a provarci.
Serve, un atto di buona volontà per la sopravvivenza delle nostre stupende aree storiche, naturali ed ambientali. Provateci, e se doveste riuscire, forse poi sarete veramente ricordati nei tempi che verranno da gente che ancora oggi non è nata.
*Imprenditore-Serra San Bruno
15/10/2006 08:48
Un anno fa l’omicidio di Francesco Fortugno Lunedì prossimo si commemora l’uccisione del vicepresidente del Consiglio regionale
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno, esponente della Margherita, e' stato ucciso il 16 ottobre dello scorso anno, poco dopo le 17,30, mentre si trovava nell'androne di Palazzo Nieddu Del Rio, su corso Vittorio Emanuele, nel centro di Locri (Reggio Calabria, dove era stato allestito un seggio dell'Unione per le elezioni primarie in vista delle politiche. Il killer ha esploso contro di lui cinque colpi di pistola calibro 9, irrompendo mentre Fortugno stava parlando con alcune persone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, chi ha ucciso il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, lo ha seguito da casa fino al seggio, quando e' entrato in azione il sicario che, dopo avere sparato a bruciapelo, e' uscito indisturbato raggiungendo l'autovettura dove lo aspettava il complice. Sposato con l'attuale deputato Maria Grazia Lagana', padre di due figli, quando e' stato ucciso aveva 54 anni. Medico specialista in chirurgia generale e medicina legale, Fortugno era primario in aspettativa del pronto soccorso dell'ospedale di Locri. Dopo cinque mesi di indagini, per l'omicidio del politico sono stati eseguiti nove provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettante persone considerate vicine alla famiglia dei Cordi'. Nel giugno scorso, sono scattate le manette intorno ai polsi di quelli che vengono considerati i mandanti dell'assassinio: Alessandro Marciano', 55 anni, caposala all'ospedale di Locri, e suo figlio Giuseppe, 28. L'inchiesta sul delitto vine coorsinata dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Un'altra inchiesta e' stata aperta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ed ha preso il via dall'esame di alcune interrogazioni che il rappresentante della Margherita aveva presentato, in qualita' di consigliere regionale di opposizione, nella precedente legislatura, nelle quali venivano denunciate una serie di irregolarita' e il presunto sperpero di denaro pubblico nella gestione dell'Azienda sanitaria di Locri. Fatti circostanziati, secondo Fortugno, che hanno portato nei giorni scorsi all'emissione di quattro avvisi di garanzia a due ex assessori regionali alla Sanita', Giovanni Luzzo e Giovanni Filocamo, quest'ultimo anche commissario straordinario dell'As di Locri ed ex deputato di Forza Italia, al dirigente medico dell'ospedale di Locri Luigi Giugno e all'ex commissario straordinario dell'Azienda locrese Manuela Stroili. L'Asl di Locri attualmente e' commissariata, su decisione del Governo, per presunte infiltrazioni mafiose. Dopo il delitto Fortugno il Governo decise anche l'invio a Reggio Calabria, con i poteri di superprefetto, di Luigi De sena, allora vice capo della Polizia. Intantyo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto in questi giorni ai suoi collaboratori una informativa sullo stato delle indagini riguardanti l'omicidio Fortugno. L'iniziativa e' stata presa dopo ripetuti appelli a far luce sulla vicenda da parte della vedova dell'esponente politico calabrese. Il 16 di questo mese ricorrera' l'anniversario dell'omicidio. "La continuita' di attenzione per l'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria tra il Presidente Ciampi e il Presidente Napolitano, ci fa sperare che questa Altissima Magistratura non lascera' sole le vittime della mafia nella loro battaglia quotidiana per l'affermazione di verita' e giustizia". Lo afferma Maria Grazia Lagana', vedova di Franco Fortugno, commentando l'interessamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sullo stato delle indagini sul delitto del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria.
07/10/2006 16:12
San Gregorio d’Ippona/ Il primo cittadino getta la spugna: “La democrazia è venuta meno”
Si è dimesso il sindaco Farfaglia
San Gregorio d’Ippona/ Il primo cittadino getta la spugna: “La democrazia è venuta meno”
Il sindaco di San Gregorio d’Ippona, Pasquale Farfaglia, ha gettato la spugna. Come aveva anticipato all’Agi, a mezzogiorno in punto di ieri si è recato nel palazzo del piccolo centro per far protocollare le sue dimissioni dall’incarico di primo cittadino. “Ciò che mi induce a rassegnare le dimissioni - ha detto - non è dovuto alla sensazione di non essere incolume da gesti scellerati di qualche balordo che si compiace di operare gesti intimidatori contro la mia persona e la mia famiglia, quanto la convinzione che in questo Comune la democrazia ha ceduto di fronte a coloro i quali attraverso numerosi atti vandalici ed intimidatori mi hanno delegittimato senza che le autorità preposte riuscissero ad attuare un minimo d’intervento. Non posso ancora vanificare il mio operato nella ricerca dell’appoggio e del conforto delle istituzioni dalle quali mi sento abbandonato”. Pasquale Farfaglia, 41 anni, ingegnere, consigliere provinciale dell’Udc, era stato rieletto alla carica di sindaco qualche mese addietro dopo lo scioglimento del Consiglio comunale a causa della bocciatura del bilancio da parte di alcuni consiglieri. Alcuni di questi ultimi, successivamente, furono coinvolti in vicende giudiziarie. Farfaglia, insomma, rappresenta una sorta di personaggio scomodo, non funzionale alla ‘ndrangheta e quindi da combattere con attentati, illazioni, intimidazioni contro la sua persona e contro tutta quella comunità diventata ultimamente una specie di “Far West”. Attentati che non hanno risparmiato nemmeno il comandante della locale stazione dei carabinieri, che è stato trasferito in altra sede. Tra i più eclatanti quello del mese di agosto scorso ai danni del serbatoio dell’acqua potabile mediante una enorme quantità di cloro che in giuste dosi serve invece a purificarla. “Non sentendomi libero di esprimere il mio indirizzo politico ed amministrativo - ha detto infine Farfaglia - ritengo doveroso dimettermi e lasciare a chi, sicuramente più qualificato, saprà concludere o iniziare il cammino di sviluppo da me intrapreso. Mi dolgo di non aver dato seguito alle speranze di chi mi aveva dato fiducia, ma ritengo che non esistano i presupposti per una amministrazione serena”.
02/10/2006 16:32
Finanziaria. Il Presidente Loiero soddisfatto per i provvedimenti assunti dal Governo in favore della Calabria
C'è il via libera del Consiglio dei Ministri. Per il prossimo triennio la Calabria avrà a disposizione centosessanta milioni all'anno che serviranno per cofinanziare il settore idraulico-forestale. "Le risorse - afferma il Presidente della Regione Loiero nel darne notizia - sono state inserite nella Finanziaria. Ho avuto conferma dal ministro Mastella che mi ha chiamato durante i lavori del Consiglio. Con l'assessore Mario Pirillo, cui va dato atto del grande impegno per arrivare a questo risultato, ora - aggiunge Loiero - possiamo lavorare con più serenità, in sinergia con le forze sociali, per agganciare alla nuova programmazione comunitaria la forestazione quale fonte generatrice di ricchezza, dando sicurezza a migliaia di lavoratori. Sia il Presidente Loiero, sia l'assessore alla Forestazione Pirillo, hanno voluto ringraziare Romano Prodi per avere sbloccato una situazione così delicata e importante per la Calabria. Nei giorni scorsi - dice Loiero - mi sono sentito più volte col premier per discutere della questione riguardante i forestali calabresi. Debbo ringraziarlo per l'attenzione ancora una volta dimostrata nei confronti di quella Calabria che ha definito ‘regione prediletta' proprio perché è consapevole dei suoi bisogni. Assieme a Prodi, sento il dovere di ringraziare i ministri De Castro, Mastella, Bersani e, per l'azione svolta su altri fronti, il sottosegretario Minniti, perché hanno dimostrato una grande sensibilità nel darci una mano ben sapendo che la forestazione in Calabria è una voce importante della nostra economia. Mi rendo conto che trovare tanti soldi in finanziaria non era semplice (fino a ieri il capitolo neppure esisteva) per le condizioni in cui versa la finanza pubblica italiana e le straordinarie pressione che in questo momento sta subendo il Ministro Padoa Schioppa, ma alla fine le nostre ragioni sono state accolte".
Un particolare ringraziamento al Ministro De Castro è stato inviato dall'assessore Pirillo. "Gli ho caldeggiato lo stanziamento - afferma Pirillo - e ho preso un impegno che va ben oltre l'attuale esigenza finanziaria e che riguarda la riforma di tutto il comparto. Insomma - aggiunge Pirillo - dobbiamo voltare pagina, cominciando a lavorare in direzione di una forestazione finalmente auto-sostenibile, capace di produrre ricchezza per i lavoratori e, più in generale, per l'economia calabrese".
Il Piano quinquennale predisposto dall'Assessorato alla Forestazione, attraverso un comitato di esperti, secondo Pirillo "è un tentativo concreto di guardare oltre l'ordinario".
26/09/2006 13:12
Al via la caccia al cinghiale
La caccia al cinghiale sarà esercitabile su tutto il territorio provinciale di Vibo Valentia, senza l’obbligo per i cacciatori di restare entro i confini dell’Ambito territoriale di Caccia (Atc) nel quale risulta la propria “residenza venatoria”. È quanto ha deciso la Giunta provinciale, su proposta dell’assessore competente, Domenico Dominelli. In pratica, grazie a questo provvedimento, è possibile esercitare l’attività venatoria in deroga al Regolamento regionale di attuazione degli Atc, che altrimenti obbligherebbe i cacciatori a restare nel proprio Ambito territoriale di Caccia (nella provincia vibonese sono due, VV1 e VV2). Una norma che in passato ha creato non pochi disagi agli appassionati di questa disciplina, limitando notevolmente la mobilità dei cacciatori nell’ambito della stessa provincia. “In vista dell’approvazione da parte della Regione del calendario venatorio 2006/2007, varato poi a luglio - spiega Dominelli -, e d’accordo con le associazioni di categoria, suggerimmo di inserire nel provvedimento un’esplicita possibilità di deroga al divieto di mobilità tra gli Atc locali, a patto che questa venisse autorizzata dalle Giunte provinciali. La nostra istanza fu accolta dalla Regione, che nell’elaborare il calendario venatorio ha previsto, con riferimento alla caccia al cinghiale, la possibilità di derogare al divieto in questione”. Si tratta di un provvedimento molto atteso dai cacciatori interessati a questo tipo di selvatico, che già preparano le doppiette in vista del 2 ottobre, data di inizio della caccia al cinghiale, che si chiuderà tre mesi dopo, il 31 dicembre.
22/09/2006 13:24
C’è una criminalità agricola. La denuncia della Cia sulla “tratta” degli olivi secolari dalle campagne calabresi.
È ormai divenuto un vero e proprio business. È possibile acquistarli addirittura anche attraverso Internet e il loro prezzo varia da tre a diecimila euro: è il “supermarket” degli olivi secolari. Una “tratta” messa in atto da bande criminali che, su commissione, rubano gli alberi i quali, soprattutto dalla Puglia, ma anche dalla Calabria e da altre zone del Sud vocate all’olivicoltura, prendono le vie del Nord Italia. Il tutto per abbellire giardini e parchi privati. Un fenomeno sempre più crescente che la Cia-Confederazione italiana agricoltori torna a denunciare chiedendo che venga al più presto emanata una legge per bloccare questo assurdo scempio. Secondo la Cia, occorre intervenire per tutelare un patrimonio inestimabile che contraddistingue regioni come la Puglia, dove vi sono più di 50 milioni di piante d’ulivo, il cui prodotto viene lavorato da oltre 250 mila aziende. È indispensabile, quindi, fare in modo che questo criminale e redditizio commercio venga sconfitto. Siamo infatti in presenza non solo di un danno, pur grave, di carattere economico, ma soprattutto al “furto del paesaggio”. Il fenomeno - spiega la Cia - è nato in sordina alimentato dal desiderio di alcune persone facoltose di abbellire le loro ville. Ora, invece, è esploso in maniera dirompente e gli agricoltori ne pagano, purtroppo, il prezzo più alto. Ad essi i “predoni degli ulivi” sottraggono piante nel giro di una notte. Un commercio -rileva la Cia- che non è soltanto il frutto di furti messi a segno da bande criminali organizzate, ma ad accrescerlo vi sono anche proprietari di uliveti che, aggirando le leggi (che nel caso specifico sono assai blande), piazzano i loro secolari alberi al migliore acquirente. Nonostante negli ultimi anni larga parte dell’opinione pubblica sia stata sensibilizzata sul fenomeno del furto e del commercio di alberi d’olivo secolari e monumentali, lo scempio continua. Anzi, cresce, arrecando notevoli danni. “Per tale ragione -afferma il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi- chiediamo al governo un’azione forte affinché intervenga legislativamente a tutela del patrimonio e da un punto di vista preventivo si applichino le norme esistenti penali e civili, che vietano il furto, il commercio illecito e l’estirpazione non autorizzata degli ulivi secolari”. Circa un quarto degli olivi italiani sono ultrasecolari; tali da essere considerati veri esempi di arte sempre viva cui gli agricoltori dedicano cure, attenzioni e investimenti per il loro mantenimento. Non è più tollerabile -aggiunge il presidente Politi- che migliaia di questi esemplari siano prima oggetto di furto e poi di vendita lontano dal luogo d’origine”. Alcune amministrazioni locali hanno assunto decisioni per la catalogazione di questi alberi e la regione Puglia ha di recente presentato un disegno di legge che prevede l’apposizione sul tronco di una targhetta identificativa e multe fino a 30 mila euro per ogni pianta danneggiata, e spiantata o illecitamente commercializzata e la stessa legge 144 del 1951, tuttora in vigore, pone precisi vincoli nel trattamento degli olivi, ma la questione riguarda tutte le aree olivetate del Paese.
07/09/2006 18:04
“Si vuole smantellare la forestazione”
“Un provvedimento iniquo, quello assunto dalla maggioranza e dal governo della Regione Calabria che di fatto sancisce ufficialmente, senza peraltro attuare un minimo di dibattito pubblico e/o istituzionale in un confronto fra maggioranza e minoranza nel consiglio e senza il coinvolgimento delle maestranze lavorative e la mortificazione della necessaria concertazione con le organizzazioni sindacali di settore, la dissoluzione e lo smantellamento della forestazione calabrese”. Lo ha detto il capogruppo dell’Udc alla Regione, Giovanni Nucera, nel corso di una riunione a Reggio con i lavoratori idraulico forestali “preoccupati dalle non belle notizie e che si rincorrono sul futuro della forestazione in Calabria”. Per il capogruppo regionale dell’Udc, “la decisione di trasferire alle Comunità montane la forza lavoro di un settore così vitale per l’economia calabrese, polverizzando così gli interventi e l’utilizzazione dei forestali calabresi, sminuisce ancor più quella politica tesa non solo alla salvaguardia del territorio ma a quella necessaria valorizzazione delle immense ricchezze boschive e della montagna che a tal modo vengono ulteriormente depauperate. Assegnare ad una lunga serie di enti locali l’utilizzazione dei forestali - sottolinea Nucera - significa svuotare di contenuto una programmazione che dovrebbe guardare ad elevare la produttività attraverso progetti specifici riguardanti la politica ambientale, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la valorizzazione dei parchi, la lotta agli incendi boschivi, oltre alla incentivazione delle filiere produttive del legno e del turismo. La necessità di porre subito mano ad una seria programmazione regionale così come tante volte richiesto dalle stesse associazioni sindacali ormai è un fatto ineludibile non solo per schiacciare definitivamente gli antichi pregiudiz | | | |